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Il sogno di Freud

Teatro Antigone 23 gennaio 2015
 IL SOGNO DI FREUD
Scritto, diretto ed interpretato da Fulvio Maura e Tiziano Storti
Siamo nella Vienna del 1938, occupata dai Nazisti. Il dottor Freud viene incalzato dai controlli tedeschi, sempre più ravvicinati e pressanti. Precisamente ci troviamo in Bergasse 19, in quello che per quasi mezzo secolo è stato lo studio del fondatore della psicanalisi. Studio che, di lì a poco, Freud sarà costretto a lasciare. E’ una sera di sofferenza e di attesa per lo psicanalista viennese: la figlia Anna si trova negli uffici della Gestapo per essere interrogata.
Ed è in questa cornice, storica e personale, che avviene il dialogo senza tempo, tra un uomo che tenta con la sua mente di sondare gli abissi umani senza mai ricorrere al trascendente, Freud appunto, e un “misterioso visitatore” che sembra incarnare le ragioni della passione per dare un senso al mistero di cui è fatta la vita umana.
La vita di Freud diventa il punto di vista da cui partire per affrontare temi universali, si parte dal particolare di una singola esperienza per arrivare all'assoluto dell'esistenza.
Questo dialogo così schietto, così intellettualmente vivo metterà a dura prova le certezze di una delle menti più geniali della storia. Il sogno di Freud: quando la Storia e le vicissitudini personali di un uomo si incrociano, aprendo uno squarcio su un viaggio che appartiene a tutti, un viaggio che mette a nudo mente e cuore.
2.2.15
 

Uscita di emergenza

Teatro della Cometa 22 gennaio 2015
 USCITA DI EMERGENZA
di Manlio Santanelli
regia Enrico Maria Lamanna
Con Vittorio Viviani, Gino Auriuso
Due vite si incontrano e scontrano, in bilico fra precarietà, ricordi, sospetti: due amici/nemici rinchiusi nella loro casa pericolante, in una Napoli asfissiata dal bradisismo, dove i colori del mare e del sole sono soffocati dal grigiore delle mura domestiche. È la storia di Pacebbene e Cirillo, i due protagonisti della commedia che indaga nell'animo umano, sempre con la grazia e l'ironia spesso amara.
2.2.15
 

Shylock

Teatro del Lido di Ostia 27 Gennaio 2015
SHYLOCK
di Gareth Armstrong
traduzione e adattamento Francesca Montanino
regia e con Mauro Parrinello
voce off Federico Giani
scene e costumi Chiara Piccardo
disegno luci Paolo Meglio
segretaria di produzione Patrizia Farina
con il sostegno di Fabbrica delle Candele (Forlì), Spazio47 (Aprilia)
un ringraziamento speciale a Luca Valentino
Il coltello affilato, gli occhi iniettati di sangue, il naso adunco e una parrucca rossiccia che gli da un aspetto diabolico. Oppure, una semplice tunica nera e un portamento nobile ed elegante. Nel primo caso, il ‘villain’ rivendica la sua libbra di carne suscitando le risa e lo scherno del pubblico, nel secondo la sua pietà. Comunque sia, si tratta sempre di uno dei personaggi immortali partoriti dal genio di Shakespeare: Shylock. Ma chi era veramente l’ebreo del Mercante di Venezia? Un uomo solo, senza amici, un padre abbandonato e pieno di rabbia. Un personaggio controverso, capace di dividere la storia, che in alcuni casi ne ha fatto un baluardo dell’antisemitismo, mentre in altri l’esempio prediletto per vivaci discussioni sulla questione ebraica. Come è possibile, dopo tanto parlare, rappresentare, riscrivere e riadattare questa icona del teatro, confrontarsi ancora con Shylock? Nel suo monologo del 1998 – straordinario successo di pubblico a Edimburgo, e poi un decennio di repliche in tutto il mondo – Gareth Armstrong opera una scelta semplice e allo stesso tempo esilarante: fare uscire Shylock di scena. A parlare di lui, e non solo di lui, è qualcuno che in pochi ricorderanno: Tubal, quell’ebreo ‘della stessa tribù’ di Shylock a cui Shakespeare dedica nel Mercante non più di otto battute. A lui il compito di ripercorrere la fitta trama del Mercante di Venezia, nel tentativo di riabilitare la figura di Shylock, di rivelare, con incredibile ironia, l’uomo dietro il personaggio, vacillante sotto il peso di un mito troppo grande per lui. Con questo ‘a tu per tu’ con il pubblico, in questo ‘one-man show su Shylock’, Tubal si prende il suo momento di gloria, la sua occasione fin troppo cercata. Un’opportunità per riscrivere la tanto nota storia dal suo punto di vista.
Shylock è uno spettacolo che offre allo spettatore l’opportunità di una visione insolita del Mercante di Venezia. Un punto di vista originale, obliquo, che colloca il racconto ‘fuori’, ‘dietro’, ‘di lato’ a ciò che avviene in scena, moltiplicandone le possibilità di interpretazione. Tra situazioni esilaranti, travestimenti, incursioni e rimandi, Shylock è un Mercante di Venezia come non l’avete mai visto.
2.2.15
 

Sui discorsi

Factory Pelanda · MACRO Testaccio · Roma 20 gennaio 2015
IN MEDIA RES/NEL MEZZO DELLE COSE
un progetto di ANGELO MAI
presenta
sui DISCORSI
master class su regia, scrittura e pratica scenica
a cura di FANNY & ALEXANDER
con Luigi De Angelis e Marco Cavalcoli
Fanny & Alexander sta indagando da alcuni anni, attraverso un lavoro sulla forma discorso, il rapporto tra singolo e comunità, tra individuo e gruppo sociale. Cosa significa pubblico? Cosa è comune? Quand’è che un gruppo raccolto attorno a un individuo può dirsi comunità?
A partire dalle forme primarie tradizionali del discorso pubblico declinato nei suoi vari ambiti sociali, discorso politico, pedagogico, religioso, economico, sindacale, giuridico e militare, e a partire anche dalla ferita di un rapporto ormai quasi interrotto tra singolo e comunità, sei attori (Sonia Bergamasco, Marco Cavalcoli, Fabrizio Gifuni, Lorenzo Gleijeses, Chiara Lagani, Francesca Mazza) coi loro colori bandiera (il senzacolore grigio, il prescrittivo giallo, il celestiale celeste, il femminile rosa, il viola di diritto, il verde denaro e il rosso pericolo) danno diverse provvisorie risposte a queste irte domande.
Dall’autunno 2014 Fanny & Alexander, in vista di un debutto nell’inverno 2015, inizia un’indagine preliminare sul tema dell’economia che confluirà nel Discorso Verde. L’attore Marco Cavalcoli incarnerà la figura di un “mediattore” economico, un fuoriclasse della vendita, della trattativa, dell’utopia liberista, utilizzando tutte le armi possibili dell’avanspettacolo e della retorica finanziaria.
2.2.15
 

Doris every day

Teatro Tordinona 21 Gennaio 2015
 DORIS EVERY DAY
di Laura Bucciarelli
regia Pietro Dattola
con Flavia Germana de Lipsis e Andrea Onori
aiuto regia ed elementi scenici Alessandro Marrone
Testo vincitore del Premio di drammaturgia DCQ-Giuliano Gennaio 2012 - IV ed.
Progetto vincitore della residenza artistica La Cattiva Strada/Teatro Studio Uno 2013/14
"Mamma diceva: 'Sorridi. Distendi il collo, sbatti le ciglia, allarga le spalle.
Ripeti con me. Sono luminosa.
Ripeti. Sono brillante.
Ripeti. Sono leggera.
Ripeti. Sono levigata.
Ripeti. Sono bella, naturalmente.
È il minimo.'"
2.2.15
 

Festival dei Nuovi Tragici

Teatro Lo Spazio 21 GENNAIO 2015
 FESTIVAL DEI NUOVI TRAGICI
Monologhi comici scritti e diretti da Pietro de Silva
Disgraziati, sfortunati, al centro di disavventure incredibili: accorate, esilaranti confessioni di personaggi in cerca di conforto nei monologhi scritti e diretti da Pietro de Silva, portati in scena dagli attori che partecipano al Festival nazionale dei Nuovi tragici. Storie ai confini della realtà.
Questa storica rassegna si tenne a Roma dal 1990 al 2003 e i monologhi furono interpretati da circa ottanta attori, fra i quali ricordiamo Enrico Brignano, Flavio Insinna, Neri Marcorè, Valerio Aprea, Massimiliano Bruno, Paola Cortellesi, Francesco Pannofino, Paola Minaccioni ecc Gli attori e i rispettivi monologhi, che si alterneranno sul palco (cinque per sera) in questa rinnovata edizione saranno:
Luca Attadia "La gita "
Margherita Frisone "Ho visto la madonna"
Francesca Paolozzi "L’alibi"
Ylenia Assogna Pilo "Maga"
Jacopo Zonca "Dio c'è"
Filippo Paglino "383838"
Marco Patania "Ritorno al 1890" Alessio D’amico "Ballerino inutile"
Francesco Paolo Albamonte "Stimmate"
Chiara Ricchizzi "Io sono maria (perdente) "
2.2.15
 

Madame Misère

Teatro Studio Uno 23 gennaio 2015
 Madame Misère
spettacolo scritto e interpretato da Maria Luisa Usai e Irene Maiorino.
Madame Misère è una drammaturgia originale che si in inserisce nel più ampio progetto "Dittico su una povertà da fiaba" indagine di scrittura e messa in scena che vuole approfondire la tematica della miseria umana, artistica e materiale.
Una mendicante e una prostituta si incontrano su una strada desolata. Yasmina cerca l'oro nel Tevere, Mezzanotte cerca l'amore sulla Casilina. Impegnate ognuna nella propria attività, improvvisamente si scoprono costrette a condividere lo stesso spazio. In una Roma indefinita e accecante, le due donne, dopo un primo scrutarsi e conoscersi in un duello da marciapiede, decidono di farsi compagnia a vicenda e di intraprendere un viaggio che le porterà lontano. Forse. Attese interminabili, tentennamenti, false partenze e acceleramenti per giungere infine alla meta, dove avrà luogo il primo tuffo in un mare sconosciuto. Quello che nella vita è un breve tragitto, diventa in teatro un percorso metaforico che porta dalla solitudine alla condivisione, dal rumore del traffico alla calma dal mare, alla scoperta del nuovo e inesplorato.
2.2.15
 
 
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