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Assedio



Teatro Miela Trieste, 13 Aprile 2013 “Assedio” Di Barbara Bregant, con Serena Di Blasio e Monica Mosolo, produzione Academia de Gli Sventati, disegno luci Davide Guarnieri costumi FG Teatro, consulenza bibliografica Marco Vertovec. Regia di Nicoletta Oscuro. Il 9 luglio 2008, una donna di 35 anni, Vittoria, parte con il marito per accompagnarlo in un viaggio di lavoro, una breve vacanza. Vittoria è una persona curiosa, desiderosa di conoscere posti nuovi, persone diverse. La destinazione è Sarajevo, città tristemente famosa, di cui qualche anno prima ha tanto sentito parlare. In un fine settimana di riposo, il marito le propone una gita in un noto santuario mariano dell’Erzegovina: Medjugorje. Vittoria accetta. Alla fine della gita, di ritorno dal santuario, durante una fermata del pullman in un’area di sosta, Vittoria si distrae. Il pullman riparte senza di lei. Non riesce a crederci: è rimasta da sola, nel bel mezzo del niente, di sera, con il cellulare che non “prende”. Panico! Comprensibile! Vittoria si guarda intorno, sceglie una direzione, s’incammina, si perde, un incontro inatteso. Con questo progetto l’Academia de Gli Sventati riunisce una drammaturga, una regista e due attrici: quattro giovani artiste che da anni portano avanti sul territorio come in ambito nazionale e internazionale un’idea di teatro basata sulla comunicazione con il pubblico, sullo svisceramento di grandi temi che la società si trova a dover affrontare.

link: www.teatrodelinutile.com
22.4.13
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Lanciaspezzata



Teatro Miela Trieste, 12 Aprile 2013 “LANCIASPEZZATA” con: Oretta Orengo – oboe e corno inglese, Teresa Spagnuolo – clarinetto, Cristina Majnero – clarinetto basso. Tre musiciste, tre percorsi differenti, si ritrovano in un trio che naviga musicalmente attraverso le varie esperienze da cui ciascuna proviene. Si passa così dal jazz alla musica classica, dal klezmer alla musica balcanica fino ad arrivare al nuevo tango argentino ed alla musica contemporanea. Leggere e improvvisare… un pizzico di follia sostenuta da brani originali delle stesse componenti del gruppo e dall’ indispensabile apporto musicale di compositori come Luciano Francisci, Roberto Stanco, Fabio Borgazzi ed altri che hanno scritto brani appositamente per questo trio che si è prodotto in vari locali e festival a Roma, in lazio ed in umbria. Sulla scena romana da anni, le tre musiciste vantano individualmente le più diverse esperienze musicali e collaborazioni con importanti nomi della scena jazzistica italiana, di musica classica e popolare, nonché partecipazioni a trasmissioni radiofoniche, televisive ed a spettacoli teatrali con musica dal vivo.
22.4.13
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Morirsi sì giovane e in andropausa



Teatro Miela Trieste 12 Aprile 2013 “MORIR SÌ GIOVANE E IN ANDROPAUSA” – Scena Verticale. ATTO UNICO IN 7 QUADRI E CANZONI di Dario De Luca e Giuseppe Vincenzi con Dario De Luca e con Omissis Mini Órchestra: Paolo Chiaia (piano synth e armonica), Gianfranco De Franco (clarinetto, sax, flauti e loop), Giuseppe Oliveto (trombone, flicorno, fisarmonica e conchiglie), Emanuele Gallo (basso), Francesco Montebello (batteria e percussioni), canzoni e musica Giuseppe Vincenzi, arrangiamenti De Franco, Oliveto, Chiaia, Gallo, Montebello, costumi, oggetti di scena e assistenza Rita Zangari, suono Andrea Dodaro, luci Gennaro Dolce, organizzazione Settimio Pisano, regia Dario De Luca, produzione Scena Verticale. Secondo il vocabolario italiano Treccani, giovane è colui “che è nell’età giovane che non ha ancora l’età per.. contrapposto a vecchio(anagraficamente)”. Per la società italiana, giovane ha due accezioni differenti: un uomo non appartenente alla casta è definito Giovane per giustificare il fatto che nonostante i suoi 80 anni ancora non si è seduto su alcuna sedia. Un uomo appartenente alla casta è definito Giovane per giustificare il fatto che nonostante i suoi 80 anni ancora non molla la sedia. Per questo motivo oggi nel nostro Paese c’è un’intera generazione di giovani che muore. E muore soffocata da una Società, da una Politica, da uno Stato killer che non piange questi giovani, né se ne sente minimamente responsabile. Alla fine della “Traviata”, la giovane Violetta, consumata dalla tisi e in procinto di morire, con l’ultimo fiato che le resta nel petto, riesce a mormorare “Gran Dio, morir sì giovane, io che penato ho tanto!”. Pochi semplici e brevi versi, immortalati dalle note del grande Verdi, che trasmettono tutta la sofferenza, lo sconforto e la disperazione di una giovane che muore nel fiore degli anni. E come Violetta, oggi è questa generazione che muore. Un progetto con canzoni dalle liriche semplici e con monologhi dal linguaggio chiaro per una sintesi poetica che sia efficace, diretta, in qualche modo quotidiana. Lo scopo? Portare in scena la voce di una collettività, evidenziare bisogni e desideri di una generazione, quella dei trenta- quarantenni, lasciati in mutande da una società gerontocratica e senza futuro. Con la musica, le parole e una sana ironia.
link: www.scenaverticale.it
22.4.13
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