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Sfide improvvise - Improvvisazione teatrale

(ac)Cenni di (con)TemORAneo FESTIVAL DI CULTURA CONTEMPORANEA
 Antiche Scuderie di Castel di Piero Piazza Castello, San Michele in Teverina (VT)
1 AGOSTO 2014
Il collettivo Teatroanimazione presenta
“SFIDE IMPROVVISE. Improvvisazione teatrale”
Attivo fin dagli anni ’70, il Collettivo Teatro Animazione ha gestito per 25 anni il Laboratorio Teatro Orvieto, ed attualmente continua ad operare nel campo della ricerca, della produzione, della formazione e del sociale, per adulti e per ragazzi. Quello proposto nell’ambito di (ac)Cenni di (con)TempORAneo 2014 è uno spettacolo che si muove su schemi liberi, dove la fantasia e lo spunto del momento determinano i confini delle storie, inedite e senza alcun canovaccio, che la maestria dei professionisti impegnati sul palco saprà trasformare in divertimento puro per gli spettatori.
12.11.14
 

Riccardo III

Teatro dell’Orologio 11 Novembre 21014
 Riccardo III
da William Shakespeare
di e con Michele Sinisi
scritto con Francesco Asselta
direzione tecnica Alessandro Grasso
suoni Claudio Kougla
assistenza alle scene Daniele Geniale
segreteria Lidia Bucci
produzione Fondazione Pontedera Teatro e Teatro Minimo
Il testo di Shakespeare si apre con un monologo di Riccardo che vale la bellezza dell’intera opera e che condensa tutta la vicenda. La narrazione che ne segue apre all’aspetto più profondo, all’animo del personaggio e di chi gli sta intorno, degli altri personaggi, ahimè di noi. Riccardo annuncia cosa farà, il perché, e con la sua “teatralità”, la sua deformità, alimenta in segreto il desiderio di conoscerlo. Il posticcio e la finzione, l’artificio che induce a credere, in questo personaggio sembrano trovare una delle occasioni più emblematiche e la magia del teatro diventa una grande bugia.
Il lavoro è costruito sul monologo inziale di Riccardo e su cosa serve per realizzare i personaggi, per farli vivere agli occhi dello spettatore.
Lui diventa cattivo perché la vita gli ha tolto tanto. La cattiveria con cui invade la storia non è comodamente assoluta ma è generata dalla vita vissuta sotto il cielo, con le aspettative che questa tradisce, i sogni che non ci permette di realizzare. Le sottrazioni dell’animo di Riccardo si somatizzano e le ferite mostrano una diversa evoluzione della bellezza. C’è una forte nostalgia in quell’inizio perché niente è più doloroso della coscienza di ciò che non sarà più. Lo spettacolo non racconta una storia, la fa vedere e il testo ha un ruolo musicale, da sentire più volte fino a comprenderlo sulla scena più di quanto il foglio non possa fare.
12.11.14
 
 
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