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Er naso de Gogolle

Teatro della Cometa 15 gennaio 2019
Francesco Acquaroli in
ER NASO DE GOGOLLE
testo e regia Pierpaolo Palladino
da Nicolaj Gogol
musiche originali Pino Cangialosi
suonate dal vivo da Flavio Cangialosi tastiere, chitarra e percussioni
e Livia Cangialosi voce e fiati
scena, costumi, disegno luci, aiuto regia Alessia Sambrini

Francesco Acquaroli, dopo il boss Samurai di Suburra e Sebastiano, l'amico fuorilegge del vice questore Rocco Schiavone, decide di "rovinarsi" la reputazione di duro della mala romana interpretando un personaggio farsesco e paradossale che si ispira al famoso racconto di Nicolaj Gogol. In questo divertente spettacolo il protagonista si risveglia all'improvviso senza naso, ma la sua unica preoccupazione di aver perso anche la rispettabilità nella buona società che frequenta. "Un omo senza naso che omo è?" Con vittimismo fantozziano si lancia dunque all'inseguimento del suo Naso che fugge in città vestito da cardinale, ma è inseguito a sua volta dal suo stesso pregiudizio sociale, perché "a un omo timorato nun gliè capitano 'ste cose!".
A inseguire le sue gesta in scena due giovani polistrumentisti con sonorità acustiche ed elettroniche, che accompagnano narrativamente e musicalmente l'intera vicenda grazie alle musiche di Pino Cangialosi. Una riscrittura in romanesco colto di un classico gogoliano con cui l'autore Pierpaolo Palladino narra le ansie dell'abate Corvallone, alter ego del Kovalòv gogoliano, nella Roma del Papa Re, specchio di un mondo analogo al nostro, in cui la forma e il buon nome in società sono l'essenza stessa dell'uomo.

Nicolaj Gogol fu amante e conoscitore di Roma, dove abitò nel 1836, conobbe il Belli e scrisse buona parte del suo "Le anime Morte". L'ambientazione romana e in un romanesco colto ben si presta a raccontare le ansie dell'abate Corvallone, alter ego del Kovalòv gogoliano, che si agita alla ricerca del suo naso fuggito all'improvviso per girare libero in città. Le musiche eseguite dal vivo accompagnano narrativamente e musicalmente le gesta dell'abate. La curia vaticana sostituisce infine l'analoga burocrazia zarista, in un mondo in cui la forma e il buon nome in società sono l'essenza stessa dell'uomo.
Aggiungo infine che questo spettacolo si inserisce in una personale ricerca nel solco di una drammaturgia contemporanea dialettale (come altri autori di ogni regione italiana che dagli anni ottanta sono stati protagonisti del rinnovamento drammaturgico nazionale) che segue i miei precedenti testi "Il Pellegrino", "L'albergo Rosso", "La battaglia di Roma" ed "Il Cappello del Papa".
Pierpaolo Palladino

La scelta condivisa con Palladino di affidare l'interpretazione musicale a due polistrumentisti in scena, permette una narrazione sonora ricca di elementi colti e popolari, con strumenti come il corno, il contrabbasso e la chitarra, già in uso all'epoca di Gogol. Le musiche di scena di "Er Naso", in analogia alle musiche de "Il Pellegrino" e "La Battaglia di Roma" di Pierpaolo Palladino, sono dunque concepite in forma di melologo, genere musicale che unisce la musica con il parlato.
Pino Cangialosi

18.1.19
 

Branchiamo?

Teatro Tordinona 4 Gennaio 2019
BRANCHIAMO?
Scritto e diretto da Anna Fraioli
Con la Compagnia de La Bottega dell’attore:
Alessandro Arseni, Anna Malloni, Elisabetta Baldi, Elisabetta Madau, Laura De Santis, Lorenzo Sanna, Luca Menenti, Marco Tavani, Raffaella Ariganello, Roberto Guadagnoli, Saverio Mattei, Tiziano D’Adamo.

Cosa ti può succedere quando, dopo tanti anni e tanta vita vissuta insieme, vedi tuo marito che si avvicina a te, ti stringe forte e mentre ti bacia appassionatamente ti dice: “Amore preparati. Ho prenotato nel ristorante più romantico della città”?

Che ti svegli! Ecco cosa ti può succedere!
Oh mamma! Dove sono? Che ora è? Chi diamine è quell'estraneo dal bizzarro linguaggio mugugnante che mi circola dentro casa in mutande? Ma dove sta quel ragazzo che ho conosciuto un tempo? Ma sì! Quello che sta nella foto sul comodino? E…fermi tutti! Chi è quella donna che vedo nello specchio? Non posso essere io! No, non è possibile, io non metterei mai quella vestaglietta a pois che sembra uscita dall'armadio di mia nonna! Marrone! Ho sempre odiato il marrone. E i pois! Menomale che ci sono le amiche. Loro sanno sempre come aiutarti. Sempre. Loro non hanno problemi con gli uomini. Mai. Quasi mai. Sempre! Sono spacciata.

Ma la Vita riserva sempre qualche sorpresa. Non si sa bene come faccia, ne ha di fantasia. Forse mette insieme a caso gli ingredienti che si trova davanti: magari un marito distratto e una moglie delusa. Un nonno all'antica e due nipoti che da anni frequentano il quinto liceo. Una donna perennemente inquieta, una irrimediabilmente affetta da dissacrante cinismo, una impiegata pettegola, un avvocato marpione affetto dall’ars oratoria, un barista psicologo e una astrologa esperta. Poi mescola, mescola, mescola e lascia decantare tutto fino a farlo esplodere nel momento più serio della vita di ogni tifoso: il Derby della Capitale!

E all'improvviso tutto prende forma e diventa Felicità

13.1.19
 

Evento speciale Paolo Poli

Foyer del Teatro Valle, 10 novembre 2018
Evento speciale
Santa Rita and the Spiders from Mars
reading tra Paolo Poli e David Bowie
a cura e con Marco Cavalcoli

Un reading a partire da testi di Paolo Poli e David Bowie. Due personaggi istrionici, due artisti che hanno saputo, nei rispettivi ambiti, inventare nuove forme e nuove direzioni artistiche in un costante trasformismo in grado di ridisegnare il tempo vissuto. In una sorta di intervista/dialogo impossibile tra Paolo Poli e David Bowie, incastonata in una ipotetica trasmissione radiofonica o televisiva, la serata rivela l’anima, il carattere, l’unicità e la radicalità artistica di due inventori che hanno lasciato un segno anticipatore sui tempi presenti e futuri. I due artisti rivivono in scena attraverso l’impronta stampata in eterodirezione sull’attore Marco Cavalcoli, che riceve in cuffia le voci dei due artisti e ne restituisce la presenza vibratile.

8.1.19
 

Paolo Poli è.....

Teatro Valle 10 Novembre 2018
PAOLO POLI è ...
Mostra multimediale su Paolo Poli
a cura di Andrea Farri e Rodolfo di Giammarco
Il genio, la storia e l’arte di Paolo Poli in mostra negli spazi del Teatro Valle. Un percorso visivo lungo oltre sessant’anni di carriera teatrale dell’artista testimoniato dalla grande quantità di oggetti, video, bozzetti, scenografie. Una mostra-album, e non semplicemente una “mostra”, nella quale calarsi dal vivo e che consente ai visitatori di sfogliare le pagine di vita dell’amato Poli attraverso 40 monitor allestiti in sala, uno per ogni spettacolo che ha realizzato (dal 1950 al 2014), in una carrellata storica che copre 64 anni di progetti e attività teatrale. Sugli schermi scorrono loop di immagini, video, bozzetti di scene di Eugenio Guglielminetti, Anna Anni, Aldo Buti; bozzetti di costumi di Santuzza Calì, Danda Ortona; locandine e poster; le scenografie realizzate da Lele Luzzati sono collocate sul palcoscenico, mentre i costumi sono installati in alcuni palchi di primo ordine; infine nel foyer il pubblico può leggere su un video wall i 568 appellativi con cui la stampa ha descritto Poli, tutt’ora a rappresentare le facce multiformi del suo essere artista a tutto tondo.
il teatro di Roma e i curatori ringraziano la Sartoria Farani per l'amichevole messa a disposizione dei costumi di Santuzza Calì

8.1.19
 

Misteria Vulcanorum

Teatro Tordinona 27 Dicembre 2018
MISTERIA VULCANORUM
Verso la terra mia prima, verso sud migrai là dove il rosmarino fiorisce e dove l'acqua ancora scorre dalle sorgenti, frutti d'ombra cadono dai muri, luce di luna imbianca la casa, e cenere di crateri ormai freddi trasportano vento di mare nelle stanze. Queste parole rappresentano il nostro vissuto e il vivere ancora oggi in questa Terra Prima, laddove la processione si allontana e fa spazio al tempo e al mondo interiore, noi diamo spazio alle preghiere, alle invocazioni, ai canti, alla musica. Un gruppo di suonatori e cantanti, che per tutto lo spettacolo non si limiteranno a proporci una serie di brani natalizi (spesso tanto belli e suggestivi quanto poco conosciuti), ma ci racconteranno anche il loro rapporto con il Natale, con la tradizione, la devozione e soprattutto con la musica popolare che a questa straordinaria Festa fa riferimento.
Chest'è 'a vita 'a storia 'a museca che noi vi proponiamo.

Organico
Nando Citarella: voce-chitarra battente-armonium portativo, tammorra
Gabriella Aiello: voce, kalimba, tammorra
Carlo "Olaf" Cossu: violino d'amore
Eleonora Pariante: voce recitante
con a volte ma non sempre
CYMBALUS & EQUIVOX ENSEMBLE voci e tamburi
Una produzione Compagnia "La Paranza" Associazione Culturale

5.1.19
 

Due ore di sole

Teatro Tordinona 21 Dicembre 2018
DUE ORE DI SOLE
Regia Maurizio Lops
Scritto e interpretato da
Lucia D’Ambra, Francesca Elicio, Ilaria Falconi, Francesca La Spina, Alessandra Lucidi, Valentina Maduli, Linda Celeste Montemiglio, Simona Sighinolfi

31.12.18
 

Oasi comizio sui valori

Teatro India 15 Dicembre 2018
OASI COMIZIO SUI VALORI
Oscillazioni
Di e Con Enea Tomei
Spettacolo sui valori e sulla loro trasmissione
Quali sono i valori che oggi vengono trasmessi da un essere umano all’altro? A cosa servono? Chi li decide?
Il lavoro d’inchiesta condivide le domande con La buona educazione di Piccola Compagnia Dammacco.
Il lavoro ha a che fare con il rischio.
Perché rispondere spaventa socialmente e esistenzialmente: perché si ha paura di perdere il proprio posto nella società e perché non ci si vuole impegnare a interrogarsi. Bisogna dunque parlare a lungo degli argomenti per arrivare a quel che si vuol trovare…sprecare tempo per conoscere le persone.
Il tema posto alla comunità degli ostiensi racconta le risposte a lungo cercate e trovate tra denunce e omissioni, serenità, complicità, passione, amarcord, serietà e un pizzico di follia. Molti sono i supporti e i materiali che ha utilizzato nella sua costruzione (questionari, interviste audio concesse e rubate, registrazioni sul campo, scatti fotografici leciti e illeciti, di modo che l’indagine possa essere restituita attraverso un mash up tra la parola, l’ascolto e la visione e provocare, tra rimandi di senso, allitterazioni, contrasti, assonanze e dissonanze, una psichedelia emotiva e intellettuale della percezione.
In tal modo O A S Iè descrivibile come:
un’operazione concettualmente popolare
un’indagine culturale e sociologica
una restituzione artistica tra teatro, fotografia e poesia
L’osservazione e l’ascolto sono i criteri che hanno caratterizzato la prima parte del lavoro: abitare e immergersi nell’atmosfera dei luoghi attraversandoli. Il lavoro sul campo è stata la seconda fase del progetto: sperimentare la fiducia o il contrasto con le persone a cui si rivolgono le domande e registrare voci e suoni ambientali e fotografare la realtà che circonda persone e luoghi oggetto dell’indagine. Il lavoro finale è stato dedicato alla costruzione della struttura: la traduzione in parole, panorami audio-visivi e voci per la restituzione performativa dell’indagine.
Oasi fa parte di H o M e Giro d’Italia per immagini e versi
Home è la casa.
Ho me è la consapevolezza che ho del mio essere e, dunque, la capacità di abitarmi, di essere casa per la mia persona. Per i tanti me che mi abitano e che, spesso, neanche conosco. La sollecitazione è quella di riappropriarsi della propria esistenza, a partire dal modo di vivere l’ambiente di residenza.
Attraverso l’indagine per interviste che riguardano l’individuo, cerco di comprendere gli interrogativi che ci legano ai luoghi che abitiamo, alle dimore fisiche e metafisiche in cui viviamo.

29.12.18
 

Cineforuom

Teatro Tordinona 19 Dicembre 2018
CINEFORUM
Con: Silvia Alibrandi, Pietro Lasciato, Daniele Blando, Flavia Prugnola, Laura Canale, Salvo Puglisi, Sara Canonico, Martina Raspa, Licia Cristiano, Daniela Scattolin, Rozalina Culli, Eva Sgalia, Antonella De Cesare, Federica Vari, Rose Marie Gatta, Patrizia Zalocco. Regia di Antonio Gargiulo

29.12.18
 

Con molta cura

Teatro di Villa Torlonia 17 Dicembre 2018
CON MOLTA CURA
evento teatrale tratto dall’omonimo libro di SEVERINO CESARI
drammaturgia e regia di Valeria Patera
e interpretato da Lorenzo Gioielli
voice off di Galatea Ranzi
disegno del suono di Dario Arcidiacono
video grafica di Valeria Spera
Produzione TIMOS Teatro Eventi
Ingresso libero sino ad esaurimento posti disponibili
SEVERINO CESARI è considerato uno dei più grandi editor italiani e la sua attività editoriale con Einaudi Stile Libero ha fatto emergere alcuni tra i migliori nuovi talenti letterari e l ausa firma è stata a lungo una presenza sul Manifesto.
Uomo gentile e dotato di particolare capacità d'ascolto ha saputo attraversare una serie di disagi fisici e malattie con spirito esemplare e luminosa forza di trasformazione del dolore che lo attraversava. Nel corso dell'ultimo tratto della sua vita, nonostante la sofferenza, ha scelto di aprirsi attraverso Facebook e condividere il suo percorso con una comunità che si è via via infittita e che dopo la sua scomparsa è diventata la comunità dei lettori del libro che ha editato con Rizzoli dal titolo CON MOLTA CURA.
La ricorrenza della sua scomparsa è il 25 ottobre ma il giorno 17 dicembre alle h 19.30 il Teatro di Roma ospita nello spazio del bellissimo Teatro Torlonia uno spettacolo ideato da Valeria Patera e organizzato con TIMOS Teatro-Eventi per ricordarlo in modo vivo attraverso la voce di chi gli è stato vicino per tanti anni e per sentire poi le sue parole attraverso la voce dell'attore. Alle h 19.30 Paolo Repetti, Rosella Postorino, Raffaella Pajalich e Luca Briasco introdurranno la serata condividendo ricordi e impressioni sull'uomo che è stato Severino Cesari.
A seguire sarà replicato lo spettacolo, che ha debuttato il 6 ottobre a Umbria Libri e che è tratto dal libro di cui infatti porta lo stesso titolo.

29.12.18
 

Cose Così


Teatro Eliseo Off 28 Novembre 2018
COSE COSÌ

di Paola Ponti, testo liberamente ispirato ad alcuni racconti di Raymond Carver, regia Danilo Nigrelli, Personaggi e interpreti:
Nan Arianna Cremona
Mike Mario Russo
Lloyd Stefano Quatrosi
Inez/Madre Di Stuart Carmen Giardina
Stuart Amandio Pinheiro
Claire Elodie Treccani
Robert Danilo Nigrelli
Produzione Teatro Eliseo.

Prendi qualcosa dalla vita di tutti i giorni, senza trama e senza finale, così Anton Cechov definiva l’arte del racconto. Raymond Carver prese alla lettera questo insegnamento e diventò uno dei più grandi esponenti di narrativa breve. SPIEGA L’AUTRICE PAOLA PONTI
In “Cose così” ho chiesto in prestito alcune storie, ma soprattutto suggestioni del grandissimo interprete dell’animo umano che è Raymond Carver e ho scritto una giornata di tre coppie.
Sono personaggi di ‘tutti i giorni’ appunto, che insieme rappresentano nella loro unicità, i dolori, le speranze e le delusioni in una condensazione di eventi che portano queste 24 ore a diventare in qualche modo l’arco di una vita. STORIE DI UOMINI E DONNE COMUNI, VIOLENZA, DISPERAZIONE
“Cose così” rappresenta le storie di uomini e donne comuni, di vite dolorosamente normali, storie senza suspence e senza colpi di scena, ma perennemente vibranti di tensione e commozione.
La violenza, la disperazione, l’incomunicabilità, ma anche la tenerezza, la condivisione e la pietà, vengono disegnate coi colori neutri e i tratti nitidi dei gesti apparentemente più banali, che sono però alla fine i più profondi e sinceri.

29.12.18
 

Fiato d'artista


Teatro Vascello 5 Dicembre 2018
La Fabbrica dell'Attore- teatro Vascello e Ass. Inforse
FIATO D'ARTISTA

1958-1968: DIECI ANNI A PIAZZA DEL POPOLO
uno spettacolo teatrale di Evita Ciri e Nicola Campiotti
liberamente tratto dal libro omonimo di Paola Pitagora edito da Sellerio
con Paola Pitagora, Francesco Villano e Giulia Vecchio
video di Paride Donatelli
costumi Annapaola Brancia d'Apicena
regia Evita Ciri

La scrittura si lascia guidare dal romanzo della Pitagora, permeato dalla vitalità di tutta quella generazione, che raccoglie la testimonianza di una straordinaria storia d’amore vissuta. Da questa base di partenza è partita una ricerca sulle vite, gli scritti e le abitudini di questi artisti: “E ci siamo lasciati sedurre – racconta sempre Evita Ciri – dal linguaggio cristallino di Renato Mambor, da quello emotivo e smisurato di Pino Pascali, dalle evocazioni di Jannis Kounellis, dall’esuberanza di Mario Schifano, dalla malinconica lucidità di Cesare Tacchi, dalla precisione matematica di Sergio Lombardo e dall’ironia di Tano Festa. Ci siamo divertiti a vedere come le idee e le emozioni scorrevano dall’uno all’altro come scariche elettriche, che ciascuno elaborava in maniera diversa e smisurata. E abbiamo deciso di evocarli in scena ed evocare la loro energia. Quell’energia che finisce nel segno e attraverso il segno rilascia un’emozione che investe lo spettatore. E alla fine abbiamo scoperto quanto quella differenza di strumento iniziale, fosse solo una barriera mentale: il segno sulla tela equivale al gesto sul palco; entrambi ingaggiano una battaglia mortale alla ricerca di senso. Dal segno, al sogno di questo spettacolo”.
Fiato d’artista, proprio per ridare fiato a un’epoca di enorme cambiamento e riportarla all’attenzione del pubblico contemporaneo, in tutta la sua completezza e le sue contraddizioni, per stimolare il recupero di forze e correnti creative e vitali. Il decennio del boom economico, della crescita della televisione, s’intrecciava al fermento artistico di una Roma viva e internazionale come mai prima. E Piazza del Popolo era l’epicentro di questo fermento.

29.12.18
 

I libri di OZ


Teatro India 13 Dicembre 2018
I LIBRI DI OZ
Oscillazioni

di e con Chiara Lagani
testi di Frank Baum tradotti da Chiara Lagani per I Millenni di Einaudi
illustrazioni Mara Cerri
paesaggio sonoro Mirto Baliani
animazioni video e regia Luigi De Angelis
cura del suono Vincenzo Scorza
produzione Elastica, E/Fanny & Alexander

Dopo Il meraviglioso mago di Oz, Baum scrisse altri tredici romanzi ambientati nello stesso mondo, con la piccola Dorothy e i suoi vecchi amici, ai quali se ne aggiungono via via di nuovi non meno bizzarri e simpatici, come Testadizucca, lo Scarasaggio Sommamente Eccessivo, la gallina Billina, la Tigre Famelica, l’automa Tic-Toc che pensa e parla solo se caricato a molla, e tanti altri. I romanzi successivi, sebbene poco o nulla conosciuti in Italia, non sono affatto inferiori al capostipite. Chiara Lagani, fondatrice della compagnia teatrale Fanny & Alexander, negli anni scorsi ha messo in scena un ciclo di spettacoli tratti dai libri di Oz: ora, per i Millenni di Einaudi, ha tradotto e antologizzato i quattordici romanzi, ha scritto i collegamenti tra un episodio e l’altro per dare le informazioni necessarie sulle parti tagliate, ha corredato il volume di brevi note che mettono in luce ulteriori riferimenti tra i vari racconti. In collaborazione con lei, Mara Cerri ha realizzato una serie di disegni a colori e in bianco e nero che accompagnano le storie di Dorothy e dei suoi soci.
Il recital porta lo spettatore a percorrere idealmente, attraverso la voce di Chiara Lagani e in circa un’ora di spettacolo, lo spirito del ciclo dei libri di Oz, passando da un romanzo all’altro come se fossero i capitoli di un’unica grande storia che è stata oggetto delle più svariate interpretazioni, da quelle politiche a quelle religiose, gnostiche, psicanalitiche…
Ad ogni appuntamento è previsto un ospite sollecitatore di questioni sempre diverse: i libri di Oz sono una piccola enciclopedia di temi celebri. Si potrà di volta in volta parlare di mito, di storia, di sistemi politici e costituzioni fantastiche, di giochi di parola, dei cervelli e dei cuori celebri della storia, di utopie, della fascinazione per la tecnologia e la scienza, di femminismo…
L’assoluto valore di questi romanzi sta infatti proprio nel non farsi costringere in nessuno schema interpretativo; la libertà narrativa di Baum, la sua continua invenzione fantastica, gli esilaranti giochi linguistici, l’ambivalenza emotiva, fra comicità, paura e malinconia, attivano da sempre una misteriosa complicità con i lettori di ogni età che appartiene ai piaceri dell’intelligenza e alla sostanza della vera letteratura.
29.12.18
 

Piccoli crimini coniugali

Teatro Tordinona 9 Dicembre 2018
PICCOLI CRIMINI CONIUGALI
Liberamente tratto da E.E. Schmitt
Con Maria Paola Risa e Giovanni Di Guido
Regia Cristina Aubry
Fino da quando lessi “Piccoli crimini coniugali” rimasi colpita da un andamento brillante da ‘pura commedia’ pervasa però da una nota continua d’inquietudine da thriller.
Dialoghi acuti, raffinatissimi che sotto le intelligenze dei protagonisti nascondono bugie, passioni furibonde e trame da assassini. Schmitt ha il coraggio di mettere a nudo l’animo femminile e quello maschile: Lisa e Gilles, una coppia che si ama eppure diventa crogiolo di violenza e sofferenza profonde. Forse perché uomo e donna potranno amarsi ma mai capirsi fino in fondo. Ripetuti colpi di scena ci portano a raccontare la loro intimità solo a patto che siano entrambi disposti a svelarsi, a mostrare il proprio dolore e la propria autenticità, pena il potersi perdere per sempre o forse, in una possibilità salvifica, a potersi ritrovare su un diverso piano dell’esistenza.
Cristina Aubry
10.12.18
 

Pulcinella e la notte stellata

Teatro Tordinona 12 ottobre 2018
PULCINELLA E LA NOTTE STELLATA
di Renato Giordano
Con Renato Giordano e Maria Elena Pepi (contralto)
Il Brano musicale Serenata a Pulcinella è di Vito Ranucci e Renato Giordano.
°°°
Fabulazione, comicità, scrittura sono gli elementi che costituisconoe la breve messinscena (atto unico) di Pulcinella e la notte stellata, in cui Renato Giordano, autore, regista e interprete nel ruolo di un Pulcinella malinconico e diabetico, esibisce una passione verso Colombina, interpretata da Maria Elena Pepi (contralto), la quale col suo canto ampio ed esteso, crea un’alchimia musicale di canto come elemento portatore di coscienza e forza terapeutica.
Il testo racconta il “canto finale”, l’ultima notte stellata vissuta dall’estroso Pulcinella, che dopo una serata passata a bere e a mangiare maccheroni in osteria, preso da miraggi post prandiali e strambe idee, si reca impudente sotto il balcone di Colombina per infiorettarle etiliche avances.
“Versatilità” è la parola chiave che permette di comprendere – in maniera il più possibile esaustiva – le modalità di scrittura teatrale di Renato Giordano, dove l’accostamento di aspetti spesso incompatibili tra di loro sembrano essere una delle caratteristiche peculiari.
In quest’ottica “Pulcinella e la notte Stellata” non può che essere, nell’esaustivo lavoro di Giordano, l’espressione di un continuo percorso di teatro all’italiana trasmissibile in “terapia-clinica” grazie alle metodiche del suo Theatrical based Medicine: progetto attuato per esorcizzare l’esteriorizzazione curativa della malattia attraverso una scienza capace di interpretare la realtà sintomalogica e i segni che la esprimono. Metodo centrato, nella sua sostanza, in uno scambio costante tra parole e cose e, soprattutto, in una interscambiabilità di terapia e cura- fra “medico, paziente e malattia” simili ad agenti personificanti che interloquiscono vicendevolmente.
Nel recente allestimento del Tordinona scopriamo quindi l’esistenza (difficile) di un “Pulcinella diabetico” ed una Colombina che, con il suo canto lirico-poetico, illumina il ricordo di una notte trapunta di stelle, come intramontabile chiave di lettura da ricercarsi nella mutevolezza di linguaggio e brani musicali.
Il risultato è un riedificato pastello scenico in cui Giordano/Pulcinella, tormentato da vaghi desideri, entra in una dimensione irreale e ci conduce nel libero dominio della fantasia, dove la fabulazione e la comicità rivelano una scrittura intrisa di passioni, concentrata sullo sdoppiamento fra ‘dentro e fuori’ (la patologia), tra apparenza e realtà, dato che l’assunto di partenza – il tema del doppio parodico, l’ambivalenza tra la maschera e il volto – non è che un assunto paradossale. La struttura dialogica tra i due interpreti, costituita dalla passione comica, si estrinseca tra recitazione, mimica e canto. Giordano con la casacca e calzoni bianchi indossa la tradizionale maschera di ‘pazzia amorosa’ sovrapposta alla ‘naturale’ somatica del volto. Questa sua esteriorità (comica) ingloba un mero simulacro di maschera il cui linguaggio dialettale mima un continuo gioco di lazzi stravaganti, suadenti bramosie e smodatezze.
Ciò dà vantaggio all’espressività dell’ilaro-commedia, alla recitazione e metafore messe in gioco da voce e controcanto. Il volto di Giordano, inizialmente è un volto di maschera, per il semplice motivo che lo spettacolo ingloba la ‘totalità’ della presenza fisica del Pulcinella diabetico.
Ma Giordano (che medico lo è di suo, sin da giovane), tolta la maschera si “smaschera” dalle passioni nella loro forma simulata; lo fa attraverso una scienza di semantica scenica capace di interpretare e controllare la metafora principale di questo suo far teatro e di tutto il ritualismo che ci sta dietro: onde esprimere qualcos’altro, non tanto per far ridere, – anche se porge sorrisi aerei e gioiosi – quanto per ‘istruire’ chi non vive (per ora) l’esperienza del ‘paziente’ conclamato…di qualsivoglia patologia.
“Terapeuta e teatrante”, l’autore elabora un triplo salto della pantomima pulcinellesca, per tornare a mimare una sintomalogia essenziale, dinamica e curativa, tenendo presente – come gioco scenico – le “pluriteorie” delle passioni umane. Di ogni ordine e grado.
10.12.18
 

Il terremoto di Mario

Teatro Tordinona 29 Novembre 2018
IL TERREMOTO DI MARIO<br/> Di e con Francesco Eleuteri
Con la partecipazione di Mario Alessandri e Gianni Falduto

L’attore e autore Francesco Eleuteri porta in scena l’esperienza del sisma 2016 vissuta in prima persona a Montegallo in provincia di Ascoli Piceno, un piccolo paese nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini in cui l’artista romano vive dal 2010. Per farlo sceglie di raccontare una storia vera, “…una storia vera che accade insieme a migliaia di altre storie vere…”, “Il Terremoto di Mario”.
E’ la storia di due musicisti e cantanti, Mario e Antonella, che Eleuteri incontra a Montegallo nel Marzo del 2016 dopo che entrambi, similarmente a quanto fatto dallo stesso attore sei anni prima, decidono di trasferirsi da Roma al piccolo centro montano.
Eleuteri racconta gli avvenimenti di quei terribili giorni, divenuti mesi, nella piccola comunità di Montegallo che vede stravolgere, per colpa del terremoto, i tranquilli ritmi della vita quotidiana ai piedi del monte Vettore. Una comunità che spesso trova i suoi protagonisti incrociarsi proprio nel bar della piazza del paese, bar che Mario e Antonella rilevano per consolidare la nuova scelta di vita. Una testimonianza asciutta e sincera di una vicenda particolare che si incastra nell’ambito generale degli avvenimenti drammatici ancora ben presenti nella memoria e nella quotidianità degli abitanti del centro Italia.
Una narrazione che si completa con la presenza in scena di Mario, il Mario del racconto. Mario Alessandri, accompagnato dalla chitarra di Gianni Falduto sottolinea alcuni passaggi del testo scritto e interpretato da Eleuteri con la sua voce e con le sue canzoni.
Mario Alessandri è un artista che annovera nel suo curriculum professionale collaborazioni di grande prestigio; da Renzo Arbore a Vittorio Gassman, Paolo Villaggio, Gigi Proietti, Franco Califano. Esperienze in televisione, teatro e concerti in tutta Italia si stratificano in anni di carriera fino a quando non decide, nel Marzo del 2016, di lasciare Roma e di andare a vivere in montagna. Stessa scelta operata da Francesco Eleuteri 6 anni prima; l’attore e autore romano, guidato dal desiderio di dedicarsi esclusivamente alla scrittura, sceglie Montegallo paese di origine dei suoi genitori.
6.12.18
 

LA LOCANDIERA o l'Arte per Vincere


Teatro Vascello 23 Dicembre 2017
LA LOCANDIERA o l'Arte per Vincere
una produzione LOTO Libero Opificio Teatrale Occidentale di TEATRIMOLISANI soc.coop.
distribuita da BAGS ENTERTAINMENT
di Carlo Goldoni
adattamento e regia Stefano Sabelli
con
Silvia Gallerano Mirandolina
Claudio Botosso Cavaliere di Riparata
e
Giorgio Careccia Conte di Albafiorita
Gianantonio Martinoni Marchese di Forlipopoli
Chiara Cavalieri Ortensia
Eva Sabelli Dejanira
Diego Florio Fabrizio
Giulio Maroncelli il Servitore
Angelo Miele il Fisarmonicista muto
scene Lara Carissimi Michelangelo Tomaro costumi Martina Eschini disegno luci Daniele Passeri aiuto regia Giulio Maroncelli Eva Sabelli direttore di scena Fabrizio Russo fonico e elettricista Gianmaria Spina foto di scena Paolo Cardone disegni di locandina Ruggio

Silvia Gallerano, negli ultimi anni, l'attrice italiana più premiata e seguita a livello internazionale, è protagonista di questo allestimento del capolavoro di Goldoni che ha debuttato nel 2016 ad Asti Teatro 38, col sottotitolo L'Arte per Vincere. La regia di Stefano Sabelli traghetta l'azione dalla Firenze del '700 al Delta del Po, negli anni '50, in un'atmosfera acquitrinosa ispirata a capolavori del Cinema neorealista come Riso Amaro di De Sanctis e Ossessione di Visconti, come pure a commedie come Ieri Oggi e Domani di De Sica. Una terra umida ed esotica dove vizi e giochi dei protagonisti sembrano stagnare in attesa che un'improvvisa corrente smuova acque e anime melmose. Immersa tra giunchiglie e arboree di fiume, la Locanda "Vecchio Po" è una palafitta girevole che assume le sembianze ora di una nave corsara, che aspetta stancamente il vento in poppa, ora di una casa di frontiera sospesa sull'acqua, con forse, dietro, il precipizio. Il clima da bassa Padania, esotico e fluviale traina una fantasia visionaria, dove la notte scura è illuminata da lucciole e lanterne che scompongono, sul manto del fiume, un continuo e forsennato caleidoscopio di luci, speranze e sospiri. Silvia Gallerano è Mirandolina una Locandiera combattuta fra tradizione e femminilità emancipata, moderna e sensuale, abile ma priva delle leziosità connaturate in genere al ruolo. Intorno a lei, mentre la radio trasmette mambo d'epoca e standard di Gleen Miller, un'umanità border-line, composta da incalliti giocatori d'azzardo, debosciati melomani, balordi dandy e subrettine da ultimo spettacolo che intonano arie operistiche o evergreen del Trio Lescano e Rabbagliati. Millantando e spacciando il poco che hanno come il tesoro segreto e ritrovato nello scrigno riesumato di un pirata dei Balcani, guappi, prostitute e zanzare danzano sul pontile in cerca di clienti da ultima frontiera. Un clima di varietà e avanspettacolo invade l'atmosfera umida e languida della Locanda, che, come un carillon spinto da sospiri e passioni, prende a girare a ritmo di swing o con il languore di un liscio, intonato senza tempo e ritmo dal fisarmonicista che, muto e saggio, osserva ridente e silente lo scorrere del fiume e di quel che porta e trascina via.
29.11.18
 
 
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