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DOPPELGANGER - Chi cammina al tuo fianco

Teatro Tor Di Nona 28 Ottobre 2014
DOPPELGANGER - Chi cammina al tuo fianco
Con Chiara Condrò, Katiuscia Magliarisi, Francesco Polizzi, idea scenica Christian Angeli, luci Salvatore Insana, regia Gruppo Number9, produzione Metateatro spettacolo realizzato in collaborazione con Rialto Santambrogio.
Milano anni cinquanta. Due gemelle. Un delitto irrisolto. Una delle due è un’assassina. Come stabilire la vera colpevole se le donne dapprima si coprono e poi si accusano a vicenda? Parallelamente all’indagine della polizia, uno psicologo cerca di fare luce sul caso, provando a dimostrare la matrice psicotica che ha spinto una delle due a compiere il gesto. Deve essere una gran fortuna vivere con qualcuno che cammina sempre al tuo fianco, così identico a te da confondere chiunque, forse anche il principale al lavoro, che mai si accorgerebbe se un giorno sei proprio tu a sederti di fronte a lui e, il giorno dopo... quell’altro. Il tuo compagno di strada serve a ottimizzare il tempo, a limitare la routine, soprattutto in una storia d’amore, dove la persona amata impiegherebbe molto a distinguere l’uno dall’altro. Però tutto questo potrebbe anche essere una gran bella scocciatura, se, lentamente, uno dei due sentisse nascere dentro una diversità, un impulso a primeggiare, a volere tutto il tesoro per sé. Cosa vincerebbe in questo caso? Il naturale spirito di fratellanza o la naturale ambizione personale? Lo spettacolo Doppelganger, letteralmente chi cammina al tuo fianco, offre una delle risposte possibili, un po’ sorridente, un po’ dolente. Un lavoro ispirato ai classici del cinema noir.
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Poeti per Roma – Reading

CC Gabriella Ferri 19 Ottobre 2014 “Poeti per Roma – Reading”, a cura di Graziano Graziani e Simone Nebbia. Prima ricognizione sulla poesia contemporanea in lingua romanesca, che è viva piena di spunti interessanti, di stili e forme differenti, che pur rifacendosi alla tradizione, resta parola viva del presente, in grado di arrivare dritto al pubblico grazie all’immediatezza dell’oralità che è propria della lingua romanesca, dal grande Elia Marcelli de Li Romani in Russia, letto da Vinicio Marchioni, ai Poeti derTrullo affidati alla voce di Simona Senzacqua, ai sonetti del Corvaccio e ai versi di Leone Atteone “Scartaccia”. Una serata in omaggio del mitico Festival della Poesia del ’79 a Capocotta.
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La notte più lunga

Teatro Tordinona 26 ottobre 2014 Gino La Monica in
“La notte più lunga”
Drammaturgia e Regia di Emanuela Giovannini
Aiuto regia Roberto Saura
Musiche Antonio Di Pofi
Scene Fiammetta Mandich
Luci Giovanna Bellini
Un uomo, un’ossessione e un viaggio in treno attraverso Pirandello. Il protagonista di questa lunga notte confonde i suoi pensieri con quelli dei personaggi pirandelliani e racconta, ai suoi fantomatici compagni di vagone, la storia di un uomo sospeso tra realtà e immaginazione. Non si dà mai il caso di dirla la verità come quando la s’inventa.
Gino La Monica – storica voce di Jeremy Irons, Robert Redford, Michael Douglas, Jeff Bridges… - torna in teatro per attraversare le parole di Pirandello, in una straordinaria prova d’attore. Lo troviamo da solo, sul palco, protagonista di questa lunga notte, confuso nei suoi pensieri, incapace, nel raccontare la sua storia, di distinguere se stesso dai personaggi pirandelliani. La splendida voce dell’attore segna tutti i passaggi del testo e percorre registri diversi, dal lirico, al drammatico, all’umoristico, al colloquiale, legati dal filo rosso della passionalità che è sempre sottesa alle grandi riflessioni.
«È il testo che un attore aspetta per tutta la vita - dice Gino La Monica - un personaggio capace di farti essere ‘’tutti i Pirandello in uno solo”. Un testo intenso, un viaggio alla scoperta di se stessi, la cui meta finale è l’accettazione della propria fragilità, della propria caducità e, quindi, della realtà».
La notte più lunga – che torna in scena dopo il debutto dell’anno scorso – è infatti anche un’inconsueta e stupefacente prova autoriale per un testo originale scritto da Emanuela Giovannini - che ne cura anche la regia – le cui parole si fondono e confondono con quelle, più illustri, del drammaturgo siciliano. «La notte più lunga - spiega Emanuela Giovannini - racconta la storia di un attore che “ha perso il capo” nelle parole di Pirandello. Un uomo fragile, a disagio nelle relazioni con gli altri e troppo sensibile per poter “sopravvivere” alle sopraffazioni del vivere civile. Un uomo che nasconde la sua solitudine negli abiti dei personaggi che, in passato, ha amato interpretare, alla ricerca, “disperatamente ciarliera”, di spettatori ideali. La vita trabocca dalle sue parole e ne scaturiscono riflessioni sul destino, sull’amore, sulla paternità, sull’arte, in un luogo visionario, nel quale trova spazio l’allucinazione, il ricordo, il sogno e la verità».
“La Notte più lunga” è infine anche un’opportunità: prodotto dall’Associazione culturale Adynaton, lo spettacolo si avvale del supporto tecnico di tre ragazzi, Joana, Alessandro e Veronica, che fanno parte dell’Officina di Teatro Sociale, un progetto di recupero e re-integrazione di giovani coinvolti in procedimenti penali o in condizione di disagio sociale e familiare, che alla fine di un percorso formativo esperienziale, offre loro piccole opportunità lavorative in ambito teatrale.
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Un gabbiano

Teatro Sala Uno 18 Ottobre 2014
Andrea Andrea Schiavo presenta:
UN GABBIANO
da Anton Cechov. Adattamento e regia Gianluca Merolli
Con: Gianluca Merolli (Konstantin), Anita Bartolucci (Irina), Francesca Golia (Nina), Giulia Maulucci (Mascia), Fabio Pasquini (Medvedenko), Ivan Alovisio (Trigorin), e la partecipazione straordinaria di Graziano Piazza (Sorin). La scenografia è di Davide Dormino, costumi di Gianluca Sbicca, musiche di Luca Longobardi, Camilla Piccioni light designerLa vicenda si svolge nella tenuta estiva di Sorin, fratello della famosa attrice Irina, appena arrivata per una breve vacanza con il suo amante, il noto scrittore Trigorin. Il figlio di lei, Konstantin, è innamorato di Nina, che desidera diventare attrice. Durante la rappresentazione di un suo testo, Irina deride il figlio e nel frattempo Nina scappa con Trigorin. Una volta diventata attrice, conoscerà infinite delusioni e pur abbandonata da Trigorin, continuerà a rifiutarsi a Konstantin.
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Amleto FX

Teatro dell’Orologio, dal 23 ottobre 2014
 Amleto FX
scritto, diretto e interpretato da Gabriele Paolocà.
L’umanità intera è condensata nell’Amleto di Shakespeare. E’ la nostra lotta che Amleto combatte e le armi che gli son concesse hanno il colore delle nostre mani. Abbiamo il sacrosanto diritto di imputargli le sue colpe per poter godere delle nostre. O forse attribuirgli anche quelle. Ecco allora che in Amleto FX (effects) la figura di Amleto viene smossa per iconizzare un tempo, il nostro, che sta costruendo una sapienza nella propria incoscienza, che agisce spinto da nuove e indomabili pulsioni, scaturite da motivazioni surreali, proprio come surreali sono le motivazioni che spingono Amleto a compiere la sua vendetta.
“Amleto FX è uno spettacolo sull’uscire o non uscire dalla propria stanza. Sull’affrontare il mondo che sta lì fuori o barricarsi dentro e dimenticare tutto, anche se stessi. Attraverso le suggestioni scaturite dagli interrogativi di Amleto, il lavoro conduce un’indagine sul deprimersi dei nostri tempi, toccando temi come l’illusione sociale del networking e la passione per personaggi famosi morti giovani. Riuscirà Amleto ad accettare tutto il marcio della Danimarca e ad andare alla festa di Orazio?” Gabriele Paolocà
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Strascichi

Teatro alla Misericordia, Sansepolcro, 25 Luglio 2014
festival Kilowatt IRENE RUSSOLILLO
“STRASCICHI”
 regia e interpretazione / director and performer Irene Russolillo
musica / music Piero Corso, Irene Russolillo
collaborazione tecnica / technical assistant Luca Telleschi
testi da / texts by Russolillo, Portishead, Sean Hayes, Beckett, Cohen, Morante, Szimborska
co-produzione / co-production ALDES
in collaborazione con / with the collaboration of c32 performing art workspace, Centro Artistico Il Grattacielo, Electa Creative Arts col supporto di / supported by MIBACT, Regione Toscana
durata / length 25’
Trovarsi buffi nella propria solitudine. Parlarne. Come? Dire del dire. Parlare delle parole. Fare un discorso sul discorso. Giocare a comporre stralci di racconto che con-suonino e risuonino, l’uno nella forma e nel senso dell’altro. Cercare di bastarsi da sola. Un tardivo femminismo? Può essere. Ma, come si dice, di necessità virtù.
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Il martedì al Monoprix

Teatro Belli 21 Ottobre 2014
 IL MARTEDÌ AL MONOPRIX
di Emmanuel Darley
regia di Raffaella Morelli
scene di Romualdo Moretti, costumi di Giovanna Napolitano
con Enzo Curcurù
Acclamata al Festival di Avignone e di Edimburgo, la commedia affronta il tema della differenza e dell’esclusione, raccontando due vite che non si incontrano mai, quella di un figlio transessuale e di suo padre, costretti tra le mura dell’incomprensione familiare. Una storia coinvolgente che esorta a guardare ai sentimenti più profondi, ai legami affettivi, al di là di ogni apparenza o scelta non condivisibile, in un’alternanza di rimandi fra presente e passato. La scrittura commovente di Darley e la sensibile interpretazione di Curcurù danno vita a una coppia di personaggi vividi: un padre imprigionato nella sua diffidenza e un figlio alla conquista della sua identità.
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Oscar W.

Recensione dello spettacolo su Gufetto.it 

Casa delle Culture 9 MAGGIO 2014 “Oscar W.”
 liberamente ispirato alla vita e all'opera di Oscar Wilde
regia di Andrea Onori con Mariagrazia Torbidoni Compagnia virgolatreperiodico - officina fondente
“Nelle mie opere ho messo solo il mio talento. Tutto il mio genio l'ho messo nella mia vita”. Questo è l'aforisma che meglio sintetizza l'idea che fa da sfondo allo spettacolo Oscar W. Attraverso l'intreccio e la sovrapposizione di storie, parole e personaggi appartenenti tanto alle opere quanto agli episodi più significativi della biografia di Oscar Wilde, la pièce accompagna lo spettatore all'interno della galleria di temi e figure presenti nella produzione artistica dell'autore, delineando al contempo la sua traiettoria esistenziale, dai momenti di esaltazione e di fama a quelli più tragici e bui.
Partire da Wilde per mettere in scena Wilde, il tutto nelle mani di una sola attrice che, in un susseguirsi di scambi tra persona e personaggio, dà vita ad una scena spesso fatta di ribaltamenti e trasformazioni, dove anche il tempo e lo spazio non seguono necessariamente le regole della logica, affidandosi piuttosto al fascino dell'immaginazione e del gioco teatrale.
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The White Room

Recensione dello spettacolo su Gufetto.it

Teatro Tordinona 6 all’11 maggio 2014
“The White Room”
di e con Caterina Gramaglia
scenografia: Gaia Giugni
costumi: Gloriana Manfra
luci e fonica: Marzo Zara
si ringraziano: Rosa Morelli, Mario Toccafondi, Riccardo Bocci, Ilza Prestinari, Gualtiero Burzi, Sebastiano Covone, Bruno Cipriani, Filippo e Tito etc…
spettacolo vincitore delPremio Special off – Roma Fringe Festival 2013 e finalista al Premio Produzione e Miglior Spettacolo – Roma Fringe Festival 2013.
The White Room affronta in maniera insolita e inaspettata i temi della solitudine e della follia, accomunati dal gioco dell’impermanenza. Lo spettacolo infatti si evolve continuamente, cresce e si modifica con la sua stessa autrice ed interprete. Dunque è soggetto è a ciò che si può chiamare impermanente, cioè in continua mutazione. Una stanza bianca, chiusa in tutti i suoi lati, il soffitto rimane scoperto, il telo davanti come fosse un sipario è trasparente. Una donna seduta all’interno della stanza accende una luce led dentro una gabbietta, inizia un canto incomprensibile. La donna si mette una parrucca, continua il canto, accende alcune luci ai lati della stanza prende un ombrellino e… tanti sono i personaggi che prendono vita tra le mani di Caterina Gramaglia: una cantante lirica, la giapponese Suzuky, Bambulè un personaggio con delle bambole e dei led in testa, Nora Duselli un’attrice vecchio stampo, Gelsomina e molto altro ancora. Uno spettacolo unico, insolito, innovativo e sorprendente. Racconta Caterina Gramaglia:
Una stanza bianca, una scatola bianca, la scatola bianca della mia mente, dove albergano personaggi. Il tema dello spettacolo è la follia, la follia come creatività, come suono, come immagine. La mia traduzione del mondo, la percezione del mondo nella mia solitudine. In questa solitudine sono come accompagnata da questi personaggi che mi parlano che mi fanno compagnia. In questo contenitore ci sono oltre ai personaggi video, tra il demenziale e la poesia che si versa alla fine nel mondo della strada felliniana.
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Pisa-Roma 1 a 2

Centro Culturale Elsa Morante 16 Ottobre 2014 “Pisa-Roma 1 a 2” di e con Giuseppe Manfridi. Uno spettacolo dedicato alla fede calcistica capitolina e alla partita che decretò l’inizio della cavalcata che portò lo scudetto dell’83 alla squadra giallorossa. Un commosso omaggio al giocatore che di quella Roma destinata a diventare campione d’Italia fu il magnifico capitano: Agostino Di Bartolomei.
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La battaglia di Roma

CC Elsa Morante, 17 Ottobre 2014 Storia della capitale ne “La battaglia di Roma” di e con Pierpaolo Palladino: una narrazione in versi liberi, ispirati dalla struttura stessa del romanesco, con le musiche originali e suonate dal vivo di Pino Cangialosi. La rievocazione di una giornata emblematica, il 10 settembre 1943, due giorni dopo l’armistizio, quando fu combattuta a Roma la più grossa battaglia sul suolo nazionale tra l’esercito regolare italiano e le armate tedesche. Una galleria di volti del popolo e dei soldati, di volta in volta smarriti o coraggiosi, in un vortice di vita e morte come solo in guerra, in questa come in qualsiasi altra, si è costretti ad affrontare.
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Roma, la città e il mondo – Uno sguardo incrociato

CC Aldo Fabrizi, 18 Ottobre 2014 “Roma, la città e il mondo – Uno sguardo incrociato”, Un reading con musiche originali ed eseguite dal vivo di sei autori italiani di nascita e di elezione per raccontare, ciascuno dalla propria angolazione il rapporto con la città di Roma. Fabio Bussotti, Alessandra Costanzo, Andrea Murchio e Cristina Aubry leggeranno i testi: “Finestre Romane” dell’equadorena Katia Tola Olivares, “Documenti Prego” e “Nuovo Mondo” della congo-egiziana e romana di nascita Ingy Mubiayi, alternati a “San Pietro” del meranese Roberto Cavosi, “Un condominio adeguato” del napoletano Pierpaolo Palladino e “Torino-Bucarest-Roma” del torinese Antonio Tarantino.
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Serata finale di premiazione

Teatro Tordinona 12 Ottobre 2014 “Schegge D’Autore” Festival della Drammaturgia Italiana XIV Edizione. “Serata finale di premiazione”
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Del sesso della donna come campo di battaglia

Accademia di Romania La rotonda 28 giugno 2014, teatROmania festival Del sesso della donna come campo di battaglia – prima nazionale di Matei Vișniec, con Irina Bodea Radu e Bianca Holobuț, regia Muriel Manea, produzione Teatrul “I.D. Sîrbu”, Petroșani Lo spettacolo presenta il destino di due donne durante e dopo la guerra in Bosnia. Kate è una psichiatra americana che arriva in Bosnia per aprire fosse comuni. Poiché non resiste, è trasferita in un centro per la cura delle donne violentate e rimaste incinte durante la guerra. Qui incontra Dorra, una delle vittime. Passo dopo passo, gradualmente, le due imparano a conciliarsi con la propria condizione. Per il loro spirito e la loro personalità, le donne sono due sopravvissute. Alla fine, il loro dialogo – inizialmente impossibile – si trasforma in comunione. I due personaggi cercano di attirare l’attenzione su quella non-soluzione che è la guerra, con le sue conseguenze disastrose. La pièce potrebbe avere come motto una delle battute di Dorra: “Il tempo non può guarire tutto”. - Avviene ancora, e non troppo di rado, che sotto l’involucro apparentemente verificato, formalmente garantito, della civiltà, si nasconda l’abisso. Un abisso ben illustrato dalla messa in scena di Petroșani. Una pièce attuale, di un’attualità spaventosa per il semplice fatto di parlare, in fondo, dell’incapacità dell’umanità di fermare, in qualsiasi momento della sua storia, la proliferazione delle fosse comuni. Fosse - intese nella loro duplice realtà, fisica e psicologica. In realtà, ci dice il testo di Vișniec e ce lo ricorda in modo marcato questo spettacolo raffinato, nella regia - non aggressiva ma ottimamente centrata sulla sostanza – di Muriel Manea e nell’ispirata scenografia di Eliza Labancz, è molto più semplice redigere fogli di osservazione clinica, offrire assistenza psichiatrica, fornire consigli e sapienza da manuale, anziché far sì che la sapienza armonizzi i ritmi della vita reale.
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Ti lascerò a macchiare di rosso la neve

Teatro Tordinona 30 Settembre 2014 “Schegge D’Autore” Festival della Drammaturgia Italiana XIV Edizione
TI LASCERO’ QUI A MACCHIARE DI ROSSO LA NEVE
di Daria D. con Luca Di Martino.
Due omicidi, raccontati con spavalderia e folle arroganza da un giovane venuto dall’Est Europa. Un personaggio dostoevskiano, dall’intelligenza non comune ma tarata da una vita di povertà e di stenti, si aggira per le strade di una città benestante del Nord d’Italia, innevata e silenziosa, in cerca di una vittima casuale. E’ la storia breve ma intensa, nello spazio di un monologo teatrale, di una lucida follia che dalla rabbia interiore si allenta in una calma quasi divina, o meglio, diabolica.
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Enrico IV (ma forse no)

Teatro Argot 7 OTTOBRE 2014 Arte e Spettacolo Domovoj
 in collaborazione con Teatro Argot Studio
ENRICO IV (ma forse no)
da Luigi Pirandello
drammaturgia e regia Matteo Tarasco
con Sidy Diop, Federico Le Pera, Tiziano Panici, Brenno Placido
spazio scenico e luci Matteo Tarasco
costumi Chiara Aversano
assistente alla regia Katia di Carlo
foto di scena Pino Le Pera
comunicazione Danilo Chiarello
produzione esecutiva Marilia Chimenti
Enrico IV (ma forse no) è un excursus drammaturgico all’interno di uno dei capolavori del novecento, Enrico IV di Luigi Pirandello. Immaginiamo di raccontare la famosa storia dell’uomo che si crede Re Enrico IV in seguito ad una caduta da cavallo durante una festa in maschera, dal punto di vista dei finti consiglieri segreti, Arialdo, Ordulfo e Landolfo.
La nostra storia si svolge nel presente e si ambienta nel garage della grande villa dove vive l’uomo che si crede Enrico IV. In una sorta di thriller grottesco si dipanerà un gioco delle parti ove nulla è come appare.
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