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UBU REX - Simone Nebbia incontra Fabio M.Franceschelli


INCONTRO
12.5.08
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Musica Ignoto


12.5.08
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QUADERNI DI SCENA 4 - I parte


"QUADERNI DI SCENA 4 - I parte incontri a cura dei QUADERNI DEL TEATRO DI ROMA editoriale Attilio Scarpellini   DRAMMATURGIA E POESIA Daniele Timpano Lidia Riviello con la partecipazione di Valerio Malorni   TEATRO ARGENTINA - SALA SQUARZINA mercoled√¨ 29 febbraio 2012 Roma www.teatrodiroma.net/quaderni www.facebook.com/quaderniteatrodiroma pagina FB: quaderni del teatro di roma"
12.5.08
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AttoDue - Fabula Alcesti


"Castello Pasquini Castiglioncello, Tensostruttura 1, 7 luglio 2011 ""AttoDue - Fabula Alcesti"" di e con Simona Arrighi, Alessandra Bedino, Sandra Garuglieri drammaturgia originale a partire da Euripide, Rainer Maria Rilke, Marguerite Yourcenar collaborazione al progetto Silvano Panichi, Laura Simi, Alessandro Rabatti, Ilaria Cristini luci Marco Falai / costumi Antonio Musa / ricerca musicale Serena Belloni Filippi produzione AttoDue (Laboratorio Nove, CiT), Associazione Teatro Buti in collaborazione con Teatro Comunale Pietro Aretino di Arezzo, Compagnia Silenda di Caen, Francia con il contributo di MIBAC, Regione Toscana, SestoIdee, Comune di Buti, Provincia di Pisa durata 65' Tre attrici, attratte dalla tragedia di Alcesti, si scoprono incapaci di rappresentarla. Tre donne si specchiano nel mito e non vi si riconoscono più. Le varianti del mito moltiplicano le interpretazioni possibili e la vita stessa sembra impedire di aderirvi fino in fondo. E' la nostra condizione di sottoproletari dello spirito inchiodati a un eterno presente che impedisce uno sguardo verso l'eternità e la resurrezione. Eppure la potenza del mito rimane intatta, proprio perché getta sul nostro presente la consapevolezza di un vuoto, di una mancanza, di un'ombra. Nuova formazione di artisti/operatori che ingloba le esperienze del Laboratorio Nove di Firenze e del Centro Iniziative Teatrali di Campi Bisenzio, AttoDue si presenta come entità  multipla dove i progetti innescano relazioni autoriali ogni volta differenziate. Non ci sono formati o formule da confermare, o strategie pronte al consumo, ma la ricerca di una sfaccettatura sensibile dell'arte del palcoscenico e della tematica performativa."
12.5.08
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io non sono wonder woman


monologo tratto da "Io non sono wonder woman" diretto e interpretato da Angela Calefato.Teatro Argot
12.5.08
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ZTL - Viaggio per l'Orient Cafè


"ZTL da Viaggio per l'Orient Cafè Alessandro Langiu Angelo Mai 29 aprile 2011 Roma"
12.5.08
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Invisibile al rumore del mondo


"Ideazione, regia, testi e coreografie di Mara Rubino. Regia digitale di Luca Savettiere e Francesco Di Ges√π (Lula Immagini) con Germana Raimondo e Marta Cataliotti. I candelai 28/04/'11 Palermo riprese e montaggio: Elisa Calunniato"
12.5.08
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ABECEDAR - Beatrice Magalotti - Opificio Telecom


ABECEDAR Beatrice Magalotti Opificio Telecom coreografia e danza Beatrice Magalotti drammaturgia e disegno luci Giovanni Magnarelli OPIFICIO TELECOM 20 gennaio 2012 Roma
12.5.08
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L'ingegner Gadda va alla guerra


Teatro Vascello 11 - 16 ottobre 2011 Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti "L'ingegner Gadda va alla guerra" (o della tragica istoria di Amleto Pirobutirro) un'idea di Fabrizio Gifuni (da Carlo Emilio Gadda e William Shakespeare) con Fabrizio Gifuni, regia Giuseppe Bertolucci, disegno luci Cesare Accetta, direttore tecnico Hossein Taheri. Lo spettacolo racconta i diari di guerra e di prigionia di Carlo Emilio Gadda. L'ingegner Gadda va alla guerra (o della tragica storia di Amleto Pirotiburro) prosegue il discorso che Gifuni e Bertolucci avevano cominciato nel 2004 con 'Na specie de cadavere lunghissimo, passando dalla prosa di Pasolini a quella dell'autore del Pasticiaccio brutto de Via Merulana, trasformato in un eroe tragico che attraverso la sua terribile esperienza del primo conflitto mondiale racconta l'Italia di ieri e, purtroppo, di oggi. Gifuni si getta in questo one man show, di cui è protagonista assoluto e corpo unico che riempie lo spazio scenico, con una dedizione maniacale e un'energia straordinaria, interpretando con eccezionale maestria la scrittura raffinata e complessa di Gadda, unendo a una fisicità  strabordante un'attenzione certosina della parola, fatta di continue modulazioni vocali abbinate alle molteplicità  dei dialetti che ripercorrono la penisola martoriata dalle atrocità  della guerra. Una narrazione straziante e corrosiva, in cui si inseriscono i fulminanti inserti dall'Amleto, tragico alter ego letterario esistenziale di quest'uomo che attraverso la folle esperienza della trincea e della cattività  spiega allo stolto italico che dopo tanto dolore ne sarebbe seguito molto altro. Fulminanti gli ultimi venti minuti dello spettacolo, in cui la demolizione sistematica della figura del Cuce, geniale distorsione lingustica di Gadda della figura di Mussolini, del suo scientifico metodo di moltiplicazione del consenso attraverso la figura della maschia virilità o dell'Io Minchia, e la sua bassezza morale e intellettuale innalzata solo dall'utilizzo di tripli tacchi, sommergono lo spettatore in un'attualità assurda e malefica come quella che quotidianamente subiamo. In tutto ciò, Gifuni offre una performance totale che molto sarebbe piaciuta a Carmelo Bene, capitalizzando l'invisibile ma efficacissima idea di teatro di Bertolucci, evoluzione semplice e per questo riuscita delle avanguardie degli anni Settanta. Novanta minuti senza respiro, da vivere sulla propria pelle, uscendo con la consapevolezza che dopo ottant'anni non è cambiato proprio niente. Soprattutto noi che abitiamo il Belpaese
12.5.08
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SHORT THEATRE 2011- La morsa, epilogo in un atto


Teatro India 8 settembre 2011 Compagnia Sandro Lombardi / Arturo Cirillo "La morsa, epilogo in un atto" di Luigi Pirandello, regia di Arturo Cirillo, con Sandro Lombardi (Andrea Fabbri), Sabrina Scuccimarra (La signora Giulia), Arturo Cirillo (L'avvocato Antonio Serra), scene Dario Gessati, costumi Giovanna Buzzi, luci Gianni Pollini, suono Antonio Lovato. Secondo Arturo Cirillo: . http://www.shorttheatre.org
12.5.08
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La favola di Amore e Psiche


Teatro Studio di Scandicci 2003 "La favola di Amore e Psiche" Piccoli Principi Compagnia Teatrale
12.5.08
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COLPEVOLI


TEATRO COLOSSEO 19/10/2002 "FROM MEDEA" di Grazia Veresani, con Antonella Elia, Vera Gemma, Barbara Begala e Marina Pannofina, regia di Pietro Bontempo. Quattro donne in una stanza, all'interno di un carcere psichiatrico giudiziario. Marga, Vincenza, Rina ed Eloisa - età  e vissuti diversi - fanno i conti con la loro comune, terribile colpa: l' assassinio del proprio figlio. L'infanticidio, il più inquietante e oscuro dei delitti. Queste donne sono le protagoniste dell'ultimo libro di Grazia Verasani, quarantenne scrittrice bolognese, già  autrice di tre romanzi, una raccolta di racconti e diverse sceneggiature. Grazia Verasani ha scelto di misurarsi con questo delicatissimo tema in seguito al delitto di Cogne. Ha sentito la necessità  di affrontarlo nella sua complessità, nel tentativo di superare le letture semplicistiche fatte sull'onda emotiva del momento. Da questo bisogno, e da un intenso lavoro di documentazione, è nata una piece teatrale, 'From Medea' , dal nome del personaggio della tragedia classica, madre infanticida per antonomasia. Calandosi nelle vite dolorose o estremamente grigie delle protagoniste non si può non sentire per loro pietà. Una pietà  laica per Grazia Verasani, quella che si prova nel momento in cui si smette di giudicare e si inizia a cercare di comprendere. In effetti, in 'From Medea' non c'è traccia di giudizio nei confronti delle quattro donne, ma neppure di giustificazione e, tanto meno, di assoluzione. C'è semplicemente la fotografia delle loro vite, raccontate dal luogo dove stanno scontando la pena e, contemporaneamente, cercando di 'curarsi' con il supporto di psichiatri. 'Conoscere la storia pregressa delle infanticide - prosegue l' autrice - aiuta a capire come l' istinto materno non sia obbligatorio, come la maternità  sia qualcosa di estremamente complesso e come la depressione post partum, se non compresa, possa sfociare anche nell' assassinio del proprio figlio, che, poi, altro non è che un suicidio'. Durante la stesura del libro la scrittrice bolognese si è ampiamente documentata su depressione post partum e maternity blues, sindromi legate alla maternità  studiate soprattutto negli Stati Uniti, dove i casi di infanticidio sono numerosi. 'Ho letto molti libri e saggi - spiega - e mi è stato molto utile il supporto di un amico psichiatra che si occupa di questi temi. Poi, naturalmente ho letto centinaia di articoli di giornale e visto i programmi televisivi nei quali andavano in scena i casi di infanticidio'. Come il caso Franzoni: 'Mi hanno indignato la facilità  di giudizio e le valutazioni approssimative di tutti, colpevolisti e innocentisti. Mi ha colpito come l' attenzione non fosse rivolta al bambino o agli altri bimbi che, se Annamaria Franzoni è davvero colpevole, devono essere protetti, quanto piuttosto alla ricerca del 'mostro' .. Alla sua individuazione attraverso primi piani ed espressioni del viso'. 'Ma la mente umana è un pozzo profondo', dice la scrittrice. Spesso insondabile. Figuriamoci con una telecamera. La depressione post partum esiste. Sta lì, minacciosa. Lo dimostra una vasta letteratura in materia. Lo dimostrano le storie vere delle donne detenute nel carcere psichiatrico giudiziario di Castiglione dello Stiviere, nel mantovano, e le storie immaginate di Marga, Vincenza, Rina ed Eloisa. Allora meglio guardarla in faccia. Pensare che si pu provare a fare almeno un piccolo sforzo di comprensione. Riprese video Ulisse Benedetti per l'archivio storico dell'Ass. Cult. BEAT 72
12.5.08
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