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Un mondo perfetto

Teatro Argot 29 Ottobre 2018

ARGOT PRODUZIONI
UN MONDO PERFETTO

di Sergio Pierattini
con Manuela Mandracchia, Paolo Giovannucci e Sergio Pierattini
regia Sergio Pierattini
musiche Gwyneth Schaefer
scenografia e costumi Tommaso Bordone
assistente regia Eugenia Pulci

Testo vincitore nel 2008 del Premio Riccione con la seguente motivazione:

"Fedele alle sue indagini di piccole vite di famiglia, Sergio Pierattini affronta, con crudele eleganza, i problemi di una coppia che aspetta la felicità coniugale dall’adozione di un bambino straniero, battendosi con le imposizioni burocratiche ma ne idealizza la riuscita legandola alla perfezione del trenino elettrico con la stazione che hanno elaborato per lui, accolto come un giocattolo e destinato a una fuga verso l’ignoto che resterà senza uno sbocco, gonfia dell’angoscia delle storie vere”.
F. Quadri

Una coppia, non più giovanissima, sogna di adottare un figlio. Quando scopriamo in scena i due protagonisti il loro calvario di attese e delusioni sembra essere definitivamente concluso. L’arrivo del figlio è in realtà l’inizio di un percorso di difficoltà devastanti che fin dall’inizio del secondo quadro si rivelano insuperabili. I due protagonisti scoprono in rapida successione quanto sia “impossibile” amare l’oggetto dei loro sogni. Le difficoltà non stanno nella personalità pur complessa del ragazzo, ma nella stessa natura dei due protagonisti. Nell’essenza di quell’universo a due, grigio, ma anche autosufficiente e appagante, che contraddistingue la loro unione.
11.11.18
 

Carmen che vede l'ora

Teatro Biblioteca Quarticciolo 4 ottobre 2018

Bartolini/Baronio | 369gradi | Sycamore T Company
co-produzione-residenza Carrozzerie_n.o.t e Ass. Cantalavita

CARMEN CHE NON VEDE L'ORA

di e con, regia Tamara Bartolini / Michele Baronio
drammaturgia Tamara Bartolini
musiche originali, canzoni, sonorizzazioni Michele Baronio
canzoni originali Lucilla Galeazzi
disegno luci Davood Kheradmand e Diego Pirillo
suono Michele Boreggi (Mic Shleeper)

È la fine della seconda guerra mondiale e da Klenovica (ex Jugoslavia) si va in Africa ad Asmara per prendere la nave della croce rossa che porta in Italia. Una volta sbarcati il viaggio prosegue verso Napoli e magicamente gli anni ’40 diventano i favolosi anni ’60, e si viene trasportati dentro antiche leggi e tabù del profondo sud, in un piccolo paesino sperduto della Basilicata. Da qui si scappa per raggiungere la Roma degli anni ’70 infuocata dalle contestazioni, tra nonni slavi e ladri, mariti violenti, amanti, riunioni politiche, rivolte, la nascita inattesa di un figlio, e il sogno di un lavoro da maestra dentro quella scuola pubblica pensata come luogo deputato alla crescita e alla trasformazione della società. E infine, arrivati ai nostri giorni, si sbarca in un piccolo paesino della provincia di Roma, davanti al mare.
2.11.18
 

Gorga - Il collezionista

Teatro Tordinona 31 Ottobre 2018

GORGA-IL COLLEZIONISTA-DALLA BOHEME A PALAZZO ALTEMPS

un atto unico di Maria Letizia Compatangelo, con Gino Auriuso, scene e costumi di Alessandro Gilleri, luci di Marco Macrini, sartoria Slow Costume Roma, assistente scena e costumi Eleonora Scarponi.
Lo spettacolo gode del finanziamento del Mibact ed è stato inserito tra le manifestazioni dell’anno europeo della Cultura 2018 con riconoscimento del Mibact.
GORGA IL COLLEZIONISTA vuole dare nuova luce alla storia di Evan Gorga, all’anagrafe Gennaro Evangelista Gorga (Brocco, 6 febbraio 1865 – Roma, 5 dicembre 1957), tenore lirico italiano dimenticato. Conosciuto per la celebre prima rappresentazione assoluta (al Teatro Regio di Torino, 1º febbraio 1896) de La Bohème di Giacomo Puccini, in cui vestì i panni di Rodolfo. Ma Gorga fu anche un infaticabile collezionista, sia di strumenti musicali che di reperti archeologici. Nel corso della sua vita raccolse una miriade di oggetti moderni e antichi che avrebbero dovuto formare, secondo le sue intenzioni, “il museo di tutti i tempi”, o come scrisse ancora lui stesso: “il Museo Enciclopedico, che comprende tutto lo scibile, dall’Arcaico ai giorni nostri”. Alla ricerca di documenti originali si è affiancata l’investigazione della singolare figura di Gorga – attivo nel mercato antiquario romano tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento – testimoniando così un tipo di collezionismo molto diverso da quello delle grandi famiglie rinascimentali del Cinque-Seicento, raccontato dalle prestigiose collezioni di Palazzo Altemps. Il Museo gli ha dedicato recentemente una Mostra e poi vi è rimasta una sezione permanente. La mostra presentava una selezione di circa 1800 oggetti, solo una minima parte tra le centinaia di migliaia di pezzi conservati, ed è allestita nei due grandi saloni della nuova ala. Il nuovo studio scientifico sulla collezione Gorga, che ha richiesto due anni di ricerche, è compendiato nel volume edito da Electa “Museo Nazionale Romano. Evan Gorga la collezione di archeologia”.
Il gusto borghese dei primi del novecento per le raccolte di oggetti rari e spesso stravaganti, intatti o ridotti in frammenti, costituisce l’articolata ed eclettica raccolta di archeologia del tenore Gennaro Evangelista Gorga (1865-1957). Acquisita dallo Stato nel 1950, e da allora conservata presso il Museo Nazionale Romano, la collezione comprende una miriade di oggetti con ampio excursus cronologico, dalle antichità romane, alle magnogreche, alle etrusche, alle egizie, dai materiali più nobili fino all’umile terracotta. La selezione non disdegna oggetti minuti e frammentari, esemplari ripetitivi; concentrata più sulla quantità che sulla qualità la raccolta è alimentata da un’inesaudibile esigenza enciclopedica, quasi maniacale, che anima l’utopico progetto di realizzazione del “museo di tutti i tempi”, o come scrisse Gorga stesso: “il Museo Enciclopedico, che comprende tutto lo scibile, dall’Arcaico ai giorni nostri”.

2.11.18
 

Mangia

Teatro Tordinona 13 Ottobre 2018
MANGIA!
di e con Anna Piscopo

Vincitore del Premio Nazionale di Letteratura e Teatro Italiano “Nicola Martucci”, del primo premio come Miglior Spettacolo per “Corti in Pietralata” e del premio per la “Miglior Attrice del Teatro Lo Spazio”. Ventisei anni, barese trapiantata a Roma (dove ha studiato alla Silvio D’Amico e al Duse International) Anna Piscopo, autrice e unica interprete della pièce, costruisce intorno al detto della sua città “Mang’ ca da jess mangiat!” (Mangia se non vuoi essere mangiato!) una performance di parole che si rincorrono nella foga di vomitare fuori tutta la rabbia di una società feroce che, dalla famiglia alla strada, è regolata dalla legge del più forte, di chi sfrutta per non essere sfruttato.

“MANGIA!” è un flusso di coscienza in cui più personaggi s’intrecciano nel corpo e nella voce di una sola performer per raccontare la storia di una giovane donna che vorrebbe sbarazzarsi del ruolo da emarginata che vive nel mondo provinciale, gretto e bigotto in cui è nata. Partita per Roma alla ricerca confusa di un lavoro o di un uomo che possa sistemarla, e disposta a concedere il proprio corpo a uomini che considera superiori pur di raggiungere l'agognata promozione sociale, è travolta da un nuovo mondo feroce che finisce per divorarla. Trovandosi costretta a tornare nel suo paesino, tra le grinfie di una madre che la obbliga di continuo a mangiare. Senza nulla in tasca. I condizionamenti famigliari, quelli culturali e l’esperienza diretta della crisi economica del suo paese, la gonfiano di rabbia, aspettative disattese e ansie, tanto da non riuscire mai veramente a respirare, a vivere la sua vita da protagonista.
 Per liberarsi dalle voci che la infestano, dalla solitudine e dall’emarginazione, dovrà letteralmente divorare la sua famiglia - pietanza indigesta - ingurgitata nella furia della bulimia e del bisogno incontrollato di affetti, figure di riferimento e approvazione. “MANGIA!” usa il cibo come metafora di violenza e sfruttamento nella famiglia e nella società, e lo fa con ironia, mantenendo sempre un registro brillante.
2.11.18
 

La nave delle spose

Teatro Lo Spazio 11 OTTOBRE 2018
LA NAVE DELLE SPOSE
di e con Lucia Sardo
Scrittura scenica Lucia Sardo e Elvira Fusto
regia e curaspazio scenico Lucia Sardo
con
Lucia Sardo
Gioacchino Cappelli
Sibilla Zuccarello

Lo spettacolo racconta i matrimoni per procura degli anni20’.
Racconta il rito, la partenza, il viaggio e l'arrivo in queste terre lontane delle spose per procura, donne giovanissime che, negli anni lasciavano la loro terra e andavano in America per vivere con l'uomo che avevano sposato sulla carta.
Dopo trenta giorni di viaggio lungo l'Oceano, sbarcavano, come milioni d'emigranti a Ellis Island, e molte di loro, appena mettevano piede sulla banchina, capivano veramente il destino cui erano state consegnate: vedevano con i loro occhi una sorte poco divina e fin troppo umana…
Lo spettacolo vuole anche svelare la vita delle"altre siciliane", donne tormentate dalla fame e dalla guerra, che sono state assegnate -­‐ sposate con la frode -­‐ e obbligate a legarsi per sempre a uomini che avevano visto solo in una fotografia che raramente corrispondeva alla realtà.
18.10.18
 

Gesù, Confucio e John Lennon

Teatro Tordinona 14 Settembre 2018 - Roma Comic Off

GESÙ, CONFUCIO E JOHN LENNON
di Sha Yexin, riduzione e regia di Silvana Mariniello,
con Patrizia Murgia, Marianna Miranda, Ester Carbone, Lara Panizzi, Francesca Gambini, Paula Miglietta, Giovanna Li Santi, Zeyu Cao, Gonzalo Otero, Liliana Gramillano, Sara Cacciapuoti

Gesù, Confucio e John Lennon vanno sulla Terra per volere di Dio. Il loro viaggio gli serve a capire se può fare una revisione alla struttura del Regno Dei Cieli per accontentare le anime che dal Purgatorio hanno diritto a trasferirsi in paradiso sin da tempo. Durante la peregrinazione terrestre i nostri protagonisti si imbattono in paesi governati dal dio denaro, dal potere assoluto, e sono sottoposti a situazioni difficili ed a pericolose prove, fino a che, invocando il potere di Dio, riescono a tornare su in cielo.
È una commedia divertente che racconta la Cina degli anni ’80.
In quel periodo la Cina è in cerca di modernità, ma il pensiero confuciano base di questa civiltà orientale, rimane saldo ed incuriosisce, interessa e influenza anche il mondo occidentale.
Il confronto tra i tre protagonisti della storia, motivo ricorrente nel plot, è la rappresentazione dell’incontro della cultura orientale con quella occidentale.
16.10.18
 

Improvvisa... mente

Teatro Tordinona 23 Settembre 2018
Improvvisa... mente
scritto e diretto da Roberto Lopez, con Gabriele Marconi, Simona Mancini, Armando Puccio, Ilaria Sequino
Dario e Gianni sono due amici che condividono lo stesso appartamento. Gianni, pure avanti con l’età, conduce una vita da ventenne, facendo tardi la sera e intrecciando numerosi flirt con donne più giovani di lui. Dario è separato e con un figlio con cui non ha più rapporti da tempo. Vive in casa di Gianni da più di due anni ed è un social dipendente. Un giorno Gianni chiede a Dario di aiutarlo a fare colpo su una donna e la invita a cena a casa loro. La serata trascorre tra equivoci e gag. Fino a qui potrebbe sembrare una commedia come tante. Ma improvvisamente farà il suo ingresso in scena un personaggio inaspettato che metterà i protagonisti di fronte a loro stessi, mentre le lancette di un grande orologio segnano inesorabilmente il trascorrere del tempo.
16.10.18
 

Cominciamo a risplenne

Teatro Tordinona 25 Settembre 2018
Cominciamo a risplenne
Di Clizia Aloisi

Presentazione del libro di poesie romanesche: "Cominciamo a risplenne" di Clizia Aloisi
Nelle sue poesie scritte nel dialetto romanesco, l'autrice fa riferimento alla natura, alla fauna, agli oggetti di tutti i giorni, alla libertà, all'umanità e all'amore. In un modo incantevole l'animale parla con l'albero, l'uomo con la statua, filosofeggiano gli orologi sul loro essere e anche l'amore è considerato in molti modi.
16.10.18
 

La moglie fantasma

Teatro Tordinona 16 Settembre 2018 - Roma Comic Off

LA MOGLIE FANTASMA
di David Tristram, regia di Marco Dané, con Giovanni Petrotta, Roberto Cottone, Daniela Lopis, Graziella Gaspari, Antonella Vassallo, Marco Palazzi

Edward è un commediografo affetto dal blocco dello scrittore, da quando (un anno prima) sua moglie Ruby è morta per un sospettato suicidio. Edward sta per mettere fine alla sua triste vita, è già con la pistola carica in bocca... quando Alex, il suo migliore amico, irrompe nella stanza, salvandogli la vita inconsapevolmente. Alex decide di risollevare il morale a Edward, combinandogli un appuntamento con una bella e giovane attrice, Glenda.
È proprio quella notte che Edward riceve la visita del fantasma di Ruby, che gli confida di non essersi suicidata, ma di essere stata assassinata da un membro della loro compagnia teatrale.
Così Edward convoca tutti i sospettati, fingendo di avere pronto per loro un nuovo copione, dal titolo "La Moglie Fantasma". Arrivano quindi Frances, attrice diva e dipendente della chirurgia plastica, e Hedley, pomposo protagonista che parla citando Shakespeare. Si aggiungono alla lettura Alex e Glenda, che interpreta il ruolo di moglie assassinata.
La presenza del fantasma di Ruby nella casa, però, getta la compagnia nello scompiglio, creando malintesi e situazioni comiche che fanno di questo testo ben più di un semplice
giallo.
Una commedia che vi tormenterà come il migliore racconto degli orrori!
14.10.18
 

Funerale col morto

Teatro Tordinona 19 Settembre 2018 Roma Comic Off
FUNERALE COL MORTO

di Italo Conti, regia di Giampiero Bonomo, musiche e testi di Luca Angelosanti, Francesco Morettini, Roberto Russo (CASAMUSICA), direzione artistica, scenografie, costumi e trucco di Francesco Ruggirello, con Deborah Niscola, Maresa Minati, Chiara Simone, Eugenio Usai, Cinzia Bravo, Patrizia Ciriaco, Annaclara Martorelli, Domenico Giardino, Maurizio Montuschi, Roberto Del Prete, Francesco Ruggirello

La vicenda si sviluppa intorno al funerale della Prof.ssa Geltrude del Corno all’interno dell’Agenzia funebre Scampamorte, la cui titolare Fortunata e la figlia Addolorata hanno il compito di organizzare il funerale. La sorella della morta, la Sig.ra Adalgisa Del Corno rappresenta la tendenza della società odierna che fa prevalere gli interessi economici sugli affetti famigliari. La salvezza arriva dall’amicizia di Matilde che supera e vince ogni ostacolo, persino la morte. Intorno a queste figure ruotano una serie di personaggi divertentissimi, come il tecnologico Felice Agonia, i due facchini scansafatiche Anselmo e, il computer umano Cisco, il postino ubriacone, Camilla l’amica della Sig.ra Adalgisa, che con il loro estro, la loro mimica, la loro grinta, la loro briosità, i loro giochi linguistici e gli equivoci, garantiscono risate a crepapelle.
5.10.18
 

Just before the forest

La Pelanda 8 settembre 2018 Short Theatre Studio 1
Emanuela Serra
Just before the forest
Danza, Performance 45′

ideazione Emanuela Serra, Alessandro Pallecchi
in scena Emanuela Serra, Alessandro Pallecchi +cast in definizione
disegno sonoro Alessandro Pallecchi
installazione scenica Alessandro Pallecchi
realizzato grazie a residenza produttiva Carrozzerie n.o.t, Balletto Civile, FuoriLuogo/ Fisiko, Associazione Mondo Nuovo Caritas “Progetto SPRAR”

Nel 2017 Emanuela Serra e Alessandro Pallecchi collaborano nel realizzare Just before the forest, coinvolgendo i centri SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati).
L’ispirazione estetica è ai fumetti di GIPI, quella drammaturgica al testo di Bernard-Marie Koltès La notte poco prima della foresta (Just before the forest), un lavoro sulla solitudine, sul tentativo di orientarsi e di essere trovati. Un monologo fisico per rialzarsi dal fango e andare a cercare qualcuno a cui dire chi sei.
La musica, creata dal vivo da Alessandro Pallecchi, è un tappeto sonoro che racconta, è parte attiva, accompagna il testo e a volte lo soffoca, lo copre, come una sirena o un abbaiare di cani troppo forte. Emanuela Serra, e i ragazzi coinvolti nel progetto sono i personaggi di questa storia che inizia dopo una rissa in una città sconosciuta. Uno di loro ha il ruolo del cantastorie, canta in inglese e parla nel suo dialetto. I testi sono suoi, nati dalle riflessioni fatte insieme su come ci si sente a non appartenere più a un luogo. Sono stranieri che si sfiorano per tutto lo spettacolo. Il lavoro sul corpo è dettato dall’urgenza di ritrovarsi, come in Koltès i personaggi si vedono sotto una pioggia battente e iniziano ad inseguire l’altro perché lo riconoscono, lo sentono loro simile e hanno bisogno di toccarlo, afferrarlo. Il testo è una slam poetry in un misto di italiano e inglese, in uno slang comprensibile e ritmato.
Alla fine accade l’incontro.
Emanuela Serra nasce a Torino nel 1980. Da sempre interessata al teatro oltre che alla danza, la sua formazione si è consolidata in una ricerca nell’ambito del teatro fisico. È uno dei fondatori della compagnia Balletto Civile e dal 2003 cura sia la parte artistica che di formazione. Nel 2010 Balletto Civile cura il progetto triennale di alta formazione presso il Teatro Due di Parma, di cui è docente stabile. Da questi tre anni di formazione nascono tre produzioni importanti di cui è sia coreografa e regista che interprete: Il Sacro della Primavera, che nel 2011 è secondo al Premio Roma Danza alla coreografia, Woyzeck / ricavato dal vuoto, Paradise/Liberamente tratto da Le Troiane di Euripide
Attraverso gli anni di formazione ha sviluppato un particolare interesse nella ricerca di organicità nel movimento dei corpi, a prescindere dalla preparazione tecnica, e nella possibilità di contatto tra la danza contemporanea e le diverse altre discipline. Nel 2017 vince il bando Odio L’Estate presso Carrozzerie n.o.t. con il Progetto/Spettacolo Just before the forest.
Alessandro Pallecchi nasce a Milano nel 1989. Dal 2013 fa parte della compagnia di teatro fisico Balletto Civile diretta da Michela Lucenti, sua coreografa e insegnante di metodo.
Dopo questa esperienza si rinnova la necessità di cercare momenti in cui poter indagare una ricerca nell’ambito di un teatro “totale” che, a partire dal lavoro sulla relazione tra i corpi, non tralasci mai l’espressione vocale, il ritmo, la drammaturgia sonora della pièce.
Nel 2018 inizia una ricerca artistica con Chiara Taviani, Simone Previdi ed Emanuela Serra intorno al progetto Vitalithium, che indaga la creazione di drammaturgia sonore eseguite dal vivo e il lavoro attorale e coreografico.
4.10.18
 

Porno e Socialismo reale

Cappella Orsini di Roma 26 settembre 2018
PORNO E SOCIALISMO REALE
Di e con Rosanna D’Andrea
Disegni di Ukkigodel

uno scrigno visionario spalancato sul meraviglioso mondo del sesso, con dibattito finale aperto a tutti.
Al centro della scena un’elegante giovane signora con tanto di occhiali, bacchetta e impeccabile carré biondo platino. Accanto, la lavagna su cui scorrono i disegni firmati da Ukkigodel, misterioso alias di un noto disegnatore che collabora da anni con alcune delle maggiori riviste underground italiane. E lo spettacolo entra subito nel vivo.
La signora ci avverte fin dall’inizio: a lei i film porno non piacciono, perché sono fatti male. “Bisognerebbe fare porno più belli, e soprattutto affettuosi!” spiega ispirata “Così ne ho scritto uno io. Tutti lo lodano ma nessuno lo vuole produrre. Per questo ho deciso di raccontarvelo”. Ed ecco, un magico scrigno si spalanca sul meraviglioso mondo del sesso immaginato dall’autrice. Naturalmente declinato in tutte le sue pratiche perché, come dice il Reverendo Cooper, l’unica vera perversione è usare sempre la stessa posizione per tutta la vita.
Lo story-board del film inattuato scorre sulla lavagna, mentre la protagonista ci racconta le gioie di un sesso democratico, pensato per tutte le età e per ogni gusto. Nella storia infatti lo fanno proprio tutti: giovani e vecchi, belli e brutti, etero e gay, in uno, in due o in tanti. C’è perfino un alieno.
Grazie a un divertito gioco tra sogno e realtà che alterna momenti casalinghi a sfrenate fantasie lisergiche, nella singolare cornice della Jugoslavia di Tito si consumano intrecci narrativi sorprendenti. Il risultato, visionario come in un film del primo Almodovar, è un porno edificante formato famiglia. Con happy end garantito: alla fine tutti sono soddisfatti e felici, perché “fare l’amore è meglio di non farlo”.
Rosanna D’Andrea viene da Novara ma poi ha girato molto. Nasce artisticamente nei primi anni ’80, quando è ancora adolescente. Ha tanto tempo e perciò non si fa mancare un diploma alla Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova. Si introduce così nel circuito ufficiale dello spettacolo (Teatro della Tosse, cinema d’autore, un po’ di tv). Nei primi anni ’90 arrivano il RAP e la computer grafica: firma insieme al maestro fumettaro Ugo Delucchi, 2 diari scolastici voluti dalla Pigna e distribuiti dalla Upim, vale pena di ricordare almeno ‘ Il Diarino di Moskino ‘. Con lui e altri fonda la Posse MDB MadreDiddioBossa e per un po’ di anni gira nei Centri Sociali. Dopo la crisi del ’92 diventa stilista di strada e apre il suo banchetto di artigianato vario, pur continuando a fare l’attrice; condensa l’esperienza nel primo libro che le viene pubblicato, nel 2004 Manuale X Bankettari (come vendere le mutande x fare il Cinema). Si trasferisce poi a Bologna, dove fonda con altri colleghi l’associazione culturale Il Volo delle Fenici che organizza eventi a sostegno dell’artigianato artistico. Si sposta infine a ROMA dove contribuisce a fondare l’associazione culturale CineAirone. Collabora a lungo con le storiche riviste Il Male e Frigidaire usando lo pseudonimo Rozanita Mc Andrew.
4.10.18
 

SEI. E DUNQUE, PERCHÉ SI FA MERAVIGLIA DI NOI?

La Pelanda 11 settembre 2018 Short Theatre – Teatro 2
Fortebraccio Teatro
SEI. E DUNQUE, PERCHÉ SI FA MERAVIGLIA DI NOI?


Teatro 1h10′
drammaturgia e regia Roberto Latini
musica e suono Gianluca Misiti
luci e direzione tecnica Max Mugnai
assistente alla regia Alessandro Porcu
consulenza tecnica Luca Baldini
collaborazione tecnica Daria Grispino
con PierGiuseppe Di Tanno
produzione Fortebraccio Teatro
con il sostegno di Armunia Festival Costa degli Etruschi
con il contributo di MiBACT, Regione Emilia-Romagna

L’ultima produzione di Fortebraccio Teatro indaga la metateatralità dei Sei personaggi in cerca d’autoredi Pirandello e la sollecita fino a farne una performance drammaturgica che si conclama nei becchini dell’Amleto di Shakespeare. Un solo attore in scena, PierGiuseppe di Tanno, come fosse il settimo dei Sei personaggi in cerca d’autore, è confinato nelle parole tutte e a queste abbandonato. La reclamanza, l’urgenza, insieme alla resistenza al palcoscenico, sono la condizione intorno alla quale e dalla quale Fortebraccio Teatro vuole muovere. Quanto tenterà di fissare, trattenere, si sa già essere nella delicatezza del poco e del niente.
Questo è davvero ciò che interessa.
Fortebraccio è una compagnia teatrale riconosciuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo dal 1999. Volta alla sperimentazione del contemporaneo, alla riappropriazione dei classici e alla ricerca di una scrittura scenica originale, vive della collaborazione artistica di Roberto Latini, Gianluca Misti e Max Mugnai. Roberto Latini è attore, autore e regista. Si è formato a Roma presso il Mulino di Fiora, Studio di Recitazione e di Ricerca teatrale diretta da Perla Peragallo, dove si è diplomato nel 1992. Direttore del Teatro San Martino di Bologna dal 2007 è il fondatore della compagnia Fortebraccio Teatro. Ha ricevuto il Premio Ubu 2017 come Miglior Attore per lo spettacolo Cantico dei Cantici.
Gianluca Misti è musicista e compositore; lavora per il cinema e per il teatro. Ha ricevuto nel 2015 il premio speciale Telesio D’Argento al Festival “La primavera del Cinema Italiano” per la colonna sonora del film di E. Leo, Noi e la Giulia. Ha ricevuto il premio Ubu 2017 nella categoria Miglior progetto sonoro o musiche originali per lo spettacolo Cantico dei Canticii.
Max Mugnai inizia a lavorare nell’ambito teatrale nel 1991. Ha collaborato con diverse compagnie di teatro e danza del panorama italiano, tra cui Le Belle Bandiere, Sistemi Dinamici Altamente Instabili, Diablogues, Farneto Teatro. Ha firmato le luci de L’onorevole (2015) e di Assassina (2017) per la regia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi.

www.fortebraccioteatro.com
4.10.18
 

Combattimento

La Pelanda 14 settembre 2018 Short Theatre Studio 1
Muta Imago
Combattimento

Performance 45′
prima assoluta
regia Claudia Sorace
con Annamaria Ajmone, Sara Leghissa
drammaturgia e suono Riccardo Fazi
direzione tecnica Maria Elena Fusacchia
costumi Fiamma Benvignati
organizzazione Martina Merico
produzione Muta Imago
con il sostegno di Angelo Mai
Compagnia finanziata dal Mibact

Combattimento indaga il concetto di amore come guerra, della seduzione come conquista, del desiderio come abbandono di uno stato di tranquillità per entrare in una dimensione di mistero e perdita di sé. Tutto ruota intorno ai corpi delle due performer in scena e alla relazione che queste instaurano nel tempo della performance: l’obiettivo è quello di condividere con il pubblico l’esperienza di due persone che cercano di uscire da loro stesse, di trasformarsi per arrivare a incontrare l’altra, attraverso il gesto della danza. Combattimento è una performance che ha la forma di un contest selvaggio e animale, che parte dallo studio del concetto di “mating” (l’insieme dei movimenti rituali che gli uccelli eseguono per attivare il desiderio e convincere il partner della propria forza e sensualità), attraversa l’ Après-midi d’un faune di Nijinski e arriva fino a Sergio Leone. Un movimento circolare e ipnotico che cerca di investigare l’amore come spinta del desiderio, il desiderio come esibizione di sé, e l’amplesso come scambio e annullamento di identità.
Muta Imago è una compagnia teatrale e un progetto di ricerca artistica nato a Roma nel 2006. Vive tra Roma e Bruxelles. È guidata da Claudia Sorace, regista, e Riccardo Fazi, drammaturgo e sound designer. È composta da tutte le persone che sono state, sono e saranno coinvolte nella realizzazione dei lavori. È alla continua ricerca di forme e storie che mettano in relazione la sfera dell’immaginazione con quella della realtà presente, umana, politica e sociale. Per questo realizza spettacoli, performance, installazioni, dove lo spazio è quello del rapporto e del conflitto tra l’essere umano e il suo tempo.

www.mutaimago.com
4.10.18
 

LEAVE THE KIDS ALONE


La Pelanda 14 settembre 2018 Short Theatre Atelier

VicoQuartoMazzini
LEAVE THE KIDS ALONE

Installazione sonora
prima assoluta
ideazione, progettazione e realizzazione VicoQuartoMazzini
testo in audio tratto da Aeroplani di Carta di Elise Wilk; traduzione Roberto Merlo
voci recitanti Michele Altamura, Simonetta Damato, Gabriele Paolocà
suono Alessandro De Rocco
foto Valerio Polici
registrato al REH studio – MAT Terlizzi(Ba)

nell’ambito di Fabulamundi Playwriting Europe
Viviamo in un mondo violento e lo impariamo sin da piccoli. Crescere, entrare nel mondo dei grandi, vuol dire scendere a patti con quella violenza e poi scegliere da che parte stare.
LEAVE THE KIDS ALONE è un’esperienza immersiva, un’installazione dove convivono elementi visivi e sonori che appartengono all’universo infantile e adolescenziale. Una stanza dei giochi, richiamo dei luoghi dell’infanzia, dove s’insinua l’elemento sonoro, una registrazione dove viene raccontata la storia di Miki, un adolescente bullizzato da alcuni coetanei che, per uscire da quella situazione, deciderà di compiere un gesto estremo.
Lo spettatore si ritroverà ad ascoltare il dramma come se fosse una favola raccontata a dei bambini ancora alle prese con il mondo dei giochi, come una premonizione che si staglia su di loro, come una cassa di risonanza volta a smuovere le radici profonde del suo primo incontro con la violenza.
La storia narrata è tratta da Aeroplani di carta dell’autrice rumena Elise Wilk, uno dei testi scelti da Fabulamundi Playwriting Europe per il sostegno e la promozione della drammaturgia contemporanea in Europa.
LEAVE THE KIDS ALONE è uno dei progetti vincitori del bando di produzione promosso da PAV, Short Theatre e Teatro i nell’ambito di Fabulamundi Playwriting Europe.
Raccontare mondi al contrario per riuscire a comprendere il nostro, stimolare il surreale per non giustificare il presente. E’ questa la sfida di VicoQuartoMazzini, progetto nato nel 2010 che attinge alla forma spettacolare nei modi più disparati. In primis il teatro, ma anche radio, video e installazione, in un continuo movimento di ricerca volto a scoprire nuove prospettive del reale. VQM è guidata da Michele Altamura e Gabriele Paolocà, che sono attori, registi, autori, a volte scenografi, a volte light designer, ma negli anni ha coinvolto numerosi artisti che l’hanno accompagnata nel suo percorso d’indagine artistica.

www.vqmteatro.com
4.10.18
 

IF, IF, IF, THEN


La Pelanda 6 Settembre 2018 Short Theatre Studio 1

Jacopo Jenna
IF, IF, IF, THEN

Danza 40’
concept, regia e coreografia Jacopo Jenna
musica Caterina Barbieri
danza e collaborazione Nawel Nabù Bounar, Sly, AndreaDionisi
direzione tecnica e disegno luci Giulia Broggi
organizzazione Luisa Zuffo
print designer Alessandra Tempesti
costumi Eva Di Franco
produzione KLM – Kinkaleri, Le Supplici, Mk
co-produzione Centrale Fies, Danae Festival nell’ambito di Next 2018 / Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo / Edizione 2018/19
con il supporto di Bolzano Danza

IF, IF, IF, THEN è una serie probabilistica, un algoritmo sull’evoluzione. Uno dei principi del Darwinismo universale è che ogni informazione che subisca variazioni e sia selezionata produrrà progetto. La coreografia tende a ricollocare culturalmente grammatiche diverse di movimento, definendo una forma astratta di costruzione ed osservazione della danza. Una stratigrafia profonda, di immagini su immagini; una sotto l’altra, una dopo l’altra, costituendo un infinito palinsesto di dati visivi, situati nei giacimenti iconografici dei nostri repertori, dei nostri archivi e, soprattutto, della nostra influenza memetica. Il corpo vuole essere presentato come la realizzazione di un potenziale virtuale di innumerevoli stati materiali, che solo in parte si concretizzano nel tempo attraverso un processo continuamente ridefinibile. I danzatori sono contenitori postmoderni, un insieme articolato di riferimenti ibridi legati alle varie forme di street dance e alle pratiche della danza contemporanea, con le quali possono spostarsi in un secondo da questo a quel codice, senza tuttavia mai trovare un terreno stabile su cui sostare.
Jacopo Jenna è un coreografo, performer e filmaker. La sua ricerca indaga la percezione della danza e la coreografia come una pratica estesa, generando vari contesti performativi in cui ricollocare il corpo in relazione al movimento. Laureato in Sociologia si forma nello studio della danza presso Codarts (Rotterdam Dance Academy). Ha collaborato in Europa con compagnie stabili, progetti di ricerca coreografica, artisti visivi e musicisti.
Caterina Barbieri è una compositrice bolognese attualmente residente a Berlino. Il focus minimalista della sua musica sorge da una meditazione sulle forme d’onda semplici e l’esplorazione del potenziale polifonico e poliritmico dei sequencers. La sintesi e la permutazione estatica di pattern sono i mezzi principali tramite cui stilizzare i suoni in severe geometrie di tempo e spazio, nel confine tra minimalismo, drone e techno.

www.jacopoj.it
4.10.18
 
 
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