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Nella tempesta

Teatro Valle Occupato 3 Aprile 2014 Motus presenta “Nella Tempesta” Uno spettacolo di Motus 2011>2068 Animale Politico Project ideazione e regia Enrico Casagrande e Daniela Nicolò
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Loveeee

Teatro Valle Occupato 5 aprile 2014 “LOVEEEE” di e con Cristina Rizzo in collaborazione con Lucia Amara e con la partecipazione di un ospite speciale. LOVEEEE discorsi con alcuni esercizi di grazia “Prosegue nella frequentazione, condivisa con il pubblico, di un formato performativo tra la teoria e la pratica dove si allenano simultaneamente il movimento di un pensiero e la scrittura di un corpo. Un luogo ideale e protetto. Fuori dall’istanza teologica, la grazia riguarda una certa attitudine dell’opera (ma anche dell’individuo) verso l’esterno e, anche, verso la norma. Caratterizzata da una certa efficace organizzazione della forza e della libertà delle risposte di fronte alle gerarchie precostituite, la grazia indica una più intima democrazia secondo i principi di un’estetica della sovrabbondanza, del successo miracoloso, del rischio e dello slancio. Ogni economia non è aggraziata ma c’è un’economia della grazia. Rarefazione del potere, la grazia non è solo la bellezza in movimento, ma è politica di dissimulazione in grado di cambiare le prodezze tecniche e il dominio delle esigenze indicando la disparizione dei sistemi.
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IPERREALISIMI

Teatro Argot, 4 aprile 2014 “IPERREALISIMI” idea e regia Helen Cerina con Francesca Gironi, Orlando Izzo, Elisa Mucchi, Annalì Rainoldi costumi Valentina Ragni e Helen Cerina suoni Aliendee produzione Helen Cerina con il sostegno di Amat, Inteatro e Kilowatt Festival prima nazionale Ci vuole un alto livello di prodezza e virtuosismo tecnico per simulare la realtà. Ecco l'idea: riprendere con la videocamera persone anonime in situazioni pubbliche e riprodurre i loro movimenti in altri luoghi e in teatro. Chissà se ora ci sono due persone che stanno compiendo esattamente lo stesso gesto nello stesso momento? Magari uno dei due sta aspettando l'autobus sotto la neve e l'altro sta parlando al telefono nel suo salotto, il loro gesto è identico ma il significato è diverso. Ecco il risultato: la danza. Attraverso l'esaltazione dei dettagli il soggetto viene messo a fuoco e lui/lei non è mai stato/a così vivo/a, così umano/a come lo è ora nei nostri corpi su questo palco.
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EGIDIO’s Season Two : I.S.A.P. : P.I.S.

Teatro Tordinona 4 Aprile 2014 “EGIDIO’s Season Two : I.S.A.P. : P.I.S.” (acronimo che sta per Il Sequel Anche Prequel Per I Soldi) di e con Marco Ceccotti, Simona Oppedisano e Francesco Picciotti. Buttandosi a capofitto nel pericoloso mondo dei sequel, tornano i protagonisti che tutti voi avete conosciuto e amato nella Season One. Se non li avete ancora conosciuti il 1 e 2 Aprile riproporremo le repliche della prima stagione. Se non li avete amati siete delle brutte persone. Una serie come quelle che si vedono in televisione, solo che è in teatro. Tanti personaggi dell’immaginario popolare e POP agiscono in una messa scena che mescola elementi di teatro di figura, comicità di situazione e stand-up comedy in una commistione di linguaggi e stili che rende lo spettacolo amabile agli occhi del grande pubblico, adorabile agli occhi del medio pubblico, ambitisciente agli occhi del pubblico che si inventa le parole. Siamo un anno dopo le vicende narrate nella SEASON ONE. Nano Egidio si è ripreso dalla difficile operazione a cui è stato sottoposto, e l’amicizia con l’ispettore Batman è più forte che mai, di solito le storie finiscono così, con il lieto fine. In verità il “Tutti vissero felici e contenti” è una bugia, un’illusione, una frase che si dice quando si è stanchi di raccontare una fiaba. Nella grande città grande, la criminalità è ad altissimi livelli: violenza, rapine, politici corrotti che fanno il brutto e il pessimo tempo, Baricco ministro della cultura e una nuova e pericolosissima droga prodotta dal famigerato e misterioso Schrödinger.. Come se non bastasse uno spietato killer uccide il il teneroso medico legale Cookie, nello stesso modo in cui 2 anni, 2 mesi e 15 giorni prima, veniva uccisa Elisabetta, l’unico e vero amore di Batman. Il tenebroso detective, per indagare dovrà combattere contro la veste dei fantasmi del passato, quella che cadendo lascia il quadro immacolato, al suo fianco ci sarà il Nano Egidio e tutta l’allegra combriccola composta da Dotto, Assistente Gerardo e la sperimentale Dottoressa Nuda. Una saga sull’importanza dei nani da giardino. In continua evoluzione, per ora composta da due capitoli, che aumenteranno fino a quando Il Misterioso Collettivo Nano Egidio sentirà il cuore degli spettatori che batte all’unisono con il loro o almeno fino a quando avranno voglia di farli.
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Geert Lovink

Teatro Valle Occupato 3 aprile 2014 incontro con “GEERT LOVINK” Cosa significa teoria critica di Internet? Quali sono le attuali prospettive del mediattivismo? Le criptomonete costituiscono una valida alternativa al declino del sistema economico globale? Geert Lovink, olandese, teorico dei media e direttore dell’Institute of Network Cultures di Amsterdam (http://networkcultures.org/), ripercorre le tappe più recenti del proprio percorso di ricerca. L’atteggiamento critico, costantemente vigile rispetto alle dimensioni del potere incarnate nelle tecnologie, insieme alla sua instancabile attività di connettore di reti, lo hanno reso uno tra i più autorevoli ed influenti studiosi dei nuovi media e della Rete. Tra i saggi tradotti in italiano, ricordiamo: Dark fiber, Roma, Sossella, 2002; Internet non è il paradiso, Milano, Apogeo, 2004; Zero comments: teoria critica di internet, Milano, Bruno Mondadori, 2008;Ossessioni collettive: critica dei social media, Milano, EGEA, 2012. L’incontro costituirà anche un’occasione per dialogare con Lovink – desideroso di conoscere da vicino la peculiare esperienza del Teatro Valle Occupato - delle rispettive esperienze di progettazione condivisa e di produzione culturale dal basso. Introduce Vito Campanelli, scrittore e teorico dei nuovi media (http://vitocampanelli.eu/).
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Porno mondo

Teatro dell’Orologio 27 Febbraio 2014 “PORNO MONDO” scritto da Dario Aggioli e Katiuscia Magliarisi, ideato e diretto da Dario Aggioli. Con attori che non vogliono rivelare la propria identità e attori che non sanno di esserlo. Aiuto regia Elisa Carucci. Il primo documentario teatrale scandalo dedicato al mondo della pornografia strettamente collegato ai new media. Non ti devi innamorare. Non c'è bisogno dell'amore per farlo: con una webcam e una carta di credito avrai il sesso che desideri! 1 ragazzo su 3 ha fatto sesso su internet, ma non pensa di averlo fatto da solo. Scopri con noi il porno mondo di grindr, cam4 e chatroulette. E tra gli attori potresti esserci anche tu, quando non sarai a teatro.
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Fragole in gennaio

Teatro Argot Studio 8 APRILE 2014 “FRAGOLE IN GENNAIO” di Evelyne de la Chenelière, traduzione Fabio Regattin con Marta Altinier, Marco Casazza, Ester Galazzi, Luttmann a cura di Marco Casazza Sophie e François si piacciono ma non hanno il coraggio di fare sul serio. Mentre Léa, appena arrivata dalla campagna, cerca di ritrovare in città la propria amica Sophie, François presenta quest’ultima al suo amico Robert, che finirà però per innamorarsi di Léa… Ma ne siamo sicuri? Come distinguere la realtà dalla sceneggiatura che François sta scrivendo? Come sapere cosa sia vero e cosa solamente immaginato?
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Le donne saccenti

Teatro Aurelio 6 Aprile 2014 “LE DONNE SACCENTI” da Moliere, adattamento e regia: Maria Pia Iannotta e Stefania Pascucci, con: Luca Buongiorno, Lucrezia Coletti, Luigi de Luca, Mauro di Lelio, Iacopo Fanelli, Antonio Gallo, Maria Pia Iannotta, Pierpaolo Laconi, Nicole Lombardo, Martina Malfitana, Stefania Pascucci e Diego Luis Torgano. Assistente alla regia: Martina Malfitana, Scene: Mario Borselli, Barbara Malavasi, Costumi e parrucche: Anna Spurio Vennarucci, Maresa Adrover, Rosalba Sabatino, Musiche: Andrea MalavasiLuci: Fabio Durastante Fonica: Leonardo Isopi. La commedia, ricca di personaggi dal carattere variegato e di situazioni divertenti, si rivela sempre attuale, in quanto Molière porta lo spettatore a riflettere con ironia sul contrasto ragione-passione, sull’eterna lotta tra i sessi, su vizi e vezzi dell’animo umano.
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DELIRIUM VITAE

Teatro Kopò 4 Aprile 2014 “DELIRIUM VITAE” La Repubblica del le faremo sapere di e con Michele Vargiu, Giulio Federico Janni Due uomini, insieme in una interminabile fila all’interno di una agenzia di lavoro interinale, aspettano. Aspettano il loro turno e con esso aspettano risposte, brandelli di certezza, il miraggio di un lavoro e di una vita stabile, semplice e ordinaria che sembra irraggiungibile. Mentre l’attesa sembra divorarli, tirando fuori i loro tic e le loro piccole ossessioni, cominciano a svelarsi pian piano l’un l’altro; e in un crescendo di dialoghi tanto surreali quanto tremendamente veri, insieme alle loro vite, ai loro amori e alle loro malefatte, vengono a galla anche i tanti problemi di un Paese che non riusciamo più a riconoscere, attanagliato dalla cultura sfrenata del consumo, da una politica incapace e da uno smarrimento generale di chi il Paese lo abita. In un susseguirsi di situazioni tragicomiche, scambi di battute incalzanti e “ritratti” di imbarazzante attualità, i due uomini protagonisti della pièce condurranno lo spettatore attraverso un universo parallelo e bizzarro, narrato con spietata leggerezza. Uno specchio della nostra realtà quotidiana sul quale riflettere e attraverso il quale concedersi il lusso di una sana, liberatoria risata.
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Le tate

Teatro dei Conciatori 5 Aprile 2014 “LE TATE” Un testo che nasce da una ricerca interiore, da un flusso di memorie e che vive di essenzialità. testo e regia di Alessandra Panelli con Barbara Porta, Sofia Diaz, Maria Roveran, Costanza Castracane Sulla scena tre sedie, tre disegni stilizzati di alberi genealogici e nient’altro che la recitazione di tre attrici per raccontare piccoli frammenti di vita di tre nonne, tre bambine, tre madri ma soprattutto tre tate, figure fondamentali dell’infanzia di una certa generazione. Un lasso di tempo che va dal 1930 ad oggi, fra risate, giochi magici, pianti e dolci malinconie. “Tempo fa mi capitò di leggere il diario scritto in gioventù dalla mia nonna materna e ne fui molto impressionata. Era lo scorcio interessante di un’epoca ma quello che mi colpì in modo particolare fu la descrizione dei miei parenti, soprattutto di mia madre, da bambini. La lettura di questo diario mi fece riflettere sull’intricata tessitura di relazioni umane che legano, inevitabilmente, i membri di ogni famiglia e che, in qualche modo, possono modellare le generazioni future. Rimuginando fra passato e presente, fra presenze amorose ma anche ingombranti, o gelide assenze, mi resi conto di quanto fondamentali fossero state, per alcuni di noi, le Tate, ovvero quelle persone che avevano dedicato, a volte con generosità disarmante, la loro vita a noi bambini. Questo spettacolo nasce come un gioco e per un lungo periodo, complici le mie amiche attrici, lo abbiamo provato fra noi con l’unico scopo di curiosare fra le pieghe dell’animo umano. Ho cercato ispirazione dai ricordi delle vere nonne e tate di ognuna di noi, ripercorrendo i nostri pieni e i nostri vuoti fino a trovare una forma drammaturgica. Un testo che nasce da una ricerca interiore, da un flusso di memorie e che vive di essenzialità.” Alessandra Panelli
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FOTOGRAFIA E TEATRO

Visiva - La città dell'immagine 5 aprile 2014 "FOTOGRAFIA E TEATRO"
 "L'inquadratura è il palcoscenico, la gente vi entra e vi esce come da una quinta teatrale. E dentro l'inquadratura accadono pezzi di vita, come sul palcoscenico". Maurizio Buscarino
Special Guest Tommaso Le Pera
Mostre fotografiche di: Giovanni Giannetti, Marco Pasqua, Davide Giannetti, Manuel Molinu, Maurizio Caschera, Enzo Maniccia, Carlo Taccari, Simone Gregori, Simone Pichierri e Jessica Barresi, Angelo del Sette, Silvia Cancellieri, Paolo Vona, Francesco Spinella, Antonio Mattei, Lucio Artioli, Aldo Frezza
in mostra la preziosissima collezione privata di PAOLO PERUGINI con anche le foto di scena del maestro delle fotografia: Tommaso Le Pera in mostra le collezioni private di locandine teatrali e oggetti teatrali vintage
ore 19,30: presentazione dei preziosi volumi rari sul fotografo di scena internazionale Maurizio Buscarino. I volumi saranno consultabili per l'intera durata della mostra nel museo dell'ONEBOOK che colleziona libri rari ed introvabili.
ore 19,45: pillole di fotografia teatrale con Enzo Maniccia e Massimo Ciampa. Il primo, fotografo teatrale di lunga data spiegherà ai presenti tecniche, filosofia e segreti del suo mestiere. Chi vorrà potrà portare la propria macchina fotografica e mettere in pratica la lezione nello spettacolo a seguire.
ore 20,15: spettacoli teatrali 'A livella con Paolo d'isanto, Cristinao Cecchetti e Mario Rinaldoni 21: "work in progress di un futuro spettacolo" su testi di Paola Moretti a cura di Beatrice Simonetti In scena anche @Maria Laura Moraci, @Sara Pompili e Stella Saccà
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BINARIO 2: sotto la panca la capra crepa

Teatro Tordinona 28 Marzo 2014 "BINARIO 2: sotto la panca la capra crepa”
 di Pasquale Passaretti e Luigi Morra
con Luigi Morra
Un insolito capostazione, appassionato di scioglilingua, sceglie la solitudine di una piccola stazione ferroviaria di provincia, un luogo lontano dal caos, dove i treni che passano sembrano essere l'unico esempio di "mondo che corre", e dove vive e racconta il suo quotidiano fatto di compagnie discontinue, ricordi, silenzi e situazioni che si ripetono in orari e giorni prestabiliti.
La messa in scena è essenziale e priva di artifici scenografici, e il gioco teatrale, dalle atmosfere clown e malinconiche, è affidato soltanto alla difficoltà di inseguire un racconto che vive sul filo dell'immaginazione.
Il testo si sofferma sui temi del ricordo, della velocità e sulla possibilità di afferrare e percepire quello che accade nelle suggestioni che spesso ci passano davanti troppo rapidamente, su quegli eventi, cioè, che pur non avendo una concretezza tangibile, condizionano l'individuo nelle sue azioni, negli affetti e nelle scelte.
Il racconto e la messa in scena si fondono, "costringendo" l'attore a subire lo spazio vuoto, i silenzi, gli occhi del pubblico, la storia e persino le stesse scelte registiche.
Una performance delicata, proprio come una piccola stazione, dove di tanto in tanto un treno si ferma, lascia qualcuno o qualcosa, e poi riparte. Intanto tre tigri lottano contro tre tigri, e l'arcivescovo di Costantinopoli si disarcivescoviscostantinopolizza inevitabilmente.
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I BANQUO

Teatro Biblioteca del Quarticciolo 29 marzo 2014 “I BANQUO” di Tim Crouch traduzione Pieraldo Girotto regia Fabrizio Arcuri con Enrico Campanati e Matteo Selis Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse_2013 BANQUO è il generale dell’esercito scozzese di Re Duncan che Macbeth, nell’omonima tragedia shakesperiana, fa uccidere come avversario della sua corsa al trono. IO BANQUO, - che faresti al posto mio? Testimone inutile, prima perché ucciso e messo a tacere e ora nella sua forma di fantasma, Banquo prova a ricomporre i segni di una violenza di cui è stato vittima, insieme al suo Re e al suo stesso intero Paese. Ma a riviverle le cose non sembrano poter prendere un altro corso. Tutto è quello che è già stato. Resta solo la struggente sensazione che a fare le stesse cose potesse essere qualcun altro – pur dovendosi così sporcare le mani di sangue, passando dal ruolo di vittima a quella di carnefice. Macbeth e la sua Signora sono solo i corpi passeggeri di una voglia di potere che attraversa il tempo senza mai trovare soddisfazione, rivoltando lo stato delle cose, con l’unica conseguenza di lasciarlo sempre uguale a se stesso: territorio di conquiste, reali e effimere, ma pur sempre tragiche. Il sangue è il segno di questa storia. Un sangue capace di sporcare anche i fantasmi (e gli spettatori, certo). Un sangue che poi si lava via, solo per lasciare spazio ad altro sangue. Banquo è il fautore di una visione. O ne è il protagonista. O forse solo un personaggio in mezzo ad altri. Resta da capire ognuno al posto di un altro come si comporterebbe. Banquo al posto di Macbeth. Uno spettatore al posto di Banquo. E ognuno, al suo posto o in quello di un altro, potrà rispondere alla domanda: il potere chi logora veramente?
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M.E.D.E.A. BIG OIL

Teatro Brancaccino 28 Marzo 2014 “M.E.D.E.A. BIG OIL”
testo e regia: Terry Paternoster - interpreti: Maria Vittoria Argenti, Teresa Campus, Ramona Fiorini, Chiara Lombardo, Terry Paternoster, Mauro F. Cardinali, Gianni D’Addario, Donato Paternoster, Alessandro Vichi - produzione: Internoenki - disegno luci: Giuseppe Pesce - assistente tecnico: Ezio Spezzacatena - organizzazione: Anca Enache
Spettacolo vincitore del Premio Scenario per Ustica 2013: "M.E.D.E.A. BIG OIL" progetto nato proprio in Basilicata: una vibrante denuncia sul devastante dominio monopolistico delle multinazionali del petrolio.
Il Collettivo è composto da ragazzi e ragazze che lavorano coraggiosamente e incessantemente alla costituzione di un teatro dissacrante e politico, civile e di ricerca, alla riscoperta di un linguaggio in grado di comunicare l'oggi e di trasformare la scena in uno strumento d'arte e controinformazione.
9 attori in scena, con la forza di un coro tragico contemporaneo, per una rielaborazione piuttosto anticonvenzionale, ma attuale del mito di Medea: siamo nella Basilicata di oggi, sventrata dalle trivellazioni. L'eroina barbara diventa allora una donna lucana disattesa nelle promesse e tradita da Big Oil-Giasone, ruolo simbolico affidato a una compagnia petrolifera, sullo sfondo del dissesto ambientale della Val d'Agri. La promessa d'amore dello straniero in questo caso coincide con la crescita economica e di progresso di un paese che regala ricchezza in cambio di povertà, mentre Medea è metafora di una chiusura mentale che la fa vittima e carnefice insieme. A riverberare la sua stoltezza, il mormorio animalesco di un popolo-branco, un Coro che è evocazione di un'umanità divisa fra miseri e potenti.
Il tragico che si racconta è quello del Sud dei nuovi sottoproletari, secondo un filtro politico: il contrasto fra cultura barbara e primitiva con la cultura moderna e neocapitalistica. Si tratta di "realtà del tragico" annichilenti: in Val d'Agri l'incidenza tumorale supera largamente la media nazionale. La documentazione concernente la crisi geo-politica lucana è stata raccolta in un archivio di testimonianze che i cittadini lucani hanno messo a disposizione del progetto, a raccontare una realtà in cui oggi M.E.D.E.A. è il nome di un Master organizzato e gestito dalla Scuola Enrico Mattei e fortemente voluto da Eni. Fatalità.
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Vertov Muto In Musica

Teatro Tordinona 24 Marzo 2014
 Corvini Bros. Estemporaneo Band
Vertov Muto In Musica
Mario Corvini, trombonista e fondatore di diverse orchestre tra le quali la PMJO (Parco della Musica Jazz Orchestra), e che ha già entusiasmato pubblico e critica con la direzione del concerto di Fresu e Caine, PMJO, tratto dall’opera “Schetches of Spain” (Davis-Evans), assieme a suo fratello, il trombettista di fama internazionale Claudio Corvini, dirigerà questa volta il gruppo di musicisti con l’innovativa tecnica del “conducting”, ossia la creazione estemporanea dell’arrangiamento e delle parti compositive della colonna sonora appositamente scritta. La musica così interpretata, e non in modo puramente didadascalico, andrà a impreziosire e ad accompagnare le immagini del film di Dziga Vertov, “L’uomo con la macchina da presa”.
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Piantando chiodi nel pavimento con la fronte

Teatro Tordinona 19 Marzo 2014 “Piantando chiodi nel pavimento con la fronte”
Sei personaggi esplosivi, un girone infernale di comica alienazione umana
di Eric Bogosian
con STEFANO SKALKOTOS
e la partecipazione di MICHELA RONCI nel ruolo di “Betty”
regia ROBERTO NEGRI
scene Mariangela Caggiani
costumi Sara Barsotti
progetto audio – luci Martino Fiorentini
ufficio stampa Francesca Molari
organizzazione Flavia Ferranti
Uno Spettacolo che vuole essere ad un tempo prova d'attore, testimonianza dei tempi e divertimento spudorato. Bogosian è un Autore/Attore che porta la parola scritta oltre la pagina, rischiando in prima persona nel confronto diretto (e spietato...) con il pubblico. Abbiamo voluto rispettare non solo i suoi testi, ma lo spirito che li ha generati; la voglia e la necessità di esprimere senza filtri una visione della realtà così lucida, da sembrare grottesca, surreale. Qui il paradosso non è mai cercato, ma svelato nella sua disarmante evidenza e la risata scaturisce immediata e viscerale.
Dissacrante, corrosiva, caustica addirittura non è l'ironia dell'Autore, ma la vita stessa. Personaggi del nostro quotidiano, fatti “della stessa materia dei sogni” o degli incubi...
dipende dai punti di vista. Dal posto che occupiamo sul treno della vita.
Sei monologhi, sei storie diverse, anelli della stessa catena.
Sei personaggi coinvolti dalle stesse miserie e prigionie, meschinità e illusioni per una narrazione di taglio cinematografico e circolare, come un viaggio a un tempo dentro e intorno alla città. “Questo è il treno dell'anima e fermerà in tutte le stazioni: paura, pazzia, carcere e morte … ops, scusate...mi sono appena cagato addosso!!”. Roberto Negri
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