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Ballerina

Casa delle Culture 12 novembre 2014
 Compagnia Idea..Azione Roma
BALLERINA
favola nera per adulti
con Carlo di Maio
e con Giovanni Amodeo, Sergio Cristofani,Gianni Staiano e Davide Di Lecce
regia Iolanda Salvato
liberamente tratto da un racconto di Patricia Highsmith
Dopo il fortunato incontro con Carlo Di Maio e la sua "band" abbiamo deciso di replicare e tornare alla Casa delle Culture mettendo in scena una simpatica quanto inusuale 'ballerina'... Eh si perché questa volta torniamo con uno spettacolo ironico e surreale con risvolti decisamente noir. La nostra Ballerina è infatti un'inusuale elefantessa, che ci condurrà nell'affascinante quanto talvolta triste mondo psicologico di un elefantino tolto dai suoi affetti e dal suo habitat. la tragedia della separazione dalla madre si trasforma poi in un incontro fortunato con un uomo buono che l’accompagnerà per tutta la vita per ritrovarsi poi in un magico happy end dove i buoni vincono e i cattivi perdono. La messa in scena colorata e allegra in contrasto col racconto ci catapulterà attraverso parole musica e canzoni in un mondo quasi circense fatto di favola e realtà
Ballerina è tratto dal racconto 'Tutti mi chiamano ballerina' pubblicato nel 1975 nella raccolta 'Racconti bestiali' di Patricia Highsmith una riflessione sulla diversità e sulla difficoltà a tutti i livelli di amare attraverso il linguaggio della scrittrice ideatrice del personaggio di Ripley considerata a tutti gli effetti una delle maggiori scrittrici del nostro novecento.
novembre 14, 2014
 

Garbage girls

Teatro Vascello 11 novembre 2014
 GARBAGE GIRLS
regia e coreografia Francesca La Cava
musiche originali Federico e Lorenzo Fiume [Resiliens]
interpreti Corinna Anastasio, Francesca La Cava, Angela Valeria Russo
collaborazione artistica Corinna Anastasio
scene e disegno luci Stefano Pirandello
costumi Francesca La Cava
video Luca Antonetti, Giovanni Sfarra
produzione Gruppo e-Motion in coproduzione Società Aquilana dei Concerti "B. Barattelli" Residenza Artisti per il Matta nell'ambito del progetto Corpografie realizzata con il contributo del Ministero per I Beni e le Attività Culturali, della Regione Abruzzo e del Comune di L'Aquila GARBAGE GIRLS è un viaggio poetico tra i rifiuti, tra immanente e trascendente, tra coloro che sono costretti a vivere "nella desolazione, testimoni della crudeltà della vita e dei suoi mille misteri". E' la storia poetica di donne che si "muovono" come se la strada fosse "il teatro della vita" fatto di scenografie e suoni che riproducono il vero attraverso il falso, il reale attraverso il sogno, la crudezza attraverso la poesia. La creazione si muove alla ricerca di espressioni vitali, di movimenti naturali, di dialoghi gestuali che stendono la storia nella quale gli interpreti si lasciano costruire addosso e costruiscono una serie di situazioni che giocano tra il reale, il grottesco e il trascendentale, riscoprendo gli spazi nascosti della mente. Disagio, marginalità e devianza caratterizzano il conflitto di queste donne alla ricerca della loro identità, superando le barriere sociali imposte dalla collettività.
novembre 13, 2014
 

Sfide improvvise - Improvvisazione teatrale

(ac)Cenni di (con)TemORAneo FESTIVAL DI CULTURA CONTEMPORANEA
 Antiche Scuderie di Castel di Piero Piazza Castello, San Michele in Teverina (VT)
1 AGOSTO 2014
Il collettivo Teatroanimazione presenta
“SFIDE IMPROVVISE. Improvvisazione teatrale”
Attivo fin dagli anni ’70, il Collettivo Teatro Animazione ha gestito per 25 anni il Laboratorio Teatro Orvieto, ed attualmente continua ad operare nel campo della ricerca, della produzione, della formazione e del sociale, per adulti e per ragazzi. Quello proposto nell’ambito di (ac)Cenni di (con)TempORAneo 2014 è uno spettacolo che si muove su schemi liberi, dove la fantasia e lo spunto del momento determinano i confini delle storie, inedite e senza alcun canovaccio, che la maestria dei professionisti impegnati sul palco saprà trasformare in divertimento puro per gli spettatori.
novembre 12, 2014
 

Riccardo III

Teatro dell’Orologio 11 Novembre 21014
 Riccardo III
da William Shakespeare
di e con Michele Sinisi
scritto con Francesco Asselta
direzione tecnica Alessandro Grasso
suoni Claudio Kougla
assistenza alle scene Daniele Geniale
segreteria Lidia Bucci
produzione Fondazione Pontedera Teatro e Teatro Minimo
Il testo di Shakespeare si apre con un monologo di Riccardo che vale la bellezza dell’intera opera e che condensa tutta la vicenda. La narrazione che ne segue apre all’aspetto più profondo, all’animo del personaggio e di chi gli sta intorno, degli altri personaggi, ahimè di noi. Riccardo annuncia cosa farà, il perché, e con la sua “teatralità”, la sua deformità, alimenta in segreto il desiderio di conoscerlo. Il posticcio e la finzione, l’artificio che induce a credere, in questo personaggio sembrano trovare una delle occasioni più emblematiche e la magia del teatro diventa una grande bugia.
Il lavoro è costruito sul monologo inziale di Riccardo e su cosa serve per realizzare i personaggi, per farli vivere agli occhi dello spettatore.
Lui diventa cattivo perché la vita gli ha tolto tanto. La cattiveria con cui invade la storia non è comodamente assoluta ma è generata dalla vita vissuta sotto il cielo, con le aspettative che questa tradisce, i sogni che non ci permette di realizzare. Le sottrazioni dell’animo di Riccardo si somatizzano e le ferite mostrano una diversa evoluzione della bellezza. C’è una forte nostalgia in quell’inizio perché niente è più doloroso della coscienza di ciò che non sarà più. Lo spettacolo non racconta una storia, la fa vedere e il testo ha un ruolo musicale, da sentire più volte fino a comprenderlo sulla scena più di quanto il foglio non possa fare.
novembre 12, 2014
 

Come un bambino abbandonato nello specchio dell’armadio

Teatro Furio Camillo 31 Ottobre 2014
Come un bambino abbandonato nello specchio dell’armadio
Ideazione, coreografia e regia: Patrizia Cavola – Ivan Truol
Con: Valeria Baresi, Giorgio Iacono, Valeria Loprieno, Cristina Meloro, Sabrina Rigoni.
Musiche Originali: Epsilon Indi
Costumi: Medea Labate
Scene: Giulia Trefiletti
Luci: Danila Blasi
Promozione e Ufficio Stampa: Benedetta Boggio 369gradi
Produzione: Atacama
Con il contributo di MIBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo -Dipartimento Dello Spettacolo _Residenze: La Scatola Dell’Arte
“L’ho fatto! Ho tolto il lenzuolo dall’armadio e mi sono guardato allo specchio. Ho stretto i pugni, ho preso un gran respiro, ho aperto gli occhi e MI SONO GUARDATO! Era come se mi vedessi per la prima volta. Non ero davvero io quello li dentro. Era il mio corpo, ma non ero io. Non era neppure un amico. Mi ripetevo: Sei me? Sei tu, me? Io sono te? Siamo noi?
E’ vero che la mia immagine riflessa mi è apparsa come un bambino abbandonato nello specchio dell’armadio. Questa sensazione è assolutamente vera. Facendo cadere il lenzuolo, sapevo benissimo chi avrei visto, ma è stata comunque una sorpresa, come se quel ragazzino fosse stato abbandonato lì ben prima della mia nascita. Sono rimasto a lungo a guardarlo.”
novembre 10, 2014
 

Quietly

Teatro Belli 29 ottobre 2014 Primo studio per
 QUIETLY
di Owen McCafferty
traduzione Natalia di Giammarco
adattamento, messa in scena e interpreti Marco Foschi e Paolo Mazzarelli
disegno luci Luigi Biondi
produzione EMMEA' TEATRO
QUIETLY si svolge tutto in un pub di Belfast, nell'Irlanda del nord, e racconta il primo incontro tra due uomini che, in un passato molto lontano che risale alla loro adolescenza, sono stati protagonisti di uno dei mille episodi di violenza legati alla questione irlandese. A fare da testimone a questo loro incontro, un barista polacco, impegnato a guardare una partita di calcio. Se è vero che la questione irlandese è non solo presente ma centrale in tutta la vicenda, è vero anche che in QUIETLY quelli che si incontrano in quel pub sono - in fondo - solo due uomini, due uomini che come tanti altri sono stati messi dalla storia e dal destino sulle opposte barricate di un conflitto, due uomini che si ritrovano le rispettive esistenze segnate indelebilmente da qualcosa che esisteva prima della loro nascita, prima della loro libertà di scelta, prima della loro storia. Due uomini che per poter continuare a vivere non più segnati dal passato, hanno bisogno di un confronto, e che questo sia testimoniato anche solo dalla presenza di un terzo, un testimone qualsiasi, il quale si auspica faccia tesoro dell'insegnamento e dell'esperienza altrui. Ma la storia, sia quella generale che quella privata, è irripetibile e allo stesso modo inevitabile: ogni generazione ricomincia da capo di nuovo l'esperienza del conflitto, del trauma, dell'elaborazione, come se ciò non fosse mai avvenuto prima. Condizione e destino dell'esistenza umana. Ecco perché, nelle semplici scelte di interpretazione e di messa in scena, abbiamo cercato di dare spazio al carattere “assoluto” dell'incontro fra i due, giocando a creare dei cortocircuiti che, pur parlando del conflitto irlandese e delle sue specifiche questioni, possano rimandare a ogni altro conflitto che affligge e divide gli uomini e le donne del nostro dannato presente.
Abbiamo ambientato la pièce, quindi, non esattamente in un pub irlandese, ma nel retro di un pub, in un luogo indefinito, abbandonato da anni - forse proprio da quando una bomba vi è esplosa - e quasi fuori dalla storia. La storia è lì a lato, presente e vicina, ma comunque altrove. E' nel pub, che intuiamo dietro una tenda e da cui tutto giunge, la voce del barista polacco e dei clienti, le urla dei ragazzini, e la telecronaca della partita di calcio, in arabo come molte delle telecronache del calcio contemporaneo pescate in streaming da chissà dove. Voci e suoni che rimandano pur senza volerlo ad altri mondi, ad altri conflitti, ad altri uomini che cercano un senso ad una storia che senza chiedere loro il permesso li ha messi l'uno contro l'altro per sempre.
novembre 10, 2014
 

L'importanza di non essere juventini

Teatro Kopò 23 Ottobre 2014
L'IMPORTANZA DI NON ESSERE JUVENTINI
Un viaggio all'insegna della sportiva e drammatica comicità.
Scritto diretto ed interpretato da Fulvio Maura ed Angelo Sateriale
Il calcio è passione. Il calcio è esaltazione collettiva. Il calcio è l'orgoglio di identificarsi in una maglia, in una città, in un popolo. Il calcio è l'isteria dell'esultanza, è l'urlo liberatorio dopo un gol. Ma Il calcio non è solo gioia, a volte è anche dolore, sofferenza, ingiustizia, sopruso, raggiro, malafede. Altre volte è rivincita, riscatto, raggiungere un traguardo insperato, è la magia di rinascere dalle proprie ceneri. In definitiva il calcio è lo sport più bello del mondo perché è lo specchio della vita e della società, perciò l'importanza di non essere Juventini.
novembre 10, 2014
 

Colori IN

Teatro Tordinona 30 Giugno 2014 CorviniBros Estemporaneo Band in “Colori IN” Painters in azione e reazione con suoni, colori e fantasia Armstrong e Duchamp, Ellington e Gorky, Parker e Rothko, Coltrane e Burri: jazz e pittura contemporanea condividono lo stesso arco temporale e rispondono ad analoghe istanze espressive. Due modi paralleli di raccontare il Secolo Brev...e e il problematico avvio del nuovo millennio. Blues e swing connotano le musiche di matrice afroamericana, che nel corso del tempo hanno sviluppato nuove modalità per coniugare composizione e improvvisazione. Figurativo e astratto sono le grandi polarità della pittura contemporanea, in bilico fra il peso di un'imponente tradizione secolare e un desiderio ribelle, eversivo, di sottrarsi a ogni regola. Le due arti hanno tenuto un dialogo costante: sul versante pittorico Romare Bearden dipingeva le notti di Harlem, Pollock trovava nel dripping l'intensità degli assolo di Parker, Manara e Pratt raccontavano erotismo e mistero del jazz. Bob Haggart, Miles Davis e Bill Dixon sono alcuni esempi di musicisti che hanno, per converso, proseguito sulla tela la loro musica. Negli anni Sessanta e Settanta il rapporto si è intensificato, anche in happening durante i quali musicisti e pittori si influenzavano improvvisando in un flusso creativo circolare: il gesto sulla tela ispirava suoni, a loro volta stimolo per nuove rappresentazioni visuali. Nello stesso periodo emergeva una nuova modalità di creazione in musica, che cercava di dare senso e logica all'improvvisazione totale: la Conduction, un insieme di gesti codificati, che il direttore impiega per dare agli strumentisti indicazioni sulle sonorità da produrre. Il risultato coniuga la visione tradizionale dell'orchestra e le modalità di interscambio proprie dei piccoli gruppi. E' la tecnica più idonea per portare lungo percorsi imprevedibili ed empatici l'incontro fra rappresentanti di arti diverse, che trovano nell'estemporaneità il terreno di gioco ideale. Dopo i concerti dedicati a cinema, danza e teatro, il Corvini Bros Estemporaneo Band incontra tre pittori romani, che hanno accettato il rischio di creare senza rete, dipingendo quanto la musica suggerirà loro: da una parte l'energia astratta di Antonella Caiola, le visioni oniriche di Fabio Finocchioli e Daniele Gigli, dall'altra bebop, jazz rock, elettronica, groove e free. In mezzo il pubblico, coinvolto nell'esperienza emozionante della creazione spontanea e immerso nel flusso di suoni e colori, per ritrovare la voglia di rivoluzione degli anni Settanta e viverla secondo lo spirito di un'attualità più che mai bisognoso di intelligenza e arte.
novembre 05, 2014
 

Tanta notte

Teatro San Genesio 24 Ottobre 2014
“TANTA NOTTE”
di e con Laura Graziosi
Vado a correre, lo faccio di notte. Venite con me.
Lo spettacolo nasce dall’esperienza diretta.
Correre di notte mi permette di osservare la realtà con uno sguardo modificato, dalla penombra, dal silenzio ma anche dalle diverse tinte che assumono le situazioni e gli ambienti che attraverso. La corsa diventa un viaggio, per conoscere la città ma anche sperimentare me stessa in maniera differente, mettendo in campo tutto il corpo e non solo correndo con la mente. Dal trans al ragazzo che può vivere solo al buio, dai giovani allucinati all’uomo sul balcone, i soggetti incontrati nella notte, veri o presunti, rivelano di appartenere a dimensioni insolite ma a loro modo sempre vitali e preziose.
novembre 05, 2014
 

reFusi. Combatti l'ignorantezza!

Teatro Roma 25 Ottobre 2014 Pragma srl
presenta
Saverio Marconi, Fabio Avaro, Enzo Casertano e Maria Lauria in
"reFusi. Combatti l'ignorantezza!"
di Roberta Skerl
regia Vanessa Gasbarri
scene e costumi Katia Titolo
disegno luci Giuseppe Filipponio
musiche a cura di Raffaello Angelini
Commedia dall'ironia trascinante ed al contempo capace di rivolgere uno sguardo lucido, disincantato ed acuto alla società che ci circonda, con tutte le sue piccole e grandi follie che mettono a repentaglio il nostro equilibrio sempre più precario.
I refusi sono gli errori di stampa e sono l’ossessione di Rodolfo Marra, che nella vita faceva il correttore di bozze. Anche ora che non lo è più, gli strafalcioni che continuamente vede sui libri e i giornali costituiscono per lui una ragione di angoscia e tormento.
Ma in un momento di grave depressione, non sono più solo gli errori di stampa ad agitarlo. Bensì tutti gli svarioni, le incongruenze, le scorrettezze e insensatezze di questo folle mondo.
Il giorno in cui due inconsapevoli tecnici dei citofoni suonano a casa sua per cambiargli l’impianto, Rodolfo perde la testa. Sente il bisogno di sfogare con qualcuno la propria pena e, armato di una pistola, prende in ostaggio i due poveretti e la domestica ucraina che gli fa le pulizie.......
novembre 05, 2014
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Poeti per Roma – Reading

CC Gabriella Ferri 19 Ottobre 2014 “Poeti per Roma – Reading”, a cura di Graziano Graziani e Simone Nebbia. Prima ricognizione sulla poesia contemporanea in lingua romanesca, che è viva piena di spunti interessanti, di stili e forme differenti, che pur rifacendosi alla tradizione, resta parola viva del presente, in grado di arrivare dritto al pubblico grazie all’immediatezza dell’oralità che è propria della lingua romanesca, dal grande Elia Marcelli de Li Romani in Russia, letto da Vinicio Marchioni, ai Poeti derTrullo affidati alla voce di Simona Senzacqua, ai sonetti del Corvaccio e ai versi di Leone Atteone “Scartaccia”. Una serata in omaggio del mitico Festival della Poesia del ’79 a Capocotta.
ottobre 30, 2014
 

La notte più lunga

Teatro Tordinona 26 ottobre 2014 Gino La Monica in
“La notte più lunga”
Drammaturgia e Regia di Emanuela Giovannini
Aiuto regia Roberto Saura
Musiche Antonio Di Pofi
Scene Fiammetta Mandich
Luci Giovanna Bellini
Un uomo, un’ossessione e un viaggio in treno attraverso Pirandello. Il protagonista di questa lunga notte confonde i suoi pensieri con quelli dei personaggi pirandelliani e racconta, ai suoi fantomatici compagni di vagone, la storia di un uomo sospeso tra realtà e immaginazione. Non si dà mai il caso di dirla la verità come quando la s’inventa.
Gino La Monica – storica voce di Jeremy Irons, Robert Redford, Michael Douglas, Jeff Bridges… - torna in teatro per attraversare le parole di Pirandello, in una straordinaria prova d’attore. Lo troviamo da solo, sul palco, protagonista di questa lunga notte, confuso nei suoi pensieri, incapace, nel raccontare la sua storia, di distinguere se stesso dai personaggi pirandelliani. La splendida voce dell’attore segna tutti i passaggi del testo e percorre registri diversi, dal lirico, al drammatico, all’umoristico, al colloquiale, legati dal filo rosso della passionalità che è sempre sottesa alle grandi riflessioni.
«È il testo che un attore aspetta per tutta la vita - dice Gino La Monica - un personaggio capace di farti essere ‘’tutti i Pirandello in uno solo”. Un testo intenso, un viaggio alla scoperta di se stessi, la cui meta finale è l’accettazione della propria fragilità, della propria caducità e, quindi, della realtà».
La notte più lunga – che torna in scena dopo il debutto dell’anno scorso – è infatti anche un’inconsueta e stupefacente prova autoriale per un testo originale scritto da Emanuela Giovannini - che ne cura anche la regia – le cui parole si fondono e confondono con quelle, più illustri, del drammaturgo siciliano. «La notte più lunga - spiega Emanuela Giovannini - racconta la storia di un attore che “ha perso il capo” nelle parole di Pirandello. Un uomo fragile, a disagio nelle relazioni con gli altri e troppo sensibile per poter “sopravvivere” alle sopraffazioni del vivere civile. Un uomo che nasconde la sua solitudine negli abiti dei personaggi che, in passato, ha amato interpretare, alla ricerca, “disperatamente ciarliera”, di spettatori ideali. La vita trabocca dalle sue parole e ne scaturiscono riflessioni sul destino, sull’amore, sulla paternità, sull’arte, in un luogo visionario, nel quale trova spazio l’allucinazione, il ricordo, il sogno e la verità».
“La Notte più lunga” è infine anche un’opportunità: prodotto dall’Associazione culturale Adynaton, lo spettacolo si avvale del supporto tecnico di tre ragazzi, Joana, Alessandro e Veronica, che fanno parte dell’Officina di Teatro Sociale, un progetto di recupero e re-integrazione di giovani coinvolti in procedimenti penali o in condizione di disagio sociale e familiare, che alla fine di un percorso formativo esperienziale, offre loro piccole opportunità lavorative in ambito teatrale.
ottobre 28, 2014
 
 
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