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Muri - prima e dopo Basaglia


"Teatro della Cooperativa Milano 2010 ""Muri. Prima e dopo Basaglia"" con Giulia Lazzarini testo e regia Renato Sarti, scene e costumi Carlo Sala, musiche Carlo Boccadoro, progetto luci Claudio De Pace. Produzione Teatro della Cooperativa, in coproduzione con Mittelfest con il sostegno di Regione Lombardia - Progetto Next con il sostegno della Provincia di Trieste. Giulia Lazzarini porta in palcoscenico l'esperienza, di lavoro e di vita, di un'infermiera presso l'ospedale psichiatrico di Trieste prima dell'arrivo di Franco Basaglia nel '72. Camicie di forza, psicofarmaci in quantità  disumane, lobotomia, elettroshock e ogni tipo di violenza e tortura erano all'ordine del giorno. In tre decenni di esperienza, la protagonista vive il mutamento del manicomio: da luogo di isolamento estremo, a luogo di comprensione e di cura. E allora, inevitabilmente, si metteva in moto un meccanismo, in cui il confine che separa la ""normalità "" dalla ""follia"" rivelava tutta la sua precarietà. Trieste è l'unica città al mondo dove la parola mato è sinonimo di uomo. Uno zio dello stesso Sarti morì all'interno del manicomio; il primo teatro dove il regista lavorò, nel 1971, era quello situato nello stesso ospedale: era inevitabile che queste esperienze prendessero corpo in un testo e uno spettacolo teatrale."
gennaio 04, 2009
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Elisabetta e Limone


Teatro Beat 72, 14 dicembre 1988 “Elisabetta e Limone� di Rodolfo Wilcock, con Federica Giulietti e Filippo Dionisi, regia Aldo Miceli, scene Salvatore Manzella e Giulio Cesare Perrone, costumi Ettora D’Ettorre. Commedia dall’umorismo crudele e surreale accoppiato ad una certa bonomia e indolenza con numerose argomentazioni a carattere metafisico lasciate scivolare tra le fila di una conversazione apparentemente disinvolta.
gennaio 04, 2009
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Argot Off 2012 - STOP THE "M"


"Argot Off 2012

Alessandro Federico

STOP THE ""M""

con Valentina Varando, Francesca Porrini, Federica Fabiani, Lorenzo Bartoli, Angelica Leo, Alessandra Guazzini, Gaia Insenga, Paolo Giangrasso Argot Studio 16 giugno 2012 Roma"
gennaio 04, 2009
 

La trilogia della vita


2005 La trilogia della vita: Kamikaze 2002, Macerie 2003, Paure 2004. Compagnia teatrale Chille De La Balanza. http://www.chille.it
dicembre 28, 2008
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Si potrebbe cominciare dalla fine


Si potrebbe cominciare dalla fine di Paolo Modugno, in scena al Bellini di Palermo, con Galatea Ranzi, regia di Marco Andriolo, musiche di Giglio. riprese Elisa Calunniato, Stefania Cicirello montaggio Elisa Calunniato
dicembre 24, 2008
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SAINT GENET


intervista-documento sulla vita e le opere di Jean Genet
dicembre 24, 2008
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QUADERNI DEL TEATRO DI ROMA - n5 Aprile 2012


QUADERNI DEL TEATRO DI ROMA - n5 Aprile 2012 QUADERNI DEL TEATRO DI ROMA - n5 29 marzo 2012 n5 Aprile 2012 direttore artistico Attilio Scarpellini
dicembre 24, 2008
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UN'IMPRESA DIFFICILE - Rassegna di Drammaturgia Internazionale Contemporanea


Teatro INDIA 25 ottobre 2011 "UN'IMPRESA DIFFICILE" di Hanoch Levin (ISRAELE), Traduzione: Paola De Vergori, Curatore: Emanuela Pistone, Interpreti: Maurizio Marchetti, Franco Mirabella, Emanuela Pistone. Musica: "La consuetudine" di Luca Madonia (per gentile concessione). Rassegna di Drammaturgia, Internazionale, Contemporanea. Una moglie e un marito, Yona e Leviva, e un uomo solo, Gounkel; la loro vita, l'impresa difficile, è la vita di tutti gli uomini. Nella notte, Yona si sveglia e, rendendosi conto dell'avvicinarsi della morte, vede con chiarezza la nullità della propria esistenza. L'uomo viene colto da un ansia di vivere a pieno i momenti che gli restano: la sua vita è insignificante e la moglie ne è la causa; decide così di sbarazzarsene, andandosene di casa. Ma è la solita illusione dell'uomo: sognare ciò che non si possiede e credere che la vera vita sia altrove...; nel cuore della notte arriva un certo amico, Gounkel, alla ricerca di un pò di compagnia e di un briciolo di tepore che senza esitazione gli verrà negato. In un mondo di individui soli non vi è consolazione né conforto e ciò che ci spinge a stare insieme è ‘la paura di morire soli’…
dicembre 24, 2008
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Se mi ami fammi un SEGNO...ho finito le pile!


Colosseo Nuovo Teatro 2 Ottobre 2011 "Se mi ami fammi un segno, ho finito le pile!" Spettacolo di cabaret con Giuditta Cambieri e Francesco D'Amico di Giuditta Cambieri e Alessio Tagliento. Regia di Alessio Tagliento. Testi di Sergio Viglianese, Alessio Tagliento, Giuditta Cambieri. Con il patrocinio di: ENTE NAZIONALE SORDI, ISTITUTO NAZIONALE SORDI ROMA. Giuditta e Francesco mettono in scena un nuovo tipo di cabaret: un cabaret diversamente comico. La sfida è quella di far arrivare contemporaneamente a un pubblico di sordi e udenti le loro battute e i loro sketch... Utilizzando la voce, la lingua dei segni (LIS) e il linguaggio del corpo nella sua totalità , fanno una serie di riflessioni comiche sulla difficoltà  di comunicare. Il fatto che tra uomo e donna ci sia incomunicabilità  a causa della diversità tra gli universi femminile e maschile, è luogo comune conosciuto da tutti. Su questo argomento da sempre i comici attingono idee per le loro performance. Ma cosa accade se lui è sordo e lei udente? Quali sono le gaffe, le incomprensioni e le situazioni assurde che si creano nella vita quotidiana e nell'intimità ? Quali sono i problemi che s'incontrano nella relazione con parenti, amici e il resto della società ? Tra battute sarcastiche, giochi di parole e doppi sensi Giuditta e Francesco raccontano la loro vita di coppia. Francesco nella vita è realmente sordo dalla nascita e insieme a Giuditta ha scoperto in scena il piacere dell'autoironia. I due ridono su loro stessi, sui propri vizi e virtù svelando al pubblico il loro punto di vista, cioè la visione di un mondo dove i sordi e gli udenti s'incontrano, s'innamorano, litigano, si prendono in giro. 'Il nostro desiderio è quello di abbattere le barriere della comunicazione. Proprio per questo abbiamo scelto il cabaret, una forma di teatro diretto, immediato, dove non esiste confine tra attore e spettatore. La "quarta parete" viene abbattuta e il pubblico, con le sue reazioni il suo coinvolgimento, diventa parte integrante della rappresentazione scenica. La comicità  poi, con il meccanismo della risata e del sorriso, crea con lo spettatore una dinamica di ascolto attivo. In questo modo il gioco scenico diventa occasione di complicità  tra chi recita e chi ascolta. Per questo abbiamo pensato che due attori in scena, uno sordo vero e l'altro udente, che sperimentano e ricercano con ironia i vari modi di comunicare, mettendosi in gioco in modo totale e sincero, possono essere un'occasione per il pubblico di vivere con leggerezza e divertimento questo tipo di esperienza. Non c'è alcuna velleità  o presunzione didattica o educativa nel nostro intento. Il desiderio di fare uno spettacolo di cabaret per sordi e udenti è dettato semplicemente dalla curiosità e dal piacere di vivere in prima persona un’esperienza reale di comunicazione ed integrazione, oltre le parole». (Francesco e Giuditta).
dicembre 24, 2008
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Nome di battaglia Lia


"Teatro della Cooperativa Milano 2010 ""NOME DI BATTAGLIA LIA"" Con il patrocinio di Associazione Nazionale Partigiani Italiani, Associazione Nazionale Ex Deportati, Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione Italiano, Federazione Italiana Associazioni Partigiane, Laboratorio Nazionale per la Didattica della Storia.Testo e regia di Renato Sarti. Con Marta Marangoni, Rossana Mola, Renato Sarti. Musiche di Carlo Boccadoro. Video BUZZ 2001. Forse a volte ci si dimentica delle storie apparentemente periferiche. Ci si dimentica che al di là  dei momenti alti e celebrativi, esiste un mondo fatto di episodi che fanno parte di una quotidianità  ai più sconosciuta ma dal valore estremamente significativo. All'interno della grande pagina della Resistenza, il quartiere di Niguarda a Milano e le donne dei suoi cortili ebbero un ruolo particolare. Niguarda si liberò il 24 aprile 1945, con un giorno di anticipo su Milano. E fu proprio in quel giorno che si consumò uno degli episodi più tragici della Liberazione della città: colpita al ventre da una raffica di mitra di nazisti sulla via della fuga, moriva - incinta di otto mesi - Gina Galeotti Bianchi, nome di battaglia Lia, una delle figure più importanti del Gruppo di Difesa della Donna. Quest'ultimo vantava a Milano ben 40.000 aderenti, oltre 3.000 attiviste: assisteva i militari abbandonati da un esercito allo sbando; assisteva economicamente le famiglie in cui il marito, il padre, era nei lager o in carcere; era parte integrante dei Gruppi Volontari della Libertà  e del comitato cittadino del C.L.N.; compiva manifestazioni e comizi improvvisati ne i mercati rionali o in altre zone della città ; forniva staffette in operazioni delicate; stampava Noi Donne, un foglio clandestino precursore del movimento femminista. Inoltre, sulle spalle delle donne ricadeva gran parte del peso della realtà  quotidiana, fatta di bambini e anziani da accudire nel freddo, nella fame e nelle malattie. Un ritratto tragico e insieme vivace della Niguarda resistente, dedicato alle donne e al loro coraggio.Un testo basato su testimonianze dirette del nostro recente passato che, attraverso la riscrittura drammaturgica, si fa tragedia, dolore antico, arcaico. Emblematiche le ultime parole di Lia prima di morire: ""Quando nascerà  il bambino non ci sarà  più il fascismo""."
dicembre 22, 2008
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CALIGOLA. Ultimo viaggio sulla luna


TEATRO COMETA OFF 21-23 gennaio 2011 "CALIGOLA. Ultimo viaggio sulla luna" da Albert Camus. Adattamento e regia Simone Perinelli. Con Daniela Virgilio, Gianni Dal Maso, Ugo Piva, Francesco Laterza, Simone Perinelli. Lo spettacolo fa parte della rassegna LET - Liberi Esperimenti Teatrali. VII edizione. Per rappresentare il potere occorrono due ingredienti. Chi si avvale del potere e lo esercita e chi obbedisce al potere e, di conseguenza, lo subisce. Rosencrantz, Guildenstern, Cesonia e Cherea: i pesci nell'acquario che nuotano in uno spazio circoscritto consapevoli o meno di possedere una libertà  illusoria. Caligola: il potente che muove le acque, distrugge e ricostruisce a sua immagine e somiglianza per provocare, ostentare e per dare vita all'eterna lotta tra il potere e l'obbedienza incondizionata. Come difendersi da questo meccanismo? Ricordandoci sempre che il potere è subdolo e può muoversi anche solo dietro uno schermo con messaggi subliminali e slogan atti a confondere le menti fino a renderle persuase alla non ribellione. Da sempre il male conosce il bene più di quanto il bene conosca il male e quando un uomo accoglie in sé entrambi gli aspetti si trova a vivere "nellassurdo" e quello stesso uomo può diventare “poesiaâ€?. Riprese video Ulisse Benedetti per l’archivio dell’Ass. Cult. Beat 72.
dicembre 22, 2008
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Improvvisazioni - concerto


"session di 'improvvisazione' tra Marco Ariano percussioni Antonello Neri pianoforte 'living-e-theatre' roma 1 nov. 2010"
dicembre 22, 2008
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