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Chi ha paura della solitudine

TEATRO TORDINONA 9 Novembre 2017
CHI HA PAURA DELLA SOLITUDINE?
di Orlando Placato
Regia di Anna Maria Loliva
Con Cristina Aubry e Oreste D’Ippolito.
Costumi di Piergiorgio Forgione
Assistente Benedetta Cassio
Non si è soli unicamente quando si è da soli. La solitudine si manifesta più marcatamente quando la gente ti circonda, ma tu parli a te stesso. Questi dieci personaggi sono ritratti grotteschi dell’isolamento di uomini e donne in una realtà fatta di emozioni e vissuti dopati dalla virtualità internettiana e falsi miti. Un sottile filo conduttore si dipana attraverso queste singole vicende semiserie con finale inaspettato. Uno spettacolo per sorridere e riflettere.
14.11.17
 

Pugni di Zolfo

Piccolo Eliseo 11 Novembre 2017
Pugni di Zolfo
scritto, diretto e interpretato da Maurizio Lombardi, coproduzione Zocotoco Srl
"Pugni di Zolfo" è la storia di due bambini che immaginano il mare e le acciughe, tirano i pugni, sognano l'amore che non hanno mai vissuto: una fiaba che porta dentro di sé la rabbia di un'infanzia negata.
Ispirato da una poesia di Ignazio Buttitta poeta di Bagheria,Pugni di zolfo scritto, diretto e recitato in un siciliano comprensibilissimo da Maurizio Lombardi, è la storia di Vincenzo Barrisi, un pugile che ha appena finito un match durissimo contro l’americano. Nel silenzio del suo spogliatoio fischietta una canzone, la ninna nanna di sua madre e ricorda, ritorna a quando era bambino nella sua Sicilia, un pugno di terra strappato al sole. La nonna, seduta sotto la veranda con lo sguardo lontano, fisso, verso le miniere di zolfo; la sua fuga da Picciriddu aiutato dalla mamma per sottrarsi alla discesa nell’inferno della zolfara dove i “carusi”, bambini di sette-otto anni, si spezzavano la schiena per portare in superficie lo zolfo, la nuova “ricchezza” della Sicilia di fine 800.
Pugni di Zolfo è semplicemente una storia che porta dentro di séla rabbia di un’infanzia negata e diventa una fiaba quando racconta di due bambini che immaginano il mare, le acciughe, tirano i pugni e sognano l’amore che non hanno mai vissuto. Nello spettacolo il corpo viene usato come come strumento narrativo e la parola si fa vera, sanguigna, viscerale. La scena, scarna, viene riempita dall’attore, il quale interpreta più personaggi che trascinano lo spettatore in un viaggio all’interno di un budello di terra fatto di sangue e fatica.
14.11.17
 

Infamiglia

TEATRO TORDINONA 3 NOVEMBRE 2017
INFAMIGLIA
Versione italiana de “La de Vicente Lopèz” di Julio Chávez
Traduzione e adattamento di Fabiana Pagani
Con: Fabiana Pagani, Vissia Catena, Roberto Oliveri, Pierluigi Gigante, Alessia Capua, Ignacio Paurici
Regia di Francesco Marchesi
Infamiglia è l’adattamento italiano dell’opera “La de Vicente Lòpez” di Julio Chávez. Argentino, drammaturgo, attore pluripremiato in ambito internazionale, artista eclettico, creatore di mondi poetici unici con un particolare sguardo critico sulla società contemporanea. La sua drammaturgia ha una costante poetica di base: il minimalismo realista con forte presenza di humor, come strumento di riflessione e autocoscienza individuale e sociale. Attraverso l’umorismo Chávez affronta i conflitti umani e traumi sociali, rendendoli più sopportabili. Quest’opera in particolare è una violenta parodia che esprime una visione cinica di rapporti famigliari disintegrati, metafora quanto mai attuale. L’opera è stata rappresentata per quattro anni consecutivi con uno straordinario successo di pubblico e critica.

L’azione si svolge nella casa di Beatrice, dove la ricca Alice e il suo toyboy rumeno sono stati invitati per passare la notte di Capodanno insieme alla sorella e ai suoi figli, a loro si unisce casualmente un imbianchino sardo. I personaggi hanno tutti origini differenti, poche affinità e anche i pochi legami affettivi ormai sono logori. All’interno del tipico contesto del Capodanno in famiglia le loro interazioni, rotte da incomunicabilità e intolleranza, passano da divertenti frecciate a feroci vendette e maltrattamenti. L’umorismo costante, dato dalle situazioni paradossali e dal linguaggio a tratti scurrile di alcuni personaggi, colloca lo spettatore in una posizione scomoda: non può smettere di ridere ma sta ridendo del cinismo, della brutalità e dell’animosità di personaggi politicamente scorretti.

Sinossi
La storia si svolge in un’unica notte e in un unico luogo: il salone della povera casa di Beatrice nei bassifondi di Roma tra la mezzanotte del 31 dicembre e le prime ore del 1° gennaio. La padrona di casa invita Alice, la ricca sorella, e il suo compagno Roman, un giovane rumeno, a passare con lei e i suoi due figli Alessandro e Elisabetta la notte di Capodanno. Al termine della cena la cortesia di circostanza viene sempre meno e i famigliari si spogliano di ogni falsa gentilezza confrontandosi in maniera sempre più accesa, mentre un imbianchino bloccato lì per caso diventa testimone involontario di questa farsa. La cordialità e la convivialità lasciano inesorabilmente spazio al rancore e alla rabbia mantenendo una suspence narrativa enorme, che tra il grottesco e il drammatico crea un clima opprimente, dando un senso di scoppio imminente.
11.11.17
 

Genitori perfetti

TEATRO TORDINONA 27 Ottobre 2017
il Collettivo Internazionale "gli Eredi” in
GENITORI PERFETTI
con Ettore Nicoletti e Mara Di Maio
regia di Henry Miller
Una produzione: gli Eredi e Theatro Cesena
GENITORI PERFETTI
UNA BLACK STORY FOLLE E TAGLIENTE
sulle conseguenze della collisione tra il mondo immaginario
e quello reale.
Una pièce intensa, tragicamente divertente, che indaga le dinamiche dell’eredità educativa famigliare.

Si può rimanere bambini per sempre? Ci si può creare un mondo illusorio e “perfetto” per difendersi dal vero mondo esterno?
Un mondo fatto di amore morboso, di relazioni costruite attraverso il gioco, con tutte le regole sottosopra quanto può durare?

Così vivono Giovanna e Lorenzo il loro rapporto di fratelli, amanti e futuri genitori. Ma quando la realtà si introdurrà, squarciando la tela idilliaca delle illusioni, le conseguenze non avranno pietà della loro innocenza e del loro amore.

Genitori perfetti narra con ironia e tagliente crudezza “le Fatali Conseguenze di genitori tutt’altro che perfetti” attraverso un'ora di vita di Giovanna e Lorenzo.

L’ironia, il gioco, la surreale follia, la crudezza e la fragilità emotiva di questa irresistibile e feroce black story, avvicinano il pubblico a tematiche forti ed attuali.

Si ringrazia per la collaborazione: L’Attoscuro Teatro e Mulino d’Amleto

GLI EREDI:
"Noi guardiamo senza sorrisi ne tristezza il passato.
Facciamo teatro per ospitare al meglio il futuro.
Noi giochiamo con il tempo perché crediamo che sia una cosa viva.
Abbiamo creato il collettivo internazionale in questo stato d'animo e con la voglia di condividere la nostra dolce follia. La follia di chi crede ancora che il teatro possa cambiare la vita.” - gli Eredi.
3.11.17
 

La voce umana

Teatro Tordinona 26 Ottobre 2017
LA VOCE UMANA
riadattamento dal testo di Jean Cocteau
di e con Lavinia Grizi

La voce umana di Jean Cocteau è un’opera del 1930 , un monologo di una donna molto innamorata che riceve l’ultima telefonata dal proprio amante che l’ha abbandonata .Lavinia Grizi recita il difficile monologo della donna avvalendosi di tecniche di immedesimazione , costruendo e dando vita ad un immaginario, drammatico dialogo telefonico, tra lei e l’uomo amante, personaggio inudito e invisibile dall’altro capo del filo. La ‘voce umana’ di un dramma comune , la fine di una storia d’amore .
Una scena composta da una poltrona , un tavolo , uno sgabello e un telefono , una scena basilare con pochi ma significativi elementi .
Lavinia Grizi attrice di cinema , teatro e tv, è sulla scena dagli anni 90, si è formata internazionalmente ed è anche stata selezionata con borsa di studio per un corso per attori professionisti tenuto da docenti dell’Actor Studio di New York .Ha lavorato anche a Parigi e Londra e con Roberto Benigni , Giorgio Albertazzi , Valeria Moriconi , Donald Pleasant , Damiano Damiani , Maurizio Avallone , Pippo Di Marca ecc.

Ha nel gennaio 2017 rappresentato con successo a Montecitorio un suo spettacolo “ Straordinarie donne “ , per un evento tenuto dalla Presidente Laura Boldrini , che rappresenterà di nuovo in data unica il 04/12/2017 al teatro Off / Off di Roma .
3.11.17
 

L'Imbroglietto-Variazioni sul tema

Teatro San Genesio 11 Ottobre 2017
"Compagnia Habitas" ne:
L'Imbroglietto-Variazioni sul tema.
Testo e Regia: Niccolò Matcovich
Con Livia Antonelli e Valerio Puppo.

“Ispirati dal genio di Karl Valentin e Liesl Karlstadt, Karl e Stadt prendono vita come due “buffi” con sembianze di clown. Il loro obiettivo? Entrare a Teatro, chi per vedere uno spettacolo, chi per mangiarsi una poltrona. Ma per farlo bisogna superare un grande ostacolo: la bigliettaia sotto mentite spoglie di un MacBook.

L’imbroglietto è un divertissement che strizza l’occhio al Kabarett del primo ‘900 e guarda oltre: reinventa una lingua, crea una precisa partitura di movimenti e azioni, parte da uno sketch iniziale per dar vita al fantasmagorico turbinio di variazioni. Viaggerete dunque all’indietro, poi a velocità supersonica; ascolterete canzoni tedesche del secondo dopoguerra per poi catapultarvi in un giappone rivisitato che strizza l’occhio al Teatro Kabuki; da qui, una capriola nei secoli passati, al Medioevo monicelliano dell’armata Brancaleone per poi, con un triplo salto mortale, volare nell’iperspazio di Star wars a suon di duelli con le spade laser. Alla fine di tutto, traccerete una linea del tempo, che dalle amebe del protozoico vi porterà fino all’ultimo tassello dell’evoluzione: il clown. Passando prima per i dinosauri, le scimmie e l’homo sapiens.
Riuscirete a chiudere il cerchio consigliando alla malefica bigliettaia sotto mentite spoglie di un MacBook altre variazioni possibili? Noi siamo pronti a leggerle e lavorarle per le repliche future!”
28.10.17
 

Terra Matta - 2°parte

TEATRO TORDINONA 21 Ottobre 2017
TERRA MATTA
SECONDA PARTE
di Vincenzo Rabito
- un reading di: Rosario Lisma
- alla chitarra: Gipo Gurrado
una produzione Jacovacci e Busacca in collaborazione con Le vie dei Festival

“Terra Matta” è una straordinaria autobiografia. Vincenzo Rabito, un ragazzo del’99, l’ha scritta in sette anni, tra il 1968 e il 1975 su una vecchia Olivetti. Si tratta di un’opera monumentale, forse la più straordinaria tra le scritture popolari mai apparse in Italia: 1027 pagine a interlinea zero, senza un centimetro di margine superiore, né inferiore, nè laterale. Un’opera che si caratterizza per una lingua orale, dura, grezza, infarcita di “sicilianismi”, con il punto e virgola a dividere ogni parola dalla successiva.
“Terra Matta”, affascina chiunque abbia la pazienza di resistere allo shock del lessico e della grammatica strana, all’inizio quasi incomprensibile; coinvolge come un diario personale e al contempo come un grande documentario, restituendo la sensazione di vivere il “dietro le quinte“ di avvenimenti che segnano con la loro importanza la nostra storia. Vincenzo non solo ti cattura con la bellezza della sua storia, ma arriva a sfidarti con le sue parole e la sua “presenza”, con una lingua a volte, almeno per un lombardo-veneto come me, che diventa gramelot, e con racconti straordinariamente avvincenti in cui si ride e ci si commuove; Vincenzo ti regala immagini vive e già teatrali sulla carta e ti mostra, con franca saggezza popolare, l’essenza dell’italiano, il suo rapporto con lo Stato e con il bene comune, quel misto di eroismo e menefreghismo che ci contraddistingue spesso ancora come popolo.
Narrare in prima persona la vita di Vincenzo e le sue avventure (un personaggio a metà tra un Don Chisciotte e uno Zanni) mi sembra interessante, oltre che come approfondimento didattico (lo spettacolo è pensato per un pubblico anche scolastico) e come occasione per celebrare la ricorrenza dello scoppio del primo conflitto mondiale, anche perché i primi anni della vita di Vincenzo sono quelli più freschi, più esuberanti e perché dipingono una realtà che per certi versi non è lontana dalla nostra di oggi: penso alla silenziosa incombenza di un conflitto bellico internazionale, alla crisi, alla necessità sempre più impellente di trovare nuovi mezzi di sostentamento. Inoltre, quando propongo questo lavoro nelle scuole, mi piace l’idea che sia un ragazzo del ’99 a raccontare la sua vita e la Storia ad un altro ragazzo del’99 (o quasi), facendo con le parole, le Sue parole, un balzo lungo un secolo.
28.10.17
 

Play Duett

Teatro Tordinona 7 Ottobre 2017 - Le vie dei Festival

PLAY DUETT da Basile a Moscato, da Viviani a Iacobelli

con Tonino Taiuti e Lino Musella
accompagnati dalla musica dal vivo eseguita da Marco Vidino

Play duett, è un gioco per due tra i migliori interpreti del teatro napoletano, vincitori del Premio Le Maschere 2014, un gioco divertente e godibile ma anche interessante e istruttivo. Lo spettacolo ha come suo elemento dominante, secondo una consolidata tradizione teatrale partenopea, l’improvvisazione, una costruzione giocosa, che si arricchisce però di sfaccettature e sfumature molteplici. Vi trovano spazio tutti gli elementi fondamentali del teatro e della messa in scena: la recitazione e il reading, la musica e il canto, la regia, il travestimento, il gioco di luci, la meta teatralità, il rapporto con lo spazio e con il pubblico, l’alternanza di tempi e luoghi, l’antropologia e soprattutto i testi, teatrali e poetici.
Due attori, due volti, due voci, due figure diversamente coetanee si cercano tra le macerie dove si mescolano vecchio e nuovo. Si parlano attraverso un concerto improvvisato non di note ma di lingue, dove i frammenti di classici del teatro napoletano dialogano con i contemporanei. Si apre con una fiaba tratta da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile che si intreccia con Trianon di Enzo Moscato, passando per il Don Fausto di Petito e i versi di Viviani fino ad arrivare ai Sonetti di Shakespeare tradotti in napoletano da Dario Iacobelli, cari a Musella, che a questo autore ancora poco conosciuto ha dedicato un suo formidabile spettacolo.
Tonino Taiuti ha ricevuto quest’anno il premio Le Maschere del Teatro Italiano di Migliore attore non protagonista per lo spettacolo American Buffalo con la regia di Marco D’Amore
10.10.17
 

La famiglia campione

Teatro Tordinona 8 Ottobre 2017 - Le vie dei Festival
LA FAMIGLIA CAMPIONE
di e con Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Luca Zacchini e Giulia Zacchini
produzione Gli Omini residenza artistica Associazione Teatrale Pistoiese con il sostegno Regione Toscana
Questa è l’ora di una famiglia come tante. Lo sguardo su un corridoio come tanti, che dà su una porta chiusa. I nonni aspettano di morire, i genitori sono troppi, i figli continuano a girare a vuoto. Ma uno di loro domani parte, abbandona il posto di combattimento. Un altro invece ha scelto un viaggio diverso, si è chiuso nel bagno, dietro quella porta. E’ da una settimana che non esce, e non parla. Ma mangia, state tranquilli che mangia. Dieci sono i personaggi. Tre le generazioni a confronto. Tre gli attori visibili in tutto. Così che il gioco si sveli pian piano e che ognuno sia nonno, padre e figlio di se’ stesso. Così che il ritratto dell’oggi, delle piccole province, della gente di valle, della famiglia campione, si astragga dalla realtà, rimanendo sospesa nel tempo. La famiglia Campione ha alle spalle un percorso fatto di indagini e laboratori, un progetto che ha coinvolto cinque comuni della provincia fiorentina e più di ottanta giovani. Così i personaggi sono dieci, ma assumono i modi, le parole, le storie di centinaia di persone conosciute per strada. BABBO- Inizio a preoccuparmi. FIGLIO- E’ un po’ tardi per iniziare.
10.10.17
 

La locandiera

Teatro Tordinona 24 settembre 2017
LA LOCANDIERA
Di Carlo Goldoni
Regia Nella Russo
Con: Alice Bertini, Federico Gatti, Chiara Lorusso, Francesco Massaro, Emanuele Di Genova, Alessandro Seccia.
9.10.17
 

In Salvo!

Teatro Tordinona 27 Settembre 2017

In Salvo!

Regia Danny Lemmo, con Alessandro Arcodia, Anika Schluderbacher
Liberamente tratto da una delle prime opere di Lanford Wilson “Home Free”, storia inquietante del drammaturgo americano.
Crudo, duro, così semplicemente folle da lasciare senza fiato.
Non può accadere davvero come vivono e quello che lasciano intendere.
Due fratelli, due amanti, una vita in grembo, l’agoraphobia, i giochi incestuosi, i teneri riti di due soli al mondo mai cresciuti, le patologie fisiche e mentali... tutto ciò si accumula in questo unico rifugio, che li mette in salvo dal giudizio che il mondo farebbe di loro e dalla condanna certa che li aspetterebbe fuori.

Resta da capire fino a quando, in questo modo, saranno in salvo per davvero...
30.9.17
 

Cresci bene. Cresci forte

Teatro Tordinona 28 Settembre 2017

"Cresci bene. Cresci forte."

Di Francesca Romana Miceli Picardi
Con
Valentina Ghiglia
Francesca Romana Miceli Picardi
Alessandra Muccioli

Sinossi

Quattro famiglie.
Quattro coppie di sorelle.
Quattro madri.
Quattro contesti completamente diversi l'uno dall'altro.
Destini che sembrano non avere via di scampo. Storie sottili, piccole, ironiche e dolorose: come tutto cio' che accade nelle famiglie. 
Note sullo spettacolo
Fare il genitore è un po’ come essere trapezisti che soffrono di vertigini, scommettere al buio con la speranza che le carte in tavola siano buone. Gli errori sono certi, indubbiamente, ma in buona fede... O no? Non esiste ragione che giustifichi una donna a non essere una buona madre. Specialmente una madre nei confronti delle figlie.
Eppure capita.
Un dolore silenzioso, malerba nel giardino dell’infanzia, macchie sul telo bianco dei ricordi, lacrime che scorrono in profondità, dentro al solco della buona educazione o dell’inadempienza.
Un aspetto inconsueto della violenza sulle donne.
Quattro atti separati, un solo tema.
Cresci bene. Cresci forte raccoglie tre storie. Storie crudeli e commoventi, sul confronto tra madri e sorelle. Sopravvivere alle violenze psicologiche e fisiche che diventano abusi scegliendo strade opposte. La famiglia come bene comune da sostenere a discapito della libertà individuale. La catatonia di rapporti distratti, di chi si dà per scontato. La nostra è un’epoca codificata per immagini. Le foto che  postiamo sui social network, quelle che vediamo ovunque. Loghi che diventano icone.

Cresci bene. Cresci forte cerca di scalfiggere la pieta', restituendo un’immagine atipica della maternità. Non più marmo, ma carne viva.
29.9.17
 

Contrattazioni


Teatro India 15 Settembre 2017 - Short Theatre
ÉCOLE DES MAÎTRES / TRANSQUINQUENNAL | Contrattazioni

cssudine.it

Dimostrazione finale della XXVI edizione dell’Ecole Des Maîtres – Corso internazionale itinerante di perfezionamento teatrale maître 2017 Il collettivo Transquinquennal
con gli allievi attori : Angelo Campolo, Desy Gialuz, Elena Gigliotti, Francesco Napoli (Italia); Assiya El Mhaier, Emilie Marechal, Patrick Michel, Mathilde Rault(Belgio); Benjamin Tholozan, Lola Felouzis, Sophie Lebrun, Tom Politano (Francia); Oscar Silva, Catarina Campos Costa, Márcia Antónia Gomes (Portogallo)
partner di progetto e direzione artistica | CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia (Italia), CREPA – Centre de Recherche et d’Expérimentation en Pédagogie Artistique (CFWB/Belgio), TAGV – Teatro Académico de Gil Vicente, Colectivo 84 (Portogallo), La Comédie de Reims, Centre Dramatique National, Comédie de Caen – Centre Dramatique National de Normandie (Francia) con il sostegno  di MiBACT – Direzione Generale Spettacolo dal vivo (Italia), Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Direzione centrale cultura, sport e solidarietà (Italia)
con la partecipazione di Comune di Udine, Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, Short Theatre, Teatro di Roma (Italia); Théâtre de Liège – Centre européen de création théâtrale et chorégraphique, Centre des Arts scéniques, Ministère de la Communauté française – Service général des Arts de la scène, Wallonie Bruxelles International (CFWB/Belgio); Ministère de la Culture et de la Communication, Fonds d’Assurance Formation des Activités du Spectacle (Francia); Universidade de Coimbra, DGArtes – Governo de Portugal / Secretário de Estado da Cultura 
L’Ecole des Maîtres è un progetto di formazione teatrale avanzata ideato da Franco Quadri nel 1990 e che giunge quest’anno alla ventiseiesima edizione. Obiettivo formativo dell’Ecole des Maîtres è innescare una relazione fra giovani attori, formatisi nelle accademie d’arte drammatica e nelle scuole di teatro d’Europa già attivi come professionisti, e rinomati registi della scena internazionale. L’edizione 2017 dell’Ecole des Maîtres sarà diretta da Transquinquennal, collettivo teatrale fondato a Bruxelles nel 1989. Dal 2018 al 2022, il collettivo svilupperà il suo ultimo piano quinquennale, decidendo di programmare e fissare nel 2020 la sua fine. Per essere in sintonia con questa eutanasia volontaria, questi cinque anni s’ispireranno alle osservazioni di Elisabeth Kübler-Ross (1926-2004), psichiatra svizzero-americana, pioniera dell’approccio alle cure palliative. Secondo le sue teorie, dopo la diagnosi di un esito fatale, si osservano cinque fasi di lutto. Transquinquennal iscrive il lavoro dell’Ecole des Maîtres nella terza tappa del lutto: la Contrattazione. La riflessione e il lavoro prenderanno ispirazione dalla considerazione di come una pratica economica divida e al tempo stesso unisca la società. A guidare la pratica di creazione collettiva saranno due interrogativi: in che modo ognuno di noi è, nel contesto che lo circonda, un bene di consumo? E che valore si attribuisce agli altri consumandoli? 
29.9.17
 

Discorso Grigio 

La Pelanda 16 Settembre 2017 - Short Theatre
FANNY&ALEXANDER | Discorso Grigio 
ideazione | Luigi De Angelis e Chiara Lagani
drammaturgia | Chiara Lagani
progetto sonoro | The Mad Stork
regia | Luigi De Angelis
con | Marco Cavalcoli
annunciatrice | Chiara Lagani
registrazioni | Marco Parollo
abito di scena | Tagiuri Abbigliamento
oggetti di scena | Simonetta Venturini
maschera | Nicola Fagnani
organizazzione e comunicazione | Ilenia Carrone
amministrazione | Stefano Toma
produzione | E / Fanny & Alexander

fannyalexander.e-production.org

Secondo l’agenzia di stampa ufficiale il Presidente si rivolgerà alla Nazione. Non è certo la prima volta, nella Storia, che un Presidente parla a un Paese. Ecco. Il Presidente parlerà. Cosa c’è di strano? Che accadrà? Chi saprà riconoscere la sua voce capirà. Terza tappa, dopo il radiodramma “Alla Nazione” andato in onda su Rai Radio3, di un lungo progetto teatrale di Fanny&Alexander dedicato ai discorsi rivolti alle comunità, Discorso Grigio esplora le forme e le retoriche degli interventi politici ufficiali. Giocando con i luoghi comuni dell’oratoria politica ed esaltando le potenzialità di una parola calata in una drammaturgia sempre complessa, Marco Cavalcoli, già interprete del ventriloquo Mago di Oz, incarna qui in chiave concertistica un misterioso Presidente alle prese, tra i tanti riverberi passati e presenti di una memoria storica incancellabile, con un importante discorso inaugurale da pronunciare alla Nazione. A cinque anni dal debutto, Discorso Grigio viene presentato a Short Theatre, con piccole inedite irruzioni dell’oggi a gettar nuove luci (e ombre) nella partitura scenica originaria. 
29.9.17
 

Mercurial George

La Pelanda 16 Settembre 2017 - Short Theatre
DANA MICHEL | Mercurial George
ideazione e performance | Dana Michel
direzione tecnica e disegno luci | Karine Gauthier
ispiratori e consulenti artistici |  Martin Bélanger, Peter James, Mathieu Léger, Roscoe Michel, Yoan Sorin
assistente al suono | David Drury
organizzazione | Dana Michel
produzione esecutiva | Marie-Andrée Gougeon + Daniel Léveillé Danse
coproduzione | Festival TransAmériques (Montréal), Tanz im August (Berlin), CDC Atelier de Paris-Carolyn Carlson (Paris), ImPulsTanz (Vienna), Chapter (Cardiff)
con il supporto di | OF Conseil des  Arts et des Lettres du Québec, Canada Arts Council
con il sostegno dell’Ambasciata del Canada in Italia
residenze artistiche Usine C (Montréal), Dancemakers (Toronto), ImPulsTanz (Vienna), Actoral/La Friche Belle de Mai (Marseille), WOOP (Douarnenez), CDC Atelier de Paris- Carolyn Carlson (Paris), M.A.I. (Montréal)
Dana Michel riceve supporto amministrativo/sviluppo dalla compagnia Daniel Léveillé Danse (Montréal, Canada) come parte del progetto di sponsorship.

danielleveilledanse.org/en-mercurial-george

In stretto dialogo con Yellow Towel, suo precedente lavoro, con Mercurial George Dana Michel prosegue l’esplorazione dell’identità contemporanea e la messa in discussione degli stereotipi che pervadono la cultura occidentale, in particolar modo quella americana. Il  suo è un pot-pourri performativo, nel quale l’attitudine ludica e una cifra stilistica estremamente personale attraversano la danza, il canto, l’utilizzo degli oggetti e dei materiali, costruendo un discorso fatto di situazioni e immagini eterogenee che dialogano empaticamente con lo spettatore. Se in Yellow Towel tutto, dal fondale agli oggetti di scena, era di un bianco ossessivo, rotto soltanto dal colore della pelle di Dana stessa e dal giallo dei suoi collant, in Mercurial George è invece il nero a dominare. Dana Michel si fa carico del proprio collocarsi nel mondo in quanto donna occidentale e persona di colore, provocando i luoghi comuni in cui restano impigliate le identità di chi vive ai margini della società: i poveri, le donne nere, i senza tetto, ecc. Dana Michel gioca con gli elementi della scena, in una solitudine giocosa: si traveste, indossa parrucche, si sporca con la farina, pronuncia versi incomprensibili, poi canta brani di Aretha Franklin, sposta oggetti. Dana Michel con una fisicità nervosa, a tratti ossessiva e grottesca, abita diverse identità,  trasformandosi continuamente nell’una e poi nell’altra seguente, lasciandone emergere i tratti  stereotipici.  Un’ironia crudele con cui maneggiare un caleidoscopio di immagini e sensazioni attraverso il quale godere del gioco fluido delle trasformazioni,  sperimentando uno stato di claustrofobia e compressione, assistendo al gioco delle trappole culturali, lasciandoci intrappolare noi stessi. 
29.9.17
 

Anarchy

La Pelanda 16 Settembre 2017 - Short Theatre
SOCIETAT DOCTOR ALONSO | Anarchy
regia | Sofia Asencio
drammaturgia | Tomàs Aragay
coreografia | Sofia Asencio
creazione e interpretazione | Semolina Tomic
luci e spazio scenico | CUBE
tecnico del suono | Marc Navarro
tecnica | Alfonso Ferri
produzione |  Imma Bové
comunicazione e distribuzione |  Tomàs Aragay 
coproduzione |  TNT - Terrassa Noves Tendències festival
in collaborazione con Ajuntament de Bàscara e Antic Theatre
con il sostegno dell’Instituto Cervantes Roma
doctoralonso.org 
Anarchy  di Societat Doctor Alonso è un esperimento tra caos e ordine, un esperimento da praticare con il pubblico: gli spettatori suonano chitarre elettriche, mentre la performer Semolina Tomic esplora il movimento, tutti coinvolti in un gioco e in una ricerca tra possibilità di controllo, libertà e confusione. “Se desideri il silenzio devi lavorare per averlo”, “fai ciò che vuoi”: con queste affermazioni la compagnia riassume le intenzioni possibili per chi partecipa alla performance. Fin dalla nascita ognuno di noi è legato a circostanze esterne e dipende da altri per ottenere cose essenziali, come cibo o calore. E così gli artisti dipendono dai teatri e dalle politiche governative per portare avanti o meno i loro progetti. Un’interdipendenza sociale, esistenziale, essenziale. Ma allora chi è il padrone dell’azione artistica, chi ne decide davvero il senso e le possibilità? Per la Societat Doctor Alonso l’arte è uno spazio organico per sperimentare e giocare con le condizioni e le contraddizioni del fare arte, e Anarchy pone una semplice domanda: “Chi possiede l’arte?”.  I diversi linguaggi si mescolano creando un esperimento vicino alla Live Art, in cui tutto è in movimento, tutto è uno slittamento di gesti e di temi. Il pubblico ha diritto e dovere di parola, di rumore e di silenzio. Ognuno è responsabile. Ognuno può scegliere di non fare.  Anarchy lancia uno slogan: ”Rumore e silenzio: il governo non ci possiede!”
29.9.17
 
 
Support : MarXoB
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