- Titolo: UOMINI CHE PARLANO DI endometriosi
- Ispirazione: Liberamente ispirato a "Perversioni sessuali a Chicago" di David Mamet
- Regia: Mattia De Liberato
- Drammaturgia: Lorenzo Tamburrino, Eugenio Bellini
- Cast (Interpreti): Lorenzo Tamburrino, Mariagrazia Portesani, Valerio Da Silva, Sofia Bisacchi
- Aiuto Regia: Giacomo Seza
- Scenografia: Raquel Ripponi Beaulieu
- Luci: Joseph Geoffriau
- Teatro: Teatro Tordinona
🎭 Sinossi d'Autore e Note di Regia
Il corpo, la parola e l'incomprensione di genere.
Cosa succede quando l'universo maschile tenta di codificare, discutere ed entrare in contatto con un dolore e una condizione intimamente e biologicamente legati al corpo femminile? Uomini che parlano di endometriosi, con la regia di Mattia De Liberato, si struttura come una provocazione intellettuale e un cortocircuito comunicativo. Il testo, liberamente ispirato al cinismo relazionale e alla frammentazione dei dialoghi di Perversioni sessuali a Chicago di David Mamet, viene riletto dalla drammaturgia di Lorenzo Tamburrino ed Eugenio Bellini per esplorare le barriere linguistiche, l'empatia e le ipocrisie che regolano i rapporti di coppia contemporanei.
Cosa succede quando l'universo maschile tenta di codificare, discutere ed entrare in contatto con un dolore e una condizione intimamente e biologicamente legati al corpo femminile? Uomini che parlano di endometriosi, con la regia di Mattia De Liberato, si struttura come una provocazione intellettuale e un cortocircuito comunicativo. Il testo, liberamente ispirato al cinismo relazionale e alla frammentazione dei dialoghi di Perversioni sessuali a Chicago di David Mamet, viene riletto dalla drammaturgia di Lorenzo Tamburrino ed Eugenio Bellini per esplorare le barriere linguistiche, l'empatia e le ipocrisie che regolano i rapporti di coppia contemporanei.
La regia imposta una messinscena dal ritmo serrato, grafico ed essenziale, perfettamente rispecchiata dallo stile visuale della locandina in cui le linee dei corpi si fondono e si confrontano. Al centro del dibattito scenico si muove un cast corale di quattro interpreti, immerso nel disegno luci di Joseph Geoffriau e nello spazio concettuale ideato da Raquel Ripponi Beaulieu. Lo spettacolo abbandona ogni didascalismo per trasformarsi in uno specchio satirico e a tratti spiazzante: un'indagine teatrale in cui la parola maschile si scontra con il proprio limite di fronte al vissuto femminile, regalando al pubblico una riflessione acuta sulle nevrosi, sull'incomunicabilità e sul disperato bisogno di comprensione reciproca.
- Titolo: UOMINI CHE PARLANO DI endometriosi
- Ispirazione: Liberamente ispirato a "Perversioni sessuali a Chicago" di David Mamet
- Regia: Mattia De Liberato
- Drammaturgia: Lorenzo Tamburrino, Eugenio Bellini
- Cast (Interpreti): Lorenzo Tamburrino, Mariagrazia Portesani, Valerio Da Silva, Sofia Bisacchi
- Aiuto Regia: Giacomo Seza
- Scenografia: Raquel Ripponi Beaulieu
- Luci: Joseph Geoffriau
- Teatro: Teatro Tordinona
🎭 Sinossi d'Autore e Note di Regia
Il corpo, la parola e l'incomprensione di genere.
Cosa succede quando l'universo maschile tenta di codificare, discutere ed entrare in contatto con un dolore e una condizione intimamente e biologicamente legati al corpo femminile? Uomini che parlano di endometriosi, con la regia di Mattia De Liberato, si struttura come una provocazione intellettuale e un cortocircuito comunicativo. Il testo, liberamente ispirato al cinismo relazionale e alla frammentazione dei dialoghi di Perversioni sessuali a Chicago di David Mamet, viene riletto dalla drammaturgia di Lorenzo Tamburrino ed Eugenio Bellini per esplorare le barriere linguistiche, l'empatia e le ipocrisie che regolano i rapporti di coppia contemporanei.
Cosa succede quando l'universo maschile tenta di codificare, discutere ed entrare in contatto con un dolore e una condizione intimamente e biologicamente legati al corpo femminile? Uomini che parlano di endometriosi, con la regia di Mattia De Liberato, si struttura come una provocazione intellettuale e un cortocircuito comunicativo. Il testo, liberamente ispirato al cinismo relazionale e alla frammentazione dei dialoghi di Perversioni sessuali a Chicago di David Mamet, viene riletto dalla drammaturgia di Lorenzo Tamburrino ed Eugenio Bellini per esplorare le barriere linguistiche, l'empatia e le ipocrisie che regolano i rapporti di coppia contemporanei.
La regia imposta una messinscena dal ritmo serrato, grafico ed essenziale, perfettamente rispecchiata dallo stile visuale della locandina in cui le linee dei corpi si fondono e si confrontano. Al centro del dibattito scenico si muove un cast corale di quattro interpreti, immerso nel disegno luci di Joseph Geoffriau e nello spazio concettuale ideato da Raquel Ripponi Beaulieu. Lo spettacolo abbandona ogni didascalismo per trasformarsi in uno specchio satirico e a tratti spiazzante: un'indagine teatrale in cui la parola maschile si scontra con il proprio limite di fronte al vissuto femminile, regalando al pubblico una riflessione acuta sulle nevrosi, sull'incomunicabilità e sul disperato bisogno di comprensione reciproca.





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