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L'albero storto. Una storia di trincea

Romexpo – Roma Fringe Festival 18 Giugno 2015
L'ALBERO STORTO. UNA STORIA DI TRINCEA
Regia: Mirko Artuso – Uno spettacolo scritto da Beppe Casales
Con Beppe Casales e Isaac de Martin – Musiche e chitarra: Isaac de Martin
Collaborazione alla drammaturgia: Irene Lamponi
Foto e video: Valeria e Tiziana Tomasulo – Locandina di Klaudia Kost
Prodotto in collaborazione con il Coro Valcavasia – Compagnia Beppe Casales
“L’albero storto” è il nome di una trincea della prima Guerra mondiale. In scena ci sono tre personaggi, raccontati da un’unica voce: un ufficiale, il Capitan, e due soldati semplici, Tonon e Romeo, tutti impegnati a prendere la trincea dell’albero storto. Tonon e Romeo sono l’anima contadina dell’Italia trasformata in fanteria. Il Capitan, il protagonista della storia, scoprirà assieme ai suoi soldati la sua vera natura. Ad accompagnare i protagonisti della storia c’è la musica che ha scandito i giorni della Grande Guerra sul fronte italiano. È il racconto delle vigliaccherie e delle fragilità della trincea, un luogo di ricordo, di canti, di attesa, di spasmo, di battaglia.
1.7.15
 

L'uomo dei finali

Romexpo – Roma Fringe Festival 18 Giugno 2015
L'UOMO DEI FINALI
Testo: Francesco Rizzo – Regia: Emilia Martinelli – Interprete: Sandro Calabrese
Disegni: Federica Fabrizi – Compagnia Teatrimprobabili
“Ogni volta che me so messo in testa de racconta’ sta storia, me so’ sempre chiesto: come se comincia?“ Un monologo ironico e allo stesso tempo drammatico che cerca di raccontare una storia difficile da cominciare ma soprattutto da finire. A raccontarcela sarà Frank che con ironia ci porterà prima nel suo piccolo mondo familiare e poi nelle pieghe più nascoste dello show business. Ci saranno due gemelli che condividono tutto (pure il nome), un padre che di lavoro fa lo ‘spettatore’ e una nonna appassionata di telenovele e sigarette senza filtro. Poi ci saranno record, produttori, storie incomplete, ma soprattutto ci saranno loro: i finali.
1.7.15
 

Indubitabili celesti segnali

Romexpo – Roma Fringe Festival 14 Giugno 2015
INDUBITABILI CELESTI SEGNALI
Regia: Francesco Petti – Interpreti: Cinzia Antifona, Valentina Greco, Francesca Pica
Scenografie e costumi: Domenico Latronico – Sarto di scena: Marco Serrau
Luci: Franco Pescetti – Compagnia PolisPapin – Associazione Culturale Melisma
Le foto di scena del nostro spettacolo sono di JACOPO NADDEO
In un tempo e in uno spazio ics che ha del vascio napoletano non la forma ma la condizione esistenziale, prigioniere tra oggetti imprigionati si muovono tre enigmatiche donne, emblemi di una femminilità a un tempo carnale e virginale. Un’indagine su un’assurda solitudine, sui rapporti asfittici fra tre sorelle che vivono una condizione ‘isterica’ della quale assumono su di sé le forme tipiche: mutismo, cecità e falsa gravidanza. Questa piccola tragedia quotidiana porta con sé aspetti grotteschi, ma anche un’antropologia, legata alla condizione della donna nella cultura magico-religiosa del popolo meridionale.
Lo spettatore viene proiettato in un territorio ibrido in cui coabitano vita, ricordo e sogno, passando dal noir, alla più pura commedia, all’astrazione fantastica.
1.7.15
 

Eureka, processo al soldato che uccise il genio

Romexpo – Roma Fringe Festival 19 Giugno 2015
EUREKA. PROCESSO AL SOLDATO CHE UCCISE IL GENIO
regia di Maria Grazia Maltese
con Nicolò Prestigiacomo
Marco Feo
Arianna D’Arpa
Luci e assistente alla drammaturgia: Faro Maltese
Musiche: Alessio Fabra
Costumi: Margherita Maltese
Aiuto costumista: Claudia Ruffino
Associazine A Strùmmula
212 a.C. Archimede muore nella sua città per mano di un soldato romano, dopo un assedio protrattosi a lungo, grazie alla difesa messa in atto dal celebre inventore e dalle sue armi micidiali.
È su questo fatto storico che si sviluppa uno spettacolo dove Archimede, simbolo e archetipo di quella costante storica che è l’uso del genio a scopi bellici, viene messo a confronto con il soldato suo assassino, che rivendica la paradossale umanità di una vendetta che disobbedisce all’ordine dei comandanti. Un’opera incentrata sulla parola, che narra un pezzo di storia antica della Sicilia, ma che potrebbe essere un racconto di quel novecento che ha visto menti eccellenti produrre armi devastanti, e di quella contemporaneità che è in guerra, oggi come ai tempi delle guerre puniche.
Un doppio processo in cui Archimede, simbolo di quella costante storica che è l’uso del genio a scopi bellici, viene messo a confronto con il soldato suo assassino, che rivendica la paradossale umanità della sua vendetta. Uno spettacolo che narra un pezzo di storia antica della Sicilia, per riflettere su un’umanità che non smette di essere in guerra, oggi come ai tempi delle guerre puniche
1.7.15
 
 
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