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Teatro Lo Spazio - Il muro



Teatro Lo Spazio dal 22 Gennaio al 10 Febbraio 2013 “IL MURO" piccola opera rock ispirata a THE WALL dei Pink Floyd scritto e diretto da Angelo Longoni (Cendic) con Ettore Bassi & Eleonora Ivone, musica dal vivo suonata dai SOUND ECLIPSE: Stefano Cacace, vocals, Marco Zanni, guitars, Emanuele Puzzilli, drums, Emiliano Zanni, keys & synt, Andrea Agates, bass. Quanti sono i muri che ci separano dagli altri, che ci rinchiudono, che ci isolano impedendoci di essere visti e sentiti? E quanti sono i muri che abbiamo dentro, quelli che ci siamo creati e che rappresentano limiti e frontiere invalicabili? Per non parlare dei muri che crea il contesto sociale, il mondo economico e lavorativo, i muri che ci impone la crisi finanziaria, la disoccupazione o addirittura la malattia. Sono innumerevoli i simboli che l’idea di muro richiama: ostacolo, impedimento, scudo, freno, divisione, blocco, chiusura, ostruzione, argine, trincea, prigione, limite, pregiudizio… e tanti altri ancora. La valenza che il muro porta con sé è non solo sinonimo di segregazione e sopraffazione, ma anche di sospensione di contatto con il mondo. Sono stati moltissimi i contributi artistici e narrativi nella storia della letteratura, della pittura, della fotografia, della musica e del cinema ad utilizzare questo simbolo. Il più famoso e più popolare è sicuramente “The Wall” l'undicesimo album della mitica band inglese dei Pink Floyd, un doppio concept album pubblicato nel 1979 al quale ha fatto seguito il film nel 1982. La forza evocativa delle musiche e dei testi dei Pink Floyd, la loro valenza simbolica e universale, fa da base, oggi, ad una nuova ispirazione per una storia legata al presente e ai tempi che stiamo vivendo. A distanza di oltre trent’anni dall’uscita di “The Wall” i muri intorno e dentro all’uomo e alla donna del nuovo millennio sono aumentati e i loro effetti sono decisamente più evidenti. “IL MURO” è una storia pensata per il teatro, uno spettacolo musicale che si può definire come “piccola opera rock”. Le canzoni del celebre gruppo britannico fanno da contenitore e da base poetica per raccontare la vita di un uomo, di una donna e del loro amore messo a dura prova da tutti i muri presenti nella società e nelle loro menti. “IL MURO” è uno spettacolo emotivo e romantico, divertente e arrabbiato, pieno di speranza. Una storia d’amore che ha bisogno, per sopravvivere, di abbattere tutti i muri con i quali ognuno di noi ha a che fare quotidianamente. In una scenografia, che rappresenta simbolicamente l’interno di un appartamento qualsiasi, i musicisti si mischieranno ai personaggi sostenendoli e accompagnandoli nel loro viaggio sentimentale, mettendo a loro disposizione le musiche e le canzoni dei Pink Floyd che gli attori riutilizzeranno in parte restituendole in forma di drammaturgia nei loro dialoghi.
13.2.13
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Non sparisco dalla terra



Casa delle Culture 2 dicembre 2012 Deposito dei Segni in collaborazione con ISM Italia presentano “NON SPARISCO DALLA TERRA” Ideazione Cam Lecce e Jörg Grünert con Cam Lecce, Michelangelo Del Conte,Jörg Grünert, allestimento Jörg Grünert, musiche: Michelangelo Del Conte, scelta dei testi: Wasim Dahmash. Reading di poesie e narrativa arabo-palestinese. La poesia e la narrativa palestinese rappresentano un frammento della vasta letteratura araba. Sono una scrittura fortemente permeata dalla presenza del dramma storico, civile e politico del popolo palestinese. Si potrebbe dire che quasi siano stati i poeti i primi ad accorgersi del conflitto che si stava delineando con l’arrivo dei coloni sionisti al seguito delle truppe di occupazione. Una scrittura di impegno civile in cui i temi dell’amore, dell’esilio, della resistenza, della lotta all’oppressione, contro la persecuzione e la prigionia, per il diritto alla vita e per la difesa della propria identità si intrecciano a sentimenti e memoria, paesaggi interiori di un presente minaccioso ancora esistente, ben restituiti da grandi capacità stilistiche suggestive ed originali. Autori delle poesie e racconti presentati nel reading sono: Ibrahim Tuqan, Fadwa Tuqan, Rashid Husayn, Samih al-Qasim, Samira Azzam, Ibrahim Nasralla, Mahmud Darwish. La scelta dei brani che ripercorre un arco temporale che va dagli anni 30 del '900 fino agli anni 2000 è stata curata del docente universitario, saggista e traduttore Wasim Dahmash.
link; http://www.casadelleculture.net
13.2.13
 

Prima del vulcano



Recensione dello spettacolo su Pensieri di Cartapesta

Teatro Tordinona 7-8-9 febbraio 2013 “PRIMA DEL VULCANO” Di e con Luca Di Giovanni (manuale di sopravvivenza per un giovane orfano). Testo Lorenzo Alunni e Luca Di Giovanni. Regia e drammaturgia Luca Di Giovanni, Interpretato da Luca Di Giovanni, Musiche originali Augusto PalloccaSPETTACOLO VINCITORE DI SERATA DEL BANDO INGIUSTO 2011. "Lui siede accanto a suo fratello Luca. Luca è piccolo, ha otto anni, ma non ha paura. Guarda di sotto, non allaccia la cintura, ride e parla in continuazione. Lui lo guarda con tenerezza, ma qualcosa gli brucia in petto. Non riesce a nascondere la preoccupazione, o più semplicemente non riesce a respirare. Il primo volo non si dimentica mai. Tutto fa più effetto, la prima volta. Prima di vederlo dall’alto avrebbe voluto scalarlo partendo dal basso. Ma il vulcano è lì, mastica i suoi ricordi e li risputa sotto forma di fumo. Luca lo saluta con la mano, come a volerlo accarezzare da lontano. Lui sa quanto sarà lontano, il vulcano, quando avranno bisogno di lui. Questa crudele confessione di inadeguatezza nasce dal tentativo di aggrapparsi al nocciolo esistenziale delle opere dello scrittore americano Dave Eggers. Su tutto campeggia l’horror vacui, la paura e la disperata voglia di crescere, la vertigine di chi non si sente mai all’altezza. Il grido strozzato di un giovane che deve farsi uomo. Aldilà di ogni retorica e aldiquà di ogni giovanilismo, questa ennesima epopea di emigranti diventa uno specchio della difficoltà di diventare adulti in quest’epoca in cui prendersi le proprie responsabilità sembra essere sempre più difficile e traumatico. La morte dei genitori, freudianamente parlando, risulta ai giorni d’oggi sempre più necessaria per spiccare il volo. Il protagonista è un giovane di provincia che, persi improvvisamente entrambi i genitori, si trova a doversi occupare del fratello Luca di otto anni e a fare i conti con la necessaria dimensione epica del quotidiano in una metropoli caotica e indifferente come Roma. Il tragicomico racconto del povero ragazzo, più che mai solo nella sua disperata ricerca di celebrità, dà vita ad un racconto crudo e beffardo, intimamente esplosivo."
11.2.13
 

Sedia sediola



Teatro Nino Manfredi dal 6 al 18 novembre 2012 “SEDIA SEDIOLA” regia Claudio BOCCACCINI, con: Nathalie CALDONAZZO, Felice DELLA CORTE, Teresa DI GENNARO, Ludovica BEI e per la prima volta in scena il piccolo Gabriele CAPPARUCCI. Due genitori ancora giovani che si sono separati ma che forse si amano ancora, forse. La nuova fiamma di lui, forse troppo giovane ed esuberante, forse. Una domestica tuttofare forse troppo invadente, forse. E poi c’è lui , il bambino forse troppo maturo per la sua età, forse. Una girandola irresistibile di situazioni divertenti e paradossali, una baraonda comica di equivoci verbali e sentimentali il cui epicentro è animato da un bambino che combatte con il suo essere troppo piccolo per esserne coinvolto e troppo grande per rimanerne fuori. “Sedia sediola” titolo che prende spunto da una vecchia filastrocca per bambini, scritta da Rosario Galli lo stesso autore della fortunata serie “ UOMINI SULL’ORLO DI UNA CRISI….”, è una commedia dolce tenera fresca e divertente sul tema molto attuale di come i bambini riescano a comprendere e penetrare i sentimenti umani forse meglio degli adulti, forse.
10.2.13
 

SoprailCielodiSanbasilio



FORTE FANFULLA 8 Febbraio 2013 20ChiaviTeatro in “SoprailCielodiSanbasilio” Storie di bambini che si fanno ragazzi, calciatori volanti, storie di immigrati di e con Ferdinando Vaselli regia Valentina Esposito. Soprailcielodisanbasilio è un luogo popolato di ragazzini con lingue mozze, paolorossi jugoslavi, professoresse nane e urlanti, parenti calabresi, zingari silenziosi, calciatori che volano sopra il cielo di S. Basilio che lanciano palloni che bucano reti, bambini razzisti, solitari autodistruttivi, geniali e diabolici. L’idea di questo spettacolo nasce da una serie di laboratori teatrali realizzati nelle scuole elementari e medie nell’ambito del progetto "La cultura degli altri". Lo spettacolo "Soprailcielodisanbasilio" è nato dallo stimolo ricevuto da questi incontri e si è espresso nel desiderio di raccontare la storia di una generazione (la cosiddetta “seconda generazione”) nata e cresciuta in Italia in bilico tra tradizione e perdita di identità, tra voglia di sentirsi accettati e consapevolezza di sentirsi diversi. Registrando bambini e maestri, il risultato è stato il racconto di un anno di scuola nella periferia romana, dal primo giorno alla promozione al passaggio alle scuole superiori, visto attraverso lo sguardo di un ragazzino figlio di migranti bosniaci. Insieme a lui un gruppo di bambini attraversano la città come se fosse un luogo di echi di storie della tradizione popolare fatto di personaggi caricaturali, comici e tragici allo stesso tempo, eccessivi come sono i bambini.
10.2.13
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L'odore del mondo



TEATRO ARGOT STUDIO 13 – 18 Novembre 2012 “L’ODORE DEL MONDO” Liberamente ispirato all’articolo “Fuga da Est” di Concita de Gregorio di e con Gisella Szaniszlò. Regia Jacopo Maria Bicocche. Produzione Compagnia dei Demoni, Distribuzione Off Rome. L’odore del mondo è uno spettacolo che racconta della vita di Irina, una bambina Moldava, della sua famiglia, di un avvenimento che all’età di dodici anni sconvolge la sua vita. Irina è una bambina bella. Sua nonna le ha sempre detto: ”sei bela come prima stella di sera!”. Dopo il giorno del suo dodicesimo compleanno, Irina intraprenderà un viaggio che la farà diventare adulta e che la costringerà a riconsiderare la scala delle sue priorità. La bellezza, che da bambina era stata per lei un vanto e motivo di gioia, ad un certo punto della sua vita diverrà una zavorra e in essa dovrà smettere di riconoscersi per ritrovare la libertà perduta e tornare a essere padrona del suo destino. Il racconto parte dal ricordo di un odore, quello della zuppa che la Nonna le cucinava nei giorni di festa e si chiude con la descrizione della ricetta proprio di quella zuppa. La narrazione si sviluppa attraverso tre fasi che Irina vive, che corrispondono ai tre momenti scenici attraverso cui si evolve lo spettacolo e che rappresentano, anche, tre fasi fondamentali della vita di una donna: la fanciullezza, l’età della fertilità e quella della Consapevolezza. Il paradigma di un viaggio che noi tutti compiamo, affrontando le esperienze della vita alla ricerca di noi stessi.
9.2.13
 

Lulu Ruud



TEATRO DELL’OROLOGIO DALL'8 AL 20 NOVEMBRE 2011 "LULU, RUUD E LE ALTRE" Testo vincitore della V Edizione del Concorso Nazionale per Autori di Monologhi “Per Voce Sola” 2010. Drammaturgia e Regia: Emanuela Cocco, con Cristina Aubry. Scene e costumi Cinzia Iacono. Uno spettacolo a metà strada tra l’impegno civile e la commedia sofisticata, affollato di visi, parole e canzoni di donne che si pongono in maniera ostinata l’eterna domanda: donne si nasce o si diventa? In una cittadina della provincia romana un’educatrice del privato sociale lavora nel progetto Tappeto Volante, rivolto ai minori a rischio e alle donne vittime di violenza domestica. Poche risorse, molti tentativi di costruire una relazione e qualche fallimento. Alle soglie della festa della donna, in una rissa tra alcune ragazze inserite nel progetto, oltre agli schiaffi e agli insulti, fanno la loro comparsa i coltellini a scatto. Risultato: due denunce e tre ragazze all’ospedale. E’ arrivato il momento di parlare a queste ragazze e alle loro madri. La protagonista scomoda a questo scopo tutte le donne del suo immaginario, da Simone de Beauvoir a Pretty Woman, alla Maria Braun di Fassbinder …
8.2.13
 

Compagnia Aleph



Colosseo Nuovo Teatro 12/01/2013 Performances estratti
1 e 2 "Giasone e Medea" estratti dello spettacolo "Voci Medea" della compagnia Aleph coreografia Paola Scoppettuolo con Giacomo Galfo e Marta Scarsella.
3. "Faccia devastata" da una poesia di Sylvia Plath coreografia Paola Scoppettuolo con Marta Scarsella.
4. "Incomunicabilità" coreografia Paola Scoppettuolo con Giacomo Galfo
8.2.13
 

Nel bosco



Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica

Teatro dell’Orologio dal 31-01-2013 al 03-02-2013 “NEL BOSCO” di Lucia Franchi e Luca Ricci, regia Luca Ricci, collaborazione alla scrittura scenica e azione Roberto Gudese e Alessia Pellegrino, scena Katia Titolo, luci Gianni Staropoli ambiente sonoro Fabrizio Spera, voce fuori campo Roberto Herlitzka, effetti video Andrea Giansanti, effetti sonori Antonello Lanteri, tecnico Nicola Mancini, organizzazione Laura Caruso, regia Luca Ricci. Lui scappa nel bosco inseguito da una minaccia concreta e mortale, lei vi entra in cerca di una propria indipendenza. Per entrambi il bosco è un invorticarsi nell’oscuro, è andare dietro il paesaggio, sotto il paesaggio, è nascondersi. Per guardare la vita all’altezza dei fili d’erba. Nella fiaba classica, entrare nella dimensione selvatica e misteriosa del bosco è fare un’esperienza della morte, per poi tornare alla vita. È l’attraversamento di una soglia, di solito segna un rito di passaggio. I protagonisti sono un ragazzo e una ragazza, giovanissimi. Nel bosco si incontrano, si avvicinano l’uno all’altro, oltrepassano la linea d’ombra che separa l’adolescenza dall’età adulta. Le parole che hanno ispirato questo spettacolo sono tratte da “Il Galateo in bosco” (1978), poema di Andrea Zanzotto, uno dei più grandi scrittori italiani del Novecento. Di quest’opera Eugenio Montale scrisse: “È tanta la sfiducia di Zanzotto nella parola che la sua poesia si risolve in un tuffo in quella pre-espressione che precede il discorso articolato. È un poema percussivo, questo, ma non rumoroso: il suo metronomo è forse il batticuore”.
Web site: www.capotrave.it
8.2.13
 

I colori maturano la notte



Teatro Tordinona 31 Gennaio 2013 “I COLORI MATURANO LA NOTTE” Concerto di voci, versi e note liberamente tratto dal DIARIO DI UNA DIVERSA, “L’altra verità” e “Terra Santa” di Alda Merini” con Marzia Ercolani - corpo e voce, Sonia Scialanca - sonorizzazioni, chitarra e voce, un progetto a cura di Marzia Ercolani ed Elena Tenga, Il brano “Demone” è scritto e composto da Sonia Scialanca. “Il diario di una diversa è una ricognizione, per epifanie, deliri, nenie, canzoni, disvelamenti, apparizioni, di uno spazio, un luogo in cui irrompe il naturale inferno dell’essere umano. Dentro il manicomio tutto è sacro, reca in sé una sconvolgente volontà di significato, è ustionato e consacrato un destino. Quello spazio è insieme chiuso e spalancato. Grazie alla “Parola” poetica, Alda non è mai stata esclusa dal colloquio con ciò che apparentemente è muto e sordo e cieco; la vocazione salvifica della parola fa sì che il deforme sia insieme se stesso e la più mite, indifesa e inattaccabile perfezione della forma. Solo angeli e demoni parlano lo stesso linguaggio.” (Giorgio Manganelli). Alda Merini ci accompagna, con la sua ironia e la sua schiettezza, tra note poetiche e diari, nei padiglioni psichiatrici che sono stati la sua casa per lunghi anni. Ci presenta reparti infernali, luoghi di tortura, allucinazioni, amori innocenti, ossessioni, dannati senza colpa, mancanza d’amore e visioni di morte, solitudini e lucide ribellioni, dolci amicizie e brutali distacchi. Ascolteremo il suo io di donna straziato e la sua dignità schiacciata e quella di molti degenti, con i suoi occhi vedremo l’altra verità di una diversa tra i diversi. L'attrice, narratrice e regista Marzia Ercolani e la chitarrista, cantautrice Sonia Scialanca intrecciano voci, corpo e note per restituire il pensiero e l’anima della grande poetessa, per attraversare, come degenti, come donne, come artiste, quella “Terra Santa” nella quale il sistema degli uomini sani ha appositamente confinato il libero pensiero, i poveri, le anime poetiche, l’intelligenza incorruttibile e le solitudini diverse, per annientare ogni traccia di una vita che rifiuta omologazione e controllo. Terra santa luogo di storie nascoste, di istituzionalizzazioni e ospedalizzazioni, luogo che ha rappresentato la didascalica truce applicazione del potere che struttura le gerarchie umane, luogo il cui sistema segreto e interno è velatamente applicato tutt’oggi ad ogni categoria sociale. “Anche la follia merita i suoi applausi…” A. Merini
8.2.13
 

Mattone dopo mattone



Teatro Tordinona 4 e 5 febbraio 2013 “MATTONE DOPO MATTONE” di e con Emiliano Valente. Un'incidente stradale sulla tangenziale di Roma. Un uomo solo alla guida di una panda. La ricerca della verità. Il traffico. Il silenzio dei suoi pensieri. Sono in macchina, ho appena preso la tangenziale, un incidente rende impossibile qualsiasi spostamento. Non mi muovo e non ho il minimo interesse ad ingannare il tempo con uno dei tanti giochini che mi porto dietro. Inizio così a costruirmi un mondo immaginario, fatto di personaggi stravaganti e idee di cambiamento. Ma neanche il mondo immaginario riesce a coprire il mio sguardo dalle costruzioni che si moltiplicano di fianco a me, volumi che invadono il mio spazio, il mio animo, la mia fisicità. Senza mai muovermi dal mio pandino, percorro le vie dei nuovi quartieri romani, osservo le piscine dei mondiali di nuoto mai terminate, le mille nuove costruzioni di una città che continua a espandersi, senza regole e limiti urbanistici. E così nasce il conflitto tra la mia immobilità e questo vagabondare immaginario alla ricerca di inutili verità. Ma a cosa serve conoscere la verità? Intorno al mio pandino solo volti e figure annoiate, provate da un'alienante esistenza, scandita dai soliti gesti, dalle solite abitudini. Gesti ripetuti ogni giorno, in quegli abitacoli che ormai sembrano sempre più somigliare a surrogati di abitazioni. A cosa pensano? Quali sono le loro preoccupazioni? Cosa gli sta davvero a cuore? Non ho risposte, non le possiedo, e sono anche stanco di continuare a domandarmelo. Solo una volta terminato il viaggio mi rendo conto della mia solitudine, del mio grido che non emette suono, dei miei occhi chiusi dal troppo vedere, e dell'impossibilità di poter trovare ciò che vorrei trovare realmente. Lo spettacolo nasce all'interno della macchina e muore lì, è costantemente costruito e distrutto, riorganizzato e denigrato. Forse non è mai esistito, forse deve essere ancora creato.
8.2.13
 

American Dante



Teatro Belli dal 29 gennaio al 10 febbraio 2013 Giorgio Colangeli in “AMERICAN DANTE” scritto e diretto da Marco Maltauro con Katherine Wilson, Marcus J. Cotterell. Musica di Stefano Switala, Luci e scena di Valerio di Filippo. I poeti in Italia non sopravvivono. Dante Alighieri è costretto a vendere la Divina Commedia agli americani che ne faranno un film. In questo spettacolo Dante svende il suo poema sacro parlando l’inglese e la sua lingua e la cosa sorprendente è che sono due idiomi perfettamente comprensibili. Poesia italiana del ‘300 e lingua del rock.
6.2.13
 

Canti Dante



Teatro Belli dal 29 gennaio al 10 febbraio 2013E una seconda parte in cui Colangeli recita la prima cantica. «Non una lettura - precisa l'attore -. Conosco la Commedia a memoria e ne porto sul palco una versione viva, per restituire l'emozione della poesia spesso mortificata nei ricordi scolastici».Ogni sera in scena sei diversi canti. «Con un biglietto si può tornare a vedere l'ultima parte dello spettacolo e godersi tutto l'Inferno in una settimana - conclude Maltauro -. Per amare Dante sarebbe meglio leggere i cento canti d'un fiato piuttosto che impantanarsi sulle note di dieci versi».
6.2.13
 

Tea Tram: The Mind Tourist



Mercoledì 30 Gennaio 2013 “Tea Tram : The Mind Tourist” Spettacolo di Mentalismo con Max Vellucci. È possibile condizionare la mente umana e carpirne i pensieri? È possibile manipolare le scelte e il comportamento altrui? È possibile giocare con la psiche e far vivere esperienze "ai confini del reale"? Attraverso l’uso di raffinati principi psicologici e illusioni percettive, Max Vellucci realizza suggestivi giochi con la mente in uno spettacolo dinamico, misterioso, divertente e interattivo. Ogni performance si traduce in un intrattenimento sorprendente, ironico ed elegante: una nuova forma di intrattenimento che non mancherà di stupire e divertire attraverso la sperimentazione diretta di fenomeni apparentemente inspiegabili. Lo spettacolo alterna momenti ironici e interattivi con il pubblico ad altri di maggiore suspense, coniugando divertimento e colpi di scena. TeaTram è un'iniziativa realizzata utilizzando le vetture del parco "tram storici" di ATAC. Si tratta di un’esperienza inedita ed emozionante con una formula molto semplice: spettacolo + aperitivo + tour di Roma a bordo di un bellissimo tram d'epoca degli anni '30. L’appuntamento è alla banchina di Piazza di Porta Maggiore 15 minuti prima della partenza. Si sale a bordo dopo l’accoglienza e l’emozione già si sente, perché nessuno sa davvero cosa accadrà. Ogni spettacolo è unico e irripetibile. La rappresentazione ha inizio subito dopo la partenza, e gli attori si muovono nello spazio centrale dello storico Tram Meeting, una vettura restaurata del 1928: i sedili in testa sono singoli, ed è facile seguire la messa in scena; da metà in poi, le antiche sedute in legno sono rivolte proprio verso il “palcoscenico”. Quando l’atmosfera si scalda, lo spettacolo prende vita all’interno del tram e si sovrappone al suggestivo scorrere di Roma, fuori dai finestrini: San Lorenzo, Valle Giulia, Santa Croce in Gerusalemme, San Giovanni, i Fori, il Parco del Celio, la Piramide, oppure Viale delle Belle Arti fino a Piazza Thorwaldsen e ritorno.
6.2.13
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Hate Mail



Teatro Ambra alla Garbatella 27 gennaio 2013 Compagnia dei Demoni presenta “HATE MAIL - L’amore ai tempi della collera” di Bill Corbett e Kira Obolensky con Mauro Parrinello e Elisabetta Fischer regia Mauro Parrinello. Testo adattato e riscritto dalla genovese Compagnia dei Demoni, formazione di ex allievi dello Stabile di Genova. In scena una storia d’amore, affrontata con straordinaria originalità: l’odio e l’amore, la passione e il fallimento, l’inganno e la gelosia vengono raccontati attraverso la corrispondenza tra i due protagonisti: così lettere, post-it, fax, e-mail e social network si fanno narratori di questa grottesca e tenera storia d’amore, generando un vortice di situazioni esilaranti. Preston, ricco e viziato architetto incontra Dahlia, fotografa povera e nevrotica. I loro modi si scontrano quando lui invia una prima lettera di denuncia che costa a Dahlia il posto di lavoro. Da quel momento è impossibile tornare indietro. La loro corrispondenza diventerà sempre più folle, gettandoli in un vortice in cui precipiteranno. Tra odio e amore, tra coincidenze e ripicche, allontanandosi e ritrovandosi, secondo le più imprevedibili e improbabili leggi che regolano i rapporti tra uomini e donne. Il testo è supportato da una messa in scena essenziale e efficace: due sedie e due cassette della posta, giochi di luce, dialoghi e ritmi serrati, situazioni surreali e dall’irresistibile comicità. Uno spettacolo esilarante, che indaga gli enigmi dell’amore con tagliente e disarmante acutezza.
6.2.13
 

Tron Dance



TRON DANCE
Questa tecnica di luci automatizzate su sfondo nero, come si è visto in Team Got Talent America coinvolge una squadra di tecnici specializzati. In Giappone, la compagnia di danza “Wrecking Crew Orchestra” si è lanciata dopo aver fatto la pubblicità dello smartphone Sony Xperia.
6.2.13
 
 
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