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Concept \ Regia e Coreografia : Paola Scoppettuolo
Danzatori \ Performes : Compagnia Aleph
Ideazione e realizzazione oggetti scenici : Paola Scoppettuolo e Marianna Volpe
Ideazione e Realizzazione Costumi : Alice Sinnl
Citazioni : C. Collodi , S. Plath , A. Shopenauer , Terenzio
Musiche : AA VV
Ripresa e montaggio : Cristiano Castaldi
Sito : www.lapiroettaaleph.it
Smiley face
19.2.20
 

Conferenza stampa di Luca Barbareschi


Teatro Eliseo 12 Febbraio 2020
Conferenza stampa di Luca Barbareschi
«Chiuderemo quando mi porteranno via di peso da qui». Non usa mezzi termini Luca Barbareschi, direttore del teatro Eliseo incontrando i giornalisti. Barbareschi ha convocato una conferenza stampa a seguito della passo indietro sull'emendamento al decreto legge Milleproroghe con il quale il teatro avrebbe usufruito di 4 milioni all'anno per tre anni. «La chiusura del teatro Eliseo è un genocidio culturale», dice. «Ad oggi non possiamo chiudere perché non truffo gli abbonati, e questo ci costerà 400mila euro». «Manderemo a giorni le lettere di licenziamento, non sappiamo cosa fare e poi licenziare chi, gente che ha fatto bene il proprio mestiere», ha aggiunto Barbareschi. «Hanno detto che vogliono aprire un tavolo di trattative con i lavoratori dell'Eliseo, ma questa mattina ho chiamato il Ministero e nessuno sa dirmi nulla». «Non mi spiego perché, malgrado il gioco di squadra vincente, il teatro abbia suscitato così tanta invidia sociale da volerlo far morire. Forse perché è l'unico caso italiano il cui direttore non è di nomina politica: un peccato mortale», aggiunge. Barbareschi si rivolge anche al Campidoglio. «Tutti si dicono dispiaciuti, ma la Raggi non ha mai risposto al telefono, Bergamo dice che non può perché c'è la magistratura, ma non so cosa vuol dire. Se chiude il teatro, se chiudono i teatri muore la cultura, c'è la galera. Sono stufo di vedere persone che dicono una cosa e poi ne fanno altre». E poi: «Chi è stato in quella stanza e ha bocciato quell'emendamento, non potrà più parlare di cultura. Chi chiude teatri non può parlare di cultura».
18.2.20
 

Una Poltrona per Giulia


Teatro Tordinona 15 febbraio 2020
L’Associazione Culturale Arcadinoè
presenta
Una Poltrona per Giulia
di Marina Pizzi
Regia di Patrizio Cigliano
Con: Beatrice Fazi, Claudia Genolini, Francesco Gabbrielli, Matteo Milani, Nicolò Scarparo, Marina Zanchi.
Scene: Lucia Nigri ASC – Assistente Scenografa: Martina Cardoni ASC.
Realizzazione scene: Sr Arredamenti di Stefano Roberti sas & C.
Arredamenti: Effemme Snc.
Costumi: Fabrizia Migliarotti.
Aiuto Regia: Luana Pesce.
In un Mondo Moderno, anche un po’ futuribile, uno spaccato di umanità ambigue, grottesche, torbide e surreali. In una Mega Multi-Nazionale, la “irreprensibile” Amministratrice Delegata, donna cinica ed esigente, gestisce le vite di tutti i suoi sottoposti, con maniacale rigore e severità. E’ il prototipo di una “donna in carriera” portato alle estreme conseguenze: nessuna empatia con il mondo, nessuna pietà professionale, nessuna concessione, nemmeno a se stessa. Tutti la temono spaventosamente, in un clima di ipocrisie e opportunismi. Sopra di lei, in Azienda, in pochissimi potrebbero metterla in difficoltà… se lo ritenessero opportuno; sotto di lei, tutte marionette nelle sue mani, di cui sa di poter disporre nel bene, ma soprattutto nel male. Il suo cinismo e la sua aridità emotiva, pescano nel passato, e l’incontro con sua madre, altro esempio di anaffettività cronica, ne fa intuire l’origine. In questa commedia, molto tragicamente comica, nessuno si salva: si racconta una simpatica, ma orribile umanità, fatta di sorrisi falsi, vessazioni, convenienze e arrivismi. Tutti vogliono fare carriera alle spalle di qualcun altro. E nella meccanica coreografia di queste esistenze, tutto è permesso, per il proprio tornaconto. Non c’è lealtà, non c’è sincerità, amicizia, rispetto, cuore. Il Dio profitto e il Dio successo sono gli unici valori, da raggiungere senza alcun pudore, in un cerchio di angherie e paradossi del quale è difficile riconoscere l’inizio e la fine.
18.2.20
 

ENRICO IV


Teatro Furio Camillo 26 Gennaio 2020
ENRICO IV
di Luigi Pirandello
scritto e riadattato da Gianluca Riggi
con Riccardo Cananiello e Gianluca Riggi
Gianluca Riggi propone una messa in scena ironica ed irriverente che gioca con le parole ed i personaggi di Pirandello. Lo spettacolo Enrico IV ad un secolo di distanza dalla scrittura, dopo aver abbattuto la quarta parete, propone di entrarne ed uscirne con leggerezza, facendo risaltare la poesia struggente di alcune battute dell’originale pirandelliano e la grottesca comicità del tutto.
Lo spettatore è chiamato a partecipare attivamente, non può restare passivo dinanzi alla follia, interagisce con la costruzione scenica organizzata da Riccardo Cananiello nei panni de Il Monaco Giovanni, ma allo stesso tempo subisce poiché solo i due interpreti conoscono la strada da percorrere. L’Enrico IV di Luigi Pirandello, testo scritto nel 1921, è uno dei capisaldi della letteratura teatrale contemporanea, e forse di ogni tempo. Vi sono i temi tanto cari all’autore siciliano, i personaggi e i loro doppi, ogni uomo interpreta un personaggio che a sua volta è attore di una commedia rappresentata non tanto per gli altri, non tanto per se stessi, ma per l’immagine riflessa di sé allo specchio.
Il riadattamento a due attori, che ne fa Gianluca Riggi insieme a Riccardo Cananiello, diviene gioco portato fino alle estreme conseguenze. In scena sono presenti solo Riggi e Cananiello, mentre gli spettatori verranno chiamati a sostituire gli altri personaggi della commedia pirandelliana; se nell’originale, Enrico IV si finge folle dinanzi ai suoi ospiti ed ai suoi servi, per svelare poi la sua recuperata “normalità”, qui l’attore gioca con lo spettatore, nello svelamento del tacito patto. I due interpreti cercheranno di riscoprire l’umanità dispersa dietro il vivere quotidiano, nella routine giornaliera, nell’ipocrisia delle convenzioni; in questo adattamento dall’originale pirandelliano, Gianluca Riggi e Riccardo Cananiello spogliano i personaggi per lasciare gli attori nudi dinanzi allo spettatore.
29.1.20
 

VAI A RUBARE A SAN NICOLA!



Teatro Tordinona19 Gennaio 2020
VAI A RUBARE A SAN NICOLA!
di Anna Piscopo e Lamberto Carrozzi
con Anna Piscopo
Una fiaba moderna che scardina i ruoli di genere delle fiabe classiche, riscrivendo una leggenda appartenente alla tradizione popolare e religiosa della città di Bari: il furto delle ossa di San Nicola da Mira. Se nella storia originale a rubare le ossa del Santo fu una nave carica di marinai, in questa storia è una ragazza ribelle a riscattare le sorti di Bari e la sua stessa vita. VAI A RUBARE A SAN NICOLA! è una fiaba di gusto boccaccesco che fonde linguaggi di diversa provenienza: la sceneggiata all’italiana, la farsa e il cappa e spada del cinema di genere.
23.1.20
 

Quizas, quizas, quizas… fuori servizio


Teatro Tordinona 7 Dicembre 2019
Quizas, quizas, quizas… fuori servizio
con Cristina Aubry, scritto e diretto da Manfredi Rutelli e le voci fuori scena di Pierpaolo Palladino, Alessandro Waldergan e Gianni Poliziani. Con la preziosa collaborazione degli SQUINTERNATI. Arrangiamenti musicali Massimiliano Pace. Sonorizzazione Paolo Scatena. Assistente alla regia Marta Parri. Luci Simone Beco. Scenografia Riccardo Gargiulo. Allestimento scenico Lucia Baricci. UNA PRODUZIONE: LST Teatro
La protagonista è una donna, alle prese con uno dei temi più attuali della società moderna: la perdita del lavoro che porta a crisi di identità e, in casi estremi, a gesti disperati; tema trattato con leggerezza ed umorismo. Anna, una donna sulla cinquantina, mentre sta salendo per andare ad un appuntamento importante, l’appuntamento con un’agenzia di consulenza per chi perde il lavoro, rimane bloccata dentro l’ascensore.
Collegata con l’esterno solo grazie all’interfono dell’ascensore, tramite il quale comunica con un goffo portiere ed un eccitato pompiere, Anna cerca una rocambolesca via d’uscita. In un turbinio di situazioni paradossali e comiche, tra ricordi giovanili e familiari, tra l’angoscia e le preoccupazioni per il suo essere in bilico, in tutti i sensi, con i sensi di colpa amplificati dal ricordo di una madre ipercritica e anaffettiva, ed un complesso di inferiorità nei confronti di una figlia troppo perfetta, Anna si ritrova a fare i conti con un’esistenza mai facile, mentre intorno a lei le luci vanno e vengono, e le note della canzoncina, “Quizas, quizas, quizas”, diffusa dall’interfono dell’ascensore, si confondono con il rumore delle corde d’acciaio e delle lamiere. Quando poi l’equivoco provocato dallo zelante portinaio, fa credere a tutti che l’ascensore bloccato è un gesto disperato e di protesta di una donna senza lavoro ed in piena crisi autolesionista, quando lo psicologo dell’agenzia di collocamento le fa il colloquio di lavoro attraverso l’interfono, e quando anche un manipolo di giornalisti, da dietro le porte chiuse dell’ascensore, le chiede insistentemente spiegazioni del suo insano gesto, tutto precipita.
23.12.19
 

Se questo è Levi


Teatro Argentina, 22 ● 24 novembre 2019
Se questo è Levi
performance itinerante sull’opera di Primo Levi
di Chiara Lagani
con Andrea Argentieri
regia Luigi De Angelis
foto di Enrico Fedrigoli
Di fronte alle parole di Primo Levi: la memoria e il teatro con Fanny&Alexander che portano in scena una performance/reading itinerante dedicata alla straordinaria figura dello scrittore, interpretato da Andrea Argentieri. Se questo è Levi è un incontro a tu per tu con il grande uomo di pensiero, punteggiato in tre tappe attorno alla sua opera. Un incontro a tu per tu, un ritratto d’attore, ecco Se questo è Levi, una performance/reading itinerante di Fanny&Alexander che affronta “in prima persona” l’opera di Primo Levi. A partire dai documenti audio e video delle teche Rai, Andrea Argentieri veste infatti i panni dello scrittore assumendone la voce, le gestualità, le posture, i toni, i discorsi in prima persona grazie alla tecnica dell’eterodirezione: il remote acting che permette all’attore di comporre un’immagine personificata dello scrittore a partire dalla vertigine di una domanda: quanto la sua testimonianza è ancora urticante e capace di parlarci, dal corpo di un performer che si lascia attraversare da quei materiali originali, veri e propri resti di un’esistenza? Può l’epifania di una voce, di un corpo-anima, imprimendosi nel corpo di un attore molto più giovane del modello-impronta che persegue, far sgorgare ancora la potenza e la necessità della sua testimonianza? A partire dal vincolo di verità che lo ha ispirato nelle sue opere, Primo Levi riporta e rielabora la sua esperienza nei Lager con una tecnica di testimonianza lucidissima, di scrematura della memoria, con la trasparenza di uno sguardo capace di esprimere l’indicibile a partire dal perimetro apparentemente sereno della ragione. Tre le opere in cui incontrare lo scrittore: Se questo è un uomo, Il sistema periodico, I sommersi e i salvati. Tre opere in cui rintracciare il rapporto più intimo tra Levi e la scrittura, la necessità vitale della testimonianza, il rapporto col padre e la famiglia, la sua appartenenza alla cultura ebraica; la relazione di una vita tra chimica e scrittura, la dignità del lavoro e la funzione comunitaria della letteratura, la necessità pubblica di un racconto che possegga la trasparenza scientifica di un processo chimico; il tema del giudizio, l’interrogazione sulla necessità della sospensione dell’odio a favore di una curiosità analitica entomologica. Una performance, un reading, un incontro: Se questo è Levi è il tentativo di concretizzare l’esperienza di un resoconto oggi più che mai necessario, facendo vivere sul palco la traccia lasciata nel nostro mondo dallo stesso autore. Produzione E/Fanny&Alexander
22.12.19
 

IL CAPPOTTO E L’OMBRELLINO


“IL CAPPOTTO E L’OMBRELLINO”
di Cristina Maria Russo
6.12.19
 

DOPPIO SEI


“DOPPIO SEI” di Leonardo Lenzini,Fiammetta Perugi, Filippo Papini
6.12.19
 

AL BIVIO


“AL BIVIO”
di Renato Giordano Con R. Giordano, N. Plastino, G:M.M. Bruno
6.12.19
 

MAGDALENE LE SEI ANIME DI MEDEA


“MAGDALENE LE SEI ANIME DI MEDEA”
scritto e diretto da Nino Musicò con Francesca Fenati, Nino Musicò, Ivano Conte
6.12.19
 

COME IL COLIBRI’


“COME IL COLIBRI’”
di e con Violetta Chiarini
6.12.19
 

COLORI DELL’ACQUA


“COLORI DELL’ACQUA”
di e con Luisa Sanfilippo
6.12.19
 

IL FANTASMA DEL TEATRO TORDINONA


SCHEGGE D’AUTORE XVIII dal 18 al 25 NOVEMBRE 2019, TORDINONA
"IL FANTASMA DEL TEATRO TORDINONA”
di Giancarlo Gori e Edoardo Viviani regia Giacarlo Gori
6.12.19
 

NONOSTANTE TUTTO


SCHEGGE D’AUTORE XVIII dal 18 al 25 NOVEMBRE 2019, TORDINONA
“NONOSTANTE TUTTO”
di Rodolfo Andrei con Alessandra Maffei per il passato e Maria Teresa Grano per il presente
5.12.19
 

ERO SOLO UNA BAMBINA


SCHEGGE D’AUTORE XVIII dal 18 al 25 NOVEMBRE 2019, TORDINONA “ERO SOLO UNA BAMBINA” di Alessandro Iori con Francesca Innocenti
4.12.19
 
 
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