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M A C A B R A D O L O R O S A

Avigliana, Piazzale Ex Pretura, 17 settembre 2014
 PRIMAVERA D’EUROPA /02
Spettacoli da Finlandia Belgio Italia Polonia Spagna
Teater Nowy (Polonia)
M A C A B R A D O L O R O S A
Ovvero una rivista Dada in 14 canzoni con monologhi
“In passato, l'arte doveva portare alla purificazione, alla catarsi. Oggi, troviamo poche opere teatrali che soddisfino tale requisito. "Macabra Dolorosa" è un’ eccezione…” ("Ballando su una tomba" Marzena Rogozik, Kulturatka)
Regia: Pawel Szarek / scritto da Katarzyna Chlebny / piano: Paweł Haranczyk / batterie: Lukasz Marek, con: Paweł Szarek, Paweł Harańczyk, Łukasz Marek, Karolina Pięch, Mikołaj Mikołajczyk / costumi: Karolina Pięch /coreografia: Mikolaj Mikolajczyk
Una produzione: Teatr Nowi - Associazione di Cracovia; progetto “Fear management – 2nd Involving Art Festival” supportato dal Centro Nazionale della Cultura / “Culture – Interventions” Operational Programme, Città di Cracovia.
Un'opera musicale che attraversa e racchiude storie di figure femminili, da Medea alle lettere di Magda Goebbels, utilizzando testimonianze e materiali tratte dai più famosi casi di matricidio.
Nella sua forma surrealistica lo spettacolo si ispira alle riviste DADA della prima metà del XX secolo: il cabaret noir tedesco e il suo spirito espressionista raccontano una storia di violenza, follia. E’ una discesa nella sua sfera più intima e organica di una persona – la maternità; una donna/madre – in un contesto di regime, ideologia totalitaria, malattia e depressione.
Durante lo spettacolo ascolteremo le canzoni di Nick Cave, The Tiger Lillies, Marylin Manson, Einsturzende
Neubauten, Cinema Strange, The Dresden Dolls, Grinderman così come altre tracce originali composte
appositamente per l'opera teatrale.
Paweł Szarek: regista, sceneggiatore e compositore. Oltre a spettacoli di teatro si dedica anche alla produzione di opere musicali e video. In passato ha lavorato con Grotesque Theater, Ludowy Theater and Nowy Theater, Solski Theater a Tarnow etc. Ha formato e diretto la creazione di concerti rock con la band Daredevil (GP cont) producendo il progetto musicale “Melancolie: PROJECT Miciński” interpretando testi del giovane poeta polacco Tadeusz Miciński. Esperto del Weimar cabaret, del movimento dadaista, e dell'industrial music.
Katarzyna Chlebny: attrice, diplomata alla National Theatre School L. Solskiego di Cracovia. Si è esibita nei maggiori teatri di Cracovia: New Theatre, Teatr stu, Grotesque, Kielce-Zeromski'sTheatre. Dal 2008 lavora con il Gruppo Raphael Kmita - cabaret letterario.
29.9.14
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Enciclopedia



Pineta Marradi, Castiglioncello 5 Luglio 2013 “ENCICLOPEDIA” un progetto di inQuanto teatro con Floor Robert, Giacomo Bogani, Andrea Falcone, Giulia Broggi
edizione dei testi Andrea Falcone
consulenza stilistica Maria Sole Vannetti
organizzazione e comunicazione Julia Lomuto
Con domande chiare e circostanziate, con risposte raccolte ovunque e come viene, Enciclopedia disegna il nostro tempo mentre questo sta passando. Ognuno può contribuire alla stesura in modo anonimo, come si conviene a chi offre un aiuto tanto immediato quanto immeditato. Parte di un progetto produttivo più articolato, che mira a ricostruire un’idea di futuro in una prospettiva personale e collettiva insieme, Enciclopedia si sviluppa con moto accumulatorio attraverso un metodo d’indagine elaborato in occasione di Firenze 2440, evento realizzato per disegnare una città ideale a partire dalle parole dei suoi abitanti. Con l’ausilio di questionari, inQuanto teatro si muove di città in città per estendere la sua raccolta di lemmi e spiegazioni, chiedendo a un numero possibilmente infinito di persone la propria definizione per ciò che ha intorno.
29.9.14
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Conversazione silenziose

Teatro di Villa Torlonia 19 settembre 2014 Casa dei Teatri Danza Musica
CONVERSAZIONI SILENZIOSE
PROGETTO MIGRANTI | SOLO LE MONTAGNE NON SI INCONTRANO MAI
di e con Oscar Bonelli e Benedetta Capanna
direzione artistica Barbara Troiano
“Non preoccuparti di dove ti porterà la strada. Concentrati sul primo passo. Non seguire la corrente, sii tu la corrente” E. Shafak Uno spettacolo a cura di Oscar Bonelli e Paola Stella, in cui la musica porta il corpo in una catarsi, la voce riecheggia feste e preghiere incontrando la danza della tradizione del Medioriente e del Centro Asia rielaborata attraverso un libero linguaggio sincretico e contemporaneo. Conversazioni silenziose tra la musica e la danza attraverso l’esplorazione e la ricerca. Un lungo cammino tra l’interpretazione del passato e l’illusione del futuro, oltre ogni valore di giudizio, che mira a valorizzare la bellezza e la poesia di un incontro.
Un incontro tra suono corpo e anima, dove l’uno muove e sostiene l’altro per renderlo in grado di superare i limiti della mente affinché possa intraprendere un viaggio senza tempo né spazio.
29.9.14
 

Feroce come il cuore

Teatro di Villa Torlonia 21 settembre 2014
 Feroce come il cuore
IN CERCA D’AUTORE -Sono meglio di te
drammaturgia internazionale contemporanea a cura di Sergio Fantoni e Fioravante Cozzaglio
all’interno delle iniziative dell’Estate Romana
di Denise Bonal
regia Veronica Cruciani
con Anna Bonaiuto, Maurizio Donadoni, Fabrizio Falco, Lorenzo La Posta, Monica Nappo, Paola Senatore
La Contemporanea
A rendere incisivo questo testo è lo sguardo divertito e crudele dell’autrice su una famiglia e sui piccoli fatti della loro vita quotidiana. Sembra che l’ispirazione nasca da fatti di cronaca o da un’attenta osservazione del reale perché sotto l’umorismo c’è una dimensione fortemente realistica e a tratti crudele. Un’umanità fatta di persone sincere e deboli che diventano vittime di potenti e ipocriti. Veronica Cruciani
29.9.14
 

Rifka

Teatro di Villa Torlonia 19 Settembre 2014 Casa dei Teatri Prosa
RIFKA
PROGETTO MIGRANTI | SOLO LE MONTAGNE NON SI INCONTRANO MAI
da Rifka di Anita Luksenburg
regia Elena Zuasti
con Veronica Caissiols Torcello
Teatro Reon
con il patrocinio dell’Ambasciata dell’Uruguay
Rifka, nome Polacco che vuol dire Rebecca, è il racconto di una storia vera scritta e pubblicata in Uruguay alcuni anni fa. L’autrice, tuttora vivente, non è una scrittrice ma una donna semplice che ha voluto dare una ulteriore testimonianza del tragico destino degli ebrei nel secolo scorso raccontando la storia della madre. Quello che colpisce è la semplicità e l’umanità di questa donna che, parlando, assume il dolore e le speranze della madre in modo cristallino e innocente: la sofferenza per la perdita del padre, la voglia di ricostruire una vita, portando la memoria della sua eredità con un calore latino vitale e delicato.
E’ un punto di vista sull’Europa del secolo scorso e sulle sue tragedie, vissuto da una generazione a cui spesso sfugge il perché della propria identità ancora oggi piena di conflitti e di timori.
Nel 1935 Boruk un signore ebreo di Montevideo, nella Repubblica Orientale dell’Uruguay, mette un annuncio sui giornali tedeschi per cercare un’ebrea polacca e sposarla per salvarla dalle persecuzioni naziste e dalla guerra imminente. Rifka, che allora aveva appena compiuto 18 anni, legge l’annuncio sul giornale e riesce a mettersi in contatto con l’uomo per iniziare la sua nuova vita. Riesce a partire e a raggiungere Montevideo. L’Uruguay è accogliente, tollerante, vitale e non si parla di guerra. Rifka, correndo contro il tempo, si organizza con il marito e riesce a raccogliere i soldi per far venire tutta la sua famiglia a Montevideo. In pochi anni arrivano quasi tutti, tranne il padre che non rivedrà più. Ormai è il 1939 la Polonia è invasa da Hitler, durante la guerra le nasce una figlia, quella che legge il racconto della madre che lei stessa ha trovato e che tiene tra le mani,. La figlia testimonia gli incubi e le sue visioni della madre perché non si ripetano più simili tragedie. A lei che si è salvata spetta ora il compito di raccontare e testimoniare la storia della madre.
29.9.14
 

Tutto è bene quel che finisce

Teatro Vascello 17 settembre 2014
 TUTTO È BENE QUEL CHE FINISCE
Compagnia Quotidiana.com
(tre capitoli per una buona morte) Capitolo uno - L’anarchico non è fotogenico
Il principio di buona morte, legato al concetto di fine o accelerazione di una fine certa, si intreccia con le eutanasie negate, riferite non solo al campo medico-scientifico ma anche a quello della politica, della biopolitica e della cultura.
Dove si colloca oggi il teatro contemporaneo, in quale organo del corpo sociale? Nella mente o nello stomaco, in attesa di essere digerito?
Due cow-boy, poi improbabili danzatori, si pongono sui margini di queste incrinature in una partitura dialettico-gestuale dall’efficacia penetrante, incisiva, politica, sollecitando un in- telletto disobbediente e operativo, complice un testo che passo dopo passo si oppone all’opinione comune e alle mistificazioni del buon senso.
di e con Roberto Scappin e Paola Vannoni
produzione quotidiana.com con il sostegno di Provincia di Rimini, Regione Emilia Romagna in collaborazione con La Corte Ospitale/progetto residenziale, Armunia/Festival Inequilibrio
Una sofisticata clownerie intellettuale, un gioco verbale alle soglie dell'assurdo
29.9.14
 

L'uomo della sabbia

Teatro Vascello 15 Settembre 2014 L'UOMO DELLA SABBIA Capriccio alla maniera di Hoffmann Compagnia Menoventi Questo Capriccio è, prima di tutto, un labirinto. È un gioco di scatole cinesi, una narrazione senza fine in cui perdersi. È il tableau vivant di una natura morta. Nel racconto di Hoffmann i personaggi sfumano nel grigio panneggio della quotidianità, come riflessi di uno stesso individuo. L'inquietudine generata dal Fantastico, dal Perturbante, dal Bizzarro spinge lo studente Nataniele verso una incauta consapevolezza di questo ingranaggio opacizzante. La sfida formale consiste nell'accensione di una lanterna magica capace di apparizioni e dissolvenze, portatrice di paradossali sovrapposizioni di contesti per mettere così in discussione, alla maniera di Hoffmann, ciò che i nostri occhi vedono: la cornice artefatta che chiamiamo realtà. di Consuelo Battiston, Gianni Farina, Alessandro Miele regia Gianni Farina musiche Stefano De Ponti luci e direzione tecnica Robert John Resteghini con Tamara Balducci, Consuelo Battiston, Tolja Djokovic, Francesco Ferri, Alessandro Miele, Mauro Milone assistente alla regia Chiara Fallavollita costumi Elisa Alberghi tecnico di compagnia Sergio Taddei scene realizzate nel laboratorio di Emilia Romagna Teatro Fondazione produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Festival delle Colline Torinesi, Programma Cultura dell’Unione Euro- pea nell’ambito del Progetto Prospero
29.9.14
 

#6 Come fratelli e sorelle

Villa Torlonia, Casina delle Civette, 16 Luglio 2014
 RedReading #6 COME FRATELLI E SORELLE
vite profughe, esistenze partigiane
Dai libri: “Timira romanzo meticcio” di Wu Ming 2 e Antar Mohamed (ed.Einaudi)
e “Razza partigiana” di Lorenzo Teodonio e Carlo Costa (ed.Iacobelli)
di e con Tamara Bartolini/Michele Baronio
e con Sebastiano Forte
racconti, ricordi, riflessioni di
Ass. Cittadini del Mondo, Igiaba Scego, Lorenzo Teodonio
una produzione BARTOLINI/BARONIO in collaborazione con Sycamore T Company e 369 gradi
Sfogliando i ricordi di Isabella e Giorgio Marincola,
sbirciando dentro quelle vecchie foto ingiallite di “bambini italiani dalla pelle scura”,
ritroviamo anche le nostre foto, ci guardiamo e ci riconosciamo,
come fossimo fratelli e sorelle sul filo di una frontiera sbarcati per cantare una memoria oltre i confini.
“Siamo tutti profughi, senza fissa dimora nell’intrico del mondo.
Respinti alla frontiera da un esercito di parole, cerchiamo una storia dove avere rifugio.”
29.9.14
 
 
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