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Black Mamba



Teatro Il Cantiere 20 Aprile 2013 “BLACK MAMBA” Mauro Tiberi (Voce, Basso e Chitarra acustica), Ugo Vantini (Batteria), Ivan Macera (Percussioni). Special guest: Alex Amptek Marenga (Chitarra),Deva Mati: action painting, Valerio Iammartino: suono e ripresa audio. Un “interzona” uno spazio fra il rock e la musica etnica ma definirlo “etnorock” potrebbe essere riduttivo. La musica di Black mamba è di chiara matrice improvvisativa con aperture epiche legate ad un sound rock caldo e scuro, cavalcato dalla vocalità di Mauro Tiberi che fa un uso della voce evocativo e misterioso, utilizzando forme vocali inconsuete e sconosciute alla maggior parte degli ascoltatori. Un vortice di canti orientali e rock con un uso mantrico del linguaggio, un mistico canto pagano senza parole…La parte strumentale di Black Mamba ha la caratteristica del basso acustico e batteria che rende il sound di questo gruppo particolarmente intrigante anche per via delle fughe strumentali che dal groove rock passano nei territori del Raga indiano e della musica turca, del jazz e del funk. L’utilizzo del bordone e dei modi musicali del vicino oriente con il drumming solido e ricco di Ugo Vantini e la vocalità di Mauro Tiberi riesce a sbalordire dal vivo gli ascoltatori più esigenti e anche chi della musica aveva limitato l’ascolto alle solite facili cose proposte dal mercato.
31.5.13
 

L'uomo dal fiore in bocca



Colosseo Nuovo Teatro dal 21 al 26 maggio 2013 “L'uomo dal fiore in bocca” (Opera in musica) di Luigi Pirandello adattamento e regia Guido Cerniglia con Alberto Di Stasio, Walter Nestola, Benedetta Rossi. Canzoni e musiche e direzione artistica di Loriana Lana Installazioni di Isabelle Fordin. Organizzazione di Gianna Cimino, Edizioni Musicali Studio Chirco, Crema. Arrangiamenti di Giorgio Costantini. L'uomo dal fiore in bocca è un atto unico di Luigi Pirandello. Il protagonista è affetto da un epitelioma che cresce a un lato della bocca, tumore maligno di epidermide e organi profondi. Il dramma pirandelliano é un colloquio appassionato fra costui che, sapendosi condannato medita sulla vita, e un individuo convenzionale, che non si pone troppi problemi, tanto meno quello della morte. Per “L’uomo dal fiore in bocca” le cose, che appaiono ad altri insignificanti, assumono una diversa sfumatura, valore e collocazione. Il dramma è ancorato ai temi più cari a Pirandello: quello dell’incomunicabilità e della relatività del reale. Nello spettacolo, diretto da Guido Cerniglia - che ne cura anche l'adattamento, ed è interpretato da Alberto Di Stasio, Walter Nestola, Benedetta Rossi – sono stati inseriti dei brani cantati orecchiabili e pertinenti che ne fanno un’opera musicale, tesa a sottolineare l’esaltazione della vita. Le istallazioni di Isabelle Fordin, fatte di tendaggi bianchi e spumeggianti, caratterizzano l’idea del Sogno. L’Uomo dal fiore in bocca, assopito all’esterno di un Bar della Stazione, immagina di incontrare il suo destino nella persona dell’Avventore con il quale avvia le drammatiche riflessioni. Fondamentali per l'adattamento di Guido Cerniglia le musiche e i testi originali scritti da Loriana Lana, già collaboratrice di Luis Bacalov e Ennio Morricone. In questa ambientazione rivivono reminiscenze poetiche del Regista palermitano, legato alla sua Terra. Una realizzazione insolita e nuova che, pur nell’azzardo riuscito, rimane assolutamente fedele al testo. Spettacolo palpitante e senza tempo, realizzato con tocco originale. Prolungati gli applausi.
31.5.13
 

OraProNobis



Forte Fanfulla dal 20 al 22 maggio 2013 “OraProNobi”rassegna Parabole fra i Sanpietrini di Rino Marino, con Fabrizio Ferracane. Regia Rino Marino. Assistente di scena Gianluca Giambalvo. Assistente scenografo Liborio Maggio. Effetti sonori Rudy Pusateri e Antonio Bonanno.Voci off Anna Maria la Barbera, Cristina Perrone ed Ermelinda Palmeri. Monologo per attore e manichino in siciliano arcaico.Un pover’uomo, un residuo d’umanità “malata”, in una dimensione onirico-allucinatoria, al cospetto di un alto prelato (incarnato dalla muta immobilità di un fantoccio), scioglie un lamento disperato, che si alza come una preghiera profana, in un siciliano arcaico, attraverso le poste di un rosario dolente e sarcastico, che si fa violenta invettiva, spietato atto d’accusa alla corruzione e al “sacrilegio” del potere ecclesiastico, fino a culminare nella tragica rievocazione di un’esistenza misera e marginale, in una struggente antitesi tra sogno e realtà.
31.5.13
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Synesthesia



Macro Museo D'Arte Contemporanea 18 maggio 2013 “SYNESTHESIA” musicians: Maurizio Giammarco: filtered soprano and tenor sax; John B. Arnold: electronic drums; Amptek Alex Marenga: guitar-synth, laptop, analog synth; Dr.Lops: keyboards, pads. Dancers: Valentina Buffone, Antonio Marino, Laura Fantuzzo. Synesthesia è il nuovo progetto multimediale che vede il coinvolgimento di alcuni protagonisti della scena jazzistica italiana e internazionale come Maurizio Giammarco e John B. Arnold e il progetto storico dell’elettronica italiana Entropia, composto dal Dr.Lops e Amptek Alex Marenga. La performance si incentra sull’interazione fra musica elettronica, danza contemporanea e video-art, l’aspetto coreografico è curato da Valentina Buffone, Antonio Marino e Laura Fantuzzo.Le elaborazioni video sono realizzate da Valentina Buffone, coreografa dell'Accademia Nazionale di Danza e reduce da workshop su Max/MSP curati da Klaus Obermaier. Il progetto prende il nome dalla sinestesia che è un fenomeno sensoriale/percettivo, che indica una "contaminazione" dei sensi nella percezione. In «Synesthesia» musica e danza si interconnettono, non secondo le tradizionali modalità della coreografia prefissata e della musica scritta, ma in una performance incentrata sull’improvvisazione. Il corpo umano interagisce con gli strumenti della tecnologia e l’immagine digitalizzata e processata diviene parte di una realtà perfomante. La ricerca di incentra sul rapporto uomo-protesi tecnologiche e realtà e virtualità, è un interazione fra mondo fisico e digitale. Il progetto sonoro è fondato sull'improvvisazione e coniuga elementi sviluppati dalla tradizione improvvisativa del jazz e del rock a innovativi comportamenti sonori frutto delle nuove interazioni uomo-macchina-suono. Per la prima volta la musica elettronica si svincola dalle strettoie dell’esecuzione sincronizzata dai microprocessori dei computer e si inoltra sui territori dell’improvvisazione. Gli apparati elettronici sono qui utilizzati come strumenti tradizionali e piegati totalmente alle necessità interattive della performance. I musicisti utilizzano sia le nuove superfici sonore tattili che strumenti giocattolo, apparati elettronici analogici e strumenti tradizionali filtrati.
31.5.13
 

Concerto di Hang



Teatro Tordinona 19 Maggio 2013 “Concerto di Hang” di e con Luca Bertelli. L'hang ha una sonorità particolarissima, che chiaramente può esser colta solo dal vivo, il suono ti avvolge. La sua musica è un po' monotona - l'hang suona in una sola tonalità - ma vederlo suonare è molto interessante.
31.5.13
 

Without - primo studio



Fonderie Digitali Mandrione 29 Aprile 2013 "Without - primo studio" di e con: Paola Bianchi luci: Paolo Pollo Rodighiero elaborazione suono: Paola Bianchi foto: Valentina Bianchi grazie a: Francesca Divano, Stefano Murgia, Movimento Centrale grazie sempre a: Ivan Fantini produzione: Agar. Tutti a dire della rabbia del fiume in piena e nessuno della violenza degli argini che lo contengono. Bertolt Brecht. In questo nuovo lavoro - una partitura per cinque danzatrici - la mia ricerca si focalizza intorno a un ossimoro fisico e di senso: collettività individuale. La condizione di isolamento forzato del soggetto in azione crea uno sbilanciamento percettivo del suo essere parte di una collettività in azione. Cinque figure che trovano il senso ultimo del loro fare in una condizione non concessa: la simultaneità. Condizione fisicamente irraggiungibile ma potenzialmente realizzata nello sguardo dello spettatore, WITHOUT si situa nel campo dell’utopia in contrapposizione alla distopia in atto. La solitudine estrema del soggetto si colloca in una situazione di comunione fittizia in cui ogni figura percepisce l’intorno senza esperire la compagnia. Danzatrice e coreografa indipendente. Collabora con diversi musicisti, videoartisti, registi e gruppi teatrali. Con i suoi lavori partecipa ai festival internazionali più significativi per il teatro e la danza. Nell’intento di promuovere la diffusione della danza contemporanea Paola Bianchi ha curato negli anni la direzione artistica di alcune rassegne e festival e numerosi laboratori di ricerca. Nel 2009 costituisce il [collettivo] c_a_p (collettivocap.blogspot.com). Paola Bianchi è promotore C.Re.S.Co.

link: www.paolabianchi.com
29.5.13
 

Condominium



Nuovo Cinema Palazzo 17/05/2013 CONDOMINIUM Lab Officina Teatrale. Con: Daniela Gentile, Andrea Mignucci, Tiziana Santercole, Guido Targetti. Regia: Lorenzo Giansante

Stanze come spazi permeabili | bilocali claustrofobici impilati come alveari | tanti vicini di casa eppure siamo soli | invasioni di campo | solidarietà improvvisa | paura dell’esterno | sguardi curiosi | linguaggi di comunicazione da ritrovare

Una performance teatrale che riflette sulla ‘convivenza metropolitana’ sperimentando nuovi linguaggi scenici. Il lavoro, che mescola testi drammaturgici originali con ispirazioni tratte da ‘Condominium’ di James G. Ballard e ‘La Stanza’ di Harold Pinter, porta in scena quattro attori/performer e una moltitudine di personaggi (tifosi infervorati davanti alla tv, studenti, coppie che litigano, anziani soli, stranieri…) e relazioni che lavorano su diversi livelli di senso, nutrendosi dell’imprevedibile vitalità dell’improvvisazione che è alla base del lavoro.

I corpi dei performer sul palco creano un condominio che sembra un organismo vivente e polimorfico: lo spazio si allarga e si restringe, si raggruma e si sfalda, interseca appartamenti e piani che non comunicano fra loro, separa luoghi ed elementi che invece sono legati. Si è vicini ma allo stesso tempo lontani e sconosciuti, distaccati, ma allo stesso tempo collegati.
29.5.13
 

Rinascita



Teatro Volturno occupato 18 Maggio 2013 Compagnia Mine danzanti presenta “RInascita (dalla CIvilta’ CLOroformizzata)”coreografie Laura Di Biagio, assistente alle coreografie Giulia Fabrocile con Laura Di Biagio, Giulia Fabrocile, Fabrizia Scaccia e Paolo Cives, musiche Dougan Blue Man Group Beatles rielaborate da Marco DbeeJ Di Biagio video s Cutts. Riciclo è uno spettacolo di danza che vuole far riflettere sulla nostra attuale situazione ( lavorativa politica artistica emotiva) e prospettare all’essere umano un futuro più ottimistico. L’idea prende spunto dalla spazzatura come unico risultato tangibile della nostra società Vuole promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti e il valore degli oggetti riciclati. Se dai rifiuti possono rinascere nuove forme anche l’uomo può differenziarsi e rinascere. Partiamo da una civiltà cloroformizzata addormentata Una società con talmente tanti stimoli dal traguardo troppo facile da sembrare in catalessi indecisa sul da farsi confusa dalle tante scelte che le si prospettano atterrita dal futuro incerto depressa dalla continua incessante ricerca di chissà cosa che non arriva mai. Non ci accontentiamo più delle nostre conquiste piccole o grandi che siano perché siamo sempre in corsa verso una nuova meta gli uni contro gli altri per essere i primi (i primi di cosa). Non importa se questa gara costerà la perdita della nostra morale se ci costringerà a passare sopra la nostra etica quello che ci guida è l’ansia di affermazione. Tutto ciò non fa altro che cancellare le individualità per omologare ai modelli dati dalla tv (spazzatura) e dalla società globalizzata capitalista e consumista. Crediamo di essere originali e alternativi ma le nostre scelte fanno comunque parte di un ventaglio di proposte imposte subdolamente e chi cerca di distinguersi e proporre soluzioni alternative il più delle volte viene deriso e allontanato perché ritenuto non conforme. Diciamo di cercare la felicità ma a guidarci sono solo il guadagno, il profitto, la discriminazione sociale. Ma questa società, questa collettività, ci fa sentire sempre più soli e insoddisfatti dal momento che le mete sono sempre lontane e irraggiungibili. Cominciamo a guardarci intorno a scoprire senza paura le differenze che ci circondano, Cominciamo a scrollarci di dosso il grigio ad accettare difetti, limiti, diversità. Differenziamoci, Non temiamo di riprenderci la nostra dignità di individui. Seguiamo i nostri pensieri, Non dobbiamo aver paura di sognare ne di realizzare questi sogni, Non smettiamo di sperare in questo modo rivedremmo i colori e le nostre anime ricomincerebbero a brillare, i cuori a battere e il nostro futuro avrebbe delle prospettive. Quadri Coreografici: 1spazzatura, 2 omologazione, 3 solitudine, 4 tv spazzatura, 5 scoperta del diverso, 6 differenziazione, 7 rinascita.
29.5.13
 

Pepe



Recensione e approfondimenti dello spettacolo su TeatroeCritica.net

TEATRO TORDINONA 15 e 16 MAGGIO 2013 “PEPE” scritto e interpretato da LAURA RICCIOLI supervisione alla messa in scena ALBERTO BELLANDI e SARAH SAMMARTINO fonica MASSIMO CICCHINELLI. “Pepe” è il frutto dell’urgenza di condividere con il “fuori” le domande, le riflessioni, i rapporti e gli episodi che ho vissuto “dentro”, quasi di nascosto, clandestinamente. Non si può frequentare a lungo un carcere senza interrogarsi sui meccanismi di inclusione ed esclusione sui quali si fonda la nostra collettività, il proprio ruolo di artisti nei confronti della società. In mancanza di risposte definitive portare a teatro Espedita mi sembra il modo migliore per farla dialogare con questo “fuori”, lei che chiede, famelica, di fare un corso di teatro come se equivalesse a evadere, come fosse una soluzione, una mamma che non ti viene a trovare, la libertà, appunto. Il carcere è presente nel testo nelle risposte che non dà, nelle contraddizioni che crea alle due donne, nella straordinarietà delle condizioni che le fanno incontrare. Ma, al di là di una riflessione sul carcere, quel che più preme a questo racconto è lo spessore umano del confronto tra queste due persone e degli interrogativi che si pongono reciprocamente. Interrogativi che sono l’unico strumento che rimane alla loro esigenza di felicità che, sia nel caso della professoressa che in quello della detenuta, coincide con un’ esigenza profonda di capire che cosa sia la libertà. Per scoprire poi, insieme, che l’unica evasione possibile consiste nel relazionarsi all’altro, con fiducia.
29.5.13
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Indigenous



Recensione e approfondimenti dello spettacolo su TeatroeCritica.net

Teatro Palladium 28 Aprile 2013 “Indigenous” ideazione: Barokthegreat con: Dafne Boggeri, Francesco Fuzz Brasini, Giorgia Nardin, Leila Gharib, Sonia Brunelli musica originale live: Francesco Fuzz Brasini, Leila Gharib, performer: Dafne Boggeri, Giorgia Nardin, Sonia Brunelli coreografia: Sonia Brunelli, collaborazione teorica: Piersandra Di Matteo effetti visivi: Dafne Boggeri fonica: Mattia Dallara un ringraziamento speciale a Marco Villari coproduzione: Schaubühne Lindenfels - Leipzig, Santarcangelo ‘12 ‘13 ‘14 Festival internazionale del teatro in piazza. Spettacolo realizzato grazie all’Accordo GECO 2 Giovani Evoluti e Consapevoli – Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù – Regione Emilia-Romagna in collaborazione con Emilia-Romagna Teatro Fondazione Con il supporto di Xing Atto I - Lo sbaglio nel saluto. Atto II - Contro il morso del rettile. Indigenous sprigiona un universo dalla temperatura primitiva e psichedelica. È un’esperienza immersiva che attraversa i campi semantici e gli immaginari ritmici del rituale per intercettare la necessità biologica dell’impulso espressivo. Frutto dell’incontro scenico tra musicisti e danzatori, si atterra in uno spazio dal perimetro sfrangiato attraversato da baleni cangianti e figure atletiche che si affiancano e scambiano di posto per sostenere a vicenda lo scorrere del tempo. I due atti che lo compongono attivano stati diversi e consecutivi. Il primo Lo sbaglio nel saluto fronteggia l’abbaglio della salvezza, il secondo Contro il morso del rettile si ritira in un bacino di riflessione prossimo all’ incantamento. Indigenous è un lavoro che va esperito, nel suo farsi, nel suo passare da una dimensione al suo alieno. Barokthegreat è una formazione che opera nel vasto bacino della performing art. Diretta dalla musicista Leila Gharib e dalla danzatrice-coreografa Sonia Brunelli, si muove ponendo un particolare accento verso la radice mentale del movimento, la fisicità e funzione rituale della musica e l’architettura dello spazio come dispositivo abitativo. Produce spettacoli dal 2008 e dal 2012 Barokthegreat condivide la sua idea di relazione tra corpo e suono con un programma annuale per danzatori nella città di Verona, dove il gruppo attualmente vive e lavora.

link: www.barokthegreat.com
L'articolo sullo spettacolo su "pensieri di cartapesta"
29.5.13
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UNU COMU A PIPPINU



Centrale Preneste Teatro 10 Maggio 2013 produzionepovera presenta “UNU COMU A PIPPINU...” unu comu a Pippinu sulu ‘n Sicilia putia nasciri: omaggio non omaggio a Peppino Impastato di e con Gaspare Balsamo produzionepovera di Donatella Franciosi. Lo spettacolo non è un biopic, non è una rappresentazione agiografica di Peppino Impastato, né tantomeno una storia-inchiesta sulla mafia in Sicilia. E’ invece un’indagine sul tema non semplice dellaSicilianità, da non confondersi col Sicilianismo e neppure col più recente termine di Sicilitudine. Quella Sicilianità, che ha alla sua base ciò che la Sicilia è nella sua realtà oggettiva e plurale e non in ciò che viene rappresentato di essa. Quella Sicilia che ha a che fare con la sua cultura popolare d'appartenenza, quella dell'infanzia e dell'adolescenza, che ha una propria lingua e una propria cultura, quella Sicilia della cultura teatrale, poetica e letteraria, quella padrona della sua contestazione e della sua rivolta politica e culturale e che, nella molteplicità e nella diversità, nell'identità e nella soggettività, era presente nella cultura e nell'arte anche di Peppino Impastato
29.5.13
 

Nano Egidio, una Storia Vera. Season One



Teatro Tordinona 17 Maggio 2013 “Nano Egidio, una Storia Vera. Season One” Serie Teatrale con attori, pupazzi e nani da giardino. Di e con Simona Oppedisano, Marco Ceccotti e Francesco Picciotti. Lo spettacolo, dedicato a tutti gli amici immaginari prematuramente scomparsi, ha come protagonisti tanti personaggi dell'immaginario popolare e pop; i quali agiranno in una scena che mescola elementi di teatro di figura, comicità di situazione e stand-up commedy.Un malinconico e inappagato ispettore Batman dovrà indagare su una serie di attentati che prendono di mira Egidio, un nano generico delle fiabe.Investigando scoprirà che dietro a questa storia criminale c'è niente po po di meno che la criminalità. Come ogni serie che si rispetti, è divisa in episodi.Ognuno dei quali riprende i temi, lo stile e i cliché di celebri serie televisive. “La Season One” è composta da tre puntante: “Un c.a.s.o. piccolo piccolo” - “Dottor Dotto Anatomy - “Romanzi Criminali”.

link: nanoegidio.wordpress.com
28.5.13
 

CIVEDIAMOALDìPERDì



Forte Fanfulla 16 Maggio 2013 “CIVEDIAMOALDìPERDì” di Elisabetta Granara, Chiara Valdambrini, Roberta Testino, con Elisabetta Granara, Elisa Occhini, Sara Allevi, regia Elisabetta Granara, scenografia e costumi Elisabetta Granara, Chiara Valdambrini, luci e supervisione tecnica Carlo Cicero, consulenza tecnica musicale Fabio Bonelli. B, C e R, sono tre ragazze precarie e aiuto cuoco al ristorante Besame Mucho. Le spiamo in una serata di lavoro normale, che tanto normale non è, perché R quella sera, a causa della mancanza del burro, scopre la verità: il Dìperdì non esiste più. La notizia scaturisce scatti d’ira, malesseri, visioni ossessive, incubi, perché il Dìperdì è l’antidoto alla nevrosi, alla solitudine. Maneggiando stoviglie, B, C e R riproducono i suoni della memoria: il rumore della mamma che gratta il pane, lo sfrigolio del soffritto, i rumori del masticare, del deglutire, del digerire, il ronzio dell’esistenza che non ci abbandona mai. In scena si gratta, si mescola e di canta. In un angolo un microfono resta acceso ad amplificare i loro pensieri, le regole, i sogni e le incertezze.
28.5.13
 

Tutto il teatro minuto per minuto



Caffè Latino 9 Maggio 2013 "TUTTO IL TEATRO MINUTO PER MINUTO "di e con Giovan Bartolo Botta. Dosi omeopatiche di Amleti, Riccardi III, Orsi di Cecov, il duello tra Hutton e Landers e un breve viaggio nella Mani Pulite di vent'anni fa.
28.5.13
 

Mascarimiri



 Città dell’Altra Economia – CAE, VII Meeting Internazionale del Tamburello, Ex Mattatoio Testaccio 11 Maggio 2013 “MASCARIMIRI’” I Mascarimirì rappresentano appieno la tradizione che si rinnova, nati come gruppo di Pizzica Salentina la loro storia rappresenta il ponte ideale tra legame col passato e proiezione nel futuro. Negli anni danno vita al concetto di Tradinnovazione, ‘melting pot sonoro’ in cui la tradizionale musica salentina cambia volto e incontra e si confronta con altre sonorità, dal Dub al Reggae, dal Rock all’Hard-Core. “Punk-hard-core-tarantolato salentino” è la definizione usata per sottolineare la sperimentazione del gruppo che innesta al patrimonio tradizionale tecniche fino ad allora estranee alle sonorità popolari. Iniziano le prime tournee nazionali ed europee soprattutto in Francia, terra che più volte li ospiterà. La nuova formazione accoglierà nuovi strumenti come chitarre elettriche, synth e batteria. Al leader Claudio “Cavallo” si ri-affianca, in un simbolico re-incontro tra vecchio e nuovo, il fratello “Mino” Giagnotti, definito dalla critica, una delle voci più interessanti del panorama popolare salentino. La voce tradizionale di Mino canta sull’onda sonora di chitarre distorte, riff “arrabbiati”, tappeti musicali creati da sintetizzatori e moderni strumenti elettrici. Ne viene fuori un sound potente, originale e audace e nasce una nuova idea di spettacolo musicale denominata “Ballati!!!”. Negli anni arrivano a suonare addirittura in Australia e contemporaneamente si gettano le basi per un nuovo grande progetto musicale e documentaristico “GITANISTAN ”, lo “Stato” immaginario delle famiglie rom salentine.
26.5.13
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Gli amici degli amici



TEATRO DUE DAL 2 AL 19 MAGGIO 2013 “GLI AMICI DEGLI AMICI” liberamente ispirato dal racconto di Henry James adattamento di Francesca De Angelis con Alessandra Fallucchi, Ivan Franek, Mila Dreier. Regia di Christian Angeli. Si può essere gelosi di un fantasma? Si può rinunciare a un amore reale per un’illusione? È così che vivono i personaggi di Henry James. Tra un pettegolezzo e l’altro del loro effervescente mondo salottiero, inseguono sogni perduti o irraggiungibili pur di non affrontare una reale intimità. Una girandola di colpi di scena sempre in bilico tra reale e fantastico, ironia e romanticismo.
26.5.13
 

Cimmino



Città dell’Altra Economia – CAE, Ex Mattatoio Testaccio 12 Maggio 2013, VII Meeting Internazionale del Tamburello - “PAOLO CIMMINO E MEDITAMBURI” eccezionale e virtuosistico quartetto di Paolo Cimmino, Meditamburi, con musiche tradizionali di diversi popoli e culture che si fondono. Ai tamburi a cornice, alle sonorità del Sud Italia e del Mediterraneo si affiancano i caratteristici ritmi latino-americani, le percussioni africane dialogano con quelle indiane e interagiscono con raffinate melodie e vocalità fortemente evocative.
25.5.13
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Kaligola Disco Bazar



Città dell’Altra Economia – CAE, Ex Mattatoio Testaccio 11 Maggio 2013, VII Meeting Internazionale del Tamburello - “Kaligola Disco Bazar” sapore italo balcanico manipolato con l'ausilio di beat elettronici, sintetizzatori e una buona dose di creatività. Quello che viene fuori è una vasta gamma di sonorità, da quelle più dancefloor a quelle più oriented di grande esperienza. Sound strabiliante raffinato e psichedelico.
25.5.13
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Daniele Sepe und Rote Jazz Fraktion



Città dell’Altra Economia – CAE, Ex Mattatoio Testaccio 10 Maggio 2013, VII Meeting Internazionale del Tamburello - “DANIELE SEPE und ROTE JAZZ FRAKTION” con: Floriana Cangiano voce, Tommy De Paola tastiere, Davide Costagliola basso, Michele Maione tamburi, Paolo Forlini batteria, Daniele Sepe sassofoni. Daniele Sepe “In vino veritas” “Immaginate di entrare in una bettola mal frequentata di un qualsiasi porto di mare. Le lingue, i dialetti si mischiano a il fumo e l’alcool e ogni tanto qualcuno più ubriaco degli altri canta qualche canzone del suo paese. “Canzoniere illustrato” è questo e nulla più, si viaggia clandestini a bordo di brigantini di contrabbandieri da Cuba a Beirut, da Tunisi a Buenos Aires, da Napoli a Salonicco.”
25.5.13
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Fimmine Fimmine



Città dell’Altra Economia – CAE, Ex Mattatoio Testaccio 12 Maggio 2013, VII Meeting Internazionale del Tamburello - “Fimmine Fimmine”, con il gruppo di Gianni Berardi, uno spettacolo di musica e teatro tutto dedicato alla figura femminile.
25.5.13
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_O__Nt__O_O_A____An_



Parco Caduti del Mare 24 Aprile 2013 “ _O__Nt__O_O_A____An_ “ progetto coreografico: Simona Lobefaro danza: Andrea Cocco, Lorenzo Giansante, Valeria Loprieno, Veronica Sferra audio editing: Andrea Cocco. La performance, tra la scena e la vita, indaga l’individuo e la collettività. I performer cercano incessantemente ma invano un modo di comunicare fra loro. La passiva reazione del collettivo alla prevaricante manifestazione dell’io riconduce alla condizione dell’uomo contemporaneo, soprattutto in ambito urbano. Non è un caso che uno dei riferimenti visivi a cui la performance si ispira sia Robert Longo con la sua serie di disegni “Men in the city”, in cui esseri umani in abiti eleganti (come i danzatori in scena) vengono rappresentati contorti e danzanti ma come intrappolati nel ghiaccio. Impotenti e isolati, quanto le forze invisibili che sembrano travolgerli, arrivano a manifestare un aspetto perturbante che Longo stesso racchiudeva in una domanda senza risposta: «Stanno danzando o stanno morendo?». MAddAI é un progetto di danza di ricerca il cui percorso artistico ha sempre messo al centro del discorso l’urgenza e il rischio, conducendo a scelte sceniche aperte in cui l’esito non è scontato. MAddAI realizza lavori che di volta in volta elaborano diverse possibilità di fruizione del pubblico, confrontandosi sia con spazi scenici più tradizionali che con “luoghi altri”. Con Time Remap il gruppo è finalista al Premio Equilibrio 2008. Nel 2011 prende parte alle Residenze Creative di Attacchi di Core 3 con il progetto Sak.
24.5.13
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Solo di Taranta



Città dell’Altra Economia – CAE, Ex Mattatoio Testaccio 11 Maggio 2013, VII Meeting Internazionale del Tamburello - “Solo di Tarante” di e con Maristella Martella, percussionista Francesco Paolo Manna, una rilettura della coreutica della pizzica-pizzica nell’incontro con linguaggi di altre culture.
23.5.13
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Batacoto



Città dell’altra economia – CAE, Ex Mattatoio Testaccio 10 Maggio 2013 “BATACOTO” Nel 1992 il musicista stabiese Carlo Todisco, prematuramente scomparso, fondò il gruppo musicale di sole percussioni denominato “G.R.E.S. Unidos do Batacoto”, che si ispira ai più noti ritmi brasiliani (samba batucada, samba reggae…..) inclusi quelli noti e famosi del carnevale di Rio de Janeiro.Il GRUPPO con lo studio dei suoi direttori artistici e l’impegno e la determinazione di tutti i suoi componenti, uniti alla versatilità e adattabilità delle agenzie richiedenti ha permesso di costruire negli anni un curriculum importante e di tutto rispetto.La prima SCUOLA di Samba del sud Italia, costituisce oggi nel panorama artistico musicale nazionale, un’importante realtà e un momento di aggregazione per i giovani che attraverso lo studio e l’apprendimento delle tecniche delle percussioni appartenenti alla tradizione della musica brasiliana, possono acquisire quei positivi valori della vita necessari alla loro crescita artistica ma soprattutto umana, conferendo alla scuola una funzione educativa di base importantissima nel contesto sociale dove opera.
22.5.13
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Not here, not now



Teatro Palladium 25 aprile 2013 “Not here, not now” di e con: Andrea Cosentino regia: Andrea Virgilio Franceschi, video: Tommaso Abatescianni, produzione: Pierfrancesco Pisani in collaborazione con: Kilowatt Festival / Litta_Produzioni / associazione Olinda / Infinito srl / Teatro Forsennato con il sostegno di: Progetto Perdutamente del Teatro di Roma. Un incontro / scontro da teatranti con la body art, il lazzo del clown che gioca con il martirio del corpo come testimonianza estrema. Marina Abramovic dice: il teatro, il cinema, l’arte sono limitate, essere spettatori non è un’esperienza. L’esperienza bisogna viverla. “Theatre is very simple: in theatre a knife is fake and the blood is ketchup. In performance art a knife is a knife and ketchup is blood.” Il resoconto di un’esperienza attiva con Marina Abramovic, sotto forma di dramoletto polifonico. Un assolo da stand up comedian per spettatori fatalmente passivi e programmaticamente maltrattati, con pupazzi parrucche martelli di gomma e nasi finti. E ketchup, naturalmente. Attore, autore, comico e studioso di teatro. Tra i suoi spettacoli La tartaruga in bicicletta in discesa va veloce, il ‘dittico del presente’ costituito da L’asino albino e Angelica (i cui testi son pubblicati nel libro Andrea Cosentino l’apocalisse comica, a cura di Carla Romana Antolini, Roma, Editoria e spettacolo, 2008) e Primi passi sulla luna, tutti realizzati con la collaborazione registica di Andrea Virgilio Franceschi. Il suo ultimo progetto teatrale è Esercizi di rianimazione, in tandem con Francesco Picciotti. Le sue apparizioni televisive vanno dalla presenza come opinionista comico nella trasmissione AUT-AUT (Gbr-circuito Cinquestelle) nel 1993 alla partecipazione nel 2003 alla trasmissione televisiva Ciro presenta Visitors (RTI mediaset), per la quale inventa una telenovela serialdemenziale recitata da bambole di plastica. È promotore del format televisivo autarchico TELEMOMO’. Lo spettacolo Not Here Not Now debutterà a giugno al E45 Napoli Fringe Festival.
22.5.13
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La Società



Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica

Teatro Palladium 23 Aprile 2013 “La Società” PRIMA NAZIONALE, scritto e diretto da: Lino Musella e Paolo Mazzarelli con: Fabio Monti, Lino Musella, Paolo Mazzarelli, Laura Graziosi, scene: Elisabetta Salvatori costumi: Stefania Cempini, luci: Mauro Marasà. Dopo Due Cani, Figlidiunbruttodio, Crack Machine, trilogia di meccanismi teatrali costruiti a misura sul gioco 2 attori/4 personaggi, la Compagnia MusellaMazzarelli decide con LA SOCIETA’ di affrontare un modello più classico, più ambizioso, più libero: una commedia in tre atti scritta e pensata per 4 attori e 4 personaggi. Protagonisti della vicenda sono tre amici ed una donna straniera, che si trovano a dover gestire, in SOCIETÁ, un locale lasciato loro in eredità. I migliori ideali, l’amicizia, il sogno di una gestione condivisa, non basteranno però ad evitare che LA SOCIETÁ finisca nel peggiore dei modi, assieme ai rapporti e agli ideali coltivati dai quattro per l’intera vita. L’aspetto tragico e quello comico saranno, come nei precedenti lavori del gruppo, in costante equilibrio fra loro, e sveleranno il volto infido e beffardo di un nemico intimo e invisibile, quel seme della discordia che si nasconde in ogni tentativo di SOCIETÁ, e prima ancora in ogni uomo che dica “io”.
22.5.13
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Rumore austero



Forte Fanfulla, giardino21 Aprile 2013 “RUMORE AUSTERO” con: ALESSANDRO CARBUCCI (battiti/elettronica), MARCO CARCASI (legno/metalli/ cocci), GIORDANO GIORGI (corde/effetti).Performance Sonora Modulare. Tre segmenti impro/elettroacustici per tre musicisti. Esplorazioni audio, proposte tramite un gioco combinatorio di montaggio/ smontaggio, spesso al limite del performativo. Un benvenuto per il pubblico, che i musicisti offriranno, ponendosi nello spazio all’aria aperta del locale. Il trio Carcasi/Giorgi/Calbucci è una scatola sonora che pratica improvvisazioni strutturate. La tensione fisica nell’attimo-esposizione diviene performance. Un approccio stratiforme che comprende rigide linee guida ed eventi non preannunciati. Campo aperto ad incidenti illuminanti. Inclini ad un santo silenzio. Quando nulla si ha da dir, si tace. Imparare è dimenticare. Si parte da un sapore per definire un colore. Pietra contro pietra, spesso solo un respiro. Il suono di una crepa che si allarga. Legni, cocci e metalli, con qualche circuito stampato nel mezzo ed un’accozzaglia di microfoni ad amplificar il vuoto. Il desiderio ci attrae perché risiede nel mezzo di un percorso. I radar di frontiera sono a caccia di flebili segnali d’amplificare e diffondere. Esperienza come formazione. Complici, nella produzione di segnali elettroacustici eterodossi, tecnologie a basso consumo e strumenti musicali canonici. Molti amplificatori.
22.5.13
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Appunti per un novissimo bestiario #9



Forte Fanfulla, sala teatro 21 aprile 2013 “APPUNTI PER UN NOVISSIMO BESTIARIO #09” progetto di: Fedra Boscaro e Tommaso Arosio.ospiti di Appunto #09, arti visive: Karin Andersen, Sonia Marcolin, suono: Valentino Corvino e Roberta Giallo. Novissimo Bestiario è un progetto di ricerca che intende censire gli “esseri immaginari” del contemporaneo. La serie performativa degli Appunti è da intendersi come un’indagine preparatoria al Bestiario, focalizzata sul rapporto “essere immaginario – essere umano”. Gli appunti dispari fanno uso di video body mapping e di una creazione partecipata. I singoli appunti risultano essere la stratificazione dei contributi di artisti-ospiti, invitati a rimodellare le immagini-corpo secondo la propria ricerca poetica. Fedra Boscaro e Tommaso Arosio compongono una intelligente riflessione critica sulla percezione (e sull’uso) del corpo, surfando l’immaginario pop occidentale. Nel loro bestiario vengono rappresentati ed evidenziati gli aspetti più stereotipati di ciò che si cerca e si chiede alla fisicità femminile; questi stessi aspetti vengono poi decomposti, corrotti in modo da suggerire quanto infinite possano diventare le vie della bellezza. Gli Appunti si delineano così come ongoing project arricchito da continui contributi di provenienza eterogenea. Il lavoro, grazie alla sovrapposizione fra corpo reale e corpo virtuale, mostra lo scarto fra le due dimensioni, confutando la relazione indicale supposta fra oggetto fisico e sua rappresentazione bidimensionale (F.Patti)
22.5.13
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Zodiaco Elettronico



Forte Fanfulla, sala concerti 21 Aprile 2013 “ZODIACO ELETTRICO” Aidoru performs Karlheinz Stockausen’s Tierkreis con: Mirko Abbondanza, Michele Bertoni, Dario Giovannini, Diego Sapignoli. Zodiaco Elettrico è un lavoro che si muove tra musica jazz, rock e composizione contemporanea, che prende il la da una delle partiture più famose di Karlheinz Stockhausen: il Tierkreis (in tedesco Zodiaco), formato da 12 melodie ognuna rappresentante un segno zodiacale fu scritto originariamente per carillon come parte di un’opera teatrale per bambini e si caratterizza come lavoro autonomo che può essere interpretato da qualsiasi strumento. Infatti, dalla data della sua composizione a oggi, sono stati tantissimi gli ensemble, i musicisti e le orchestre che si sono cimentati nella propria versione di Tierkreis, ma è la prima volta che la composizione viene riproposta in chiave rock. La sfida raccolta dagli Aidoru non consiste nella semplice rilettura dell’opera, ma ha un valore aggiunto soprattutto come tentativo di dialogo costruttivo tra il mondo della musica “colta” e quello della musica “popular”: si vuole gettare un ponte tra i due mondi. Nati nei primi anni 90 a Cesena con il nome di Konfettura, gli Aidoru, inizialmente band di influenza punk-rock con una certa visibilità, hanno poi sviluppato uno stile proprio nel quale approdano echi di generi molto diversi tra loro, dal post-rock al jazz, dalla classica al pop. Nel tempo l’ambito di ricerca si allarga portando il gruppo a confrontarsi con diverse forme artistiche, dal teatro alla performance, dalla poesia alla video-arte.
22.5.13
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Musica da cinecamera in super 8



Forte Fanfulla, bistrot 21 Aprile “MUSICA DA CINECAMERA IN SUPER 8” Progetto di Andrea Faccioli polistrumentarista /compositore veronese, con all’attivo due album pubblicati da Tannen Records / Audioglobe. Strumenti convenzionali come Chitarra elettrica e Lap Steel, e strumenti / giocattolo d’epoca come Ukelin, Bell Harp e Stylophone fanno da colonna sonora a vecchi filmati in Super 8. Il risultato è una sequenza di ambientazioni sonore e paesaggi, dal Mississippi al Marocco, dal post rock al blues, dalla musica da camera all’elettronica minimale. Dopo molti concerti in tutta Italia, il 16 febbraio 2013 Cabeki approda a Radio Tre Rai, ospite del programma Piazza Verdi, per un’intervista e un breve concerto. Con tre brani partecipa alla colonna sonora del documentario del regista Angelo Poli I Core, My Climbing Family, un documentario sul climber e pluricam- pione di boulder Christian Core.
www.shuffle-mag.com “Cabeki – aka Andrea Faccioli – dopo lo stupefacente Il montaggio delle attrazioni (2011) dà prova del suo straordinario talento con Una Macchina Celibe, un lavoro che farà saltare tutti gli equilibri e le convenzioni dell’amorfo panorama musicale nostrano”.
Susanna Buffa
Una Macchina Celibe (2012 Tannen Records / Audioglobe)
Il Montaggio Delle Attrazioni (2011 Tannen Records / Audioglobe)
22.5.13
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The Giant Dwarf



Forte Fanfulla, sala concerti21 aprile 2013 “THE GIANT DWARF” produzione: Vina Records/Moscow Mule, musiche: Mui (Stefano D’Incecco e Fabrizio Tropeano). In natura l’ibrido, l’incrocio, è sempre più forte della specie pura. Questo principio evolutivo ha validità universale e può essere applicato ad ogni dominio. The Giant Dwarf è un gigante nano, un ossimoro che racchiude sensi giocosi e inquietanti allo stesso tempo. Si tratta di un lavoro sull’armonizzazione dei contrari in una forma-canzone di carattere evocativo e cinematico in cui gli strumenti elettronici e quelli analogici interagiscono valorizzandosi gli uni con gli altri. I Mui nascono nell’anno 2000 come duo strumentale formato da Stefano D’Incecco (sintetizzatori e campionatori) e Fabrizio Tropeano (chitarra e basso). Il progetto è in continua evoluzione e si avvale della collaborazione di molti altri musicisti che ruotano attorno alla band in base alla performance. La loro ricerca musicale cerca di abbattere i limiti determinati dal genere attingendo indiscriminatamente da tutti i generi per creare una forma autonoma di linguaggio. Sono spesso accostati alle correnti post-rock ed elettronica, in realtà la fusione di stili come jazz, funk, dub, rock, etnica ed elettronica è il principio stesso che muove le loro composizioni.
Omonimo (2003 Keplar Records)
Inside a moving machine (2005 Keplar Records)
The Giant Dwarf (2011 Vina Records)
22.5.13
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Las Vegas



Teatro Palladium 23 Aprile 2013 “Las Vegas” testo di: Tobia Rossi lettura scenica a cura di: Biancofango con: Andrea Trapani e Paolo Leccisotto regia di: Francesca Macrì Hi-kari produzioni. Las Vegas di Tobia Rossi è il testo vincitore del Bando Urgenze V edizione. Attraverso un percorso di residenze creative, cinque autori emergenti, selezionati su base nazionale, hanno prodotto altrettanti testi inediti, scritti sotto la sapiente guida di uno dei più conosciuti e stimati autori italiani: Giuseppe Manfridi. «Las Vegas è un testo dolente e leggero che coinvolge, diverte e strazia cavando il meglio da una trama essenziale da cui fioriscono due personaggi accesi da un’abbagliante vitalità. Un uomo e un ragazzo (così definiti nella didascalia di apertura). Il primo, addestrato ai meandri a cielo aperto di un cascame urbano ridotto a terra di nessuno… L’altro, il ragazzo, è in realtà un vagabondo che va alla ricerca del padre, e nell’immolarsi alla sua impresa esprime un senso di innocenza assoluta… Il dialogo che si sviluppa rappresenta l’avvenire di una comunicazione autentica e di un affetto che commuove.» Giuseppe Manfridi NdN-Network drammaturgia nuova, rete composta da Residenza IDRA, triangolo scaleno teatro/Teatri di Vetro e Campo Teatrale, prendendo le mosse dal Bando Urgenze promosso da residenza IDRA, persegue la finalità di creare uno spazio protetto di creazione e di interscambio per gli autori emergenti italiani in modo da valorizzare il processo di elaborazione delle idee e trovare nuove forme produttive capaci di superare l’attuale stagnazione produttiva. In collaborazione con Campo Teatrale, Residenze Idra, Teatro inverso, Titivillus Edizioni.
22.5.13
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La bicicletta rossa



Teatro ValleOccupato 11 Maggio 2013 Principio Attivo Teatro “LA BICICLETTA ROSSA” di Giuseppe Semeraro con Dario Cadei, Silvia Lodi, Otto Marco Mercante, Cristina Mileti, Giuseppe Semerano. regia di GIUSEPPE SEMERARO. “La bicicletta rossa” nasce da una forte necessità di raccontare e tradurre per la scena la storia di una famiglia capace di parlare dell’oggi.A tenere il filo della narrazione c’è Marta che come se sfogliasse un album fotografico ci racconta le strampalate ed eroiche avventure della sua famiglia.Le vicende di cui Marta ci parla appartengono al nostro tempo pur essendo incastonate in un’epoca indefinita e lontana rendendo quasi fantastiche e surreali le azioni.La famiglia di Marta per vivere mette le sorprese negli ovetti di cioccolato ma a complicare la sua vita, come la vita di un intero paese, c’è BanKomat il personaggio negativo, proprietario di tutto, della fabbrica degli ovetti, della casa ma anche della luna e delle stelle e nulla può essere fatto senza pagare qualcosa a BanKomat.
22.5.13
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Primo Sguardo



Un monologo multimediale di e con Mario Migliucci

SINOSSI
Il giovane Francis Doublier, impiegato delle Officine Lumiére, viene spedito in giro per mezza Europa a far conoscere la nuova straordinaria macchina per le immagini in movimento. Impressionare su pellicola frammenti di realtà e allestire in loco regolari proiezioni cinematografiche, questo il suo delicato incarico. Da Lione fino a Mosca, dal nuovo zar, dove la sua macchina diventa sgradita testimone di un’assurda mattanza.
La morte cambia per sempre il suo sguardo, lo prepara alla bellezza dell’amore.

NOTE DI PRESENTAZIONE
“L’impressione che ci danno i primi film di Lumiére è di farci vedere il mondo con occhi diversi e ammirare, come dice Pascal, cose di cui non sapevamo ammirare l’originale.
Gente che passa per la strada, bambini che giocano, treni che corrono: null’altro che cose banali.
Per me è questa la cosa più importante: questo primo stupore.”
Un bel giorno ho letto queste parole di Eric Rohmer e mi ci sono ritrovato dentro.
Ho pensato alla mia sensazione quando esco da un cinema, dopo aver visto un bel film, e tutto mi sembra più nitido. Più il film è stato bello, più i contorni del mondo esterno si fanno chiari e attraenti.
È come se tutto dicesse: guardami.
Prima di entrare a comprare il biglietto era tutto più confuso, tutto più affastellato.
Ora anche il disordine mostra tutta la sua armonia.
Un bravo lavavetri per qualche soldo ha pulito la visuale.

Un bel giorno ho letto queste parole di Rohmer e ho pensato ai suoi film, quelli che ho visto.
Ho sentito come ogni millimetro di immagine fosse pieno di quel primo stupore. Pieno e leggero.
Uno sguardo aperto e accogliente.
C’è questo per me dentro la storia di Francis Doublier, operaio delle Officine Lumiére, inviato in giro per l’Europa a far conoscere la nuova sensazionale invenzione, il cinematografo.
C’è stato per davvero questo inizio, c’è sempre per davvero un inizio, un primo sguardo sulle persone e le cose. Da una vicenda biografica sommariamente conosciuta si può partire allora a immaginare una storia con paesaggi e figure. Non certo un resoconto tecnicamente dettagliato della missione pionieristica dell’operatore Doublier, ma un racconto romanzato del suo viaggio di conoscenza.
Da Lione in giro per mezza Europa a far conoscere la nuova portentosa macchina da presa e allestire in loco regolari proiezioni cinematografiche. Fino a finire sul Baltico, dove non c’è altro da fare che filmare bagnanti. Per fortuna che ci sono due simpatici ragazzi, lì a Sopot, sul Baltico. E Margit, la loro dolce sorella.
Prima però c’era stata Mosca, l’incoronazione dello Zar e una grande festa diventata un’orrenda mattanza. Erano stati testimoni sgraditi, Francis e la sua macchina in quell’occasione.

Gira per il mondo Francis Doublier, lui che il mondo se l’era solo sognato.
Gira con la sua straordinaria macchina, quella che cattura il mondo e lo copia su pellicola.
Vede tutto Francis Doublier, vede tutto come non l’aveva mai visto.
Vede bambini giocare, ragazze sorridere, uomini morire.
Vede altro Francis, vede altro come non l’aveva mai visto.
Con la sua straordinaria macchina, quella che fa le immagini.

Francis Doublier perde la sua innocenza, la verginità del suo essere.
È la forza della morte a prendersela, a cambiare per sempre il suo sguardo.
La vita attorno a lui diventa un’immagine impressa su pellicola.
Un doppio che regala un senso, che prepara all’incontro con la bellezza.

Si vuole qui raccontare la storia di Francis, dunque.
Sarà egli stesso a dar corpo e voce all’uomo dietro la macchina da presa.
Qui e ora.
Come il treno che arriva in stazione, come l’uomo in bicicletta, come i ragazzi che giocano a palle di neve.
Come un immagine muta in movimento.
Come il nostro essere spettatori del mondo.
In questo capannone fino a qualche anno fa depositavano legname, grazie ai Lumiére adesso si depositano emozioni.
Ingombrano di meno però, e se le devi trasportare da un posto all’altro non ti spezzano la schiena.
Mario Migliucci
21.5.13
 

Mielina Mon Amour



Centrale Preneste Teatro 11 Maggio 2013 Arti Illesi “MIELINA MON AMOUR / Io e il mio sistema nervoso” (Danza) progetto Daniele Sterpetti, coreografia Daniele Sterpetti & Azzurra De Zuanni, sonorità, costumi e ambientazione Arti Illesi, interprete Azzurra De Zuanni. Un viaggio nella relazione tra il sé e il proprio sistema nervoso, un'investigazione giocosa e scientifica del proprio sentire fisico e della relazione con il pensiero. Prendere possesso del proprio corpo necessita un funzionamento effettivo, profondo; innescare la consapevolezza del sentire fisico è una delle imprese più ardue se si pensa che le nostre articolazioni sono in uno stato di vibrazione continua, che i nostri organi interni, funzionando, compiono dei movimenti. Sentirsi vuol dire ascoltare dei concerti maestosi di cui siamo i direttori d'orchestra, i musicisti, gli strumenti e il pubblico.
20.5.13
 

SanTarantella




Città dell’Altra Economia – CAE, Ex Mattatoio Testaccio 12 Maggio 2013, VII Meeting Internazionale del Tamburello - “DANZA SAN TARANTELLA” della Compagnia Sudanzare, di Tullia Conte. Musiche del Canzoniere Grecanico Salentino,  Progetto di ricerca, concettuale ed estetico sulla tarantella come danza rituale.
20.5.13
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Roma Tribal Show



Colosseo Nuovo Teatro 3 maggio 2013 “ROMA TRIBAL SHOW” Gli artisti: DANZA: Afsana (Rep. Ceca), Alice Giampieri (Italia), Bex (Regno Unito), Carovana Tribale (Italia), Devadasi Caravan (Germania/Francia), Ilhaam (Spagna), Lamia Barbara (Italia), Les Soeurs Tribales (Italia), Moirai Tribal (Regno Unito), Patrizia Pin (Italia), Violet Scrap (Italia). MUSICA DAL VIVO: Simone Pulvano & Takadum Orchestra (Italia). Partecipazione speciale: Simone D'Eusanio. Programma della serata:
1 Takadum Orchestra
2 Moirai Tribal/(Inghilterra) /& Takadum Orchestra
3 Afsana/(Repubblica Ceca)/ & Takadum Orchestra
4 Les Soeurs Tribales & Takadum Orchestra
5 Carovana Tribale
6 Violet Scrap
7 Les Soeurs Tribales
8 Alice Giampieri
9 Devadasi Caravan /(Francia/Germania)
10 Lamia Barbara
11 Bex /(Inghilterra)
12 Patrizia Pin & Simone d'Eusanio
13 Ilhaam Tribe /(Spagna) /& Takadum Orchestra
14 Takadum Orchestra
15 Violet Scrap, Lamia Barbara & Takadum Orchestra
16 Carovana Tribale, Devadasi Caravan, Ilhaam Tribe, Moirai Tribal & Takadum Orchestra
17 Tutti gli artisti
ROMA TRIBAL SHOW è lo spettacolo di apertura del /Roma Tribal Meeting/ 2013, che arriva alla sua Terza Edizione come il principale evento volto alla Tribal Bellydance in Italia. Al ROMA TRIBAL SHOW si sono esibiti tutti gli insegnanti nazionali e internazionali di questa edizione del /Meeting/, nei diversi stili e tendenze che compongono la Tribal Bellydance: Tribal Fusion, Dark Gothic Fusion, American Tribal Style, Improvisational Tribal Style... Tra le performance, assoli inediti e collaborazioni sorprendenti, create appositamente per l'occasione. Tutto con la partecipazione speciale della fantastica Takadum Orchestra (www.takadumorchestra.com), che ha appena esordito con il secondo album "Suoni al Confine".

link: www.romatribal.com

facebook: www.facebook.com/romatribal
18.5.13
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Kizuna = Bonds = Legami



Rocca Colonna Castelnuovo di Porto 11 maggio 2013 “KIZUNA = BONDS= LEGAMI” Burst estratto da The Mathematics of resonant (prima parte), coreografie Benedetta Capanna con Benedetta Capanna e Stefano Fardelli. Musiche: Strauss, Musica tradizionale Giapponese, Sciarrino. Kizuna è la parola giapponese che significa Legami, e il suo ideogramma è stato preso come simbolo del 2011. Kizuna è la celebrazione di quei legami senza un perché, senza un fine e senza fine, che si nutrono del silenzio e dell’assenza, quei legami che continuano a farci crescere accompagnandoci nel viaggio verso l’essenza più pura di noi stessi. Sono quei legami che legano alla libertà, i cordoni ombelicali dello spirito… . Rosari di immagini, suggestioni, emozioni da sgranare e in cui ripararsi. Passato, presente, futuro ed eternità … I due danzatori si ritrovano così a ricreare col loro corpo questo simbolo sigillando questi legami senza tempo, nell’apparente labirinto della vita. Kizuna è unaproduzione excursus in collaborazione con 369gradi e CORE

link: www.benedettacapanna.it
17.5.13
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L’aiutante di Brušek



FORTE FANFULLA 9 - 11 Maggio 2013 Rassegna PARABOLE FRA I SANPIETRINI “C’è bisogno” Festival di teatro da Roma in fuori II Edizione “L’aiutante di Brušek” Progetto In Cuniculum. Autore-musicista-regista: Carlo Cenini. Attore-regista-tecnica: Stefano Pietro Detassis. Co-prodotto da Spazio Off (Tn) spettacolo facente parte del progetto In Cuniculum, prima tappa di un percorso in continua crescita: lo spettacolo nasce come progetto di ricerca intorno al testo Felidae di Akif Pirinçci e a In cuniculum, testo originale, di Carlo Cenini. Il protagonista di questo monologo si chiama Giorgio Valmarana ed è l’aiutante di uno scienziato, il Brušek del titolo. Brušek non è mai presente in scena ed è impegnato nella ricerca di una pomata in grado di cicatrizzare e riparare qualsiasi tipo di ferita o amputazione da arma da taglio. Valmarana riceve da Brušek dei pacchi postali contenenti le cavie e varie confezioni di pomate non riuscite. Le pomate non riuscite hanno altri effetti rispetto a quello cicatrizzante, giudicati comunque commerciabili. A un certo punto Valmarana scoprirà che Brušek è morto da tempo. Lo spettatore potrà essere colto dal dubbio che Valmarana sia impazzito a furia di testare pomate e che Brušek sia solo una delle sue allucinazioni, ma questo dubbio non verrà mai risolto. Come l’aiutante rimane relegato, per troppo tempo, tra quattro mura, così tutto accade sul palco: si ricerca la possibilità di evocare ciò che sta intorno alla vera e propria storia, facendo intuire al pubblico elementi che potrà montare personalmente creandosi la sua storia privata. Cavie come il protagonista, Valmarana.
17.5.13
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L'arma - How long is now



Recensione e approfondimenti dello spettacolo su TeatroeCritica.net

Teatro Vascello dal 30 aprile al 12 maggio 2013 Motoproduzioni Srl - TSI La fabbrica dell'Attore – La Casa dei Racconti “L'ARMA - HOW LONG IS NOW” di Duccio Camerini con Giorgio Colangeli, Andrea Bosca e Mariachiara Di Mitri. Regia di Aureliano Amadei. Scenografia Tommaso Garavini e Fabiana Di Marco, Costumi Daniela Ciancio, Aiuto regia Vanessa Bollar Maqueira, Casting Flaminia Lizzani, Disegno luci Vittorio Omodei Zorini. Una favola cattiva sul mondo invisibile di oggi, che tratta di padri e figli, appartenenza ed esclusione, "sistema" ed individuo. Libertà, diremmo, se non fosse una parola ambigua. Centro dell'azione è un uomo che ha fallito i propri obbiettivi, ha tagliato i ponti col mondo. Dopo aver rubato una neonata in modo incidentale, si ritira in cima ad una montagna. Il suo vero figlio viene a cercarlo, ma sbaglierà tempo.Sulla montagna è rimasta solo la figlia adottata/rapita e quasi prigioniera, che ormai è una ragazzina. Lei non conosce niente delle leggi del vivere, conosce solo i precetti ossessivi che le ha lasciato il padre. Precetti per difendersi dall'aggressività del mondo. I tre personaggi si rincorrono nel testo attraverso i diversi tempi in cui cade il momento decisivo dell’esistenza di ciascuno. Per ognuno di loro, in un verso o nell’altro, il confronto con le violente attese dell’esterno, è o sarà determinante. Titolo originale del testo finalista al 50° Premio Riccione per il Teatro “How Long Is Now”. L’ARMA è un montaggio di primi piani che si muovono nel tempo e nello spazio. Ognuno dei tre personaggi compie un viaggio di andata e ritorno nelle proprie illusioni, mostrandoci esclusivamente un punto di vista privato, un tassello, un sottoquadro, un fotogramma: un primo piano. L'esigenza di stabilire un piano, un'inquadratura, deriva, forse, dal duplice impegno teatrale/cinematografico che il progetto prevede nella sua dimensione più ampia. Infatti, immediatamente dopo la rappresentazione teatrale, lo stesso cast sarà impiegato nell'adattamento cinematografico del testo. In questo modo si intende inquinare i due media, cercando di sfruttare reciprocamente i vantaggi di uno, nell'altro. E' per questo che la messa in scena avrà dunque degli aspetti cinematografici. Lo spazio vitale dei personaggi, è sempre impenetrabile, limitato e claustrofobico. Anche quando, dalla cima di una montagna, a turno, i personaggi credono di dominare il mondo, non percepiscono la bolla di vetro che li rinchiude. Si illudono segretamente che la bolla di qualcun altro possa essere più ricca, ma hanno paura di riconoscere che l'unico modo di arricchire la propria bolla è di invitare qualcun altro a farne parte.
17.5.13
 

Cleopatra - diario di una ex prostituta



Teatro Antigone dal 7 al 12/05/2013 "Cleopatra - diario di una ex prostituta" di Giovanni Spagnoli, la regia di Federico Doria. Con Elisabetta Fusari. L'opera è prodotta da Bleecker Produzioni. Lo spettacolo "Cleopatra - diario di una ex prostituta" è un'opera reale, dura e sorprendente per la descrizione della sua esperienza di vita. Un viaggio all'interno dei percorsi duri e oscuri della prostituzione, dove una donna non è considerata un essere umano ma un semplice articolo di consumo, di baratto. La lotta per la sopravvivenza è impietosa e mette a dura il carattere, la dignità e la fede della protagonista rappresentata dall'attrice Elisabetta Fusari che ha avuto una formazione teatrale alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano diretto da Luca Ronconi. Il racconto illustra, con forti implicazioni sociali, un mondo parallelo in cui una donna è sola e senza via d'uscita. Vuole far conoscere la realtà di corpi che si spogliano per denaro, e insieme le loro paure, sogni, desideri, la difficile sfida per mantenere un equilibrio quando le necessità vanno contro i propri valori e credenze.
16.5.13
 

Senso Comune



FORTE FANFULLA 9 - 11 Maggio 2013 Rassegna PARABOLE FRA I SANPIETRINI “C’è bisogno” Festival di teatro da Roma in fuori II Edizione “Senso Comune” Una produzione Teatro dei Venti. Regia Stefano Tè, Drammaturgia Giulio Costa. Musiche Matteo Valenzi e Igino L. Caselgrandi. Con Igino L. Caselgrandi, Francesca Figini, Antonio Santangelo, Stefano Tè. Voce fuori campo Ernesto Mahieux. Spettacolo finalista Premio Scenario 2011. Spettacolo finalista al Premio Scenario 2011, un’opera onirica forte, fatta di suggestioni ed esperienze di vita vissuta. Lo spettacolo nasce dal lavoro che la compagnia svolge da anni in strutture carcerarie e in collaborazione con centri di salute mentale. Un lavoro che indaga sulla sottile linea di separazione tra norma e devianza, e che prova a restituire le atmosfere e le storie di una zona franca che il “buon senso” rifugge, come una telecamera accesa su frammenti di vita comune, incubi quotidiani e sogni segreti. La periferia è la dimensione spazio: Scampia, quartiere all’estrema periferia Nord di Napoli, l’enorme sottoscala di uno dei tanti palazzoni; una zona di buco, al riparo dalle guardie, dove arriva solo l’eco storpiato del neomelodico. Zona franca usata una volta come deposito. Detersivi, saponi, vernici, carburanti, prodotti lucidanti, diluenti per cosmetici a riposo in taniche perfettamente impilate. L’odore del ragù si mischia di rimbalzo al puzzo di solvente. La vita è la dimensione fisica: incastonati in questo spazio tre corpi con le loro storie e la loro esistenza al margine. Ci si addentra in vite inquinate, in storie lontane dal comune senso del bello, del ben fatto, del vivere secondo principi sani. L’attesa è la dimensione tempo: le vite in questo spazio sono ferme. Si muovono a ritroso, non procedono nel tempo. Incastrate in un luogo reale, gonfie di storie vere, ma senza un futuro immaginabile, un passo che conceda aria. “È un lavoro che parla dell’essenza stessa del nostro fare teatro – dice il regista Stefano Tè – la ricerca delle storie dei margini, di un universo che tende ad essere rimosso. Quello che la società rimuove è nutrimento per il Teatro perché al Teatro pone domande scomode.” Stefano Tè
16.5.13
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Adamo & Eva



Vedi risultati Nassa Teatrale  

Teatro Studio Uno dal 7 al 19 maggio 2013 “ADAMO & EVA” scritto e diretto da Laura Rovetti, spettacolo è liberamente ispirato a Il diario di Adamo ed Eva di Mark Twain con Leonardo Maddalena E Anna Terio. Costumi: Virginia Gentili. Luci: Massimo Polo Lo spettacolo è liberamente ispirato a Il diario di Adamo ed Eva di Mark Twain, composto nei primi del ‘900. E’ il racconto dell’uomo e della donna, di tutto le loro differenze e diversità, ne narra i cliché, gli stereotipi ma anche le piccole verità senza mai riuscire però a svelare il mistero assoluto dell’attrazione tra i sessi. Adamo &Eva ci racconta di un Eden perduto che Adamo ed Eva lasciano per trovare qualcosa di più, ma cos’è questo qualcosa? Cosa trova chi riesce a condividere la propria vita insieme a un altro? Cosa acquista chi, pur perdendosi, riesce sempre a ritrovarsi? E soprattutto cosa lascia di se? Attraverso questa favola dai toni leggeri e delicati, Adamo ed Eva si incontrano e scontrano, si conoscono, imparano ad accettarsi e scoprono finalmente di amarsi… amarsi per tutta la vita.
15.5.13
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A.R.E.M.



FORTE FANFULLA 26 - 27 Aprile 2013 “A.R.E.M.” rassegna PARABOLE FRA I SANPIETRINI “C’è bisogno” Festival di teatro da Roma in fuori II Edizione. Compagnia Elena Vanni. Da un’idea di Elena Vanni e Raimondo Brandi. Di e con Francesca Farcomeni, Noemi Parroni, Elena Vanni. Collaborazione artistica e drammaturgica di Raimondo Brandi. Scene mobili Silvio Motta. Costumi Alia Mirto Botticchio. Foto Laura Stramacchia. Agenzia Recupero Eventi Mancati: un’agenzia ideata e gestita da tre donne che per sopravvivere al presente offrono ai clienti la possibilità di rivivere i propri ricordi. Basta affidare loro il proprio tempo passato compilando un semplice questionario della memoria; attraverso tutto ciò il pubblico avrà l’occasione di rivivere i momenti più belli e significativi della propria vita. Il primo servizio di felicità pret-à-porter che garantisce risultati immediati e sicuri in un presente dominato da paure, incertezze e precarietà. A.R.E.M. è uno spettacolo che lavora sulla messa in scena teatrale, che s’interroga sui meccanismi che la regolano, affidandosi a un’improvvisazione che è, prima di tutto, una necessità espressiva. Attraverso la realtà quotidiana, che chiede continuamente di reinventarsi e adattarsi ai cambiamenti, le attrici si sono dotate di una struttura forte ma aperta attraverso cui, ogni sera, disegnano una storia diversa. In scena prendono vita i ricordi degli spettatori solo attraverso i corpi delle attrici, la narrazione, le immagini, il teatro d’ombre, il musical e il cabaret. Ogni evento sarà unico. A.R.E.M. è uno spettacolo, è un’agenzia, è un servizio spettacolarizzato
15.5.13
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A B S T R A C T V I E W



Palazzetto Mattei : Villa Celimontana 3 e 4 Maggio 2013 “A B S T R A C T V I E W” è il lavoro di Manfredi Perego che Maison22 ha il piacere di presentare nella splendida terrazza di Palazzetto Mattei a Roma. La ricerca curatoriale sullo spazio, inteso come volume aperto all’ attraversamento, abiterà per l’ occasione la sede della Società Geografica Italiana sita in Villa Celimontana. All’ interno di un perimetro fisso e stabile, il peso immobile di un solido e la leggerezza plastica del movimento saranno gli strumenti con cui il danzatore interrogherà lo spazio, riconfigurandone confini e limiti. Una performance che attraversa e segna la geografia scenica, disegnando la sospensione del tempo, sperimentando l’interazione insolita ed incalcolabile con il volume di un’area e di un silenzio, in un continuo e reciproco ascolto percettivo con lo spettatore. “un corpo che si fa danza è medium di infinite possibilità le infinite possibilità sono molecole di mondo amare lo spazio è descriverlo così, minuziosamente”. MANFREDI PEREGO Nasce a Parma nel 1981, pratica diversi sport ed arti marziali sino all’incontro con la danza contemporanea. Nel 2006 consegue la Laurea in Progettazione per lo Spettacolo presso L’Accademia di Belle arti di Bologna con una tesi sull’improvvisazione nella danza. Nel 2002 è borsista presso l’Accademia Isola Danza della Biennale di Venezia diretta da Carolyn Carlson. Dal 2003 ad oggi inizia a lavorare per diverse compagnie di danza e teatro-danza in Italia, Svizzera e Germania. Maison Ventidue è lo spazio intimo e domestico che a Bologna ospita artisti di varia natura che intendono lavorare, collaborare e presentare il proprio lavoro in un ambiente inconsueto e protetto. L’artista è invitato ad esplorare e ri-semantizzare lo spazio, sperimentando modi altri di creazione e definendo un percorso il cui fine ultimo è la condivisione: atto estremo dell’ incontro. Le distanze tra pubblico e artisti si riducono, l’esperienza si condensa a favore di uno scambio critico, aperto e sincero tra i due poli. “Se le canzoni si indossano e gli abiti si interpretano,la nostra casa si attraversa”.
15.5.13
 

Muvic plays whit Alice



Lotto 13, 25 Aprile 2013 “Muvic plays whit Alice” sintetizzatore, piano elettrico, elettronica, voci: Andrea Lepri, basso elettrico, chitarre, elettronica: Paolo Baldini. Muvic gioca con Alice perché decide di non limitarsi ad una semplice sonorizzazione ma interagisce con il film, manipolandolo e destrutturandolo. L’ operazione consiste nel campionamento in tempo reale dei rumori e dei dialoghi del film che vengono rimessi in circolo e resi ritmi o tappeti sonori su cui improvvisare. Il montaggio delle immagini si trasforma a volte in un flusso frenetico e ciclico che perde la consequenzialità drammaturgia acquisendo però un sapore diversamente ipnotico. Muvic è un progetto di musica elettroacustica ed elettronica, composto da Andrea Lepri e Paolo Baldini. Il gruppo nasce per caso a Giugno dell’estate scorsa, quando gli organizzatori del B.O.F.F. ( piccolo festival di cinema Bolognese ) chiedono ai due musicisti ravennati di collaborare per musicare dal vivo alcune pellicole sperimentali. I primi parti improvvisativi avvengono su lavori astratti del visionario Stan Brakhage (come Dog Star Man e The Garden of Earthly Delights) e su deliziosi cortometraggi di Jan Svankmajer. Dopo questa esperienza il neonato Muvic inizia a comprendere il senso della sua esistenza e poco dopo decide di lavorare a un film più complesso Alice (Svankmajer) e lo reinterpreta arditamente, dando vita alla performance che gli permette di esibirsi maggiormente sul territorio nazionale.
14.5.13
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Requiem for Pinocchio



Teatro Palladium 27 Aprile 2013 “Requiem for Pinocchio” di e con: Simone Perinelli con un estratto di: “Emporium, poemetto di civile indignazione” di Marco Onofrio, aiuto regia e consulenza artistica: Isabella Rotolo, progetto fotografico: Guido Mencari, regia: Simone Perinelli. C’era una volta un pezzo di legno... e dico c’era perché ora non c’è più. Così Pinocchio da burattino venne trasformato in essere umano. Qualcuno gridò: “Che peccato!” Abbiamo immaginato un possibile percorso che desse un seguito alla favola, attingendo da questa come se fosse il presupposto della vita che Pinocchio “vivrà” nel mondo reale. La scrittura di Requiem for Pinocchio non è quindi solo un pretesto per andare più a fondo in alcune tematiche come il mondo del lavoro, l’emancipazione, il pregiudizio e la possibile libertà rispetto agli schemi sociali prestabiliti, ma un’analisi attenta e reattiva rispetto ad un evento significativo della vita di questo personaggio: diventare essere umano. Una scrittura attuale e visionaria che vede un Pinocchio ormai essere umano destreggiarsi nel nostro mondo dove la favola di Collodi diventa ricordo. Leviedelfool è una struttura libera e autonoma che opera all’interno del teatro di Calcata e che vive della collaborazione con diversi artisti, dei progetti artistici di Simone Perinelli e della collaborazione di Isabella Rotolo. Leviedelfool nasce nel 2010 con l’obiettivo di creare la rotta per un viaggio possibile.

link: www.leviedelfool.com
14.5.13
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MetaMorphosis



Rocca Colonna Castel Nuovo di Porto, 20 aprile 2013 “MetaMorphosis” da un’idea di Marcello Fiorini, coreografia Rosa Merlino musiche originali Marcello Fiorini con Carlotta Bruni, Rosa Merlino. La costruzione musicale si ispira alle origini delle cinque grandi forze motrici del mondo antico: amore, ira, invidia, paura e sete di conoscenza. Come nelle Metamorfosi di Ovidio non esistono azioni, né di dei né di uomini, non riconducibili a questi motori invisibili. Dalla dinamica musicale nasce il movimento, e poi la danza.
8.5.13
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Don Giovanni, a cenar teco



Teatro Valle Occupato 27 febbraio - 3 marzo 2013 “DON GIOVANNI, A CENAR TECO” di Antonio Latella drammaturgia Antonio Latella e Linda Dalisi, regia Antonio Latella con Caterina Carpio, Daniele Fior, Giovanni Franzoni , Massimiliano Loizzi, Candida Nieri, Maurizio Rippa, Valentina Vacca. Scene e costumi Fabio Sonnino, disegno luci Simone De Angelis, assistente scene e costumi Graziella Pepe, sarta realizzatrice Cinzia Virguti, realizzazione scene Marco Di Napoli, datore luci Roberto Gelmetti, fonico Giuseppe Stellato assistenti volontari Maria Conte e Davide Calvaresi, regista assistente e movimenti Francesco Manetti, organizzazione Brunella Giolivo. Don Giovanni, mi spaventa perché è un vampiro della vita: dove vede amore si butta per nutrirsi e vivere, non credo per amare, ma per innamorarsi di quello slancio di amore ancora incontaminato e possederlo, per poi gettarlo via una volta posseduto. Solo linfa, solo ossigeno, solo carne fresca da togliere ai denti di altri… Come fa Don Giovanni ad amare Dio se tutti amano Dio? È come se egli stesso volesse essere quel corpo da venerare, e solo così ottenere la vittoria sulla preda inerme; e fino a quando non avrà vinto non troverà pace. Ma anche se si dispererà, sarà nell’illusione di soffrire pene d’amore. È un teorema spietato sull’inganno e sulla matematica dell’amore e non sul sentimento dell’amore. Antonio Latella porta in scena il mito del più noto seduttore di tutti i tempi attraverso un viaggio che dal Settecento conduce ai giorni nostri. Prendendo come riferimenti letterari Don Giovanni o Il convitato di pietra di Molière e Don Giovanni o l’amore per la geometria di Max Frisch, il regista, insieme a Linda Dalisi, firma una drammaturgia originale sospesa tra modernità e memoria. Su una colonna sonora che spazia dalle arie di Mozart a Raffaella Carrà, lo spettacolo porta in scena il percorso di Don Giovanni che, dall’infanzia alla vecchiaia, si dimostra essere un uomo che « più che amare una donna ama il calcolo per conquistarla. Più che in cerca d’amore sembra ansioso di trovare un senso alla vita ».
8.5.13
 

Things that Death Cannot Destroy



TEATRO VALLE OCCUPATO 23 Aprile 2013
Linda Fregni Nagler, “Things that Death Cannot Destroy” (Part 6)

Nell’arco di tre mesi A Theatre Cycle riflette sulle reciproche influenze, somiglianze e differenze tra arti visive e teatro, attraverso il lavoro di una selezione di artisti la cui ricerca si focalizza sulla specificità del linguaggio teatrale nelle sue diverse sfumature.
Drammaturgia, coreografia, composizione, rappresentazione, pantomima, dialogo, intermezzo, voce, corpo sono alcuni dei temi articolati dagli interventi degli artisti; ciascuno, nella sua specificità, sottolinea il rapporto con il palcoscenico come spazio espositivo, la relazione con il pubblico, e l’esperienza del lavoro dal vivo. A Theatre Cycle è un progetto sviluppato in collaborazione con Nomas Foundation, e rappresenta sia il luogo fisico in cui le performance hanno luogo, sia un contesto specifico come spazio culturale restituito alla cittadinanza attraverso l’occupazione e l’impegno di una comunità di lavoratori dello spettacolo. A Theatre Cycle vuole essere una riflessione sul dialogo tra vocabolari e linguaggi diversi, un’indagine sul rapporto e sulla condivisione tra campi e ricerche, e la testimonianza di uno scambio autentico tra figure, voci e professioni. Il progetto è stato interamente costruito come una piattaforma partecipata e nasce dalla collaborazione tra Nomas Foundation, gli artisti, e tutto il collettivo del Teatro Valle Occupato.

link: www.nomasfoundation.com
7.5.13
 

Hansel e Gretel



Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica

Teatro Vascello 18-19-20 MARZO 2013 La fabbrica in collaborazione con TSI la Fabbrica dell’Attore e il patrocinio del Goethe Institut “HANSEL E GRETEL. Il giorno dopo 3°capitolo della Trilogia dell’attesa” drammaturgia scenica a cura di Francisco Espejo, regia: Fabiana Iacozzilli, con: Elisa Bongiovanni, Marta Meneghetti e Giada Parlanti, scene di: Matteo Zenardi, costumi: Gianmaria Sposito, effetti speciali: Riccardo Morucci, disegno luci: Davood Kheradmand, vocal coach: Valeria Benedetti Michelangeli, regista assistente: Ramona Nardò, assistente alla regia: Andrea Standardi, organizzazione: Flaminia Salvemini, ufficio stampa e promozione: 369 gradi, distribuzione: offrome. Il progetto parte dal desiderio di reinterpretare alcune delle più importanti favole di tutti i tempi mettendo al centro dell’analisi il mondo infantile come luogo di solitudine e di mancanza di risposte. In scena ci sono Hansel e Gretel adulti; sono talmente grassi da aver piegato sotto il loro peso le piccole sedie sulle quali siedono. Hanno mangiato quasi tutta la casa di marzapane e ignorano il grido di una strega che chiede aiuto senza ricevere alcuna risposta. I celebri fratelli protagonisti della storia sono adulti che non riescono ad emanciparsi, incapaci di sollevarsi dallo stallo dell’attesa, mangiano e aspettano, condizione che li accomuna ai personaggi di tutta la trilogia. Il lavoro che la compagnia porta avanti è un’indagine sugli inetti, gli incapaci, su chi non vive una volontà di crescita o un desiderio di evoluzione. L’attesa, condizione che permette di rimanere immobili è il leit motiv del percorso drammaturgico e di ricerca, è l’alibi che permette di non affrontare, è il rifugio sicuro di chi teme il cambiamento ma accetta la trasformazione, inesorabile ed in questo caso degenerante, che l’obesità causa. L’allestimento è essenziale, con pochi elementi scenici e estro nei costumi; la regia pone l’accento sulla drammaturgia scenica e dosa con sapienza il comico e il drammatico creando un’immagine grottesca dal forte impatto visivo da cui emergono irriconoscibili le tre attrici al pieno delle loro possibilità espressive.
6.5.13
 
 
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