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Musica per parole



Colosseo Nuovo Teatro 23 febbraio 2013 “MUSICA PER PAROLE” brani eseguiti dal Maestro Antonio Di Pofi da lui composti per gli allestimenti di opere teatrali e sceneggiature cinematografiche di Giuseppe Manfridi. Al violoncello Kyung Mi Lee.
1.3.13
 

Performativa



Cine Teatro 26 Febbraio 2013 “PERFORMATIVA” di e con Antonio Bilo Canella. La Performazione è una ricerca onesta, che apre le porte ad una nuova possibilità teatrale legata al superamento del copione; allo stesso tempo, in questa forma attuale, vuole tenere aperta la relazione con un pubblico : diciamo che è una sorta di rito, aperto, che tocca sacro e profano. Vorrei chiarire che la Performazione non è semplice improvvisazione e non ha nulla a che vedere con le esperienze di teatro estemporaneo che ho avuto modo di reperire in tutto il mondo su internet: la Performazione prevede per mesi uno studio accurato e intellettuale al massimo grado di questa accezione, sui materiali che costituiranno "l'universo di riferimento"; le tecniche usate per la manifestazione spettacolare non hanno confini (danza, voce, pantomima, cabaret, etc...) e sicuramente non si limitano (come succede nella totalità delle ricerche improvvisative teatrali che visto) al teatro borghese (uomo in piedi che parla...). Ho creato una preparazione che è in grado di accompagnare degli attori, qualora vogliano andare oltre il mestiere, a questa creazione dal nulla, estemporanea, collettiva ed in presenza di pubblico. Questo "modo" porta con se alcuni valori che per noi è fondamentale affermare: necessità di un Ascolto totale e di una fiducia incondizionata nei compagni; fiducia che la sinergia totale di più di una persona crei una misteriosa entità altra che supera la somma delle parti (vedi Gestalt o Emergentismo); capacità di tuffarsi nel Vuoto e di andare oltre al pensiero; consapevolezza di poter essere dei tramiti più che degli interpreti, smussando così un po' l'ingombrante presenza dell'Io. Se non ci sono queste cose la Performazione non funziona, non si può fare, per cui è un sistema di feedback per gli artisti realmente crudele ed efficace. Dal 1997 Antonio Bilo Canella ed Hossein Zardust Taheri hanno iniziato a presentare risultati pubblici della loro ricerca sulla natura dell'Evento Teatrale e sull'Arte dell'Improvvisazione (Performazione ).
1.3.13
 

Factory - L'importanza della ruota

Factory - Ex Mattatoio di Testaccio dal 8 Febbraio al 3 Marzo 2013 “Festival della Creatività”. Festival creato come un investimento per rivolgere a tutti i giovani artisti della città di Roma una possibilità espressiva. Per quattro week end i circa 250 protagonisti della manifestazione, tra artisti, attori, registi e performer under 35, regaleranno alla capitale il loro talento, la loro fantasia, la loro capacità di espressione artistica. Lo spazio di Factory rimarrà a disposizione dei giovani autorizzati ad “occuparlo” con le proprie idee e proposte costruttive per la città. A confermare Factory come laboratorio polivalente e vivace ribalta di idee, l’Assessorato ai Giovani non ha posto nessuna regola o limite su temi e linguaggi: denominatore comune sono esclusivamente l’età degli autori - rigorosamente sotto la soglia dei 35 anni - e l’appartenenza al territorio di Roma - come residenti, domiciliati o iscritti ad un corso di formazione della città. Lo stesso nome Factory è stato scelto direttamente dai giovani attraverso un sondaggio online sui social network. In linea con altri spazi simili presenti in altre capitali europee, come il Matadero di Madrid, Factory si propone come spazio di intenso e continuo fervore creativo, per diventare “un punto di riferimento per chi non rinuncia alla cultura e cerca proposte di qualità accessibili perché gratuite.




24 Febbraio 2013 “L'IMPORTANZA DELLA RUOTA PER IL CRICETO” scritto e diretto da Antonella Civale. Con: Pio Stellaccio, Marianna de Pinto, Masaria Colucci, Alessandra Mortelliti e Giuseppe Pestillo. Caratterizzata da un linguaggio contemporaneo e ricercato, l’intera pièce è un’introspezione di Maurizio, trentacinquenne mediocre e schivo, vittima della propria indolenza, del timore di sé e del futuro, intrappolato in una ruota per criceti sulla quale si ha l’illusione di correre ma in realtà si resta immobili. La consapevolezza della stasi in cui lentamente soffoca e l’incapacità di reagire lo porteranno a scaricare la sua frustrazione in modi imprevisti e grotteschi.
1.3.13
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Pazza per la tele



Teatro dell'Orologio dal 19.02 al 10.03.2013 “Pazza per la tele” Spettacolo scritto e diretto da Noemi Serracini, con Valentina Fois, musiche di Gabriele Ortenzi. Intelligente analisi del potere della tv, che forma le persone e plasma le menti. Per sorridere amaramente del male più inquietante dei nostri giorni. Una donna confessa la propria ossessione per la televisione, che la porta a spendere la propria esistenza nel tentativo di entrare a farne parte. Un’ambizione che si alimenta di format e provini fino all’estremo gesto…
28.2.13
 

Factory - Lucciole nel campo

Factory - Ex Mattatoio di Testaccio dal 8 Febbraio al 3 Marzo 2013 “Festival della Creatività”. Festival creato come un investimento per rivolgere a tutti i giovani artisti della città di Roma una possibilità espressiva. Per quattro week end i circa 250 protagonisti della manifestazione, tra artisti, attori, registi e performer under 35, regaleranno alla capitale il loro talento, la loro fantasia, la loro capacità di espressione artistica. Lo spazio di Factory rimarrà a disposizione dei giovani autorizzati ad “occuparlo” con le proprie idee e proposte costruttive per la città. A confermare Factory come laboratorio polivalente e vivace ribalta di idee, l’Assessorato ai Giovani non ha posto nessuna regola o limite su temi e linguaggi: denominatore comune sono esclusivamente l’età degli autori - rigorosamente sotto la soglia dei 35 anni - e l’appartenenza al territorio di Roma - come residenti, domiciliati o iscritti ad un corso di formazione della città. Lo stesso nome Factory è stato scelto direttamente dai giovani attraverso un sondaggio online sui social network. In linea con altri spazi simili presenti in altre capitali europee, come il Matadero di Madrid, Factory si propone come spazio di intenso e continuo fervore creativo, per diventare “un punto di riferimento per chi non rinuncia alla cultura e cerca proposte di qualità accessibili perché gratuite.

22 febbraio 2013 “LUCCIOLE NEL CAMPO” scritto diretto e interpretato da Giulia Perelli con Eduardo Ricciardelli. E’ la storia di Greta, una ragazza trasferitasi nella capitale per diventare un’attrice e tornata in Toscana un po’ per nostalgia e un po’ perché cacciata da casa. Con la sua amletica confusione interiore, si confronterà con ciò che ha lasciato: la sua famiglia stramba, il nonno semplice e saggio, gli amici che sono rimasti in provincia, il ragazzo di cui si è ossessivamente innamorata e alcuni personaggi in cura da sua madre, psicologa, che esprimono della pazzìa, il lato più saggio e ironico. Queste persone, ma soprattutto la sua terra, il bosco dietro casa, i luoghi magici più vicini al cuore le faranno scoprire ancora una volta chi è e dove vuole andare. Poiché certi luoghi pieni di storia ci parlano, facendoci ritrovare le nostre radici. Greta accetterà con ironia le sue mille paranoie e così crescerà senza perdere il suo personale modo poetico di vedere la vita. "Lucciole nel Campo" è un ironico confronto tra l’ambiente dell’analisi e degli analisti, i vecchi ignoranti e saggi e i giovani filosofi disoccupati. Tutti cercano qualche verità … e la trovano solo sognando.
27.2.13
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Factory - L' animale del cuore

Factory - Ex Mattatoio di Testaccio dal 8 Febbraio al 3 Marzo 2013 “Festival della Creatività”. Festival creato come un investimento per rivolgere a tutti i giovani artisti della città di Roma una possibilità espressiva. Per quattro week end i circa 250 protagonisti della manifestazione, tra artisti, attori, registi e performer under 35, regaleranno alla capitale il loro talento, la loro fantasia, la loro capacità di espressione artistica. Lo spazio di Factory rimarrà a disposizione dei giovani autorizzati ad “occuparlo” con le proprie idee e proposte costruttive per la città. A confermare Factory come laboratorio polivalente e vivace ribalta di idee, l’Assessorato ai Giovani non ha posto nessuna regola o limite su temi e linguaggi: denominatore comune sono esclusivamente l’età degli autori - rigorosamente sotto la soglia dei 35 anni - e l’appartenenza al territorio di Roma - come residenti, domiciliati o iscritti ad un corso di formazione della città. Lo stesso nome Factory è stato scelto direttamente dai giovani attraverso un sondaggio online sui social network. In linea con altri spazi simili presenti in altre capitali europee, come il Matadero di Madrid, Factory si propone come spazio di intenso e continuo fervore creativo, per diventare “un punto di riferimento per chi non rinuncia alla cultura e cerca proposte di qualità accessibili perché gratuite.

22 febbraio 2013 “L'ANIMALE DEL CUORE” di e con Alessia Berardi liberamente tratto dal romanzo ‘Herztier’di Herta Muller, musiche originali dal vivo Sebastiano Forte costumi e maschere Martina Augias elaborazioni video Christian Bonatesta. Come può da un vissuto terribile e senza speranza nascere la poesia? Il tema su cui ruota lo spettacolo è la fragilità e allo stesso tempo la forza di un essere umano che prova ad opporsi alla violenza esterna. Nello specifico, la dittatura rappresenta anche una condizione sottile e subdola di violenza che paralizza e non permette di evolversi. Parlare della dittatura rumena degli anni ’80 è pretesto per riflettere sulla libertà di esprimersi, pensare, amare, che crediamo scontate e sentiamo minacciate ad un livello culturale oltre che politico. Ci fa mettere in luce la libertà che ci permette di essere uguali, di stare con noi stessi e con l’altro senza paura. Questo succede nelle dittature dichiarate tali, e profondamente succede in quelle società dove viene distrutta la possibilità della fantasia e della creatività . Perchè l’arte è cosa inutile per la politica dell’utile e del profitto. Lo spettacolo rende fruibile un testo che è attualissimo nel guardare alle catene esplicite della dittatura ed implicite della cultura, degli schemi del terrore e della discriminazione, dell’appiattimento e della costruzione dell’odio e dell’indifferenza. Il senso di appartenenza e l’ambiguità , la storia e la fiaba, la ferocia e l'ingenuità , la ragione e l’irrazionale, il corpo ed il suo simulacro, il volto e la maschera, l'uomo e la sua immagine, l'animale vitale e la bestia distruttiva sono i contrasti su cui gioca lo spettacolo.
27.2.13
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Factory - L'ombra

Factory - Ex Mattatoio di Testaccio dal 8 Febbraio al 3 Marzo 2013 “Festival della Creatività”. Festival creato come un investimento per rivolgere a tutti i giovani artisti della città di Roma una possibilità espressiva. Per quattro week end i circa 250 protagonisti della manifestazione, tra artisti, attori, registi e performer under 35, regaleranno alla capitale il loro talento, la loro fantasia, la loro capacità di espressione artistica. Lo spazio di Factory rimarrà a disposizione dei giovani autorizzati ad “occuparlo” con le proprie idee e proposte costruttive per la città. A confermare Factory come laboratorio polivalente e vivace ribalta di idee, l’Assessorato ai Giovani non ha posto nessuna regola o limite su temi e linguaggi: denominatore comune sono esclusivamente l’età degli autori - rigorosamente sotto la soglia dei 35 anni - e l’appartenenza al territorio di Roma - come residenti, domiciliati o iscritti ad un corso di formazione della città. Lo stesso nome Factory è stato scelto direttamente dai giovani attraverso un sondaggio online sui social network. In linea con altri spazi simili presenti in altre capitali europee, come il Matadero di Madrid, Factory si propone come spazio di intenso e continuo fervore creativo, per diventare “un punto di riferimento per chi non rinuncia alla cultura e cerca proposte di qualità accessibili perché gratuite.
 
22 febbraio 2013 “L'OMBRA” regia di Giuseppe Nexus Gatti. Con: Laura Garofoli, Fabio Fusco, Claudio Losavio, Paolo Camilli, Alessandro Carbonara e Corrado Scalia. L'ombra è un sogno che brucia la scena. Al suo interno il regista e poliedrico autore Giuseppe Nexus Gatti ha inserito, su un macrosistema narrativo, dominato dai riflessi post-moderni di una realtà frantumata con il suo drammatico disgregarsi del tessuto sociale, una serie fittissima di linguaggi artistici eterogenei, dalla danza hip-hop alle arti murali più mainstream, realizzati grazie all'uso di tecnologie digitali abilmente sfruttati sulla scena, dal cinema. L’Ombra è il risultato artistico di uno studio sul rapporto fra nuovi media, arte urbana e storia. Pensato per un allestimento itinerante (teatri, spazi urbani e polivalenti) si avvale della convergenza di tre linguaggi - breakdance, teatro e videoarte - per raccontare una storia ad 8 episodi ispirata al fenomeno degli incendi dolosi avvenuto nel Bronx degli anni ’70. Ne L'ombra non sono previste rigide compartimentazioni tra strumenti scenici, non è prevista nessuna forma di frattura tra differenti metodologie narrative. L'ombra è un contenitore-opera energico ed esplosivo, capace di far saltare ogni armonia d'arte predefinita.
27.2.13
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Dialogo sul baratto



Università Roma Tre, Aula Columbus (Garbatella) da lunedì 18 Febbraio a mercoledì 13 Marzo 2013 “Incontri con l'Odin Teatret” In occasione della permanenza dell’Odin Teatret a Roma con il suo ultimo spettacolo, La vita cronica, dal 18 febbraio al 13 marzo l’Università Roma Tre ospiterà un ciclo di incontri organizzati dalla rivista “Teatro e Storia”, imperdibile occasione per conoscere questo storico gruppo internazionalmente riconosciuto. Gli incontri, gratuiti e rivolti a tutti gli interessati, vedranno la partecipazione del regista e pedagogo Eugenio Barba e dei suoi attori, con l’intervento di numerosi studiosi. 22 febbraio “Dialogo sul baratto” con Iben Nagel Rasmussen (attrice O.T.) e Nando Taviani (consigliere letterario O.T.).

link: www.odinteatret.dk
26.2.13
 

Gioco al buio



Colosseo Nuovo Teatro dal 13 al 24 febbraio 2013 “GIOCO AL BUIO” di Giuseppe Manfridi, regia di Claudio Boccaccini con (in ordine di apparizione) Claudio Botosso (Pietro) Marco Guadagno (Luigi) Riccardo Bàrbera (Carlo) Silvia Brogi (Adele). Scene Pasquale Cosentino, costumi Antonella Balsamo, aiuto regia Alioscia Viccaro, Marzia Verdecchi tecnici luci e fonica Gennaro Paraggio, Francesco Bàrbera. Un intreccio di coltelli condominiali; di morti che forse non sono morti e di vittime capaci di far tremare i loro carnefici. Promiscuità sessuali e giochi di ruolo. Tra due coppie e un single. Tutti inquilini di uno stesso stabile. Dalla mezzanotte all’alba, fra il penultimo piano e l’attico scorrerà sangue previsto e sangue imprevisto.Una storia che artiglia alla gola dal primo all’ultimo gesto. Dalla prima all’ultima lama
26.2.13
 

L'ultima notte



TEATRO TORDINONA dal 19 al 24 FEBBRAIO 2013 “L’ULTIMA NOTTE” Soggetto e Regia di Alessandro Prete con Paolo Bernardini, Matteo Cannito, Giacomo Ferrara, Fabrizio Scuderi, Matteo Vanni con la parte partecipazione di Alessandro Demontis, aiuto regia Cristina DelGrosso, grafica Diego Russo, disegno luci Marco Lautando. Negli ultimi anni le vicende sui bambini sono diventate di sempre maggiore attualità, riempiendo le pagine dei giornali con i drammi e i trionfi di queste splendide creature. Ci siamo mai domandati come é fatta la vita di un bambino orfano che improvvisamente si trova cresciuto e adulto, quali sono i suoi pensieri, le sue dinamiche, i suoi sogni, le sue delusioni, le sue ambizioni…? Sono queste le premesse dello spettacolo. Cinque ragazzi che hanno imparato a vivere in quest’orfanotrofio, che hanno fatto di questo istituto la loro casa e di loro stessi la loro famiglia, improvvisamente si svegliano e il loro nido si sgretola di nuovo. Ce la faranno? Forse alcuni di loro si e altri forse no. Tutto si svolge in una notte, l’ultima, forse.
26.2.13
 

Antigone



Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica

Teatro Italia 19 Febbraio 2013 “ANTIGONE” di Jean Anouilh, con Roberto Latini, Lucia Cammalleri, Alice Spisa, Daniele Pilli, Rocco Piciulo, Gioia Salvatori, Maurizio Panici. Traduzione e adattamento Maurizio Panici, scene Daniele Spisa costumi Marina Luxardo musiche Stefano Saletti luci Roberto Rocca, regia Maurizio Panici. Ad un secolo dalla nascita di Jean Anouilh, celebre scrittore, regista e drammaturgo francese, torna in scena il suo lavoro più celebre e discusso, Antigone. Secondo la definizione di Holderlin, l’Antigone è la natura stessa del Tragico. Infatti l’insanabile conflitto tra la legge non scritta (oikos), che muove Antigone per la sepoltura del fratello, e la legge dello stato (polìs) emanata da Creonte, creano una tensione insostenibile per tutta la durata della rappresentazione. Anouilh rende esemplare questo scontro in una scena memorabile tra i due protagonisti. Maurizio Panici, che cura regia traduzione e adattamento, pone il conflitto in uno spazio atemporale dove si svelano tutte le sfumature psicologiche ed emotive suggerite dall’autore. Lo spostamento operato da Anouilh rispetto alla tragedia di Sofocle, dalla contrapposizione tra leggi divine e leggi dello stato, ad un conflitto di sentimenti, è la ragione della nostra scelta. Creonte e Antigone sono le facce di una stessa medaglia e si riflettono continuamente, rinviando il conflitto come in un gioco di specchi: conflitto eterno tra vecchiaia e giovinezza, maschile e femminile, sfera dell’intimità privata e sua profanazione pubblica. “Antigone” è tragedia dell’oggi, del dubbio e dell’inquietudine, conflitto tra le leggi del cuore e osservanza delle regole, linea di confine dove l’ideale giovanile si misura con l’acquisita responsabilità. La struttura stessa della tragedia di Anoulih è distonica: se l’impianto drammatico è moderno, le didascalie sembrano indicazioni per la sceneggiatura di un film. La scrittura è epica e nello stesso tempo quotidiana e minima, il conflitto con l’assoluto enorme ma reso in maniera piana, parlata e non urlata. Tutto è dichiarato, fin dal prologo che apre lo spettacolo illustrando i personaggi che reciteranno la storia. Anouilh coglie in questo modo un aspetto sostanziale della tragedia (pur trattandolo in forma apparentemente privata), la caducità e l’inutile affanno dei “piccoli” protagonisti immersi in un contesto “grandioso” di insostenibile presenza del destino. Lavorando in questa direzione, la scenografia, più che uno spazio scenico, è un “segno”, forte e assoluto, che rende determinati i rapporti anche fisici tra gli interpreti, la cui recitazione è tesa verso l’assoluta sincerità. I gesti sono essenziali e lasciano spazio alla parola che torna così al suo ruolo principe. La presenza di un coro (filo rosso della Storia che unisce la tragedia dalle origini Sofocle ad oggi) e la musica fortemente evocativa, contribuiscono a riportare Antigone alla sua forza originaria dopo avere attraversato il quotidiano e il presente.
25.2.13
 

Delitto a Villa Ada



Libreria Ready Cavour 21 febbraio 2013 Chiara Valerio e Mario Desiati presentano il nuovo romanzo di Giorgio Manacorda “Delitto a Villa Ada” letture di Ivan Festa. “Considerate i poeti, almeno i poeti, una specie protetta, come si fa con gli aironi, gli stambecchi o i lupi. A me però mi sa che i poeti sono più lupi che aironi o stambecchi” “Manacorda usa le parole come un chimico, con una precisione che aumenta di pagina in pagina”. A Villa Ada viene ritrovato il cadavere di un famoso poeta che viveva nel parco romano come un barbone. Conduce le indagini un commissario giovane e colto, poeta egli stesso, che non riesce però a venire a capo dell’ingarbugliata faccenda e rinuncia all’incarico consegnando la pratica nelle mani del Questore di Roma. Fra i tanti misteri che affiorano dagli interrogatori dei personaggi che frequentano la villa, uno campeggia insoluto e decisivo: la macchina da scrivere d’oro appartenuta al poeta ucciso. Un oggetto magico che, come la lampada di Aladino, farebbe scrivere a chi la usa grandi poesie. Si tratta di un movente plausibile? Forse, ma che fine ha fatto?… Una fiaba noir sulla poesia, sui poeti, sui tormenti della creatività, sulle invidie che possono portare a gesti estremi anche esseri tra i più distanti dalla realtà, i più astratti e sognanti, persi dietro i propri desideri di gloria.
25.2.13
 

La Guerra di Klamm - Klamms Krieg



Teatro Valle Occupato mercoledì 20 febbraio 2013 “La Guerra di Klamm - Klamms Krieg” di Kai Hensel traduzione Umberto Gandini regia e scena Filippo Dini con Antonio Zavatteri luci Sandro Sussi. Un attore, una cattedra, una sedia. L’insegnante Klamm, troppo vecchio per ricominciare da capo, troppo giovane per la pensione anticipata, si trova di fronte a una classe (il pubblico) che gli ha dichiarato una guerra di mutismo. L’accusa è di aver provocato il suicidio di uno studente con un voto negativo che ha portato alla bocciatura del ragazzo. Ma Klamm non accetta di essere messo sotto processo. Si difende con un astio che mal cela la sua crisi esistenziale, destinata a evidenziarsi nel corso di un monologo sempre più carico di tensione drammatica. La guerra di Klamm è un dramma attraversato da momenti di forte comicità. Un testo sulla scuola, sugli adulti mal equipaggiati nel rapporto con gli adolescenti, ma anche soprattutto un raffinato studio sui rapporti di forza, sulla violenza del silenzio contro quella della parola.
25.2.13
 

Oscillazioni



Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica

TEATRO BELLI dal 12 al 24 febbraio 2013 Giordano De Plano in “OSCILLAZIONI” di Vitaliano Trevisan uno spettacolo di Giuseppe Marini. “Ho sempre pensato di essere quel tipo di uomo che una mattina si alza, fa colazione, si fa una bella doccia, si sbarba, si mette il vestito migliore, pulisce il fucile, scarica il fucile su moglie e figli e quindi si uccide. Non senza prima aver fatto fuori anche il cane.” La storia vede un ragazzo tra i quaranta e i cinquant’anni che, in occasione del compleanno del figlio, traccia un bilancio della sua esperienza di marito e padre. “Entrambe le figure - racconta l'autore Trevisan - hanno la cifra dell'assenza. Un figlio generato da un matrimonio che egli voleva sterile e dunque l’abbandono di un progetto di vita portato a compimento, ai suoi occhi, in modo fraudolento. Da qui l’ulteriore abbandono anche dell'idea che un rapporto uomo-donna possa essere ancora possibile, a meno che non si tratti di un onesto rapporto “mercenario”, come quelli da lui intrattenuti nel corso degli ultimi anni. Ma qualcosa non funziona più...". “Un teatro del corpo, esposto e in fibrillante, sterile ostensione – racconta il regista Giuseppe Marini - generatore di una parola promiscuamente deiettata, “schizzata”, spezzata e in sincopante autocombustione, intrisa di umori, sperma, sudore e che tra i suoni acidi di un inquietante notturno elettro-statico, si disfa proprio nel suo farsi”.
22.2.13
 

1863-1992 DI GIOVANNI IN OLTRE



FORTE FANFULLA Giov 14, ven 15, sab 16 febbraio 2013 nell'ambito del Festival PARABOLE FRA I SANPIETRINI “da Roma in fuori” “1863-1992 DI GIOVANNI IN OLTRE Storia d'Italia e di persone da Giovanni Corrao a Giovanni Falcone” di Hilario Halubras con Marco Gobetti. Spettacolo in corso di pubblica e infinibile creazione, da un copione nato durante le prime venti prove su strada de "La vera storia di Hilario Halubras" (estate 2010 - con la co-direzione di Thuline Andreoni e Fabiana Ricca e il suono di Baldo).Uno strano personaggio evoca una vicenda che, correndo sul filo di tre attimi e tre vite, unisce indissolubilmente il XIX secolo e l’evento dell’Unità d’Italia, all’Italia del XX secolo e oltre. La stranezza del personaggio che evoca questa vicenda, deriva innanzitutto dal fatto che conosce storie di ogni tempo. Lo strano personaggio che evoca questa vicenda, conosce sì storie di ogni tempo: ma anche quelle non ancora accadute. Si lancia con forza a evocare la vita di Giovanni Falcone, tutta quanta, fino a un viaggio in macchina e a un’esplosione, poco prima di una galleria. Vuole assolutamente arrivare a ciò che di questa infinita vicenda non è ancora accaduto: ciò che può accadere solo se si viene a sapere. Lo strano personaggio finirà per rispondere alla domanda, anche a costo di svelare il segreto della sua identità: evocare l’incredibile vicenda di un uomo dell’800 che grazie a un passerotto diventa un uomo del 900 e oltre, era davvero l’unico mezzo che aveva per farlo.

link: www.marcogobetti.org/
21.2.13
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La sovranità appartiene al pop




Teatro Tordinona 15-16-17 febbraio 2013 “LA SOVRANITÀ APPARTIENE AL POP” compagnia Schegge di Cotone scritto e diretto da Emanuele di Giacomo con Elisa Capo ed Ottavia Leoni. Una presentatrice “resistente” che a tutti i costi cerca di salvare il salvabile e una valletta superficiale il cui unico obiettivo è finire lo spettacolo in tempo per poter presenziare a una serata in discoteca. Le due showgirl cercano di mettere in piedi un improbabile show a tema che fa il verso alla celebre trasmissione televisiva “Affari tuoi”. Il tema della puntata è la Costituzione della Repubblica Italiana. La scarsità dei fondi a disposizione, la mancanza dello staff, l’inadeguatezza della valletta renderanno quest’impresa tutt’altro che semplice. Ogni pacco e ogni concorrente partono da un diverso articolo e danno il via a un susseguirsi di situazioni comiche e surreali. Uno spettacolo di teatro civile che riporta al centro della riflessione la Carta fondante della nostra convivenza e il bisogno di ritrovare un insieme di regole condivise per riuscire a pensare a un futuro. Lo spettacolo vede un coinvolgimento diretto del pubblico, perché se nelle nostre teste ha iniziato a suonare un campanello d’allarme sulla democrazia, i diritti e in generale la vita politica di un Paese abituato a galleggiare sull’emergenza, forse è arrivato anche il momento di renderci conto che di questa condizione siamo responsabili tutti e tutti siamo chiamati, nella finzione teatrale così come nella vita reale, a fare qualcosa per cambiare la rotta, a impegnarsi attivamente per ripristinare, anche se simbolicamente e per una sera soltanto, il senso più profondo dei 139 articoli che costituiscono il fondamento dello Stato Italiano.
18.2.13
 
 
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