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In principio fu D.M.

Teatro Studio Uno 18 Marzo Produzioni Nostrane presenta:
 “In principio fu D.M.” spettacolo teatrale in salsa ipocondriaca
testo e regia di Giovan Bartolo Botta
con:Krzysztof Bulzacki Bogucki, Isabella Carle, Giada Di Fonzo, Flavia Martino e Giovan Bartolo Botta
Nel principio Dio creò i cieli e la terra. Ma questi sono affari suoi. In principio fu D.M. La dea del teatro osservò la situazione e vide che era cosa buona e giusta. Indi scisse D. da M. e fece dono loro di un copione teatrale. Osservò la situazione e vide che era cosa buona e giusta. Da una costola di D. creò Daniele, da una costola di M. creò Massaro. Osservò la situazione e capì di non essere onnisciente né onnipotente. Rimescolò il brodo primordiale e ricomparve D.M. La dea del teatro osservò e vide che era un grosso errore. Cominciò a recitare, non ci pensò più, ci dormì sopra, si trovò un'agenzia dello spettacolo, cominciò a frequentare party per attori dove si discute unicamente di provini per attori. Dopodiché ci pensarono gli altri. Gli attori.
Una messa in scena che tenta di trasudare climax da secondo anello curva Maratona. Gli attori brancolano nel loro ufficio simbolico smussando i lati tramite fissità. Fanno tutto loro. Il lavoro sporco come quello pulito. Il bello e il cattivo tempo. Comprese le mezze stagioni. Luci accese in sala, tanto per ammiccare a un Brecht mai domo. O forse meno ancora. Autosufficienza attorale pura e omeopatia tecnologica. Come ai tempi che furono.
28.3.14
 

Quì città di M.

Incontro con Arianna Scommegna



Teatro Biblioteca Quarticciolo 21 marzo 2014 Produzione compagnia ATIR “Quì città di M.”
di Piero Colaprico, regia di Serena Sinigaglia, con: Arianna Scommegna
scene Maria Spazzi
costumi Federica Ponissi
luci Alessandro Verazzi
QUI CITTA' DI M è un'inchiesta, è un giallo metropolitano, è un enigma da risolvere raccogliendo indizio dopo indizio, è un ritratto spietato, è una radiografia, ma soprattutto è uno spettacolo, un monologo per sette personaggi. Debolezze, insicurezze, ma anche desiderio di andare avanti, di sopravvivere nella giungla metropolitana che emerge crudelmente nei personaggi della storia. Una riflessione aperta su una città che nel giro di quindici anni ha cambiato radicalmente volto.
28.3.14
 

Primi passi sulla Luna

Teatro Tordinona 11 MARZO 2014 “PRIMI PASSI SULLA LUNA”
di e con Andrea Cosentino, indicazioni di regia Andrea Virgilio Franceschi
collaborazione artistica Valentina Giacchetti, disegno luci Dario Aggioli
Pierfrancesco Pisani con la collaborazione di Kilowatt Festival.
Al cuore dello spettacolo c’è uno squarcio di storia intima, una storia di paternità e fragilità dell’infanzia. Contro l’ossessione per le storie vere e i reality show, un viaggio esilarante e struggente, raccontato al tempo imperfetto, il tempo dei giochi e dei sogni. La notte dell’allunaggio in tutto il mondo non c’è stato un omicidio, una rapina, uno scappellotto. Eran tutti davanti alla tv! Se guardassimo di più la televisione sarebbe un mondo migliore?
27.3.14
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In principio fu D.M.

Teatro Studio Uno 18 Marzo Produzioni Nostrane presenta:
 “In principio fu D.M.” spettacolo teatrale in salsa ipocondriaca
testo e regia di Giovan Bartolo Botta
con:Krzysztof Bulzacki Bogucki, Isabella Carle, Giada Di Fonzo, Flavia Martino e Giovan Bartolo Botta Nel principio Dio creò i cieli e la terra. Ma questi sono affari suoi. In principio fu D.M. La dea del teatro osservò la situazione e vide che era cosa buona e giusta. Indi scisse D. da M. e fece dono loro di un copione teatrale. Osservò la situazione e vide che era cosa buona e giusta. Da una costola di D. creò Daniele, da una costola di M. creò Massaro. Osservò la situazione e capì di non essere onnisciente né onnipotente. Rimescolò il brodo primordiale e ricomparve D.M. La dea del teatro osservò e vide che era un grosso errore. Cominciò a recitare, non ci pensò più, ci dormì sopra, si trovò un'agenzia dello spettacolo, cominciò a frequentare party per attori dove si discute unicamente di provini per attori. Dopodiché ci pensarono gli altri. Gli attori.
Una messa in scena che tenta di trasudare climax da secondo anello curva Maratona. Gli attori brancolano nel loro ufficio simbolico smussando i lati tramite fissità. Fanno tutto loro. Il lavoro sporco come quello pulito. Il bello e il cattivo tempo. Comprese le mezze stagioni. Luci accese in sala, tanto per ammiccare a un Brecht mai domo. O forse meno ancora. Autosufficienza attorale pura e omeopatia tecnologica. Come ai tempi che furono.
27.3.14
 

Party Time

Teatro Sala Uno 14 Marzo 2014 “PARTY TIME” di Harold Pinter
 Con Silvia Brogi, Paolo Perinelli, Gaia Benassi, Maurizio Greco, Domenico De santi, Simone Crisari, Lina Milano, Francesca Grilli, Antonio Blasi, Malvina Ruggiano
Regia di Massimo Cardinali Aiuto regia Marzia Verdecchi
Party Time, scritto da Harold Pinter nel 1991, e’ ambientato in una casa elegante e alla moda della vecchia Londra. I dieci protagonisti di questa piece blaterano di esclusivi centri benessere, di rifugi su isole paradisiache e di relazioni sentimentali passate, mentre nelle strade si svolgono violenti disordini, che saranno selvaggiamente soppressi, testimoniando l’estinzione senza pieta’ del dissenso. Non penso che Pinter volesse fotografare una Gran Bretagna che stava scivolando lentamente verso una sorta di neo-fascismo, ma ritengo che intendesse offrire un’immagine di una societa’ borghese, narcisistica, legata alle apparenze, indifferente a tutto e fuori dalla realta’. Cio’ che Pinter vuole sottolineare è che le nostre vite sono governate sempre di piu’ da un materialismo apolitico nel quale è inaccettabile fare a meno dell’ingiustizia e della corruzione. Queste tematiche, cosi’ feroci nella loro attualita’, mi hanno spinto ad un’analisi della violenza, spiccatamente fisica o elegantemente verbale, presente nella drammaturgia di Pinter, portandomi alla stesura di un testo che si appoggia su Party Time, ma che e’ integrato da situazioni o dialoghi tratti da Anniversario, L’Amante, Ceneri alle ceneri, Chiaro di Luna, Vecchi Tempi, etc.
25.3.14
 

BOHEME!

Teatro Dell'Orologio 14 Marzo 2014 “BOHEME!”
 uno spettacolo di VicoQuartoMazzini, in coproduzione con Festival Internazionale Castel dei Mondi e Teatro dell’Orologio- Progetto Goldstein,con il sostegno di Straligut Teatro, Teatro Kismet Opera, La Luna nel Letto, Teatro Minimo. di Gabriele Paolocà regia Michele Altamura, Nicola Borghesi, Riccardo Lanzarone, Gabriele Paolocà con Michele Altamura, Nicola Borghesi, Gabriele Paolocà
assistenza alla regia Nicolò Giangaspero, scenotecnica Michelangelo Volpe.
Poiché qualunque cosa l’uomo semini, questa pure mieterà” (Galati:6:7)
“E allora, basta chiacchiere, giriamo pagina e mettiamoci davvero a cucinare!”(Benedetta Parodi)
Un Clown Obeso di nome Italia si aggira per i corridoi vuoti del Ministero della Cultura. Sono scappati tutti. Nessuno vuole più occuparsi di quella cosa stupida lì. Un redivivo Giacomo Puccini viene chiamato a risolvere la situazione: una gloria fra tanti, fosse venuto un Dante Alighieri o un Little Tony sarebbe stato lo stesso. Succede però che il maestro Puccini si lasci un po’ prendere dall’euforia dell’oggi, che si appassioni un po’ troppo alle tendenze del momento e che, a forza di tacchi a spillo e cocaina, perda un po’ il senso della missione culturale che avrebbe dovuto svolgere. Succede poi che Rodolfo, un giovane bohemien dell’ottocento, venga ad accusare Puccini di essere un venduto e che tenti di farlo sentire in colpa inscenando scadenti suicidi creativi. Succede che scontri generazionali di un secolo fa non siano poi tanto diversi dai nostri. Succede che una volta caduti nella valle del Presente, qualunque sia il Presente in questione, risalire in cima sia difficile per tutti. Succede che a pensare chi eravamo ci si dimentica chi siamo. Succede che Italia, nel frattempo, ci guardi da lontano e che, forse, stia meditando di ucciderci tutti.
25.3.14
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Sono nato per volare

Vedi risultati Nassa Teatrale  

Teatro Kopò 16 Marzo 2014 “SONO NATO PER VOLARE” di e con Giuseppe Arnone
 Disegno e Tecnico Luci Paolo Filipponi. Fonico Eugenia Cortese
“Da grande voglio fare il pilota…sono nato per volare”. La storia di Vincenzo Diodato, un bambino di 10 anni, siciliano che vive a Bologna e che racconta , con leggerezza, quei giorni di Natale vissuti in famiglia, abbandonandosi all’odore della arancine della nonna, alle favole raccontate dalla mamma, alla caponata.
E’ uno spettacolo pieno di ritmo e passione, dolce e carnale allo stesso tempo. Il dialetto siciliano è rapidamente comprensibile e familiare ed è probabilmente l’unico modo, così diretto, per farci sentire l’odore di quegli anni, attraverso le narici di un bambino che ha un sogno… volare… con lo stesso aereo che gli è stato regalato nel natale del 1979. .
25.3.14
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Bucho

Init Club dal 5 all'8 marzo 2014 rassegna "Periferica 0. Mandrione Vs Pigneto", organizzata con il Patrocinio di Roma Capitale Assessorato alle Politiche della Periferia.
 La rassegna "intende mostrare il volto bello e creativo delle zone non centrali della città. Vogliamo illuminare un aspetto di una Roma policentrica, in cui realtà periferiche esprimono magnificamente la creatività della bellezza con estro e fantasia". Sebbene il termine "periferica" possa suggerire un'importanza secondaria e quindi non strettamente essenziale, molte tipologie di periferiche sono di primaria importanza nell'economia di un sistema che possa dirsi totalmente efficiente.
In una dislocazione urbanistica che nell’immaginario comune vede il centro della città come il luogo per antonomasia della ricchezza e della bellezza, “Periferica” intende, invece, mostrare il volto bello e creativo delle zone non centrali della città. Vogliamo illuminare un aspetto di una Roma policentrica, in cui realtà periferiche esprimono magnificamente la creatività della bellezza con estro e fantasia. Il binomio ricchezza uguale bellezza non ci convince, il bello è un diritto di tutti e da tutti può essere riconosciuto, abbiamo allora scelto una “mission”: quella di creare una vetrina per la creatività e far conoscere il bello che ogni quartiere periferico racchiude in sé e da esso è prodotto. Metteremo a confronto territori creativi di Roma con altre città, invitando a partecipare artisti stranieri che provengono da zone periferiche di altre capitali europee e non. Crediamo, come scriveva Dostoevski, che “La bellezza salverà il mondo”. Partiamo con “Periferica 0” dalle zone del Mandrione e del Pigneto, ma è la prima tappa, sarà infatti un’avventura che proseguirà negli altri territori di Roma.

BUCHO in concerto
Lucio Leoni – voce e chitarra
Bernardo nardini (banjo/mandolino/slide guitar) Daniele borsato (chitarra)
24.3.14
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Periferia e cultura

Init Club dal 5 all'8 marzo 2014 rassegna "Periferica 0. Mandrione Vs Pigneto", organizzata con il Patrocinio di Roma Capitale Assessorato alle Politiche della Periferia.
 La rassegna "intende mostrare il volto bello e creativo delle zone non centrali della città. Vogliamo illuminare un aspetto di una Roma policentrica, in cui realtà periferiche esprimono magnificamente la creatività della bellezza con estro e fantasia". Sebbene il termine "periferica" possa suggerire un'importanza secondaria e quindi non strettamente essenziale, molte tipologie di periferiche sono di primaria importanza nell'economia di un sistema che possa dirsi totalmente efficiente.
In una dislocazione urbanistica che nell’immaginario comune vede il centro della città come il luogo per antonomasia della ricchezza e della bellezza, “Periferica” intende, invece, mostrare il volto bello e creativo delle zone non centrali della città. Vogliamo illuminare un aspetto di una Roma policentrica, in cui realtà periferiche esprimono magnificamente la creatività della bellezza con estro e fantasia.
Il binomio ricchezza uguale bellezza non ci convince, il bello è un diritto di tutti e da tutti può essere riconosciuto, abbiamo allora scelto una “mission”: quella di creare una vetrina per la creatività e far conoscere il bello che ogni quartiere periferico racchiude in sé e da esso è prodotto. Metteremo a confronto territori creativi di Roma con altre città, invitando a partecipare artisti stranieri che provengono da zone periferiche di altre capitali europee e non. Crediamo, come scriveva Dostoevski, che “La bellezza salverà il mondo”. Partiamo con “Periferica 0” dalle zone del Mandrione e del Pigneto, ma è la prima tappa, sarà infatti un’avventura che proseguirà negli altri territori di Roma.

“PERIFERIA E CULTURA” tavola rotonda
parteciperanno: Ciro De Caro (regista) Sara Tosti (attrice), Giampaolo Felici (cantante degli Ardecore), Alessandro Machia (regista di teatro), Ninni Cutaia (direttore Teatro di Roma), Alberto Bassetti (direttore teatro Lo Spazio), Fabio Meloni ( Direttore Cinema Aquila), Massimo Righetti (fotografo), Francesca Piggianelli (ufficio stampa settore cinema) ed altre personalità del mondo della cultura ed operatori culturali.
Interverranno inoltre:
- Paolo Masini (Assessore alle periferie del Comune di Roma)
- Gianmarco Palmieri (Presidente Municipio V)
- Susi Fantino (Presidente Municipio VII)
Rappresentanti del territorio e dei comitati di zona.
24.3.14
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E basta co’ ’sto Shakespeare!

Teatro Lo Spazio 12 MARZO 2014 “E basta co’ ’sto Shakespeare!” Scritto e diretto da Enzo Masci Con Deborah Fedrigucci, Federica Gumina, Annabella Calabrese, Simone Destrero, Mario Fazio, Enzo Masci, Federico Melis. Questa divertentissima piéce vede un gruppo di attori spiantati e a corto di pubblico, dediti solo all'avanguardia più spinta, confrontarsi con l'occasione della loro vita: mettere da parte i propri ideali di sperimentazione e innovazione per sbarcare nel più importante festival teatrale d'Europa, il World Shakespeare Festival. Riusciranno a rendere giustizia all'autore più discusso e problematico del teatro classico o rimarranno vittime del loro integralismo molto più che di nicchia? In un crescendo di risate, mescolate a celebri scene delle opere del Bardo, prende forma lo spettacolo più divertente, inatteso e dissacrante della stagione. venite a conoscere un William Shakespeare come non lo avete mai visto!
24.3.14
 

Patrizio

Teatro Spazio Uno 13 marzo 2014 theA’term presenta “PATRIZIO, Come quei divi di Hollywood che sono eterni” di Gianni Spezzano, regia di Marcello Cotugno. Lo spettacolo miscela - nella forma di un monologo intenso, ironico, a tratti tragico - un racconto biografico intimo e emotivo con un minimalismo da teatro di narrazione. Patrizio, rampollo emergente del Clan dei Corbese, racconta in prima persona la storia della sua vita, mentre si prepara a recarsi al funerale del suo amico Antonio Corbese. La sua storia è quella dell’iniziazione criminale di un “bravo” ragazzo sullo sfondo della Napoli degli anni ’80: una storia di mazzate e di rivalse, di paura e di adrenalina, ispirata dalla passione per gli eroi maledetti del cinema hollywoodiano e percorsa dal filo ininterrotto del rapporto con un padre amorevole ma troppo debole. All’ascesa di Patrizio corrisponde la decadenza di una società che ha perso le proprie certezze, e il fallimento degli ideali di una generazione, quella dei Padri, a cui il futuro è sfuggito di mano. “Per questa storia mi sono semplicemente rifatto ai miei ricordi, traendo spunto dalla mia infanzia, dal mio paese e dai suoi figli di, cercando di capire quanto della propria volontà ci sia nello scegliere il proprio destino. Patrizio ci racconta della sua infanzia, delle sue paure, delle mazzate subite dai prepotenti e di quell’episodio improvviso che cambiò per sempre la sua vita. Un racconto inconsapevole, non analitico, una confessione che sembra condurlo a una redenzione che invece non arriverà mai. In una lunga preparazione rituale, per recarsi al funerale dell’amico Antonio Corbese, Patrizio ripercorre tutte le tappe di una trasformazione caratteriale e sociale, per metà passiva e per metà attiva, attraverso un monologo crudo e minimalista. Raccontando di un mondo altro, quasi parallelo, ci mette di fronte alle differenze tra la vita di quartiere e quella della tv, del cinema, della cronaca presentandoci un vero esempio di cultura alternativa, ben radicata e tramandata di generazione in generazione”. (Gianni Spezzano) “L’epica malavitosa di film come Scarface o di C’era una volta in America ha lasciato un segno profondo nel nostro immaginario: l’eroe gangster, bello, perduto e affascinante da sempre riesce a sedurci molto più che il poliziotto, inadeguato, nella sua ragionevole ansia di giustizia, di fronte alla bruciante passione criminale e al potere mitopoietico del male. Rispetto a questi presupposti, Patrizio rivela una natura contraddittoria: se infatti da un lato l’operato di criminale del protagonista ha in sé la forza esaltante dell’invincibile supereroe à la Bruce Lee (uno degli dei del personale pantheon di Patrizio, appunto), dall’altro, Patrizio cela sottopelle una fragilità, un’inadeguatezza che la strada ha trasfigurato in violenza e voglia di potere, costringendolo a una professione non voluta. Non a caso, sono i continui richiami a esuberanti pellicole di genere viste e mandate a memoria a fare da contrappunto all’autonarrazione di Patrizio: un delinquente suo malgrado che, non avendo avuto altri modelli, cerca di aderire con la maggiore compiutezza possibile ai propri miti criminali. La forma monologante restituisce alla storia un’accezione surreale e anti-naturalistica, dandole i toni di un’epopea suburbana, malinconica e guascona, ma mai retorica. Le musiche - in parte mutuate da un contesto trash (Gianfranco Marziano canta Drago Spaziale, Radio Ibiza rielabora in versione house un classico brano di Renato Carosone ribattezzato Papa l’Americano), in parte citazioni ironicamente colte che richiamano i toni della sceneggiata (The Merola Matrix di Hugo Race), in parte provenienti da brevi incursioni nel contemporaneo (Miserere di Nyman e Mulholland Drive di Badalamenti) - nella loro funzione di contrasto meta-culturale, accompagnano Patrizio come arie impazzite di un’opera lirica devastante: la sua vita. Luoghi deputati scandiscono le scene, costruendo, nella povertà degli elementi, una metafora che prova a raccontare le possibilità negate di chi, come Patrizio, la sua altra chance non l’ha mai avuta”. (Marcello Cotugno)
24.3.14
 

Respiro

Teatro Argot 11 marzo ore 2014 rassegna Scena Sensibile “Respiro” testo, regia e scene di Maria Teresa de Carolis, con Tiziano Perrotta, Jessica Leti, Laura Daniela Tusa, Cristina Avenali, Lidio Maresca. Coriste: Laure Gilbert, Cristina Avenali,Maria Teresa de Carolis; Luci Andrea Maurizi e Orlando Rudnicki Allestimento e oggetti discena Roberto Guerci aiuto regia Jessica Leti
Elena è una giovane donna ebrea, vive in Polonia durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale, dopo anni di fughe viene arrestata in casa propria. Suo marito e suo figlio vengono uccisi barbaramente e lei deportata a Ravensbruck. Elena è incinta e riesce miracolosamente a nascondere la sua gravidanza, riuscendo ad arrivare alla liberazione viva, ma con i nervi a pezzi; dà alla luce il piccolo Kolia che affida ad una famiglia di contadini. Perde la memoria e per trent’anni vaga per l’Europa. Siamo negli anni '70 e finalmente Elena torna in sé riacquistando ogni frammento del suo passato, insegue il sogno di ritrovare suo figlio, che vive a Leningrado. Cerca in ogni modo di contattarlo attraverso la moglie Mathilde, che diventa una sua alleata. Kolia ha un bambino ed è ricoverato in una clinica per malattie nervose e la moglie tenta disperatamente di riportarlo a casa. Ma il passato è troppo faticoso da affrontare e da risolvere.
21.3.14
 

L’Estetica dell’Oltre tra poesia e teatro

Teatro Argot 10 marzo 2014 rassegna Scena Sensibile “L’Estetica dell’Oltre tra poesia e teatro”, scritto da Michela Zanarella e diretto da Giuseppe Lorin. Lo spettacolo vedrà la partecipazione di Michela Zanarella, Giulio Eccher, Giuseppe Lorin, Filippo Di Lorenzo e la partecipazione straordinaria di Chiara Pavoni, Silvio Parrello, Salvatore Gioncardi. Durante la presentazione di una silloge, l’autrice, attesa con apprensione e ansia dagli organizzatori e dal pubblico in sala, si presenterà in ritardo, quasi a conclusione del prestigioso evento. Dalla sua biografia emerge la travagliata realtà dell’essere giovane donna in un sobborgo del nord Italia. Veniamo così a sapere che, a seguito di un incidente, si troverà poi nell’inconsapevole situazione che le spalancherà le porte della Poesia. “Se ti va di sognare”, colonna sonora della pièce è una poesia di Michela Zanarella, musicata e cantata da Nello Fiorillo.
20.3.14
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..da Colombina a Pulcinella

Teatro Villa Pamphilj- Scuderie Villino Corsini 25 febbraio 2014 “Giornata Mondiale della Commedia dell'Arte” in ricordo del 25 febbraio 1545, data in cui venne legalmente costituita la prima compagnia di comici di professione (la ricorrenza è stata proclamata nel 2010 dal Sat, Associazione riconosciuta dall'Unesco) si rende omaggio a questa ricorrenza con due giorni di incontri, dimostrazioni e workshop. La rassegna è curata da Elisabetta Centore e Gabriele Guarino, in collaborazione con il Dipartimento Cultura Servizio Spazi Culturali e Sistema della Casa dei Teatri e della Drammaturgia contemporanea.
Dalle ore 15.30 lezione teatrale dimostrativa: "...da Colombina a Pulcinella", cui partecipa Elisabetta Centore, attrice diplomata, che illustra la tecnica c.d. "Arte dell'Improvvisa", senza un copione scritto, attingendo esclusivamente dal proprio bagaglio cognitivo.
20.3.14
 

Giornata Mondiale della Commedia dell'Arte

Teatro Villa Pamphilj- Scuderie Villino Corsini 25 febbraio 2014 “Giornata Mondiale della Commedia dell'Arte” in ricordo del 25 febbraio 1545, data in cui venne legalmente costituita la prima compagnia di comici di professione (la ricorrenza è stata proclamata nel 2010 dal Sat, Associazione riconosciuta dall'Unesco) si rende omaggio a questa ricorrenza con due giorni di incontri, dimostrazioni e workshop. La rassegna è curata da Elisabetta Centore e Gabriele Guarino, in collaborazione con il Dipartimento Cultura Servizio Spazi Culturali e Sistema della Casa dei Teatri e della Drammaturgia contemporanea.
A partire dalle ore 10: "Ritrovo tra Comici" una Tavola rotonda sul "fare Commedia" oggi, con le testimonianze di chi l’ha fatta o la fa, ma anche attraverso il confronto con le esigenze di un potenziale pubblico. Un momento di incontro e riflessione con performance e dimostrazioni pratiche aperto a tutti coloro che amano la Commedia dell’Arte: studiosi, operatori, attori, insegnanti, registi, allievi, spettatori e cittadini.
 La Tavola rotonda è a cura di Gabriele Guarino e della Compagnia La Bottega dei Comici.
20.3.14
 

Le elefantesse

Teatro Tordinona 20 Febbraio 2014 TEATRO FORSENNATO/DARIO AGGIOLI presenta
“LE ELEFANTESSE” Una tragicommedia noir, improvvisazione su canovaccio. Ideato e diretto da Dario Aggioli Con: Elisa carucci, Alessandra Della Guardia, Pamela Sabatini
musiche del Trio Lescano rivoluzionate dal Trio Naga
assistente alla regia Diana Cagnizi
aiuto-regia Andrea Standardi
Tre donne unite dallo stesso marito. Un trigamo che per tutta la vita si è diviso tra loro. Tre tipologie di femminilità che hanno vissuto vite differenti con lo stesso uomo, che per ognuna è un uomo diverso.
Per Judith, donna in carriera, il marito è solo un feticcio.
Per Alessandra, casalinga timorata di Dio, è un importantissimo ingegnere.
Per Caterina, segretaria, è un medico di grande fama.
In scena lui non appare mai. A rappresentarlo un attaccapanni con i suoi vestiti sempre pronti ad essere staccati per andare via o ad essere appesi al suo ritorno.
Il racconto della vita passata con lui. La scoperta delle altre. E...
La messa in scena è basata sul principio spaziale della divisione del palco in tre parti: ogni angolo abitato dalle donne è la loro casa. Oggetto comune alle tre case è lʼattaccapanni. I racconti della vita delle tre insieme al marito, si mescolano e amalgamano. Si associano nella mente dello spettatore per assonanza e differenza.
All’inizio le donne parlano del proprio marito, uomo diverso per ognuna. Poi iniziano a svelarsi i piccoli particolari: stessi regali, stessi posti, stesse frasi. La vera storia si scopre, il pubblico ha ormai capito: inizia il conflitto del sospetto.
20.3.14
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Tommy

Teatro Due 12 marzo 2014 “TOMMY”
 di Giuseppe Manfridi
diretto e interpretato da
GABRIELE LINARI
musiche originali
JONTOM
videografica
CRISTIANO PINTO
Tommy è un giovane uomo con un problema: starnutisce ogni sei secondi esatti. Sempre. Ovunque. Solo in un luogo riesce a calmarsi, nella sua tana, nel guscio che lo protegge: il suo sgabuzzino. Nascondiglio e albergo di ricordi, questo stanzino è il luogo da cui Tommy racconterà la sua storia fatta di illusioni e delusioni, di paure, di amori. Un’infanzia solo apparentemente comune, inizio di un’esistenza tormentata. Tommy si confiderà con voi e imparerete a conoscere questo giovane uomo tenero, buffo e a tratti disperato. Un monologo ironico e intenso al tempo stesso, nella brillante scrittura di Giuseppe Manfridi, uno dei più prolifici e rappresentati autori contemporanei. Gabriele Linari affronta questa figura tenera e misteriosa che si svelerà dal buio di uno sgabuzzino, un altro figlio segretamente tormentato, nell’eterna lotta tra ciò che siamo e ciò che saremmo potuti diventare.
19.3.14
 

Lettera al Padre

Teatro Due 6 marzo 2014 Compagnia LABit presenta
 LETTERA AL PADRE da Franz Kafka
regia e interpretazione di Gabriele Linari
Uno degli spettacoli più visti e più amati degli ultimi anni. Un monologo ironico e commovente al tempo stesso che da 10 anni incanta la scena romana. “Lettera al padre” è un monologo per immagini, un viaggio nella vita e nell’opera del grande scrittore praghese. Il difficile rapporto col genitore, le paure insormontabili, le parole straordinarie prendono vita sulla scena in un gioco di rimandi grazie al quale approfondiamo la poetica di Kafka scoprendone ad un tempo l’inattesa energia ironica. Le musiche originali di Jontom seguono e scandiscono questo viaggio meraviglioso.
18.3.14
 

Qualsiasi cosa mai

9 marzo Fiora Blasi presenta "Qualsiasi cosa mai" liberamente ispirato ad un racconto di Haruki Murakami di Fiora Blasi, aiuto regia Elisabetta Scarin, con Fiora Blasi e Luca Venitucci. Lo spettacolo racconta di una certa ‘X’, la cui vita, scandita da tempi molto regolari e al sicuro da imprevisti,viene ad un tratto scombussolata da una vicenda apparentemente insignificante e senza un immediato legame con le sue abitudini: ‘Y’ scompare dalla città. Tra flashback e sospensioni, la protagonista si muove fra un tempo interno della memoria e del dubbio e uno quotidiano fatto di pragmatismo e doveri. La musica e i suoni, eseguiti dal vivo sulla scena integrando voce e dispositivi elettronici – sintesi, campionamenti, sequenze, esecuzione strumentale su tastiera – danno corpo a questi diversi livelli. A interrogativi e confessioni diretti al pubblico si alternano dialoghi con il musicista, interpellato come amico-attore, e quadri più onirici e surreali.
17.3.14
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DIS_CORDA

Teatro Furio Camillo dal 7 al 9 marzo 2014 “Tre passi di donna” piccola rassegna di teatro al femminile. Le donne protagoniste delle storie inseguono speranza e illusioni, cercano di lottare per un’esistenza migliore, reinventandola e reinventandosi. 7 marzo Claudia Pellegrini presenta DIS_CORDA liberamente tratto da Mitica Futura di Anna Laura Bobbi e Floriana Coppola, con Claudia Pellegrini e Franco Picchini, musica originale Andrea Moriconi, costumi Bettina Bimbi. Un viaggio che attraversa i paesaggi dell’anima, solitudini infinite, silenzi profondi, l’angoscia dell’ignoto, la mancanza dell’amore. DIS_CORDA è uno spettacolo che cerca attraverso la parola poetica, la leggerezza e l’incanto del gesto pittorico e del suono che si fa musica, di arrivare all’anima profonda e all’essenza di ognuno di noi, capace di morire e rinascere ogni giorno.
17.3.14
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Storie di donne ammazzate

8 Marzo “STORIE DI DONNE AMMAZZATE, allegra barbarie” ARIANNA NINCHI in LA SGAMBATURA, piece teatrale scritta da Betta Cianchini, Punto D.

 Init Club dal 5 all'8 marzo 2014 rassegna "Periferica 0. Mandrione Vs Pigneto", organizzata con il Patrocinio di Roma Capitale Assessorato alle Politiche della Periferia. La rassegna "intende mostrare il volto bello e creativo delle zone non centrali della città. Vogliamo illuminare un aspetto di una Roma policentrica, in cui realtà periferiche esprimono magnificamente la creatività della bellezza con estro e fantasia". Sebbene il termine "periferica" possa suggerire un'importanza secondaria e quindi non strettamente essenziale, molte tipologie di periferiche sono di primaria importanza nell'economia di un sistema che possa dirsi totalmente efficiente. In una dislocazione urbanistica che nell’immaginario comune vede il centro della città come il luogo per antonomasia della ricchezza e della bellezza, “Periferica” intende, invece, mostrare il volto bello e creativo delle zone non centrali della città. Vogliamo illuminare un aspetto di una Roma policentrica, in cui realtà periferiche esprimono magnificamente la creatività della bellezza con estro e fantasia. Il binomio ricchezza uguale bellezza non ci convince, il bello è un diritto di tutti e da tutti può essere riconosciuto, abbiamo allora scelto una “mission”: quella di creare una vetrina per la creatività e far conoscere il bello che ogni quartiere periferico racchiude in sé e da esso è prodotto. Metteremo a confronto territori creativi di Roma con altre città, invitando a partecipare artisti stranieri che provengono da zone periferiche di altre capitali europee e non. Crediamo, come scriveva Dostoevski, che “La bellezza salverà il mondo”. Partiamo con “Periferica 0” dalle zone del Mandrione e del Pigneto, ma è la prima tappa, sarà infatti un’avventura che proseguirà negli altri territori di Roma.
17.3.14
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LEILA BALHOURI

LEILA BALHOURI in concerto

 Init Club dal 5 all'8 marzo 2014 rassegna "Periferica 0. Mandrione Vs Pigneto", organizzata con il Patrocinio di Roma Capitale Assessorato alle Politiche della Periferia. La rassegna "intende mostrare il volto bello e creativo delle zone non centrali della città. Vogliamo illuminare un aspetto di una Roma policentrica, in cui realtà periferiche esprimono magnificamente la creatività della bellezza con estro e fantasia". Sebbene il termine "periferica" possa suggerire un'importanza secondaria e quindi non strettamente essenziale, molte tipologie di periferiche sono di primaria importanza nell'economia di un sistema che possa dirsi totalmente efficiente. In una dislocazione urbanistica che nell’immaginario comune vede il centro della città come il luogo per antonomasia della ricchezza e della bellezza, “Periferica” intende, invece, mostrare il volto bello e creativo delle zone non centrali della città. Vogliamo illuminare un aspetto di una Roma policentrica, in cui realtà periferiche esprimono magnificamente la creatività della bellezza con estro e fantasia. Il binomio ricchezza uguale bellezza non ci convince, il bello è un diritto di tutti e da tutti può essere riconosciuto, abbiamo allora scelto una “mission”: quella di creare una vetrina per la creatività e far conoscere il bello che ogni quartiere periferico racchiude in sé e da esso è prodotto. Metteremo a confronto territori creativi di Roma con altre città, invitando a partecipare artisti stranieri che provengono da zone periferiche di altre capitali europee e non. Crediamo, come scriveva Dostoevski, che “La bellezza salverà il mondo”. Partiamo con “Periferica 0” dalle zone del Mandrione e del Pigneto, ma è la prima tappa, sarà infatti un’avventura che proseguirà negli altri territori di Roma.
17.3.14
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Mamma Roma

6 MARZO
 Inedita Proiezione di: “MAMMA ROMA” di Pier Paolo Pasolini con interventi live di poeti ed attori dei due quartieri. Le voci della periferia si sovrappongo scavalcando gli anni e le generazioni.
17.3.14
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La riscossa dei clown

Teatro Argot Studio 7 Marzo 2014 Madame Rebiné presenta
 LA RISCOSSA DEL CLOWN
Con: Andrea Brunetto, Max Pederzoli. Alessio Pollutri.
Dopo novant’anni di sfortuna, delusione e scivoloni un vecchio clown torna a cavallo della sua sedia a rotelle per farsi giustizia. Sarà un’impresa impossibile dove renne acrobate, giocolieri miopi e mosche assassine cercheranno di impedirglielo. A colpi di naso rosso farà occhi neri e lotterà fino all’ultimo respiro per difendere la sua dignità. Se ci riuscirà sarà solo grazie al sostegno degli spettatori.
Uno spettacolo di circo e teatro al servizio della leggerezza e del divertimento.
Un cabaret alla riscossa in un cui il clown trionfa!
Uno spettacolo comico per grandi e piccini in cui l’arte circense si mischia all’estro recitativo degli attori. Nato nel 2012 come canovaccio leggero e senza drammaturgia in cui inserire di volta in volta dei numeri e dei personaggi differenti, in soli due anni, La riscossa del Clown ha realizzato oltre 200 repliche tra Italia e Francia.
17.3.14
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BEATLESMANIA

Teatro Tordinona 1 Marzo 2014 BEATLESMANIA scritto da Marco Avarello e diretto da Matteo Ziglio con: Luigi Abramo, Simone Mariani, Martino Pirella con Lenni Lippi, Francesco Cavalluzzo e Lorenzo Monaco.
 A 50 anni dalla nascita della Beatlemania la malattia è ancora contagiosa: tornano i Beatles a Roma con un nuovo spettacolo destinato a cambiare la storia.
Un folle viaggio nel tempo e contro il tempo per impedire l’evento cui i fan più accaniti imputano la fine dei Beatles: l’incontro tra John Lennon e Yoko Ono. Riuscirà il nostro eroe, maniacale fan del quartetto, a compiere la sua missione? O il desiderio di tenere insieme i Beatles rimarrà soltanto un sogno?
Una girandola di situazioni surreali e divertenti, di gag e di storie, di personaggi e di momenti emozionanti. Un’occasione unica di vivere la folle atmosfera degli anni sessanta in cui tutto sembrava ancora possibile e godere della musica dei Beatles, suonata rigorosamente dal vivo negli arrangiamenti acustici dei Beatles a Roma.
17.3.14
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Nell'oceano il mondo

Recensione dello spettacolo su gufetto.it

Teatro Tordinona 5 Marzo 2014 NELL’OCEANO IL MONDO
 con Enoch Marrella
creazione drammaturgica e regia di Andrea Ciommiento
piattaforma Interazione Scenica
Il monologo racconta la storia di un ragazzo adolescente e del suo bizzarro viaggio nella cultura americana tra abitudini alimentari, college party e scoperte web. Lo spettacolo affronta i nostri anni attraverso la voce e il punto di vista delle nuove generazioni “travolte da internet come in un oceano senza confini”.
“Ci siamo dati un unico obiettivo con l’attore”, ci dice Ciommiento, “raccontare una storia nel modo più semplice possibile e senza artifici. Un atto di sincerità nei confronti dello spettatore che potrà farsi coinvolgere da tutti i personaggi che il protagonista Fausto presenterà in scena”.
L’allestimento vuole essere occasione di confronto sulle nuove devianze che stanno cambiando la nostra quotidianità, tra tutte “la sovraesposizione d’immagini che il web propone costruendo un’altra realtà in un luogo virtuale senza confini”.
17.3.14
 

Save the world

Teatro Argot Studio 2 marzo 2014 «Save the world» di Leonardo Diana / Versiliadanza, finalista del bando Nextwork 2013 al Teatro Orologio. «Save the world» è una formula-emblema dei nostri giorni, che dal campo dell’ecologia è passata a quello della lotta contro le multinazionali, contro la mafia, contro gli abusi di ogni genere, ed è divenuta persino titolo di numerose canzoni... Una formula a volte abusata che lo spettacolo Save the world vuole riportare al suo originario significato di rispetto del mondo di cui siamo parte, e senza il quale non potremo essere. Lo fa con ironia, con quella paradossale comicità da cui scaturisce il riso e, per contrasto, l’interrogativo amaro su quale sia il confine di azione e inter-azione tra l’uomo e la Natura, o se quel limite non sia già stato superato. Siamo alla fine del XXI sec., devastazione e desolazione regnano ovunque, le forme di vita sono scomparse. Ma ecco apparire un uomo, uno dei pochi superstiti, colui che ha distrutto tutto ma ora tutto ricostruirà. È il nuovo supereroe che tutto può e che deve non chiedere mai. Eppure questo supereroe muscoloso si muove impacciato, sembra quasi la controfigura di se stesso, cerca ma non trova, quindi cade, si riprende, e lotta: lotta furiosamente interagendo con un mondo tutto virtuale, da cui dovrebbe rinascere la Natura, ma che rimane solo uno sfondo disegnato, un buco nel cielo di carta da cui non trapassa il sole.
16.3.14
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KAKOÏLION!...il canto delle Sirene… ODISSEA parte1a

CineTeatro 8 Marzo 2014
“KAKOÏLION!...il canto delle Sirene… ODISSEA parte1a”
con Antonio Bilo Canella, Alessia D’Errigo, Giovanni Greco, musiche originali create estemporaneamente da Oscar Bonelli, luci di David Fiandanese. Testi originali creati estemporaneamente dagli Artisti in scena: Ritorna la Performazione! “Un primo studio sugli infiniti materiali dell’Odissea, per l’occasione dedicata al Femminile più inquietante e misterioso: le Sirene. Ma come per tutte le Performazioni questo è solo un punto di partenza...ci allargheremo ovunque la nostra ispirazione vorrà, con un occhio di riguardo all’universo femminile: Penelope, Circe, Calipso, Elena, Nausicaa e certo non ultima la dea dagli occhi azzurri (glaucopide) Atena.” “...esse sono donne-uccello, raffigurate con ampie ali da rapace. Nella tradizione antica le "Seirènes" sono demoni femminili dell'oltretomba che attendono impazienti la morte di un essere umano per accompagnare la sua anima nel regno dell'oltretomba. (…) vivono su un'isola coperta di prati fioriti (è il prato di asfodelo, dove vivono i morti nel regno di Ade); sono creature profetiche (come la Sfinge) poichè conoscono il passato e il futuro; cantano nell'ora meridiana (l'ora in cui si manifestano le altre figure che sono frutto di allucinazione, come Pan o il Demone Meridiano e in cui è più facile percepire la visione di un demone sotterraneo) e il loro canto porta alla morte; ha dunque il carattere dell' "'epodè", ossia dell'incantesimo, collegato anch'esso con le forze dell'oltretomba.” “Sempre senza alcuna sicurezza, tutti insieme nel Vuoto più assoluto, nessun copione, niente di deciso prima. Andremo alla ricerca tra gli infiniti e potenti archetipi a cui l’Odissea attinge per scoprire una Storia, delle Immagini, delle Relazioni, vederle emergere dal Nulla, mai pensate prima, con Voi. La Serata unica e dedicata personalmente solo ad ognuno di voi, presente quella sera con noi. Il Lungo Viaggio, le Avventure, i Mostri, il Ritorno, la riconquista del Regno.”
15.3.14
 

Perché non ci lasciamo giocare con la terra

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Recensione dello spettacolo su gufetto.it

 Teatro Studio Uno 4 Marzo 2014 “PERCHE' NON CI LASCIANO GIOCARE CON LA TERRA?” Omaggio a Goliarda Sapienza Liberamente tratto da “L’arte della Gioia” di Goliarda Sapienza e “La porta è aperta. Vita di Goliarda Sapienza” di Giovanna Providenti
 Regia di Alessia Barbieri Pomposelli
Adattamento di Silvia Manciati
con Viola Sartoretto, Silvia Manciati, Davide Maria Marucci, Arianna Paravani
scene e costumi di Paola Scafareo
suono Gaetano Converso
disegno luci Alessio Mastrantonio
Questa è la storia di una donna autentica. Una donna libera, capace di sfidare la vita centimetro per centimetro, cicatrice su cicatrice, una donna che ha osato affacciarsi nel proprio pozzo buio, accettando tutto di sé senza escludere nulla e arrivando così alla gioia, quella vera. Questa è la storia di Modesta. Questa è la storia di Goliarda. In scena la Goliarda scrittrice e il suo universo di personaggi. Amore e peccato, costrizioni e libertà, storie familiari e universali, convenzioni da abbattere, errori da compiere, verità da scoprire, in un dramma intenso, irriverente, contraddittorio, autentico.
14.3.14
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Are you Jewish?

Teatro Cometa Off 28 Febbraio 2014 “ARE YOU JEWISH?” Uno spettacolo kosher
di Gabriel Davis, Bruce J. Bloom, Julianne Bernstein
con Anna Clemente Silvera, Maurizio Palladino, Andrea Bellesso
Regia di Giorgio Treves
Con il patrocinio della Fondazione Museo della Shoah
Are You Jewish? è un trittico di atti unici contemporanei (inediti in Italia) che affronta il tema dell'identità ebraica con tono leggero, malinconico e picchi di tragicommedia intrisa di umorismo yiddish.
"Bar Mitzvah" di Gabriel Davis
Il Bar Mitzvah è un importante spartiacque nella vita di un giovane ebreo: a 13 anni e un giorno viene sancito il passaggio all'età della maturità. Ma Ben è convinto che qualcosa sia andato storto quel giorno, e oggi, a 26 anni, ha deciso di fare un nuovo tentativo. Forse questa volta sarà pronto per diventare veramente adulto…
"La miglior ultima cena della Storia" di Bruce Bloom
Avram e Netti sono gli ultimi ebrei rimasti dopo il rastrellamento del ghetto di Cracovia. Tutto sembra perduto, l'orda nazista incombe... finché non fa la sua comparsa un personaggio inaspettato, un Cuoco cinico e vanesio che, con la connivenza di un alto ufficiale delle SS, ha preparato alla coppia un'ultima cena coi fiocchi. Peccato non sia un pasto kosher. E può darsi che quello sia prosciutto?
"Finchè morte non li separi" di Julianne Bernstein
I novelli divorziati di mezz'età Art e Lucille si ritrovano costretti a passare l'eternità insieme in una bara a due piazze. Una buona occasione per appianare le divergenze di un matrimonio finito male...
14.3.14
 

A cuore aperto

Recensione dello spettacolo su gufetto.it

Teatro dell’Orologio 27 Febbraio 2014 “A CUORE APERTO” L'amore non muore mai
di: Patrizio Cigliano
Con: Perla Liberatori, Davide Lepore, Giorgia Palmucci, Martina Massa. Con la straordinaria partecipazione "in voce" di Arnoldo Foà e Maria Rosaria Omaggio
 REGIA: Patrizio Cigliano
 Un uomo e una donna anziani si fissano in uno spazio indefinito. La musica è pulsante, come il battito di un cuore. Ma con il crescendo ritmico di quel battito qualcosa cambia e proprio nell’ultimo minuto da passare insieme, scocca uno sguardo. E’ un minuto intenso e in quello sguardo scorre velocemente tutta una vita. Tutto un Amore. Memoria. A Cuore Aperto è una storia senza tempo, senza luogo, senza convenzioni. E’ la storia d’amore di tutti. Di tutti coloro che la cercano da sempre. Di tutti quelli che non l’ hanno ancora trovata. Di coloro che sono felici perché hanno accanto il compagno di una vita, la compagna di sempre. A Cuore Aperto è tutto quello che in uno sguardo di pochi attimi, due persone che si amano, che si sono amate, possono dirsi, senza il bisogno di usare parole. Non è una storia “trasgressiva”. Non è una storia scandalistica. Non ruba dalla cronaca quotidiana. Non c’è violenza, né fisica né mentale. Non è una storia “estrema”. E’ una storia d’amore. Una bella storia d’amore, che come quasi tutte le storie d’amore, finisce male. Ma stavolta non perché ci si è traditi, né perché si è stanchi. Semplicemente perché la vita finisce, e prima che accada è bello poter fare un bilancio di una bella storia d’amore e rendersi conto che ne è valsa davvero la pena.
14.3.14
 

Due - una piccola patria

Teatro Furio Camillo 1 Marzo 2014 “DUE - una piccola patria” di Paolo Alessandri e Pierluigi Bevilacqua con Pierluigi Bevilacqua e Ramona Genna
e con Enrico Cibelli
regia Paolo Alessandri
La Piccola Compagnia Impertinente lancia una nuova sfida: raccontare in scena l’amore senza l’ausilio delle parole, dando espressione al dialogo intimo di una coppia innamorata esclusivamente attraverso la musica, il gesto e…due burattini. Una storia raccontata attraverso la colonna sonora originale firmata da Enrico Cibelli e la sua Overbooking orchestra, la cui musica diventa partitura drammaturgica e soluzione di regia. Togli le parole a una storia d’amore, lascia le emozioni che due innamorati provano. Tutto quello che circonda i due protagonisti diventa colonna sonora, scenografia, monumento. Due è uno spettacolo che fa questo. Due burattini, due pupazzi, due persone. Due è un abbraccio dopo aver abbassato le difese o uno scontro senza esclusione di colpi. Due è la storia di due innamorati che si mettono a nudo. Senza riserve.
“Due – una piccola patria è uno spettacolo ambizioso. Per la mancanza di parole, per il fatto che esse sono sostituite da una colonna sonora originale e per la ragione che tra due persone e la loro storia d’amore non ci sia necessità di una comunicazione verbale. Due è uno spettacolo ambizioso anche perché raccontare l’amore è un rischio drammaturgico, facile alla banalità e al cliché.”
13.3.14
 

Incontro sul teatro delle donne

Teatro Biblioteca Quarticciolo 21 Febbraio 2014 Incontri in Biblioteca:
Incontro sul teatro delle donne
 partecipano: Betta Cianchini, Letizia Letza, Maddalena Rizzi, Silvia Resta , Veronica Cruciani, coordina: Katia Ippaso
11.3.14
 

Il mago riciclone

TEATRO TORDINONA 23 FEBBRAIO 2014 “IL MAGO RICICLONE”
 di Veronica Tepatti
Con V. Angelucci, C. Carpentieri, G. Cordì, M. Masiello, A. Spinelli, V. Tepatti
I quattro re Vetro, Carta, Plastica e Organico non riescon a governare poiché ognuno vuole imporsi. Il mondo così s’è riempito di spazzatura. Grazie al Mago Riciclone i quattro capiscono che collaborando, possono regnare felici e contenti. Una favola per bimbi con tematiche ecologiche per insegnare, divertendo, a rispettare la natura. Al termine dello spettacolo, i bambini, guidati dal Mago Riciclone dovranno aiutare i re a pulire il loro regno!
6.3.14
 

Il viaggio di Nicola Calipari

Teatro Argentina 17 febbraio 2014 “Il viaggio di Nicola Calipari”,
diretto e interpretato da Fabrizio Coniglio e Alessia Giuliani testo Fabrizio Coniglio uno spettacolo che riapre la riflessione sul diritto alla legalità e sul desiderio di giustizia per uno dei casi più controversi dalla storia italiana.
 La sera del 4 marzo 2005, nei pressi dell’aeroporto di Baghdad, Nicola Calipari, agente del Sismi inviato a Baghdad per coordinare l’operazione di liberazione della giornalista Giuliana Sgrena rapita da un commando armato, rimane ucciso dal fuoco amico di una pattuglia dell’esercito statunitense. Nicola Calipari aveva fatto scudo col suo corpo alla giornalista de Il Manifesto, appena rilasciata dai rapitori a conclusione di una lunga trattativa condotta dallo stesso funzionario. Un pezzo di storia che, a nove anni di distanza, continua a lasciare un segno dolorosamente attuale nella memoria collettiva e che viene raccontata ora tramite i canali dell’arte. Sul palco due seggiole che saranno simbolo della macchina e della prigione di Giuliana Sgrena e due attori (Fabrizio Coniglio e Alessia Giuliani), un uomo e una donna, che daranno voce ai personaggi che hanno attraversato questa vicenda.
A fine spettacolo incontro pubblico con gli interventi di Giuliana Sgrena testimone dell’accaduto, Erminio Amelio procuratore che seguì il Caso Calipari, Gabriele Polo allora direttore de Il Manifesto, Enzo Ciconte magistrato e testimone dell’impegno civile di Calipari, Mario Almerighi ex presidente del Tribunale di Civitavecchia, Claudia Fusani giornalista dell’Unità.
6.3.14
 

Mamma Medea

Teatro ValleOccupato 15 Febbraio 2014 ALTRESISTENZE in ANTEPRIMA NAZIONALE
 “Mamma Medea” POUR TOI J’IRAI JUSQU’À ÉTEINDRE LE SOLEIL
di TOM LANOYE
regia CHRISTOPHE SERMET
traduzione Alain Van Crugten
con Ann-Claire | Claire Bodson | Adrien Drumel | Pierre Haezaert | Francesco Italiano
Philippe Jeusette | Romain David | MathildeRault | Yannick Renier | Fabrice Rodriguez
i bambini Jules Brunet e Balthazar Monfè
co-prodotto da Rideau de Bruxelles, realizzatato con il sostegno del «Ministère de la Communauté française » Service du Théâtre – CAPT e con la partecipazione del « Centre des Arts scénique » si ringrazia l’Academia Belgica, social media partner Fattiditeatro
Ora nessuna debolezza. Forza, stringi i denti! Spegni la tua ragione e incatena il tuo cuore.Un solo istante. Un colpo! E avrai tutta la vita per vivere il tuo lutto in una lunga agonia.
Dopo il debutto al teatro Rideau de Bruxelles, una tournée che ha toccato i maggiori teatri francesi e belgi, tra cui l’Odéon di Parigi e il Téâtre national di Bruxelles, venerdì 14 e sabato 15 febbraio 2014 va in scena in esclusiva nazionale al Teatro Valle Occupato Mamma Medea. Il testo, mai tradotto e mai rappresentato in Italia, è scritto da Tom Lanoye, il più importante drammaturgo contemporaneo di lingua fiamminga, la produzione è del teatro Rideau de Bruxelles e la regia è di Christophe Sermet, uno dei più importanti registi della nuova generazione belga e nuovo regista associato del teatro Rideau de Bruxelles. Lo spettacolo è in lingua francese con sovratitoli in italiano e ha una durata di 2 ore e 50 minuti con intervallo.
Con Mamma Medea, testo di rara forza e intelligenza, Tom Lanoye offre una visione personale, alimentata da fonti diverse, del mito di Medea. Un’interpretazione dura, sensuale e tragi-comica, in cui tutto è sottilmente in bilico e in contrapposizione: uomo e donna, passione selvaggia e civile razionalità, tragedia e commedia, epico e drammatico, poesia e prosa. Tom Lanoye infatti non si accontenta di realizzare l’ennesimo adattamento di uno dei miti più affascinanti della mitologia occidentale, ma se ne appropria e lo reinterpreta proponendo una riflessione sullo scontro di culture come matrice di tutte le guerre. Citando “Chi ha paura di Virginia Woolf?” mette in risalto il concetto alla base del testo: per fare la guerra bisogna essere sempre in due – due gruppi etnici, due lingue, un padre e una madre, due bambini.
Prendendo ispirazione da Le Argonautiche di Apollonio Rodio, la prima parte del testo si concentra sull’incontro fatale tra Giasone e Medea, quest’ultima ancora vergine nell’amore – come nei delitti – ritratta nella profonda veracità della sua terra natia, la Colchide.
La seconda parte è scandita dai tempi della drammaticità, della lentezza e dell’inerzia. Qui Lanoye riprende la trama di Euripide con l’annuncio dell’immediata espulsione da Corinto di Medea, tradita da Giasone, diventato amante della figlia del re Creonte. Protagonisti di questa seconda parte sono la debolezza di Giasone e i suoi sforzi di riprendersi “un posto al sole” sacrificando la “straniera”, Medea, la cui passione, trasformatasi ormai in risentimento, alimenta il desiderio di una terribile vendetta. E così, l’atto ultimo: l’assassinio dei figli, quello che il mito non può risparmiare a Medea e dove Lanoye riserva il suo colpo di genio.
5.3.14
 

Incontro con Bernard Quiriny

Biblioteca Rispoli 17 febbraio 2014
“Strane presenze di libri probabili: La biblioteca di Gould. Una collezione molto particolare, di Bernard Quiriny”
In dialogo con l’autore, Edoardo Camurri. Letture e musica a cura della Compagnia Teatrale Barone Chieli Ferrari. Introduce Julien Donadille (responsabile editoria per l’Istituto di Cultura Francese). La biblioteca di Gould. Una collezione molto particolare: un libro che non è né un romanzo né una silloge di racconti e che nonostante questo ti tiene legato storia dopo storia, come succede quando si entra per caso nella biblioteca di qualcuno di molto, molto affascinante: e affascinante lo è, Monsieur Gould, il misterioso protagonista che affianca il narratore nella sua passeggiata di volume in volume, di città immaginaria in città immaginaria, regalandoci un mondo parallelo e incredibilmente spassoso dove convivono i peggiori difetti di “certi umani”, quelli da sempre a caccia di una storia, insieme al loro compagno fedele di sempre: il libro. Un omaggio ludico e sconfinato a Italo Calvino e alle sue Città invisibili, ai più dissacranti e irraggiungibili tra i maestri, da Borges a Queneau, senza rinunciare a mettere alla berlina i tanti tic intellettualistici di una società̀ che delega agli “esperti” la propria opinione, anche di fronte agli eventi più̀ sconcertanti. Resurrezioni di massa, città assurdamente e pedantescamente votate al silenzio, uomini che dopo il sesso si ritrovano nel corpo della partner e viceversa: queste e altre storie fuori dall’ordinario rendono davvero “particolare” la collezione di libri e città inanellate nella mirabolante Biblioteca di Gould, che con voce ironicamente autorevole ci descrive la sua variegata e originalissima selezione di testi così immaginaria da essere vera, formata da libri-matrioska, manuali di cucina dalle ricette impossibili e persino volumi responsabili della morte del loro autore.
5.3.14
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Fuorigioco di rientro

TEATRO TORDINONA 26 febbraio 2014 “Fuorigioco di rientro”
(Vita calcistica di Mirko Botteghi )
di e con Andrea Mitri. Regia di Alberto Di Matteo.
Se si osserva il teatro dal punto di vista degli attori, il confronto con il gioco del calcio è evidente. In inglese la stessa parola players definisce sia gli attori che i giocatori. Solo che nella scena del calcio l’attore ha vincoli meno costrittivi: il regolamento, il limite del rettangolo, le linee dell’arena, le regole di tornei. Nel teatro è il testo, quando c’è che limita la libertà dell’attore. Nonostante le differenze il player teatrale e il player calcistico sono accomunati dal fatto di disporre di una variabile quantità di “gioco” e di “emozioni”. Nello sport come nel teatro si cerca di recuperare un tormento, una pratica, un sacrificio, un rischio ed un pericolo che abitualmente non viviamo nella vita quotidiana. Nello spettacolo di Mitri le due figure, quella del calciatore e quella dell’attore si fondono per dar vita ad un lavoro che attraverso le regole del “gioco” teatrale racconta da un punto di vista privilegiato (quello dei calciatori) uno spaccato del mondo agonistico del calcio. Fuorigioco di rientro è nel gergo calcistico il ricevere la palla in posizione regolare ma provenendo da una posizione di fuorigioco al momento dell’inizio del passaggio. Andrea Mitri, ex-calciatore professionista a livello anche di serie B ed attualmente tra le varie cose attore nell’ambito dell’improvvisazione teatrale, prova in qualche modo a rientrare in quello che è stato per molto tempo il suo mondo, vedendo dalla posizione privilegiata di chi da quell’ambiente si è staccato ed ha nuovi strumenti per ricordarlo ed analizzarlo. Utilizzando il teatro di narrazione, il cabaret, il lavoro sui personaggi e qualche brano di Shakespeare, l’attore, solo in scena, prova a raccontare per passaggi laterali la vita dell’immaginario Mirko Botteghi, calciatore troppo presto fermato dagli infortuni; cercando di regalare allo spettatore una visione dall’interno, di un mondo troppo spesso visto dall’esterno in maniera esaltativa oppure viceversa all’occorrenza denigratoria. Ne esce un percorso divertente divertito tra le figurine del calcio: da quella più nota di Gianni Rivera fino ad altre meno conosciute, la cui foto sull’album Panini (sempre che esista) sarebbe in grado di raccontarci ben poco rispetto al loro passato. Un viaggio tra le persone a convalidare la tesi di Velasco, allenatore della nazionale di pallavolo brevemente prestato al calcio, che comunque aldilà di tutto, il calcio rimane sempre un gioco in cui ventidue uomini in mutande si divertono ad inseguire un pallone.
5.3.14
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A SLOW AIR

Teatro Argot 19 febbraio 2014 “A SLOW AIR”
 testo di David Harrower
traduzione Gian Maria Cervo e Francesco Salerno
con Nicola Pannelli e Raffaella Tagliabue
regia Giampiero Rappa
Una Coproduzione Narramondo Teatro e Gloriababbi Teatro
Nicola Pannelli e Raffella Tagliabue interpretano l’incontro tra Morna e Athol, due fratelli che non si parlano da quattordici anni. Morna lavora come donna delle pulizie a Edimburgo e passa il tempo bevendo e cercando di capire la mente di suo figlio, il ventenne Joushua. Athol, il fratello maggiore, vive invece vicino a Glasgow Airport con la moglie e due figli. E’ il proprietario di una ditta di piastrelle ed è orgoglioso dei suoi affari, conquistati con fatica nell’ovest della Scozia. Nei loro monologhi alternati raccontano la propria vita, l’infanzia e i rapporti con i genitori, facendo emergere sentimenti spesso contrastanti. I ricordi e segreti di fratello e sorella si intrecciano con l’arrivo di Joushua che a sorpresa andrà a trovare lo zio Athol, scatenando una serie di eventi nuovi e sorprendenti.
“Questo testo poetico di Harrower – spiega Giampiero Rappa – ci parla della famiglia con ironia e amore. La mancanza di dialogo tra i due attori in scena rende ancora più umana e autentica l’incapacità di comunicare dei personaggi, che in realtà nella rappresentazione sembrano dialogare molto di più che nel loro passato. Lo spettatore non può non immedesimarsi nei loro conflitti e nelle loro sofferenze: l’orgoglio che ci separa anche dalle persone amate, la difficoltà del perdono, il sentirsi a volte più estranei in famiglia che con il resto del mondo”.
4.3.14
 

Pasolini a Villa Ada

Recensione dello spettacolo su gufetto.it

Teatro Tordinona 20 Febbraio 2014 “Pasolini a Villa Ada” di Giorgio Monacorda interpretato e diretto Ivan Festa, foto di scena Angelina Chavez, ufficio stampa Rocchina Ceglia. Un inedito ritratto di Pier Paolo Pasolini, l’adattamento teatrale è tratto dall’omonimo racconto di Giorgio Manacorda . Lo spettacolo descrive il rapporto personale tra Giorgio Manacorda e Pier Paolo Pasolini. Il racconto di un’amicizia, quella tra l’autore e il poeta friulano, finora celata o velatamente raccontata in privato. Attraverso un denso monologo, che segue il ritmo del racconto, si scopre così un rapporto di amicizia intenso e il tormentato percorso di emancipazione che Manacorda ha dovuto affrontare per liberarsi dalla paterna figura del maestro.
4.3.14
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