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Every-Body Una domanda d'amore

LA PELANDA. CENTRO DI PRODUZIONE CULTURALE 13 SETTEMBRE 2014
danza/performance
ANTONIO TAGLIARINI
EVERY-BODY Una domanda d'amore
un progetto di Antonio Tagliarini | collaborazione artistica e drammaturgica Jaime Conde Salazar | organizzazione e comunicazione Filipe Viegas | produzionePlanet 3 | coproduzione Culturgest (Lisbona), Short Theatre (Roma) | residenze Teatro di Villa Torlonia | promosso dall'Assessorato alla cultura e creatività di Roma Capitale con Zètema e la Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea, Roma Marzo 2014 / Short Theatre, Roma settembre 2014 /Attraversamenti Multipli, ottobre 2014 // MAC Birmingham, febbraio 2015 / Forum Dança, aprile 2015 Lisbona
WWW.ANTONIOTAGLIARINI.NET
WWW.EVERY-BODYDANCE.TUMBRL.COM
EVERY-BODY è un progetto in continua mutazione, per scelta si adatta al contesto specifico di ogni occasione.
“Una domanda d’amore” si concentra su alcune domande che Peggy Phelan (studiosa della performing art) ha posto alla base del teatro e della performance: Mi ami? Mi vedi? Mi senti? Moriresti per me? Domande insolubili. Domande che riguardano ogni tipo di relazione, io e l’altro. Osservo due corpi ballare: avvicinarsi, sfiorarsi, mostrarsi, cercarsi, abbracciarsi, allontanarsi e inesorabilmente queste domande riaffiorano nella mia testa. Ascolto molte canzoni: le parole ripetono all’infinito queste domande, proprio perché la risposta é insolubile.
24.9.14
 

Come zanzare nella luce

LA PELANDA. CENTRO DI PRODUZIONE CULTURALE 10 SETTEMBRE 2014
 Come zanzare nella luce
di Anne Habermehl (DE) | traduzione di Alessandra Griffoni | lettura a cura di Roberto Latini
WWW.FORTEBRACCIOTEATRO.COM
WWW.FABULAMUNDIEUROPE.EU
Maggio 1918, Vienna: ultime settimane dell’Impero austro-ungarico. Un giovane comunista scrive con il carbone sul muro della sua cella. Luglio 1989, Bratislava: alla vigilia della "Rivoluzione di velluto" un uomo scrive delle lettere a sua moglie fuggita verso ovest. Utilizza lo stile del bollettino meteorologico per descrivere il crollo del suo paese - fino a quando arriva il momento in cui non può sopportare più di sentire i passi della sorveglianza, volutamente palesi. Vienna oggi, nessuna rivoluzione: un adolescente prepara la colazione per i suoi fratelli, ruba al supermercato, vaga senza meta per la città. È facile ricostruire il suo percorso grazie alle tracce elettroniche, ma perché finisce per picchiare una ragazza rimane un mistero.
24.9.14
 

All Ways

CSC Garage Nardini Bassano del Grappa 29 Agosto 2014
 ALL WAYS
da un’idea di Beatrice Baruffini
regia e drammaturgia Beatrice Baruffini, Ilaria Mancia
partitura fisica Agnese Scotti, Elisa Cuppini
luci Emiliano Curà
foto Agnese Scotti
video Jacopo Niccoli
con Simone Arganini, Virginia Canali, Gaia De Luca, Laura Guglielmo, Anxhela Malo, Jacopo Melegari
ringraziamenti Cinzia Di Gerlando, Giusy Di Gerlando, Martina Pagani
produzione Teatro delle Briciole
Uno spettacolo nato all’interno del progetto AntWork,
promosso dai Comuni di Parma, Reggio Emilia, Modena.Uno spettacolo interpretato da ragazzi tra i 16 e i 25 anni. La città, gli spazi, le forme del mondo e l’intervento dell’uomo trasferiti sulla scena con un linguaggio performativo e non testuale. Una possibile risposta teatrale alla frase illuminante dello scrittore francese Georges Perec: «Il mondo è la percezione di una scrittura terrestre, di una geografia di cui ci siamo dimenticati di essere gli autori».
Uno spettacolo interpretato da ragazzi under 25 al termine di un percorso di lavoro di gruppo nato nell’ambito di «Antwork – giovani produzioni Modena, Reggio Emilia e Parma», piattaforma condivisa da tre città confinanti e dedicata alla creatività giovanile. La città, gli spazi, le forme del mondo e l’intervento dell’uomo trasferiti sulla scena con un linguaggio performativo e non testuale. «Il mondo è la percezione di una scrittura terrestre, di una geografia di cui ci siamo dimenticati di essere gli autori». Questa frase è di Georges Perec, lo scrittore francese tra i massimi artefici dell’arte della scrittura come sperimentazione e ingegnosa combinazione di parole. Il progetto nasce proprio dal desiderio di dare una possibile risposta teatrale all’illuminante indicazione di Perec. “All ways” significa letteralmente “tutti i modi”, tutte le possibilità che l’uomo può utilizzare per intervenire sul mondo. Significa analizzare tutto ciò che è scrittura umana del mondo, i segni e le tracce che l’uomo lascia ed esprimerlo, ricrearlo attraverso un linguaggio performativo e non testuale, attraverso un meccanismo di gioco e di scrittura scenica.
“Siamo partite dall’analisi degli spazi urbani di una città e siamo arrivate
a identificare quali potevano essere segni e simboli universali, condivisibili da tutti. Abbiamo usato gli spazi quasi semplificandoli dal punto di vista narrativo, in una sorta di trasposizione degli spazi in simboli. Abbiamo fatto uscire questi simboli da un contesto spaziale, temporale e storico creando delle immagini, che nel loro accostamento e nel loro montaggio teatrale, nella loro successione, raccontano il nostro stare sulla terra, quello che noi abbiamo costruito, cioè la costruzione che l’uomo ha fatto del mondo in cui vive”.
Beatrice Baruffini e Agnese Scotti
da un’idea di Beatrice Baruffini
regia e drammaturgia Beatrice Baruffini, Ilaria Mancia
partitura fisica Agnese Scotti, Elisa Cuppini
luci Emiliano Curà
foto Agnese Scotti
video Jacopo Niccoli
con Simone Arganini, Virginia Canali, Gaia De Luca, Laura Guglielmo, Anxhela Malo, Jacopo Melegari
ringraziamenti Cinzia Di Gerlando, Giusy Di Gerlando, Martina Pagani
produzione Teatro delle Briciole
Uno spettacolo nato all’interno del progetto AntWork,
promosso dai Comuni di Parma, Reggio Emilia, Modena.
24.9.14
 

Ce ne andiamo per non darvi troppe preoccupazioni

Teatro Remondini Bassano del Grappa 29 Agosto 2014
CE NE ANDIAMO per non darvi troppe preoccupazioni
Daria Deflorian e Antonio Tagliarini
ispirato a un’immagine del romanzo L’esattore di Petros Markaris
un progetto di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini
con Daria Deflorian, Monica Piseddu, Antonio Tagliarini e Valentino Villa
collaborazione al progetto Monica Piseddu e Valentino Villa
luci Gianni Staropoli
consulenza per le scene Marina Haas
Un’indagine esistenziale sulla crisi, intima e politica. E’ questa la nuova tappa del lavoro di due tra gli artisti più interessanti della scena contemporanea, capaci di ridefinire il ruolo dell’attore comen autore e interprete. I suicidi della crisi, nati come provocatoria finzione nel romanzo “L’esattore” del greco Petros Markaris, trovano un’inquietante eco nelle cronache italiane di questi tempi.
“Punto di partenza e sfondo del lavoro è un’immagine forte, tratta dalle pagine iniziali del romanzo ‘L’esattore’ del greco Petros Markaris scritto nel 2011. Siamo nel pieno della crisi economica greca quando vengono trovate le salme di quattro donne, pensionate, che si sono tolte volontariamente la vita. «…Abbiamo capito che siamo di peso allo Stato, ai medici, ai farmacisti e a tutta la società – spiegano in un biglietto – Quindi ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni. Risparmierete sulle nostre pensioni e vivrete meglio». Come hanno ordito queste quattro donne anziane questo singolare complotto contro la loro società in crisi? Abbiamo circoscritto il nostro immaginario tra il momento in cui prendono i sonniferi e quello in cui una ad una lasciano la vita nell’immacolato piccolo appartamento di periferia. «Ma chi ce l’ha fatto fare?» dice una delle nostre figure alle sue amiche e complici e scoppia in una fragorosa risata mentre è già distesa sul letto aspettando l’effetto delle pasticche ingoiate con della vodka, «uno dei modi più sicuri di fare una morte tranquilla nel sonno». La scena raccontata da Markaris ci ha anche fatto riflettere sul suicidio non come gesto esistenziale ma come atto politico estremo. Non un racconto, né un resoconto, ma un percorso dentro e fuori queste quattro figure di cui non si sa nulla se non la tragica fine. Un percorso fatto di domande e questioni che sono le loro, ma sono soprattutto le nostre. Usiamo lo spazio di libertà della scena per scatenare la nostra collera, sanare l’eccesso di positività che ci circonda, i comportamenti rigidamente politicaly correct, la commozione facile, il sorriso stereotipato delle relazioni sociali, le ricette per vivere con serenità le ingiustizie che ci toccano. Ci presentiamo al pubblico con una dichiarazione di forte impotenza, che in questo caso è una cruciale impotenza a rappresentare”.
una produzione Planet3 & dreamachine in coproduzione con Teatro di Roma / Romaeuropa Festival 2013/ 369 gradi in collaborazione con Festival Castel dei Mondi organizzazione e promozione Filipe Viegas e Francesca Corona per PAV | Diagonale Artistica comunicazione e ufficio stampa Filipe Viegas ed Emanuela Rea per PAV residenze artistiche Centrale Fies / Olinda / Angelo Mai Altrove Occupato / Percorsi Rialto Romaeuropa.Teatro Palladium / Teatro Furio Camillo / Carrozzerie n.o.t un ringraziamento ad Attilio Scarpellini e a Francesco La Mantia, Francesca Cuttica, Valerio Sirna, Ilaria Carlucci, Alessandra Ventrella
24.9.14
 

Holiday on stage

Teatro Remondini Bassano del Grappa 28 Agosto 2014
 HOLIDAY ON STAGE
ideazione e performance Martin Schick e Damir Todorovic
con la partecipazione di Moonsuk Choi
consulenza artistica Cuqui Jerez
musica Yujiro Akihiro
troubleshooter Anna K. Becker
costumi Dragana Kunjadic per Costume National
consulente per lo stile Toshiko Kobatake
consulente per il business Roland Monney
personal trainer Vojin Vujovic
english coach Rosalind Wynn
british Accent Coach Tim Harrison
assistenza tencnica Michi Egger
assistente di produzione e sponsor Arnaud Gariépy, Rosalind Wynn
A production of the Festival Belluard Bollwerk International made possible thanks to the contribution of the Canton of Fribourg to culture. In coproduction with Gessnerallee Zürich, Dampfzentrale Bern, Beursschouwburg Brussels, Vooruit Gent, Brut Vienna, The Basement Brighton and Snaporazverein in the frame Reso-Réseau Danse Suisse.
Una farsa sovversiva e provocatoria sulla società occidentale. Una riflessione su quanto l’eccesso di lusso e bellezza condizioni le nostre vite. In un mondo dove apparire è il bene più ambito, tutti vogliono entrare nello star system. Mischiando intrattenimento con altre forme artistiche in un tourbillon di trovate, i due performer ironizzano sulle loro misere esistenze e sul vuoto che circonda la gente che conta.
Parafrasando gli acrobatici spettacoli sul ghiaccio di “Holiday on ice” ed enfatizzandone gli aspetti più kitch di un‘estetica da music hall, Martin Schick e Damir Todorovic mettono in scena una farsa travolgente e provocatoria sulla società occidentale. Una riflessione su quanto l’eccesso di lusso e bellezza condizioni le nostre vite. In un mondo dove apparire è il bene più ambito, tutti vogliono entrare nello star system. Mentre arte e industria stanno diventando sempre più intrecciate tra loro, avvicinando progressivamente lo storico divario tra capitale economico e culturale, gli artisti praticano una nuova forma di servitù all’interno di un’inedita società cyber-feudale. In tale contesto resta aperta la domanda su quale sia il futuro possibile per l’arte in senso stretto. Per gli artisti e per la loro necessaria autonomia creativa. Giocando in modo umoristico con i clichés, tra citazioni che si sovrappongono all’estetica della vita quotidiana, Martin Schick e Damir Todorovic mischiano sapientemente la danza e il teatro con altre forme artistiche, in un tourbillon di trovate. I due performer ironizzano così sulle loro misere esistenze messe a confronto con il vuoto spinto che circonda la gente che conta. “Holiday on ice” è uno spettacolo che provoca discussioni controverse sul futuro economico e politico dell’umanità. E lo fa riuscendo a divertire grazie ad una serie di cortocircuiti che coinvolgono il pubblico e convincono la critica unanime nel giudicarlo: “uno spettacolo senza tempo, un perfetto esempio di intrattenimento culturale sorprendente, accessibile e spettacolare” oppure “una miscela inquietante di intrattenimento sovversivo, nozioni umoristiche e scenari (in)credibili sul futuro umano”.
24.9.14
 

Holiday on stage

LA PELANDA. CENTRO DI PRODUZIONE CULTURALE 10 SETTEMBRE 2014 danza/performance
 nell'ambito di SWISS TIME in collaborazione con il network Finestate Festival
SCHICK/TODOROVIC (CH/RS)
Holiday on stage
ideazione, realizzazione e performance di Martin Schick & DamirTodorovic | con la partecipazione di un giovane ballerino di talento, un'artista donna disoccupata, un immigrato illegale | consulente artistico Cuqui Jerez | musica YujiroAkihiro, Wendelin Schmidt-Ott | organizzazione Anna K. Becker | costumiDragana Kunjadic per Costume National | consulente di moda Toshiko Kobatake | supporto tecnico Wendelin Schmidt-Ott, Michi Egger | assistente di produzione e ricerca sponsor Arnaud Gariépy, Rosalind Wynn | organizzazione Michaël Monney e Sally de Kunst | una produzione del Festival Belluard Bollwerk International con il contributo del Canton Friburgo per la cultura | in co-produzione con Gessnerallee Zürich, Dampfzentrale Bern, Beursschouwburg Brussels, Vooruit Gent, Brut Vienna, The Basement Brightone e Snaporazverein nell'ambito di Reso-RéseauDanseSuisse | con il supporto di WpZimmer Antwerp, Migros Kulturprozent, Pro Helvetia, Edith MaryonStiftung, Ernst Göhner Stiftung, Schweizerische Interpretenstiftung | sponsorizzato da Costume National, Red Bull, Fanadir Holiday Resort, Talking Image, Nendaz Ski Resort and Stimorol
WWW.MARTINSCHICK.COM
L'epoca del lusso non è finita - appartiene solo a un ristretto numero di persone. Il concetto sociale di welfare in Occidente è in dubbio, la concorrenza globale è in aumento e stanno nascendo nuove regole di protezionismo. Sempre più spesso viviamo come piccole identità competitive e in cima, meno che mai, c'è posto. Esiste una formula per il successo? Beh, si: Niente è più di successo che il successo stesso!
Si chiama effetto di amplificazione ed è un principio decisivo non solo nella società, ma anche nell'arte contemporanea. Gli artisti sono i pionieri di un certo fenomeno sociale conosciuto come “casting-society”. Il controllo è diventato un valore di per sé. La democratizzazione per lo più corrisponde alla dichiarazione di Joseph Beuys: tutti sono artisti. Oggi, però, dobbiamo dire: tutti vogliono essere artisti!
Holiday on Stage è un’indagine di Martin Schick e Damir Todorovic sulla forza seduttiva e le strategie della nostra società occidentale sempre in ritardo, adattate all'ambiente artistico. I performer si mettono nella posizione di una superiore classe sociale artistisca, che non mette in discussione la legittimità del chiamarsi artista.
Mentre l'industria e l'arte sono sempre più intrecciate, colmando il divario tra il capitale economico e il capitale culturale, l'artista diventa una classe sociale al servizio di una nuova società cyber-feudale. Con le sponsorizzazioni, il collocamento sociale dell’artista e l'industrializzazione dell'arte, la questione rimane: cosa accadrà alla stessa arte? Giocando ironicamente con i luoghi comuni, le citazioni e l'estetica della vita quotidiana, HOLIDAY ON STAGE è uno spettacolo,che mira a provocare una discussione sulla politica futura e l’economia. Si potrebbe chiamare un vero e proprio 'western'.
24.9.14
 

Il Convegno

TEATRI DI VETRO 8 Festival delle arti sceniche contemporanee - specie protetta
Teatro Scuderie Villino Corsini, Villa Pamphilj, Roma 16 settembre 2014
IL CONVEGNO
azione teatrale
Comp. PUNTA CORSARA / 369gradi
PREMIO IN-BOX 2013
con Giuseppina Cervizzi, Christian Giroso, Valeria Pollice, Vincenzo Salzano, Michele Vitolini, Gianni Vastarella, Emanuele Valenti
collaborazione artistica Antonio Calone, Marina Dammacco
regia Emanuele Valenti
I fatti incresciosi delle ultime settimane ci spingono a convocare un convegno d'urgenza per capire come, dove e se dobbiamo ascoltare le periferie.
Abbiamo invitato i massimi esperti, ci aspettiamo idee illuminanti e ottime soluzioni. Lo facciamo per tutti quelli che nella loro vita, non hanno ancora mai dato segni di perifericità.
Riprende da Roma, ospiti di Teatri di Vetro 8,
la tournée de Il Convegno, vincitore del premio IN-BOX 2013.
Teatri di Vetro / Triangolo Scaleno aderisce alla rete di operatori italiani che si sta sviluppando grazie al Premio INBOX , ideato da Straligut Teatro.
Il Convegno è uno spettacolo conferenza, in cui lo spirito e le parole di autori come Karl Valentin, Achille Campanile, Rem Koolhaas e Kurt Vonnegut, si mischiano e confondono con l’esperienza quotidiana di lavoro nella periferia di Napoli, essendo i fatti che realmente accadono inscindibili dal modo in cui vengono raccontati.
23.9.14
 

Kinkaleri

La Pelanda. Centro di produzione culturale 6 settembre 2014
 Kinkaleri
Everyone gets lighter | All!
progetto, realizzazione Kinkaleri /Massimo Conti, Marco Mazzoni, Gina Monaco | con Marco Mazzoni | a cura di Massimo Conti | produzione Kinkaleri Kinkaleri riceve il sostegno di Mibact - dipartimento spettacolo, Regione Toscana
www.kinkaleri.it
Kinkaleri negli ultimi anni ha sviluppato un progetto sul linguaggio dal titolo All! strutturando percorsi fisici, verbali, visivi, sonori, mirati allo sviluppo di un pensiero nella totale libertà espressiva. Punto di riferimento culturale di questa ricerca è stata la figura di William S. Burroughs che del linguaggio ha sempre fatto un luogo di frontiera, atto politico e creativo; non si tratta di un progetto su W.S.B. ma con W.S.B. e con tutti gli artisti che in quegli anni hanno indagato la parola nella possibilità di essere altro. L'invenzione di un linguaggio, la sua condivisione e diffusione è assimilabile ad un gesto potenzialmente rivoluzionario come potrebbe esserlo quello di una epidemia mondiale di un virus.
La perfomance Everyone Gets Lighter dal progetto All! è un dispositivo di trasmissione del codice corporeo inventato da Kinkaleri per condurre il corpo dentro un linguaggio che amplifichi le possibilità comunicative e politiche. Che questo sia da considerare l'essenza di un fare coreografico è solo una banale e sorprendente verità.
In una durata definita di 30 minuti saranno presentati e sviluppati da un perfomer tutti gli elementi costitutivi di un alfabeto che partendo dall'associazione di un gesto semplice ad ogni lettera dell'alfabeto, fornisca tutti gli strumenti e le possibili applicazioni comunicative che coinvolgono il corpo nelle sue potenzialità coreografiche: dinamica, intensità, velocità e potenza. La performance si propone di essere allo stesso tempo soggetto di contemplazione e di pratica. Chi entra in quella stanza ha due opzioni contemplare l'esecuzione delle varie fasi o partecipare all'apprendimento del codice e sperimentare come da esso si possano aprire tutta una serie di possibilità fisiche e dinamiche semplicemente “riscrivendo” una parola che mentre si srotola nel pensiero si traduce, nell'istante, in movimento. Liberare la coreografia dalla formalità per restituirla alla forma di un divenire che usa strategie per essere alternativo alla comunicazione del linguaggio dominante. Un corpo educato a diseducarsi, a lasciarsi andare, perchè impegnato solo ad esserci in una comunicazione diretta tra pensiero, corpo e visione. E tutto questo poi te lo porti a casa, lo provi per strada lo condividi con altri e magari da sponda a sponda di un fiume, danzi.
Dance is a virus!
23.9.14
 

Valentino Villa

La Pelanda. Centro di produzione culturale 9 settembre 2014
 nell’ambito di Fabulamundi. Playwriting Europe
Valentino Villa
L'inferno è solo una sauna
di Katja Brunner (CH/DE) | traduzione di Alessandra Griffoni | studio di Valentino Villa | con Valeria Almerighi, Roberta Azzarone, Barbara Chichiarelli, Vittoria Faro, Marco Palvetti, Francesco Petruzzelli, Stefano Vona Bianchini | spazio scenico Francesco Mari | a cura dell'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio d'Amico"
www.fabulamundieurope.eu
L’inferno è solo una sauna, ispirato alla vicenda di Elisabeth Fritzl, segregata per 24 anni dal padre in una cantina e madre di 7 figli incestuosi, non è mai stato rappresentato. Katja Brunner isola, di questa atroce vicenda, solo gli snodi più ambigui per rielaborarli in un’epopea allucinata, ironica e dolorosa. Protagonista di questo “inferno” non è il dolore della vittima ma quello del mondo. Un dolore che genera lo scontro abominevole fra i sessi, che si identifica nell’esercizio cieco del potere. E lo fa con una tale forza vitale da riuscire a prospettare una possibile filosofica soluzione. La libertà che si respira nel testo, negli accostamenti tematici e visivi, nella fusione di manga, mito e riflessione filosofica, nella sua lingua saudente e stonata, non possono trovare ragione solo nei 23 anni dell’autrice. C’è dell’altro.
7 attori, potrebbero essere anche 100, o un universo. 1 lingua dirompente e sgrammaticata: rimasticazione dissacrante dei luoghi più sacri e solitamente inviolabili della conversazione umana. 1 invito al combattimento ironico, anche frivolo, contro la dittatura della normalizzazione. 1 ginnastica del pensiero e della morale; per chi parla e per chi ascolta. 1 prova di esistenza per un testo non ancora nato.
23.9.14
 

Civiltà metropolitana

Di Leonardo Lastrina Con Leonardo Lastrina, Paola Campagna, Michele Maresca , Giovanni Petralia Regia di Leonardo Lastrina
23.9.14
  ,

Di Giandomenico

Sansepolcro (AR) Palazzo delle Laudi 19 luglio 2014 Kilowatt Festival GIOVANNI DI GIANDOMENICO IN CONCERTO Nelle sue composizioni, il ventunenne Di Giandomenico affronta con disarmante naturalezza il rapporto con le tradizioni musicali (da Perotinus ai Pink Floyd, transitando per Maderna e i Sex Pistols) armato di una visionarietà da romanziere novecentesco, di un rigore da fine contrappuntista rinascimentale e di purissima energia punk. Giovanni Di Giandomenico ha studiato e studia tra il Conservatorio V. Bellini di Palermo (Pianoforte, Composizione, Direzione d’orchestra) la Guildhall School of Music and Drama di Londra (Piano jazz e rock) e l’Accademia di Santa Cecilia di Roma (Composizione). Ha collaborato con vari musicisti dell’area hip-hop e della World music e ha composto brani originali eseguiti dalle più importanti orchestre, cori ed ensemble, sia in Italia che all’estero. https://www.facebook.com/GiovanninoDelPianoforte?fref=ts
19.9.14
 

Alessandro Raina - Sei pezzi facili

Sansepolcro (AR) Palazzo delle Laudi 20 Luglio 2014 Kilowatt Festival
ALESSANDRO RAINA
 “SEI PEZZI FACILI”
con / with Alessandro Raina
co-produzione / co-production Effetto K, Kilowatt Festival, Libera Università dell’Autobiografia, Teatro di Anghiari, Woodworm È possibile raccontare sé stessi attraverso una lista di canzoni e pensieri? È questa la sfida che il progetto 6 pezzi facili pone a differenti artisti musicali. Canzoni che generano racconti autobiografici e colonne sonore della vita.
Alessandro Raina è un cantautore di 36 anni. Ha esordito nel 2003 come voce dei Giardini di Mirò con cui ha inciso Punk not diet, inserito da Rolling Stones fra i 100 dischi italiani più belli di sempre. Nel 2007 fonda gli Amor Fou, tre album e una finale al Premio Tenco per il disco dell’anno. Nel 2012 esordisce come autore con la hit Tre cose per Malika Ayane, disco di platino, e firma un contratto con la Universal. Nel 2013 è sul palco come chitarrista nel tour di Colapesce. Quasi mille concerti fra Italia e Europa, nel frattempo scrive, fa shopping on-line e ama gli animali, ricambiato.
www.facebook.com/alessandro.raina.3
19.9.14
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