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Piccoli crimini coniugali

Teatro Tordinona 9 Dicembre 2018
PICCOLI CRIMINI CONIUGALI
Liberamente tratto da E.E. Schmitt
Con Maria Paola Risa e Giovanni Di Guido
Regia Cristina Aubry
Fino da quando lessi “Piccoli crimini coniugali” rimasi colpita da un andamento brillante da ‘pura commedia’ pervasa però da una nota continua d’inquietudine da thriller.
Dialoghi acuti, raffinatissimi che sotto le intelligenze dei protagonisti nascondono bugie, passioni furibonde e trame da assassini. Schmitt ha il coraggio di mettere a nudo l’animo femminile e quello maschile: Lisa e Gilles, una coppia che si ama eppure diventa crogiolo di violenza e sofferenza profonde. Forse perché uomo e donna potranno amarsi ma mai capirsi fino in fondo. Ripetuti colpi di scena ci portano a raccontare la loro intimità solo a patto che siano entrambi disposti a svelarsi, a mostrare il proprio dolore e la propria autenticità, pena il potersi perdere per sempre o forse, in una possibilità salvifica, a potersi ritrovare su un diverso piano dell’esistenza.
Cristina Aubry
10.12.18
 

Pulcinella e la notte stellata

Teatro Tordinona 12 ottobre 2018
PULCINELLA E LA NOTTE STELLATA
di Renato Giordano
Con Renato Giordano e Maria Elena Pepi (contralto)
Il Brano musicale Serenata a Pulcinella è di Vito Ranucci e Renato Giordano.
°°°
Fabulazione, comicità, scrittura sono gli elementi che costituisconoe la breve messinscena (atto unico) di Pulcinella e la notte stellata, in cui Renato Giordano, autore, regista e interprete nel ruolo di un Pulcinella malinconico e diabetico, esibisce una passione verso Colombina, interpretata da Maria Elena Pepi (contralto), la quale col suo canto ampio ed esteso, crea un’alchimia musicale di canto come elemento portatore di coscienza e forza terapeutica.
Il testo racconta il “canto finale”, l’ultima notte stellata vissuta dall’estroso Pulcinella, che dopo una serata passata a bere e a mangiare maccheroni in osteria, preso da miraggi post prandiali e strambe idee, si reca impudente sotto il balcone di Colombina per infiorettarle etiliche avances.
“Versatilità” è la parola chiave che permette di comprendere – in maniera il più possibile esaustiva – le modalità di scrittura teatrale di Renato Giordano, dove l’accostamento di aspetti spesso incompatibili tra di loro sembrano essere una delle caratteristiche peculiari.
In quest’ottica “Pulcinella e la notte Stellata” non può che essere, nell’esaustivo lavoro di Giordano, l’espressione di un continuo percorso di teatro all’italiana trasmissibile in “terapia-clinica” grazie alle metodiche del suo Theatrical based Medicine: progetto attuato per esorcizzare l’esteriorizzazione curativa della malattia attraverso una scienza capace di interpretare la realtà sintomalogica e i segni che la esprimono. Metodo centrato, nella sua sostanza, in uno scambio costante tra parole e cose e, soprattutto, in una interscambiabilità di terapia e cura- fra “medico, paziente e malattia” simili ad agenti personificanti che interloquiscono vicendevolmente.
Nel recente allestimento del Tordinona scopriamo quindi l’esistenza (difficile) di un “Pulcinella diabetico” ed una Colombina che, con il suo canto lirico-poetico, illumina il ricordo di una notte trapunta di stelle, come intramontabile chiave di lettura da ricercarsi nella mutevolezza di linguaggio e brani musicali.
Il risultato è un riedificato pastello scenico in cui Giordano/Pulcinella, tormentato da vaghi desideri, entra in una dimensione irreale e ci conduce nel libero dominio della fantasia, dove la fabulazione e la comicità rivelano una scrittura intrisa di passioni, concentrata sullo sdoppiamento fra ‘dentro e fuori’ (la patologia), tra apparenza e realtà, dato che l’assunto di partenza – il tema del doppio parodico, l’ambivalenza tra la maschera e il volto – non è che un assunto paradossale. La struttura dialogica tra i due interpreti, costituita dalla passione comica, si estrinseca tra recitazione, mimica e canto. Giordano con la casacca e calzoni bianchi indossa la tradizionale maschera di ‘pazzia amorosa’ sovrapposta alla ‘naturale’ somatica del volto. Questa sua esteriorità (comica) ingloba un mero simulacro di maschera il cui linguaggio dialettale mima un continuo gioco di lazzi stravaganti, suadenti bramosie e smodatezze.
Ciò dà vantaggio all’espressività dell’ilaro-commedia, alla recitazione e metafore messe in gioco da voce e controcanto. Il volto di Giordano, inizialmente è un volto di maschera, per il semplice motivo che lo spettacolo ingloba la ‘totalità’ della presenza fisica del Pulcinella diabetico.
Ma Giordano (che medico lo è di suo, sin da giovane), tolta la maschera si “smaschera” dalle passioni nella loro forma simulata; lo fa attraverso una scienza di semantica scenica capace di interpretare e controllare la metafora principale di questo suo far teatro e di tutto il ritualismo che ci sta dietro: onde esprimere qualcos’altro, non tanto per far ridere, – anche se porge sorrisi aerei e gioiosi – quanto per ‘istruire’ chi non vive (per ora) l’esperienza del ‘paziente’ conclamato…di qualsivoglia patologia.
“Terapeuta e teatrante”, l’autore elabora un triplo salto della pantomima pulcinellesca, per tornare a mimare una sintomalogia essenziale, dinamica e curativa, tenendo presente – come gioco scenico – le “pluriteorie” delle passioni umane. Di ogni ordine e grado.
10.12.18
 

Il terremoto di Mario

Teatro Tordinona 29 Novembre 2018
IL TERREMOTO DI MARIO<br/> Di e con Francesco Eleuteri
Con la partecipazione di Mario Alessandri e Gianni Falduto

L’attore e autore Francesco Eleuteri porta in scena l’esperienza del sisma 2016 vissuta in prima persona a Montegallo in provincia di Ascoli Piceno, un piccolo paese nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini in cui l’artista romano vive dal 2010. Per farlo sceglie di raccontare una storia vera, “…una storia vera che accade insieme a migliaia di altre storie vere…”, “Il Terremoto di Mario”.
E’ la storia di due musicisti e cantanti, Mario e Antonella, che Eleuteri incontra a Montegallo nel Marzo del 2016 dopo che entrambi, similarmente a quanto fatto dallo stesso attore sei anni prima, decidono di trasferirsi da Roma al piccolo centro montano.
Eleuteri racconta gli avvenimenti di quei terribili giorni, divenuti mesi, nella piccola comunità di Montegallo che vede stravolgere, per colpa del terremoto, i tranquilli ritmi della vita quotidiana ai piedi del monte Vettore. Una comunità che spesso trova i suoi protagonisti incrociarsi proprio nel bar della piazza del paese, bar che Mario e Antonella rilevano per consolidare la nuova scelta di vita. Una testimonianza asciutta e sincera di una vicenda particolare che si incastra nell’ambito generale degli avvenimenti drammatici ancora ben presenti nella memoria e nella quotidianità degli abitanti del centro Italia.
Una narrazione che si completa con la presenza in scena di Mario, il Mario del racconto. Mario Alessandri, accompagnato dalla chitarra di Gianni Falduto sottolinea alcuni passaggi del testo scritto e interpretato da Eleuteri con la sua voce e con le sue canzoni.
Mario Alessandri è un artista che annovera nel suo curriculum professionale collaborazioni di grande prestigio; da Renzo Arbore a Vittorio Gassman, Paolo Villaggio, Gigi Proietti, Franco Califano. Esperienze in televisione, teatro e concerti in tutta Italia si stratificano in anni di carriera fino a quando non decide, nel Marzo del 2016, di lasciare Roma e di andare a vivere in montagna. Stessa scelta operata da Francesco Eleuteri 6 anni prima; l’attore e autore romano, guidato dal desiderio di dedicarsi esclusivamente alla scrittura, sceglie Montegallo paese di origine dei suoi genitori.
6.12.18
 

LA LOCANDIERA o l'Arte per Vincere


Teatro Vascello 23 Dicembre 2017
LA LOCANDIERA o l'Arte per Vincere
una produzione LOTO Libero Opificio Teatrale Occidentale di TEATRIMOLISANI soc.coop.
distribuita da BAGS ENTERTAINMENT
di Carlo Goldoni
adattamento e regia Stefano Sabelli
con
Silvia Gallerano Mirandolina
Claudio Botosso Cavaliere di Riparata
e
Giorgio Careccia Conte di Albafiorita
Gianantonio Martinoni Marchese di Forlipopoli
Chiara Cavalieri Ortensia
Eva Sabelli Dejanira
Diego Florio Fabrizio
Giulio Maroncelli il Servitore
Angelo Miele il Fisarmonicista muto
scene Lara Carissimi Michelangelo Tomaro costumi Martina Eschini disegno luci Daniele Passeri aiuto regia Giulio Maroncelli Eva Sabelli direttore di scena Fabrizio Russo fonico e elettricista Gianmaria Spina foto di scena Paolo Cardone disegni di locandina Ruggio

Silvia Gallerano, negli ultimi anni, l'attrice italiana più premiata e seguita a livello internazionale, è protagonista di questo allestimento del capolavoro di Goldoni che ha debuttato nel 2016 ad Asti Teatro 38, col sottotitolo L'Arte per Vincere. La regia di Stefano Sabelli traghetta l'azione dalla Firenze del '700 al Delta del Po, negli anni '50, in un'atmosfera acquitrinosa ispirata a capolavori del Cinema neorealista come Riso Amaro di De Sanctis e Ossessione di Visconti, come pure a commedie come Ieri Oggi e Domani di De Sica. Una terra umida ed esotica dove vizi e giochi dei protagonisti sembrano stagnare in attesa che un'improvvisa corrente smuova acque e anime melmose. Immersa tra giunchiglie e arboree di fiume, la Locanda "Vecchio Po" è una palafitta girevole che assume le sembianze ora di una nave corsara, che aspetta stancamente il vento in poppa, ora di una casa di frontiera sospesa sull'acqua, con forse, dietro, il precipizio. Il clima da bassa Padania, esotico e fluviale traina una fantasia visionaria, dove la notte scura è illuminata da lucciole e lanterne che scompongono, sul manto del fiume, un continuo e forsennato caleidoscopio di luci, speranze e sospiri. Silvia Gallerano è Mirandolina una Locandiera combattuta fra tradizione e femminilità emancipata, moderna e sensuale, abile ma priva delle leziosità connaturate in genere al ruolo. Intorno a lei, mentre la radio trasmette mambo d'epoca e standard di Gleen Miller, un'umanità border-line, composta da incalliti giocatori d'azzardo, debosciati melomani, balordi dandy e subrettine da ultimo spettacolo che intonano arie operistiche o evergreen del Trio Lescano e Rabbagliati. Millantando e spacciando il poco che hanno come il tesoro segreto e ritrovato nello scrigno riesumato di un pirata dei Balcani, guappi, prostitute e zanzare danzano sul pontile in cerca di clienti da ultima frontiera. Un clima di varietà e avanspettacolo invade l'atmosfera umida e languida della Locanda, che, come un carillon spinto da sospiri e passioni, prende a girare a ritmo di swing o con il languore di un liscio, intonato senza tempo e ritmo dal fisarmonicista che, muto e saggio, osserva ridente e silente lo scorrere del fiume e di quel che porta e trascina via.
29.11.18
 

I Feel 2


Teatro India, 8 novembre 2018
iFeel2
direzione artistica e ideazione Marco Berrettini interpreti Marco Berrettini, Caroline Breton, Samuel Pajand musica Summer Music set design e luci Victor Roy Marco Berrettini /* MELK PROD distribuzione Tutu Production produzione *MELK PROD. co-produzione adc Genève residenze produttive adc Genève, Mottatom col sostegno di Ville de Genève, Pro Helvetia Fondation Suisse pour la Culture Loterie romande, DRAC Île-de-France, Ernst Göhner Stiftung
iFeel2, performance del coreografo Marco Berrettini, è una sorta di warm-up esistenziale. O piuttosto una disputa fIlosofica in forma di battaglia danzata, infinita e priva di alcun drammatico finale. Marie-Caroline Hominal è Raymonda*, Marco Berrettini è Taylor**. Una danza incomincia... I due si muovono in un pas de deux molto speciale, un sonnambulismo interiore. Fronteggiandosi, si esauriscono e si rianimano reciprocamente. C'è un tocco di antropologia critica nei loro ritornelli. Dopo iFeel (2009) dove regnava la collera della società moderna, e Sì,Viaggiare (2010) dove era tentata una comunione tra agli esseri, iFeel2 mostra le mutazioni, le evoluzioni e le metamorfosi dell'individuo nella società. Influenzato dalle tesi del filosofo Peter Sloterdijk, questa volta Berrettini è partito dal suo testo Devi cambiare la tua vita. Marco Berrettini, in scena con Marie-Caroline Hominal, mostra una virtuosità danzereccia quasi acrobatica, dalla quale emergono pensieri spirituali che flirtano con la psicanalisi, le religioni, la ricerca interiore, l'ombra jungiana. Spettacolo multitraccia, iFeel2 è una coreografia che parte dalla musica poppish composta dallo stesso Berrettini assieme a Samuel Pajand. (*Raymonda è la protagonista di un balletto in 3 atti, 4 scene con apoteosi, creato nel 1898 da Marius Petipa per i Teatri Imperiali di San Pietroburgo. **Paul Taylor, pioniere della danza moderna americana, si è occupato di guerra, pietà, spiritualità, sessualità, moralità e mortalità. Ha creato danze con famiglie disfunzionali, idealisti delusi, imperfetti leader religiosi, angeli e insetti).
21.11.18
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Un mondo perfetto

Teatro Argot 29 Ottobre 2018

ARGOT PRODUZIONI
UN MONDO PERFETTO

di Sergio Pierattini
con Manuela Mandracchia, Paolo Giovannucci e Sergio Pierattini
regia Sergio Pierattini
musiche Gwyneth Schaefer
scenografia e costumi Tommaso Bordone
assistente regia Eugenia Pulci

Testo vincitore nel 2008 del Premio Riccione con la seguente motivazione:

"Fedele alle sue indagini di piccole vite di famiglia, Sergio Pierattini affronta, con crudele eleganza, i problemi di una coppia che aspetta la felicità coniugale dall’adozione di un bambino straniero, battendosi con le imposizioni burocratiche ma ne idealizza la riuscita legandola alla perfezione del trenino elettrico con la stazione che hanno elaborato per lui, accolto come un giocattolo e destinato a una fuga verso l’ignoto che resterà senza uno sbocco, gonfia dell’angoscia delle storie vere”.
F. Quadri

Una coppia, non più giovanissima, sogna di adottare un figlio. Quando scopriamo in scena i due protagonisti il loro calvario di attese e delusioni sembra essere definitivamente concluso. L’arrivo del figlio è in realtà l’inizio di un percorso di difficoltà devastanti che fin dall’inizio del secondo quadro si rivelano insuperabili. I due protagonisti scoprono in rapida successione quanto sia “impossibile” amare l’oggetto dei loro sogni. Le difficoltà non stanno nella personalità pur complessa del ragazzo, ma nella stessa natura dei due protagonisti. Nell’essenza di quell’universo a due, grigio, ma anche autosufficiente e appagante, che contraddistingue la loro unione.
11.11.18
 

Carmen che vede l'ora

Teatro Biblioteca Quarticciolo 4 ottobre 2018

Bartolini/Baronio | 369gradi | Sycamore T Company
co-produzione-residenza Carrozzerie_n.o.t e Ass. Cantalavita

CARMEN CHE NON VEDE L'ORA

di e con, regia Tamara Bartolini / Michele Baronio
drammaturgia Tamara Bartolini
musiche originali, canzoni, sonorizzazioni Michele Baronio
canzoni originali Lucilla Galeazzi
disegno luci Davood Kheradmand e Diego Pirillo
suono Michele Boreggi (Mic Shleeper)

È la fine della seconda guerra mondiale e da Klenovica (ex Jugoslavia) si va in Africa ad Asmara per prendere la nave della croce rossa che porta in Italia. Una volta sbarcati il viaggio prosegue verso Napoli e magicamente gli anni ’40 diventano i favolosi anni ’60, e si viene trasportati dentro antiche leggi e tabù del profondo sud, in un piccolo paesino sperduto della Basilicata. Da qui si scappa per raggiungere la Roma degli anni ’70 infuocata dalle contestazioni, tra nonni slavi e ladri, mariti violenti, amanti, riunioni politiche, rivolte, la nascita inattesa di un figlio, e il sogno di un lavoro da maestra dentro quella scuola pubblica pensata come luogo deputato alla crescita e alla trasformazione della società. E infine, arrivati ai nostri giorni, si sbarca in un piccolo paesino della provincia di Roma, davanti al mare.
2.11.18
 

Gorga - Il collezionista

Teatro Tordinona 31 Ottobre 2018

GORGA-IL COLLEZIONISTA-DALLA BOHEME A PALAZZO ALTEMPS

un atto unico di Maria Letizia Compatangelo, con Gino Auriuso, scene e costumi di Alessandro Gilleri, luci di Marco Macrini, sartoria Slow Costume Roma, assistente scena e costumi Eleonora Scarponi.
Lo spettacolo gode del finanziamento del Mibact ed è stato inserito tra le manifestazioni dell’anno europeo della Cultura 2018 con riconoscimento del Mibact.
GORGA IL COLLEZIONISTA vuole dare nuova luce alla storia di Evan Gorga, all’anagrafe Gennaro Evangelista Gorga (Brocco, 6 febbraio 1865 – Roma, 5 dicembre 1957), tenore lirico italiano dimenticato. Conosciuto per la celebre prima rappresentazione assoluta (al Teatro Regio di Torino, 1º febbraio 1896) de La Bohème di Giacomo Puccini, in cui vestì i panni di Rodolfo. Ma Gorga fu anche un infaticabile collezionista, sia di strumenti musicali che di reperti archeologici. Nel corso della sua vita raccolse una miriade di oggetti moderni e antichi che avrebbero dovuto formare, secondo le sue intenzioni, “il museo di tutti i tempi”, o come scrisse ancora lui stesso: “il Museo Enciclopedico, che comprende tutto lo scibile, dall’Arcaico ai giorni nostri”. Alla ricerca di documenti originali si è affiancata l’investigazione della singolare figura di Gorga – attivo nel mercato antiquario romano tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento – testimoniando così un tipo di collezionismo molto diverso da quello delle grandi famiglie rinascimentali del Cinque-Seicento, raccontato dalle prestigiose collezioni di Palazzo Altemps. Il Museo gli ha dedicato recentemente una Mostra e poi vi è rimasta una sezione permanente. La mostra presentava una selezione di circa 1800 oggetti, solo una minima parte tra le centinaia di migliaia di pezzi conservati, ed è allestita nei due grandi saloni della nuova ala. Il nuovo studio scientifico sulla collezione Gorga, che ha richiesto due anni di ricerche, è compendiato nel volume edito da Electa “Museo Nazionale Romano. Evan Gorga la collezione di archeologia”.
Il gusto borghese dei primi del novecento per le raccolte di oggetti rari e spesso stravaganti, intatti o ridotti in frammenti, costituisce l’articolata ed eclettica raccolta di archeologia del tenore Gennaro Evangelista Gorga (1865-1957). Acquisita dallo Stato nel 1950, e da allora conservata presso il Museo Nazionale Romano, la collezione comprende una miriade di oggetti con ampio excursus cronologico, dalle antichità romane, alle magnogreche, alle etrusche, alle egizie, dai materiali più nobili fino all’umile terracotta. La selezione non disdegna oggetti minuti e frammentari, esemplari ripetitivi; concentrata più sulla quantità che sulla qualità la raccolta è alimentata da un’inesaudibile esigenza enciclopedica, quasi maniacale, che anima l’utopico progetto di realizzazione del “museo di tutti i tempi”, o come scrisse Gorga stesso: “il Museo Enciclopedico, che comprende tutto lo scibile, dall’Arcaico ai giorni nostri”.

2.11.18
 

Mangia

Teatro Tordinona 13 Ottobre 2018
MANGIA!
di e con Anna Piscopo

Vincitore del Premio Nazionale di Letteratura e Teatro Italiano “Nicola Martucci”, del primo premio come Miglior Spettacolo per “Corti in Pietralata” e del premio per la “Miglior Attrice del Teatro Lo Spazio”. Ventisei anni, barese trapiantata a Roma (dove ha studiato alla Silvio D’Amico e al Duse International) Anna Piscopo, autrice e unica interprete della pièce, costruisce intorno al detto della sua città “Mang’ ca da jess mangiat!” (Mangia se non vuoi essere mangiato!) una performance di parole che si rincorrono nella foga di vomitare fuori tutta la rabbia di una società feroce che, dalla famiglia alla strada, è regolata dalla legge del più forte, di chi sfrutta per non essere sfruttato.

“MANGIA!” è un flusso di coscienza in cui più personaggi s’intrecciano nel corpo e nella voce di una sola performer per raccontare la storia di una giovane donna che vorrebbe sbarazzarsi del ruolo da emarginata che vive nel mondo provinciale, gretto e bigotto in cui è nata. Partita per Roma alla ricerca confusa di un lavoro o di un uomo che possa sistemarla, e disposta a concedere il proprio corpo a uomini che considera superiori pur di raggiungere l'agognata promozione sociale, è travolta da un nuovo mondo feroce che finisce per divorarla. Trovandosi costretta a tornare nel suo paesino, tra le grinfie di una madre che la obbliga di continuo a mangiare. Senza nulla in tasca. I condizionamenti famigliari, quelli culturali e l’esperienza diretta della crisi economica del suo paese, la gonfiano di rabbia, aspettative disattese e ansie, tanto da non riuscire mai veramente a respirare, a vivere la sua vita da protagonista.
 Per liberarsi dalle voci che la infestano, dalla solitudine e dall’emarginazione, dovrà letteralmente divorare la sua famiglia - pietanza indigesta - ingurgitata nella furia della bulimia e del bisogno incontrollato di affetti, figure di riferimento e approvazione. “MANGIA!” usa il cibo come metafora di violenza e sfruttamento nella famiglia e nella società, e lo fa con ironia, mantenendo sempre un registro brillante.
2.11.18
 

La nave delle spose

Teatro Lo Spazio 11 OTTOBRE 2018
LA NAVE DELLE SPOSE
di e con Lucia Sardo
Scrittura scenica Lucia Sardo e Elvira Fusto
regia e curaspazio scenico Lucia Sardo
con
Lucia Sardo
Gioacchino Cappelli
Sibilla Zuccarello

Lo spettacolo racconta i matrimoni per procura degli anni20’.
Racconta il rito, la partenza, il viaggio e l'arrivo in queste terre lontane delle spose per procura, donne giovanissime che, negli anni lasciavano la loro terra e andavano in America per vivere con l'uomo che avevano sposato sulla carta.
Dopo trenta giorni di viaggio lungo l'Oceano, sbarcavano, come milioni d'emigranti a Ellis Island, e molte di loro, appena mettevano piede sulla banchina, capivano veramente il destino cui erano state consegnate: vedevano con i loro occhi una sorte poco divina e fin troppo umana…
Lo spettacolo vuole anche svelare la vita delle"altre siciliane", donne tormentate dalla fame e dalla guerra, che sono state assegnate -­‐ sposate con la frode -­‐ e obbligate a legarsi per sempre a uomini che avevano visto solo in una fotografia che raramente corrispondeva alla realtà.
18.10.18
 

Gesù, Confucio e John Lennon

Teatro Tordinona 14 Settembre 2018 - Roma Comic Off

GESÙ, CONFUCIO E JOHN LENNON
di Sha Yexin, riduzione e regia di Silvana Mariniello,
con Patrizia Murgia, Marianna Miranda, Ester Carbone, Lara Panizzi, Francesca Gambini, Paula Miglietta, Giovanna Li Santi, Zeyu Cao, Gonzalo Otero, Liliana Gramillano, Sara Cacciapuoti

Gesù, Confucio e John Lennon vanno sulla Terra per volere di Dio. Il loro viaggio gli serve a capire se può fare una revisione alla struttura del Regno Dei Cieli per accontentare le anime che dal Purgatorio hanno diritto a trasferirsi in paradiso sin da tempo. Durante la peregrinazione terrestre i nostri protagonisti si imbattono in paesi governati dal dio denaro, dal potere assoluto, e sono sottoposti a situazioni difficili ed a pericolose prove, fino a che, invocando il potere di Dio, riescono a tornare su in cielo.
È una commedia divertente che racconta la Cina degli anni ’80.
In quel periodo la Cina è in cerca di modernità, ma il pensiero confuciano base di questa civiltà orientale, rimane saldo ed incuriosisce, interessa e influenza anche il mondo occidentale.
Il confronto tra i tre protagonisti della storia, motivo ricorrente nel plot, è la rappresentazione dell’incontro della cultura orientale con quella occidentale.
16.10.18
 

Improvvisa... mente

Teatro Tordinona 23 Settembre 2018
Improvvisa... mente
scritto e diretto da Roberto Lopez, con Gabriele Marconi, Simona Mancini, Armando Puccio, Ilaria Sequino
Dario e Gianni sono due amici che condividono lo stesso appartamento. Gianni, pure avanti con l’età, conduce una vita da ventenne, facendo tardi la sera e intrecciando numerosi flirt con donne più giovani di lui. Dario è separato e con un figlio con cui non ha più rapporti da tempo. Vive in casa di Gianni da più di due anni ed è un social dipendente. Un giorno Gianni chiede a Dario di aiutarlo a fare colpo su una donna e la invita a cena a casa loro. La serata trascorre tra equivoci e gag. Fino a qui potrebbe sembrare una commedia come tante. Ma improvvisamente farà il suo ingresso in scena un personaggio inaspettato che metterà i protagonisti di fronte a loro stessi, mentre le lancette di un grande orologio segnano inesorabilmente il trascorrere del tempo.
16.10.18
 

Cominciamo a risplenne

Teatro Tordinona 25 Settembre 2018
Cominciamo a risplenne
Di Clizia Aloisi

Presentazione del libro di poesie romanesche: "Cominciamo a risplenne" di Clizia Aloisi
Nelle sue poesie scritte nel dialetto romanesco, l'autrice fa riferimento alla natura, alla fauna, agli oggetti di tutti i giorni, alla libertà, all'umanità e all'amore. In un modo incantevole l'animale parla con l'albero, l'uomo con la statua, filosofeggiano gli orologi sul loro essere e anche l'amore è considerato in molti modi.
16.10.18
 

La moglie fantasma

Teatro Tordinona 16 Settembre 2018 - Roma Comic Off

LA MOGLIE FANTASMA
di David Tristram, regia di Marco Dané, con Giovanni Petrotta, Roberto Cottone, Daniela Lopis, Graziella Gaspari, Antonella Vassallo, Marco Palazzi

Edward è un commediografo affetto dal blocco dello scrittore, da quando (un anno prima) sua moglie Ruby è morta per un sospettato suicidio. Edward sta per mettere fine alla sua triste vita, è già con la pistola carica in bocca... quando Alex, il suo migliore amico, irrompe nella stanza, salvandogli la vita inconsapevolmente. Alex decide di risollevare il morale a Edward, combinandogli un appuntamento con una bella e giovane attrice, Glenda.
È proprio quella notte che Edward riceve la visita del fantasma di Ruby, che gli confida di non essersi suicidata, ma di essere stata assassinata da un membro della loro compagnia teatrale.
Così Edward convoca tutti i sospettati, fingendo di avere pronto per loro un nuovo copione, dal titolo "La Moglie Fantasma". Arrivano quindi Frances, attrice diva e dipendente della chirurgia plastica, e Hedley, pomposo protagonista che parla citando Shakespeare. Si aggiungono alla lettura Alex e Glenda, che interpreta il ruolo di moglie assassinata.
La presenza del fantasma di Ruby nella casa, però, getta la compagnia nello scompiglio, creando malintesi e situazioni comiche che fanno di questo testo ben più di un semplice
giallo.
Una commedia che vi tormenterà come il migliore racconto degli orrori!
14.10.18
 

Funerale col morto

Teatro Tordinona 19 Settembre 2018 Roma Comic Off
FUNERALE COL MORTO

di Italo Conti, regia di Giampiero Bonomo, musiche e testi di Luca Angelosanti, Francesco Morettini, Roberto Russo (CASAMUSICA), direzione artistica, scenografie, costumi e trucco di Francesco Ruggirello, con Deborah Niscola, Maresa Minati, Chiara Simone, Eugenio Usai, Cinzia Bravo, Patrizia Ciriaco, Annaclara Martorelli, Domenico Giardino, Maurizio Montuschi, Roberto Del Prete, Francesco Ruggirello

La vicenda si sviluppa intorno al funerale della Prof.ssa Geltrude del Corno all’interno dell’Agenzia funebre Scampamorte, la cui titolare Fortunata e la figlia Addolorata hanno il compito di organizzare il funerale. La sorella della morta, la Sig.ra Adalgisa Del Corno rappresenta la tendenza della società odierna che fa prevalere gli interessi economici sugli affetti famigliari. La salvezza arriva dall’amicizia di Matilde che supera e vince ogni ostacolo, persino la morte. Intorno a queste figure ruotano una serie di personaggi divertentissimi, come il tecnologico Felice Agonia, i due facchini scansafatiche Anselmo e, il computer umano Cisco, il postino ubriacone, Camilla l’amica della Sig.ra Adalgisa, che con il loro estro, la loro mimica, la loro grinta, la loro briosità, i loro giochi linguistici e gli equivoci, garantiscono risate a crepapelle.
5.10.18
 

Just before the forest

La Pelanda 8 settembre 2018 Short Theatre Studio 1
Emanuela Serra
Just before the forest
Danza, Performance 45′

ideazione Emanuela Serra, Alessandro Pallecchi
in scena Emanuela Serra, Alessandro Pallecchi +cast in definizione
disegno sonoro Alessandro Pallecchi
installazione scenica Alessandro Pallecchi
realizzato grazie a residenza produttiva Carrozzerie n.o.t, Balletto Civile, FuoriLuogo/ Fisiko, Associazione Mondo Nuovo Caritas “Progetto SPRAR”

Nel 2017 Emanuela Serra e Alessandro Pallecchi collaborano nel realizzare Just before the forest, coinvolgendo i centri SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati).
L’ispirazione estetica è ai fumetti di GIPI, quella drammaturgica al testo di Bernard-Marie Koltès La notte poco prima della foresta (Just before the forest), un lavoro sulla solitudine, sul tentativo di orientarsi e di essere trovati. Un monologo fisico per rialzarsi dal fango e andare a cercare qualcuno a cui dire chi sei.
La musica, creata dal vivo da Alessandro Pallecchi, è un tappeto sonoro che racconta, è parte attiva, accompagna il testo e a volte lo soffoca, lo copre, come una sirena o un abbaiare di cani troppo forte. Emanuela Serra, e i ragazzi coinvolti nel progetto sono i personaggi di questa storia che inizia dopo una rissa in una città sconosciuta. Uno di loro ha il ruolo del cantastorie, canta in inglese e parla nel suo dialetto. I testi sono suoi, nati dalle riflessioni fatte insieme su come ci si sente a non appartenere più a un luogo. Sono stranieri che si sfiorano per tutto lo spettacolo. Il lavoro sul corpo è dettato dall’urgenza di ritrovarsi, come in Koltès i personaggi si vedono sotto una pioggia battente e iniziano ad inseguire l’altro perché lo riconoscono, lo sentono loro simile e hanno bisogno di toccarlo, afferrarlo. Il testo è una slam poetry in un misto di italiano e inglese, in uno slang comprensibile e ritmato.
Alla fine accade l’incontro.
Emanuela Serra nasce a Torino nel 1980. Da sempre interessata al teatro oltre che alla danza, la sua formazione si è consolidata in una ricerca nell’ambito del teatro fisico. È uno dei fondatori della compagnia Balletto Civile e dal 2003 cura sia la parte artistica che di formazione. Nel 2010 Balletto Civile cura il progetto triennale di alta formazione presso il Teatro Due di Parma, di cui è docente stabile. Da questi tre anni di formazione nascono tre produzioni importanti di cui è sia coreografa e regista che interprete: Il Sacro della Primavera, che nel 2011 è secondo al Premio Roma Danza alla coreografia, Woyzeck / ricavato dal vuoto, Paradise/Liberamente tratto da Le Troiane di Euripide
Attraverso gli anni di formazione ha sviluppato un particolare interesse nella ricerca di organicità nel movimento dei corpi, a prescindere dalla preparazione tecnica, e nella possibilità di contatto tra la danza contemporanea e le diverse altre discipline. Nel 2017 vince il bando Odio L’Estate presso Carrozzerie n.o.t. con il Progetto/Spettacolo Just before the forest.
Alessandro Pallecchi nasce a Milano nel 1989. Dal 2013 fa parte della compagnia di teatro fisico Balletto Civile diretta da Michela Lucenti, sua coreografa e insegnante di metodo.
Dopo questa esperienza si rinnova la necessità di cercare momenti in cui poter indagare una ricerca nell’ambito di un teatro “totale” che, a partire dal lavoro sulla relazione tra i corpi, non tralasci mai l’espressione vocale, il ritmo, la drammaturgia sonora della pièce.
Nel 2018 inizia una ricerca artistica con Chiara Taviani, Simone Previdi ed Emanuela Serra intorno al progetto Vitalithium, che indaga la creazione di drammaturgia sonore eseguite dal vivo e il lavoro attorale e coreografico.
4.10.18
 
 
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