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Rifka

Teatro di Villa Torlonia 19 Settembre 2014 Casa dei Teatri Prosa
RIFKA
PROGETTO MIGRANTI | SOLO LE MONTAGNE NON SI INCONTRANO MAI
da Rifka di Anita Luksenburg
regia Elena Zuasti
con Veronica Caissiols Torcello
Teatro Reon
con il patrocinio dell’Ambasciata dell’Uruguay
Rifka, nome Polacco che vuol dire Rebecca, è il racconto di una storia vera scritta e pubblicata in Uruguay alcuni anni fa. L’autrice, tuttora vivente, non è una scrittrice ma una donna semplice che ha voluto dare una ulteriore testimonianza del tragico destino degli ebrei nel secolo scorso raccontando la storia della madre. Quello che colpisce è la semplicità e l’umanità di questa donna che, parlando, assume il dolore e le speranze della madre in modo cristallino e innocente: la sofferenza per la perdita del padre, la voglia di ricostruire una vita, portando la memoria della sua eredità con un calore latino vitale e delicato.
E’ un punto di vista sull’Europa del secolo scorso e sulle sue tragedie, vissuto da una generazione a cui spesso sfugge il perché della propria identità ancora oggi piena di conflitti e di timori.
Nel 1935 Boruk un signore ebreo di Montevideo, nella Repubblica Orientale dell’Uruguay, mette un annuncio sui giornali tedeschi per cercare un’ebrea polacca e sposarla per salvarla dalle persecuzioni naziste e dalla guerra imminente. Rifka, che allora aveva appena compiuto 18 anni, legge l’annuncio sul giornale e riesce a mettersi in contatto con l’uomo per iniziare la sua nuova vita. Riesce a partire e a raggiungere Montevideo. L’Uruguay è accogliente, tollerante, vitale e non si parla di guerra. Rifka, correndo contro il tempo, si organizza con il marito e riesce a raccogliere i soldi per far venire tutta la sua famiglia a Montevideo. In pochi anni arrivano quasi tutti, tranne il padre che non rivedrà più. Ormai è il 1939 la Polonia è invasa da Hitler, durante la guerra le nasce una figlia, quella che legge il racconto della madre che lei stessa ha trovato e che tiene tra le mani,. La figlia testimonia gli incubi e le sue visioni della madre perché non si ripetano più simili tragedie. A lei che si è salvata spetta ora il compito di raccontare e testimoniare la storia della madre.
29.9.14
 

Tutto è bene quel che finisce

Teatro Vascello 17 settembre 2014
 TUTTO È BENE QUEL CHE FINISCE
Compagnia Quotidiana.com
(tre capitoli per una buona morte) Capitolo uno - L’anarchico non è fotogenico
Il principio di buona morte, legato al concetto di fine o accelerazione di una fine certa, si intreccia con le eutanasie negate, riferite non solo al campo medico-scientifico ma anche a quello della politica, della biopolitica e della cultura.
Dove si colloca oggi il teatro contemporaneo, in quale organo del corpo sociale? Nella mente o nello stomaco, in attesa di essere digerito?
Due cow-boy, poi improbabili danzatori, si pongono sui margini di queste incrinature in una partitura dialettico-gestuale dall’efficacia penetrante, incisiva, politica, sollecitando un in- telletto disobbediente e operativo, complice un testo che passo dopo passo si oppone all’opinione comune e alle mistificazioni del buon senso.
di e con Roberto Scappin e Paola Vannoni
produzione quotidiana.com con il sostegno di Provincia di Rimini, Regione Emilia Romagna in collaborazione con La Corte Ospitale/progetto residenziale, Armunia/Festival Inequilibrio
Una sofisticata clownerie intellettuale, un gioco verbale alle soglie dell'assurdo
29.9.14
 

L'uomo della sabbia

Teatro Vascello 15 Settembre 2014 L'UOMO DELLA SABBIA Capriccio alla maniera di Hoffmann Compagnia Menoventi Questo Capriccio è, prima di tutto, un labirinto. È un gioco di scatole cinesi, una narrazione senza fine in cui perdersi. È il tableau vivant di una natura morta. Nel racconto di Hoffmann i personaggi sfumano nel grigio panneggio della quotidianità, come riflessi di uno stesso individuo. L'inquietudine generata dal Fantastico, dal Perturbante, dal Bizzarro spinge lo studente Nataniele verso una incauta consapevolezza di questo ingranaggio opacizzante. La sfida formale consiste nell'accensione di una lanterna magica capace di apparizioni e dissolvenze, portatrice di paradossali sovrapposizioni di contesti per mettere così in discussione, alla maniera di Hoffmann, ciò che i nostri occhi vedono: la cornice artefatta che chiamiamo realtà. di Consuelo Battiston, Gianni Farina, Alessandro Miele regia Gianni Farina musiche Stefano De Ponti luci e direzione tecnica Robert John Resteghini con Tamara Balducci, Consuelo Battiston, Tolja Djokovic, Francesco Ferri, Alessandro Miele, Mauro Milone assistente alla regia Chiara Fallavollita costumi Elisa Alberghi tecnico di compagnia Sergio Taddei scene realizzate nel laboratorio di Emilia Romagna Teatro Fondazione produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Festival delle Colline Torinesi, Programma Cultura dell’Unione Euro- pea nell’ambito del Progetto Prospero
29.9.14
 

#6 Come fratelli e sorelle

Villa Torlonia, Casina delle Civette, 16 Luglio 2014
 RedReading #6 COME FRATELLI E SORELLE
vite profughe, esistenze partigiane
Dai libri: “Timira romanzo meticcio” di Wu Ming 2 e Antar Mohamed (ed.Einaudi)
e “Razza partigiana” di Lorenzo Teodonio e Carlo Costa (ed.Iacobelli)
di e con Tamara Bartolini/Michele Baronio
e con Sebastiano Forte
racconti, ricordi, riflessioni di
Ass. Cittadini del Mondo, Igiaba Scego, Lorenzo Teodonio
una produzione BARTOLINI/BARONIO in collaborazione con Sycamore T Company e 369 gradi
Sfogliando i ricordi di Isabella e Giorgio Marincola,
sbirciando dentro quelle vecchie foto ingiallite di “bambini italiani dalla pelle scura”,
ritroviamo anche le nostre foto, ci guardiamo e ci riconosciamo,
come fossimo fratelli e sorelle sul filo di una frontiera sbarcati per cantare una memoria oltre i confini.
“Siamo tutti profughi, senza fissa dimora nell’intrico del mondo.
Respinti alla frontiera da un esercito di parole, cerchiamo una storia dove avere rifugio.”
29.9.14
 

Tavola rotonda sulla drammaturgia contemporanea Europea

La Pelanda. Centro di produzione culturale 11 SETTEMBRE 2014
 tavola rotonda sulla drammaturgia contemporanea Europea
modera Antonio Calbi, Direttore del Teatro di Roma
con gli autori: Katja Brunner, Anne Habermehl, Kathrin Röggla, (autori, Germania), Remi De Vos, Frédéric Sonntag (autori, Francia), Alina Nelega (coorganizzatore del progetto e autore, Romania)
e con: Donatella Ferrante (Mibact), Oliviero Ponte di Pino (ateatro), i partner italiani di Fabulamundi: Federica Fracassi (Teatro i), Isabella Lagattolla e Sergio Ariotti (Festival delle Colline Torinesi), e i partner europei (teatri e festival di Francia, Germania, Romania e Spagna).
25.9.14
 

George Kaplan

LA PELANDA. CENTRO DI PRODUZIONE CULTURALE 13 SETTEMBRE 2014
 mise en espace nell’ambito di Fabulamundi. Playwriting Europe
VERONICA CRUCIANI
George Kaplan
di Frédéric Sonntag (FR) | traduzione di Camilla Brison | con il sostegno del Comitato di Lettura del Teatro Valle Occupato | mise en espace di Veronica Cruciani | cast in via di definizione
WWW.VERONICACRUCIANI.IT
WWW.FABULAMUNDIEUROPE.EU
Cosa lega un gruppo di attivisti clandestini sull’orlo dell’abisso, un team di sceneggiatori in cerca di un nuovo format per una serie TV e il governo ombra di una potente nazione alle prese con un pericolo che minaccia la sicurezza del paese? Un nome: George Kaplan. George Kaplan è un’opera divisa in tre parti, un testo sulle intese politiche nei miti e nella storia, sull’influenza di Hollywood sulla nostra rappresentazione geopolitica del mondo, sulla guerra dell’informazione e la manipolazione della massa, su una gallina che potrebbe salvare l’umanità, su un nome che potrebbe cambiare l’aspetto del mondo.
Nato nel 1978, Frédéric Sonntag è autore e regista. Ha scritto una dozzina di opere per le quali è stato sostenuto dal Centre National du Théâtre. Le sue opere sono state pubblicate in Tapuscrit-Théâtre Ouvert, dall’Avant-Scène Théâtre e dall’Editions Théâtrales. I suoi testi sono stati rappresentati nei teatri e nei festival quasi di tutta la Francia. Dal 2009, ha partecipato a molti eventi internazionali dedicati a testi moderni.
Le sue opere sono state tradotte in molte lingue: inglese, tedesco, spagnolo, bulgaro, catalano, portoghese, greco, serbo e sono rappresentate in molti paesi. I lavori di Frederic Sonntag sperimentano varie strutture narrative e prediligono tematiche quali: il rapporto tra la finzione e la realtà, l’estetica della scomparsa, i miti contemporanei, le questioni politiche tra storia e mito, le forme della paura e della paranoia, la guerra dell’informazione e la manipolazione della massa, il processo della memoria, il posto della letteratura nella civiltà delle immagini.
24.9.14
 

Every-Body Una domanda d'amore

LA PELANDA. CENTRO DI PRODUZIONE CULTURALE 13 SETTEMBRE 2014
danza/performance
ANTONIO TAGLIARINI
EVERY-BODY Una domanda d'amore
un progetto di Antonio Tagliarini | collaborazione artistica e drammaturgica Jaime Conde Salazar | organizzazione e comunicazione Filipe Viegas | produzionePlanet 3 | coproduzione Culturgest (Lisbona), Short Theatre (Roma) | residenze Teatro di Villa Torlonia | promosso dall'Assessorato alla cultura e creatività di Roma Capitale con Zètema e la Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea, Roma Marzo 2014 / Short Theatre, Roma settembre 2014 /Attraversamenti Multipli, ottobre 2014 // MAC Birmingham, febbraio 2015 / Forum Dança, aprile 2015 Lisbona
WWW.ANTONIOTAGLIARINI.NET
WWW.EVERY-BODYDANCE.TUMBRL.COM
EVERY-BODY è un progetto in continua mutazione, per scelta si adatta al contesto specifico di ogni occasione.
“Una domanda d’amore” si concentra su alcune domande che Peggy Phelan (studiosa della performing art) ha posto alla base del teatro e della performance: Mi ami? Mi vedi? Mi senti? Moriresti per me? Domande insolubili. Domande che riguardano ogni tipo di relazione, io e l’altro. Osservo due corpi ballare: avvicinarsi, sfiorarsi, mostrarsi, cercarsi, abbracciarsi, allontanarsi e inesorabilmente queste domande riaffiorano nella mia testa. Ascolto molte canzoni: le parole ripetono all’infinito queste domande, proprio perché la risposta é insolubile.
24.9.14
 

Come zanzare nella luce

LA PELANDA. CENTRO DI PRODUZIONE CULTURALE 10 SETTEMBRE 2014
 Come zanzare nella luce
di Anne Habermehl (DE) | traduzione di Alessandra Griffoni | lettura a cura di Roberto Latini
WWW.FORTEBRACCIOTEATRO.COM
WWW.FABULAMUNDIEUROPE.EU
Maggio 1918, Vienna: ultime settimane dell’Impero austro-ungarico. Un giovane comunista scrive con il carbone sul muro della sua cella. Luglio 1989, Bratislava: alla vigilia della "Rivoluzione di velluto" un uomo scrive delle lettere a sua moglie fuggita verso ovest. Utilizza lo stile del bollettino meteorologico per descrivere il crollo del suo paese - fino a quando arriva il momento in cui non può sopportare più di sentire i passi della sorveglianza, volutamente palesi. Vienna oggi, nessuna rivoluzione: un adolescente prepara la colazione per i suoi fratelli, ruba al supermercato, vaga senza meta per la città. È facile ricostruire il suo percorso grazie alle tracce elettroniche, ma perché finisce per picchiare una ragazza rimane un mistero.
24.9.14
 

All Ways

CSC Garage Nardini Bassano del Grappa 29 Agosto 2014
 ALL WAYS
da un’idea di Beatrice Baruffini
regia e drammaturgia Beatrice Baruffini, Ilaria Mancia
partitura fisica Agnese Scotti, Elisa Cuppini
luci Emiliano Curà
foto Agnese Scotti
video Jacopo Niccoli
con Simone Arganini, Virginia Canali, Gaia De Luca, Laura Guglielmo, Anxhela Malo, Jacopo Melegari
ringraziamenti Cinzia Di Gerlando, Giusy Di Gerlando, Martina Pagani
produzione Teatro delle Briciole
Uno spettacolo nato all’interno del progetto AntWork,
promosso dai Comuni di Parma, Reggio Emilia, Modena.Uno spettacolo interpretato da ragazzi tra i 16 e i 25 anni. La città, gli spazi, le forme del mondo e l’intervento dell’uomo trasferiti sulla scena con un linguaggio performativo e non testuale. Una possibile risposta teatrale alla frase illuminante dello scrittore francese Georges Perec: «Il mondo è la percezione di una scrittura terrestre, di una geografia di cui ci siamo dimenticati di essere gli autori».
Uno spettacolo interpretato da ragazzi under 25 al termine di un percorso di lavoro di gruppo nato nell’ambito di «Antwork – giovani produzioni Modena, Reggio Emilia e Parma», piattaforma condivisa da tre città confinanti e dedicata alla creatività giovanile. La città, gli spazi, le forme del mondo e l’intervento dell’uomo trasferiti sulla scena con un linguaggio performativo e non testuale. «Il mondo è la percezione di una scrittura terrestre, di una geografia di cui ci siamo dimenticati di essere gli autori». Questa frase è di Georges Perec, lo scrittore francese tra i massimi artefici dell’arte della scrittura come sperimentazione e ingegnosa combinazione di parole. Il progetto nasce proprio dal desiderio di dare una possibile risposta teatrale all’illuminante indicazione di Perec. “All ways” significa letteralmente “tutti i modi”, tutte le possibilità che l’uomo può utilizzare per intervenire sul mondo. Significa analizzare tutto ciò che è scrittura umana del mondo, i segni e le tracce che l’uomo lascia ed esprimerlo, ricrearlo attraverso un linguaggio performativo e non testuale, attraverso un meccanismo di gioco e di scrittura scenica.
“Siamo partite dall’analisi degli spazi urbani di una città e siamo arrivate
a identificare quali potevano essere segni e simboli universali, condivisibili da tutti. Abbiamo usato gli spazi quasi semplificandoli dal punto di vista narrativo, in una sorta di trasposizione degli spazi in simboli. Abbiamo fatto uscire questi simboli da un contesto spaziale, temporale e storico creando delle immagini, che nel loro accostamento e nel loro montaggio teatrale, nella loro successione, raccontano il nostro stare sulla terra, quello che noi abbiamo costruito, cioè la costruzione che l’uomo ha fatto del mondo in cui vive”.
Beatrice Baruffini e Agnese Scotti
da un’idea di Beatrice Baruffini
regia e drammaturgia Beatrice Baruffini, Ilaria Mancia
partitura fisica Agnese Scotti, Elisa Cuppini
luci Emiliano Curà
foto Agnese Scotti
video Jacopo Niccoli
con Simone Arganini, Virginia Canali, Gaia De Luca, Laura Guglielmo, Anxhela Malo, Jacopo Melegari
ringraziamenti Cinzia Di Gerlando, Giusy Di Gerlando, Martina Pagani
produzione Teatro delle Briciole
Uno spettacolo nato all’interno del progetto AntWork,
promosso dai Comuni di Parma, Reggio Emilia, Modena.
24.9.14
 

Ce ne andiamo per non darvi troppe preoccupazioni

Teatro Remondini Bassano del Grappa 29 Agosto 2014
CE NE ANDIAMO per non darvi troppe preoccupazioni
Daria Deflorian e Antonio Tagliarini
ispirato a un’immagine del romanzo L’esattore di Petros Markaris
un progetto di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini
con Daria Deflorian, Monica Piseddu, Antonio Tagliarini e Valentino Villa
collaborazione al progetto Monica Piseddu e Valentino Villa
luci Gianni Staropoli
consulenza per le scene Marina Haas
Un’indagine esistenziale sulla crisi, intima e politica. E’ questa la nuova tappa del lavoro di due tra gli artisti più interessanti della scena contemporanea, capaci di ridefinire il ruolo dell’attore comen autore e interprete. I suicidi della crisi, nati come provocatoria finzione nel romanzo “L’esattore” del greco Petros Markaris, trovano un’inquietante eco nelle cronache italiane di questi tempi.
“Punto di partenza e sfondo del lavoro è un’immagine forte, tratta dalle pagine iniziali del romanzo ‘L’esattore’ del greco Petros Markaris scritto nel 2011. Siamo nel pieno della crisi economica greca quando vengono trovate le salme di quattro donne, pensionate, che si sono tolte volontariamente la vita. «…Abbiamo capito che siamo di peso allo Stato, ai medici, ai farmacisti e a tutta la società – spiegano in un biglietto – Quindi ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni. Risparmierete sulle nostre pensioni e vivrete meglio». Come hanno ordito queste quattro donne anziane questo singolare complotto contro la loro società in crisi? Abbiamo circoscritto il nostro immaginario tra il momento in cui prendono i sonniferi e quello in cui una ad una lasciano la vita nell’immacolato piccolo appartamento di periferia. «Ma chi ce l’ha fatto fare?» dice una delle nostre figure alle sue amiche e complici e scoppia in una fragorosa risata mentre è già distesa sul letto aspettando l’effetto delle pasticche ingoiate con della vodka, «uno dei modi più sicuri di fare una morte tranquilla nel sonno». La scena raccontata da Markaris ci ha anche fatto riflettere sul suicidio non come gesto esistenziale ma come atto politico estremo. Non un racconto, né un resoconto, ma un percorso dentro e fuori queste quattro figure di cui non si sa nulla se non la tragica fine. Un percorso fatto di domande e questioni che sono le loro, ma sono soprattutto le nostre. Usiamo lo spazio di libertà della scena per scatenare la nostra collera, sanare l’eccesso di positività che ci circonda, i comportamenti rigidamente politicaly correct, la commozione facile, il sorriso stereotipato delle relazioni sociali, le ricette per vivere con serenità le ingiustizie che ci toccano. Ci presentiamo al pubblico con una dichiarazione di forte impotenza, che in questo caso è una cruciale impotenza a rappresentare”.
una produzione Planet3 & dreamachine in coproduzione con Teatro di Roma / Romaeuropa Festival 2013/ 369 gradi in collaborazione con Festival Castel dei Mondi organizzazione e promozione Filipe Viegas e Francesca Corona per PAV | Diagonale Artistica comunicazione e ufficio stampa Filipe Viegas ed Emanuela Rea per PAV residenze artistiche Centrale Fies / Olinda / Angelo Mai Altrove Occupato / Percorsi Rialto Romaeuropa.Teatro Palladium / Teatro Furio Camillo / Carrozzerie n.o.t un ringraziamento ad Attilio Scarpellini e a Francesco La Mantia, Francesca Cuttica, Valerio Sirna, Ilaria Carlucci, Alessandra Ventrella
24.9.14
 

Holiday on stage

Teatro Remondini Bassano del Grappa 28 Agosto 2014
 HOLIDAY ON STAGE
ideazione e performance Martin Schick e Damir Todorovic
con la partecipazione di Moonsuk Choi
consulenza artistica Cuqui Jerez
musica Yujiro Akihiro
troubleshooter Anna K. Becker
costumi Dragana Kunjadic per Costume National
consulente per lo stile Toshiko Kobatake
consulente per il business Roland Monney
personal trainer Vojin Vujovic
english coach Rosalind Wynn
british Accent Coach Tim Harrison
assistenza tencnica Michi Egger
assistente di produzione e sponsor Arnaud Gariépy, Rosalind Wynn
A production of the Festival Belluard Bollwerk International made possible thanks to the contribution of the Canton of Fribourg to culture. In coproduction with Gessnerallee Zürich, Dampfzentrale Bern, Beursschouwburg Brussels, Vooruit Gent, Brut Vienna, The Basement Brighton and Snaporazverein in the frame Reso-Réseau Danse Suisse.
Una farsa sovversiva e provocatoria sulla società occidentale. Una riflessione su quanto l’eccesso di lusso e bellezza condizioni le nostre vite. In un mondo dove apparire è il bene più ambito, tutti vogliono entrare nello star system. Mischiando intrattenimento con altre forme artistiche in un tourbillon di trovate, i due performer ironizzano sulle loro misere esistenze e sul vuoto che circonda la gente che conta.
Parafrasando gli acrobatici spettacoli sul ghiaccio di “Holiday on ice” ed enfatizzandone gli aspetti più kitch di un‘estetica da music hall, Martin Schick e Damir Todorovic mettono in scena una farsa travolgente e provocatoria sulla società occidentale. Una riflessione su quanto l’eccesso di lusso e bellezza condizioni le nostre vite. In un mondo dove apparire è il bene più ambito, tutti vogliono entrare nello star system. Mentre arte e industria stanno diventando sempre più intrecciate tra loro, avvicinando progressivamente lo storico divario tra capitale economico e culturale, gli artisti praticano una nuova forma di servitù all’interno di un’inedita società cyber-feudale. In tale contesto resta aperta la domanda su quale sia il futuro possibile per l’arte in senso stretto. Per gli artisti e per la loro necessaria autonomia creativa. Giocando in modo umoristico con i clichés, tra citazioni che si sovrappongono all’estetica della vita quotidiana, Martin Schick e Damir Todorovic mischiano sapientemente la danza e il teatro con altre forme artistiche, in un tourbillon di trovate. I due performer ironizzano così sulle loro misere esistenze messe a confronto con il vuoto spinto che circonda la gente che conta. “Holiday on ice” è uno spettacolo che provoca discussioni controverse sul futuro economico e politico dell’umanità. E lo fa riuscendo a divertire grazie ad una serie di cortocircuiti che coinvolgono il pubblico e convincono la critica unanime nel giudicarlo: “uno spettacolo senza tempo, un perfetto esempio di intrattenimento culturale sorprendente, accessibile e spettacolare” oppure “una miscela inquietante di intrattenimento sovversivo, nozioni umoristiche e scenari (in)credibili sul futuro umano”.
24.9.14
 

Holiday on stage

LA PELANDA. CENTRO DI PRODUZIONE CULTURALE 10 SETTEMBRE 2014 danza/performance
 nell'ambito di SWISS TIME in collaborazione con il network Finestate Festival
SCHICK/TODOROVIC (CH/RS)
Holiday on stage
ideazione, realizzazione e performance di Martin Schick & DamirTodorovic | con la partecipazione di un giovane ballerino di talento, un'artista donna disoccupata, un immigrato illegale | consulente artistico Cuqui Jerez | musica YujiroAkihiro, Wendelin Schmidt-Ott | organizzazione Anna K. Becker | costumiDragana Kunjadic per Costume National | consulente di moda Toshiko Kobatake | supporto tecnico Wendelin Schmidt-Ott, Michi Egger | assistente di produzione e ricerca sponsor Arnaud Gariépy, Rosalind Wynn | organizzazione Michaël Monney e Sally de Kunst | una produzione del Festival Belluard Bollwerk International con il contributo del Canton Friburgo per la cultura | in co-produzione con Gessnerallee Zürich, Dampfzentrale Bern, Beursschouwburg Brussels, Vooruit Gent, Brut Vienna, The Basement Brightone e Snaporazverein nell'ambito di Reso-RéseauDanseSuisse | con il supporto di WpZimmer Antwerp, Migros Kulturprozent, Pro Helvetia, Edith MaryonStiftung, Ernst Göhner Stiftung, Schweizerische Interpretenstiftung | sponsorizzato da Costume National, Red Bull, Fanadir Holiday Resort, Talking Image, Nendaz Ski Resort and Stimorol
WWW.MARTINSCHICK.COM
L'epoca del lusso non è finita - appartiene solo a un ristretto numero di persone. Il concetto sociale di welfare in Occidente è in dubbio, la concorrenza globale è in aumento e stanno nascendo nuove regole di protezionismo. Sempre più spesso viviamo come piccole identità competitive e in cima, meno che mai, c'è posto. Esiste una formula per il successo? Beh, si: Niente è più di successo che il successo stesso!
Si chiama effetto di amplificazione ed è un principio decisivo non solo nella società, ma anche nell'arte contemporanea. Gli artisti sono i pionieri di un certo fenomeno sociale conosciuto come “casting-society”. Il controllo è diventato un valore di per sé. La democratizzazione per lo più corrisponde alla dichiarazione di Joseph Beuys: tutti sono artisti. Oggi, però, dobbiamo dire: tutti vogliono essere artisti!
Holiday on Stage è un’indagine di Martin Schick e Damir Todorovic sulla forza seduttiva e le strategie della nostra società occidentale sempre in ritardo, adattate all'ambiente artistico. I performer si mettono nella posizione di una superiore classe sociale artistisca, che non mette in discussione la legittimità del chiamarsi artista.
Mentre l'industria e l'arte sono sempre più intrecciate, colmando il divario tra il capitale economico e il capitale culturale, l'artista diventa una classe sociale al servizio di una nuova società cyber-feudale. Con le sponsorizzazioni, il collocamento sociale dell’artista e l'industrializzazione dell'arte, la questione rimane: cosa accadrà alla stessa arte? Giocando ironicamente con i luoghi comuni, le citazioni e l'estetica della vita quotidiana, HOLIDAY ON STAGE è uno spettacolo,che mira a provocare una discussione sulla politica futura e l’economia. Si potrebbe chiamare un vero e proprio 'western'.
24.9.14
 
 
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