Viva Falcone - (06/11/16)


CANALE:
Teatro Lo Spazio 19 OTTOBRE 2016
VIVA FALCONE
Di e con Antonio Lovascio
 Partendo da una storia autobiografica il racconto passa attraverso la carne di Salvatore San Filippo, vero e proprio eteronimo di Antonio Lovascio. Il ritmo è vivace e richiama la vitalità tipica del popolo siciliano. Molta attenzione viene dedicata ai suoni, che provengono dalla mescolanza di culture diverse, da quella greca a quella araba, per fondersi nell’inconfondibile musicalità mediterranea. La Sicilia è una terra antica dove ogni gesto, ogni segno, ogni parola è codificata e si esprime attraverso un linguaggio criptato che solo un profondo conoscitore della cultura siciliana può comprendere. Ma nello spettacolo: il rito, il gioco, gli aneddoti, le usanze, le mezze parole, i proverbi, i canti popolari, diventano colonna sonora per una danza dal carattere ancestrale, che coinvolge gli spettatori rendendoli consapevoli di essere parte di una medesima cultura, quella italiana.
L’attore/Personaggio Salvatore San Filippo narra il suo viaggio in Sicilia attraverso ricordi, epifanie e azioni che lo porteranno a trasformarsi continuamente, ad entrare e uscire da molteplici personaggi e da svariate situazioni… compare improvvisamente il ragazzo delle granite il cui grido sembra un antico canto arabo, prende forma un pupo siciliano che recita versi dalla Gerusalemme Liberata, il boss Michele Greco minaccia subdolamente Giovanni Falcone, arriva la suggestiva processione dei Casciari, fino al turbine dei personaggi che si materializzano sulla scena direttamente dalla testa di Salvatore, per approdare in fine al drammatico momento della strage di Capaci  e concludere senza concludere, lasciando aperto ogni dialogo e ogni possibile confronto. 
Teatro Lo Spazio 19 OTTOBRE 2016
VIVA FALCONE
Di e con Antonio Lovascio
 Partendo da una storia autobiografica il racconto passa attraverso la carne di Salvatore San Filippo, vero e proprio eteronimo di Antonio Lovascio. Il ritmo è vivace e richiama la vitalità tipica del popolo siciliano. Molta attenzione viene dedicata ai suoni, che provengono dalla mescolanza di culture diverse, da quella greca a quella araba, per fondersi nell’inconfondibile musicalità mediterranea. La Sicilia è una terra antica dove ogni gesto, ogni segno, ogni parola è codificata e si esprime attraverso un linguaggio criptato che solo un profondo conoscitore della cultura siciliana può comprendere. Ma nello spettacolo: il rito, il gioco, gli aneddoti, le usanze, le mezze parole, i proverbi, i canti popolari, diventano colonna sonora per una danza dal carattere ancestrale, che coinvolge gli spettatori rendendoli consapevoli di essere parte di una medesima cultura, quella italiana.
L’attore/Personaggio Salvatore San Filippo narra il suo viaggio in Sicilia attraverso ricordi, epifanie e azioni che lo porteranno a trasformarsi continuamente, ad entrare e uscire da molteplici personaggi e da svariate situazioni… compare improvvisamente il ragazzo delle granite il cui grido sembra un antico canto arabo, prende forma un pupo siciliano che recita versi dalla Gerusalemme Liberata, il boss Michele Greco minaccia subdolamente Giovanni Falcone, arriva la suggestiva processione dei Casciari, fino al turbine dei personaggi che si materializzano sulla scena direttamente dalla testa di Salvatore, per approdare in fine al drammatico momento della strage di Capaci  e concludere senza concludere, lasciando aperto ogni dialogo e ogni possibile confronto. 
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