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Scarpette Rosse



ùCentrale Preneste 30 Aprile 2013 “Scarpette Rosse” di: Tiziana Lucattini EtiStregagatto ’92 con: Tiziana Lucattini e Marcella Tersigni, sax e clarinetto Gabriele Cohen. Scarpette rosse nasce alla fine del 91: l’anno che muore mia nonna, della guerra del golfo, che leggo il testo di Andersen, che il papa va in Brasile e i media rivelano quello che si sapeva, amplificandolo. Toccare il freddo della morte, guardare la vergogna della ritirata stracciona, sentirsi dentro un bisogno antico di riscatto, leggere di una vitalità disperata e ottusa, sapere che con pochi dollari ci si libera di una manciata di ragazzi selvaggi. Ispirato alla realtà dei meninos de rua brasiliani, racconta una notte speciale di due ragazzine, piccola storia infame di povertà, orfananza, cinismo e violenza. Senza età perché l’infanzia è stata loro sottratta e sono già vecchie, le due cercano di salvarsi: Mammadera aspirando ad un Sud mitico, di calore e dignità, Favilla ad un paio di scarpe. No salvezza, no dignità, non le importa altro che di quel paio di scarpe nascoste da qualche parte, l’amica gliel’ha promesse, erano di sua madre appena freddata perché “parlava troppo”, un riscatto da femmina. Dovunque siano, ancora calde e magari sporche di sangue. Metafora di una condizione e sentimento del fare teatro, un testo spezzato come le vite che narra, una messa in scena con scarti pasoliniani di realismo magico. La compagnia Ruotalibera Teatro, presente nel panorama del teatro italiano dal 1976, è approdata, passando attraverso le pratiche di animazione, ad un lavoro d’autore e di scrittura drammaturgica così come d’attore e di scrittura scenica. L’attenzione alle tematiche relative al mondo dell’infanzia e dei giovani segna profondamente la sua ricerca e la conduce verso una poetica di impegno culturale e civile attento a dare voce alle infanzie dei senza voce, come l’etimologia della parola infanzia insegna. Soprattutto a partire dal 1991, sotto la direzione artistica di Tiziana Lucattini, attrice, autrice e regista, l’infanzia sarà vista come condizione, sempre, di differenza, e troppo spesso di abbandono e di scandalo. E si fa sempre più netta la scelta di un teatro necessario.
ottobre 22, 2013
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Family Tree



Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica

Palladium 27 Aprile 2013 “Family Tree”
HALLWAY
concept: Matteo Ramponi
assistente: Claudia Valla
creazione: Buscarini / Bersani / Ramponi
suono: Paolo Persia
Volta
Vincitore del Premio Prospettiva Danza Teatro 2011, Padova
concept, coreografia: Riccardo Buscarini
assistente: Antonio de la Fe azione, creazione Bersani / Buscarini / Ramponi
con: Marco D’Agostin
suono: Sebastiano Dessanay
EPILOGO
concept: Chiara Bersani
creazione: Bersani / Ramponi
suono: Mattia Bersani / Leonardo Tedeschi
produzione: Corpoceleste con Ina/Assitalia - Piacenza, Stanhome S.p.A - sede di Parma e Piacenza, Accademia Domenichino da Piacenza, ASITOI. Il progetto si dirama a partire dal corpo visto come contatto tra passato e presente, connessione con il mondo, i nostri antenati, la nostra storia. Gli artisti coinvolti hanno assunto a turno la direzione del lavoro dando vita ai differenti frammenti dell’opera. “Sono nata il 9 Novembre del 1984 affetta da una forma medio/grave di Osteogenesi Imperfetta, un’alterazione genetica che rende l’apparato scheletrico più fragile e ne ostacola lo sviluppo. Per questa ragione ho subito interventi chirurgici che hanno lasciato tracce sul mio corpo. Seguendo le cicatrici presenti sulla pelle posso ricostruire la mia autobiografia dai due anni ad oggi. Ad ogni segno corrisponde una data, un luogo, una sequenza di ricordi. Considerando la mia vita attraverso questo percorso, mi ritrovo ad essere da sempre protagonista di una performance il cui principio va ricercato nella sua radice genetica.”
giugno 07, 2013
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Robe dell’altro mondo



Teatro Palladium 28 Aprile 2013 “Robe dell’altro mondo” drammaturgia: Gabriele Di Luca regia: Alessandro Tedeschi, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Roberto Capaldo interpreti: Gabriele Di Luca, Giulia Maulucci, Massimiliano Setti, Roberto Capaldo musiche originali: Massimiliano Setti luci: Diego Sacchi, costumi: Nicole Marsano e Giovanna Ferrara disegni e locandina: Giacomo Trivellini, organizzazione: Luisa Supino, prodotto da: Carrozzeria Orfeo con il sostegno produttivo di: Residenza Idra in collaborazione con: Teatro Excelsior di Reggello, Benevento Città Spettacolo, La Corte Ospitale, Teatro Stabile di Napoli e Napoli Teatro Festival Italia con il contributo di Fondazione Cariplo. In un mondo incrinato da una profonda crisi economica, sociale e umana, dove ogni via d’uscita sembra ormai perduta, l’unica speranza di salvezza è rappresentata dagli Alieni, da qualche tempo sulla terra per aiutarci a risolvere i nostri problemi più gravi. Inizialmente percepiti come un miracolo vengono poi demonizzati, strumentalizzati ed eliminati da chi detiene un potere costituito privo di alcun interesse al cambiamento. I notiziari in sottofondo accompagnano la trama, raccontando le contraddizioni e le distorsioni del nostro tempo, specchio di una società ridicola e invasiva, nella quale il fatto diventa notizia, la notizia pettegolezzo, il pettegolezzo verità. Diplomati all’Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine, Massimiliano Setti, Gabriele Di Luca e Luisa Supino costituiscono nel 2007 la compagnia Carrozzeria Orfeo. Nel 2007 debutta Nuvole Barocche che ha ricevuto la Menzione Speciale al Premio Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti” e la Menzione Speciale al Premio Nuove Sensibilità del Festival Teatro Italia. Seguiranno: Gioco di Mano (2008) e Sul Confine (2009), vincitore della quinta edizione del Premio Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti”, Tre Brevi Istanti Tragicomici (2010), vincitore del Premio alle Arti “Lidia Petroni”, Idoli (2011), finalista al Premio Hystrio per la Drammaturgia e vincitore della Rassegna Autogestito al Teatro Quirino di Roma, Robe dell’altro mondo (2012). Nel 2012 alla Compagnia viene assegnato il Premio Nazionale della Critica da parte dell’ANCT.

link: www.carrozzeriaorfeo.it
giugno 01, 2013
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Religions



Teatro Palladium 26 Aprile 2013 “Religions” di: Gianmarco Busetto, con: Alessia Barbiero, Debora Slanzi, Enrico Tavella, Gianmarco Busetto, luci: Giorgia Cabianca regia: Gianmarco Busetto/Carola Minincleri, produzione: Farmacia Zoo:È/Lavanderia Nordest. 1° Studio Religions è il risultato di una ricerca sui condizionamenti, in particolare quelli genitoriali, sociali e territoriali, che ci allontanano da noi stessi, facendoci dimenticare la nostra vera natura. Lo spettacolo è nato raccogliendo testimonianze reali di vita di giovani italiani, e ripercorre quattro storie di vita vissuta (religio deriva dal latino relegere, “ripercorrere” o “rileggere”, ma anche “eseguire scrupolosamente un atto”) che si uniscono per scorrere, di fatto, in un unico fiume. Sono storie legate al mondo della famiglia, del lavoro, delle interazioni sociali e dei rapporti di coppia, a tutte quelle dinamiche dell’appartenenza che, in qualche modo, per ritualità, regole e culti - cuius regio, eius religio - possono essere paragonate a vere e proprie religioni (in tal caso dal latino religare, “legare”, “unire assieme”, “vincolare”). Farmacia Zoo:E’ nasce a Marghera (VE) nel 2006. Fondata da Gianmarco Busetto e Carola Minincleri, la compagnia, libera da mode e tendenze, attraverso la performance teatrale, video e letteraria in ogni suo lavoro indaga i temi di una contemporaneità in perenne divenire.
giugno 01, 2013
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Breathless



Fonderie Digitali Mandrione29 Aprile 2013 “Breathless” voce e visual: Valentina Fanigliulo (Mushy) suoni: Alessandro Adriani. I live di Mushy sono un'esperienza extrasensoriale in cui i synth suonati e programmati da Alessandro Adriani si mescolano con le oniriche voci di Valentina Fanigliulo (Mushy) e il tutto accompagnato da visual editati dall’artista stessa. Mushy, attiva sin dal 2003, è un’artista della scena underground italiana, giovane e talentuosa eroina dei synth che ha da poco pubblicato il suo secondo lavoro, ‘Breathless’. Il nuovo disco di Mushy, sempre sulla fida Mannequin Records, è uno dei più interessanti lavori elettronici del 2013, capace grazie al suo minimalismo e alla carica oscura di venire insignito del titolo di album del mese a Gennaio 2013 dalla mitica catena di negozi inglese Rough Trade. Mushy si esprime in modo singolare, unico per il nostro paese, è capace di colpire per il suono delle sue produzioni vicine alla synth wave e al manierismo minimale elettronico ed ambient che ha contraddistinto negli ultimi due anni le produzioni di Zola Jesus e Julianna Barwick. La voce di Mushy è una costante dal valore unico, fulgido esempio di classicismo accostato alle dilatazioni analogiche dei synth programmati da Alessandro Adriani. Con ‘Breathless’ ha elaborato il progetto esposto sul suo debutto ‘Faded Heart’ e lo ha sospinto fino ad un hd analogico, un’esperienza profonda e suggestiva, un ascolto coinvolgente che avviluppa l’ascoltatore e lo porta contemporaneamente all’incoscienza e all’estasi. Il seguito di Mushy sta crescendo di giorno in giorno, e anche gli apprezzamenti della critica. Mushy ha suonato in tutta Europa, dall’Inghilterra, passando per Spagna e Germania, e l’album ha ricevuto recensioni entusiastiche da parte della stampa specializzata.
giugno 01, 2013
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Without - primo studio



Fonderie Digitali Mandrione 29 Aprile 2013 "Without - primo studio" di e con: Paola Bianchi luci: Paolo Pollo Rodighiero elaborazione suono: Paola Bianchi foto: Valentina Bianchi grazie a: Francesca Divano, Stefano Murgia, Movimento Centrale grazie sempre a: Ivan Fantini produzione: Agar. Tutti a dire della rabbia del fiume in piena e nessuno della violenza degli argini che lo contengono. Bertolt Brecht. In questo nuovo lavoro - una partitura per cinque danzatrici - la mia ricerca si focalizza intorno a un ossimoro fisico e di senso: collettività individuale. La condizione di isolamento forzato del soggetto in azione crea uno sbilanciamento percettivo del suo essere parte di una collettività in azione. Cinque figure che trovano il senso ultimo del loro fare in una condizione non concessa: la simultaneità. Condizione fisicamente irraggiungibile ma potenzialmente realizzata nello sguardo dello spettatore, WITHOUT si situa nel campo dell’utopia in contrapposizione alla distopia in atto. La solitudine estrema del soggetto si colloca in una situazione di comunione fittizia in cui ogni figura percepisce l’intorno senza esperire la compagnia. Danzatrice e coreografa indipendente. Collabora con diversi musicisti, videoartisti, registi e gruppi teatrali. Con i suoi lavori partecipa ai festival internazionali più significativi per il teatro e la danza. Nell’intento di promuovere la diffusione della danza contemporanea Paola Bianchi ha curato negli anni la direzione artistica di alcune rassegne e festival e numerosi laboratori di ricerca. Nel 2009 costituisce il [collettivo] c_a_p (collettivocap.blogspot.com). Paola Bianchi è promotore C.Re.S.Co.

link: www.paolabianchi.com
maggio 29, 2013
 

_O__Nt__O_O_A____An_



Parco Caduti del Mare 24 Aprile 2013 “ _O__Nt__O_O_A____An_ “ progetto coreografico: Simona Lobefaro danza: Andrea Cocco, Lorenzo Giansante, Valeria Loprieno, Veronica Sferra audio editing: Andrea Cocco. La performance, tra la scena e la vita, indaga l’individuo e la collettività. I performer cercano incessantemente ma invano un modo di comunicare fra loro. La passiva reazione del collettivo alla prevaricante manifestazione dell’io riconduce alla condizione dell’uomo contemporaneo, soprattutto in ambito urbano. Non è un caso che uno dei riferimenti visivi a cui la performance si ispira sia Robert Longo con la sua serie di disegni “Men in the city”, in cui esseri umani in abiti eleganti (come i danzatori in scena) vengono rappresentati contorti e danzanti ma come intrappolati nel ghiaccio. Impotenti e isolati, quanto le forze invisibili che sembrano travolgerli, arrivano a manifestare un aspetto perturbante che Longo stesso racchiudeva in una domanda senza risposta: «Stanno danzando o stanno morendo?». MAddAI é un progetto di danza di ricerca il cui percorso artistico ha sempre messo al centro del discorso l’urgenza e il rischio, conducendo a scelte sceniche aperte in cui l’esito non è scontato. MAddAI realizza lavori che di volta in volta elaborano diverse possibilità di fruizione del pubblico, confrontandosi sia con spazi scenici più tradizionali che con “luoghi altri”. Con Time Remap il gruppo è finalista al Premio Equilibrio 2008. Nel 2011 prende parte alle Residenze Creative di Attacchi di Core 3 con il progetto Sak.
maggio 24, 2013
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Not here, not now



Teatro Palladium 25 aprile 2013 “Not here, not now” di e con: Andrea Cosentino regia: Andrea Virgilio Franceschi, video: Tommaso Abatescianni, produzione: Pierfrancesco Pisani in collaborazione con: Kilowatt Festival / Litta_Produzioni / associazione Olinda / Infinito srl / Teatro Forsennato con il sostegno di: Progetto Perdutamente del Teatro di Roma. Un incontro / scontro da teatranti con la body art, il lazzo del clown che gioca con il martirio del corpo come testimonianza estrema. Marina Abramovic dice: il teatro, il cinema, l’arte sono limitate, essere spettatori non è un’esperienza. L’esperienza bisogna viverla. “Theatre is very simple: in theatre a knife is fake and the blood is ketchup. In performance art a knife is a knife and ketchup is blood.” Il resoconto di un’esperienza attiva con Marina Abramovic, sotto forma di dramoletto polifonico. Un assolo da stand up comedian per spettatori fatalmente passivi e programmaticamente maltrattati, con pupazzi parrucche martelli di gomma e nasi finti. E ketchup, naturalmente. Attore, autore, comico e studioso di teatro. Tra i suoi spettacoli La tartaruga in bicicletta in discesa va veloce, il ‘dittico del presente’ costituito da L’asino albino e Angelica (i cui testi son pubblicati nel libro Andrea Cosentino l’apocalisse comica, a cura di Carla Romana Antolini, Roma, Editoria e spettacolo, 2008) e Primi passi sulla luna, tutti realizzati con la collaborazione registica di Andrea Virgilio Franceschi. Il suo ultimo progetto teatrale è Esercizi di rianimazione, in tandem con Francesco Picciotti. Le sue apparizioni televisive vanno dalla presenza come opinionista comico nella trasmissione AUT-AUT (Gbr-circuito Cinquestelle) nel 1993 alla partecipazione nel 2003 alla trasmissione televisiva Ciro presenta Visitors (RTI mediaset), per la quale inventa una telenovela serialdemenziale recitata da bambole di plastica. È promotore del format televisivo autarchico TELEMOMO’. Lo spettacolo Not Here Not Now debutterà a giugno al E45 Napoli Fringe Festival.
maggio 22, 2013
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La Società



Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica

Teatro Palladium 23 Aprile 2013 “La Società” PRIMA NAZIONALE, scritto e diretto da: Lino Musella e Paolo Mazzarelli con: Fabio Monti, Lino Musella, Paolo Mazzarelli, Laura Graziosi, scene: Elisabetta Salvatori costumi: Stefania Cempini, luci: Mauro Marasà. Dopo Due Cani, Figlidiunbruttodio, Crack Machine, trilogia di meccanismi teatrali costruiti a misura sul gioco 2 attori/4 personaggi, la Compagnia MusellaMazzarelli decide con LA SOCIETA’ di affrontare un modello più classico, più ambizioso, più libero: una commedia in tre atti scritta e pensata per 4 attori e 4 personaggi. Protagonisti della vicenda sono tre amici ed una donna straniera, che si trovano a dover gestire, in SOCIETÁ, un locale lasciato loro in eredità. I migliori ideali, l’amicizia, il sogno di una gestione condivisa, non basteranno però ad evitare che LA SOCIETÁ finisca nel peggiore dei modi, assieme ai rapporti e agli ideali coltivati dai quattro per l’intera vita. L’aspetto tragico e quello comico saranno, come nei precedenti lavori del gruppo, in costante equilibrio fra loro, e sveleranno il volto infido e beffardo di un nemico intimo e invisibile, quel seme della discordia che si nasconde in ogni tentativo di SOCIETÁ, e prima ancora in ogni uomo che dica “io”.
maggio 22, 2013
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Rumore austero



Forte Fanfulla, giardino21 Aprile 2013 “RUMORE AUSTERO” con: ALESSANDRO CARBUCCI (battiti/elettronica), MARCO CARCASI (legno/metalli/ cocci), GIORDANO GIORGI (corde/effetti).Performance Sonora Modulare. Tre segmenti impro/elettroacustici per tre musicisti. Esplorazioni audio, proposte tramite un gioco combinatorio di montaggio/ smontaggio, spesso al limite del performativo. Un benvenuto per il pubblico, che i musicisti offriranno, ponendosi nello spazio all’aria aperta del locale. Il trio Carcasi/Giorgi/Calbucci è una scatola sonora che pratica improvvisazioni strutturate. La tensione fisica nell’attimo-esposizione diviene performance. Un approccio stratiforme che comprende rigide linee guida ed eventi non preannunciati. Campo aperto ad incidenti illuminanti. Inclini ad un santo silenzio. Quando nulla si ha da dir, si tace. Imparare è dimenticare. Si parte da un sapore per definire un colore. Pietra contro pietra, spesso solo un respiro. Il suono di una crepa che si allarga. Legni, cocci e metalli, con qualche circuito stampato nel mezzo ed un’accozzaglia di microfoni ad amplificar il vuoto. Il desiderio ci attrae perché risiede nel mezzo di un percorso. I radar di frontiera sono a caccia di flebili segnali d’amplificare e diffondere. Esperienza come formazione. Complici, nella produzione di segnali elettroacustici eterodossi, tecnologie a basso consumo e strumenti musicali canonici. Molti amplificatori.
maggio 22, 2013
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Appunti per un novissimo bestiario #9



Forte Fanfulla, sala teatro 21 aprile 2013 “APPUNTI PER UN NOVISSIMO BESTIARIO #09” progetto di: Fedra Boscaro e Tommaso Arosio.ospiti di Appunto #09, arti visive: Karin Andersen, Sonia Marcolin, suono: Valentino Corvino e Roberta Giallo. Novissimo Bestiario è un progetto di ricerca che intende censire gli “esseri immaginari” del contemporaneo. La serie performativa degli Appunti è da intendersi come un’indagine preparatoria al Bestiario, focalizzata sul rapporto “essere immaginario – essere umano”. Gli appunti dispari fanno uso di video body mapping e di una creazione partecipata. I singoli appunti risultano essere la stratificazione dei contributi di artisti-ospiti, invitati a rimodellare le immagini-corpo secondo la propria ricerca poetica. Fedra Boscaro e Tommaso Arosio compongono una intelligente riflessione critica sulla percezione (e sull’uso) del corpo, surfando l’immaginario pop occidentale. Nel loro bestiario vengono rappresentati ed evidenziati gli aspetti più stereotipati di ciò che si cerca e si chiede alla fisicità femminile; questi stessi aspetti vengono poi decomposti, corrotti in modo da suggerire quanto infinite possano diventare le vie della bellezza. Gli Appunti si delineano così come ongoing project arricchito da continui contributi di provenienza eterogenea. Il lavoro, grazie alla sovrapposizione fra corpo reale e corpo virtuale, mostra lo scarto fra le due dimensioni, confutando la relazione indicale supposta fra oggetto fisico e sua rappresentazione bidimensionale (F.Patti)
maggio 22, 2013
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Zodiaco Elettronico



Forte Fanfulla, sala concerti 21 Aprile 2013 “ZODIACO ELETTRICO” Aidoru performs Karlheinz Stockausen’s Tierkreis con: Mirko Abbondanza, Michele Bertoni, Dario Giovannini, Diego Sapignoli. Zodiaco Elettrico è un lavoro che si muove tra musica jazz, rock e composizione contemporanea, che prende il la da una delle partiture più famose di Karlheinz Stockhausen: il Tierkreis (in tedesco Zodiaco), formato da 12 melodie ognuna rappresentante un segno zodiacale fu scritto originariamente per carillon come parte di un’opera teatrale per bambini e si caratterizza come lavoro autonomo che può essere interpretato da qualsiasi strumento. Infatti, dalla data della sua composizione a oggi, sono stati tantissimi gli ensemble, i musicisti e le orchestre che si sono cimentati nella propria versione di Tierkreis, ma è la prima volta che la composizione viene riproposta in chiave rock. La sfida raccolta dagli Aidoru non consiste nella semplice rilettura dell’opera, ma ha un valore aggiunto soprattutto come tentativo di dialogo costruttivo tra il mondo della musica “colta” e quello della musica “popular”: si vuole gettare un ponte tra i due mondi. Nati nei primi anni 90 a Cesena con il nome di Konfettura, gli Aidoru, inizialmente band di influenza punk-rock con una certa visibilità, hanno poi sviluppato uno stile proprio nel quale approdano echi di generi molto diversi tra loro, dal post-rock al jazz, dalla classica al pop. Nel tempo l’ambito di ricerca si allarga portando il gruppo a confrontarsi con diverse forme artistiche, dal teatro alla performance, dalla poesia alla video-arte.
maggio 22, 2013
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Musica da cinecamera in super 8



Forte Fanfulla, bistrot 21 Aprile “MUSICA DA CINECAMERA IN SUPER 8” Progetto di Andrea Faccioli polistrumentarista /compositore veronese, con all’attivo due album pubblicati da Tannen Records / Audioglobe. Strumenti convenzionali come Chitarra elettrica e Lap Steel, e strumenti / giocattolo d’epoca come Ukelin, Bell Harp e Stylophone fanno da colonna sonora a vecchi filmati in Super 8. Il risultato è una sequenza di ambientazioni sonore e paesaggi, dal Mississippi al Marocco, dal post rock al blues, dalla musica da camera all’elettronica minimale. Dopo molti concerti in tutta Italia, il 16 febbraio 2013 Cabeki approda a Radio Tre Rai, ospite del programma Piazza Verdi, per un’intervista e un breve concerto. Con tre brani partecipa alla colonna sonora del documentario del regista Angelo Poli I Core, My Climbing Family, un documentario sul climber e pluricam- pione di boulder Christian Core.
www.shuffle-mag.com “Cabeki – aka Andrea Faccioli – dopo lo stupefacente Il montaggio delle attrazioni (2011) dà prova del suo straordinario talento con Una Macchina Celibe, un lavoro che farà saltare tutti gli equilibri e le convenzioni dell’amorfo panorama musicale nostrano”.
Susanna Buffa
Una Macchina Celibe (2012 Tannen Records / Audioglobe)
Il Montaggio Delle Attrazioni (2011 Tannen Records / Audioglobe)
maggio 22, 2013
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The Giant Dwarf



Forte Fanfulla, sala concerti21 aprile 2013 “THE GIANT DWARF” produzione: Vina Records/Moscow Mule, musiche: Mui (Stefano D’Incecco e Fabrizio Tropeano). In natura l’ibrido, l’incrocio, è sempre più forte della specie pura. Questo principio evolutivo ha validità universale e può essere applicato ad ogni dominio. The Giant Dwarf è un gigante nano, un ossimoro che racchiude sensi giocosi e inquietanti allo stesso tempo. Si tratta di un lavoro sull’armonizzazione dei contrari in una forma-canzone di carattere evocativo e cinematico in cui gli strumenti elettronici e quelli analogici interagiscono valorizzandosi gli uni con gli altri. I Mui nascono nell’anno 2000 come duo strumentale formato da Stefano D’Incecco (sintetizzatori e campionatori) e Fabrizio Tropeano (chitarra e basso). Il progetto è in continua evoluzione e si avvale della collaborazione di molti altri musicisti che ruotano attorno alla band in base alla performance. La loro ricerca musicale cerca di abbattere i limiti determinati dal genere attingendo indiscriminatamente da tutti i generi per creare una forma autonoma di linguaggio. Sono spesso accostati alle correnti post-rock ed elettronica, in realtà la fusione di stili come jazz, funk, dub, rock, etnica ed elettronica è il principio stesso che muove le loro composizioni.
Omonimo (2003 Keplar Records)
Inside a moving machine (2005 Keplar Records)
The Giant Dwarf (2011 Vina Records)
maggio 22, 2013
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Las Vegas



Teatro Palladium 23 Aprile 2013 “Las Vegas” testo di: Tobia Rossi lettura scenica a cura di: Biancofango con: Andrea Trapani e Paolo Leccisotto regia di: Francesca Macrì Hi-kari produzioni. Las Vegas di Tobia Rossi è il testo vincitore del Bando Urgenze V edizione. Attraverso un percorso di residenze creative, cinque autori emergenti, selezionati su base nazionale, hanno prodotto altrettanti testi inediti, scritti sotto la sapiente guida di uno dei più conosciuti e stimati autori italiani: Giuseppe Manfridi. «Las Vegas è un testo dolente e leggero che coinvolge, diverte e strazia cavando il meglio da una trama essenziale da cui fioriscono due personaggi accesi da un’abbagliante vitalità. Un uomo e un ragazzo (così definiti nella didascalia di apertura). Il primo, addestrato ai meandri a cielo aperto di un cascame urbano ridotto a terra di nessuno… L’altro, il ragazzo, è in realtà un vagabondo che va alla ricerca del padre, e nell’immolarsi alla sua impresa esprime un senso di innocenza assoluta… Il dialogo che si sviluppa rappresenta l’avvenire di una comunicazione autentica e di un affetto che commuove.» Giuseppe Manfridi NdN-Network drammaturgia nuova, rete composta da Residenza IDRA, triangolo scaleno teatro/Teatri di Vetro e Campo Teatrale, prendendo le mosse dal Bando Urgenze promosso da residenza IDRA, persegue la finalità di creare uno spazio protetto di creazione e di interscambio per gli autori emergenti italiani in modo da valorizzare il processo di elaborazione delle idee e trovare nuove forme produttive capaci di superare l’attuale stagnazione produttiva. In collaborazione con Campo Teatrale, Residenze Idra, Teatro inverso, Titivillus Edizioni.
maggio 22, 2013
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Muvic plays whit Alice

Lotto 13, 25 Aprile 2013 “Muvic plays whit Alice” sintetizzatore, piano elettrico, elettronica, voci: Andrea Lepri, basso elettrico, chitarre, elettronica: Paolo Baldini. Muvic gioca con Alice perché decide di non limitarsi ad una semplice sonorizzazione ma interagisce con il film, manipolandolo e destrutturandolo. L’ operazione consiste nel campionamento in tempo reale dei rumori e dei dialoghi del film che vengono rimessi in circolo e resi ritmi o tappeti sonori su cui improvvisare. Il montaggio delle immagini si trasforma a volte in un flusso frenetico e ciclico che perde la consequenzialità drammaturgia acquisendo però un sapore diversamente ipnotico. Muvic è un progetto di musica elettroacustica ed elettronica, composto da Andrea Lepri e Paolo Baldini. Il gruppo nasce per caso a Giugno dell’estate scorsa, quando gli organizzatori del B.O.F.F. ( piccolo festival di cinema Bolognese ) chiedono ai due musicisti ravennati di collaborare per musicare dal vivo alcune pellicole sperimentali. I primi parti improvvisativi avvengono su lavori astratti del visionario Stan Brakhage (come Dog Star Man e The Garden of Earthly Delights) e su deliziosi cortometraggi di Jan Svankmajer. Dopo questa esperienza il neonato Muvic inizia a comprendere il senso della sua esistenza e poco dopo decide di lavorare a un film più complesso Alice (Svankmajer) e lo reinterpreta arditamente, dando vita alla performance che gli permette di esibirsi maggiormente sul territorio nazionale.
maggio 14, 2013
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