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L'Amor che (non) move il sole




  • Titolo: Nessun posto è sicuro
  • Testo e Regia: Carlotta Tommasi
  • Cast (in ordine di infamia): Federica Bianconi, Lorenzo Franzin, Alessandro Di Rienzo, Federico Paolini, Chiara Luna Oliviero, Iole Di Pinto, Lorenza Molina, Salvatore Cuomo, Leonardo D’Attilio, Gabriele Bax, Ugo Caprarella, Giovanni Sicurello, Carolina Vecchia, Iola Lee.
  • Team Tecnico:
    • Aiuto Regia: Paolo Sebastiani, Sofia Pasquali
    • Assistenti alla Regia: Vito Molinari
    • Disegno Luci: Dario Aggioli
  • Luogo: Auditorium Spin Time (Via di S. Croce in Gerusalemme 55, Roma)
  • Date e Orari:
    • Dal 23 al 25 Marzo 2023: ore 21:00
    • Il 26 Marzo 2023: ore 18:00
  • Produzione e Collaborazioni: Laboratorio di Arti Sceniche, Tribalta.

Sinossi
"Nessun posto è sicuro" è un'opera scritta e diretta da Carlotta Tommasi che, fin dal titolo e dall'impatto visivo della locandina, evoca un clima di minaccia e tensione. L'immagine centrale di una bocca spalancata con zanne prominenti suggerisce un pericolo imminente o una natura "vorace" delle dinamiche rappresentate.
Il numeroso cast, ironicamente presentato "in ordine di infamia", lascia presagire una narrazione corale in cui i personaggi potrebbero muoversi in contesti di ambiguità morale o pericolo costante. Lo spettacolo sembra indagare il senso di precarietà dell'individuo, suggerendo che non esistano rifugi inviolabili o situazioni del tutto protette nel mondo messo in scena.
2.3.24
 

BARBAROS



  • Titolo: BARBAROS
  • Di (Testo): Anna Judica e Guido Del Vento
  • Regia: Guido Del Vento
  • Cast (Interpreti): Manuela Catania, Cristina Colonnetti, Guido Del Vento, Federico Maria Giansanti, Marco Zicari
  • Musiche per chitarra: Gilberto Cutrupi

Sinossi d'Autore e Note di Regia
L'altro alle porte dell'anima.
Chi è il barbaro? Colui che parla una lingua diversa, lo straniero che minaccia i confini o l'ombra incontrollabile che si nasconde dentro ognuno di noi? BARBAROS, scritto a quattro mani da Anna Judica e Guido Del Vento, si configura come un'indagine spietata e poetica sulla natura dell'alterità, sul pregiudizio e sulla paura dell'ignoto. Il testo esplora la sottile linea di demarcazione che separa la civiltà dalla ferocia, mettendo a nudo l'incomunicabilità e le tensioni che scaturiscono dall'incontro tra mondi differenti.
La regia di Guido Del Vento scompone lo spazio e le identità (scelta visivamente richiamata dalla struttura a mosaico e frammentata della locandina), orchestrando un cast corale di cinque interpreti che danno corpo e voce a punti di vista contrastanti e speculari. Ad accompagnare questo viaggio psicologico e antropologico ci sono le musiche dal vivo per chitarra di Gilberto Cutrupi, che intervengono nella messinscena non come semplice sottofondo, ma come un vero e proprio controcanto emotivo e pulsante. Un'opera intensa che scuote le certezze dello spettatore, costringendolo a guardare dentro l'abisso delle proprie difese.
2.3.24
 
 
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