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Schegge Incontro Autori

Teatro Tordinona 2 ottobre 2013
Rassegna "Schegge d'Autori"
Intervista con gli autori
31.10.13
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I sogni di Ray

Casa delle Culture 23 ottobre 2013 la compagnia IDEA... AZIONE
“I SOGNI DI RAY”
testo di Piergiorgio Viti
con Carlo di Maio, Giovanni Amodeo, Gianni Staiano
regia di Iolanda Salvato
"I sogni di Ray" è un omaggio ad un uomo che per tutta la vita è diventato grande guardando il mondo con gli occhi di un bambino. In questo spettacolo raccontiamo l'uomo e l'artista attraverso le sue visioni , i suoi suoni e naturalmente i suoi sogni... "Sono stato un grande musicista, pianista e cantante statunitense. Considerato uno dei pionieri della musica soul; cieco dall'età di sette anni a causa di un glaucoma, seppi coniugare in maniera unica, sonorità diverse, dal rhythm and blues alla musica country" Quando nel 1947, nel panorama musicale statunitense, comparve la figura di Ray Charles, nulla fu più come prima. Ray Charles, genio e sregolatezza senza pari, con i suoi successi e i suoi insuccessi e la sua straordinaria vita tormentata, si parla di tre mogli e di non si sa quanti figli, è uno dei pilastri della musica soul a livello internazionale. E della sua influenza musicale ed artistica ancora se ne risente tutt’oggi. “I sogni di Ray” è un componimento scritto appositamente per il gruppo dal giovane poeta marchigiano Piergiorgio Viti in omaggio a quello che è stato uno più grandi personaggi della black music. Attraverso dieci tappe, dieci monologhi/deliri/deliqui dal sapore vagamente e dichiaratamente onirico, si ripercorrono alcune delle tappe fondamentali del percorso biografico e artistico di questo grande artista che oltre che essere un artista è stato anche un personaggio di rilevanza notevole, ma senza alcun riferimento specifico al vissuto del grande artista americano, in realtà lo spettacolo vuole affrontare il tema della diversità, nel caso specifico la cecità dell’artista, ma qui per diversità si intende la diversità dell’artista in generale ed alla sua solitudine portata all’estreme conseguenze, l’artista è solo nel momento della creazione ma anche nel momento in cui il suo contributo viene varato e/o approvato o meno, senza tralasciare quelli che poi sono i condizionamenti culturali e sociali, il tutto accompagnato dalle canzoni più belle dell’artista di Albany.
Ray Charles viene dunque presentato non solo, giustamente, come artista, ma anche come uomo, un uomo capace di lottare ogni giorno contro una società, nello specifico quella americana, ancora legata al pregiudizio. Ray Charles diventa quindi, nonostante la sua cecità e le sue debolezze, l’emblema del riscatto dei neri in una società dominata dai bianchi e noi lo prendiamo prestito per questa serata magica per riscattarci dagli intellettualismi e dalle speculazioni inutili.
Anche noi difatti con questa serata cerchiamo un riscatto, il riscatto della semplicità e dell’immediatezza, dell’afflato parola/musica, nessuna ricercatezza, nessuna macchina scenica, solo della buona musica ed una bella storia da raccontare magari con la speranza di lasciare nello spettatore un bel contagio sonoro/visivo.
L’interpretazione del gruppo già collaudato degli interpreti, un attore, un cantante ed un musicista già comprovato dall’ottimo esito di ‘Pirandello mon amour’, in grado di emozionare gli spettatori, coinvolgendoli appieno in questo “viaggio a ritroso” che termina in modo un po’ speciale.
30.10.13
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Cashmere WA

Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica 

Teatro dell’Orologio di Roma 23 ottobre 2013 “Cashmere WA”
 di Leonardo Staglianò
con: Stefania Barca, Anna Favella, Alessandro Federico, Massimiliano Franciosa, Massimiliano Iacolucci, Tiziano Panici, regia Maurizio Panici. Le scene sono di Tiziano Fario, i costumi di Valentina Zucchet, gli interventi visuali di Andrea Giansanti. Produzione Ar.Té – Centro Diego Fabbri di Forlì
Cashmere WA è il viaggio di formazione di un ragazzo che, dopo la morte della madre, inizia a giocare una scommessa estremamente impegnativa con se stesso: durante questo cammino incontrerà, come in una moderna tragedia, diversi personaggi, fino al confronto finale con il padre. Un testo duro e senza sconti che parla di un necessario e disperato confronto tra generazioni. Una storia che ci racconta dell’assenza e dell’amore, del sogno e della realtà, dei desideri e delle sconfitte.
30.10.13
 

Fiori d'arancio


Recensione dello spettacolo su Pensieri di Cartapesta

Teatro Tordinona 17 Ottobre 2013 L’inversione di Barney presenta “Fiori d'arancio”
commedia di Edoardo Ciufoletti
con: Andrea Standardi, Roberta Tenuti, Matteo Bolognese, Francesco Rossini, Francesco Casillo, Alberto Mosca, Ludovica Bei, Francesco D’Antonio, Edoardo Ciufoletti e l’amichevole partecipazione di Mauro Ragonese, Alessandro Bagala’ e Natalia Foggia. Regia Edoardo Ciufoletti. Aiuto regia Federico Palmerini. Assistente alla regia Natalia Foggia. Trucco Graziana Fasino. Foto di scena Daniele Barilla’. Cosa accade se in un appartamento condiviso da quattro ragazzi amici piomba inattesa la notizia del matrimonio (assolutamente prematuro) di uno di questi? Una “rissa” di abitudini e dialetti fra genitori contrari o favorevoli, fratelli inconsapevoli e amici tendenziosi. Un improbabile incrocio comico fra le cosiddette “commedie generazionali” italiane e l’Otello di Shakespeare.
30.10.13
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IX Prospectum

Teatro Il cantiere 25 Ottobre 2013 “MOVEMENTS 2”
“IX Prospectum”
di Alessio Circi,
un autore che spazia fra suoni sperimentali e ritmiche serrate, fra breakbeat e atmosfere rarefatte. Un progetto nuovo per la scena di Roma che conquisterà presto nuovi spazi.
30.10.13
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Saglie Saglie

Teatro Greco 22 Ottobre 2013 COMPAGNIA SAKUNTALA PRESENTA “SAGLIE SAGLIE”
 Direzione artistica, coreografia e regia Aurora Pica
Interpreti Stefania Biffani, Maria Cristina Canta, Valentina Caliandro,
Marianna Cifarelli, Aurora Pica, Elettra Rossi
Musiche AA.VV.
Secolare capitale del Sud, città del mare e del sole, decantata da artisti e poeti, Napoli è la protagonista del nuovo racconto della Compagnia Sakuntala: “Saglie Saglie”: un assaggio di odori e colori capace di restituire le vibrazioni e le sensazioni di un quadro dai toni partenopei. Ritmo, brio e tradizione si impongono sulla scena ricreando lo spirito di una città pulsante e variopinta. Motore vitale è il carattere della matrona meridionale, il suo calore e le sue virtù costituiscono un propulsivo leitmotiv attraverso cui si avrà modo di leggere le pagine di una città dai suoni effervescenti quanto vari, lontana dalle stonature che pur l’affliggono.
30.10.13
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Rinascita

Vedi risultati Nassa Teatrale  

Teatro Greco 22 Ottobre 2013 COMPAGNIA MINE DANZANTI PRESENTA “RI-NASCITA (DALLA CIVILTÀ CLOROFORMIZZATA)”
Coreografie Laura Di Biagio
Assistente alle coreografie Giulia Fabrocile
Danzatori Paolo Cives, Laura Di Biagio, Giulia Fabrocile, Fabrizia Scaccia
Musiche Rob Dougan, Blue Man Group, The Beatles
Rielaborazioni musicali Marco Di Biagio
Video Steve Cutts
RI-CI-CLO ha ottenuto il patrocinio dell’AMA
RI-CI-CLO è uno spettacolo di danza che vuole far riflettere sulla nostra attuale situazione (economica, lavorativa, politica, artistica, emotiva…) e prospettare all’essere umano un futuro più ottimistico.
L’idea prende spunto dalla spazzatura, come unico risultato tangibile della nostra società. Vuole promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti e il valore degli oggetti riciclati.
Se dai rifiuti possono rinascere nuove forme, anche l’uomo può differenziarsi e rinascere.
30.10.13
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L'Italia s'è desta

Recensione dello spettacolo su Pensieri di Cartapesta

Compagnia Ragli L’ITALIA S’È DESTA un piccolo [falso] mistero italiano con Dalila Cozzolino progetto Compagnia Ragli testo, luci e regia Rosario Mastrota.
Una vecchia bicicletta da uomo. E una donna. La donna si chiama Carla e non è nessuno. Non ha fatto nulla di speciale. Ha una vita assente, da invisibile. Vive in un piccolo paese del sud e il suo succo preferito è il succo di mela verde. Conosce tutti in città e tutti la conoscono. Lei parla con tutti ma nessuno le risponde. Mai. E’ la scema, la strana, la scarpe strane del paese. E lei sa di esserlo. Suo padre è morto e sua madre la costringe a mangiare carne di mucca. Ha un’amica che si chiama Maria, scomparsa. Tra il niente che la contraddistingue e il nulla che la attornia, Carla racconta la sua storia, del suo momento, del suo segreto: un pomeriggio senza storia assiste ad un rapimento da parte della ‘ndrangheta, in Calabria. Vede tutto ma nessuno le crede quando prova a raccontare quello che ha visto. Il rapimento è di quelli che fanno subito audience. E in un paio di giorni la notizia invade le case: radio, televisioni e giornali assediano il piccolo paese. L’Italia è incollata alla televisione. Lo scoop dilaga, esplode. Esercito, politica e giornalisti all’assalto del nuovo fenomeno mediatico. E, tutti accecati dalla notizia “bomba” da regalare, non si accorgono di Carla, l’unica che sa. Nessuno le crede. Ma lei si inventerà un modo per raccontarlo a tutti: in diretta nazionale. Tra lo stupore di Bruno Vespa a Porta a porta. Carla risolve il piccolo mistero italiano, restando, tuttavia, invisibile.La spettacolarizzazione vince sul fatto.
Una riflessione sociale che tutto ciò che è detto appartiene alla storia e quindi alla verità. Questa operazione gioca, invece, nel caso specifico, sul falso accaduto. Un’invenzione plausibile che rispecchia la faciloneria delle “vittime” dei mass media e l’esaltazione e manipolazione che ne deriva. Basta pensare ai casi più recenti di manomissione e celebrazione della realtà criminale italiana: Sara Scazzi, Garlasco, Cogne, Costa Concordia eccetera. Il gioco de L’Italia s’è desta si svolge sull’idea del racconto reale di qualcosa che come al solito, successivamente, viene manomesso. Ma che nel caso specifico è già manomesso alla fonte. E’ un racconto metaforico-ironico di un’Italietta credulona, epiteto significativo.
30.10.13
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Mirafiori Outlet

Teatro Tordinona 23 ottobre 2013 Compagnia Mark’s & Co. “MIRAFIORI OUTLET”
Da un’idea di Sergio Tosti. Di e con Federica Marchettini, Sara Tosti.
Musiche originali di Giulio Tosti e Domenico Vellucci
Mirafiori Outlet è una disquisizione ironica sulla difficile possibilità di scegliere. Cosa comporta la decisione. Ai lati le rinunce, i compromessi. Al centro la libertà. Ci interessa approfondire il qui e ora. Cosa ci sta accadendo, quanto era prevedibile, e quanto ancora si potrebbe fare per cambiare direzione. Alla base c’è l’impasse in cui viviamo. Partire da questo luogo in cui abitiamo e provare ad aprire finestre, spiragli, immaginari. Una stanza che si trasforma, un non luogo attraversato da un sogno. In scena la coscienza di un’operaia fiat post referendum. La crisi della più grande azienda italiana come metafora della nostra crisi.
30.10.13
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Ex moglie si innamora di ex moglie: Salvatore – Lui

Teatro Lo Spazio 13 Ottobre 2013 Da la Trilogia: Ex moglie si innamora di ex moglie: Salvatore – Lui Con Andrea Lolli + Spettacolo Tutto il Cast
28.10.13
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Ex moglie si innamora di ex moglie: Maria – Lei

Teatro Lo Spazio 12 Ottobre 2013
Da la Trilogia: Ex moglie si innamora di ex moglie: Maria – Lei
Con Francesca Romana Miceli Picardi/Claudia M. Pastorelli
24.10.13
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ENTROPIA



Teatro Il cantiere 18 ottobre 2013
 “ENTROPIA”
line up: Debora Longini: voce, Ivan Macera: percussioni, Amptek: laptop, guitar synth, synth analogici, DR.Lops: keyboards, pads, virtual synths Valentina Buffone, Manuela Ciofi: dancers Amptek e il Dr.Lops alle prese con le tessiture elettroniche sulle quali si ergono la vocalità della cantante Debora Longini e le percussioni di Ivan Macera. Un laboratorio di sperimentazione pubblico di nuove soluzioni sonore. Interazioni fra suoni acustici ed elettronici intentate per la prima volta durante questa seduta di improvvisazione aperta agli spettatori. Reduci del successo delle collaborazioni con Michael Rosen, Maurizio Giammarco e John Arnold che li ha portati ai recenti concerti alla Casa del Jazz e al MACRO, Entropia tornano con un nuovo show inedito che vede il nucleo del gruppo sperimentare le possibili interazioni del suono elettronico con la voce umana. Entropia, progetto attivo dal 1996, realizza performances e lavori nei quali esplora le possibili contaminazioni e interazioni fra la musica elettronica e diverse forme d’arte. I progetti di Entropia si incentrano sulla collaborazione fra artisti di differenti discipline audiovisive, nell’intento di definire nuove strategie di sviluppo della performance multimediale. Entropia ha realizzato colonne sonore e musiche originali per cortometraggi, lungometraggi, teatro, siti web, cdrom e documentari e si occupa di mettere in scena installazioni multimediali, performance, djset, sonorizzazioni, conferenze e seminari su musica elettronica e interazione fra le arti.
24.10.13
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Ex moglie si innamora di ex moglie: Erika – l’altra

Teatro Lo Spazio 11 Ottobre 2013
Da la Trilogia: Ex moglie si innamora di ex moglie: Erika –
l’altra Con Claudia Mei Pastorelli/F.R.Miceli Picardi
24.10.13
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La salute degli infermi

Teatro Tordinona 13 Ottobre 2013 “LA SALUTE DEGLI INFERMI”
Compagnia Barone Chieli Ferrari. Drammaturgia originale ispirata al mondo dello scrittore argentino Julio Cortazàr
di e con: Emilio Barone, Alessandra Chieli, Massimiliano Ferrari
audio/luci Emma Tramontana
Nulla era facile, perché in quel periodo la pressione di mamma salì ancora e la famiglia arrivò al punto di chiedersi se non ci fosse un qualche influsso incosciente, qualcosa che trapelasse dal comportamento di tutti loro, un’inquietudine e uno scoramento che facevano male a mamma nonostante le precauzioni e la falsa allegria.
Julio Cortàzar , “Tutti i fuochi il fuoco”
24.10.13
 

L'ultima camicia da stirare



Teatro Lo Spazio 13 Ottobre 2013
”L’ultima camicia da stirare”
Con Giada Fradeani
23.10.13
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Angela e il cassettone della suocera



Teatro Lo Spazio 9 Ottobre 2013 “
Angela e il cassettone della suocera”
Con Giada Prandi
23.10.13
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Odiavo i crisantemi



Teatro Lo Spazio 7 Ottobre 2013
“Odiavo i crisantemi”
Con Sonia Barbadoro e la partecipazione di Gabriele Guerra
23.10.13
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Scarpette Rosse



ùCentrale Preneste 30 Aprile 2013 “Scarpette Rosse” di: Tiziana Lucattini EtiStregagatto ’92 con: Tiziana Lucattini e Marcella Tersigni, sax e clarinetto Gabriele Cohen. Scarpette rosse nasce alla fine del 91: l’anno che muore mia nonna, della guerra del golfo, che leggo il testo di Andersen, che il papa va in Brasile e i media rivelano quello che si sapeva, amplificandolo. Toccare il freddo della morte, guardare la vergogna della ritirata stracciona, sentirsi dentro un bisogno antico di riscatto, leggere di una vitalità disperata e ottusa, sapere che con pochi dollari ci si libera di una manciata di ragazzi selvaggi. Ispirato alla realtà dei meninos de rua brasiliani, racconta una notte speciale di due ragazzine, piccola storia infame di povertà, orfananza, cinismo e violenza. Senza età perché l’infanzia è stata loro sottratta e sono già vecchie, le due cercano di salvarsi: Mammadera aspirando ad un Sud mitico, di calore e dignità, Favilla ad un paio di scarpe. No salvezza, no dignità, non le importa altro che di quel paio di scarpe nascoste da qualche parte, l’amica gliel’ha promesse, erano di sua madre appena freddata perché “parlava troppo”, un riscatto da femmina. Dovunque siano, ancora calde e magari sporche di sangue. Metafora di una condizione e sentimento del fare teatro, un testo spezzato come le vite che narra, una messa in scena con scarti pasoliniani di realismo magico. La compagnia Ruotalibera Teatro, presente nel panorama del teatro italiano dal 1976, è approdata, passando attraverso le pratiche di animazione, ad un lavoro d’autore e di scrittura drammaturgica così come d’attore e di scrittura scenica. L’attenzione alle tematiche relative al mondo dell’infanzia e dei giovani segna profondamente la sua ricerca e la conduce verso una poetica di impegno culturale e civile attento a dare voce alle infanzie dei senza voce, come l’etimologia della parola infanzia insegna. Soprattutto a partire dal 1991, sotto la direzione artistica di Tiziana Lucattini, attrice, autrice e regista, l’infanzia sarà vista come condizione, sempre, di differenza, e troppo spesso di abbandono e di scandalo. E si fa sempre più netta la scelta di un teatro necessario.
22.10.13
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Mancato soccorso al Pronto Soccorso



Teatro Lo Spazio 10 Ottobre 2013
“Mancato Soccorso al Pronto Soccorso”
Con Stefania Papirio

Rassegna “Storie di donne morte ammazzate”
Testi di Betta Cianchini
A cura di Alessandro Machìa
Con (in ordine di dipartita):
Sonia Barbadoro, Laura Mazzi, Federica Quaglieri, Gabriele Guerra
(con la partecipazione di Pino Le Pera), Giada Prandi, Arianna Ninchi, Stefania
Papirio, Giada Fradeani, Claudia Mei Pastorelli, Francesca Romana
Miceli Picardi, Andrea Lolli e Sylvia De Fanti.
Blitz Artistico Adele Ceraudo
12 storie di femminicidio, dodici storie differenti, ambientate in contesti sociali, culturali ed economici diversi. Dodici storie di donne, riviste e rappresentate con 12 tagli e prospettive differenti.. Una vera e propria maratona per raccontare e denunciare un prodotto made in Italy, una barbarie italiana: 124 donne uccise per mano del proprio compagno, marito o ex nel 2012, più di 80 dall’inizio dell’anno. Sempre più giovani le vittime, sempre più giovani i carnefici. L’autrice, Betta Cianchini, con la collaborazione del Regista, delle attrici/attori che prenderanno parte alla maratona e le Donne dell’associazione PuntoD ha deciso di lanciare la Prima Notte Rossa, in ricordo di tutte le donne “morte ammazzate”. Un blitz artistico, una denuncia, un modo per affermare che dalle parole bisogna passare ai fatti per mantenere fede ai principi della Convenzione di Istanbul: Prevenzione della violenza domestica, Protezione della vittima e Punizione dei colpevoli. E, questa volta, si è deciso di farlo attraverso l’arte e la cultura, che faranno da monito e da testimoni per coinvolgere la cittadinanza, prima di tutto.
22.10.13
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Per il bene del figlio



Teatro Lo Spazio 10 Ottobre 2013 “Per il bene del figlio, dello stalker e dello Spirito Santo” Con Sylvia De Fanti

Teatro Lo Spazio dal 7 al 13 ottobre 2013 “Storie di donne morte ammazzate” (Barbarie italiana) Testi di Betta Cianchini A cura di Alessandro Machìa Con (in ordine di dipartita): Sonia Barbadoro, Laura Mazzi, Federica Quaglieri, Gabriele Guerra (con la partecipazione di Pino Le Pera), Giada Prandi, Arianna Ninchi, Stefania Papirio, Giada Fradeani, Claudia Mei Pastorelli, Francesca Romana Miceli Picardi, Andrea Lolli e Sylvia De Fanti. Blitz Artistico Adele Ceraudo 12 storie di femminicidio, dodici storie differenti, ambientate in contesti sociali, culturali ed economici diversi. Dodici storie di donne, riviste e rappresentate con 12 tagli e prospettive differenti.. Una vera e propria maratona per raccontare e denunciare un prodotto made in Italy, una barbarie italiana: 124 donne uccise per mano del proprio compagno, marito o ex nel 2012, più di 80 dall’inizio dell’anno. Sempre più giovani le vittime, sempre più giovani i carnefici. L’autrice, Betta Cianchini, con la collaborazione del Regista, delle attrici/attori che prenderanno parte alla maratona e le Donne dell’associazione PuntoD ha deciso di lanciare la Prima Notte Rossa, in ricordo di tutte le donne “morte ammazzate”. Un blitz artistico, una denuncia, un modo per affermare che dalle parole bisogna passare ai fatti per mantenere fede ai principi della Convenzione di Istanbul: Prevenzione della violenza domestica, Protezione della vittima e Punizione dei colpevoli. E, questa volta, si è deciso di farlo attraverso l’arte e la cultura, che faranno da monito e da testimoni per coinvolgere la cittadinanza, prima di tutto.
22.10.13
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Una particolare classe



Teatro Tordinona 11 Ottobre 2013 'Una particolare classe di donne' di e con Katy Monique Cuomo regia di Nicola Mancini. Chi sono le spogliarelliste e le signore del burlesque? Siamo abituati a vederle ballare, sensuali e ammiccanti. Ma cosa nascondono, in realta', le loro vite? Un 'one woman show' liberamente tratto da 'A particular class of women' di Janet Feindel, che porta sul palcoscenico sei ritratti di una particolare classe di donne, appunto, che "divertono, emozionano, fanno sognare".
22.10.13
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La menta sul pavimento



Teatro Biblioteca Quarticciolo 21 Settembre 2013 “La menta sul pavimento” Progetto Brockenhaus/Artisti Associati
Sosta Palmizi
co-produzione Sosta Palmizi
con il sostegno di MIBAC – Direzione Spettacolo dal Vivo
e Regione Toscana – Settore Spettacolo.
Creazione e interpretazione Elisabetta di Terlizzi, Francesco Manenti
musiche originali Michele Zanni
disegno luci Mara Cugusi
riprese video E. di Terlizzi e F. Manenti
realizzazione montaggio video-musiche Emanuel Rosenberg, Francesco Manenti, Riccardo Palmieri
consulenza artistica Giorgio Rossi
collaborazione artistica Riccardo Palmieri
scenografia Andrea Conti
La menta sul pavimento, il titolo che da subito è stato scelto per lo spettacolo, è un infantile gioco di parole che al suo interno nasconde più ambiguità: il lamento di una donna, il mentire dei bambini, la mente che tenta di razionalizzare e la freschezza rigenerante della menta. E’ una proiezione immaginifica della materia grigia del Presidente. Un convegno di corpi grigi e di piccoli uomini imbavagliati. Un’assemblea dove lei lamenta una comica gravidanza e lui si strugge ironicamente. Una conferenza alla quale il pubblico è invitato a partecipare e nella quale rimarrà intrappolato da un immaginario “ribaltato”‚ popolato da bambini grotteschi incapaci di districare la realtà dalla finzione?
21.10.13
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Il padiglione delle meraviglie



Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica
Recensione dello spettacolo su Pensieri di Cartapesta

Teatro Vascello 11 Ottobre 2013 “IL PADIGLIONE DELLE MERAVIGLIE” di Ettore Petrolini drammaturgia di Elio Pecora e Massimo Verdastro
regia Massimo Verdastro, personaggi e interpreti:
Sirena, Titina Manuela Kustermann
Tiberio Massimo Verdastro
Lalli Emanuele Carucci Viterbi
Zenaide, Donna Gloria Liberati
Amalù Giuseppe Sangiorgi
Tigre, Arturo Luigi Pisani
Evelina Chiara Lucisano scene e costumi Stefania Battaglia
disegno luci Valerio Geroldi
sound design Mauro Lupone
collaborazione ai movimenti di scena Charlotte Delaporte
aiuto regia Giuseppe Sangiorgi consulenza tecniche circensi Daniele Antonini
consulenza letteraria Luca Scarlini produzione TSI La Fabbrica dell'Attore – Teatro Vascello.
Il padiglione delle meraviglie, scritto da Ettore Petrolini nel 1924, è una delle opere teatrali più amare e crudeli del grande attore e drammaturgo romano. In un atto unico in due quadri, l'autore fa rivivere l'ambiente che l'ha visto nascere all'arte: quella piazza Guglielmo Pepe di Roma, piena di baracconi e variegata umanità - guitti, ciarlatani, lottatori, donne magnetiche, selvaggi - dove il grande comico, poco più che adolescente, si esibiva come "donna sirena".
Lalli gestisce, assieme alla moglie Zenaide, “Il padiglione delle meraviglie”, nel quale egli presenta le sue attrazioni: Amalù il selvaggio, Elvira la sirena e i lottatori Tigre e Calligola. Tiberio è l'imbonitore del carrozzone, ma sta passando un periodo buio perché lasciato da Elvira, la quale ha una relazione con il Tigre. Inizia lo spettacolo ed ognuno presenta il suo numero. Giunto il momento del Tigre, Lalli esorta il pubblico a sfidarlo in un incontro di lotta. Come sfidante si propone però Tiberio, disposto a tutto pur di riconquistare Elvira. Inizia la lotta, che si capisce immediatamente non essere una finzione... L'epilogo assume le tinte del dramma.
Per decine di secoli, fino alla metà del '900, le fiere accompagnano la vita del mondo euro-occidentale, offrendo nelle piazze una miriade multiforme di ‘attrazioni’.
All'esterno e all'interno delle cosiddette ‘baracche d’entrata’ si dispiega un genere di spettacolo non definibile, un ‘teatro delle meraviglie’ variopinto e cialtronesco, dal linguaggio iperbolico, ricco di invenzioni strampalate, di virtuosismi e trucchi vistosi. Il Padiglione delle meraviglie concepito da Ettore Petrolini è il trionfo della parola e del corpo, di sfide reali o simulate, di serragli di uomini e donne ‘mostruosi’ che si offrono al famelico bisogno di stupore e spaesamento del pubblico. Tiberio, Lalli, Sirena, Tigre, Amalù, Zenaide sono i personaggi di un mondo ammaliatore e ipnotico, ma anche dirompente e choccante e non privo, in un certo senso, di un carattere cruento. Le creature di Petrolini costituiscono una comunità eterogenea di imbonitori, lottatori, maghi, trasformisti che vive una condizione costante di nomadismo, di precarietà e di emarginazione sociale e per i quali l’offerta di ‘meraviglie’ costituisce, più che uno spettacolo, soprattutto un mezzo primario di sopravvivenza. Nel Padiglione i sentimenti primari dei personaggi prendono il sopravvento sopra ogni convenzione sociale, le azioni che essi compiono al di fuori e dentro la finzione teatrale, rivelano una animalità che non conosce mediazioni.
18.10.13
 

Schegge Premiazione



Teatro Tordinona 8 Ottobre 2013 Il Sindacato Nazionale Autonomo degli Autori Drammatici e Radio Televisivi fondato nel 1945 presenta “SCHEGGE D’AUTORE” IL FESTIVAL DELLA DRAMMATURGIA ITALIANA a cura di Renato Giordano. Il festival giunto alla 13° edizione è dedicato ai nuovi autori teatrali italiani e propone una selezione di opere divise in tre sezioni: CORTI TEATRALI, MONOLOGHI e ATTI UNICI. Appuntamento annuale del panorama italiano dedicato alle nuove tendenze della scrittura teatrale, manifestazione in cui la scrittura drammaturgica è protagonista, in un paese in cui l’autore di teatro non viene né rappresentato né supportato e non si aiutano nuovi autori ad andare in scena. La Serata della PREMIAZIONE rappresenterà il momento in cui la prestigiosa Giuria, presieduta da Renato Giordano, eleggerà i tre corti vincitori. Gli altri componenti della Giuria sono tutti stimati professionisti del settore, come Raffaele Aufiero, Franco Oppini, Ulisse Benedetti, Luciano Lucarini, Giovanni Antonucci e Melania Fiore.
18.10.13
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Clandestini



Teatro 7, Roma 13 ottobre 2013 “CLANDESTINI” con: Marco Cavallaro, Alessandro Salvatori, Andrea Perrozzi, Antonia Renzella di Gianni Clementi, regia Vanessa Gasbarri. ''Quando una società perde i punti di riferimento e la curiosità si avvita su se stessa, le conseguenze generano un' implosione della società stessa...ecco che in un'ipotetica visione del futuro avviene un ribaltamento di posizioni e di ruoli...i padroni diventano servi ed i servi padroni. E quando i servi divengono padroni...so' cazzi!'' (G.Clementi) Dalla prolifica penna di Gianni Clementi nasce ''Clandestini'', in cui l'autore immagina un deciso ribaltamento degli equilibri economici mondiali conseguente alla profonda crisi petrolifera che già oggi stiamo vivendo (assaporando). Il futuro è già qui, un futuro in cui è il mondo occidentale a sbarcare clandestinamente sulle coste di un paese africano per cercar quella fortuna ormai sperperata in patria, un futuro nel quale, ormai, il tempo a disposizione è terminato e la salvezza è possibile solo lontano da casa e quello che oggi chiamiamo ''primo mondo'' non sarà che l'ultimo di quelli possibili.
18.10.13
 

Cara


Teatro Tordinona 7 Ottobre 2013 “CARA”
di Carla Piubelli
Con Carla Piubelli
Regia di Masaria Colucci
Anna è una donna in cerca di un perché, apparentemente semplice, ma, inspiegabilmente, difficile da trovare. La verità la colpirà in modo improvviso, come un pugno in faccia.
14.10.13
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COME TE, COME ME


Teatro Tordinona 7 Ottobre 2013 “COME TE, COME ME”
di Veronica di Lascio
Con Luigi Cassandra e Mario Migliucci
Regia dell’A.
Quando un uomo è in grado di coltivare amore solo per la propria immagine, ecco che questa prende improvvisamente il sopravvento facendosi gioco di lui. È la tragica storia di un moderno Narciso, che colpito d'amore per il proprio riflesso, ne rimane vittima delusa e abbandonata.
14.10.13
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DIVAGAZIONI IN METRÒ


Teatro Tordinona 7 Ottobre 2013 “DIVAGAZIONI IN METRÒ”
di Luisa Sanfilippo
Con Luisa Sanfilippo
Regia e allestimento scenico di Vincenzo Sanfilippo È un piccolo omaggio alla grande coreografa e danzatrice Pina Bausch che trovava ispirazione, nella creazione dei vari personaggi, in un’umanità sconosciuta anche nelle aree di periferia o nelle metropolitane. Ma la breve scheggia non è costruita con presupposti coreografici. A danzare è la memoria di una narratrice che al chiuso di una stanza rivive il via vai in metrò di un’umanità varia e stimolante, cercando di intuire o immaginare in ognuno dei passeggeri eventuali storie di vita vissuta. Dal suo racconto balzano fuori solo stralci, frammenti di esistenze che rimangono come sospesi e indefiniti trasfigurati in un gioco scenico verbale-visivo ed emozionale con precise finalità di una scheggia narrativa.
14.10.13
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MI CHIAMO GIUSEPPE


Teatro Tordinona 7 Ottobre 2013 “MI CHIAMO GIUSEPPE”
di Enrico Vulpiani
Interpretazione e regia dell'A.
La storia d’Italia del secolo scorso, raccontata attraverso gli occhi di chi l’ha vissuta e attraverso le emozioni di chi se l’è sentita raccontare. Un viaggio picaresco e inevitabile, attraverso Paesi, persone, eventi privati e storici, a cui è stato necessario prendere le misure, respirando le proprie debolezze, le proprie paure, il proprio incosciente entusiasmo. Storia di una famiglia, un piccolo ma tenace albero genealogico che, pur strapazzato da vento e sole, ha continuato a germogliare, volgendo sempre i propri fiori, fieri, verso l’alto.
14.10.13
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ALBUM AUTUNNALE


Teatro Tordinona 7 Ottobre 2013 “ALBUM AUTUNNALE”
di Heloisa Rojas Gomez
Con Elena Larocca, Sara Di Nardo, Valerio Di Nardo e Andrea Donnini
Regia di Carlo Cianfarini
Scenografia: Angelo Larocca
Musiche: Valerio di Nardo
Alexey, un giovane romantico innamorato e tre ”amici” curiosi, che inventano storie su di lui. Inventano perché affascinati dalla personalità tolstoyana di Alexey e perché, in fondo, non sono interessati alla verità, bensì a una perenne finzione che intrecciano a frammenti di biografia. I tre grotteschi personaggi costruiscono così tanti Alexey, secondo la versione di ciascuno, non permettendo al giovane di rivelare il suo vero io e rimanendo sospesi in un gioco di ruoli.
14.10.13
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IL SEGRETO DI PULCINELLA


Teatro Tordinona 7 Ottobre 2013 “IL SEGRETO DI PULCINELLA”
di Luigi Passarelli
Con m.r.
Regia di Marianna Galloni
Pulcinella è solo con la sua chitarra. Si tratta di un pulcinella che non sa fare niente. Se ne sta a rimuginare sul passato, sul presente e stancamente si concede allo spettacolo. Gli manca qualcosa, quel puntino di luce bianca che lo fa essere se stesso e completo. Lo andrà a cercare sentendo che sta per tornare da lui abbandonando la scena.
14.10.13
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PIETRO TORNA INDIETRO


Teatro Tordinona 5 Ottobre 2013 “PIETRO TORNA INDIETRO”
di Massimiliano Perrotta
Con Roberto Pensa e Luca Di Gennaro
Regia dell’A.
Un vecchio siciliano regala al nipotino la bacchetta magica.
14.10.13
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Il cavatappi


Teatro Tordinona 5 Ottobre 2013 “IL CAVATAPPI”
di Daria D.
Con Laura Marconi Rivera e Mario Lucarelli
Regia dell’A.
Un uomo, una donna, l’incapacità di comunicare. Una bottiglia di vino potrebbe fare la differenza, ma…
14.10.13
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IL TEMPO DELLE NUVOLE



Teatro Tordinona 5 Ottobre 2013 “IL TEMPO DELLE NUVOLE”
di Antonio Tramontano
Con Annapaola Giannattasio
Regia dell’A.
Il testo nasce dopo un lungo confronto con l’attrice, di soli quattordici anni al momento della stesura, per raccontare uno spaccato sul complicato mondo dell’adolescenza. I testi delle canzoni sono frammenti di pezzi inediti, scritti dall’attrice stessa.
14.10.13
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UNA HISTOIRE D’AMOUR


Teatro Tordinona 5 Ottobre 2013 “UNA HISTOIRE D’AMOUR”
di Anna Hurkmans
Con Gaia Bellunato
Regia dell’A.
Madame Sabatier, la cui fama è interamente del grande poeta Charles Baudelaire, che in “Les Fleurs du Mal” dedicò non meno di sei poesie alla bella Apollonie. Egli la corteggiò per più di 2 anni anonimamente, inviandole periodicamente un suo componimento poetico. Per una di queste poesie venne accusato di oscenità. Pregò allora la Sabatier di intervenire a suo favore presso il tribunale. E lei fece un appassionata apologia del poeta di cui si era nel frattempo profondamente innamorata. Nel monologo la Sabatier scrive alla sorellina, appena andata in sposa, svelandole come era finita quella che sembrava annunciarci come una romanticissima storia d’amore.
14.10.13
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I LEONI NON SI ABBRACCIANO


Teatro Tordinona 2 Ottobre 2013 “I LEONI NON SI ABBRACCIANO”
di Stella Saccà
Interpretazione e regia di Paolo Floris e Daniele Mariani
Leo e Buf si ritrovano, complici le loro scelte di vita e il destino, nello stesso luogo e nello stesso momento, che coincide con la vigilia più importante della loro vita. Non sono amici e non si erano mai incontrati prima. Ma lì, soli, l’uno con l’altro, in questo luogo libero da dimensione spazio temporale definita, assaporeranno il piacere della condivisione e dell’amicizia per la prima volta.
14.10.13
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Lui e Lei



Teatro Tordinona 2 Ottobre 2013 “LUI E LEI”
di Liliana Paganini
Con Patrizia Graziano
Regia dell’A.
Adele, una mamma che vive in una cittadina di provincia, è seduta nel suo giardino, lavorando all’uncinetto, parla da sola di lui e lei…
14.10.13
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Il sogno di Irina



Teatro Tordinona 2 Ottobre 2013 “IL SOGNO DI IRINA”
di Anna Cantagallo
Con Natalia Simonova
Regia di Alessandro Iori
Irina, badante di una Signora, è un'ex ballerina del Bolshoi. Ricorda la sua vita e quella delle sue sorelle: Katuna, medico, e Sonia, fisico.
14.10.13
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Catarina Lanz


Teatro Tordinona 2 Ottobre 2013 “CATARINA LANZ”
di Renato Giordano
Con Nunzia Plastino
Regia dell’A.
Catarina Lanz è l’eroina del popolo Ladino. Nel 1797 la ragazza di San Vigilio di Marebbe blocca l’avanzata delle truppe francesi di Napoleone in Tirolo salendo sul muretto del cimitero di Spinga, con una forca in mano e così dando coraggio agli schutzen per respingere l’invasore. Nel testo Catarina, anni dopo, confessa il suo gesto al parroco in confessionale, e pur nel timore di non aver fatto una cosa giusta rivendica l’importanza della difesa delle tradizioni di un popolo.
14.10.13
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Schegge d'Autore presentazione


Il Sindacato Nazionale Autonomo degli Autori Drammatici e Radio Televisivi fondato nel 1945 PRESENTA “SCHEGGE D’AUTORE” IL FESTIVAL DELLA DRAMMATURGIA ITALIANA
Il Festival, organizzato dal Sindacato Nazionale Autori Drammatici (SNAD) e dedicato ai nuovi autori teatrali italiani, propone una selezione di opere divise in tre sezioni: CORTI TEATRALI, MONOLOGHI e ATTI UNICI.
A cura di Renato Giordano
APRE E CHIUDE IL CONTEST IL CORTO INEDITO FUORI CONCORSO DEDICATO ALL’EROINA “CATARINA LANZ”, DI RENATO GIORDANO
2-9 Ottobre, Teatro Tordinona, Roma. Al via la XIII edizione di “Schegge d’Autore”, il Festival che propone una selezione di talentuosi autori teatrali e si configura come l’unico contest dedicato alla nuova drammaturgia italiana. L’atteso appuntamento torna dal 2 al 9 ottobre al Teatro Tordinona di Roma, sotto la Direzione Artistica di Renato Giordano. SCHEGGE D’AUTORE si configura come un immancabile appuntamento annuale nel panorama italiano, dedicato alle nuove tendenze della scrittura teatrale. Un Festival coinvolgente, ma anche un osservatorio sulla vitalità del teatro e le sue continue evoluzioni. Ideato da Renato Giordano, direttore artistico fin dalla prima edizione, il “Festival della Drammaturgia italiana contemporanea” SCHEGGE D’AUTORE è il solo esistente nel nostro paese. In tredici anni di festival sono andati in scena circa 600 nuovi testi di Autori italiani. Un evento unico, dove la scrittura drammaturgica è protagonista, in un paese in cui per i nuovi autori è sempre più difficile andare in scena. Lo storico Teatro Tordinona punta i riflettori sui nuovi drammaturghi italiani in una intensa settimana di rappresentazioni. Il Festival si apre mercoledì 2 ottobre, alle ore 21, presentando in anteprima assoluta un corto teatrale fuori concorso dal titolo “Catarina Lanz”, scritto e diretto da Renato Giordano. Per la prima volta un testo teatrale ripercorre le gesta di un personaggio storico come Catarina Lanz, l’eroina tirolese che armata di un solo forcone bloccò l’avanzata delle truppe napoleoniche che stavano invadendo la Val Pusteria, infondendo coraggio agli schutzen per respingere gli invasori. Il festival “Schegge d’autore” presenterà una selezione di 15 autori teatrali provenienti dalle varie regioni d’Italia e non solo, che porteranno in scena e in replica le loro opere.
14.10.13
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Italia Libre



Teatro Tordinona 4 ottobre 2013 “Italia Libre”appunti per una moderna rivoluzione borghese. testo di Paolo Zaffaina, regia di Pietro Dattola, con Flavia Germana de Lipsis, Marco Schiazza, assistente alla regia ed elementi di scena Alessandro Marrone, foto di scena Laura Toro. Roma. Sabato sera. Donne, disco e bamba. Due amici sono pronti a un’ordinaria notte di follie....Sniff! Uno di loro, però, ultimamente ha preso coscienza. C’è un Sistema, là fuori, che tutto controlla. Che riduce le persone a mucche da mungere, allevandole, omologandole e fornendogli tutto ciò che desiderano - compresa la bamba - ma negando loro ciò che, in nuce, definisce l’essere umano: la libertà di poter scegliere. Chi sta in alto manipola, corrompe, sfrutta. Chi sta in basso, accecato dall’ultimo modello di smartphone o di auto, subisce passivamente e, spesso, inconsapevolmente: la sua vita, strettamente parlando, non conta un cazzo....Sniff! Ce n’è abbastanza per fare una rivoluzione. Prime azioni da compiere: un sequestro e un attentato. Chi? Noi due. Quando? Ora! Come? YouTube. C’è tutto. Come usare una pistola, tattiche di guerriglia, come costruire un ordigno esplosivo. Cosa? Le nostre azioni metteranno in luce il marcio e la corruzione. Ma niente attività criminose! Noi lottiamo per un ideale. Senti, ma pippare è considerata un’attività criminosa? ...Sniiiiff!
14.10.13
 

Eco



La Pelanda 11 settembre 2013 “Eco” è «un paesaggio in cui convivono diversi dispositivi di percezione», al confine tra la performance e l’installazione, creato dal gruppo di ricerca artistica Opera. Apre squarci sul tema del movimento, del riflesso e della percezione.
Cura della visione e regia: Vincenzo Schino
Performer: Marta Bichisao
Video: Gaetano Liberti
Scenotecnica: Emiliano Austeri
Suono: Federico Ortica
Realizzazione marionetta: Gigi Ottolino
Cura del progetto: Marco Betti
Produzione: Opera e Teatro di Roma Entriamo in un ambiente buio, dal quale emerge uno specchio d’acqua. Sulla superficie, si affaccendano volti videoproiettati. Come se persone accanto a noi si sporgessero oltre il bordo, cosa che noi spettatori non osiamo fare. Ognuno di essi sosta, si contempla e si scopre. Qualcuno, intimidito, sembra non riconoscersi nell’immagine che vede; qualcun altro è orgoglioso di ciò che lo specchio rimanda. Ma che un’immagine è per forza un simulacro ce lo ricorda una goccia d’acqua che, seguendo il suo corso di caduta, increspa la superficie e segna il tempo con il suono dell’impatto.
Mentre i volti continuano ad apparire, si illumina un’altra porzione di ambiente, questa volta in alto. Ciò che vediamo è un corpo stilizzato, primordiale, semplici linee di ferro intrecciate tra loro. L’oggetto, sospeso nell’aria, è attaccato a dei fili e sembra essere mosso dall’alto, come una marionetta. I movimenti si susseguono con ritmo diverso, accompagnati dalla musica. A volte esplodono e sembra che il corpo voglia liberarsi dei fili per nuotare in mare aperto. Quelle che vediamo sono le nostre possibilità di movimento e interazione con lo spazio.
Qualche spettatore si avvicina alla struttura sottostante la marionetta: delle porte accostate circolarmente che delimitano un ambiente interno, visibile attraverso gli spioncini. La descrizione di Eco recitava: «il tempo di sosta e il punto di vista saranno scelti liberamente da ogni visitatore che attraversa lo spazio». Non esiste un unico modo di esperire l’installazione, ogni spettatore è rimandato a se stesso; eppure quella che si forma immediatamente è una micro comunità nella quale ognuno si avvale dei suggerimenti e dei segnali mandati dagli altri.
Guardo anch’io dallo spioncino e vedo delle ombre che sembrano passarmi davanti. Poco dopo, l’ambiente delimitato dalle porte si illumina. Guardo di nuovo dentro: c’è una persona stesa, e ci rendiamo conto che i fili della marionetta sono legati a lei. Dunque il corpo reale e quello artefatto si muovono specularmente, l’uno dipendente dall’altro, l’uno eco, appendice dell’altro. L’interpretazione del rapporto tra i due può essere molteplice, ma indubbiamente sussiste una simbiosi, una ricerca, fino ad arrivare al punto in cui la mano di carne ed ossa e quella di ferro si sfiorano.
La struttura delle porte e la marionetta piombano nel buio. La luce ora è di nuovo sullo specchio d’acqua, dove però non appaiono più i volti, ma il fondale di sabbia. Forse ora sarebbe il turno dello spettatore di sporgersi oltre il bordo, ma la performance è finita, e uno dopo l’altro usciamo dalla stanza.
10.10.13
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Ex Amleto



Teatro Lo Spazio 4 Ottobre 2013 “Ex Amleto” di William Shakespeare scritto e diretto da Roberto Herlitzka. Un "one man show" di un grande attore, che si misura con uno dei più classici testi teatrali. Herlitzka - Amleto è solo davanti a se stesso come attore, mentre nello specchio rappresentativo in cui si riflette, la morte e il teatro adescano la disperazione di dire, dire ancora prima che tutto il resto sia silenzio. Amleto è solo, i suoi interlocutori restano invisibili fisicamente per materializzarsi nella voce e nel corpo di Herlitzka. Amleto è solo, i suoi interlocutori restano invisibili fisicamente per materializzarsi nella voce e nel corpo di Herlitzka. Amleto padre, la regina, Re Claudio, il becchino, giocano un sabba infinito nell’interpretazione di un unico spirito, perché le anime di Amleto sono infinite, almeno quante sono le anime del capolavoro di Shakespeare. Quando anni fa Eimuntas Nekrošius fece interpretare l’Amleto a una rockstar lituana, voleva sottolineare come l’età anagrafica del Principe di Danimarca fosse quella di un giovane, e che spesso in teatro era erroneamente interpretato da anziani capocomici o mattatori della scena giunti ormai all’apice della carriera. Roberto Herlitzka, classe 1937, ribalta questa prospettiva e scrive un monologo sull’Amleto, quasi per prendersi una rivincita, non avendo, paradossalmente, mai interpretato il personaggio shakespeariano in cinquant’anni di onorata carriera sui palcoscenici. Già il titolo sta a indicare una condizione postuma, l’impossibilità, per raggiunti limiti d’età di calcare veramente le gesta del Principe di Elsinore. Ma Herlitzka compie anche una ricerca di quelli che sono gli elementi di senilità nell’animo del pur giovane Amleto, già temprato, e messo alla prova, dalla vita. Ex Amleto è un gioco teatrale che vede un grande protagonista del teatro classico in un contesto da teatro di ricerca, mettendo insieme così tradizione e avanguardia, a sottolineare come le distinzioni tra categorie siano in realtà fasulle. Il teatro è teatro e basta. Herlitzka calca, e riempie da solo la scena, da grandissimo mattatore, reggendo un lunghissimo monologo, di oltre un’ora e mezza, e rendendolo con grande intensità. In luogo dei grandi spazi e delle scenografie sontuose, lo spettacolo è messo in scena in uno spazio vuoto, per una piccola platea di un teatro raccolto. La scenografia consta semplicemente di una sedia e di un teschio appoggiato per terra, secondo i dettami del teatro povero grotowskiano. A parte le sottolineature con l’uso di luci colorate, per i momenti topici come l’”essere o non essere”, tutto si basa sulla capacità di suggestione dell’attore. Sono evocati gli altri personaggi dell’opera e gli oggetti. Persino la spada del duello finale non c’è, almeno fisicamente, sulla scena. E gli oggetti possono assumere varie sembianze, un cerchio di legno con un’impugnatura, vuoto al suo interno, può diventare una grande lente d’ingrandimento o uno specchio. Ex Amleto è una decostruzione del testo shakespeariano, un’operazione su di esso, al pari di quelle fatte da Heiner Müller o Carmelo Bene. E’ un’opera cerebrale, un flusso di coscienza ininterrotto, incentrato sulla follia. In questo contesto assume grande importanza il discorso metateatrale, già presente nell’opera del Bardo con la recita inscenata da Amleto per smascherare il re. Ma è anche uno spettacolo dove ha grande spazio l’ironia. Herlitzka si diverte a giocare sui cliché dell’iconografia di Amleto, lasciando il teschio di Yorick appoggiato a terra per tutto il tempo dello spettacolo, o con la battuta «Rosencrantz e Guildenstern non sono morti».
10.10.13
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Svogliateo



30 LUGLIO 2013

"SVOGLIATEO" di Duccio Raffaelli Prendete un ragazzo qualunque, toglietegli di dosso il battesimo e mettetegli il beneficio del dubbio. Risultato...
7.10.13
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Asintoti



Teatro Due 15 settembre 2013 “Asintoti”
Coreografia e regia: Salvatore Romania e Laura Odierna
Danzatori: Salvatore Romania, Claudia Bertuccelli, Valeria Ferrante
Compagnia: Petranura Danza
«Il termine asintoti è un aggettivo», questo l’incipit delle note di regia fornite a noi spettatori, come per introdurci in un linguaggio espressivo rarefatto e annunciarci danze dalle forme allusive, come è ogni aggettivo in un discorso. Dunque, il discorso di Salvatore Romania, Claudia Bertuccelli e Valeria Ferrante, i tre danzatori di Asintoti, inizia intervallando movimenti e parole, danza e recitazione. All’accendersi delle luci, i tre ballerini si muovono con gesti più mimici che danzati, in quell’eclettico connubio che la danza contemporanea e la sperimentazione dei singoli artisti sa offrire: la scissione tra musica e parola, tra recitazione e danza, diventa sempre più inconsistente. In Asintoti, abbiamo inizialmente a che fare, appunto, con dei mimi, poi con dei ballerini e, improvvisamente, con degli attori. Quando Salvatore Romania prende la parola, noi capiamo che gli artisti sul palco, oltre che ballare, intendono raccontarci una storia: quella di una coppia scoppiata. In realtà, sarà molto di più. Per ogni coppia che scoppia, ci sono degli asintoti. Aggettivi, arricchimenti di un discorso, che hanno il potere, però, di deciderne le sorti. Un discorso prende una direzione quando contiene aggettivi, perché essi lo caratterizzano. Senza, sarebbero solo punti fermi. Immaginiamo una coppia fatta di due esseri fermi: non può scoppiare, perché i due punti non tendono a raggiungersi e intersecarsi. Ogni coppia umana, di qualsiasi categoria e natura, è tale perché cerca di comunicare, di avvicinarsi, fino a fondersi. Cerca di farlo, ma l’intersezione tra sistemi aperti, che noi tutti siamo, tende a sforare, a raggiungersi e poi oltrepassarsi, senza mai fondersi stabilmente. È un horror vacui, è malattia degli affetti: ci si affanna per corrersi incontro ma non si sfocia che nel vuoto. Il terrore di quel vuoto ci fa continuare a correre, a cercare una soluzione che non esiste, ma alla quale non vogliamo rinunciare. Siamo asintoti, tendiamo verso un comune infinito, ma restiamo linee in movimento, che non raggiungono né l’infinito, né altre linee, né captano la bellezza del linguaggio rarefatto che esprimono: il non fondersi mai, il tendere all’infinito senza poterlo raggiungere e temendo anche la stessa possibilità di raggiungerlo, diventa il disequilibrio più rassicurante per l’umanità, perché ci permette di restare in movimento. Difatti, quando la musica finisce e le luci si spengono, i tre ballerini stanno ancora affannosamente danzando, sempre più svelti: tre linee che si rincorrono, vogliono intrecciarsi, asintoti senza destinazione, uomini in disequilibrio.
7.10.13
 

Sarah Jane Morris e Tony Remy



Radisson Blu Es Hotel di Roma 16 settembre 2013 “Sarah Jane Morris e Tony Remy” L'esibizione fa parte della manifestazione 'Jazz on Top' che ospita, nel noto albergo di via Turati, sedici concerti di jazz metropolitano. Sarah Jane Morris, che si ispira al suo idolo Billie Holiday, sara' accompagnata dalla chitarra e dalla voce di Tony Remy e dal violoncello di Enrico Melozzi, special guest della serata.
Sarah-Jane Morris, una delle più raffinate e meno formali cantanti degli ultimi anni, sempre in bilico tra ossequio alla tradizione e desiderio di esplorare nuovi territori musicali, celebra il concetto di libertà usando il linguaggio che le è più congeniale, quello della musica, accostando ritmi jazz, rock e africani. Un grande nome della musica mondiale che, fin dai tempi in cui era corista nei Communards di Jimmy Sommerville, ha saputo imporsi con uno stile sofisticato e con produzioni importanti che nel tempo hanno spaziato dal pop al blues, fino al jazz. Da sempre ispirata dal suo idolo Billie Holiday, i suoi lavori sono stati spesso frutto dell’amicizia e della collaborazione con Marc Ribot e della passione per alcuni grandi interpreti del passato come John Lennon, Leonard Cohen e Marvin Gaye.
Sarah Jane dice: "Tony ed io ci siamo incontrati quando durante la metà degli anni 80 ero solita cantare con Ian Shaw e lui suonava la chitarra nella band, Ci è voluto tutto questo tempo perchè entrambi fossimo liberi allo stesso momento per poter lavorare di nuovo insieme."
7.10.13
 

Mio figlio era come un padre per me



Incontro con la compagnia



Teatro Remondini, Bassano del Grappa VI 28 Agosto 2013
“MIO FIGLIO ERA COME UN PADRE PER ME”
 di e con: Marta Dalla Via & Diego Dalla Via,
aiuto-regia: Veronica Schiavone,
partitura fisica: Annalisa Ferlini,
scene: Diego Dalla Via,
costumi: Marta Dalla Via.
“La prima generazione ha lavorato. La seconda ha risparmiato. La terza ha sfondato. Poi noi”. C’è una bella casa, simbolo di una vita agiata ma non agita. Ci sono due figli che pianificano di far fuori i genitori. Per diventare loro finalmente i padroni. Non della casa, padroni delle loro vite. Niente armi, niente sangue. Un omicidio due punto zero. Un atto terroristico, nascosto tra le smagliature del quotidiano vivere borghese.
5.10.13
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Treno fermo a Katzelmacher



Incontro con la compagnia



CSC Garage Nardini Bassano del Grappa 29.08.2013 “TRENO FERMO A KATZELMACHER” No (Dance First. Think Later) ideazione Dario Aita, coreografie Elena Gigliotti, interpreti: Diletta Acquaviva, Emmanuele Aita, Giuseppe Amato, Lucio De Francesco, Damien Escudier, Marcella Favilla, Flavio Furno, Melania Genna, Elena Gigliotti, Giovanni Serratore. Costumi Giovanna Stinga, consulenza e realizzazione scene Paola Castrignanò, consulenza tecnica audio/video Ludovico Bessegato. Venti occhi. 10 teste. 9 cafoni, e uno straniero. 4 tasci, 4 zendraglie, e un marruchino. Si riconoscono sul loro sempr’eterno, sempr’arrugginito marciapiede. bar. Sotto casa. Non hanno una città, la vivono. In modo parassitario, ma non lo sanno. E per l’esattezza, questo ammasso di case in cui sono nati, si estende orrendo da Adelfia Capurso Casarano Manduria Torre Paese Rione Terra Afragola Filadelfia Sant’Elia Cetraro Verbicaro Maida San Vito sullo Jonio Santa Flavia San Cipirello Castellana Sicula Petralia Soprana Roccamena Partanna Campobello di Mazara eccetera eccetera a: nuova destinazione. Purché: si abballi. E il cuore mantenga il bum-bum dignitoso di sempre, aspettando sulla ferrovia che non c’è il treno che porterà all’euforia. Il trenoFERMO. Alla discoteca. 9 ragazzi, in una città indefinita con stazione e binari annessi, sconnessi e connessi con il loro linguaggio – di scunciglie, parolacce, bestemmie, e amore – 9 ragazzi, trenofermo a-Katzelmacher quindi, incontrano un marocchino. Che parla francesismi int’ o rione. E nel rondò di sfottimenti, violenza, e tradimenti, si muovono questi avanzi di città, partoriti a muscoli, calcio, carne, karaoke, sangue, balli e katzelmacher. La trama è facilissima nei fatti, incomprensibile nei motivi che la mandano avanti (e indietro). Storia di motorini, poste, amori, ragazze madri, legnate, bastunate, sogni. Perché anche al confine con la desolazione totale dell’essere, c’hanno diritto pure loro, ai sogni. Sogni facili. Nelle camerette con poster di neomelodici. E quando meno poi ce lo aspettiamo, si scoprono i volti, sotto i caschi sporchi, e hanno occhi grandi, tutti, belli e grandi, e scrivono poesie che non conoscono e non immaginano di avere dentro. Il sud. Il sud che è niente. Che siamo noi. Per davvero. E parliamo al plurale. E ci siamo scelti. Venti occhi. 10 teste. 9 teste brutte. E una marocchina. Tutto attraverso i suoi occhi. Occhi sporchi di terra straniera. Che hanno paura e fanno paura. Che aspettano ’o sule e trovano ’u sangu. E l’amuri. Un amuri diverso come lui. L’amuri che ci rende uguali.
5.10.13
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