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Ascoltate


Teatro Vascello 5 novembre 2015 Festival Teatri di vetro 9
ASCOLTATE!
Cartoline a Roma
di Gianni Farina e Consuelo Battiston regia di Gianni Farina
con Consuelo Battiston
e con i contributi di Luigi Dadina e Vittorio Giacopini 
progetto sonoro di Mirto Baliani
scene di Laura Bulzaga
raccolta del materiale, interviste e traduzioni a cura di Beatrice Buzi e Ludovico Orsini Baroni
organizzazione Neera Pieri
una coproduzione Teatri di Vetro/E-production
Tra settembre e ottobre i turisti stranieri che hanno alloggiato a Roma sono stati importunati da una moltitudine di questionari e interviste; il materiale raccolto è stato tradotto, selezionato e infine assemblato per cercare di restituire le impressioni che la città e i suoi abitanti hanno lasciato ai visitatori. Ascoltate dunque la voce dei turisti che hanno condiviso il loro tempo e il loro denaro con i romani, ascoltate un concerto di cartoline inviate da Roma a Roma, una bacheca sonora che intende testimoniare la vocazione turistica della città e il mutamento antropologico che ha riesumato i cocchieri, i santi e i centurioni. Cartoline a Roma è la prima voce di Ascoltate! una raccolta di interventi performativi dedicati alle città italiane. Ciascuna voce cerca di amplificare (generando una distorsione involontaria) la prospettiva di una categoria di persone ritenuta in qualche modo rappresentativa per la città ospite.
22.6.16
 

A vostra completa disposizione

Teatro dell’Orologio 22 Maggio 2016
Compagnia Sasiski di Roma 
A vostra completa disposizione! 
scritto, diretto e interpretato da Alessandro Blasioli
supervisione artistica Giancarlo Fares
cast tecnico Davide Mattei
Perchè l'importante è sentirsi a casa.
A Vostra completa disposizione! racconta in maniera irriverente la sventurata storia vissuta da una famiglia aquilana a seguito del terremoto abruzzese del 6 Aprile 2009 e la successiva presa di coscienza da parte di Paolo, il più piccolo della famiglia, di tutto ciò che ne è derivato. Obiettivo dello spettacolo è avvicinare il pubblico alla realtà aquilana, che porta ancor oggi i segni dell’inefficienza della macchina statale, mettendo lo spettatore dinnanzi allo scenario distopico aquilano, immagine riflessa dell’Italia di oggi.
Miglior Corto e Miglior Attore Gran Premio 2.0 Sala Teatro GP2, Roma, 2015  Alessandro Blasioli, abruzzese, è attore e cantante. Diplomato presso l’AccademiaEutheca di Roma, ha preso parte alla XXVIII ed. del Todi Festival e alla XX ed. del Fontanonestate. E’ fondatore della Compagnia Sasiski!, con la quale lavora in Italia e all’estero. Studia Commedia dell’arte in Francia con Carlo Boso.
22.6.16
 

Radio P - 9° Puntata - Venerdì 17 giugno

Venerdì 17 giugno ore 17.30
Open Poetry

RADIO P 
Penultimo

tramontata è la luna

di e con

Giovanni Greco, Gianluca Riggi, Maria Cristina Zerbino

e la partecipazione straordinaria di


Flavio Ciancio 





Sono le 17.30 e va in onda l'ennesima puntata di RadioP - Tramontata è la Luna, storico programma condotto da Vainamonen, ZorbaG, e HonzaC. Da Venerdì 8 Aprile in via sperimentale on line connettendosi al seguente link : htpp://www.e-performance.tv/p/live.html o sul canale you tube di e-performancetv. Potete anche venirci a trovare dal vivo al Teatro Tordinona - Sala Strasberg (la prenotazione è obbligatoria) Il numero per intervenire in diretta è il 0039 328.2783807 (attivo solo il venerdì dalle 17.00 alle 19.00)

Torna dopo tre anni “RadioP”, la Radio della Poesia e della Pazzia, la Radio della Passione e della Paura. Sono trascorsi tre anni di silenzio, tre anni in cui il mondo, l’Europa, l’Italia, sono cambiati, si sono succeduti nuovi presidenti e nuovi ministri, nuovi arrivi e nuove partenze, ma tutto è rimasto tremendamente uguale, anzi quella realtà profeticamente annunciata dai tre conduttori radiofonici è ora sempre più attuale e vicina. Questa è l’ultima ora: allo scoccare della mezzanotte, insieme con la chiusura del programma, chiuderà per sempre anche la radio. Gli spettatori spiano i tre conduttori sempre più inquieti che, come tutte le notti da più di dieci anni, portano avanti il programma con le sue rubriche, i suoi approfondimenti, i suoi giochi e non sanno, o forse sì, di essere visti, loro che sono abituati ad essere sempre e soltanto ascoltati e ad ignorare gli inquietanti segnali che giungono dall’esterno.

La messa in scena ripropone dal vivo uno studio radiofonico dove i tre conduttori giocano, vivono, si vedono morire lentamente, in una società che non li vuole, che non sa che farsene della Poesia e che riesce ad alimentare solo ed esclusivamente Paura. Un viaggio all’interno della poesia classica e contemporanea, un viaggio all’interno del mito, attraverso il gioco, e la leggerezza iniziale, i tre protagonisti conducono gli spettatori e/o radioascoltatori nella violenza non dichiarata e non vista del nostro presente.

Il mondo esterno sta per irrompere violentemente nello storico studio da un momento all’altro. Fino a qui tutto bene!
13.6.16
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TAKE HEED - Prestate Attenzione

Pomeridiana delle 17,00


Serale delle 21,00


Il Liceo Scientifico Amedeo Avogadro - Roma

Presenta:
TAKE HEED
Prestate attenzione

Laboratorio spettacolo a cura di Andrea Martella
12.6.16
 

Donna non rieducabile

Teatro Argot Studio 14 Maggio 2016
TEATRO DELLE DONNE
DONNA NON RIEDUCABILE
MEMORANDUM TEATRALE DI ANNA POLITKOVSKAJA 
di Stefano Massini
un progetto di e con Elena Arvigo
Lo spettacolo aderisce alla campagna di Amnesty International “Verita’ per Giulio Regeni” e al crowdfunding per la 22esima edizione di “Scena Sensibile” .
In occasione dei 10 anni dalla morte della giornalista russa Anna Politkovskaja, Elena Arvigo torna all’ Argot Studio con Donna non rieducabile, memorandum teatrale su Anna Politkovskaja. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro delle Donne – centro nazionale di Drammaturgia  che mise in scena per la prima volta nel 2007, a solo sette mesi dalla morte della giornalista,  il testo “Donna non rieducabile dell’ autore e regista allora residente al teatro delle Donne, Stefano Massini.
Donna non rieducabile è un memorandum immaginario ispirato ai reportage di Anna Politkovskaja, nota per il suo impegno sul fronte dei diritti umani, per i suoi reportage dalla Cecenia e per la sue critiche al Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, assassinata Il 7 ottobre 2006, nell’ascensore del suo palazzo, mentre stava rincasando. Il testo è composto da una serie di istantanee, “quadri”, che propongono esperienze, situazioni, atmosfere e stati d’animo e accompagnano il pubblico in un viaggio nelle terre russe e cecene. Un percorso tra i racconti della giornalista russa che l’attrice ripropone con grande intensità e immedesimazione. Un monologo di forte impatto e attualità in grado di stimolare il pubblico e  far riflettere sul tema della libertà di stampa e la responsabilità del sapere.  Questo spettacolo fa parte del progetto Le imperdonabili, una serie di studi iniziato nel 2013 su figure di donne, mitiche e reali, legate dal filo rosso della guerra, donne imperdonabili perché testimoni scomode della realtà che le circonda. Donne che scelgono di non tacere e resistere – resistere ed agire. L’atto giornalistico e l’atto poetico diventano così simbolo e testimonianza di una resistenza del pensiero.
29.5.16
 

Allegro ma non troppo

Teatro dell’Orologio 22 Maggio 2016
Flaminia Chizzola di Roma 
Allegro ma non troppo 
di Flaminia Chizzola - idea di Ylenya Cammisa
regia Flaminia Chizzola, Diletta Masetti
con Diletta Masetti
Che avete da guardare?
Per una volta è l’opera d’arte a osservare chi la osserva… E che opera d’arte: la donna più famosa del mondo, la Monna Lisa. 
Il quadro di una donna diventa il quadro di tante donne, costantemente esposte allo sgurado degli altri, uno sguardo che impone di sorridere, sempre e comunque, di non mostrare mai debolezze, di non svelare a nessuno quello che c’è dietro un sorriso. 
Dietro la sua cornice, Monna Lisa dialoga con i visitatori-spettatori che la guardano senza comprenderla, che si meravigliano perché è meno grande, meno bella, meno… di come se l’aspettavano. Per una volta Monna Lisa risponde a tante critiche e ci mostra il suo volto di donna, ma non troppo.
29.5.16
 

Dissolvenza

Teatro dell’Orologio 22 Maggio 2016
Fenice dei Rifiuti di Milano 
Dissolvenza 
scritto e diretto da Alessandro Veronese
con Laura Angelone e Michela Giudici
cast tecnico Alessandro Veronese
Una a te e una a me. Una a te e una a me. Che il gioco abbia inizio. Che tutto abbia fine
Sara. Claudia. Sorelle. Adolescenti. Poi un sabato sera tornate a casa e c'è vostra madre in bagno, che non respira più, la vita rapita da quel rasoio che le è scivolato dalla mano. E tutto quel sangue non l'hai più ripulito. Si è attaccato alle tue braccia e al tuo ventre, Sara, che ogni giorno riproduci sulla tua pelle il disegno di quella notte di qualche anno fa. Aprire varchi per far uscire il dolore.
Non c'è traccia di sangue sul tuo corpo florido e pieno, Claudia, ma a te il sangue è rimasto attaccato all'anima. Per mesi c'è stato solo il silenzio. Poi, quando hai ricominciato a parlare, di anni non ne avevi più sedici. Sei tornata in quell'istante della tua vita in cui tutto, per forza, deve andare bene. In cui tutto era intatto, e indistruttibile. Vi ammazzereste da quanto vi amate. Vi ammazzereste da quanto non riuscite a sopportarvi più. Le vostre pastiglie, davanti a voi. Belle, tante, colorate. E allora avanti, che il gioco abbia inizio. Che tutto abbia fine. Una a te e una a me. Una a te. E una a me. Una a te e una a me. Una a te....
Vincitore Festival Corto Circuito (premio Giuria e premio Pubblico), Roma, 2007 
Miglior corto, Miglior regia, Miglior attrice Festival Sipario Sapienza, Roma, 2007 
Vincitore Festival del Corto Teatrale, Castellarquato (PC), 2007 
Vincitore Teatro Edi - Barrio’s, Festa del Teatro , Milano, 2007 
Vincitore Festival Frammenti, Frascati (RM), 2007 
Miglior attrice Festival Schegge d'Autore, Roma, 2008 
Vincitore tappa di selezione, semifinale e finale concorso "Non più di venti", Torino, 2014 
Vincitore tappa di selezione concorso "Teatri Riflessi", San Lorenzo sul Mare (IM), 2015
29.5.16
 

Due

Teatro dell’Orologio 22 Maggio 2016
I Propedeutici di Bologna 
Due 
diretto e interpretato da Agnese Mercati e Tomàs Acosta
cast tecnico Alessandro Businaro
E' la storia più antica del mondo: due persone s’incontrano, si danno la mano e si tuffano nel vuoto DUE è una messinscena densa e vivace di una storia d’amore, raccontata solo col respiro del corpo dei due attori. Nessuna parola, nessuna soluzione. La scena è riempita da una scala e dalla musica di Tchaikovskj. Nello spazio creato da queste due presenze, si muovono loro: R e G, lui e lei, nero e bianco. 
Le due anime che oscillano come piume in questa altalena di gioco e paura, amore e morte, sono protagonisti di una storia che è scritta in tutti i libri del mondo, che ispira le canzoni che vi piacciono e vi parlano, che si scrive in un sussulto davanti ai vostri occhi, che continuerete a scrivere voi dopo aver visto questa pantomima luminosa, che è scritta da sempre: due persone s’incontrano, si danno la mano e si tuffano nel vuoto.
29.5.16
 

La collezione

Teatro dell’Orologio 22 Maggio 2016
Focus_2 di Roma 
La collezione 
di Ania Rizzi Bogdan, Eleonora Gusmano
regia Davide Sacco
con Ania Rizzi Bogdan, Eleonora Gusmano - e con Giuseppe Ragone (voce off)
scenografia Gaetano Verde
cast tecnico Edoardo Basile
Vera è una bambola, che porta l’amore sospira e si lagna ma sotto un lampione Prostituta tra le tante vittime della “tratta delle bianche”, nella notte precedente a un aborto, Vera resta intrappolata nei suoi incubi: è una bambola, tra le grinfie di una sadica e oscura presenza femminile. Verità e fantasia si confondono nell’esplorazione dei ricordi e delle aspirazioni di Vera, madre-bambina e donna desolata, faccia a faccia con un’alterità che può assumere le sembianze della governante, della maitresse, o di un cliente tra i tanti. 
La Compagnia nasce a Roma dall’incontro tra due attrici, E. Gusmano e A. Rizzi Bogdan. Il Primo spettacolo prodotto dalla compagnia è Mis (s) fit di S. Sgambati che debutta al ROMA FRINGE FESTIVAL 2014. A partire dalla riflessione dei temi trattati in Mis(s)fit nasce il secondo spettacolo, La collezione, regia di D.Sacco, FINALISTA al concorso Nazionale I Corti Teatrali al Teatro dell'Angelo, Roma come MIGLIOR INTERPRETAZIONE. Nel 2015 la compagnia inizia ad occuparsi di formazione nelle scuole e per mezzo di corsi a privati. Presso la sede della Compagnia, al Pigneto, Roma. Nell'anno 2016 la Compagnia produce La durata dell'invenrno scritto e diretto da Giulia Lombezzi che debutterà ad aprile in Puglia, che ancora una volta si propone di addentrarsi nello studio delle dinamiche relazionali femminili, questa volta in chiave più verosimile e cinematografica.
29.5.16
 

Sono morta anch'io 

Teatro dell’Orologio 20 Maggio 2016
Atto Nomade Teatro di Roma
Sono morta anch'io
scritto, diretto e interpretato da Marzia Ercolani
aiuto regia Luigi Acunzo
assistenti alla regia Mirko Miri, Giorgia Paccione, Elena Tenga
training danza Alessandra Cristiani
training clown Fiora Blasi
scenografia Carola Rossini
luci e fonica Giorgio Carugno
grafica Nicoletta Colarusso, Flavia Mascoli
fotografi di scena Matteo Nardone, Carlotta Tucciarone
Il mio naso ti cerca, si allunga. Tanto più grande è la distanza da te, tanto più cresce per sniffarti il cuore
Sono nata strappando le viscere di mia madre oppure ancor prima? Come riconoscere il seme originario? Nei sogni forse. Dall’altra parte dello specchio. Nel tempo immobile delle fiabe, accolgo il sussurro di una voce interiore, di una Fetocchia. Bambola, bambina, donna. Un luogo onirico, una stanza dell'anima. Quel pezzo di legno che grida “ahi” mentre viene scolpito, mi ha coinvolta in un sogno collodiano.  Del famoso testo una sola frase, “Sono morta anche io”, prima battuta della bambina dai capelli turchini. La mia riflessione coinvolge l'educazione come forma di potere, la cultura di matrice cattolica, la realtà gerontocratica italiana, il paese dei balocchi, ossia il Teatro, il gioco, uccisi dalla società, Lucignolo, il cui vero nome è Romeo, fool shakespeariano, emblema dell’artista indipendente reietto.  Rifletto sui padri che non sanno nuotare, sulle madri giudicanti, sul mondo artistico non riconosciuto, sulla scuola che non appassiona, sulla coscienza interiore che ripete all'inconscio le volontà del sistema. Quel burattino deposto sulla sedia cosa direbbe se potesse risvegliarsi? La drammaturgia procede per finestre poetico oniriche, non segue una logica narrativa. Un viaggio verso l’origine di se stessi, verso quell’istinto sgambettante, credulone, giocoso che viene dimenticato.
Se tutti ne avessimo cura, saremmo adulti più veri.
Testo selezionato Quaderni di scena 2012 nuova drammaturgia contemporanea Teatro Argentina  Marzia Ercolani: attrice, autrice, regista. Diplomata in recitazione al Centro Internazionale La Cometa. Spe-cializzata con numerosi pedagoghi, conduce laboratori. Per anni membro della compagnia “Triangolo Scale-no Teatro”. Nell’organizzazione delle prime tre edizioni del Festival Teatri di Vetro. Fonda Atto Nomade Teatro. Come drammaturga, interprete e regista: “Sono morta anche io - testamento turchino di una fetocchia d’eccezione” (testo selezionato da Quaderni di scena 2012 nuova drammaturgia contemporanea, Teatro Ar-gentina), “Munne - ‘O munno differente”, “Altrove”. Scrive sceneggiature, pubblica racconti per La Fornace. Raccolte poetiche: Diversamente Abile (ed. Jocker), Ore illegali (Ed. Alterego). In scena con il musicista Stefano Scarfone ne “I colori maturano la notte - confessioni di una diversa Alda Merini”.
28.5.16
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Inossidabile miele

Teatro dell’Orologio 19 Maggio 2016
Teatro dei Naviganti di Messina 
Inossidabile miele 
scritto, diretto e interpretato da Domenico Cucinotta
collaborazione artistica Sumako Koseki
tecnico luci e audio Mariapia Rizzo
Di questo amore voglio parlare danzando
Ho voluto raccontare, attraverso il linguaggio del corpo e la lingua dei segni, ciò che le parole a volte non dicono, se non quando si compongono in poesia. Ho voluto dire di Michele Cucinotta Oteri, poeta, e del suo bisogno d'amore. Cercavo come raccontare la "muta” voce di un poeta. Sentivo che il linguaggio doveva essere fisico, corpo traspirante, come la materia della parola poetica, lanciata e donata al caso. Lo spettacolo contiene una ispirazione: la traduzione, attraverso il linguaggio dei segni, della canzone "The man i love" di Gershwin, eseguita nello spettacolo "Nelken" di Pina Bausch. La mia ricerca doveva consistere nel reinventare i segni, scomporli, come cercare di dire e non dire, per scelta o per impossibilità. Il tema di "The man i love" ricorre più volte. E’ un pensiero dolce e ossessivo. Cresce l'urgenza di comporre un discorso, sia pure di segni, che bisogna comprendere con amore. All'interno della struttura si sviluppa l'improvvisazione che ricerca continuamente la forma e la sua mancanza. 
Il Teatro dei Naviganti è un gruppo di ricerca e sperimentazione teatrale. Negli anni l’attenzione del gruppo si è rivolta sempre di più allo studio dell’azione come risultato della esatta corrispondenza e contemporaneità tra l’azione fisica/vocale ed i moti dell’interiorità, in uno sviluppo di improvvisazione strutturata che porti all’atto scenico contingente. Naturale un approfondimento delle tecniche della danza.
28.5.16
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Radio P - 8° Puntata - Sabato 28 maggio

Sabato 28 maggio ore 17.30
Open Poetry

RADIO P 
"La nave dei Folli"

tramontata è la luna

di e con

Giovanni Greco, Gianluca Riggi, Maria Cristina Zerbino

e la partecipazione straordinaria di


Flavio Ciancio 





Sono le 17.30 e va in onda l'ennesima puntata di RadioP - Tramontata è la Luna, storico programma condotto da Vainamonen, ZorbaG, e HonzaC. Da Venerdì 8 Aprile in via sperimentale on line connettendosi al seguente link : htpp://www.e-performance.tv/p/live.html o sul canale you tube di e-performancetv. Potete anche venirci a trovare dal vivo al Teatro Tordinona - Sala Strasberg (la prenotazione è obbligatoria) Il numero per intervenire in diretta è il 0039 328.2783807 (attivo solo il venerdì dalle 17.00 alle 19.00)

Torna dopo tre anni “RadioP”, la Radio della Poesia e della Pazzia, la Radio della Passione e della Paura. Sono trascorsi tre anni di silenzio, tre anni in cui il mondo, l’Europa, l’Italia, sono cambiati, si sono succeduti nuovi presidenti e nuovi ministri, nuovi arrivi e nuove partenze, ma tutto è rimasto tremendamente uguale, anzi quella realtà profeticamente annunciata dai tre conduttori radiofonici è ora sempre più attuale e vicina. Questa è l’ultima ora: allo scoccare della mezzanotte, insieme con la chiusura del programma, chiuderà per sempre anche la radio. Gli spettatori spiano i tre conduttori sempre più inquieti che, come tutte le notti da più di dieci anni, portano avanti il programma con le sue rubriche, i suoi approfondimenti, i suoi giochi e non sanno, o forse sì, di essere visti, loro che sono abituati ad essere sempre e soltanto ascoltati e ad ignorare gli inquietanti segnali che giungono dall’esterno.

La messa in scena ripropone dal vivo uno studio radiofonico dove i tre conduttori giocano, vivono, si vedono morire lentamente, in una società che non li vuole, che non sa che farsene della Poesia e che riesce ad alimentare solo ed esclusivamente Paura. Un viaggio all’interno della poesia classica e contemporanea, un viaggio all’interno del mito, attraverso il gioco, e la leggerezza iniziale, i tre protagonisti conducono gli spettatori e/o radioascoltatori nella violenza non dichiarata e non vista del nostro presente.

Il mondo esterno sta per irrompere violentemente nello storico studio da un momento all’altro. Fino a qui tutto bene!
27.5.16
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La tana

Teatro dell’Orologio 19 Maggio 2016
Compagnia ZiBa di Prato 
La tana 
drammaturgia collettiva Laura Belli, Lorenzo Torracchi e Marco Cupellari
regia Marco Cupellari
con Laura Belli, Lorenzo Torracchi
tecnico luci Chiara Nardi
Morire è tremendo, ma l'idea di morire senza aver vissuto è insopportabile
Entrare nella Tana è immergersi in un mondo altro e familiare allo stesso tempo; due esseri si sono scavati il loro nido, comodo e chiuso, vi si sono accoccolati e rotolati e, un indefinito tempo dopo, lo spettatore li trova lì, cristallizzati, un po' ammuffiti. 
Attraverso lo strato di muffa e terra, riesce ancora a intravedere gli esseri umani che furono, quasi familiari appunto, ma ormai diventati altro: due grotteschi personaggi, che, come topi, vivono nella loro tana: ballano, mangiano, giocano, dormono, guardano peppa pig.
E fuori? Cosa succede? É un fuori visto, parlato, raccontato, ma non più vissuto. É sempre lì, presente nella sua assenza; dalla finestra ne arrivano gli echi: una festa di paese, piovono rane, si instaura una dittatura, qualcuno si sposa, il parlamento salta in aria. 
Il fuori bussa, domanda, ma loro non sanno o non vogliono rispondere. La domanda, però, resta, bussa, anche da dentro, e, per non sentirla, bisogna fare; qualcosa, qualunque cosa. Ignorarla, tamponarla anche a costo di... 
Fondata nel 2012, è una compagnia fieramente ibrida, felicemente instabile e fermamente mobile, che dialoga con il teatro di ricerca come con il teatro popolare e di strada, mescolando i linguaggi a suo piacimento e a piacimento, si spera, del pubblico. Nel 2014-15 arriva la prima produzione di ricerca e drammaturgia contemporanea: LA TANA, che raccoglie consensi in diverse realtà italiane e riceve i riconoscimenti nazionali: 
Selezione Premio Cassino OFF 2016 
Premio Incroci Teatrali 2015 
Menzione speciale Premio Museo Cervi 2015 
Premio Docenti Giovani Realtà del Teatro 2014 
Premio del Pubblico Anna Pancirolli 2014
26.5.16
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Le tre vecchie

Teatro dell’Orologio 20 Maggio 2016
Teatro C.A.S.T. di Ascoli 
Le tre vecchie 
di Alessandro Jodorowsky
regia Alessandro Marinelli
con Rossana Candellori, Elisa Maestri, Romana Romandini, Silvia Maria Speri
aiuro regia Valter Finocchi
scene, luci e effetti video Pietro Cardarelli
costumi Marilena Cincipirini
maschere Anna Sances
scnotecnica Tommaso Tosti
L'unica verità è la verità dell'illusione
Le vecchie contesse De Felice, nobili gemelle decadute, sono affette da un grave disturbo psichico: rimuovono sistematicamente il loro misterioso passato, lo distorcono, s’imbellettano come fanciulle in fiore nella speranza di attrarre spasimanti che le salvino dalla miseria e che le rendano madri, senza alcun pensiero alla sterilità anagrafica in cui sono ormai confinate. 
Paradossalmente, ora che la vecchiaia le ha ormai divorate, nei loro corpi appassiti rinverdiscono le tensioni sessuali della giovinezza, la loro carne risente la morsa d’un piacere malato, consumato anni addietro in modo aberrante, nel perimetro angusto delle mura domestiche. 
Osservandole, mi tornano alla memoria le parole con cui Pirandello descriveva il sentimento del contrario: “Vorremmo ridere, ma il riso non ci viene alle labbra schietto e facile; sentiamo che qualcosa ce lo turba e ce l’ostacola”. E infatti, mentre l’intreccio procede in costante bilico tra la pochade e il GrandGuignol, avvertiamo il peso d’un dolore insopportabile. Avvertiamo l’abisso.
Ed è appunto l’abisso ciò che più m’interessa indagare, l’orrore da cui origina una devianza, la genesi d’un comportamento non allineato. Perché oggi - come ieri - ciò che è diverso è spesso demonizzato. Invece, prima d’ogni altra cosa, ciò che è diverso dovrebbe essere compreso.
Il Teatro C.A.S.T. nasce ad Ascoli Piceno nel 2002. I suoi membriprovengono dalle arti performative e dalle arti visive. Obiettivo della compagnia è la ricerca di nuove forme espressive capaci di coniugare tradizione ed estetica contemporanea. Ha all’attivo diverse produzioni tra cui Favola d’ombra di Alessandro Marinelli, Metamorphosesda Ovidio, Malamore – monologhi del ‘900, Fremito da “L’innesto” di Luigi Pirandello, La Favola del Figlio Cambiato di Luigi Pirandello, Illusion di Alessandro Marinelli, Le Tre Vecchie da Alejandro Jodorowsky, Zio Vanja di Anton ?echov, La contessina Julie di August Strinberg.
26.5.16
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Anamnesi 

Teatro dell’Orologio 16 Maggio 2016
Teatro della Caduta di Torino 
Anamnesi 
di e con Marco Bianchini
cast tecnico Fabio Bonfanti
Quello che non ti uccide, ti fa fare un monologo
Un monologo che, partendo dalla narrazione di fatti autobiografici, affronta i molteplici aspetti della malattia, attraverso impressioni, ricordi e digressioni più o meno serie. Dalle corsie di un pronto soccorso di provincia al giardino dell’ Eden, passando per la Parigi di fine ‘800 e approdando infine in un reparto di rianimazione.
Il risultato è un monologo in bilico tra comicità e inquietudine, in cui l’esperienza della malattia è diventata il pretesto per un discorso più ampio che approda ad una riflessione sulla fragilità umana, sul rapporto dell’uomo con le malattie e sui cambiamenti che provocano nella vita delle persone.
Marco Bianchini Si è formato all’Ecole Philippe Gaulier di Parigi. Dal 2005 collabora con il Teatro della Caduta di Torino che ha prodotto quattro suoi monologhi. Ha curato la regia di “Madama Bovary” (finalista Premio Scenario 2011) e di “Leopardi Shock”, interpretati da Lorena Senestro.
26.5.16
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M:DEA 

Teatro dell’Orologio 18 Maggio 2016
Testacciolab di Roma 
M:DEA 
di Matilde D'Accardi e Vittoria Faro
diretto e interpretato da Vittoria Faro
sound design Vittoria Faro
visual/light design e scenografia Antonia Pizzola
costumi Nuccia Quintini
E’ necessario che muoiano e se così deve essere io li ucciderò, io che li ho messi al mondo Medea non è la figura mostruosa di madre vendicativa e assassina alla quale la letteratura l’ha condannata, ma la vittima di un destino avverso che la costringe a uccidere i figli per sottrarli al suo persecutore e renderli immortali.
Come una madre profuga che abbandonasse i figli al mare per dare loro, pur nel rischio di perderli, la speranza di un destino diverso. 
Medea è la sacerdotessa contemporanea di un rituale senza tempo, una sorta di Via Dolorosa a cui è condannata per l’eternità: rivivere ogni tragico passaggio del sacrificio in un loop ciclico fino al sacrificio estremo, necessario, nella catarsi della poesis, per il suo stesso superamento. 
Nel costante dialogo fra la protagonista che alterna recitazione live, mimica e danza performativa e la Voice Off che ne rappresenta la più intima conflittualità, si racconta una Medea affranta, pietosa e dilaniata dal conflitto interiore ma anche ribelle, austera e determinata contro i suoi persecutori.  In cinque diversi quadri scenici Medea ripercorre la sua vicenda tragica per flashback slegati dalla consequenzialità temporale degli eventi, come riemergono dalla memoria di una donna disperata e, nel contempo, determinata alla ricerca di una risoluzione catartica alla sua tragedia. 
Vincitore Premio Ignazio Buttitta 2015 
Vittoria Faro, attrice e regista, è responsabile del settore teatro di TestaccioLab. Nel 2012 vince il Premio Siae e la borsa di studio Andrea Biondo di Palermo come migliore attrice siciliana, diplomandosi anche con il massimo dei voti all'Accademia Nazionale D'Arte Drammatica Silvio D'Amico.
26.5.16
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Support : MarXoB
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