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La nave delle spose

Teatro Lo Spazio 11 OTTOBRE 2018
LA NAVE DELLE SPOSE
di e con Lucia Sardo
Scrittura scenica Lucia Sardo e Elvira Fusto
regia e curaspazio scenico Lucia Sardo
con
Lucia Sardo
Gioacchino Cappelli
Sibilla Zuccarello

Lo spettacolo racconta i matrimoni per procura degli anni20’.
Racconta il rito, la partenza, il viaggio e l'arrivo in queste terre lontane delle spose per procura, donne giovanissime che, negli anni lasciavano la loro terra e andavano in America per vivere con l'uomo che avevano sposato sulla carta.
Dopo trenta giorni di viaggio lungo l'Oceano, sbarcavano, come milioni d'emigranti a Ellis Island, e molte di loro, appena mettevano piede sulla banchina, capivano veramente il destino cui erano state consegnate: vedevano con i loro occhi una sorte poco divina e fin troppo umana…
Lo spettacolo vuole anche svelare la vita delle"altre siciliane", donne tormentate dalla fame e dalla guerra, che sono state assegnate -­‐ sposate con la frode -­‐ e obbligate a legarsi per sempre a uomini che avevano visto solo in una fotografia che raramente corrispondeva alla realtà.
18.10.18
 

Gesù, Confucio e John Lennon

Teatro Tordinona 14 Settembre 2018 - Roma Comic Off

GESÙ, CONFUCIO E JOHN LENNON
di Sha Yexin, riduzione e regia di Silvana Mariniello,
con Patrizia Murgia, Marianna Miranda, Ester Carbone, Lara Panizzi, Francesca Gambini, Paula Miglietta, Giovanna Li Santi, Zeyu Cao, Gonzalo Otero, Liliana Gramillano, Sara Cacciapuoti

Gesù, Confucio e John Lennon vanno sulla Terra per volere di Dio. Il loro viaggio gli serve a capire se può fare una revisione alla struttura del Regno Dei Cieli per accontentare le anime che dal Purgatorio hanno diritto a trasferirsi in paradiso sin da tempo. Durante la peregrinazione terrestre i nostri protagonisti si imbattono in paesi governati dal dio denaro, dal potere assoluto, e sono sottoposti a situazioni difficili ed a pericolose prove, fino a che, invocando il potere di Dio, riescono a tornare su in cielo.
È una commedia divertente che racconta la Cina degli anni ’80.
In quel periodo la Cina è in cerca di modernità, ma il pensiero confuciano base di questa civiltà orientale, rimane saldo ed incuriosisce, interessa e influenza anche il mondo occidentale.
Il confronto tra i tre protagonisti della storia, motivo ricorrente nel plot, è la rappresentazione dell’incontro della cultura orientale con quella occidentale.
16.10.18
 

Improvvisa... mente

Teatro Tordinona 23 Settembre 2018
Improvvisa... mente
scritto e diretto da Roberto Lopez, con Gabriele Marconi, Simona Mancini, Armando Puccio, Ilaria Sequino
Dario e Gianni sono due amici che condividono lo stesso appartamento. Gianni, pure avanti con l’età, conduce una vita da ventenne, facendo tardi la sera e intrecciando numerosi flirt con donne più giovani di lui. Dario è separato e con un figlio con cui non ha più rapporti da tempo. Vive in casa di Gianni da più di due anni ed è un social dipendente. Un giorno Gianni chiede a Dario di aiutarlo a fare colpo su una donna e la invita a cena a casa loro. La serata trascorre tra equivoci e gag. Fino a qui potrebbe sembrare una commedia come tante. Ma improvvisamente farà il suo ingresso in scena un personaggio inaspettato che metterà i protagonisti di fronte a loro stessi, mentre le lancette di un grande orologio segnano inesorabilmente il trascorrere del tempo.
16.10.18
 

Cominciamo a risplenne

Teatro Tordinona 25 Settembre 2018
Cominciamo a risplenne
Di Clizia Aloisi

Presentazione del libro di poesie romanesche: "Cominciamo a risplenne" di Clizia Aloisi
Nelle sue poesie scritte nel dialetto romanesco, l'autrice fa riferimento alla natura, alla fauna, agli oggetti di tutti i giorni, alla libertà, all'umanità e all'amore. In un modo incantevole l'animale parla con l'albero, l'uomo con la statua, filosofeggiano gli orologi sul loro essere e anche l'amore è considerato in molti modi.
16.10.18
 

La moglie fantasma

Teatro Tordinona 16 Settembre 2018 - Roma Comic Off

LA MOGLIE FANTASMA
di David Tristram, regia di Marco Dané, con Giovanni Petrotta, Roberto Cottone, Daniela Lopis, Graziella Gaspari, Antonella Vassallo, Marco Palazzi

Edward è un commediografo affetto dal blocco dello scrittore, da quando (un anno prima) sua moglie Ruby è morta per un sospettato suicidio. Edward sta per mettere fine alla sua triste vita, è già con la pistola carica in bocca... quando Alex, il suo migliore amico, irrompe nella stanza, salvandogli la vita inconsapevolmente. Alex decide di risollevare il morale a Edward, combinandogli un appuntamento con una bella e giovane attrice, Glenda.
È proprio quella notte che Edward riceve la visita del fantasma di Ruby, che gli confida di non essersi suicidata, ma di essere stata assassinata da un membro della loro compagnia teatrale.
Così Edward convoca tutti i sospettati, fingendo di avere pronto per loro un nuovo copione, dal titolo "La Moglie Fantasma". Arrivano quindi Frances, attrice diva e dipendente della chirurgia plastica, e Hedley, pomposo protagonista che parla citando Shakespeare. Si aggiungono alla lettura Alex e Glenda, che interpreta il ruolo di moglie assassinata.
La presenza del fantasma di Ruby nella casa, però, getta la compagnia nello scompiglio, creando malintesi e situazioni comiche che fanno di questo testo ben più di un semplice
giallo.
Una commedia che vi tormenterà come il migliore racconto degli orrori!
14.10.18
 

Funerale col morto

Teatro Tordinona 19 Settembre 2018 Roma Comic Off
FUNERALE COL MORTO

di Italo Conti, regia di Giampiero Bonomo, musiche e testi di Luca Angelosanti, Francesco Morettini, Roberto Russo (CASAMUSICA), direzione artistica, scenografie, costumi e trucco di Francesco Ruggirello, con Deborah Niscola, Maresa Minati, Chiara Simone, Eugenio Usai, Cinzia Bravo, Patrizia Ciriaco, Annaclara Martorelli, Domenico Giardino, Maurizio Montuschi, Roberto Del Prete, Francesco Ruggirello

La vicenda si sviluppa intorno al funerale della Prof.ssa Geltrude del Corno all’interno dell’Agenzia funebre Scampamorte, la cui titolare Fortunata e la figlia Addolorata hanno il compito di organizzare il funerale. La sorella della morta, la Sig.ra Adalgisa Del Corno rappresenta la tendenza della società odierna che fa prevalere gli interessi economici sugli affetti famigliari. La salvezza arriva dall’amicizia di Matilde che supera e vince ogni ostacolo, persino la morte. Intorno a queste figure ruotano una serie di personaggi divertentissimi, come il tecnologico Felice Agonia, i due facchini scansafatiche Anselmo e, il computer umano Cisco, il postino ubriacone, Camilla l’amica della Sig.ra Adalgisa, che con il loro estro, la loro mimica, la loro grinta, la loro briosità, i loro giochi linguistici e gli equivoci, garantiscono risate a crepapelle.
5.10.18
 

Just before the forest

La Pelanda 8 settembre 2018 Short Theatre Studio 1
Emanuela Serra
Just before the forest
Danza, Performance 45′

ideazione Emanuela Serra, Alessandro Pallecchi
in scena Emanuela Serra, Alessandro Pallecchi +cast in definizione
disegno sonoro Alessandro Pallecchi
installazione scenica Alessandro Pallecchi
realizzato grazie a residenza produttiva Carrozzerie n.o.t, Balletto Civile, FuoriLuogo/ Fisiko, Associazione Mondo Nuovo Caritas “Progetto SPRAR”

Nel 2017 Emanuela Serra e Alessandro Pallecchi collaborano nel realizzare Just before the forest, coinvolgendo i centri SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati).
L’ispirazione estetica è ai fumetti di GIPI, quella drammaturgica al testo di Bernard-Marie Koltès La notte poco prima della foresta (Just before the forest), un lavoro sulla solitudine, sul tentativo di orientarsi e di essere trovati. Un monologo fisico per rialzarsi dal fango e andare a cercare qualcuno a cui dire chi sei.
La musica, creata dal vivo da Alessandro Pallecchi, è un tappeto sonoro che racconta, è parte attiva, accompagna il testo e a volte lo soffoca, lo copre, come una sirena o un abbaiare di cani troppo forte. Emanuela Serra, e i ragazzi coinvolti nel progetto sono i personaggi di questa storia che inizia dopo una rissa in una città sconosciuta. Uno di loro ha il ruolo del cantastorie, canta in inglese e parla nel suo dialetto. I testi sono suoi, nati dalle riflessioni fatte insieme su come ci si sente a non appartenere più a un luogo. Sono stranieri che si sfiorano per tutto lo spettacolo. Il lavoro sul corpo è dettato dall’urgenza di ritrovarsi, come in Koltès i personaggi si vedono sotto una pioggia battente e iniziano ad inseguire l’altro perché lo riconoscono, lo sentono loro simile e hanno bisogno di toccarlo, afferrarlo. Il testo è una slam poetry in un misto di italiano e inglese, in uno slang comprensibile e ritmato.
Alla fine accade l’incontro.
Emanuela Serra nasce a Torino nel 1980. Da sempre interessata al teatro oltre che alla danza, la sua formazione si è consolidata in una ricerca nell’ambito del teatro fisico. È uno dei fondatori della compagnia Balletto Civile e dal 2003 cura sia la parte artistica che di formazione. Nel 2010 Balletto Civile cura il progetto triennale di alta formazione presso il Teatro Due di Parma, di cui è docente stabile. Da questi tre anni di formazione nascono tre produzioni importanti di cui è sia coreografa e regista che interprete: Il Sacro della Primavera, che nel 2011 è secondo al Premio Roma Danza alla coreografia, Woyzeck / ricavato dal vuoto, Paradise/Liberamente tratto da Le Troiane di Euripide
Attraverso gli anni di formazione ha sviluppato un particolare interesse nella ricerca di organicità nel movimento dei corpi, a prescindere dalla preparazione tecnica, e nella possibilità di contatto tra la danza contemporanea e le diverse altre discipline. Nel 2017 vince il bando Odio L’Estate presso Carrozzerie n.o.t. con il Progetto/Spettacolo Just before the forest.
Alessandro Pallecchi nasce a Milano nel 1989. Dal 2013 fa parte della compagnia di teatro fisico Balletto Civile diretta da Michela Lucenti, sua coreografa e insegnante di metodo.
Dopo questa esperienza si rinnova la necessità di cercare momenti in cui poter indagare una ricerca nell’ambito di un teatro “totale” che, a partire dal lavoro sulla relazione tra i corpi, non tralasci mai l’espressione vocale, il ritmo, la drammaturgia sonora della pièce.
Nel 2018 inizia una ricerca artistica con Chiara Taviani, Simone Previdi ed Emanuela Serra intorno al progetto Vitalithium, che indaga la creazione di drammaturgia sonore eseguite dal vivo e il lavoro attorale e coreografico.
4.10.18
 

Porno e Socialismo reale

Cappella Orsini di Roma 26 settembre 2018
PORNO E SOCIALISMO REALE
Di e con Rosanna D’Andrea
Disegni di Ukkigodel

uno scrigno visionario spalancato sul meraviglioso mondo del sesso, con dibattito finale aperto a tutti.
Al centro della scena un’elegante giovane signora con tanto di occhiali, bacchetta e impeccabile carré biondo platino. Accanto, la lavagna su cui scorrono i disegni firmati da Ukkigodel, misterioso alias di un noto disegnatore che collabora da anni con alcune delle maggiori riviste underground italiane. E lo spettacolo entra subito nel vivo.
La signora ci avverte fin dall’inizio: a lei i film porno non piacciono, perché sono fatti male. “Bisognerebbe fare porno più belli, e soprattutto affettuosi!” spiega ispirata “Così ne ho scritto uno io. Tutti lo lodano ma nessuno lo vuole produrre. Per questo ho deciso di raccontarvelo”. Ed ecco, un magico scrigno si spalanca sul meraviglioso mondo del sesso immaginato dall’autrice. Naturalmente declinato in tutte le sue pratiche perché, come dice il Reverendo Cooper, l’unica vera perversione è usare sempre la stessa posizione per tutta la vita.
Lo story-board del film inattuato scorre sulla lavagna, mentre la protagonista ci racconta le gioie di un sesso democratico, pensato per tutte le età e per ogni gusto. Nella storia infatti lo fanno proprio tutti: giovani e vecchi, belli e brutti, etero e gay, in uno, in due o in tanti. C’è perfino un alieno.
Grazie a un divertito gioco tra sogno e realtà che alterna momenti casalinghi a sfrenate fantasie lisergiche, nella singolare cornice della Jugoslavia di Tito si consumano intrecci narrativi sorprendenti. Il risultato, visionario come in un film del primo Almodovar, è un porno edificante formato famiglia. Con happy end garantito: alla fine tutti sono soddisfatti e felici, perché “fare l’amore è meglio di non farlo”.
Rosanna D’Andrea viene da Novara ma poi ha girato molto. Nasce artisticamente nei primi anni ’80, quando è ancora adolescente. Ha tanto tempo e perciò non si fa mancare un diploma alla Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova. Si introduce così nel circuito ufficiale dello spettacolo (Teatro della Tosse, cinema d’autore, un po’ di tv). Nei primi anni ’90 arrivano il RAP e la computer grafica: firma insieme al maestro fumettaro Ugo Delucchi, 2 diari scolastici voluti dalla Pigna e distribuiti dalla Upim, vale pena di ricordare almeno ‘ Il Diarino di Moskino ‘. Con lui e altri fonda la Posse MDB MadreDiddioBossa e per un po’ di anni gira nei Centri Sociali. Dopo la crisi del ’92 diventa stilista di strada e apre il suo banchetto di artigianato vario, pur continuando a fare l’attrice; condensa l’esperienza nel primo libro che le viene pubblicato, nel 2004 Manuale X Bankettari (come vendere le mutande x fare il Cinema). Si trasferisce poi a Bologna, dove fonda con altri colleghi l’associazione culturale Il Volo delle Fenici che organizza eventi a sostegno dell’artigianato artistico. Si sposta infine a ROMA dove contribuisce a fondare l’associazione culturale CineAirone. Collabora a lungo con le storiche riviste Il Male e Frigidaire usando lo pseudonimo Rozanita Mc Andrew.
4.10.18
 

SEI. E DUNQUE, PERCHÉ SI FA MERAVIGLIA DI NOI?

La Pelanda 11 settembre 2018 Short Theatre – Teatro 2
Fortebraccio Teatro
SEI. E DUNQUE, PERCHÉ SI FA MERAVIGLIA DI NOI?


Teatro 1h10′
drammaturgia e regia Roberto Latini
musica e suono Gianluca Misiti
luci e direzione tecnica Max Mugnai
assistente alla regia Alessandro Porcu
consulenza tecnica Luca Baldini
collaborazione tecnica Daria Grispino
con PierGiuseppe Di Tanno
produzione Fortebraccio Teatro
con il sostegno di Armunia Festival Costa degli Etruschi
con il contributo di MiBACT, Regione Emilia-Romagna

L’ultima produzione di Fortebraccio Teatro indaga la metateatralità dei Sei personaggi in cerca d’autoredi Pirandello e la sollecita fino a farne una performance drammaturgica che si conclama nei becchini dell’Amleto di Shakespeare. Un solo attore in scena, PierGiuseppe di Tanno, come fosse il settimo dei Sei personaggi in cerca d’autore, è confinato nelle parole tutte e a queste abbandonato. La reclamanza, l’urgenza, insieme alla resistenza al palcoscenico, sono la condizione intorno alla quale e dalla quale Fortebraccio Teatro vuole muovere. Quanto tenterà di fissare, trattenere, si sa già essere nella delicatezza del poco e del niente.
Questo è davvero ciò che interessa.
Fortebraccio è una compagnia teatrale riconosciuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo dal 1999. Volta alla sperimentazione del contemporaneo, alla riappropriazione dei classici e alla ricerca di una scrittura scenica originale, vive della collaborazione artistica di Roberto Latini, Gianluca Misti e Max Mugnai. Roberto Latini è attore, autore e regista. Si è formato a Roma presso il Mulino di Fiora, Studio di Recitazione e di Ricerca teatrale diretta da Perla Peragallo, dove si è diplomato nel 1992. Direttore del Teatro San Martino di Bologna dal 2007 è il fondatore della compagnia Fortebraccio Teatro. Ha ricevuto il Premio Ubu 2017 come Miglior Attore per lo spettacolo Cantico dei Cantici.
Gianluca Misti è musicista e compositore; lavora per il cinema e per il teatro. Ha ricevuto nel 2015 il premio speciale Telesio D’Argento al Festival “La primavera del Cinema Italiano” per la colonna sonora del film di E. Leo, Noi e la Giulia. Ha ricevuto il premio Ubu 2017 nella categoria Miglior progetto sonoro o musiche originali per lo spettacolo Cantico dei Canticii.
Max Mugnai inizia a lavorare nell’ambito teatrale nel 1991. Ha collaborato con diverse compagnie di teatro e danza del panorama italiano, tra cui Le Belle Bandiere, Sistemi Dinamici Altamente Instabili, Diablogues, Farneto Teatro. Ha firmato le luci de L’onorevole (2015) e di Assassina (2017) per la regia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi.

www.fortebraccioteatro.com
4.10.18
 

Combattimento

La Pelanda 14 settembre 2018 Short Theatre Studio 1
Muta Imago
Combattimento

Performance 45′
prima assoluta
regia Claudia Sorace
con Annamaria Ajmone, Sara Leghissa
drammaturgia e suono Riccardo Fazi
direzione tecnica Maria Elena Fusacchia
costumi Fiamma Benvignati
organizzazione Martina Merico
produzione Muta Imago
con il sostegno di Angelo Mai
Compagnia finanziata dal Mibact

Combattimento indaga il concetto di amore come guerra, della seduzione come conquista, del desiderio come abbandono di uno stato di tranquillità per entrare in una dimensione di mistero e perdita di sé. Tutto ruota intorno ai corpi delle due performer in scena e alla relazione che queste instaurano nel tempo della performance: l’obiettivo è quello di condividere con il pubblico l’esperienza di due persone che cercano di uscire da loro stesse, di trasformarsi per arrivare a incontrare l’altra, attraverso il gesto della danza. Combattimento è una performance che ha la forma di un contest selvaggio e animale, che parte dallo studio del concetto di “mating” (l’insieme dei movimenti rituali che gli uccelli eseguono per attivare il desiderio e convincere il partner della propria forza e sensualità), attraversa l’ Après-midi d’un faune di Nijinski e arriva fino a Sergio Leone. Un movimento circolare e ipnotico che cerca di investigare l’amore come spinta del desiderio, il desiderio come esibizione di sé, e l’amplesso come scambio e annullamento di identità.
Muta Imago è una compagnia teatrale e un progetto di ricerca artistica nato a Roma nel 2006. Vive tra Roma e Bruxelles. È guidata da Claudia Sorace, regista, e Riccardo Fazi, drammaturgo e sound designer. È composta da tutte le persone che sono state, sono e saranno coinvolte nella realizzazione dei lavori. È alla continua ricerca di forme e storie che mettano in relazione la sfera dell’immaginazione con quella della realtà presente, umana, politica e sociale. Per questo realizza spettacoli, performance, installazioni, dove lo spazio è quello del rapporto e del conflitto tra l’essere umano e il suo tempo.

www.mutaimago.com
4.10.18
 

LEAVE THE KIDS ALONE


La Pelanda 14 settembre 2018 Short Theatre Atelier

VicoQuartoMazzini
LEAVE THE KIDS ALONE

Installazione sonora
prima assoluta
ideazione, progettazione e realizzazione VicoQuartoMazzini
testo in audio tratto da Aeroplani di Carta di Elise Wilk; traduzione Roberto Merlo
voci recitanti Michele Altamura, Simonetta Damato, Gabriele Paolocà
suono Alessandro De Rocco
foto Valerio Polici
registrato al REH studio – MAT Terlizzi(Ba)

nell’ambito di Fabulamundi Playwriting Europe
Viviamo in un mondo violento e lo impariamo sin da piccoli. Crescere, entrare nel mondo dei grandi, vuol dire scendere a patti con quella violenza e poi scegliere da che parte stare.
LEAVE THE KIDS ALONE è un’esperienza immersiva, un’installazione dove convivono elementi visivi e sonori che appartengono all’universo infantile e adolescenziale. Una stanza dei giochi, richiamo dei luoghi dell’infanzia, dove s’insinua l’elemento sonoro, una registrazione dove viene raccontata la storia di Miki, un adolescente bullizzato da alcuni coetanei che, per uscire da quella situazione, deciderà di compiere un gesto estremo.
Lo spettatore si ritroverà ad ascoltare il dramma come se fosse una favola raccontata a dei bambini ancora alle prese con il mondo dei giochi, come una premonizione che si staglia su di loro, come una cassa di risonanza volta a smuovere le radici profonde del suo primo incontro con la violenza.
La storia narrata è tratta da Aeroplani di carta dell’autrice rumena Elise Wilk, uno dei testi scelti da Fabulamundi Playwriting Europe per il sostegno e la promozione della drammaturgia contemporanea in Europa.
LEAVE THE KIDS ALONE è uno dei progetti vincitori del bando di produzione promosso da PAV, Short Theatre e Teatro i nell’ambito di Fabulamundi Playwriting Europe.
Raccontare mondi al contrario per riuscire a comprendere il nostro, stimolare il surreale per non giustificare il presente. E’ questa la sfida di VicoQuartoMazzini, progetto nato nel 2010 che attinge alla forma spettacolare nei modi più disparati. In primis il teatro, ma anche radio, video e installazione, in un continuo movimento di ricerca volto a scoprire nuove prospettive del reale. VQM è guidata da Michele Altamura e Gabriele Paolocà, che sono attori, registi, autori, a volte scenografi, a volte light designer, ma negli anni ha coinvolto numerosi artisti che l’hanno accompagnata nel suo percorso d’indagine artistica.

www.vqmteatro.com
4.10.18
 

IF, IF, IF, THEN


La Pelanda 6 Settembre 2018 Short Theatre Studio 1

Jacopo Jenna
IF, IF, IF, THEN

Danza 40’
concept, regia e coreografia Jacopo Jenna
musica Caterina Barbieri
danza e collaborazione Nawel Nabù Bounar, Sly, AndreaDionisi
direzione tecnica e disegno luci Giulia Broggi
organizzazione Luisa Zuffo
print designer Alessandra Tempesti
costumi Eva Di Franco
produzione KLM – Kinkaleri, Le Supplici, Mk
co-produzione Centrale Fies, Danae Festival nell’ambito di Next 2018 / Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo / Edizione 2018/19
con il supporto di Bolzano Danza

IF, IF, IF, THEN è una serie probabilistica, un algoritmo sull’evoluzione. Uno dei principi del Darwinismo universale è che ogni informazione che subisca variazioni e sia selezionata produrrà progetto. La coreografia tende a ricollocare culturalmente grammatiche diverse di movimento, definendo una forma astratta di costruzione ed osservazione della danza. Una stratigrafia profonda, di immagini su immagini; una sotto l’altra, una dopo l’altra, costituendo un infinito palinsesto di dati visivi, situati nei giacimenti iconografici dei nostri repertori, dei nostri archivi e, soprattutto, della nostra influenza memetica. Il corpo vuole essere presentato come la realizzazione di un potenziale virtuale di innumerevoli stati materiali, che solo in parte si concretizzano nel tempo attraverso un processo continuamente ridefinibile. I danzatori sono contenitori postmoderni, un insieme articolato di riferimenti ibridi legati alle varie forme di street dance e alle pratiche della danza contemporanea, con le quali possono spostarsi in un secondo da questo a quel codice, senza tuttavia mai trovare un terreno stabile su cui sostare.
Jacopo Jenna è un coreografo, performer e filmaker. La sua ricerca indaga la percezione della danza e la coreografia come una pratica estesa, generando vari contesti performativi in cui ricollocare il corpo in relazione al movimento. Laureato in Sociologia si forma nello studio della danza presso Codarts (Rotterdam Dance Academy). Ha collaborato in Europa con compagnie stabili, progetti di ricerca coreografica, artisti visivi e musicisti.
Caterina Barbieri è una compositrice bolognese attualmente residente a Berlino. Il focus minimalista della sua musica sorge da una meditazione sulle forme d’onda semplici e l’esplorazione del potenziale polifonico e poliritmico dei sequencers. La sintesi e la permutazione estatica di pattern sono i mezzi principali tramite cui stilizzare i suoni in severe geometrie di tempo e spazio, nel confine tra minimalismo, drone e techno.

www.jacopoj.it
4.10.18
 

Juan Dominguez


La Pelanda 6 settembre 2018 Short Theatre Studio 2
Juan Dominguez
Between what is no longer and what is not yet

Performance 1h30′
prima nazionale
in inglese con sovratitoli in italiano
di e con Juan Domínguez
prodotto da Juan Dominguez
con il supporto di Tanznacht Berlin e Tanzfabrik Berlin/ apap-advancing performing arts project – Performing Europe 2020 / EU – Creative
Europe Programme
produzione esecutiva di Manyone

Juan Dominguez è clown concettuale, cowboy magico, poeta-modello e curatore del piacere. I suoi lavori propongono la dissoluzione del limite tra realtà e finzione, utilizzando la prima per determinare la seconda e viceversa. Il titolo Between what is no longer and what is not yet, che significa letteralmente “Tra ciò che non esiste più e ciò che non esiste ancora”, rivela fin dall’inizio il desiderio che l’artista desidera intraprendere in questa performance. Juan si appropria di una rottura tra il passato e il futuro per tradurre, attraverso il linguaggio, i pensieri e le visioni che fluttuano fuori dall’esperienza vissuta. In questo tempo sospeso, aneddoti personali della vita di Juan vengono raccontati senza seguire una linea temporale, e si mescolano ad altri racconti, tra verità e fabulazione. Juan Dominguez introduce progressivamente l’idea di un andamento temporale nel quale tutto può trasformarsi nel proprio contrario, una cesura che lascia spazio all’inatteso.
Juan Dominguez terrà anche un workshop aperto al pubblico il 5 settembre. Qui tutte le info per prenotarsi. Juan Dominguez è clown concettuale, cowboy magico, poeta-modello e curatore del piacere. Attivo come creatore e curatore nel campo della coreografia e delle arti performative, il suo lavoro esplora il rapporto tra codici duversi e sostiene la dissoluzione completa tra finzione e realtà, usando il primo per produrre l’ultimo e viceversa.
Alcuni dei suoi lavori sono: The taste is mine (1999) All good spies are my age (2002), The Application (2005), Shichimi Togarashi in collaborazione con Amalia Fernandez (2006), All good artists my age are dead (2007), Don’t even think about it! (2008), blue (2009), Clean Room Pilot (2010), A room without view (2011), Characters Arriving in collaborazione con Los Torreznos (2011), Clean Room Season 1 (2012), Clean Room Season 2(2014), El Triunfo de la Libertad in collaborazione con La Ribot and Juan Loriente (2014), Clean Room Season 3(2016), Between what is no longer and what is not yet (2016), Festival Avant-Garten (2017), My Only Memory(2018). Nei ultimi 14 anni ha curato diversi festival e programmazioni artistiche. È stato il direttore artistico del Festival In-Presentable/La Casa Encendida (2003-12), co-designer of Living Room Festival (2010-13), co-curatore di Picnic Sessions al C2M-Madrid (2013-15), co-designer al Festival Avant-Garten e al Interntional Sommer Festival Kampnagel-Hamburg (2017) tra gli altri.

www.juandominguezrojo.com/
4.10.18
 

Hope Hunt and The Ascension into Lazarus


La Pelanda 8 settembre 2018 Short Theatre Teatro 1
Oona Doherty
Hope Hunt and The Ascension into Lazarus

di e con Oona Doherty
autista e dj Luca Truffarelli
direzione tecnica Sarah Gordon
produzione Gabrielle Veyssiere
Danza 30′

Un’auto nera con i fari accesi attende. Della musica martellante proviene dall’interno della sua gabbia metallica. Un uomo, che è molti uomini, irrompe dal ritmo incalzante: la sua storia è quella di una caccia alla speranza.
L’uomo si trasforma in diverse individualità, muta da un personaggio all’altro. Attraverso parole, movimenti e suoni egli trasporta e scaglia il pubblico contro le stereotipiche idee di mascolinità, moralità e nostalgia. Denuncia come le maschere degli uomini non siano altro che una forma di difesa personale contro se stessi e il mondo in cui vivono.
Non importa da dove si viene, a quale classe sociale si viene assegnati. Esistono dei bisogni d’amore imprescindibili che sono radicati in tutti noi: rimuovendo le maschere dell’ego e le imposizioni culturali, la speranza è di trovare un terreno comune fatto di verità e fiducia. Hope Hunting confonde i limiti del teatro fisico, della proclamazione sociale e della danza. È un tentativo di decostruire lo stereotipo dell’uomo svantaggiato con l’intenzione di trasformare i reietti negli uccelli del Paradiso.
Oona Doherty è una danzatrice e coreografa proveniente dall’Irlanda del Nord.
Ha studiato presso la London School of Contemporary Dance, University of Ulster e LABAN London. Ha iniziato nel 2010 ad esibirsi a livello internazionale tramite la collaborazione con compagnie del calibro di TRASH (NL), Abbattoir Ferme (BE), Veronika Riz (IT), Emma Martin/United Fall (IE).
Più recentemente, Oona si è esibita in Arlington, spettacolo acclamato dalla critica di Enda Walsh, presso il Festival di Arti Internazionali di Galway, Abbey Theatre (Dublino) e St. Anne’s Warehouse (New York).
Il pezzo su cui Oona ha lavorato di recente è intitolato Hard to be Soft –A Belfast Player, la cui premiere si è svolta durante il Festival di Arti Internazionali di Belfast nel 2017. Lo spettacolo è stato presentato presso l’Abbey Theatre di Dublino come parte del Dublin Dance Festival durante Maggio 2018, cui seguiranno performance a Parigi nel 2018 presso Rencontres Choréographiques e a Lione presso Maison De La Danse come parte della Benniale che si svolgerà a Settembre 2018.

www.oonadohertyweb.com/
4.10.18
 

RIARSE DI SETE C’è un posto in cui la terra danza

Giardini della Filarmonica 21 Agosto 2018
RIARSE DI SETE C’è un posto in cui la terra danza
Di Igor Geat Con le Voci InPopolari
Liberamente tratto dalle Baccanti di Euripide
Interpreti: Marianna Cifarelli, Andrea Colangelo, Andrea Graziosi, Andrea Marchesino, Aurora Pica, Marta Pytel, Walter Silvestrelli.
E’ il senso panico a scorrere nelle vene profonde della civiltà di ogni tempo e la civiltà, organizzata nelle fredde mani della politica, non riesce ad arginare il pulsante sangue che sgorga, in sembiante vino, dalle ricche botti di Dioniso al ritmo di un irresistibile suono.
Le Baccanti, l’opera di Euripide in cui la Natura corrompe la Politica
Queste sono le motivazioni estetiche che hanno portato gli artisti delle Voci In Popolari a presentare il nuovo lavoro dal titolo “Riarse di Sete” scritto e diretto da Igor Geat, esperto nel cucire spettacoli site specific e interpretato da Andrea Colangelo con il suo gruppo di musicisti e danzatrici Voci Inpopolari.
L’opera “Riarse di Sete” è un’opera di teatro–danza con musiche dal vivo, liberamente ispirata alle Baccanti di Euripide, testo immenso dal quale ancora oggi è possibile trarre preziosi interrogativi per indagare il rapporto tra uomo e natura.
Lo spettacolo si presta ad essere messo in scena nei siti di interesse storico, archeologico e paesaggistico, in linea con gli obiettivi del Progetto “Un Mare di Cultura”. Una produzione GDO in collaborazione con Teatro 91
6.9.18
 

Speaking dance


17.7.18
 
Support : MarXoB
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