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Il figlio della tempesta

TEATRO BIBLIOTECA QUARTICCIOLO 28 febbraio 2019 Prosa, Concerto
Il FIGLIO DELLA TEMPESTA
Musiche, parole e immagini dalla Fortezza
concerto spettacolo per i trent’anni della Compagnia della Fortezza
di e con Andrea Salvadori e Armando Punzo | regia Armando Punzo
produzione Studio Funambulo | Carte Blanche/Compagnia della Fortezza | con il sostegno di Idealcoop Coperativa Sociale e Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra

“…se si vuole comprendere i segreti dell’Universo bisogna pensare in termini di Energia, Vibrazioni e Frequenze…” Nikola Tesla “Il Figlio della Tempesta” non un semplice concerto, ma un progetto musicale-performativo che rielabora l’intero universo iconografico, sonoro ed emozionale della Compagnia della Fortezza. Attraverso uno studio sui caratteri dell’energia e delle frequenze della creazione, Andrea Salvadori, drammaturgo musicale della compagnia, intesse una drammaturgia composita e suggestiva, fatta di musica e immagini insieme con Armando Punzo, regista Architetto dell’Impossibile ed alcuni degli attori della Fortezza. Per la prima volta insieme in questa rete fatta di parole, presenze e musica Punzo, Salvadori e gli attori detenuti vanno al cuore della ricerca musicale e performativa, creando un concerto spettacolo che celebra i 30 anni della Fortezza
“Il Figlio della Tempesta” è dunque un progetto molto speciale, che, proprio in occasione dei trent’anni della Compagnia della Fortezza, porterà in scena l’indissolubile rapporto tra parole e suono che si crea ogni volta che uno dei più eclettici compositori per la scena italiani e uno dei registi più visionari lavorano insieme, dentro il carcere di Volterra, quando le note della musica riempiono lo spazio, entrano nelle vene e nel cuore, riverberano con le parole e le visioni artistiche si concretizzano nei corpi degli attori. “Il Figlio della Tempesta” è un susseguirsi incalzante di musiche, parole e immagini per un allestimento speciale, pensato come un affascinante viaggio nella storia della Compagnia della Fortezza e che qui attinge.
Andrea Salvadori è compositore, musicista, sound designer e produttore discografico. Concepisce il lavoro in termini di opera d’arte totale, innestando e inscrivendo la sua ricerca sul suono e sulla musica all’interno della drammaturgia di opere complesse, intervenendo così nel disegno dello spazio e della testualità, oltre che in quello sonoro, con l’obiettivo di costruire delle vere e proprie atmosfere, mondi sonori e visivi dal segno fortemente immaginifico. L’inclinazione all’autorialità e all’eclettismo e la sua propensione alla scrittura per immagini lo hanno condotto quasi “naturalmente” al teatro – in particolar modo a quello di Armando Punzo .
19.3.19
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Dialago tra Prometeo e Sisifou...

Teatro Tordinona 10 Marzo 2019

DIALOGO TRA PROMETHEU E SISIFOU INTORNO AL FEGATO CON LE CIPOLLE
di Gianluca Riggi
con Riccardo Cananiello Gianluca Riggi Lorenzo Affronti

Prometheu e Sisifou in questa messa in scena teatrale divengono due maschere di Commedia dell'Arte. I due personaggi della mitologia greca che osarono sfidare il padre Zeus si incontrano una volta all'anno, ognuno dei due è alle prese con la pena immortale che gli è stata assegnata per espiare la propria colpa, e se Sisifou è condannato a spingere il masso, che nel frattempo è stato sostituito dalla Terra stessa, per via delle vene varicose di Atlantide, Prometheu è alle prese con il proprio fegato da cucinare, tutti vogliono che venga preparato con le cipolle,“il fegato è mio e lo cucino come dico io”, il corvo dovrà cibarsene, quindi, ma senza cipolla. Prometheu e Sisifou aprono una disquisizione ironica, al limite del filosofico sulla differenza tra aglio e cipolla, Prometheu difende il primo, Sisifou preferisce la seconda probabilmente. Prometheu, con l'aiuto di Sisifou, oltre al fegato, che però non saranno loro a mangiare, cucina un'allettante cenetta che verrà, poi, offerta al pubblico. L'azione dello spettacolo è scandita dalla preparazione in tempo reale di una pasta alla carbonara. Una terza maschera di Commedia dell'Arte si affaccia di tanto in tanto ad interrompere il loro continuo parlare apparentemente senza senso, è Momo, il corvo, che porta con sé le cipolle nella speranza che Prometheu le aggiunga al fegato; con l'entrata di Momo la conversazione a tre diviene ancora più surreale e grottesca. I tre personaggi si interrogano continuamente sul senso della vita, l'esistenza di Dio, la felicità del vivere umano, ma ogni volta non potendo e non sapendo rispondere tornano al cibo, alla sfida perpetua ed eterna tra l'aglio e la cipolla, l'unico vero argomento che sembra tenerli vivi.
Giochi di parole, gag, piccole acrobazie, e lazzi, gli elementi fondanti di questa piece in chiave di Commedia dell'Arte. L'azione scenica si svolge su di una pedana dove verrà allestita una piccola cucina, con un tavolo e due sedie, una sfera da equilibrismo (la Terra) su cui si sposta Sisifou, invece di spingerla, questi i semplici elementi tra i quali i due protagonisti si muovono. Le entrate di Momo, anche cambiando di aspetto, creano disturbo nella routine dei due condannati all'immortalità della pena. una produzione SemiVolanti
19.3.19
 

Storia di un'amicizia - Il nuovo cognome

Teatro Torlonia, 21 febbraio 2019
STORIA DI UNA AMICIZIA
tratto dalla tetralogia L’amica geniale di Elena Ferrante (Edizioni e/o)
ideazione Chiara Lagani e Luigi De Angelis
con Chiara Lagani e Fiorenza Menni
drammaturgia Chiara Lagani
sound design Tempo Reale/Damiano Meacci
video Sara Fgaier
lyrics Emanuele Wiltsch Barberio
percussioni Cristiano De Fabritiis
ricerca e allenamento coreografico Fiorenza Menni
regia, light design, spazio scenico, progetto sonoro Luigi De Angelis
supervisione tecnica e cura del suono Vincenzo Scorza
collaborazione al video Alessandra Beltrame, Davide Minotti e Stefano P. Testa
materiali di archivio Associazione Home Movies - Archivio Nazionale del Film di Famiglia
ringraziamenti Lorenzo Gleijeses, Giorgia Sangineto, Sofia Di Leva, Andrea Argentieri
testi Elena Ferrante (brani da L’amica geniale)
Chiara Lagani (brani liberamente ispirati a Frank Lyman Baum, Toti Scialoja, Wislawa Szymborska)
lo spettacolo è diviso in 3 parti:
mercoledì 20 e venerdì 22 ore 20,00 - I parte
Storia di un’amicizia / Le due bambole (durata 55 minuti)
giovedì 21 e sabato 23 ore 20,00 - II e III parte
Storia di un’amicizia / Il nuovo cognome (durata 65 minuti) + Storia di un’amicizia / La bambina perduta (durata 45 minuti) intervallo di 10 minuti
domenica 24 ore 17,00 - I, II e III parte
I parte Storia di un’amicizia / Le due bambole (durata 55 minuti)
intervallo di 15 minuti
II parte Storia di un’amicizia / Il nuovo cognome (durata 65 minuti)
intervallo di 10 minuti
III parte Storia di un’amicizia / La bambina perduta (durata 45 minuti)
mercoledì 20 febbraio a fine spettacolo
Incontro con la Compagnia
Chiara Lagani – Fiorenza Menni e Luigi De Angelis
modera Sarah Perruccio, Società Italiana delle Letterate
coproduzione Napoli Teatro Festival, Ravenna Festival, E-production
in collaborazione con Ateliersi
Lo spettacolo, diviso in tre capitoli (Le due bambole, Il nuovo cognome e La bambina perduta), si basa sulla storia dell'amicizia tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i sentimenti, le condizioni di distanza e prossimità che nutrono nei decenni il loro rapporto. Sullo sfondo la coralità di una città/mondo dilaniata dalle contraddizioni del passato, del presente e di un futuro i cui confini feroci faticano ancora a delinearsi con nettezza. Il rapporto tra le biografie delle due donne con la storia particolare della loro amicizia e la Storia di un Paese travagliato dalle sue metamorfosi si intreccia in una sorta di agone narrativo che procede per squarci subitanei ed epifanie improvvise attraverso il racconto delle due protagoniste.
Nel romanzo in quattro parti della Ferrante, Un’amicizia era il titolo del libro che raccontava, a posteriori, la vicenda del rapporto tra due donne; Storia di un’amicizia diviene qui, invece, il titolo del racconto, in forma di spettacolo, che Elena Greco (Chiara Lagani) compone a partire dalle vicende di una vita che la legano a Lina Cerullo (Fiorenza Menni), la sua amica geniale. Nel primo tempo, dedicato all’infanzia, le due amiche, bambine, gettano per reciproca sfida le loro bambole nelle profondità di uno scantinato nero. Quando vanno a cercarle, le bambole non ci sono più. Le due bambine, convinte che Don Achille, l’orco della loro infanzia, le abbia rubate, un giorno trovano il coraggio di andare a reclamarle. Le due attrici si fanno fisicamente attraversare dal testo di Elena Ferrante, la storia è “detta” dai loro corpi e lascerà su di loro un’impronta indelebile fino a trasformarle in una strana doppia ibrida identità, che porta su di sé l’impronta della bambina, della donna e della bambola al contempo. Nel secondo tempo, diviso in due parti, succedono molte cose: Lila si sposa, acquistando un nuovo cognome che la separa irreparabilmente da una intera fase della sua vita. I signori del rione, i fratelli Solara, vogliono adoperare l’immagine di Lila in abito da sposa per realizzare un grande manifesto da appendere nel negozio di scarpe, un tempo Cerullo, ora Solara. Lila, nel disperato tentativo di riaffermare il proprio controllo su quell’immagine, e così sulla sua vita, accetta di esporla, ma solo a patto di poterla modificare. La seconda parte dello spettacolo inizia proprio con la storia di quest’immagine, che sarà spezzata, incisa, violentemente trasformata dalle amiche, divenendo uno strano, evocativo emblema della loro storia.
La terza parte, infine, è dedicata alla maternità. Anche Elena, nel frattempo, si è sposata e ha avuto due figlie con Pietro Airota, un brillante compagno di Università. Si è allontanata dal rione per studiare e poi scrivere. Si è allontanata anche da Lila. Lila, dopo la fine del suo matrimonio, e dopo una burrascosa storia con Nino, l’antico amore di Elena, va a vivere con Enzo, compagno di scuola di un tempo. Quando Lila rimane incinta di Enzo, anche Elena è incinta, ma di Nino, ora suo amante. È forse questa maternità parallela che riattiva il legame, mai interrotto, tra le amiche. Le due bambine (Tina, la figlia di Lila, e Imma, la figlia di Elena) crescono insieme, specchio dell’amicizia tormentata delle madri. Finché un giorno, all’improvviso, Tina scompare…
19.3.19
 

Storia di un'amicizia - Bambina perduta

Teatro Torlonia, 21 febbraio 2019
STORIA DI UNA AMICIZIA
tratto dalla tetralogia L’amica geniale di Elena Ferrante (Edizioni e/o)
ideazione Chiara Lagani e Luigi De Angelis
con Chiara Lagani e Fiorenza Menni
drammaturgia Chiara Lagani
sound design Tempo Reale/Damiano Meacci
video Sara Fgaier
lyrics Emanuele Wiltsch Barberio
percussioni Cristiano De Fabritiis
ricerca e allenamento coreografico Fiorenza Menni
regia, light design, spazio scenico, progetto sonoro Luigi De Angelis
supervisione tecnica e cura del suono Vincenzo Scorza
collaborazione al video Alessandra Beltrame, Davide Minotti e Stefano P. Testa
materiali di archivio Associazione Home Movies - Archivio Nazionale del Film di Famiglia
ringraziamenti Lorenzo Gleijeses, Giorgia Sangineto, Sofia Di Leva, Andrea Argentieri
testi Elena Ferrante (brani da L’amica geniale)
Chiara Lagani (brani liberamente ispirati a Frank Lyman Baum, Toti Scialoja, Wislawa Szymborska)
lo spettacolo è diviso in 3 parti:
mercoledì 20 e venerdì 22 ore 20,00 - I parte
Storia di un’amicizia / Le due bambole (durata 55 minuti)
giovedì 21 e sabato 23 ore 20,00 - II e III parte
Storia di un’amicizia / Il nuovo cognome (durata 65 minuti) + Storia di un’amicizia / La bambina perduta (durata 45 minuti) intervallo di 10 minuti
domenica 24 ore 17,00 - I, II e III parte
I parte Storia di un’amicizia / Le due bambole (durata 55 minuti)
intervallo di 15 minuti
II parte Storia di un’amicizia / Il nuovo cognome (durata 65 minuti)
intervallo di 10 minuti
III parte Storia di un’amicizia / La bambina perduta (durata 45 minuti)
mercoledì 20 febbraio a fine spettacolo
Incontro con la Compagnia
Chiara Lagani – Fiorenza Menni e Luigi De Angelis
modera Sarah Perruccio, Società Italiana delle Letterate
coproduzione Napoli Teatro Festival, Ravenna Festival, E-production
in collaborazione con Ateliersi
Lo spettacolo, diviso in tre capitoli (Le due bambole, Il nuovo cognome e La bambina perduta), si basa sulla storia dell'amicizia tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i sentimenti, le condizioni di distanza e prossimità che nutrono nei decenni il loro rapporto. Sullo sfondo la coralità di una città/mondo dilaniata dalle contraddizioni del passato, del presente e di un futuro i cui confini feroci faticano ancora a delinearsi con nettezza. Il rapporto tra le biografie delle due donne con la storia particolare della loro amicizia e la Storia di un Paese travagliato dalle sue metamorfosi si intreccia in una sorta di agone narrativo che procede per squarci subitanei ed epifanie improvvise attraverso il racconto delle due protagoniste.
Nel romanzo in quattro parti della Ferrante, Un’amicizia era il titolo del libro che raccontava, a posteriori, la vicenda del rapporto tra due donne; Storia di un’amicizia diviene qui, invece, il titolo del racconto, in forma di spettacolo, che Elena Greco (Chiara Lagani) compone a partire dalle vicende di una vita che la legano a Lina Cerullo (Fiorenza Menni), la sua amica geniale. Nel primo tempo, dedicato all’infanzia, le due amiche, bambine, gettano per reciproca sfida le loro bambole nelle profondità di uno scantinato nero. Quando vanno a cercarle, le bambole non ci sono più. Le due bambine, convinte che Don Achille, l’orco della loro infanzia, le abbia rubate, un giorno trovano il coraggio di andare a reclamarle. Le due attrici si fanno fisicamente attraversare dal testo di Elena Ferrante, la storia è “detta” dai loro corpi e lascerà su di loro un’impronta indelebile fino a trasformarle in una strana doppia ibrida identità, che porta su di sé l’impronta della bambina, della donna e della bambola al contempo. Nel secondo tempo, diviso in due parti, succedono molte cose: Lila si sposa, acquistando un nuovo cognome che la separa irreparabilmente da una intera fase della sua vita. I signori del rione, i fratelli Solara, vogliono adoperare l’immagine di Lila in abito da sposa per realizzare un grande manifesto da appendere nel negozio di scarpe, un tempo Cerullo, ora Solara. Lila, nel disperato tentativo di riaffermare il proprio controllo su quell’immagine, e così sulla sua vita, accetta di esporla, ma solo a patto di poterla modificare. La seconda parte dello spettacolo inizia proprio con la storia di quest’immagine, che sarà spezzata, incisa, violentemente trasformata dalle amiche, divenendo uno strano, evocativo emblema della loro storia.
La terza parte, infine, è dedicata alla maternità. Anche Elena, nel frattempo, si è sposata e ha avuto due figlie con Pietro Airota, un brillante compagno di Università. Si è allontanata dal rione per studiare e poi scrivere. Si è allontanata anche da Lila. Lila, dopo la fine del suo matrimonio, e dopo una burrascosa storia con Nino, l’antico amore di Elena, va a vivere con Enzo, compagno di scuola di un tempo. Quando Lila rimane incinta di Enzo, anche Elena è incinta, ma di Nino, ora suo amante. È forse questa maternità parallela che riattiva il legame, mai interrotto, tra le amiche. Le due bambine (Tina, la figlia di Lila, e Imma, la figlia di Elena) crescono insieme, specchio dell’amicizia tormentata delle madri. Finché un giorno, all’improvviso, Tina scompare…
19.3.19
 

Immacolata concezione

Teatro India 20 febbraio 2019
IMMACOLATA CONCEZIONE
drammaturgia e regia Joele Anastasi
da un’idea di Federica Carruba Toscano
con Federica Carruba Toscano, Alessandro Lui
Enrico Sortino, Joele Anastasi, Ivano Picciallo
scene e costumi Giulio Villaggio
light designer Martin Palma
musica originale scurannu agghiurnannu Davide Paciolla
testo musica originale Federica Carruba Toscano
contributo drammaturgico Alessandro Lui
video e graphic designer Giuseppe Cardaci
produzione Fondazione Teatro di Napoli - Teatro Bellini, Vucciria Teatro
Vincitore dei Teatri del Sacro V
Immacolata Concezione ci conduce in un microcosmo siciliano dominato dall’omertà, dalla violenza e dalla presunzione, ma anche di quella spontaneità tipica dell’isola. Protagonista è Concetta, ragazza timida e innocente, venduta dal padre caduto in disgrazia per una capra, a Donna Anna, tenutaria di un bordello del paese. Concetta non oppone resistenza e ben presto diviene la più ricercata, grazie alla sua fama di nuova arrivata. Eppure la ragazza è vergine, nessuno in quella stanza l’ha mai sfiorata, poiché ha il dono di “sentire” l’anima dei suoi clienti, rendendo possibile la loro fragilità nascosta. Gli offre quello che nessuno sa dargli e crede che fare l’amore significhi fare la barba o giocare a un due tre stella o offrire il petto per le lacrime del “signorotto” del paese. Immacolata Concezione è la storia di una moderna Santa, di una figura emblematica, che come un’antica vestale, appare sacra, ma le sue attenzioni carnali sono di pubblico dominio. Concetta si trasforma nell’oracolo, nell’altare divino, nell’immaginetta da venerare, su cui piangere, pregare e ridere. Al tempo stesso la sua verginale sensualità la protegge dal mondo esterno, isolandola da tutto il resto. Uno spettacolo che dimostra che quando si ha il coraggio di mostrare le crepe dell’animo, tutte le cicatrici diventano l’opera d’arte più bella.
6.3.19
 

Cantigola

Teatro Tordinona 7 Febbraio 2019
CANTIGOLA
di e con Rossana Colace
regia Patrizio Cigliano
aiuto regia Rebecca Natalini

Siamo in paesino della Calabria a metà degli anni Novanta e nonostante sia sud il sole uscirà a tratti in questa storia. Al centro una ragazzina di 14 anni che ha una sola colpa: quella di sognare. Il suo più grande desiderio è quello di mettere in scena uno spettacolo teatrale: adolescenza, spensieratezza ma anche criminalità e disagio faranno da sfondo alla protagonista che darà voce a tutti i personaggi della vicenda.
Una storia fatta di sogni, ambizioni, determinazione e coraggio.
6.3.19
 

Miracoli del magico fascicolo

Teatro Tordinona 24 Febbraio 2019
MIRACOLI DEL MAGICO FASCICOLO
scritto, diretto e interpretato da Luca Milesi
Assistente alla regia Maria Concetta Liotta, contributi video di Francesco Sotgiu
L'Uomo, la Notte e un Fascicolo. Un triangolo che sa di magia...
Il casuale rinvenimento di un carteggio ingiallito nel tempo fa rivivere oggetti di figure care ormai scomparse dai giorni. Il nostro Uomo non è solo al mondo, è vero, ma continua ad attraversare la vita con una valigia di domande che attendevano ancora risposte da chi è "andato avanti". Succede. A tutti. Ma talvolta cadono quei punti interrogativi, magari con un Miracolo, con un paio di scarpe da ginnastica che di notte si muovono da sole dentro casa servendo il caffè ad una vecchia vestaglia blu accomodata su una sedia accanto al tavolo del soggiorno... Basta tornare bambini, giusto per un pò, abbassare le palpebre degli occhi e spalancare quelle del cuore, come anche gli anziani sanno fare...
6.3.19
 

Love's Kamikaze

Teatro Marconi 14 Febbraio 2019
LOVE'S KAMIKAZE
Di Mario Moretti
Regia Claudio Boccaccini
Compagnia Golden Show srl – Impresa Sociale di Alessandro Gilleri
Con Marco Rossetti e Giulia Fiume

A Tel Aviv, oggi. Due giovani rappresentanti di due popoli, Naomi, ebrea e Abdul, palestinese, si amano cercando di dimenticare la sporca guerra e, nello stesso tempo, confrontano e discutono le due civiltà e le diverse motivazioni che animano le due parti. Una conclusione tanto inaspettata quanto dotata di tragica verosimiglianza e di emblematica forza dimostrativa sugella lo spettacolo, condotto da Claudio Boccaccini e interpretato da Marco Rossetti e Giula Fiume. “Love’s Kamikaze” si innesta naturalmente nel fertile ceppo dell’attualità e dell’impegno civile, a dimostrazione che il teatro non racconta solo favole, ma può essere anche carne, viscere, sangue della nostra impietosa esistenza. E soprattutto, può portare un mattone, una pietra, un granello di sabbia per la costruzione dell’edificio della pace. Un discorso utopistico? Senza dubbio. Ma le utopie dei deboli sono le paure dei forti. Perché l’utopia è l’anticipazione di una ricerca che deve solo superare le strettoie del presente. MARIO MORETTI

Note di regia
Quando 10 anni fa portammo in scena per la prima volta “Love’s Kamikaze”, pensammo che quello fosse il periodo più giusto per raccontare una storia d’amore che avesse come scenario il conflitto arabo-israeliano. A dieci anni di distanza la questione arabo-israeliana è purtroppo ancora al centro delle tragedie mondiali e, anzi, lontana dal mostrare anche solo lievi segni di pacificazione – complice probabilmente una miope e sciagurata politica internazionale che ha portato ulteriore destabilizzazione in un contesto estremamente critico – si tinge quotidianamente di nuovi inquietanti sviluppi.
“Love’s kamikaze”, nella nuova edizione stavolta affidata alle interpretazioni di Marco Rossetti e Giulia Fiume, continua quindi a mostrare la sua tragica attualità e rappresenta oggi, da parte nostra, la disperata volontà di continuare a contrapporci alle barbarie e alle ingiustizie con le uniche armi a nostra disposizione: il teatro e la poesia. CLAUDIO BOCCACCINI
4.3.19
 

Da parte loro nessuna domanda imbarazzante

Teatro Angelo Mai Altrove 9 Marzo 2018
DA PARTE LORO NESSUNA DOMANDA IMBARAZZANTE
progetto ispirato a “L’amica geniale”
liberamente tratto dalla quadrilogia di Elena Ferrante pubblicata da Edizioni E/O
con Chiara Lagani e Fiorenza Menni
ideazione Luigi De Angelis, Chiara Lagani e Fiorenza Menni
drammaturgia Chiara Lagani
regia e progetto sonoro Luigi De Angelis
cura del suono Vincenzo Scorza
costumi Midinette
produzione E/Fanny & Alexander, in coproduzione con Ateliersi
organizzazione e promozione Ilenia Carrone e Tihana Maravic
amministrazione Stefano Toma e Elisa Marchese
Si ringraziano Andrea Argentieri, Enrico Fedrigoli, Francesca Pizzo, Giorgia Sanguineto e Sofia Di Leva
testi della prima parte: brani da L’amica geniale di Elena Ferrante
testi della seconda parte: di Chiara Lagani (liberamente ispirati a Lyman Frank Baum, Toti Scialoja, Wislawa Szymborska) Da parte loro nessuna domanda imbarazzante
e tu allora che cosa gli rispondi, invece di tacere con prudenza?
O di cambiare evasivamente il tema del sogno?
O di svegliarti al momento giusto?
(W. Szymborska)
1. L’Amica geniale, una lettura
Nel primo dei quattro romanzi del ciclo L’Amica geniale di Elena Ferrante, due bambine gettano per reciproca sfida le loro bambole nelle profondità di uno scantinato nero. Quando vanno a cercarle, le bambole non ci sono più. Le due bambine, convinte che Don Achille, l’orco della loro infanzia, le abbia rubate, un giorno trovano il coraggio di andare a reclamarle. Le due attrici, in questa lettura, si fanno fisicamente attraversare dal testo di Elena Ferrante, la storia è “detta” dai loro corpi e lascerà su di loro un’impronta indelebile.
2. Storia di due bambole, fotoromanzo animato
Qui ci sono solo due bambole. Sono forse le due bambole perdute? Nello spazio scuro e altamente simbolico in cui sono state abbandonate, le due figure si muovono e raccontano, quasi senza parole, la loro storia. Che eventi si consumano nel recesso misterioso e non scritto (della storia, del romanzo) che le ha prima accolte e poi fatte scomparire? Quelle bambole non hanno voce per rispondere a questa domanda, ma nemmeno per farne di nuove.
27.2.19
 

Simple Love

Spazio Diamante 15 Febbraio 2019
Equilibrio Dinamico DANCE Company
SIMPLE LOVE
Spettacolo vincitore Premio InDivenire 2018 – sez. Danza
Coreography and set concept Roberta Ferrara
music advicer Vito Causarano
performers Tonia Laterza & Nicola de Pascale
production by Equilibrio Dinamico Dance Company

Un duetto sulle relazioni di coppia, nel quale l’intento coreografico di Roberta Ferrara si sviluppa con coerenza attraverso molteplici livelli di senso, abbracciando un’ampia gamma di sfumature.
I danzatori, senza mai perdere forza espressiva, declinano le mille sfaccettature dell’amore in una danza fluida ed energica. Il movimento si dipana nello spazio come il filo di un gomitolo che sembra snodarsi dal cappotto rosso di lei per rigenerarsi e nutrirsi dei sentimenti che evoca.
Il pezzo è sostenuto da un ottimo lavoro di drammaturgia, da due interpreti molto convincenti, Tonia Laterza e Nicola De Pascale, e dalla bella base sonora a cura di Vito Causarano.

“Simple Love” è una storia semplice, dove le sovrastrutture, verbali e non verbali, non servono.
La gestualità, utilizzata in modo sacro e decifrato a mo di rito, prenderà il posto del verbo per raccontare, attraverso corpi che si snodano, si confrontano, si osservano in silenzio, il tema dell’Amore e dell’Arte di essere fragili. E’ un quadro nudo di sentimenti e sensazioni.
Un vortice, una sfida di equilibri e compromessi da trovare, visivamente con il corpo, concettualmente con il cuore e con la mente. L’onestà fa da sfondo ad un lavoro che innesca momenti di silenzi, ricordi, odori; una necessità di trovare una pace interiore, un momento dove spazio-tempo si fermano e donano un amore semplice, il suono del silenzio.
Grazie a Jarvis Cocker e Chilly Gonzales.
L’album Room 29 è un “tappeto sonoro” per Simple Love, che fornisce alla creazione un punto di forza e responsabilità, giocando su memorie che oscillano tra reale e fantasia.
25.2.19
 

Cambiare il Sahara

Teatro Valle, 14 febbraio 2019
Cambiare il Sahara
Incontro con Eugenio Barba
Dimostrazione di lavoro con Julia Varley

Eugenio Barba noto come allievo ed amico di Jerzy Grotowski, fondatore e direttore dell'Odin Teatret, è ritenuto, insieme a Peter Brook, l'ultimo maestro occidentale vivente. Barba ha modificato il concetto di lavoro dell'attore avviato dal regista polacco, attraverso una pratica teatrale che porta l'attore a contatto con la propria ricerca interiore.
Julia Varley, attrice storica dell'Odin Teatret dove è entrata nel 1976. Oltre a recitare è attiva nel campo della regia, dell’insegnamento, dell’organizzazione e della scrittura. Con l'Odin ha insegnato in scuole e università di tutto il mondo.
25.2.19
 

Barbie time

Teatro Tordinona 14 Febbraio 2019
BARBIE TIME
Di Guido Del Vento e Alessandro Di Marco
Con: Antonio De Stefano, Giorgia Berti, Barbara Bricca, Martina Montini, Sarah Nicolucci, Armando Quaranta
scene, costumi e grafica
Nicola Civinini
light Design
Sirio Lupaioli
foto
Marcella Cistola e Simona Casadei
assistente alla regia
Gabriele Planamente
regia
Guido Del Vento

Nel camerino di uno strip bar, una sera come le altre, Stella e Gloria si preparano per il loro solito show, incalzate da Tantarobba, che lavora nel locale ma non balla più sul cubo. Azioni consuete, di sempre. Uno strato di cipria, glitter come se non ci fosse un domani, un rossetto spavaldo e aggressivo. Ballano ridono e litigano, Gloria e Stella, amiche di una vita, amiche da sempre. Amiche da quando Stella si chiamava ancora Gerardo e combatteva con la sua famiglia per farsi accettare. Una lettera inaspettata dalla famiglia di Stella, porta la ragazza a ripercorrere con la memoria i momenti salienti della sua vita, che vediamo prendere corpo sulla scena dietro un velo di ricordo e di rabbia, di commozione, nostalgia e ferocia. Assistiamo così al passato della famiglia di Stella, ai suoi disperati tentativi di farsi accettare dai suoi genitori. La lettera contiene un invito, un tentativo di riconciliazione, forse, al quale Stella sembra non voler cedere. Saranno proprio Gloria e Tantarobba a convincerla ad accettare quella mano tesa che viene dal passato. In un finale inaspettato, tutti i personaggi di questa storia, semplice ma, a modo suo, straordinaria, saranno costretti a fare i conti con l’irrimediabile Tempo, divoratore implacabile di occasioni propizie e attimi fuggenti. Uno spettacolo comico e toccante per riflettere sulla diversità, l’accettazione dell’altro, gli affetti famigliari.
25.2.19
 

Il principio dell'inizio

Teatro Tordinona 17 Febbraio 2019
IL PRINCIPIO DELL’INIZIO
Scritto e diretto da Antonio D’Amico
In scena: Antonio D’Amico, Daniele Nocerino, Francesca Canale.
Il testo narra la vicenda di uno scrittore in un momento delicato nella stesura del suo nuovo romanzo. Ha poco tempo a disposizione e si trova totalmente senza idee ed è nell’attimo più buio che a fargli visita saranno i due personaggi principali del romanzo i quali avranno come obiettivo quello di aiutarlo a finire il lavoro. Ogni personaggio ha un conflitto con l’altro, essendo legati tra di loro da desideri, bisogni ed esigenze. La presenza dei due porterà lo scrittore a quella che sarà la sua Rivoluzione Umana, cambiare ciò che lo circonda partendo dalla decisione di cambiare ciò che si ha dentro. In uno scenario reale dove a prevalere è il grottesco, la messa in scena si allontana del tutto da quella che è la prosa.
25.2.19
 

Ladro di saponette

Teatro Tordinona 6 Febbraio 2019
LADRO DI SAPONETTE
con Pietro Naglieri e Ida Vinella (Ida Vin)
scrittura e regia Pietro Naglieri

“Ladro di saponette – Breve storia di un sesso-dipendente” è un thriller psicologico o, per semplicità, potrebbe essere definito un NOIR.
La vicenda prende le mosse dall’arresto di un uomo sorpreso a notte fonda nell’appartamento vuoto dei suoi vicini. C’è il cadavere di un uomo nel bagno dell’abitazione e la moglie del nostro protagonista che non conferma la versione di suo marito. Parte da qui un’indagine che percorrendo a tentoni diversi scenari mette in luce, quasi casualmente, una relazione coniugale malata, tanto perversa quanto disorientante fatta di avventure sessuali, travestimenti e manipolazione. Non già il delitto, ma la relazione stessa si rivela ora sotto una luce, ora come il suo perfetto negativo. E non si capirà fino alla fine chi dice la verità e chi recita, chi agisce per pura autoconservazione e chi bara. Un labirinto di chiaroscuri tra testimoni veri o prezzolati, intercettazioni telefoniche e perizie psichiatriche.
L’essenza del lavoro è da individuare nella complessità patologica di un rapporto amoroso minato da una forma di sesso-dipendenza distruttiva. Una forma possibile, ancor prima che plausibile, che trascina verso gli inferi i nostri due amanti.

16.2.19
 

Dopo la prova

Teatro Vascello 6 febbraio 2019
Centro di Produzione Teatrale La Fabbrica dell'Attore – Teatro Vascello (Roma)
Milleluci Entertainment

DOPO LA PROVA
di Ingmar Bergman
traduzione di Laura Cangemi
con Ugo Pagliai, Manuela Kustermann e Arianna Di Stefano
assistente regia Alessandro Gorgoni
assistente M° Pagliai Alessandro Guerra
scene di Alessandro Chiti
costumi Daniele Gelsi
Musiche di Marco Podda
disegno luci Umile Vainieri
regia Daniele Salvo

In un tempo sospeso, nella penombra di un vecchio palcoscenico, Henrik Vogler, grande regista e direttore di teatro, è seduto su una poltrona, immobile. Appare quasi imbalsamato. Ha 109 anni o forse solo sessantadue. La scena è ingombra di oggetti, attrezzature sceniche, quinte, attrezzeria, rimasti dopo una prova pomeridiana de "Il sogno" di Strindberg. Ora però il regista è rimasto solo, assorto nelle sue riflessioni sul senso del suo stesso lavoro, sulle scelte fatte, sugli errori compiuti, sul tempo della propria esistenza e sulle aspettative per il futuro. L'edificio è completamente deserto. Il sipario è alzato sino a metà. D'improvviso appare sulla scena Anna Egerman, giovane attrice interprete della Figlia di Indra nella pièce diretta da Vogler. Da questo momento inizia un confronto serrato tra i due che, sospesi in una zona di confine, in una sorta di limbo extra-quotidiano in cui tutto è concesso, si permettono finalmente di dire la verità. Le loro ansie, le loro paure, i loro desideri, i loro affanni e le loro vanità di piccoli esseri umani vengono alla luce con chiarezza, affiorano dalla loro piccola stanza dell'immaginario e prendono corpo con violenza. È quasi un percorso psicanalitico, un raggio di luce in una stanza buia da anni, un momento di verità in un'esistenza di finzione. Vogler si muove nel torrente del tempo con disinvoltura e leggerezza, analizzando il sentimento dell'amore, della gelosia, dell'attrazione, del gioco teatrale, senza retorica e con semplicità disarmante. L'ingresso sulla scena di Rakel, attrice di mezza età, introduce altri temi bergmaniani di straordinaria pregnanza: la percezione del tempo, la paura della vecchiaia, la straordinaria fragilità dell'animo femminile che si risolve in patologia pura, in ansia da prestazione, in senso di inadeguatezza e nevrosi. Quella di Rakel è una figura che si muove sul filo del rasoio, un'artista distrutta dal suo stesso talento, una scorticata viva.
In "Dopo la prova" Bergman non crea nemmeno più "personaggi", ma linguaggi, funzioni emotive, "contenitori" di fragilità, ansie e paure, donne e uomini reali che non riescono più a convivere con le menzogne, con i compromessi della vita borghese, vecchi-bambini che rischiano la vita, perdono l'equilibrio e cadono a terra in preda ad un ossessivo bisogno di verità, di un senso possibile, di un segno, un gesto, un respiro che dia un significato alle loro piccole vite.
12.2.19
 

Who is the king

Teatro Vascello 22 gennaio 2019
Teatro Franco Parenti - La Pirandelliana - Marche Teatro
WHO IS THE KING
da William Shakespeare, la serie
Episodi 1 e 2 da Riccardo II-Enrico IV parte prima, di W. Shakespeare
drammaturgia e regia Lino Musella, Paolo Mazzarelli
con Massimo Foschi, Marco Foschi, Annibale Pavone, Valerio Santoro, Gennaro Di Biase, Alberto Paradossi, Laura Graziosi, Giulia Salvarani, Paolo Mazzarelli, Lino Musella
luci Pietro Sperduti
scene Paola Castrignanò
musiche Luca Canciello
costumi Marta Genovese

Negli ultimi 15 anni le serie TV hanno sconvolto, rinnovato, vivificato il concetto universale di narrazione, abituando il pubblico di tutto il mondo ad entrare nelle grandi storie episodio dopo episodio, passo dopo passo, personaggio dopo personaggio. Ma la serialità, in narrativa come in teatro, non è una novità del nostro tempo.

Studiando l'opera teatrale di un certo William Shakespeare, ci siamo resi conto che il grande genio inglese, nell'arco della sua sconfinata produzione, ha saputo dar vita a qualcosa di realmente impressionante: egli ha infatti messo insieme una sequenza di otto opere (RICCARDO II, ENRICO IV parte I e II, ENRICO V, ENRICO VI parte I, II, III, RICCARDO III) che, messe in quest'ordine, raccontano poco più di un secolo della storia d'Inghilterra (dal 1370 al 1490 circa), precorrendo in modo geniale e sconvolgente esattamente i meccanismi narrativi delle migliori serie TV contemporanee. Messi l'uno dopo l'altro, gli otto drammi storici che vanno da Riccardo II a Riccardo III, si rivelano una grande saga di sconvolgente potenza e di inquietante attualità, una saga che indaga in particolare il rapporto fra uomo e potere, una saga nella quale ogni personaggio viene presentato prima giovane, poi uomo, infine anziano, per poi lasciare il testimone ad un nuovo carattere, che a sua volta attraversa tutte le fasi della vita, va incontro alla morte, lascia il campo ad un nuovo protagonista. Il tutto in un doppio arco narrativo (se fosse una serie TV, diremmo che sono due stagioni perfette) che, partendo dal crollo mistico di Riccardo II, sale su, fino alle vette eroiche di Enrico V, per poi precipitare giù, attraverso gli intrighi dell'Enrico VI, fino all'inferno di Riccardo III. Padri e figli, fratelli e zii, re e regine, ribelli e sudditi, personaggi di corte e viziosi impenitenti, formano tutti insieme un grande quadro che ritrae -a metà fra storia e poesia - l'abbraccio letale che da sempre vede le migliori qualità umane soffocare tra le braccia del potere. WHO IS THE KING Da William Shakespeare -la serie, si propone di adattare, tradurre, ridurre, mettere in scena le otto opere di Shakespeare trasformandole in quattro grandi spettacoli, da presentare nel corso di due triennalità. Gli episodi 1 e 2, che coprono gli eventi narrati in Riccardo II ed Enrico IV parte prima, sono l'inizio di questo grande viaggio.

12.2.19
 

I due Gentiluomini

Teatro Tordinona 2 febbraio 2019

I DUE GENTILUOMINI DI VERONA

Adattamento e Regia: Ilario Crudetti
Aiuto Regia: Ilaria Mariotti
Con:
Luca Avallone
Chiara Bonome
Andrea Carpiceci
Ilario Crudetti
Chiara David
Emiliano Pandolfi
Simone Ruggiero
Voce: Marco Simeoli
Musica dal vivo: Valeria Modica e Gianfranco Giufà Galati
Disegno luci: Valerio Camelin
Scene: Elena Baciorri
Costumi: Giulia Pagliarulo
Grafica: Studio Akhu
Drakkar - Arti Sceniche

SINOSSI
1918. Da quando i tuoni dei cannoni e i fischi assordanti delle mine della prima guerra mondiale hanno cessato di urlare, un gruppo di anime vagano nell'eterno flusso dell'amore che non hanno potuto vivere. Valentino e Proteo sono uniti da fraterna amicizia ma divisi dalla passione per la stessa donna, Silvia, la figlia del duca di Milano. Valentino è un vero gentiluomo, Proteo, invece, per conquistare l’amata, non esita a tradire l’antico patto di lealtà con l’amico e a rinnegare le promesse di fedeltà fatte a un’altra donna, Giulia, cui è da tempo legato. Il travestimento da uomo della fidanzata tradita e molte trame secondarie complicano l’azione della commedia fino al lieto fine nel quale l'amore e l'amicizia ritrovata riporteranno pace e armonia.

NOTE DI REGIA
In questo adattamento di una delle prime opere di Shakespeare, un cannone dei primi del Novecento è il luogo dell’anima intorno al quale si riuniscono personaggi che sognano il degno finale di una storia d'amore che li renda finalmente liberi. Ognuno di loro, tutti antesignani dei più celebri protagonisti delle opere successive del Bardo, ha il suo tratto particolare e straordinario: un cane invisibile, una velocità fuori dai limiti fisici, una personalità doppia.
Lo spettacolo affonda le sue radici nei canoni classici della commedia romantica, e ha il ritmo, allo stesso tempo allegro e malinconico, dettato dell'accompagnamento musicale dal vivo di canzoni popolari italiane del nord e del sud.

10.2.19
 

Mad Love Circus


Teatro Tordinona 28 Gennaio 2019
MAD LOVE CIRCUS

Regia Giorgia Filanti, con (in O.A.): Barbara Abbondanza, Rocco Ciarmoli, Giorgia Filanti, Fefo Forconi, Livia Ghizzoni, Serafino Iorli, Francesca la Scala, Raffaele Risoli.

"1 demiurgo, 1 ballerina,1 fantasista, 1 comico,1 musicista rock and roll,1 poetessa rock and roll, 1 cantastorie e 1 poetessa si esibiranno in un circo di amore.. tenerezza diversità, follia, solitudine.... quindi vita! Dove il circo, non è un circo... fatto di clown, tendoni a strisce acrobati... nasi rossi, ma rappresenta il "circo" della natura umana : anche gli outsiders, i pazzi, i diversi, coloro che hanno sofferto e che guardano senza inganno ,hanno voce e dietro ad un sorriso o una lacrima sono liberi di esprimere "poesia"
MAD LOVE CIRCUS vi farà tornare bambini, vi farà essere veri, vi farà sorridere e sospirare e vi darà un cazzotto nello stomaco!

2.2.19
 

ESSE 26Gen


Teatro Tordinona 26 Gennaio 2019
ESSE
Di Massimiliano Bruno
Regia di Duccio Camerini
Con: Umberta Coglio, Giorgia Conteduca, Erika D’ambrosio, Martina Galasso, David Marzullo, Roberto Mercurio, Maria Antonietta Monacelli, Francesca Pettinelli, Davide Semilia.
Musiche di Adriano Russo

2.2.19
 

ESSE 25Gen

Teatro Tordinona 25 Gennaio 2019
ESSE
Di Massimiliano Bruno
Regia di Duccio Camerini
Con: Alberto Bucco, Germana Cifani, Carlo Coculo, Dario Di Luccio, Rocco Dragone, Roberta Lionetti, Antonella Marino, David Marzullo, Maria Antonietta Monacelli, Giuseppe Morrone, Marco Mosca, Monia Rosa, Martina Zuccarello.
Musiche di Adriano Russo

29.1.19
 

Teoria del Cracker

Tuttoteatro.com
1998 – 2018
20 anni di promozione delle arti sceniche con la prima rivista italiana online di informazione e critica teatrale Tuttoteatro.com, i Premi intitolati a Dante Cappelletti e a Renato Nicolini. Per festeggiare i venti anni di attività arriva il nuovo Premio dedicato ai teaser teatrali.

Teatro Tordinona 29 dicembre 2018
TEORIA DEL CRACKER
di e con: Daniele Aureliv primo spettatore: Massimiliano Burini
dramaturg: Giusi De Santis
assistenza al lavoro: Amedeo Carlo Capitanelli e Matteo Svolacchia
cura del suono: Nicola “Fumo” Frattegiani
luci: Christian Sorci
drammaturgia e regia: Daniele Aureli
con il sostegno di: Fontemaggiore - Centro di produzione, Corsia Of - Centro di Creazione Contemporanea, Spazio Zut, Teatro Thesorieri di Cannara
spettacolo vincitore premio Giuria Popolare Tuttoteatro.com Dante Cappelletti 2017
“Quando mastichiamo un Cracker, il rumore che percepiamo dentro di noi è maggiore rispetto al rumore che sentono le persone che ci sono accanto.
E così quando proviamo dolore.”
Teoria del Cracker
La Teoria del Cracker è un respiro.
È l'ultimo respiro di una persona che lascia, nell'eco del suo dolore, uno spiraglio di scrittura che diviene un inno alla vita, rabbia e poesia.
La cellula impazzisce, il corpo si fa esile, la mente rimane abbastanza lucida, ma gli occhi piangono e i denti si stringono. E la gente attorno vive. Alcuni più, altri meno.
Un effetto domino che colpisce un intero paese. C'è chi si dispera, chi resta indifferente; chi compra fiori e chi si nasconde dietro i vetri di una finestra. Alcuni rimangono di notte a parlare mentre preparano una caffettiera da dodici.
Un cane abbaia.
L'aria brucia.
In lontananza si vede salire un fumo provenire da una specie di camino, grande, enorme. Da bianco a grigio tutto cambia colore.
“Chi se ne frega dell’amianto, tanto la malattia arriva dopo trent’anni”
(Intercettazione di un dirigente X – 19 gennaio 2017)
“Hai saputo di quella ragazza? Che peccato proprio a lei, così giovane.”
(Intercettazione notturna in casa di due pettegole del paese)
La ricerca drammaturgica è strutturata come un corpo.
Un corpo studiato, modificato, sezionato e diviso. Che si è trasformato, che si è lasciato andare; che non sorregge più i pensieri e le volontà. Un corpo che si è fatto esile e leggero, che diventa la testimonianza del tempo che scorre dall’inizio di un sintomo sino alla fine dell’ultimo respiro. Tre anni circa. La ricerca è suddivisa in più linee. Tutte parallele. E queste linee di attenzione costruiscono e sorreggono lo scheletro di questo lavoro, che prende vita attraverso le parole dei protagonisti e attraverso gli occhi degli spettatori.
Testa | Il Ministero della Salute ha stilato una mappa delle zone della penisola italiana più esposte all’inquinamento e al rischio tumorale. In tutto sono quarantaquattro le aree inquinate oltre ogni limite di legge. Piombo, cromo, nichel, benzene, idrocarburi policiclici aromatici, ed altre sostanze dai nomi strani e dalle conseguenze impreviste, o probabilmente previste. Stomaco | Un suono, un grido, una luce, una corsa. Stop. Un respiro, le campane, un respiro, non è colpa di nessuno, un respiro, qualcosa si spezza. Stop. Da bianco a grigio. Tutto cambia colore. Negli alveoli, nella gola, nel culo. Vuoto. Ingoiare parole. Pausa. Una crepa. Datemi il sole. E la musica. Voglio un po’ di musica.
Cuore | “Quando mastichiamo un Cracker, il rumore che percepiamo dentro di noi è maggiore rispetto al rumore che sentono le persone che ci sono accanto.”
Ossa | Andiamo avanti, fino a quando qualcosa accade. E quando accade è troppo tardi. E quando accade, speri che non accada anche a te.

29.1.19
 

Er naso de Gogolle

Teatro della Cometa 15 gennaio 2019
Francesco Acquaroli in
ER NASO DE GOGOLLE
testo e regia Pierpaolo Palladino
da Nicolaj Gogol
musiche originali Pino Cangialosi
suonate dal vivo da Flavio Cangialosi tastiere, chitarra e percussioni
e Livia Cangialosi voce e fiati
scena, costumi, disegno luci, aiuto regia Alessia Sambrini

Francesco Acquaroli, dopo il boss Samurai di Suburra e Sebastiano, l'amico fuorilegge del vice questore Rocco Schiavone, decide di "rovinarsi" la reputazione di duro della mala romana interpretando un personaggio farsesco e paradossale che si ispira al famoso racconto di Nicolaj Gogol. In questo divertente spettacolo il protagonista si risveglia all'improvviso senza naso, ma la sua unica preoccupazione di aver perso anche la rispettabilità nella buona società che frequenta. "Un omo senza naso che omo è?" Con vittimismo fantozziano si lancia dunque all'inseguimento del suo Naso che fugge in città vestito da cardinale, ma è inseguito a sua volta dal suo stesso pregiudizio sociale, perché "a un omo timorato nun gliè capitano 'ste cose!".
A inseguire le sue gesta in scena due giovani polistrumentisti con sonorità acustiche ed elettroniche, che accompagnano narrativamente e musicalmente l'intera vicenda grazie alle musiche di Pino Cangialosi. Una riscrittura in romanesco colto di un classico gogoliano con cui l'autore Pierpaolo Palladino narra le ansie dell'abate Corvallone, alter ego del Kovalòv gogoliano, nella Roma del Papa Re, specchio di un mondo analogo al nostro, in cui la forma e il buon nome in società sono l'essenza stessa dell'uomo.

Nicolaj Gogol fu amante e conoscitore di Roma, dove abitò nel 1836, conobbe il Belli e scrisse buona parte del suo "Le anime Morte". L'ambientazione romana e in un romanesco colto ben si presta a raccontare le ansie dell'abate Corvallone, alter ego del Kovalòv gogoliano, che si agita alla ricerca del suo naso fuggito all'improvviso per girare libero in città. Le musiche eseguite dal vivo accompagnano narrativamente e musicalmente le gesta dell'abate. La curia vaticana sostituisce infine l'analoga burocrazia zarista, in un mondo in cui la forma e il buon nome in società sono l'essenza stessa dell'uomo.
Aggiungo infine che questo spettacolo si inserisce in una personale ricerca nel solco di una drammaturgia contemporanea dialettale (come altri autori di ogni regione italiana che dagli anni ottanta sono stati protagonisti del rinnovamento drammaturgico nazionale) che segue i miei precedenti testi "Il Pellegrino", "L'albergo Rosso", "La battaglia di Roma" ed "Il Cappello del Papa".
Pierpaolo Palladino

La scelta condivisa con Palladino di affidare l'interpretazione musicale a due polistrumentisti in scena, permette una narrazione sonora ricca di elementi colti e popolari, con strumenti come il corno, il contrabbasso e la chitarra, già in uso all'epoca di Gogol. Le musiche di scena di "Er Naso", in analogia alle musiche de "Il Pellegrino" e "La Battaglia di Roma" di Pierpaolo Palladino, sono dunque concepite in forma di melologo, genere musicale che unisce la musica con il parlato.
Pino Cangialosi

18.1.19
 

Branchiamo?

Teatro Tordinona 4 Gennaio 2019
BRANCHIAMO?
Scritto e diretto da Anna Fraioli
Con la Compagnia de La Bottega dell’attore:
Alessandro Arseni, Anna Malloni, Elisabetta Baldi, Elisabetta Madau, Laura De Santis, Lorenzo Sanna, Luca Menenti, Marco Tavani, Raffaella Ariganello, Roberto Guadagnoli, Saverio Mattei, Tiziano D’Adamo.

Cosa ti può succedere quando, dopo tanti anni e tanta vita vissuta insieme, vedi tuo marito che si avvicina a te, ti stringe forte e mentre ti bacia appassionatamente ti dice: “Amore preparati. Ho prenotato nel ristorante più romantico della città”?

Che ti svegli! Ecco cosa ti può succedere!
Oh mamma! Dove sono? Che ora è? Chi diamine è quell'estraneo dal bizzarro linguaggio mugugnante che mi circola dentro casa in mutande? Ma dove sta quel ragazzo che ho conosciuto un tempo? Ma sì! Quello che sta nella foto sul comodino? E…fermi tutti! Chi è quella donna che vedo nello specchio? Non posso essere io! No, non è possibile, io non metterei mai quella vestaglietta a pois che sembra uscita dall'armadio di mia nonna! Marrone! Ho sempre odiato il marrone. E i pois! Menomale che ci sono le amiche. Loro sanno sempre come aiutarti. Sempre. Loro non hanno problemi con gli uomini. Mai. Quasi mai. Sempre! Sono spacciata.

Ma la Vita riserva sempre qualche sorpresa. Non si sa bene come faccia, ne ha di fantasia. Forse mette insieme a caso gli ingredienti che si trova davanti: magari un marito distratto e una moglie delusa. Un nonno all'antica e due nipoti che da anni frequentano il quinto liceo. Una donna perennemente inquieta, una irrimediabilmente affetta da dissacrante cinismo, una impiegata pettegola, un avvocato marpione affetto dall’ars oratoria, un barista psicologo e una astrologa esperta. Poi mescola, mescola, mescola e lascia decantare tutto fino a farlo esplodere nel momento più serio della vita di ogni tifoso: il Derby della Capitale!

E all'improvviso tutto prende forma e diventa Felicità

13.1.19
 

Evento speciale Paolo Poli

Foyer del Teatro Valle, 10 novembre 2018
Evento speciale
Santa Rita and the Spiders from Mars
reading tra Paolo Poli e David Bowie
a cura e con Marco Cavalcoli

Un reading a partire da testi di Paolo Poli e David Bowie. Due personaggi istrionici, due artisti che hanno saputo, nei rispettivi ambiti, inventare nuove forme e nuove direzioni artistiche in un costante trasformismo in grado di ridisegnare il tempo vissuto. In una sorta di intervista/dialogo impossibile tra Paolo Poli e David Bowie, incastonata in una ipotetica trasmissione radiofonica o televisiva, la serata rivela l’anima, il carattere, l’unicità e la radicalità artistica di due inventori che hanno lasciato un segno anticipatore sui tempi presenti e futuri. I due artisti rivivono in scena attraverso l’impronta stampata in eterodirezione sull’attore Marco Cavalcoli, che riceve in cuffia le voci dei due artisti e ne restituisce la presenza vibratile.

8.1.19
 

Paolo Poli è.....

Teatro Valle 10 Novembre 2018
PAOLO POLI è ...
Mostra multimediale su Paolo Poli
a cura di Andrea Farri e Rodolfo di Giammarco
Il genio, la storia e l’arte di Paolo Poli in mostra negli spazi del Teatro Valle. Un percorso visivo lungo oltre sessant’anni di carriera teatrale dell’artista testimoniato dalla grande quantità di oggetti, video, bozzetti, scenografie. Una mostra-album, e non semplicemente una “mostra”, nella quale calarsi dal vivo e che consente ai visitatori di sfogliare le pagine di vita dell’amato Poli attraverso 40 monitor allestiti in sala, uno per ogni spettacolo che ha realizzato (dal 1950 al 2014), in una carrellata storica che copre 64 anni di progetti e attività teatrale. Sugli schermi scorrono loop di immagini, video, bozzetti di scene di Eugenio Guglielminetti, Anna Anni, Aldo Buti; bozzetti di costumi di Santuzza Calì, Danda Ortona; locandine e poster; le scenografie realizzate da Lele Luzzati sono collocate sul palcoscenico, mentre i costumi sono installati in alcuni palchi di primo ordine; infine nel foyer il pubblico può leggere su un video wall i 568 appellativi con cui la stampa ha descritto Poli, tutt’ora a rappresentare le facce multiformi del suo essere artista a tutto tondo.
il teatro di Roma e i curatori ringraziano la Sartoria Farani per l'amichevole messa a disposizione dei costumi di Santuzza Calì

8.1.19
 

Misteria Vulcanorum

Teatro Tordinona 27 Dicembre 2018
MISTERIA VULCANORUM
Verso la terra mia prima, verso sud migrai là dove il rosmarino fiorisce e dove l'acqua ancora scorre dalle sorgenti, frutti d'ombra cadono dai muri, luce di luna imbianca la casa, e cenere di crateri ormai freddi trasportano vento di mare nelle stanze. Queste parole rappresentano il nostro vissuto e il vivere ancora oggi in questa Terra Prima, laddove la processione si allontana e fa spazio al tempo e al mondo interiore, noi diamo spazio alle preghiere, alle invocazioni, ai canti, alla musica. Un gruppo di suonatori e cantanti, che per tutto lo spettacolo non si limiteranno a proporci una serie di brani natalizi (spesso tanto belli e suggestivi quanto poco conosciuti), ma ci racconteranno anche il loro rapporto con il Natale, con la tradizione, la devozione e soprattutto con la musica popolare che a questa straordinaria Festa fa riferimento.
Chest'è 'a vita 'a storia 'a museca che noi vi proponiamo.

Organico
Nando Citarella: voce-chitarra battente-armonium portativo, tammorra
Gabriella Aiello: voce, kalimba, tammorra
Carlo "Olaf" Cossu: violino d'amore
Eleonora Pariante: voce recitante
con a volte ma non sempre
CYMBALUS & EQUIVOX ENSEMBLE voci e tamburi
Una produzione Compagnia "La Paranza" Associazione Culturale

5.1.19
 
 
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