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Elhadra


Elhadra è un'opera multidisciplinare che esplora il confine tra rituale ancestrale e arte contemporanea. Presentata il 16 aprile 2026 dal collettivo Onti Certe, la performance si configura come un viaggio sensoriale profondo nelle tradizioni mistiche del Mediterraneo.

🌀 Il Concept
Il titolo richiama la "Hadra", il rito collettivo del sufismo legato alla trance e alla memoria. Onti Certe rilegge questa pratica non come folklore, ma come uno strumento per indagare la perdita di identità nel mondo digitale.
🎭 Elementi Chiave
  • Musica Ipnotica: Fusione di percussioni tradizionali e sintesi granulare elettronica.
  • Corpi in Movimento: Una coreografia basata sulla ripetizione e sullo sfinimento fisico.
  • Scenografia Immersiva: Uso di proiezioni laser che reagiscono al battito cardiaco dei performer.
  • Spazio Sacro: Il pubblico non è spettatore, ma parte integrante del cerchio rituale.

📍 Il Messaggio
L'evento mira a ricreare un senso di comunità attraverso il ritmo. È un invito a staccarsi dalla frenesia quotidiana per ritrovare una connessione primordiale con il proprio corpo e con gli altri.
📌 Punto focale: La trasformazione del dolore individuale in estasi collettiva.
16.4.26
 

Noi imperfetti




  • Titolo: NOI IMPERFETTI
  • Regia: Paolo Tommasi e Nicolò Consolo
  • Cast: Alessandro Bocci, Paolo Ciani, Federica Fusco, Giuditta Ferroni, Domenico Lupi, Francesca Marziali, Roberta Paoletti, Vincenzo Peccheneda, Mario Pecoraro, Teresa Vallebona.
  • Contributi Artistici: Si ringrazia l'artista Armando Fettolini per la realizzazione dell'opera "Sospensione Randagia".
  • Luogo: Teatro Tordinona (Via degli Acquasparta, 16 - Roma
Sinossi
"Noi Imperfetti" è un'opera corale che mette in scena la fragilità e la complessità delle relazioni umane attraverso la metafora del "branco". Il sottotitolo presente in locandina, "Noi siamo come un branco di lupi", suggerisce una riflessione sulle dinamiche di gruppo, sulla sopravvivenza emotiva e sulla natura istintiva dei legami sociali.
L'immagine centrale del bicchiere rotto con il liquido versato evoca un senso di rottura, di precarietà e di "imperfezione" che caratterizza il vissuto dei personaggi. Attraverso la regia di Paolo Tommasi e Nicolò Consolo, lo spettacolo indaga ciò che resta dopo un urto o un fallimento, esplorando la bellezza e la difficoltà di restare uniti nonostante le proprie ferite interiori.
14.4.26
 

Kiss Stories




  • Titolo: Kiss Stories
  • Sottotitolo: LA COMMEDIA DEL PRIMO BACIO
  • Scritto da: Renato Giordano
  • Presentato da: ACTOR'S PLANET Cinema & Theatre Institute (diretto da Rossella Izzo)
  • Teatro: Teatro Tordinona (Via degli Acquasparta, 16 - Roma)
  • Regia di: Renato Giordano
  • Cast (Interpreti): Daniele Bisconte, Aurora Carmine, Greta Maria Cerda, Alicya Ferrara, Zara Harrison, Lucrezia Leonzi, Marta Pastore, Federico Pieroni, Vanessa Pilloni, Nicola Russano, Cecilia Sabatini, Federico Sberzi, Tommaso Strike, Emanuele Suaza, Alessia Tosca, Flavio Vespasiano, Sofia Viola.
  • Aiuto Regia: Livia Cascarano
  • Assistente alla Regia: Francesca Tocchi
  • Coordinamento Tecnico: Matteo Branchi

🎭 Sinossi d'Autore e Note di Regia
L'evoluzione pop di un'emozione intramontabile.
Che sapore ha il momento esatto in cui le labbra si incontrano per la prima volta nell'era della comunicazione digitale e globale? Con Kiss Stories (La commedia del primo bacio), l'autore e regista Renato Giordano riprende e rinnova l'universo narrativo della sua celebre opera coreografica e generazionale. Lo spettacolo si configura come una rilettura fresca, pop e dinamica dei sentimenti, un mosaico teatrale fatto di baci sognati, rubati, goffi, appassionati o mancati, che indagano l'educazione sentimentale delle nuove generazioni.
La regia imposta una partitura scenica dal forte impatto visivo ed emotivo, esaltata da un'estetica dominata dalle tonalità del rosso, del fucsia e dai simboli del cuore che fluttuano come palloncini sulla scena. Sul palco del Teatro Tordinona, le energie dei giovani talenti dell'istituto Actor's Planet di Rossella Izzo si fondono in una narrazione corale e polifonica. Supportato dal coordinamento tecnico di Matteo Branchi e dall'assistenza di Livia Cascarano e Francesca Tocchi, lo spettacolo intreccia prosa, movimento e suggestioni cinematografiche, regalando al pubblico un viaggio ironico e romantico capace di far risuonare la nostalgia del primo amore in chiave squisitamente contemporanea.
8.4.26
 

Hamlet in purple

Angelo Mai 20 Marzo 2026

Hamlet in purple

 

Tra parola poetica, teatro di figura e drammaturgia sonora, firmato da Valentino Mannias, che cura traduzione, regia e drammaturgia di una riduzione dell’Amleto di William Shakespeare.

Un’indagine radicale sulla funzione del teatro oggi, sulla crisi e sulla sua possibile rinascita, attraverso una nuova traduzione in endecasillabi che restituisce alla parola shakespeariana una tensione ritmica e politica insieme.

Mannias, insignito del Premio Hystrio alla Vocazione nel 2015, del Premio Franco Enriquez nel 2018 e del Premio Ubu nel 2024, costruisce uno spettacolo che assume Amleto come metafora dell’attore e, più in profondità, del teatro stesso: una figura sospesa tra dovere e desiderio, tra rappresentazione e realtà, chiamata a parlare dentro un sistema che sembra non avere più ascolto. In questa prospettiva, il testo shakespeariano diventa un dispositivo critico attraverso cui interrogare il ruolo dell’arte come strumento di resistenza al potere e come spazio fragile ma necessario di pensiero collettivo.

Il teatro di figura non è qui un semplice elemento estetico, ma una vera e propria struttura concettuale: marionetta e burattini incarnano una dimensione ambigua, in bilico tra morte e immortalità, tra corpo animato e oggetto inerte, restituendo al gesto scenico una qualità rituale che mette in crisi l’idea stessa di presenza. La presunta follia di Amleto, in questa rilettura, non è solo un tema narrativo, ma una condizione del linguaggio teatrale, un territorio instabile in cui realtà e finzione si contaminano fino a diventare indistinguibili.

Il viola che dà titolo allo spettacolo non è un dettaglio cromatico ma un dispositivo rituale. Colore del lutto e del vino, della terra e della mescita, il viola esiste solo nella percezione umana, come il teatro. Chiedere al pubblico di vestirsi di viola significa costruire un funerale collettivo, un rito condiviso affinché il teatro possa morire per rinascere come spazio vivo di comunità. Una possibilità di rinascita, come rito che tenta di restituire al teatro una funzione politica, non nel senso ideologico del termine, ma come spazio in cui una comunità può ancora riconoscere le proprie contraddizioni.

Fondamentale, in questo dispositivo, è la presenza della musica dal vivo, pensata come “attore invisibile” da Luca Spanu, che attraversa la scena, dialoga con i corpi e con le figure, e costruisce una partitura emotiva capace di agire sotto la soglia della parola. La musica non accompagna, ma interroga, amplifica, talvolta contraddice, diventando parte integrante della drammaturgia.

Hamlet in Purple si presenta così come un atto insieme di lutto, resistenza e speranza. Forse il teatro deve prendere coscienza della propria morte per ricominciare a vivere. Dunque la domanda non riguarda più soltanto Amleto, ma chi ascolta: che cosa può essere il teatro, oggi?

29.3.26
 

Le interviste impossibili



  • itolo: Le Interviste Impossibili al Tordinona – Dalla radio al palcoscenico
  • Stagione: 2025-2026
  • A cura di: Laura De Luca e Renato Giordano
  • Regia: Renato Giordano
  • Interviste della serata (Martedì 24 marzo, ore 21:00):
    • Giancarlo Gori (per bocca di Renato Giordano) intervista Michelangelo (interpretato da Giancarlo Gori).
    • Giuseppe Manfridi intervista Il Braghettone (interpretato da Alessio Di Clemente).
  • Luogo: Teatro Tordinona (Via degli Acquasparta, 16 - Roma)
  • Patrocinio: SNAD (Sindacato Nazionale Autori Drammatici)

Sinossi
"Le Interviste Impossibili" porta a teatro lo storico formato radiofonico della Rai degli anni '70, in cui grandi intellettuali contemporanei dialogavano con i "fantasmi" di celebri personaggi del passato. In questa rassegna curata da Laura De Luca e Renato Giordano, il palcoscenico diventa il luogo di un incontro anacronistico e surreale tra l'intervistatore e l'intervistato.
La serata del 24 marzo è dedicata a un doppio confronto artistico e umano. Nella prima parte, il genio tormentato di Michelangelo Buonarroti si racconta attraverso la sensibilità di Giancarlo Gori. Nella seconda, lo scrittore Giuseppe Manfridi interroga Daniele da Volterra, passato alla storia con il soprannome di "Il Braghettone" per aver coperto, su ordine papale, i nudi del Giudizio Universale. Un viaggio tra arte, storia e ironia che esplora l'eredità indelebile di queste figure
28.3.26
 

Into the black






Teatro Tordinona 15 Marzo 2026

INTO THE BLACK

di Antonello Toti

 

regia di Christian Angeli

con Alessia Filiberti e Andrea Lami

e la voce di Enrico Catani

 

Il testo di Antonello Toti è ispirato alla grande stagione cinematografica e letteraria del noir statunitense degli anni quaranta.  Due attori in scena: unattrice che interpreta due ruoli, un attore che ne interpreta cinque.

 

L A STORIA

Una donna, cinque uomini e un brutale omicidio. Il tempo scorre inesorabile, se lei si arrende, il suo amato muore. Nella disperata ricerca della verità, lei deve porre le giuste domande e accettare le terribili risposte.

 

NOTE DAUTORE

Per amore si fanno le più grandi follieè la frase che si ripete Alessia, la protagonista di Into The Black, mentre affronta pericoli mortali nel tentativo di salvare lamato. Into the Black è un noir con la struttura narrativa tipica del giallo: si parte da un omicidio, da cui scaturisce unindagine che porta alla risoluzione finale. È il modo in cui si snoda lintreccio, però, a essere anti convenzionale. La storia si apre con una rassicurante linearità a cui fa immediatamente seguito un improvviso e spiazzante vortice di eventi, in cui convivono realtà e sogno, solennità e goliardia, violenza e tenerezza.

Alessia, anima bianca di un mondo oscuro che vuole comprometterla, per amore deve affrontare questo turbinio di emozioni, nella ricerca della risposta alla domanda noir per eccellenza: in un mondo di colpevoli, chi è il più colpevole?

 

 

16.3.26
 
 
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