FÄK FEK FIK - Le tre giovani . Werner Shwab - (01/07/15)


CANALE:
Romexpo – Roma Fringe Festival 14 Giugno 2015
FÄK FEK FIK - LE TRE GIOVANI - WERNER SCHWAB
Regia: Dante Antonelli – Attrici-Autrici: Martina Badiluzzi, Ylenya Giovanna Cammisa, Arianna Pozzoli – Allestimento scenico : Francesco Tasselli – Ambiente sonoro: Samuele Cestola – Gestione Progetto: Annamaria Pompili Ufficio Stampa: Marta Scandorza – foto: Gabrielle Savanelli – video: Francesco Tasselli – Illustrazioni: Serena Schinaia – Progetto Grafico: Donato Loforese
Compagnia collettivo Sch.lab
Associazione culturale Teatro A Vista
FÄK FEK FIK – LE TRE GIOVANI – WERNER SCHWAB è un lavoro autorale e interpretativo che nasce dalla drammaturgia di Werner Schwab.Tre giovani attrici affrontano il paesaggio dei riferimenti della produzione del drammaturgo austriaco con l’obiettivo di realizzare una scrittura originale, che inizia dove lo spettacolo Le Presidentesse finisce, portando sulla scena quello che Schwab stesso non ha mai scritto. Lo ha consegnato come una visione ai posteri, alle future generazioni di giovani dissidenti: una cucina vuota, uno schermo che diventa sempre più grande, desideri d’amore sempre più contorti e incerti, emarginazioni sempre più silenziose, periferie di un mondo globalizzato al centro di un’indagine acuta e ironica, appassionata ma spietata.
Romexpo – Roma Fringe Festival 14 Giugno 2015
FÄK FEK FIK - LE TRE GIOVANI - WERNER SCHWAB
Regia: Dante Antonelli – Attrici-Autrici: Martina Badiluzzi, Ylenya Giovanna Cammisa, Arianna Pozzoli – Allestimento scenico : Francesco Tasselli – Ambiente sonoro: Samuele Cestola – Gestione Progetto: Annamaria Pompili Ufficio Stampa: Marta Scandorza – foto: Gabrielle Savanelli – video: Francesco Tasselli – Illustrazioni: Serena Schinaia – Progetto Grafico: Donato Loforese
Compagnia collettivo Sch.lab
Associazione culturale Teatro A Vista
FÄK FEK FIK – LE TRE GIOVANI – WERNER SCHWAB è un lavoro autorale e interpretativo che nasce dalla drammaturgia di Werner Schwab.Tre giovani attrici affrontano il paesaggio dei riferimenti della produzione del drammaturgo austriaco con l’obiettivo di realizzare una scrittura originale, che inizia dove lo spettacolo Le Presidentesse finisce, portando sulla scena quello che Schwab stesso non ha mai scritto. Lo ha consegnato come una visione ai posteri, alle future generazioni di giovani dissidenti: una cucina vuota, uno schermo che diventa sempre più grande, desideri d’amore sempre più contorti e incerti, emarginazioni sempre più silenziose, periferie di un mondo globalizzato al centro di un’indagine acuta e ironica, appassionata ma spietata.
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