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L’immaginario ha gli occhi aperti 3

Biblioteca Laurentina dal 1 al 3 settembre 2023

L’immaginario ha gli occhi aperti

tre giorni di teatro, poesia e danza a cura di Marcello Sambati.

Il progetto Officina Estate, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, è vincitore dell’Avviso Pubblico biennale “Estate Romana 2023-2024” curato dal Dipartimento Attività Culturali ed è realizzato in collaborazione con SIAE.

L’immaginario che precede e nutre il pensiero, coscienza e sentimento del tempo come flusso, che esalta l’accadere nel suo ritmo biologico, che si arresta nella sospensione, nell’opera concepita come attimo fuggente. L’opposto della rappresentazione o della forma non è il frammento, ma il continuo: la forma è il limite che appartiene alla lingua dell’immaginazione, che lega insieme le alterità, le differenze, il prima e dopo, il luminoso e l’impalpabile, le tenebre alla luce, lo sguardo all’inconoscibile.

Un viaggio in una terra vergine tra foreste di linguaggi e territori che il teatro raramente frequenta e in cui la poesia, la danza e la musica esplorano e vi dimorano.

Venerdì 1° settembre, ore 21.00

IMPOSTURE / Flavio Arcangeli

Prima del fare, al principio del movimento. Alla ricerca delle condizioni che innescano, per dare origine. Per lo sguardo non c’è nulla da descrivere, da contenere. La percezione non arriva ad un compimento. Tutto qui? Nella trasformazione quello che ora diventa visione, era già tutto approntato prima.

FLOEMA / Marcello Sambati

L’originario in noi e intorno a noi, diffuso errante impercepito, respiri canti e voci frante della grande lingua della terra.

PEZZI PEZZI / Sara Firrarello

Primo Studio

una fiaba che si ispira alla figura della Draunera.

Nell’immaginario fantastico siciliano è corpo di donna che si fa tempesta, corpo vento che inghiotte, corpo evento funesto e travolgente. Una figura incastonata tra miracolo e sciagura, paradiso e abisso, una solitudine che si spalanca e fende il credibile e l’incredibile. In questo primo studio, ricerco lei in vitalità, furore, tumulto e grido. Cerco la sua bocca, la bocca di chi la invoca, la bocca di chi la scongiura, rievocando voci, mormorii, gesti. Ne reinvento il passaggio.

Sabato 2 settembre, ore 21.00

PINOCCH-IO / Lucia Guarino

primo studio

Eccomi qui. Qui sono, ci sono. Per grazia vera. Mi dico che forse non ci sono, ma io ci sono e mi muovo, mi muovo contro, mi muovo dentro. Equilibrista del limite, difronte a me l’eclisse di questo tempo. Eccomi. Sono una storia vera, un sogno eterno, un desiderio, un’assenza, una tensione, un corpo irrequieto, un pezzo di legno, un animale immaginato, un cuore che batte, una fuga, una luce accecante, un buio abissale, una vita.

L’IMMAGINE / Marcello Sambati

La vita di un’apparenza, un punto in un campo di gravitazione nello spazio e nel tempo.

Un pensiero degli occhi “In fondo io sono una questione di luce” G.Seferis

BOCCA NUOVA / Elena Rosa

primo studio

Due figure, materie del pieno e del vuoto. Il pieno, corpo di carne, cerca l’estasi della cancellazione, una cattura che lo inclini, che lo contrasti, che lo modelli a nuove forme. Un vuoto, circonferenza, o corpo che si direbbe inanimato, che anima e da cui si origina l’enigma del tutto e del niente, è la ricerca fatale di Empedocle. Bocca Nuova è il nome del più recente cratere dell’Etna, che stratifica la sua materia incandescente in cicli di nascita e morte. È la bocca di un nuovo dire, creatura e simbolo dell’informe che illumina. 

Domenica 3 settembre, ore 21.00

CIFRARIO / Melissa Lohman
Tracciare le linee curve e spiraliformi, il codice familiare degli esseri viventi. Messaggi indecifrabili in una calligrafia segreta mi ricordano che non conosco tutto ciò che contengo.

PICCOLE VITE / Marcello Sambati
Trama e intreccio di un visibile orfico, delle mutazioni delle cose e degli uomini che nella realtà della terra si perdono in una traccia d’ascolto di un corpo e di una voce.

L’immaginario che precede e nutre il pensiero, coscienza e sentimento del tempo come flusso, che esalta l’accadere nel suo ritmo biologico, che si arresta nella sospensione, nell’opera concepita come sospensione, come attimo fuggente. L’opposto della rappresentazione o della forma non è il frammento, è il continuo: la forma è il limite, il continuo è assenza, indeterminazione del limite, che appartiene alla lingua dell’immaginazione, che lega insieme le alterità, le differenze, il prima al dopo, il luminoso all’impalpabile, le tenebre alla luce, lo sguardo all’inconoscibile…

Sabato 2 e domenica 3 settembre alle 18.00 proseguono i laboratori di percussioni condotti dal maestro Moustapha Mbengue, prenotazione obbligatoria info@officinadelleculture.org

settembre 12, 2023
 

L’immaginario ha gli occhi aperti 2

Biblioteca Laurentina dal 1 al 3 settembre 2023

L’immaginario ha gli occhi aperti

tre giorni di teatro, poesia e danza a cura di Marcello Sambati.

Il progetto Officina Estate, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, è vincitore dell’Avviso Pubblico biennale “Estate Romana 2023-2024” curato dal Dipartimento Attività Culturali ed è realizzato in collaborazione con SIAE.

L’immaginario che precede e nutre il pensiero, coscienza e sentimento del tempo come flusso, che esalta l’accadere nel suo ritmo biologico, che si arresta nella sospensione, nell’opera concepita come attimo fuggente. L’opposto della rappresentazione o della forma non è il frammento, ma il continuo: la forma è il limite che appartiene alla lingua dell’immaginazione, che lega insieme le alterità, le differenze, il prima e dopo, il luminoso e l’impalpabile, le tenebre alla luce, lo sguardo all’inconoscibile.

Un viaggio in una terra vergine tra foreste di linguaggi e territori che il teatro raramente frequenta e in cui la poesia, la danza e la musica esplorano e vi dimorano.

Venerdì 1° settembre, ore 21.00

IMPOSTURE / Flavio Arcangeli

Prima del fare, al principio del movimento. Alla ricerca delle condizioni che innescano, per dare origine. Per lo sguardo non c’è nulla da descrivere, da contenere. La percezione non arriva ad un compimento. Tutto qui? Nella trasformazione quello che ora diventa visione, era già tutto approntato prima.

FLOEMA / Marcello Sambati

L’originario in noi e intorno a noi, diffuso errante impercepito, respiri canti e voci frante della grande lingua della terra.

PEZZI PEZZI / Sara Firrarello

primo studio

una fiaba che si ispira alla figura della Draunera.

Nell’immaginario fantastico siciliano è corpo di donna che si fa tempesta, corpo vento che inghiotte, corpo evento funesto e travolgente. Una figura incastonata tra miracolo e sciagura, paradiso e abisso, una solitudine che si spalanca e fende il credibile e l’incredibile. In questo primo studio, ricerco lei in vitalità, furore, tumulto e grido. Cerco la sua bocca, la bocca di chi la invoca, la bocca di chi la scongiura, rievocando voci, mormorii, gesti. Ne reinvento il passaggio.

 Sabato 2 settembre, ore 21.00

PINOCCH-IO / Lucia Guarino

primo studio

Eccomi qui. Qui sono, ci sono. Per grazia vera. Mi dico che forse non ci sono, ma io ci sono e mi muovo, mi muovo contro, mi muovo dentro. Equilibrista del limite, difronte a me l’eclisse di questo tempo. Eccomi. Sono una storia vera, un sogno eterno, un desiderio, un’assenza, una tensione, un corpo irrequieto, un pezzo di legno, un animale immaginato, un cuore che batte, una fuga, una luce accecante, un buio abissale, una vita.

L’IMMAGINE / Marcello Sambati

La vita di un’apparenza, un punto in un campo di gravitazione nello spazio e nel tempo.

Un pensiero degli occhi “In fondo io sono una questione di luce” G.Seferis

BOCCA NUOVA / Elena Rosa

primo studio

Due figure, materie del pieno e del vuoto. Il pieno, corpo di carne, cerca l’estasi della cancellazione, una cattura che lo inclini, che lo contrasti, che lo modelli a nuove forme. Un vuoto, circonferenza, o corpo che si direbbe inanimato, che anima e da cui si origina l’enigma del tutto e del niente, è la ricerca fatale di Empedocle. Bocca Nuova è il nome del più recente cratere dell’Etna, che stratifica la sua materia incandescente in cicli di nascita e morte. È la bocca di un nuovo dire, creatura e simbolo dell’informe che illumina.

 Domenica 3 settembre, ore 21.00

CIFRARIO / Melissa Lohman
Tracciare le linee curve e spiraliformi, il codice familiare degli esseri viventi. Messaggi indecifrabili in una calligrafia segreta mi ricordano che non conosco tutto ciò che contengo.

PICCOLE VITE / Marcello Sambati
Trama e intreccio di un visibile orfico, delle mutazioni delle cose e degli uomini che nella realtà della terra si perdono in una traccia d’ascolto di un corpo e di una voce.

L’immaginario che precede e nutre il pensiero, coscienza e sentimento del tempo come flusso, che esalta l’accadere nel suo ritmo biologico, che si arresta nella sospensione, nell’opera concepita come sospensione, come attimo fuggente. L’opposto della rappresentazione o della forma non è il frammento, è il continuo: la forma è il limite, il continuo è assenza, indeterminazione del limite, che appartiene alla lingua dell’immaginazione, che lega insieme le alterità, le differenze, il prima al dopo, il luminoso all’impalpabile, le tenebre alla luce, lo sguardo all’inconoscibile…

Sabato 2 e domenica 3 settembre alle 18.00 proseguono i laboratori di percussioni condotti dal maestro Moustapha Mbengue, prenotazione obbligatoria info@officinadelleculture.org
settembre 12, 2023
 

L’immaginario ha gli occhi aperti 1

Biblioteca Laurentina dal 1 al 3 settembre 2023

L’immaginario ha gli occhi aperti

tre giorni di teatro, poesia e danza a cura di Marcello Sambati.

Il progetto Officina Estate, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, è vincitore dell’Avviso Pubblico biennale “Estate Romana 2023-2024” curato dal Dipartimento Attività Culturali ed è realizzato in collaborazione con SIAE.

L’immaginario che precede e nutre il pensiero, coscienza e sentimento del tempo come flusso, che esalta l’accadere nel suo ritmo biologico, che si arresta nella sospensione, nell’opera concepita come attimo fuggente. L’opposto della rappresentazione o della forma non è il frammento, ma il continuo: la forma è il limite che appartiene alla lingua dell’immaginazione, che lega insieme le alterità, le differenze, il prima e dopo, il luminoso e l’impalpabile, le tenebre alla luce, lo sguardo all’inconoscibile.

Un viaggio in una terra vergine tra foreste di linguaggi e territori che il teatro raramente frequenta e in cui la poesia, la danza e la musica esplorano e vi dimorano.

Venerdì 1° settembre, ore 21.00

IMPOSTURE / Flavio Arcangeli

Prima del fare, al principio del movimento. Alla ricerca delle condizioni che innescano, per dare origine. Per lo sguardo non c’è nulla da descrivere, da contenere. La percezione non arriva ad un compimento. Tutto qui? Nella trasformazione quello che ora diventa visione, era già tutto approntato prima.

FLOEMA / Marcello Sambati

L’originario in noi e intorno a noi, diffuso errante impercepito, respiri canti e voci frante della grande lingua della terra.

PEZZI PEZZI / Sara Firrarello

primo studio

una fiaba che si ispira alla figura della Draunera.

Nell’immaginario fantastico siciliano è corpo di donna che si fa tempesta, corpo vento che inghiotte, corpo evento funesto e travolgente. Una figura incastonata tra miracolo e sciagura, paradiso e abisso, una solitudine che si spalanca e fende il credibile e l’incredibile. In questo primo studio, ricerco lei in vitalità, furore, tumulto e grido. Cerco la sua bocca, la bocca di chi la invoca, la bocca di chi la scongiura, rievocando voci, mormorii, gesti. Ne reinvento il passaggio. 

Sabato 2 settembre, ore 21.00

PINOCCH-IO / Lucia Guarino

primo studio

Eccomi qui. Qui sono, ci sono. Per grazia vera. Mi dico che forse non ci sono, ma io ci sono e mi muovo, mi muovo contro, mi muovo dentro. Equilibrista del limite, difronte a me l’eclisse di questo tempo. Eccomi. Sono una storia vera, un sogno eterno, un desiderio, un’assenza, una tensione, un corpo irrequieto, un pezzo di legno, un animale immaginato, un cuore che batte, una fuga, una luce accecante, un buio abissale, una vita.

L’IMMAGINE / Marcello Sambati

La vita di un’apparenza, un punto in un campo di gravitazione nello spazio e nel tempo.

Un pensiero degli occhi “In fondo io sono una questione di luce” G.Seferis

BOCCA NUOVA / Elena Rosa

primo studio

Due figure, materie del pieno e del vuoto. Il pieno, corpo di carne, cerca l’estasi della cancellazione, una cattura che lo inclini, che lo contrasti, che lo modelli a nuove forme. Un vuoto, circonferenza, o corpo che si direbbe inanimato, che anima e da cui si origina l’enigma del tutto e del niente, è la ricerca fatale di Empedocle. Bocca Nuova è il nome del più recente cratere dell’Etna, che stratifica la sua materia incandescente in cicli di nascita e morte. È la bocca di un nuovo dire, creatura e simbolo dell’informe che illumina.

Domenica 3 settembre, ore 21.00

CIFRARIO / Melissa Lohman
Tracciare le linee curve e spiraliformi, il codice familiare degli esseri viventi. Messaggi indecifrabili in una calligrafia segreta mi ricordano che non conosco tutto ciò che contengo.

PICCOLE VITE / Marcello Sambati
Trama e intreccio di un visibile orfico, delle mutazioni delle cose e degli uomini che nella realtà della terra si perdono in una traccia d’ascolto di un corpo e di una voce.

L’immaginario che precede e nutre il pensiero, coscienza e sentimento del tempo come flusso, che esalta l’accadere nel suo ritmo biologico, che si arresta nella sospensione, nell’opera concepita come sospensione, come attimo fuggente. L’opposto della rappresentazione o della forma non è il frammento, è il continuo: la forma è il limite, il continuo è assenza, indeterminazione del limite, che appartiene alla lingua dell’immaginazione, che lega insieme le alterità, le differenze, il prima al dopo, il luminoso all’impalpabile, le tenebre alla luce, lo sguardo all’inconoscibile…

Sabato 2 e domenica 3 settembre alle 18.00 proseguono i laboratori di percussioni condotti dal maestro Moustapha Mbengue, prenotazione obbligatoria info@officinadelleculture.org
settembre 12, 2023
 

Decamerone


Notoriamente considerata una delle opere più importanti della letteratura del Trecento europeo, durante il quale esercitò una vasta influenza sulle opere di altri autori oltre che la capostipite della letteratura in prosa in volgare italiano. Boccaccio nel Decameron raffigura l'intera società del tempo, integrando l'ideale di vita aristocratico, basato sull'amor cortese, la magnanimità, la liberalità, con i valori della mercatura: l'intelligenza, l'intraprendenza, l'astuzia.

La storia narra di un gruppo di giovani, sette donne e tre uomini, che per quindici giorni si trattengono fuori da Firenze e vanno in una villa sulle colline (del fiorentino) per sfuggire alla peste nera che in quel periodo imperversava nella città, e che a turno si raccontano delle novelle di taglio spesso umoristico e con frequenti richiami all'erotismo bucolico del tempo. Per quest'ultimo aspetto, il libro fu tacciato di immoralità o di scandalo, e fu in molte epoche censurato o comunque non adeguatamente considerato nella storia della letteratura.


giugno 02, 2023
 

Vabbé

Teatro Tordinona 16 Maggio 2023

VABBE’

Regia Roberta Castelluzzo

Compagnia Materiaviva Performance

Una carrellata di monologhi tra comico, drammatico, buffo e surreale! Una serie di voci femminili raccontano in modo diverso uno spaccato del mondo, con tanta, necessaria, ironia!

La compagnia Materiaviva Performance riunisce da anni l’esperienza di performers provenienti da diversi settori: danza, acrobatica, teatro, teatro di strada, arti circensi. L’incontro, avvenuto in ambito lavorativo, ha portato a un confronto tra i diversi percorsi affrontati dai singoli artisti fino a un momento in cui è nata l’esigenza di sperimentare nuovi linguaggi espressivi che racchiudessero il bagaglio di ognuno.

Attraverso un training fisico e teatrale, che affronta le diverse discipline, si è delineata un’idea di spettacolo che ha come prioritaria l’idea di utilizzare le tecniche circensi, la drammaturgia, i corpi dei performer, la luce o la scenografia, per portare in scena racconti ed emozioni e mai la pura tecnica fredda.

maggio 19, 2023
 

Cecov



  • Titolo principale: ČECHOV
  • Presentato da: VOICE ART DUBBING
  • Adattamento e Regia: Bruno Alessandro
  • Struttura dello spettacolo: Tre atti unici di Anton Čechov
    1. LA CORISTA
      • Cast: Laura Facchin (Olga), Vincenzo Failla (Nikolaj), Angela Pepi (Pasa).
    2. UNA DOMANDA DI MATRIMONIO
      • Cast: Vincenzo Failla (Stepan Stepanovic Cubukov), Angela Pepi (Natalja Stepanovna), Laura Facchin (Natalja Stepanovna - nota: ruolo condiviso o alternato), Corrado Niro (Ivan Vasilevic Lomov).
    3. IL CANTO DEL CIGNO
      • Cast: Bruno Alessandro (Vasilij), Corrado Niro (Nikita).
  • Assistente alla regia: Sabina Parisio
  • Sartoria: Claudia Marino e Sabrina Pisani
  • Teatro: Teatro Tordinona (Via degli Acquasparta, 16)

🎭 Sinossi d'Autore e Note di Regia
L'anima russa tra farsa, ipocrisia e bilanci esistenziali.
Tre quadri, tre frammenti di umanità legati dal filo conduttore dell'ironia amara e della disincantata lucidità antoniana. Lo spettacolo ČECHOV, con l'adattamento e la regia di Bruno Alessandro per Voice Art Dubbing, attraversa la produzione del drammaturgo russo accostando tonalità e registri differenti, capaci di svelare la miseria morale e la straordinaria poesia del quotidiano.
La regia imposta un percorso cronologico ed emotivo che parte dalla feroce satira sociale de La corista, dove le convenzioni borghesi e i ruoli di vittima e carnefice si ribaltano crudelmente, per poi passare al ritmo travolgente e farsesco di Una domanda di matrimonio, un perfetto meccanismo comico basato sull'ostinazione e sull'assurdità dei rapporti umani. L'antologia si chiude e trova il suo culmine lirico con Il canto del cigno, una struggente riflessione sul tempo che passa, sulla solitudine e sul senso profondo del mestiere dell'attore. Grazie a un cast compatto composto da interpreti di grande spessore e a una cura sartoriale filologica, la messinscena restituisce la parola di Čechov nella sua purezza, muovendosi in uno spazio scenico minimale ed evocativo dove il volto e la voce (richiamati anche dal minimalismo grafico della locandina) ritornano a essere gli assoluti protagonisti del fatto teatrale.
maggio 09, 2023
 

Giuda


Teatro Tordinona 6 e 7 maggio 2023
Tratto dall'opera di Lot Vekemans
Diretto e interpretato da Maurizio Margutti

L’au­tri­ce olan­de­se Lot Ve­ke­mans lo la­scia par­la­re per la pri­ma vol­ta nel suo mo­no­lo­go e lui emer­ge alla ri­bal­ta dal­l’om­bra di se­co­li di di­sprez­zo per con­di­vi­de­re con noi la sua sto­ria ini­zia­ta più di 2000 anni fa, che cre­dia­mo di co­no­sce­re. Non ci dà al­cu­na giu­sti­fi­ca­zio­ne, nes­su­na scu­sa, ma so­stie­ne le sue ra­gio­ni dan­do una pro­spet­ti­va di­ver­sa dei fat­ti ac­ca­du­ti.   

La re­la­zio­ne tra Giu­da e Gesù get­ta nuo­va luce sul­l’at­to del tra­di­men­to. 
maggio 09, 2023
 

Grisaglia blu

Teatro Tordinona 29 Aprile 2023

GRISAGLIA BLU

Monologo scritto da Sergio Velitti

 regia di Nello Pepe

interpretato da Maria Pia Iannuzzi

musiche di Marcello Cirillo ed Ivo Parlati

Il dramma di Antonietta Gavone, vedova Cairano, novella Medea costretta ad uccidere col veleno i propri figli per fame e disperazione, 40 minuti di intenso monologo.

 

maggio 09, 2023
 

Tales from the New Age



Teatro Tordinona 1° Maggio 2023

TALES FROM THE NEW AGE DI ALEX MARENGA

performance art schizoide e dirompente dove spoken word, danza, video arte e musica elettronica si fanno portavoce di un messaggio politico anticapitalista. 

Su testi di Tahar Ben Jelloun, Michel Focault, William Burroughs, Pierpaolo Pasolini, Caitlin Johnstone, Jean Baudrillard il presidente di Filmstudio Stefano Pierpaoli accompagnato da un gruppo di ballerini su musiche di Marenga ci comunicherà attraverso questi grandi autori il disorientamento creato dalla globalizzazione e le sue conseguenze catastrofiche sull’ambiente naturale e l’uomo.

 Alex Marenga riprende con questo lavoro di elettroacustica l’idea multimediale di messa in scena concepita col progetto Entropia, “The Decline of Western Civilization” del 2013, presentato al Teatro Tordinona. Anche in questo caso c’era una lettura critica contro il progresso e una visione apocalittica del futuro in cui l’essere umano si sarebbe estinto. Con questo progetto Filmstudio torna al suo primo amore, le avanguardie, esprimendo con più arti tutto il suo dissapore contro una società che sta involvendo invece di evolvere.
maggio 06, 2023
 

Recital di versi in chiave di sol

Teatro Tordinona 27 Aprile 2023

Recital di versi in chiave di sol

Di Rossella Or

 

Testi poetici editi e inediti, uno spettacolo di voce e corpo all'insegna della parola scritta e detta, nella forma in cui Rossella deciderà di rappresentarla sul palco. Erede di una tradizione teatrale storica, la sua poesia è tuttavia pura e per certi versi inesplorata. Chi può venga a sentirla e vederla. È un'esperienza!

Rossella Or, attrice e poetessa, è stata protagonista dell'avanguardia teatrale romana degli anni '70. Ha lavorato con Memè Perlini, Simone Carella, Giuliano Vasilicò, Giorgio Barberi Corsetti, Leo De Berardinis, Mario Prosperi, ottenendo un immediato e notevole successo, e ha successivamente iniziato una serie di lavori in proprio di rara intensità (con recupero della parola) di cui ha curato, anche, testo e regia.

Di lei scrisse il critico teatrale Nico Garrone: "Rossella, se venisse a patti con il galateo della rappresentazione, sarebbe una straordinaria Figliastra, o la delirante Contessa dei Giganti della Montagna. Ma ieri sera ci ha fatto pensare, o sognare, a qualcosa di più: ad un immaginario incontro nell'aldilà tra i fantasmi di Eleonora Duse e di Antonin Artaud."

aprile 29, 2023
 

“Il primo bacio”

Teatro Tordinona 27 Aprile 2023

TEATRO TORDINONA 19 Marzo 2023

“Il primo bacio” di Renato Giordano 

≪Nella vita di ognuno c’è sempre un bacio che non si dimentica≫, diceva Audrey Hepburn nel celebre film “Colazione da Tiffany”. Men che meno il primo.

Ed infatti, a distanza di 16 anni, “Il primo bacio” di Renato Giordano riesce sempre ad emozionare. Parola del pubblico del Teatro romano di Tordinona che, nel corso di due serate, è rimasto ipnotizzato per quasi due ore nella Sala Pirandello, di fronte ad alcuni racconti magistralmente interpretati dai ragazzi dell’Actor’s Planet di Rossella Izzo: una quindicina di giovani belli e talentuosi che, con le loro brillanti performance - intervallate da balletti sulle note di successi musicali senza tempo - hanno fatto emozionare e sorridere la platea con le loro storie di baci. Baci rubati o dati per gioco, baci travolgenti, di quelli che ti tolgono il respiro ma anche deludenti, se non disastrosi. Baci comunque che fanno da spartiacque nella vita degli adolescenti, sia di ieri che di oggi e che diventano elemento fondante di questo spettacolo evergreen diretto dal citato e poliedrico Renato Giordano il quale, oltre ad essere uno stimato medico endocrinologo, è anche regista, attore, autore di teatro, musicista e operatore culturale.
Ogni anno, alla fine delle sue docenze, egli porta in scena i suoi ragazzi, nella ferma convinzione che il teatro, per capirlo, bisogna viverlo in prima persona, aiutando i giovani ad avere il proprio spazio e la propria occasione. Proprio come ne “Il primo bacio”, spettacolo fortunato nato nella mente del regista quando lavorava a New York.
Un'opera che prende le mosse da storie vere - raccontate per lo più da gente comune e cambiate ad ogni edizione (in modo da rendere l'offerta sempre diversa) – e che nel corso degli anni ha ispirato anche un musical, interpretato dai ragazzi di X-Factor con le coreografie di Andrè de la Roche, un format televisivo, che ha avuto successo soprattutto in Spagna e un libro, che a breve verrà ristampato con la doppia prefazione di Rossella Izzo e Federico Moccia.
Del resto, le declinazioni del bacio sono infinite, proprio come la scintilla creativa di certi artisti con la lettera maiuscola (Renato Giordano docet).


aprile 29, 2023
 
 
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