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29.5.24
 

Otello

Teatro Tordinona 26 Maggio 2024
Otello
di William Shakespeare, regia Nella Russo

“Per tutto questo, in piedi davanti ad una donna” Con queste parole si conclude lo spettacolo shakespeariano diretto da Nella Russo. Mai come in questo periodo c’è stato tanto bisogno delle parole di Shakespeare, e quale opera migliore dell’Otello per mandare un messaggio forte e chiaro contro la violenza di genere? Quale mezzo più adatto se non i testi classici per renderci conto che, sebbene siano trascorsi secoli, molte donne vivono tuttora una realtà simile a quella di Desdemona ed Emilia? Il nostro spettacolo vuole essere un punto d’incontro tra la contemporaneità fatta di tempi serrati, messaggi diretti, chiari e concisi e l’opera seicentesca, una delle più significative dell’autore inglese. Vorremmo dare uno spunto di riflessione per indagare con ancor più profondità il tema del femminicidio, tanto discusso al giorno d’oggi. Il testo è stato alleggerito, ridotto e modificato in modo da essere più fruibile, comprensibile e adatto a qualsiasi tipo di pubblico, senza però perdere il senso più profondo e importante dell’opera



29.5.24
 

Calung-Lénggér



29.5.24
 

ULTIMI CREPUSCOLI SULLA TERRA

Teatro Vascello 10 maggio 2024

ULTIMI CREPUSCOLI SULLA TERRA

Liberamente ispirato all’opera letteraria di Roberto Bolaño

Regia e drammaturgia Fabio Condemi
Scene, drammaturgia dell’immagine, costumi, Fabio Cherstich
con Anna Bisciari, Lorenzo Ciambrelli, Federico Fiochetti, Vincenzo Grassi, Sofia Panizzi, Eros Pascale

luci Paride Donatelli
disegno del suono Andrea Gianessi
assistente alla regia Andrea Lucchetta
assistente alla drammaturgia Vera Ortega
foto di scena Claudia Pajewski

si ringrazia Silvia Rigon per la consulenza teorica e drammaturgica 

produzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello, Accademia Nazionale D’Arte Drammatica Silvio D’Amico

Quando è stato più felice?
Io sono stato felice quasi tutti i giorni della mia vita,
almeno per un piccolo momento, anche nelle
circostanze più avverse

(Roberto Bolano, intervista con Mónica Maristain)

Questo spettacolo tratto da vari testi di Roberto Bolaño (Consigli di un discepolo di Jim Morrison a un fanatico di Joyce; 2666; puttane assassine; chiamate telefoniche) nasce come saggio finale del biennio dell’accademia nazionale d’arte drammatica Silvio d’Amico. Attraverso il montaggio di vari testi di Bolaño abbiamo cercato di comporre un mosaico di temi, personaggi e  parole. Nella drammaturgia due storie viaggiano in parallelo: da una parte la storia di Angel Ross (personaggi principale di ‘consigli di un discepolo di Jim Morrison a un fanatico di Joyce’), scrittore fallito con l’ossessione per Stephen Dedalus che precipita in una spirale allucinata di delitti e violenza insieme quando incontra Ana. Dall’altra la storia delle vittime di femminicidio nel deserto di sonora in una città che prende il nome fittizio di Santa Teresa e che ricorda molto Ciudad Juarez, che è, secondo Bolaño ‘ la nostra maledizione e il nostro specchio, lo specchio inquieto delle nostre frustazioni e della nostra infame interpretazione della libertà e dei nostri desideri’. Il labirinto di Dedalo e il deserto (che secondo Borges è il labirinto più irrisolvibile) sono le coordinate all’interno delle quali si manifestano i fantasmi evocati da Bolaño e dalla sua scrittura. In questo territorio letterario si incontrano e si mescolano in modo stupefacente i ricordi del golpe di Pinochet del 73 in Cile, i film di Tarkovskji e di Godard, i versi di Leopardi, le canzoni dei Doors, e una miriade di storie e di vite che si intrecciano tra loro spesso guidate dal caso. 

”Leggendo i libri di Roberto Bolaño si ride, ci si infastidisce, ci si commuove, si ha paura, ci si annoia, si soffre, ci si sente persi, si prova ansia, si sogna, si crede che possano esistere ancora passioni estreme, ci si illude che la poesia abbia senso, si pensa che niente abbia senso, si crede che tutto sia vano, e ci si convince che vivere sia meravigliosamente insano: dove si trova qualcosa del genere nei romanzi degli ultimi trent’anni? in nessun altro scrittore di oggi la letteratura è così grandiosamente allegra e disperata. Ammaliati dalla stupefacente capacità affabulatoria di Bolaño, e dalla sua voce al tempo stesso amabile e ironica, ci addentriamo in un labirinto di luoghi, di segni, di incontri, di libri, di quadri, di sogni, di storie che generano altre storie: un labirinto dove ci aggiriamo frastornati e felici, senza tuttavia sentirci mai perduti.  Giuseppe Montesano

 Per i temi trattati si consiglia la visione dello spettacolo ad un pubblico adulto.

22.5.24
 

Pape Satan



19.5.24
 

Le interviste impossibili: Stalin e Josephine Beauharnais


1 marzo 2024

Franco Cardini incontra STALIN (Luigi Diberti)

Annamaria Barbato Ricci incontra JOSEPHINE BEAUHMAIS (Martine Brochard)

1.5.24
 

Ulisse, Macerata

Teatro Tordinona 28 Aprile 2024

ULISSE, MACERATA

Debutta a Roma lo spettacolo diretto e interpretato da Luigi Moretti

In scena per la prima volta a Roma Ulisse, Macerata, spettacolo diretto e interpretato da Luigi Moretti, scritto da Fiammetta Carena e prodotto dalla Compagnia del Sole in scena dal 25 al 30 aprile al Teatro Tordinona (repliche ogni sera alle ore 21 tranne domenica 28 aprile ore 18).

Lo spettacolo racconta di Ulisse, un comune uomo di provincia, incattivito dalla vita, dalle proprie sconfitte e dalla consapevolezza di essere disperatamente solo che pensa, dice e fa cose orribili. Quando la sua squadra di calcio perde la coppa di campionato contro il Troia, la rabbia per la sconfitta è tale che decide di andare a riprendersela. Inizia un viaggio tra il delirante e l’onirico in cui, questo Ulisse contemporaneo, volgare, ottuso e affatto astuto, incontra i personaggi e gli ostacoli del poema omerico.

«Ulisse, il celebre eroe omerico. Ulisse Macerata, un uomo di provincia, molto ignorante e con la grande convinzione di essere furbo. Macerata è forse un patronimico, una sensazione, un rimando sentimentale alle Marche? Sicuramente un luogo dove l’espressione dialettale raggiunge un’immediatezza estrema e a tratti grottesca.» Prosegue Moretti nelle note di regia dedicate allo spettacolo «L’omonimia del nome, dunque, e la similitudine del viaggio sono solo un meraviglioso espediente letterario perché qui non c’è che un paesaggio desolato, sporco dove la grandezza nemmeno si affaccia. Ma la complessità della costruzione del personaggio non lascia scampo: un uomo patetico e rabbioso, che vive di espedienti, razzista, misogino, omofobico, erotomane, si muove basso basso, spinto da un vento implacabile che non rigenera mai, sognando un approdo irraggiungibile, una grandezza impossibile. Tutto è giocato sull’illusione: durante tutto il viaggio si notano trasfigurazioni della realtà nell’immaginazione del personaggio: l’effetto è quello del sogno o dell’allucinazione, a volte pesantemente provocata.»

ULISSE, MACERATA

Di Fiammetta Carena

Diretto e interpretato da Luigi Moretti

Musiche Paolo Principi

Luci Francesco Mentonelli

Scena Guerrino Andreani

Costumi Stefania Cempini

Assistente alla regia Adriana Formato

Studio di registrazione Punctus

Foto di scena Rodolfo Marziali

Video Matteo Giacchella

Produzione Compagnia del Sole

Organizzazione Dario Giliberti

Comunicazione Marilù Ursi

Amministrazione Lucia di Mauro

 

1.5.24
 
 
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