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La donna alata

Teatro Due 13 Febbraio 2016
FEDERICA RESTANI
in
LA DONNA ALATA
liberamente ispirato al romanzo “Notti al Circo” di Angela Carter
Regia Raffaele La Tagliata
Un’intensa ed appassionata performance liberamente ispirata al romanzo cult della più stravagante e visionaria scrittrice inglese, uno degli emblemi della letteratura femminile del nostro secolo: Angela Carter. E’ l’anno del Signore 1899! Mentre il XIX secolo, con il suo carico di drammi e conquiste, ormai non è che un mozzicone semispento in procinto di essere schiacciato nel posacenere della storia, un nome è sulla bocca di tutti, dalle duchesse ai venditori ambulanti: Fevvers, la donna alata, l’attrazione di tutte le Capitali d’Europa, la più grande trapezista del suo tempo, in grado di librarsi nell’aria con le sue strabilianti ali che travalicano l’umano ed eseguire al rallentatore un fantomatico triplo salto mortale.
marzo 05, 2016
 

Lourdes

Teatro Orologio 20 febbraio 2016
CAPOTRAVE
LOURDES
libero adattamento dall'omonimo libro di Rosa Matteucci (Adelphi, 1998)
adattamento e regia Luca Ricci
collaborazione alla scrittura scenica Andrea Cosentino
con Andrea Cosentino
musiche originali eseguite dal vivo da Danila Massimi
coproduzione Kilowatt Festival - Pierfrancesco Pisani / Infinito srl
con il sostengo di Regione Toscana - Federgat / I Teatri del Sacro
residenza creativa Teatro dell'Orologio
All'interno della programmazione di Dominio Pubblico, rassegna della scena contemporanea, va in scena al Teatro dell'Orologio lo spettacolo Lourdes, ultimo lavoro della compagnia CapoTrave, in collaborazione con Andrea Cosentino, co-prodotto da Pierfrancesco Pisani e Kilowatt Festival. Lo spettacolo, dopo una residenza creativa al Teatro dell'Orologio, conquista la quarta edizione de I Teatri del Sacro, a giugno 2015.
Liberamente adattato dall'omonimo romanzo d'esordio di Rosa Matteucci (Adelphi, 1998), lo spettacolo diretto da Luca Ricci dà vita a un divertente carnevale di personaggi, ciascuno con le proprie aspettative e speranze, tutti in viaggio verso Lourdes, tutti in attesa di un miracolo.
Il linguaggio misto di aulico e dialettale, i numerosi coprotagonisti o anche piccole apparizioni, coralmente disegnano un'umanità così disperata da sconfinare nella più grande comicità. E' una sorta di mistero buffo contemporaneo, decisamente connotato in senso grottesco che, nell'interpretazione di Andrea Cosentino, si apre a una spettacolarizzazione al contempo popolare e virtuosistica. Lo spettacolo traccia una strada sghemba e irregolare verso quello che è tutti gli effetti un abbandono alla fede e dunque una conversione.
CapoTrave è una compagnia teatrale fondata nel 2003, e dal 2009 ha sede a Sansepolcro (Ar). Nel corso della sua attività decennale ha ideato e organizzato Kilowatt: l'energia della scena contemporanea (Premio Ubu 2010), uno dei più importanti festival italiani dedicato ai nuovi linguaggi della scena contemporanea.

www.capotrave.com
marzo 05, 2016
 

Doppio Taglio

TEATRO DUE 27 Febbraio 2016
DOPPIO TAGLIO
Testo di Cristina Gamberi | Adattamento di Marina Senesi | Regia di Lucia Vasini | Musiche originali di Tanita Tikaram | Voci fuori campo di Filippo Solibello e Marco Ardemagni
Con il patrocinio di Pari Opportunità RAI
DOPPIO TAGLIO è uno spettacolo che affronta il tema della violenza contro le donne, distinguendosi per la scelta di uno sguardo trasversale: non il racconto della vittima, né quello di un testimone, tanto meno del carnefice, ma la rivelazione di alcuni curiosi meccanismi attraverso i quali il racconto dei media plasma e distorce la nostra percezione del fatto, trasformando anche la più sincera condanna in un'arma, appunto, a “doppio taglio". La narratrice si chiede, e ci chiede: “Una donna che si vede socialmente rappresentata così è incentivata alla denuncia? Perché mai dovrebbe fidarsi se sa che noi non stiamo dalla sua parte? Se, come nella maggior parte dei casi, l'immagine proposta dai media ritrae la vittima in soggettiva, cioè come se l'aggressore fosse di fronte a lei, noi lettori, comprese noi donne che ci dichiariamo impegnate e sensibili, che altro stiamo facendo se non guardare la vittima dalla stessa visuale del suo aggressore?”
Marina Senesi è un'attrice-autrice che si è sempre distinta per la capacità di fondere in un'unica cifra la forza dell'impegno e il gioco dell'ironia. Cristina Gamberi è dottore di ricerca in Studi di Genere all'Università di Napoli Federico II e con il Progetto Alice è ideatrice di percorsi formativi nelle scuole sull'educazione al genere. Dal loro incontro è nata l'idea di riadattare per il palcoscenico una ricerca accademica della Gamberi, decostruendo l'impianto lessicale e iconografico degli articoli diffusi su stampa e web, per interpretare il 'taglio' comunicativo che i media applicano (più o meno involontariamente) nel descrivere l'uccisione di una donna per mano del proprio uomo. Tutto questo, elaborato in una narrazione semplice ed immediata, capace di interessare e sorprendere. DOPPIO TAGLIO ha anche l’importante contributo della cantautrice inglese/malese Tanita Tikaram, che regala allo spettacolo lo splendido inedito intitolato "My Enemy", e delle voci fuori campo di Filippo Solibello e Marco Ardemagni (gli inconfondibili conduttori del programma mattutino cult di Radio2 Rai: Caterpillar AM).

NOTE DI REGIA
Quando Marina mi ha coinvolto in questo progetto ho immediatamente detto di sì per l'entusiasmo e la sincerità che la contraddistingue in ogni viaggio all'interno del teatro civile. Quando una sera dopo le prove mi ha telefonato a casa per dirmi: “Andiamo a Londra domani, a incontrare Tanita Tikaram?”, ho detto subito di sì senza pensare a nient'altro se non alla voce magica di questa grande musicista. L'incontro con Tanita è stato veloce, giusto il tempo della colazione nel centro della città. Ma in quelle due ore il tempo si è dilatato come succede durante i veri incontri... E allora le note di regia vorrei fossero proprio le parole di Tanita, formulate in un divertente italiano, attraverso una domanda diretta a Marina mentre velocemente raggiungevamo la metropolitana per il ritorno a Milano: “Marina, io non credo che il tuo racconto urli aggressivo, vero?” Ci siamo guardate e intese: “No, no!” abbiamo risposto in coro.
Lucia Vasini
marzo 05, 2016
 

Interno 3

Teatro Tordnona 28 febbraio 2016
INTERNO 3
Con: Cristina Cubeddu, Alessandro Eramo, Tiziano Floreani, Alessandra Latini, Armando Puccio e Paola Tripodo
Spettacolo di Cristina Cubeddu
Regia Massimo Ivan Falsetta
Camilla e Johnny condividono un appartamento nel centro di Roma all’interno 3, di recente si è unito a loro un compagno del liceo Manuel. La loro casa rispecchia la loro vita: frenetica, disordinata e costantemente in subbuglio nonostante i tentativi di Luisa, l’impicciona domestica, ormai una di famiglia, che cerca di tenere in ordine la casa e le loro vite.
I tre amici sono alla ricerca del vero amore: Camilla è intrappolata in una relazione ormai al capolinea, Manuel è segretamente innamorato proprio di lei ma è incapace di rivelarle i propri sentimenti, infine Johnny è disperatamente alla ricerca della sua anima gemella.
A complicare ancora di più le loro vite ci penserà il padrone di casa, Gianni, cacciato dalla moglie dopo l’ennesima scappatella, che diventerà il quarto inquilino della casa, sempre pronto ad intromettersi nelle discussioni con le sue bizzarre teorie e i suoi interventi senza senso.
Ciliegina sulla torta sarà infine l’arrivo di Stella, sfrontata PR, loro amica fin dai tempi del liceo. Senza alcun preavviso proporrà ai ragazzi di aiutarla nei preparativi del suo imminente e quanto mai inaspettato matrimonio….
Tra malintesi equivoci, gelosie e tante risate i protagonisti arriveranno a scoprire lati del proprio carattere che non conoscevano e verità inaspettate.
Con grande piacere ‘Interno 3’ ha deciso di dare spazio ed evidenza alla Fondazione Alessandra Bisceglia W Ale Onlus (per lo studio e la cura delle patologie vascolari).
Insieme possiamo sostenere la loro attività e regalare un sorriso!
marzo 03, 2016
 

L'ora accanto

Teatro Due 14 febbraio 2016
L'ORA ACCANTO (capitolo III)
di Filippo Gili
con Massimiliano Benvenuto, Silvia Benvenuto, Ermanno De Biagi, Vincenzo De Michele, Michela Martini, Vanessa Scalera
regia Francesco Frangipane
scene Francesco Ghisu
costumi Cristian Spadoni
luci Giuseppe Filipponio
musiche originali Roberto Angelini
assistente alla regia Giorgia Ferrara
assistente scenografo Lorena Curti
un progetto Uffici Teatrali
una produzione Progetto Goldstein
in collaborazione con Argot Studio
residenza produttiva Teatro dell'Orologio, Carrozzerie N.O.T.
Lo spettacolo vuole esplorare l’ultraterreno, la morte come dato di fatto che si riaffaccia alla vita, anche se per un’ora soltanto, in una tempesta di emozioni forti che vanno dalla incredulità, alla felicità, alla rabbia, fino alla più totale disperazione per l’ennesimo e ultimo addio.
febbraio 25, 2016
 

Biografia della peste

Teatro dell’Orologio 4 Febbraio 2016
BIOGRAFIA DELLA PESTE
di e con Francesco d’Amore e Luciana Maniaci
regia Roberto Tarasco
produzione Maniaci d'Amore, Nidodiragno
SINOSSI
Un ragazzo viene investito da un'auto. Torna a casa per informare la madre di essere morto ma lei non ci crede. Intanto lo scandalo si diffonde nel paese in cui morire non è concesso. Una riflessione sull'individuo e sulla comunità, sul coraggio e la follia.
febbraio 25, 2016
 

Le brugole Diario di una donna

Teatro Due 12 febbraio 2016
LE BRUGOLE - DIARIO DI UNA DONNA DIVERSAMENTE ETERO
DALL'11 AL 14 FEBBRAIO
Marioletta Bideri per BIS TREMILA presenta
DIARIO DI UNA DONNA DIVERSAMENTE ETERO
Annagaia Marchioro e Roberta Lidia De Stefano
Regia Paola Galassi
Da un’idea coraggiosa ed irriverente di Giovanna Donini, giornalista e autrice televisiva, nasce la rubrica “Diversamente Etero” che ha spopolato (e spopola) sul web e viene pubblicato da Vanity Fair. Lo spettacolo interpretato dalle Brugole (Annagaia Marchioro e Roberta Lidia De Stefano) con la regia di Paola Galassi è tratto da questa rubrica e racconta le vicende tragicomiche (più comiche che tragiche) di donne che a amano le donne. Ma anche di donne che amano gli uomini, che per quanto siano in via di estinzione, esistono tutt'oggi e noi scegliamo di non escludere nessuno. Sulla scena le attrici si alternano in personaggi esilaranti, che vengono intervistati e messi alla berlina o semplicemente fatti esistere. Ognuno di loro porta una storia e un vissuto privato che cerca un senso. Dalla sentinella in piedi, che non riconosce nessun diritto alle coppie di fatto, alla scoppiata di fatto che non riconosce proprio nessuno. La specialista del sesso arriva per chiare al pubblico alcune domande fondamentali sull'orgasmo e sull'amore tra due donne, mentre la traslocatrice invade la scena di scatoloni e di ricordi. Uno spettacolo interattivo, dove al pubblico viene chiesto di partecipare, inviando messaggi e mettendosi in gioco in prima persona. Perché il teatro é fatto dai vivi e per i vivi e per i molti che decidono di uscire, ridere, riflettere, e conoscere con mano. “Diario di una donna diversamente etero” é il secondo capitolo di una saga iniziata con "Metafisica dell'amore" spettacolo vincitore del Festival di Asti per la nuova drammaturgia. Uno spettacolo che nasce dall’intreccio di storie vissute in prima persona e da altre storie scoperte attraverso un'indagine svolta all'interno del mondo omosessuale. Più in generale, un’indagine per dar voce all'amore degli anni 2000.
Uno spettacolo di racconti, situazioni e cabaret sulla vita e sull’amore. Uno spettacolo senza veli né fronzoli né foruncoli sulla testa, uno spettacolo ad altissimo rischio d’innamoramento. Come fanno l’amore due donne? Guardate lo spettacolo.
febbraio 24, 2016
 

Donne

Teatro Tordinona 16 Febbraio 2016
Donne
Testo e Regia di Simone Schinocca
Con Valentina Aicardi e Silvia Freda

Universo femminile specchio e anima della nostra società, femminilità vissuta nascosta nel tempo e nella storia. Donne che hanno combattuto guerre, fatto rivoluzioni, che sono state mamme, lavoratrici, eroine, campionesse e casalinghe. Azioni troppo spesso dimenticate.
Durante la resistenza più di 35.000 donne hanno ufficialmente preso parte a scontri armati, e ancora più alto il numero di donne che fecero parte della resistenza non armata, rischiando la vita per fare staffette, distribuire stampa clandestina, ospitare e assistere partigiani.  Il Novecento viene chiamato il secolo delle donne, e questo spettacolo è un viaggio attraverso il XX secolo italiano, concentrandosi su un percorso di emancipazione, celebrando vittorie – come il suffragio universale del 1946 che estese il voto anche alle donne. Si materializzano così in scena ragazze che stringono le schede come biglietti d’amore, signore con sgabelli pieghevoli sotto al braccio, per il timore di stancarsi nelle lunghe file davanti ai seggi e con conversazioni politiche fra uomo e donna che hanno il sapore della “parità”.
Si riconoscono poi le sconfitte di una società che si è mostrata ancora troppo immatura per riconoscere la dovuta dignità all’universo femminile. Nonostante il boom economico, esiste ancora in un certo periodo di tempo, la divisione tra donna mistificata come moglie e serva della casa e donna oggetto profano del piacere. Dono invece di un tradizionale moralismo che sembra giustificato da mitologie trascendentali (Pandora e il vaso che contiene tutti i mali del mondo) è la visione della femminilità come sibillina e ammaliatrice.
Lo spettacolo racconta delle persone che si sono opposte a questi pregiudizi, ma anche delle norme che invece li hanno rafforzati, giustificando a volte comportamenti degradanti. Questo viaggio, che usa l’ironia come strumento di rappresentazione, s’incupisce quando affronta il tema della violenza. Violente sono le norme che davano ai tribunali il potere di decidere il grado dello stupro tramite aberranti spiegazioni scientifiche, volte a misurare se il rapporto era completo o un “semplice” atto di libidine, senza minimamente considerare i danni psicologici subiti dalla persona offesa. Oppure leggi come l’articolo 544 del Codice penale che permetteva allo stupratore di non scontare alcuna pena grazie alla promessa di sposare la propria vittima. In questo contesto viene narrata la storia di Franca Viola, ragazza siciliana diciassettenne rapita e violentata da un corteggiatore respinto, che denuncia il proprio carnefice e respinge le nozze riparatrici. La storia di Franca non si legge nei libri di storia, ma ha contribuito a denunciare la condizione femminile e quindi a migliorare la vita delle donne in una società ancora maschilista.
L’opera alterna piccole vicende che vedono singole protagoniste a situazioni condivise. Come la vita delle immigrate che lasciano il paese di origine per seguire i propri uomini e rammendare non più gli indumenti del contadino sporchi di terra, ma le tute dell’operaio. Ma anche delle lavoratrici che subiscono condizioni estenuanti e che hanno lottato per ottenere una vita più dignitosa: le “gelsominaie” calabresi, ricercate poco più che bambine per le loro dita capaci di cogliere questi fiori delicati, materia prima per l’industria dei profumi. Piccole donne pagate un tanto al peso dei fiori che raccoglievano che partivano da casa alle tre del mattino per terminare la raccolta entro le nove; oppure le braccianti meridionali che con il “poscia” – una sorta di grembiule a sacco – arrivavano a raccogliere 15 chili di olive in un solo trasporto. Lo stesso poscia che, in provincia di Lecce, le donne bruciarono in piazza perché definito strumento di tortura; o anche le mondine del vercellese e del novarese, per intere giornate con l’acqua fino alle ginocchia, a piedi nudi e con la schiena curva per togliere le erbacce che disturbavano la crescita delle piantine di riso. Le mondine sono state le prime donne a lottare per un giornata lavorativa di sole otto ore, perché oltre la condizione diventava insostenibile.
Donne è quindi uno spettacolo che diventa racconto di piccole e grandi storie, si trasforma in partecipazione per i traguardi raggiunti, le lotte e i sacrifici sopportati, terminando con il gioco delle “prime donne”: ovvero tutte le donne che sono riuscite ad abbattere un pregiudizio infondato.
Da Alfonsina Strada prima e unica donna a gareggiare con gli uomini nel Giro d’Italia ad Alessandra Germi la prima donna pubblico ministero, da Angela Gasparini prima donna vigile a Roma a Lella Lombardi, la prima pilota di Formula Uno, da Tina Anselmi prima donna ministro, a Nilde Iotti prima donna presidente della Camera dei Deputati – ufficio che conservò per 13 anni, guadagnandosi il rispetto di tutti i partiti. 
febbraio 24, 2016
 

Dear friends

Teatro Tordinona 14 febbraio 2016
DEAR FRIENDS…
Atto Unico di Adriano Sconocchia
Con: Alessandra Cimino, Pietro Marone, Adriano Sconocchia
Regia di Adriano Sconocchia
La scena si sviluppa in un ambiente unico con  tre attori e una voce. Martino, Elio e Carolina - attraverso i ricordi e la morte precoce di un amico comune di nome Paolo - parlano cinicamente, ironizzano e si battibeccano sugli interrogativi della vita e riflettono sulle colpe reciproche e sulla morte. Una situazione che lì, in quell’istante e non solo, li accomuna e paradossalmente li divide. Tutto si svilupperà anche grazie all’immancabile psicosi dei tempi moderni che ci vede dipendenti dagli smartphone e dai nuovi social.
Cosa è successo realmente? Cosa si nasconde dietro questi personaggi vivi e non?
febbraio 16, 2016
 

Le parole di Rita

Teatro India, 29 gennaio 2016
LE PAROLE DI RITA
Racconto teatrale per voce immagini e musica dall’autobiografia e dalle lettere di Rita Levi-Montalcini
testo di Andrea Grignolio e Valeria Patera
regia Valeria Patera
con Giulia Lazzarini
video Valeria Spera
Produzione Centro Culturale mobilita' delle arti & TIMOS teatro-eventi
Capita spesso che personaggi che raggiungono un’ampia notorietà si consegnino alla nostra memoria con l’aura austera dell’età avanzata, quasi che giovani non lo fossero mai stati. Questo vale anche per Rita Levi-Montalcini che, dopo essere stata insignita del Premio Nobel per la medicina, è diventata un’icona internazionale stigmatizzata da uno stile inconfondibile. Ma che indefesso impegno e rigore non necessariamente esulino da allegria, umorismo e prontezza di spirito, ce lo conferma la lettura del suo epistolario. Ed è proprio questa trascinante vitalità ad essere portata in scena per un inedito incontro con la grande scienziata. Il testo, che intreccia passaggi dell’autobiografia con lettere scritte dall’America alla madre e alla sorella Paola, si compone di videoclips con flash delle opere dei suoi pittori preferiti, i volti e i suoi ricordi famigliari, le esclusive immagini al microscopio filmate con Giuseppe Levi, paesaggi musicali e ancora l’angoscia della guerra e i palpiti di una giovane donna che decide il suo destino in un’epoca storica in cui questa libertà non era affatto ovvia.
febbraio 16, 2016
 

SOME GIRL(S)

Teatro Piccolo Eliseo 11 febbraio
SOME GIRL(S)
di Neil Labute
Con Gabriele Russo, Laura Graziosi, Bianca Nappi, Roberta Spagnuolo, Martina Galletta
Regia Marcello Cotugno
scene LUIGI FERRIGNO
costumi ANNA PAOLA BRANCIA D’APRICENA
Prima di sposarsi, Guy decide di mettersi in cerca delle proprie ex per provare a sistemare “il casino che ha combinato nella sua vita sentimentale lungo la strada verso la maturità”.
Quattro donne si alternano in un viaggio à rebours che somiglia alla psicanalisi: Sam è una ragazza abbandonata, Tyler ha fatto dell’indipendenza un motivo d’orgoglio, Lindsay è affamata di vendetta, Bobbi è una che non casca nella trappola delle relazioni. E poi c’è Reggie, una ragazzina curiosa che conosceremo online, cliccando su un link.
E se… se neanche Guy le conoscesse davvero? Se fossero delle nemesi? Proseguirebbe comunque il cammino verso la propria maturità che ha tutto l’aspetto (impegnativo) di un matrimonio?
febbraio 16, 2016
 

UBU ROI

Teatro Vascello 7 febbraio 2016
Fortebraccio Teatro
UBU ROI
di  Alfred Jarry
adattamento e regia Roberto Latini
musiche e suoni Gianluca Misiti
scena Luca Baldini
costumi Marion D'Amburgo
luci Max Mugnai
con Roberto Latini
e con
Francesco Pennacchia, Padre Ubu
Ciro Masella, Madre Ubu
Sebastian Barbalan, Regina Rosmunda/ Zar Alessio
Marco Jackson Vergani, Capitano Bordure/ Orso
Lorenzo Berti, Re Venceslao/ Spettro/ Nobili
Guido Feruglio, Principe Bugrelao
Fabiana Gabanini, Palotini/ Orsa/ Messaggero
direzione tecnica Max Mugnai
collaborazione tecnica Nino Del Principe
assistente alla regia Tiziano Panici
cura della produzione Federica Furlanis
promozione e comunicazione Nicole Arbelli
foto Simone Cecchetti 
un progetto realizzato con la collaborazione
Teatro Metastasio Stabile della Toscana
Datato 1896, il testo è la definizione di un processo di teatralizzazione unica: un gioco scolastico che diventa spettacolo per marionette e poi occasione scenica per riflessioni sulla natura dell'arte teatrale. Attraverso una costante reinterpretazione del Macbeth di Shakespeare, Alfred Jarry apre il Novecento alla "patafisica", la scienza delle soluzioni immaginarie. Quasi un errore imprevisto della letteratura teatrale. Una specie di sbaglio che si è cercato talvolta di relegare appena fuori dal teatro, regolamentare dentro una distanza che potesse essere rassicurante, una devianza riconosciuta come diversa e quindi sopportata dentro una differenza. Il tempo, l'arte intorno all'arte e tutto ciò che è il teatro degli ultimi cent'anni, hanno invece reso possibile ricollocare Jarry tra Pirandello e Beckett, ammettendolo all'assolutezza che gli compete e quindi, come rispondendo ad un reclamo, farci i conti.
Ubu Roi è ormai un classico del teatro mondiale, come Edipo o Amleto, capace cioè di superare se stesso e mettersi a disposizione dell'occasione teatro che ogni appuntamento scenico rappresenta.
"Per me, da Jarry inizia il Teatro contemporaneo.
Gli Ubu sono un'alterazione e una capacità insieme. Dalla loro comparsa sulla scena si può stabilire un punto di non ritorno. E quindi anche di ripartenza, o partenza nuova.
Mentre ci si affannava ad accompagnare il Teatro alla vita e a ricomporre tutte le sfumature dei velluti del Teatro intanto borghese, Jarry è riuscito a ricondurci al Teatro, a riconvocarci, proponendo delle figure e una modalità di relazione tra testo e scena assolutamente contemporanei.
Jarry propone una nuova convenzione, più che moderna, dentro l'assolutezza che soltanto i classici riescono a determinare. Ubu apre la strada al Teatro del Novecento.
Sono sempre stato convinto che quanto proposto dalla scena difficilmente riesca a stare al passo con i cambiamenti che avvengono in platea. Voglio dire che la velocità di trasformazione, di evoluzione, del pubblico, i gradi, come conquista, della comunicazione e ogni altra relazione che si stabilisce tra lo spettacolo e il pubblico, sono più in avanti di quanto generalmente lo spettacolo riesca a proporre. Jarry, insieme a pochi, pochissimi altri, è riuscito invece a darci un appuntamento dentro il futuro prossimo, spostando il luogo dell'incontro dalla convenzione stabilita alla relazione possibile.
La patafisica, o scienza delle soluzioni immaginarie, è una parola che da sola può essere sinonimo di Teatro." Roberto Latini
febbraio 12, 2016
 
 
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