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Without - primo studio



Fonderie Digitali Mandrione 29 Aprile 2013 "Without - primo studio" di e con: Paola Bianchi luci: Paolo Pollo Rodighiero elaborazione suono: Paola Bianchi foto: Valentina Bianchi grazie a: Francesca Divano, Stefano Murgia, Movimento Centrale grazie sempre a: Ivan Fantini produzione: Agar. Tutti a dire della rabbia del fiume in piena e nessuno della violenza degli argini che lo contengono. Bertolt Brecht. In questo nuovo lavoro - una partitura per cinque danzatrici - la mia ricerca si focalizza intorno a un ossimoro fisico e di senso: collettività individuale. La condizione di isolamento forzato del soggetto in azione crea uno sbilanciamento percettivo del suo essere parte di una collettività in azione. Cinque figure che trovano il senso ultimo del loro fare in una condizione non concessa: la simultaneità. Condizione fisicamente irraggiungibile ma potenzialmente realizzata nello sguardo dello spettatore, WITHOUT si situa nel campo dell’utopia in contrapposizione alla distopia in atto. La solitudine estrema del soggetto si colloca in una situazione di comunione fittizia in cui ogni figura percepisce l’intorno senza esperire la compagnia. Danzatrice e coreografa indipendente. Collabora con diversi musicisti, videoartisti, registi e gruppi teatrali. Con i suoi lavori partecipa ai festival internazionali più significativi per il teatro e la danza. Nell’intento di promuovere la diffusione della danza contemporanea Paola Bianchi ha curato negli anni la direzione artistica di alcune rassegne e festival e numerosi laboratori di ricerca. Nel 2009 costituisce il [collettivo] c_a_p (collettivocap.blogspot.com). Paola Bianchi è promotore C.Re.S.Co.

link: www.paolabianchi.com
29.5.13
 

Condominium



Nuovo Cinema Palazzo 17/05/2013 CONDOMINIUM Lab Officina Teatrale. Con: Daniela Gentile, Andrea Mignucci, Tiziana Santercole, Guido Targetti. Regia: Lorenzo Giansante

Stanze come spazi permeabili | bilocali claustrofobici impilati come alveari | tanti vicini di casa eppure siamo soli | invasioni di campo | solidarietà improvvisa | paura dell’esterno | sguardi curiosi | linguaggi di comunicazione da ritrovare

Una performance teatrale che riflette sulla ‘convivenza metropolitana’ sperimentando nuovi linguaggi scenici. Il lavoro, che mescola testi drammaturgici originali con ispirazioni tratte da ‘Condominium’ di James G. Ballard e ‘La Stanza’ di Harold Pinter, porta in scena quattro attori/performer e una moltitudine di personaggi (tifosi infervorati davanti alla tv, studenti, coppie che litigano, anziani soli, stranieri…) e relazioni che lavorano su diversi livelli di senso, nutrendosi dell’imprevedibile vitalità dell’improvvisazione che è alla base del lavoro.

I corpi dei performer sul palco creano un condominio che sembra un organismo vivente e polimorfico: lo spazio si allarga e si restringe, si raggruma e si sfalda, interseca appartamenti e piani che non comunicano fra loro, separa luoghi ed elementi che invece sono legati. Si è vicini ma allo stesso tempo lontani e sconosciuti, distaccati, ma allo stesso tempo collegati.
29.5.13
 

Rinascita



Teatro Volturno occupato 18 Maggio 2013 Compagnia Mine danzanti presenta “RInascita (dalla CIvilta’ CLOroformizzata)”coreografie Laura Di Biagio, assistente alle coreografie Giulia Fabrocile con Laura Di Biagio, Giulia Fabrocile, Fabrizia Scaccia e Paolo Cives, musiche Dougan Blue Man Group Beatles rielaborate da Marco DbeeJ Di Biagio video s Cutts. Riciclo è uno spettacolo di danza che vuole far riflettere sulla nostra attuale situazione ( lavorativa politica artistica emotiva) e prospettare all’essere umano un futuro più ottimistico. L’idea prende spunto dalla spazzatura come unico risultato tangibile della nostra società Vuole promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti e il valore degli oggetti riciclati. Se dai rifiuti possono rinascere nuove forme anche l’uomo può differenziarsi e rinascere. Partiamo da una civiltà cloroformizzata addormentata Una società con talmente tanti stimoli dal traguardo troppo facile da sembrare in catalessi indecisa sul da farsi confusa dalle tante scelte che le si prospettano atterrita dal futuro incerto depressa dalla continua incessante ricerca di chissà cosa che non arriva mai. Non ci accontentiamo più delle nostre conquiste piccole o grandi che siano perché siamo sempre in corsa verso una nuova meta gli uni contro gli altri per essere i primi (i primi di cosa). Non importa se questa gara costerà la perdita della nostra morale se ci costringerà a passare sopra la nostra etica quello che ci guida è l’ansia di affermazione. Tutto ciò non fa altro che cancellare le individualità per omologare ai modelli dati dalla tv (spazzatura) e dalla società globalizzata capitalista e consumista. Crediamo di essere originali e alternativi ma le nostre scelte fanno comunque parte di un ventaglio di proposte imposte subdolamente e chi cerca di distinguersi e proporre soluzioni alternative il più delle volte viene deriso e allontanato perché ritenuto non conforme. Diciamo di cercare la felicità ma a guidarci sono solo il guadagno, il profitto, la discriminazione sociale. Ma questa società, questa collettività, ci fa sentire sempre più soli e insoddisfatti dal momento che le mete sono sempre lontane e irraggiungibili. Cominciamo a guardarci intorno a scoprire senza paura le differenze che ci circondano, Cominciamo a scrollarci di dosso il grigio ad accettare difetti, limiti, diversità. Differenziamoci, Non temiamo di riprenderci la nostra dignità di individui. Seguiamo i nostri pensieri, Non dobbiamo aver paura di sognare ne di realizzare questi sogni, Non smettiamo di sperare in questo modo rivedremmo i colori e le nostre anime ricomincerebbero a brillare, i cuori a battere e il nostro futuro avrebbe delle prospettive. Quadri Coreografici: 1spazzatura, 2 omologazione, 3 solitudine, 4 tv spazzatura, 5 scoperta del diverso, 6 differenziazione, 7 rinascita.
29.5.13
 

Pepe



Recensione e approfondimenti dello spettacolo su TeatroeCritica.net

TEATRO TORDINONA 15 e 16 MAGGIO 2013 “PEPE” scritto e interpretato da LAURA RICCIOLI supervisione alla messa in scena ALBERTO BELLANDI e SARAH SAMMARTINO fonica MASSIMO CICCHINELLI. “Pepe” è il frutto dell’urgenza di condividere con il “fuori” le domande, le riflessioni, i rapporti e gli episodi che ho vissuto “dentro”, quasi di nascosto, clandestinamente. Non si può frequentare a lungo un carcere senza interrogarsi sui meccanismi di inclusione ed esclusione sui quali si fonda la nostra collettività, il proprio ruolo di artisti nei confronti della società. In mancanza di risposte definitive portare a teatro Espedita mi sembra il modo migliore per farla dialogare con questo “fuori”, lei che chiede, famelica, di fare un corso di teatro come se equivalesse a evadere, come fosse una soluzione, una mamma che non ti viene a trovare, la libertà, appunto. Il carcere è presente nel testo nelle risposte che non dà, nelle contraddizioni che crea alle due donne, nella straordinarietà delle condizioni che le fanno incontrare. Ma, al di là di una riflessione sul carcere, quel che più preme a questo racconto è lo spessore umano del confronto tra queste due persone e degli interrogativi che si pongono reciprocamente. Interrogativi che sono l’unico strumento che rimane alla loro esigenza di felicità che, sia nel caso della professoressa che in quello della detenuta, coincide con un’ esigenza profonda di capire che cosa sia la libertà. Per scoprire poi, insieme, che l’unica evasione possibile consiste nel relazionarsi all’altro, con fiducia.
29.5.13
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Indigenous



Recensione e approfondimenti dello spettacolo su TeatroeCritica.net

Teatro Palladium 28 Aprile 2013 “Indigenous” ideazione: Barokthegreat con: Dafne Boggeri, Francesco Fuzz Brasini, Giorgia Nardin, Leila Gharib, Sonia Brunelli musica originale live: Francesco Fuzz Brasini, Leila Gharib, performer: Dafne Boggeri, Giorgia Nardin, Sonia Brunelli coreografia: Sonia Brunelli, collaborazione teorica: Piersandra Di Matteo effetti visivi: Dafne Boggeri fonica: Mattia Dallara un ringraziamento speciale a Marco Villari coproduzione: Schaubühne Lindenfels - Leipzig, Santarcangelo ‘12 ‘13 ‘14 Festival internazionale del teatro in piazza. Spettacolo realizzato grazie all’Accordo GECO 2 Giovani Evoluti e Consapevoli – Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù – Regione Emilia-Romagna in collaborazione con Emilia-Romagna Teatro Fondazione Con il supporto di Xing Atto I - Lo sbaglio nel saluto. Atto II - Contro il morso del rettile. Indigenous sprigiona un universo dalla temperatura primitiva e psichedelica. È un’esperienza immersiva che attraversa i campi semantici e gli immaginari ritmici del rituale per intercettare la necessità biologica dell’impulso espressivo. Frutto dell’incontro scenico tra musicisti e danzatori, si atterra in uno spazio dal perimetro sfrangiato attraversato da baleni cangianti e figure atletiche che si affiancano e scambiano di posto per sostenere a vicenda lo scorrere del tempo. I due atti che lo compongono attivano stati diversi e consecutivi. Il primo Lo sbaglio nel saluto fronteggia l’abbaglio della salvezza, il secondo Contro il morso del rettile si ritira in un bacino di riflessione prossimo all’ incantamento. Indigenous è un lavoro che va esperito, nel suo farsi, nel suo passare da una dimensione al suo alieno. Barokthegreat è una formazione che opera nel vasto bacino della performing art. Diretta dalla musicista Leila Gharib e dalla danzatrice-coreografa Sonia Brunelli, si muove ponendo un particolare accento verso la radice mentale del movimento, la fisicità e funzione rituale della musica e l’architettura dello spazio come dispositivo abitativo. Produce spettacoli dal 2008 e dal 2012 Barokthegreat condivide la sua idea di relazione tra corpo e suono con un programma annuale per danzatori nella città di Verona, dove il gruppo attualmente vive e lavora.

link: www.barokthegreat.com
L'articolo sullo spettacolo su "pensieri di cartapesta"
29.5.13
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UNU COMU A PIPPINU



Centrale Preneste Teatro 10 Maggio 2013 produzionepovera presenta “UNU COMU A PIPPINU...” unu comu a Pippinu sulu ‘n Sicilia putia nasciri: omaggio non omaggio a Peppino Impastato di e con Gaspare Balsamo produzionepovera di Donatella Franciosi. Lo spettacolo non è un biopic, non è una rappresentazione agiografica di Peppino Impastato, né tantomeno una storia-inchiesta sulla mafia in Sicilia. E’ invece un’indagine sul tema non semplice dellaSicilianità, da non confondersi col Sicilianismo e neppure col più recente termine di Sicilitudine. Quella Sicilianità, che ha alla sua base ciò che la Sicilia è nella sua realtà oggettiva e plurale e non in ciò che viene rappresentato di essa. Quella Sicilia che ha a che fare con la sua cultura popolare d'appartenenza, quella dell'infanzia e dell'adolescenza, che ha una propria lingua e una propria cultura, quella Sicilia della cultura teatrale, poetica e letteraria, quella padrona della sua contestazione e della sua rivolta politica e culturale e che, nella molteplicità e nella diversità, nell'identità e nella soggettività, era presente nella cultura e nell'arte anche di Peppino Impastato
29.5.13
 
 
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