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Nessuno


Teatro Tordinona 13 Novembre 2019
NESSUNO
spettacolo scritto da Massimiliano Bruno. Questo nuovo progetto artistico vedrà protagonisti sul palco tanti giovani ed esperti attori: Sara Baccarini, Francesca Romana Biscardi, Luca Bray, Alessio D’amico, Andrea Di Persio, Elena Fiorenza, Lisa Giovannini, Daniele Locci, Nicolo’ Mililli, Maya Quattrini, Gioele Rotini e Daniele Trombetti, che cura anche la regia. Ad accompagnare la rappresentazione le musiche dal vivo realizzate da Sabrina Rotondi.
E se la guerra non fosse poi così lontana? E se domani Roma venisse bombardata? Cosa accadrebbe? Ma soprattutto, in guerra, chi saremmo? Nessuno cerca scenograficamente di immergersi in questi enigmi dell’animo umano raccontando la storia di 12 personaggi costretti a mettere in gioco se stessi. Fino a quando ogni certezza crolla, strappando via speranze e sogni e rivelando un nuovo io. Cosa si intravedrà?
La rappresentazione vuole parlare così di Esseri Umani, con i loro pregi e i loro difetti, tra consolidamenti caratteriali e cambiamenti dovuti alle circostanze. Una condivisione di risate e riflessioni, ma senza pregiudizi. In attesa di scoprire tutti i 12 personaggi con le loro intense storie, abbiamo scelto alcuni aforismi che verranno interpretati dagli attori nel corso dello spettacolo.
18.11.19
 

MBIRA


Teatro Biblioteca Quarticciolo 4 Novembre 2019
Mbira
concerto di musica, danza e parole per piazze e teatri
musiche MARCO ZANOTTI, ZAM MOUSTAPHA DEMBÉLÉ, testi RENATO SARTI, ROBERTO CASTELLO con la preziosa collaborazione di ANDREA COSENTINO
Interpreti SUSANNAH IHEME, GISELDA RANIERI, SUSANNAH HIEME (danza/voce), MARCO ZANOTTI (percussioni, limba) ZAM MOUSTAPHA DEMBÉLÉ (kora, tamanì, voce, balafon), ROBERTO CASTELLO
Quanto ha contribuito l’Africa a renderci quelli che siamo?
Per molti secoli europei e arabi hanno esplorato, colonizzato e convertito ogni angolo del pianeta.
Oggi tante culture sono perdute e quella occidentale è diventata per molti versi il riferimento universale.
Impossibile dire se sia un bene o un male o sapere se i colonizzati prima della colonizzazione fossero più o meno felici.
Sta di fatto che il mondo è sempre più piccolo e meno vario, pieno di televisioni che trasmettono gli stessi programmi e di negozi identici che vendono prodotti identici dalla Groenlandia alla Terra del Fuoco, dalla California, a Madrid, a Riyad a Tokio.
Ma spesso nel processo di colonizzazione capita che il conquistatore cambi irreversibilmente entrando in contatto con la cultura dei conquistati.
Di questo prova a parlare Mbira, un concerto per due danzatrici, due musicisti e un regista che – utilizzando musica, danza e parola – tenta di fare il punto sul complesso rapporto fra la nostra cultura e quella africana. Mbira è il nome di uno strumento musicale dello Zimbabwe ma anche il nome della musica tradizionale che con questo strumento si produce.
“Bira” è anche il nome di una importante festa della tradizione del popolo Shona, la principale etnia dello Zimbabwe, in cui si canta e balla al suono della Mbira.
Mbira è però anche il titolo di una composizione musicale del 1981 intorno alla quale è nata una controversia che ben rappresenta l’estrema problematicità e complessità dell’intrico culturale e morale che caratterizza i rapporti fra Africa ed Europa. Mbira è insomma una parola intorno a cui si intreccia una sorprendente quantità di storie, teatro, musiche, balli, feste e riflessioni su arte e cultura.
Fanno da trama ad uno spettacolo che, combinando stili e forme, partiture minuziose e improvvisazioni, scrittura e oralità, contemplazione e gioco, ha come inevitabile epilogo una festa.
Mbira è insomma una parola che offre un pretesto ideale per parlare di Africa e per mettere in evidenza quanto poco, colpevolmente, se ne sappia.
Convinzione che il gesto più sovversivo oggi sia quello di ricordare che, prima di affermare certezze, in generale sarebbe saggio conoscere l’argomento di cui si parla.
Il teatro borghese nasce per i teatri, la musica pop per gli stadi.
Progetti come Mbira nascono invece per tutti quei posti in cui c’è voglia e bisogno di distrarsi, divertirsi e stare bene senza necessariamente smettere di pensare o di porsi domande sul proprio ruolo e sul proprio rapporto con gli altri. Produzione ALDES – Teatro della Cooperativa con il sostegno di MIBAC, Direzione Generale Spettacolo dal vivo, REGIONE TOSCANA Sistema Regionale dello Spettacolo, Romaeuropa Festival, media partner NIGRIZIA ALDES sostiene l’opera di informazione critica della rivista Nigrizia, cui vanno i proventi della vendita delle t-shirt dello spettacolo, un ringraziamento a Cooperativa Sociale Odissea
18.11.19
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