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Muvic plays whit Alice

Lotto 13, 25 Aprile 2013 “Muvic plays whit Alice” sintetizzatore, piano elettrico, elettronica, voci: Andrea Lepri, basso elettrico, chitarre, elettronica: Paolo Baldini. Muvic gioca con Alice perché decide di non limitarsi ad una semplice sonorizzazione ma interagisce con il film, manipolandolo e destrutturandolo. L’ operazione consiste nel campionamento in tempo reale dei rumori e dei dialoghi del film che vengono rimessi in circolo e resi ritmi o tappeti sonori su cui improvvisare. Il montaggio delle immagini si trasforma a volte in un flusso frenetico e ciclico che perde la consequenzialità drammaturgia acquisendo però un sapore diversamente ipnotico. Muvic è un progetto di musica elettroacustica ed elettronica, composto da Andrea Lepri e Paolo Baldini. Il gruppo nasce per caso a Giugno dell’estate scorsa, quando gli organizzatori del B.O.F.F. ( piccolo festival di cinema Bolognese ) chiedono ai due musicisti ravennati di collaborare per musicare dal vivo alcune pellicole sperimentali. I primi parti improvvisativi avvengono su lavori astratti del visionario Stan Brakhage (come Dog Star Man e The Garden of Earthly Delights) e su deliziosi cortometraggi di Jan Svankmajer. Dopo questa esperienza il neonato Muvic inizia a comprendere il senso della sua esistenza e poco dopo decide di lavorare a un film più complesso Alice (Svankmajer) e lo reinterpreta arditamente, dando vita alla performance che gli permette di esibirsi maggiormente sul territorio nazionale.
maggio 14, 2013
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Requiem for Pinocchio



Teatro Palladium 27 Aprile 2013 “Requiem for Pinocchio” di e con: Simone Perinelli con un estratto di: “Emporium, poemetto di civile indignazione” di Marco Onofrio, aiuto regia e consulenza artistica: Isabella Rotolo, progetto fotografico: Guido Mencari, regia: Simone Perinelli. C’era una volta un pezzo di legno... e dico c’era perché ora non c’è più. Così Pinocchio da burattino venne trasformato in essere umano. Qualcuno gridò: “Che peccato!” Abbiamo immaginato un possibile percorso che desse un seguito alla favola, attingendo da questa come se fosse il presupposto della vita che Pinocchio “vivrà” nel mondo reale. La scrittura di Requiem for Pinocchio non è quindi solo un pretesto per andare più a fondo in alcune tematiche come il mondo del lavoro, l’emancipazione, il pregiudizio e la possibile libertà rispetto agli schemi sociali prestabiliti, ma un’analisi attenta e reattiva rispetto ad un evento significativo della vita di questo personaggio: diventare essere umano. Una scrittura attuale e visionaria che vede un Pinocchio ormai essere umano destreggiarsi nel nostro mondo dove la favola di Collodi diventa ricordo. Leviedelfool è una struttura libera e autonoma che opera all’interno del teatro di Calcata e che vive della collaborazione con diversi artisti, dei progetti artistici di Simone Perinelli e della collaborazione di Isabella Rotolo. Leviedelfool nasce nel 2010 con l’obiettivo di creare la rotta per un viaggio possibile.

link: www.leviedelfool.com
maggio 14, 2013
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MetaMorphosis



Rocca Colonna Castel Nuovo di Porto, 20 aprile 2013 “MetaMorphosis” da un’idea di Marcello Fiorini, coreografia Rosa Merlino musiche originali Marcello Fiorini con Carlotta Bruni, Rosa Merlino. La costruzione musicale si ispira alle origini delle cinque grandi forze motrici del mondo antico: amore, ira, invidia, paura e sete di conoscenza. Come nelle Metamorfosi di Ovidio non esistono azioni, né di dei né di uomini, non riconducibili a questi motori invisibili. Dalla dinamica musicale nasce il movimento, e poi la danza.
maggio 08, 2013
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Don Giovanni, a cenar teco



Teatro Valle Occupato 27 febbraio - 3 marzo 2013 “DON GIOVANNI, A CENAR TECO” di Antonio Latella drammaturgia Antonio Latella e Linda Dalisi, regia Antonio Latella con Caterina Carpio, Daniele Fior, Giovanni Franzoni , Massimiliano Loizzi, Candida Nieri, Maurizio Rippa, Valentina Vacca. Scene e costumi Fabio Sonnino, disegno luci Simone De Angelis, assistente scene e costumi Graziella Pepe, sarta realizzatrice Cinzia Virguti, realizzazione scene Marco Di Napoli, datore luci Roberto Gelmetti, fonico Giuseppe Stellato assistenti volontari Maria Conte e Davide Calvaresi, regista assistente e movimenti Francesco Manetti, organizzazione Brunella Giolivo. Don Giovanni, mi spaventa perché è un vampiro della vita: dove vede amore si butta per nutrirsi e vivere, non credo per amare, ma per innamorarsi di quello slancio di amore ancora incontaminato e possederlo, per poi gettarlo via una volta posseduto. Solo linfa, solo ossigeno, solo carne fresca da togliere ai denti di altri… Come fa Don Giovanni ad amare Dio se tutti amano Dio? È come se egli stesso volesse essere quel corpo da venerare, e solo così ottenere la vittoria sulla preda inerme; e fino a quando non avrà vinto non troverà pace. Ma anche se si dispererà, sarà nell’illusione di soffrire pene d’amore. È un teorema spietato sull’inganno e sulla matematica dell’amore e non sul sentimento dell’amore. Antonio Latella porta in scena il mito del più noto seduttore di tutti i tempi attraverso un viaggio che dal Settecento conduce ai giorni nostri. Prendendo come riferimenti letterari Don Giovanni o Il convitato di pietra di Molière e Don Giovanni o l’amore per la geometria di Max Frisch, il regista, insieme a Linda Dalisi, firma una drammaturgia originale sospesa tra modernità e memoria. Su una colonna sonora che spazia dalle arie di Mozart a Raffaella Carrà, lo spettacolo porta in scena il percorso di Don Giovanni che, dall’infanzia alla vecchiaia, si dimostra essere un uomo che « più che amare una donna ama il calcolo per conquistarla. Più che in cerca d’amore sembra ansioso di trovare un senso alla vita ».
maggio 08, 2013
 

Things that Death Cannot Destroy



TEATRO VALLE OCCUPATO 23 Aprile 2013
Linda Fregni Nagler, “Things that Death Cannot Destroy” (Part 6)

Nell’arco di tre mesi A Theatre Cycle riflette sulle reciproche influenze, somiglianze e differenze tra arti visive e teatro, attraverso il lavoro di una selezione di artisti la cui ricerca si focalizza sulla specificità del linguaggio teatrale nelle sue diverse sfumature.
Drammaturgia, coreografia, composizione, rappresentazione, pantomima, dialogo, intermezzo, voce, corpo sono alcuni dei temi articolati dagli interventi degli artisti; ciascuno, nella sua specificità, sottolinea il rapporto con il palcoscenico come spazio espositivo, la relazione con il pubblico, e l’esperienza del lavoro dal vivo. A Theatre Cycle è un progetto sviluppato in collaborazione con Nomas Foundation, e rappresenta sia il luogo fisico in cui le performance hanno luogo, sia un contesto specifico come spazio culturale restituito alla cittadinanza attraverso l’occupazione e l’impegno di una comunità di lavoratori dello spettacolo. A Theatre Cycle vuole essere una riflessione sul dialogo tra vocabolari e linguaggi diversi, un’indagine sul rapporto e sulla condivisione tra campi e ricerche, e la testimonianza di uno scambio autentico tra figure, voci e professioni. Il progetto è stato interamente costruito come una piattaforma partecipata e nasce dalla collaborazione tra Nomas Foundation, gli artisti, e tutto il collettivo del Teatro Valle Occupato.

link: www.nomasfoundation.com
maggio 07, 2013
 

Hansel e Gretel



Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica

Teatro Vascello 18-19-20 MARZO 2013 La fabbrica in collaborazione con TSI la Fabbrica dell’Attore e il patrocinio del Goethe Institut “HANSEL E GRETEL. Il giorno dopo 3°capitolo della Trilogia dell’attesa” drammaturgia scenica a cura di Francisco Espejo, regia: Fabiana Iacozzilli, con: Elisa Bongiovanni, Marta Meneghetti e Giada Parlanti, scene di: Matteo Zenardi, costumi: Gianmaria Sposito, effetti speciali: Riccardo Morucci, disegno luci: Davood Kheradmand, vocal coach: Valeria Benedetti Michelangeli, regista assistente: Ramona Nardò, assistente alla regia: Andrea Standardi, organizzazione: Flaminia Salvemini, ufficio stampa e promozione: 369 gradi, distribuzione: offrome. Il progetto parte dal desiderio di reinterpretare alcune delle più importanti favole di tutti i tempi mettendo al centro dell’analisi il mondo infantile come luogo di solitudine e di mancanza di risposte. In scena ci sono Hansel e Gretel adulti; sono talmente grassi da aver piegato sotto il loro peso le piccole sedie sulle quali siedono. Hanno mangiato quasi tutta la casa di marzapane e ignorano il grido di una strega che chiede aiuto senza ricevere alcuna risposta. I celebri fratelli protagonisti della storia sono adulti che non riescono ad emanciparsi, incapaci di sollevarsi dallo stallo dell’attesa, mangiano e aspettano, condizione che li accomuna ai personaggi di tutta la trilogia. Il lavoro che la compagnia porta avanti è un’indagine sugli inetti, gli incapaci, su chi non vive una volontà di crescita o un desiderio di evoluzione. L’attesa, condizione che permette di rimanere immobili è il leit motiv del percorso drammaturgico e di ricerca, è l’alibi che permette di non affrontare, è il rifugio sicuro di chi teme il cambiamento ma accetta la trasformazione, inesorabile ed in questo caso degenerante, che l’obesità causa. L’allestimento è essenziale, con pochi elementi scenici e estro nei costumi; la regia pone l’accento sulla drammaturgia scenica e dosa con sapienza il comico e il drammatico creando un’immagine grottesca dal forte impatto visivo da cui emergono irriconoscibili le tre attrici al pieno delle loro possibilità espressive.
maggio 06, 2013
 

L'importanza di Donatella



Teatro Tordinona 23 – 24aprile 2013 “L’importanza di Donatella”di e con Donatella Mei, voci di Francesco La Scala, Pietro Faiella e Alimberto Torri. Spettacolo che racconta Donatella Colasanti, vittima, con Rosaria Lopez, del massacro del Circeo del 1975. Il testo è stato scritto nel 2010 ed ha debuttato nel 2011. L’ultima battuta recita: “dedicato a Donatella, a Rosaria, Mariacarmela, Valentina e a tutte le donne vittime di violenza che nel 2010 in Italia sono state 127”. Ad aprile 2013 le donne vittime di violenza sono aumentate e con esse le campagne di sensibilizzazione, le manifestazioni di piazza, le donne che hanno deciso di esporsi in prima persona per far crescere la sensibilità e la consapevolezza su questa piaga sociale. Donatella Mei da due anni porta il monologo nei teatri, nelle scuole, nei centri antiviolenza, nelle case famiglia, nei centri sociali, in ogni sala che si rende disponibile ad ascoltare un grido forte e una denuncia necessaria. Immaginare quello che Donatella Colasanti non ha detto e ricordare quello che ci ha lasciato, dai versi poetici alla fondamentale legge contro lo stupro, che dal 1996 e grazie al suo processo viene considerato un reato contro la persona e non contro la morale. Un viaggio introspettivo, nell’anima della protagonista in cui ogni tappa è documentata dalla storia giudiziaria, dalle udienze, dal paradossale destino dei tre colpevoli, dal continuo confronto con la realtà e la sua metabolizzazione. Ad accompagnare la sua vita ci sono il dolore e una costante ricerca di giustizia. L’importanza di Donatella è uno spettacolo di denuncia, ma anche di riflessione e di introspezione, sui meccanismi relazionali fra uomini e donne. Uno spettacolo di sorprendente attualità, che smaschera l’ipocrisia della parità: non bastano le leggi, le opportunità e i progressi fatti dalle donne in tutti i settori della vita pubblica ed economica. Di violenza maschile si muore ancora.
maggio 06, 2013
 

Cenerentola



Spazio Tertulliano Dal 3 al 14 aprile 2013 “CENERENTOLA” di Joël Pommerat, traduzione di Caterina Gozzi. Uno spettacolo di Sandro Mabellini. Con Donatella Bartoli, Sebastiano Bottari, Valentina Cardinali, Luca Stano, Irene Valota. Voce della Narratrice Silvia Giulia Mendola. Musiche originali Antonia Gozzi. Organizzazione Lisa Momenté. Produzione esecutiva Beat 72. Una bambina comprende con difficoltà le ultime parole della madre morente, ma non osa fargliele ripetere. Ciò nonostante Cenerentola rimane legata a quella frase: “Fino a quando penserai a me, senza mai dimenticarmi per più di cinque minuti, non morirò del tutto”. Le grandi fiabe sono iniziatiche. Rituali, quindi, ma rituali di apertura alla libertà, le fiabe sono fatte per essere costantemente reinventate dai loro narratori e i loro eroi non si lasceranno mai rinchiudere una volta per tutte dentro un testo – le loro avventure non smetteranno mai di trasformarsi, da un libro all’altro o da una sera all’altra. Per avvicinarsi ad un destino come quello di Cenerentola non bisogna assolutamente partire da risposte o da certezze ma da domande e intuizioni, bisogna lasciar crescere dei cespugli di storie più o meno spinosi senza preoccuparsi troppo presto di sfrondarli. Non bisogna quindi assolutamente – ci sono ragioni profonde per questo – voler fare previsioni sul volto di questa futura Cenerentola.
maggio 06, 2013
 

Mio



Teatro Tordinona 26 – 28 Aprile 2013 “Mio” di Matteo Cannito con Matteo Cannito, Marco Schiazza, Alessio Bondì, Valeria Palma, Simone Tessa. Secondo dopoguerra. Una tranquilla e monotona estate in un’isola non identificata del Tirreno. La crescita di un ragazzo alla soglia dei diciotto anni diventa una vera e propria avventura alla scoperta del mondo e della vita stessa attraverso i silenzi e i segreti di Nicola, un pescatore reduce di guerra e viene sconvolta dall’arrivo sull’isola di una ragazza più grande venuta dall’Est, dal nome e dal passato misteriosi: Caia. I trascorsi da soldato di Nicola e questa giovane donna dal nome particolare, trasmetteranno al ragazzo la febbre del sapere e dell’esserci in qualsiasi momento, ponendolo inevitabilmente di fronte a delle scelte che segneranno la fine della spensierata adolescenza e l’inizio della dura maturità.
maggio 06, 2013
 

ME



Castel Nuovo di Porto, Rocca Colonna, 28 aprile 2013 "ME"di Marica Zannettino, con: Marica Zannettino ed Enrica Felici. Gioco di scomposizione e frammentazione del corpo e delle sue parti, sfasamento dell’immagine di sé attraverso l’altro, specchio che riflette e fa riflettere.
maggio 06, 2013
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Animali



Recensione e approfondimenti dello spettacolo su TeatroeCritica.net

 Teatro Tordinona 16 Aprile 2013 “ANIMALI” uno spettacolo di Andreoli, Linari, Porcu e Vaccarella, con: Gabriele Linari, Enrica Nizi, Alessandro Porcu, Andrea Vaccarella, Cristiana Vaccaro. Voce narrante: Alvaro Vatri, aiuto regia: Matteo Quinzi, Lorenzo Collalti costumi: Ottavia Nigris, fonica e luci: Flavio Tamburrini, foto: Ciro Meggiolaro. Una pulce caffeinomane, una lumaca fedifraga, una mantide sotto accusa. Animali, immobili esistenze dall'istinto smarrito. Animali chiusi nelle gabbie, nelle case, nelle fessure dei muri. Un bestiario, senz'altro imprevedibile, per giocare un istante di più col teatro e con chi, di volta in volta, viene ad invaderlo. Un'etologia imprudente, una zoologia folleggiante, un comico salto nel vuoto di chi può finalmente barrire sbattendo le ali.
aprile 30, 2013
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Le Témoin



TEATRO VALLE OCCUPATO 23 Aprile 2013
Karina Bisch, “Le Témoin”

Nell’arco di tre mesi A Theatre Cycle riflette sulle reciproche influenze, somiglianze e differenze tra arti visive e teatro, attraverso il lavoro di una selezione di artisti la cui ricerca si focalizza sulla specificità del linguaggio teatrale nelle sue diverse sfumature. Drammaturgia, coreografia, composizione, rappresentazione, pantomima, dialogo, intermezzo, voce, corpo sono alcuni dei temi articolati dagli interventi degli artisti; ciascuno, nella sua specificità, sottolinea il rapporto con il palcoscenico come spazio espositivo, la relazione con il pubblico, e l’esperienza del lavoro dal vivo. A Theatre Cycle è un progetto sviluppato in collaborazione con Nomas Foundation, e rappresenta sia il luogo fisico in cui le performance hanno luogo, sia un contesto specifico come spazio culturale restituito alla cittadinanza attraverso l’occupazione e l’impegno di una comunità di lavoratori dello spettacolo. A Theatre Cycle vuole essere una riflessione sul dialogo tra vocabolari e linguaggi diversi, un’indagine sul rapporto e sulla condivisione tra campi e ricerche, e la testimonianza di uno scambio autentico tra figure, voci e professioni. Il progetto è stato interamente costruito come una piattaforma partecipata e nasce dalla collaborazione tra Nomas Foundation, gli artisti, e tutto il collettivo del Teatro Valle Occupato.

link: www.nomasfoundation.com
aprile 30, 2013
 
 
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