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I AM WITHOUT

Angelo Mai 7 Giugno 2018
Rassegna Tropici / Gli spazi sconfinati della danza contemporanea

I AM WITHOUT (special preview)
Di Dewey Dell

Ogni tanto può succedere di imbattersi in qualcosa che avvertiamo come ‘troppo’, che facciamo fatica a sostenere con lo sguardo o con l’udito. Il linguaggio ci risulta talmente povero da gonfiare un’ombra tra noi e quello che accade: ci sentiamo soli anche se circondati da altre persone. In questa solitudine - ombra irrisolvibile - si attiva una reazione potente: la capacità di diventare la difesa e il conforto di cui si ha bisogno.
20.6.18
 

Chi ti manca?

Angelo Mai 8 Giugno 2018
Rassegna Tropici / Gli spazi sconfinati della danza contemporanea
Chi ti manca?
Filippo Riniolo, La forma del pathos
20.6.18
 

Back to the yellow

Angelo Mai 8 Giugno 2018
Rassegna Tropici / Gli spazi sconfinati della danza contemporanea
Back to the Yellow
Marina Giovannini
20.6.18
 

PA.KO DOBLE – TROPICANA RESORT

Angelo Mai 8 Giugno 2018
Rassegna Tropici / Gli spazi sconfinati della danza contemporanea

PA.KO DOBLE – TROPICANA RESORT
Paola Stella Minni & Kostantinos Rizo

"PA.KO doble è un gioco di parole e un sorriso autoironico: un passo a due creato a partire da un archivio di gesti, intuizioni, dialoghi, ossessioni. Quello che la nostra relazione artistica al momento può rigurgitare, nonostante noi, è un universo ambiguo di figure, trasformazioni e durate che lascia trasparire un'interrogazione esistenziale sul senso dell'esserci e del tempo. PA.KO doble incontra Tropici al Tropicana Resort."
20.6.18
 

Merende ai tropici

Angelo Mai 7 – 9 Giugno 2018
Rassegna Tropici / Gli spazi sconfinati della danza contemporanea

MERENDE ai TROPICI

Di ritorno da Berlino, è ora il momento di partire per i Tropici.

In occasione di Tropici / Gli spazi sconfinati della danza contemporanea, Palomatooth & Bunny Dakota aka Industria Indipendente vogliono offrirvi una merenda che apra un varco spazio temporale e ci porti lontano da qui; vogliono farvi attraversare uno spazio comodo, togliervi le scarpe e accompagnavi in un luogo fresco e soleggiato.

Durante la nostra residenza presso l'ITZ Interkulturelle Theaterzentrum Berlin abbiamo sperimentato un processo di lavoro basato sull'esplorazione del territorio urbano e sulla sua trasfigurazione attraverso una pratica di "drammaturgia urbana", in cui il punto di partenza e di arrivo sono state le identità lì presenti e la nostra relazione con queste. A partire dal vissuto delle persone abbiamo riscritto lo spazio, per poi donare loro una "merenda", un'oasi nell'oasi, uno spazio in cui mangiare, rinfrescarsi, ballare, leggere, tatuarsi, travestirsi.

Se il triangolo di Rixdorf, Neukölln, era l'ecosistema di cui proteggere la biodiversità, ora lo spazio di cui prendersi cura è l'Angelo Mai.

Il giardino dell’ANGELO MAI è una riserva naturale che mantiene le biodiversità, dove ci si può rifugiare dopo un lungo cammino e incontrare di-verse specie animali e vegetali. In questa oasi naturale sarà possibile sdraiarsi, prendere il sole, muovere i fianchi e perdere tempo, avvistare puma e iguane, essere punti da una vespula germanica e dover correre al riparo dalla prossima onda anomala.
Durante i tre giorni delle merende sarà possibile per gli ospiti ricevere massaggi, passeggiare accompagnati fuori dalla riserva, ballare marimbo fino a perdere il fiato, leggere indisturbati, conoscere e interagire con nuove specie, spogliarsi, essere liberi.

PERSONAE

PALOMA TOOTH
È bionda e millanta un’origine africana. Il suo corpo è formato da tracce disegnate, dipinte, scolpite. Ha fretta, si comporta in maniera spesso confondente, ambigua, scomposta. Vuole tutto e sempre. Vuole sbocciare.
Alle merende nella riserva naturale dell’Angelo Mai offre: TATUAGGI

TUNA ROARRR
Ha gli occhi grandi che somigliano alle profondità dell’Oceano. Solca il campo di gioco scartando gli avversari. È pieno di ossigeno nei polmoni, per questo non sa prendere fiato. Segno particolare: sul fianco destro porta una piccola palma tatutagli da Paloma Thooth. Alle merende nella riserva naturale dell’Angelo Mai offre: CONSULENZE PER REDIGERE PENSIERI ( PROGETTI/MAIL/WHATS APP/ SMS)

MAGNETIC WITCH
Ha avuto 15 vite da cui è rinata 14 volte. Ora sta vivendo la 15esima. La sua sapienza mescola alchimia, sciamanesimo, scienze anatomico-osteopatiche e una spiccata capacità di intravedere la seconda pelle degli altri.
Alle merende nella riserva naturale dell’Angelo Mai offre: CONSULTI E TRATTAMENTI PER MENTE, CORPO E SPIRITO

TUNDRA JOLAõ
Ha visto l’indicibile e conosciuto gli abissi da cui è impossibile tornare. Lui è tornato. Spesso tace guardandoti dritto negli occhi. La sua voce riscalda i venti del nord.
Alle merende nella riserva dell’Angelo Mai offre: SILENZIO E CANTO

TEKNO FLAMINGO
La sua weltanschauung ha creato un linguaggio funzionale fatto di gong, makumbe e beffe utilizzato da buona parte della comunità. Nata da un quadro fiammingo del XV secolo, è Reina dei bpm ad alte frequenze in cui si muove tremando. Corre/nuota/respira/suona/riposa. Non si ferma.
Alle merende nella riserva dell’Angelo Mai offre: PEPPINI (PASSEGGIATE NELLA RISERVA) E SELEZIONI MUSICALI (EXOTICA)

VELVET ORAYO
È nata atopica ed è condannata per natura a non scegliere mai davvero. Per sopravvivere ha escogitato la tecnica della dissoluzione degli interstizi grazie alla quale ha assunto una consistenza vellutata, da accarezzare.
Alle merende nella riserva dell’Angelo Mai offre: ACCOGLIENZA, CHIACCHIERE, MAGIC POISONS

NINO AXOLOTL
Chi ha la fortuna di imbattersi in lui non può smettere di ascoltarlo e stargli accanto. Il suo giovane sguardo allegro e malinconico allo stesso tempo somiglia a quello dei più grandi filosofi. Quando si tira indietro i capelli si capovolgono i poli. Alle merende nella riserva dell’Angelo Mai offre: NON SOLO GIOCHI DI PRESTIGIO

MYMER THE SIREN/ BLACK MARLEIA
La delicatezza di Mymer The Siren è direttamente proporzionale al suo esplodere. Mette tutto a soqquadro per poi ricostruire fondamenta spesse e invalicabili. Ricorda e dimentica. Dalle profondità marine le piace osservare gli stormi scomparire.
Quando Black Marleia ha un’ossessione la sua voce non smette di gridare e i suoi passi non possono placarsi. Quando Black Marleia si perde negli occhi di qualcun altro è pronta al contrasto e non crede al potere della consolazioni.
Alle merende nella riserva dell’Angelo Mai offrono: MORE THAN NAILS (MANICURE)

BUNNY DAKOTA
Sacerdotessa delle lingue sacre e sconosciute. Il suo sexy aspetto è lo specchietto per le allodole con cui mette alla prova lo spirito degli avventurieri. Il suo alfabeto flexa su ogni tipo di argomento, dalle pieghe del collo di dinosauri estinti alle torsioni muscolari.
Alle merende nella riserva dell’Angelo Mai offre: SELEZIONI MUSICALI (TURKISH DELIGHT/VODOO BEATS)

POISON D. + PAMPA PRINCE
Gustavo Roll è il mentore di Poison D. e ne ripete spesso le aberrazioni. Le sue piccole mani trasfigurano immagini in cui non ti vorresti mai augurare di esistere. Pampa Prince è qui da milioni di anni. Mangia fiori di shigrapishcu per guarire dalla forza gravitazionale. Ha un profumo che ti percuote lo stomaco.
Alle merende nella riserva dell’Angelo Mai offrono: IMMAGINI DI POISON D. SU CUCITO DI PAMPA PRINCE

PROGRAMMA
Resident: Bunny Dakota, Paloma Tooth, Velvet Orayo, Magnetic Witch, Poison d+Pampa Prince
// 7 GIUGNO // resident + guests: Axolotl Nino, Tekno Flamingo+Tundra Jolaõ, Tuna Roarrr
// 8 GIUGNO // resident + guest: Jennifer Beals presenta: Melting Pot con Marco Torrice
// 9 GIUGNO // Roma Pride itinerario:
h 15 partenza Piazza della Repubblica con QueerPride di Roma 2018 con deviazione alla riserva dell’Angelo mai (h 18 e 30) per l’ultima merenda ai Tropici + guest_ Mymer The Siren

BIO
Erika Z.Galli e Martina Ruggeri si incontrano artisticamente nel 2005 dando vita al progetto Industria Indipendente, collettivo di ricerca dedito alle arti performative e visive. Alcuni dei loro testi sono stati pubblicati a Settembre dalla casa editrice Cue Press e tradotti in francese. Hanno partecipato a numerosi festival tra cui: Short Theatre, Inequilibrio, Tramedautore e Romaeuropa Festival.
Fanno parte del progetto Fabulamundi-Playwriting Europe.
20.6.18
 

Azioni per Wonder and – MANDALA

Angelo Mai 7 Giugno 2018
Rassegna Tropici / Gli spazi sconfinati della danza contemporanea

Azioni per Wonder(l)and – MANDALA (15’)

Con Simona Bertozzi e Mandaakhai Daansuren
20.6.18
 

Sapiens Sapiens Sapiens

Angelo Mai 7 Giugno 2018
Rassegna Tropici / Gli spazi sconfinati della danza contemporanea

Sapiens sapiens Sapiens
A cura di Loredana Tarnovschi
Ideazione, coreografia e danza: Flora Orciari, Francesca Siracusa, Loredana Tarnovschi
Supporto coreografico: Erica Meucci, Cecilia Tragni, Sabrina Fraternali
Supporto drammaturgico: Gabriele Albanese Gerets
Musica dal vivo: Simone Faraci
Produzione: Ariella Vidach- Aiep
Compagnia Laagam

Il progetto Sapiens Sapiens Sapiens nasce dall'intenzione di tre danzatrici e un compositore di trovare un modo di vivere la dimensione performativa e scenica in cui il corpo e il suono possono fare da tramite visibile e tangibile e dunque da anello di congiunzione tra il reale e il virtuale. Il lavoro parte da una ricerca sullo sguardo come motore di movimento, come condizione indispensabile per dispiegare dinamiche individuali, spaziali e collettive. Il corpo diventa strumento istintivo e animale che attraverso la deformazione ritmica e architettonica dell'ambiente in cui è immerso esplora differenti identità, e che pur rimanendo in una sfera privata e personale si affaccia verso un luogo condiviso e in continuo mutamento. Il danzatore, muovendosi in una griglia virtuale, crea un percorso del reale aprendo paesaggi e immaginari inesplorati, mostrando parti di sé disseminate e incarnate da ciò che è altro da sé.
19.6.18
 

Willy Willy

Angelo Mai 7 Giugno 2018
Rassegna Tropici / Gli spazi sconfinati della danza contemporanea

Willy Willy

Di e con
Biagio Caravano
Daniela Cattivelli
Gruppo Sigourney Weaver

WILLY-WILLY è un atto performativo, fisico e sonoro e sviluppa l’idea di un’ipotetica palestra frequentata da atleti con una propensione verso una visione sbilenca del corpo. Una geometria instabile che presuppone la possibilità di un crollo in molteplici direzioni. Il lavoro prende ispirazione da un forte vento caratteristico dei territori desertici, il cui passaggio da luogo ad un bizzarro fenomeno conosciuto come DUST DEVILS: coni di sabbia e polvere che si alzano verso il cielo.

Sigourney Weaver lavora sulla stratificazione del suono che prende forma da una partitura di gesti/azioni a sostegno di una spessa griglia ritmica. Un'azione sonora che coglie come pretesto le regole di un gioco, lo spirito di una partita, la condotta e dislocazione fisica di due giocatori, per creare un evento sonoro e visivo che tende alla rottura e rifugge lo stazionario, definendo una zona di non riposo e di continui spostamenti. Gesti concreti come girare una manopola, premere un pulsante o far scorrere un fader performano gli immaginari suscitati da due bizzarri piloti del suono, evocando la gestualità del giocatore di ping pong e l'attitudine del 'classico' dj. Il performer ha l'obbligo di una estrema vigilanza. Come un dj deve mantenere costante il livello del ritmo sul dance floor; come in un match di ping pong deve reagire velocemente alle mosse dell'avversario.
Sigourney Weaver è un duo di recente formazione costituito da Daniela Cattivelli e Biagio Caravano. Singolarmente sono presenti sulla scena artistica italiana e internazionale da anni con vari progetti.
19.6.18
 

No Title Yet

Angelo Mai 9 Giugno 2018
Rassegna Tropici / Gli spazi sconfinati della danza contemporanea

NO TITLE YET

Kinkaleri/Jacopo Benassi

Il progetto di Kinkaleri in collaborazione con il fotografo Jacopo Benassi, indaga la dinamica della percezione usando la performance come elemento di condivisione e dilatazione di uno spazio/tempo. Un movimento circolare che mette in tensione tutti i componenti di un ambiente, dove pubblico e performer dialogano sullo stesso piano, ognuno sotto gli occhi dell'altro, dove i flash fotografici diventano una punteggiatura visiva di azioni condivise. Corde individuali e collettive vengono toccate simultaneamente; qualcosa accade e a ognuno è mostrata la responsabilità della propria presenza dislocata su più livelli. La performance ha un titolo: No Title Yet.
19.6.18
 

Uscita N.7, Adagio

Angelo Mai 7 Giugno 2018
Rassegna Tropici / Gli spazi sconfinati della danza contemporanea

USCITA N. 7, ADAGIO
di Pavel und Pawel
L’uscita n. 7 di Pawel und Pavel è una coreografia per un gruppo di performer polacchi, movimento a sciame in relazione a due oggetti luminosi posti a pavimento. Sullo sfondo, tracce audio con sonori d’ambiente aprono a una dimensione di lento consumo. Modesta è l’interazione, minimo l’accadimento.
19.6.18
 

Voci dal cortile

Teatro Lo Spazio DALL'8 AL 13 MAGGIO 2018
VOCI DAL CORTILE
Regia
Enrico Maria Lamanna
Assistenti alla regia
Cecilia Guzzardi,Vladimiro Randazzo
Con
Brenno Placido
Elisabetta Mirra
Federico Lepera
Jacopo Carta
Matteo Bossoletti
Scena Chiara Paramatti
Costumi Teresa Acone
Musiche Francesco Verdinelli
Disegno luci Stefano Pirandello
Nell'estate dell'86 una violenza orrenda, dolorosa fu perpetrata a Hibbutz Shomrat nel nord israele. L'intero paese fu scioccato....7 ragazzi di circa 17 anni ripetutamente stuprarono una ragazza di 14 anni abusandone sia fisicamente che psicologicamente. Questo tragico e vergognoso fatto fu ispirazione per per il più famoso e il più grande successo teatrale mai scritto nella drammaturgia israelita. Un testo che non solo denuncia la violenza in se ma pone a confronto uomo/donna donna/uomo amico/amica essere umano/ solitudine...vita Oggi in Italia raccontiamo questa storia. 5 Attori che hanno dai 24 ai 28 anni, interpretano il momento e il dopo di una violenza tra rumori notturni, altalene, palloni, giochi di ragazzi violati sotto una luna piena di sangue. E a sorpresa i ragazzi e la ragazza diventano gli avvocati, la difesa, l'accusa del giorno dopo...e un altalena vuota dondola sola, fa un rumore...come un lamento infinito in cerca di un perché.
19.6.18
 

Per Tonos

Angelo Mai 7 Giugno 2018
Rassegna Tropici / Gli spazi sconfinati della danza contemporanea

PER TONOS
Di Camilla Monga

“Il fenomeno dello Strano Anello consiste nel fatto di ritrovarsi inaspettatamente, salendo e scendendo lungo i gradini di qualche sistema gerarchico, al punto di partenza”. PER TONOS interpreta il fenomeno degli Strani Anelli descritto da D. Hofstadter, come una linea di congiunzione che unisce le geometrie di M.C. Escher ai canoni virtuosissimi di J. S. Bach. Una coreografia concepita come un labirinto senza via d'uscita, dove qualsiasi cambiamento o evoluzione riconduce sempre al punto di partenza.
19.6.18
 

Bolle di sapone

Teatro Tordinona 23 Maggio 2018
“BOLLE DI SAPONE”
di Giovanni Antonucci
Regia e interpretazione dell’Autore
protagonista di un monologo satirico su vizi e luoghi comuni del mondo di oggi. Si racconta con bonomia la tradizionale satira sociale dei vizi nella civiltà occidentale. Aristofane soprattutto ci ha lasciato commedie irresistibili su problemi che riguardano anche la società dei nostri giorni: la politica, la burocrazia, la giustizia, il costume, l’economia, la stupidità. Bolle di sapone smaschera i luoghi comuni, gli slogan, le parole d’ordine, le fake news, come si chiamano oggi, i vizi dell’Italia in cui viviamo. Lo fa con l’arma della satira, ma anche dell’ironia, supportato con le altrettante scelte musicali umoristiche a cura di Gabriele Antonucci; perchè l’autore crede, nonostante tutto, nella possibilità dell’uomo di riscattarsi. Come scrisse Ennio Flaiano: “L’uomo è un animale pensante, e quando pensa non può essere che in alto”.
4.6.18
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L'ultima notte di Mata Hari

Teatro Tordinona 23 Maggio 2018
“L’ULTIMA NOTTE DI MATA HARI”
di Anna Hurkmans, regia Daniele Derogatis
Cast: Mata Hari: Monica Salvi
Suor Leonide: Lorenza Giacometti
Custode del carcere: Marco Palange
Vadim: Stefano Dilauro
È il 1917, ancora in piena guerra mondiale. La scena si svolge nella prigione di St.Lazare, dove è prigioniera la famosa danzatrice orientale Mata Hari. All’alba ha avuto luogo l’esecuzione di Mata Hari, dopo la sua condanna a morte come spia. Suor Leonide racconta al custode il comportamento coraggioso della donna, di cui poi racconta la vita in flash-back: la difficile giovinezza, l’infelice matrimonio con un ufficiale ubriacone e violento, la tragica morte del figlio e la geniale trasfigurazione come ballerina di danze orientali di fama mondiale. Quando s’ innamora di un giovane russo che viene ferito al fronte ha bisogno di un passi per la zona di guerra. Si fa allora coinvolgere in un gioco più grande di lei, che non sa più controllare. Viene arrestata come spia. Alle autorità francesi fa comodo un capro espiatorio del genere: donna, straniera, scandalosa… Gli otto mesi di prigione e la condanna a morte hanno però cambiato profondamente una donna che sembrava solo superficiale e frivola. Adesso ha imparato ad accettare con grande coraggio e dignità un destino non meritato.
4.6.18
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Gladiatrici

Teatro Tordinona 23 Maggio 2018
“GLADIATRICI”
scritto e diretto da Lucio Castagneti
con: Roberto Alessandrini, Serena Cino, Alessandra Romano
Le due gladiatrici (Amazon e Akillia) immortalate nella famosa Stele di Alicarnasso (conservata al British Museum) prendono vita nel singolare dialogo tra loro la sera che precede il combattimento mortale nell’arena. Il lanista Rufo proprietario della palestra (ludus) dove le gladiatrici romane imparavano l’arte della “Gladiatura”, commenta e narra la conclusione: le due giovinette grazie al segno del fulmine divino furono effettivamente liberate.
4.6.18
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4014

Teatro Tordinona 24 Maggio 2018
“4014”
scritto e diretto da ALESSANDRO IORI
Con Maria Elisa Barontini, Maria Grazia Bordone e Maddalena Ferrara
Ambientato in un futuro non tanto prossimo dove i maschi si sono estinti. La Terra, popolata solo da donne, sta rischiando un conflitto tra i due popoli che la abitano, diversissimi per mentalità e cultura.
4.6.18
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Era per darti la vita

Teatro Tordinona 24 Maggio 2018
“ERA PER DARTI LA VITA”
di Carlangelo Scillama’ Chiarandà
con: Fabrizio Facchini Hamlet, Nicole Mastroianni
Regia Carlo Cianfarini
L’autore usa i fichi d’india come metafora: “Sapete come sono fatti i fichidindia? allora, fuori sono pieni di spine che non ti ci puoi nemmeno avvicinare per quanto pungono, poi, però quando sai come prenderli in mano delicatamente e sbucciarli … dentro c’hanno il sapore del Paradiso. Sicuro, così è, proprio così! …come l’amore, a volte”.
Sbatte una persiana, si sente il vento fischiare forte. Lei: non volevi, non volevi e allora, allora perché, dimmelo perché? Lui: è per questo che… quanto eri bella, bella come il fiore più bello del creato … era per darti la vita, una nuova vita, amore mio.
4.6.18
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Cinquina

Teatro Tordinona 26 Maggio 2018
“CINQUINA”
di Sara Calanna e Gioacchino Maria Spinozzi
Con Sara Calanna, Eleonora Gambelli, Silvia Lombardo, Donatella Palmieri, Ludovica Sacchet.
Regia di Sara Calanna.
Cinque singolari personaggi riuniti a formare…una pericolosa cinquina. Ciò che importa è saperli tenere a bada! Gli autori tengono a far sapere che per rendere a tutti possibile la visione del corto, nessun essere vivente, umano o animale, è stato effettivamente sacrificato.
4.6.18
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Angelica

Teatro Tordinona 25 Maggio 2018
“ANGELICA”
di Massimiliano Perrotta
Con Ornella Cerro e Roberto Pensa.
Musiche originali: Emanuele Senzacqua.
Collaborazione Artistica: Sara Nussberger
Il metaforico corto racconta l’incontro di un vecchio burbero, ed una avvenente ventenne…
4.6.18
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A short splash

Teatro Tordinona 30 Maggio 2018
“A SHORT SPLASH”
scritto diretto e interpretato da Elena Baroglio
con
Roberto Bellatalla: Contrabbasso.
Ivan macera: Percussioni.
Il titolo è la risposta alla domanda: “Cos’è che dà vita alla tua creazione?”, una risposta che viene dalle profondità della nostra storia prenatale, prefetale. Il suono della generazione. È il confine che separa e unisce realtà e potenzialità: La realtà è il terreno della regola, di ciò che è stato deciso, solido e sicuro; la potenzialità è il luogo in cui tutto può essere, dove la musica e le parole possono assumere forme e seguire direzioni inaspettate. Questa soglia elastica è l’improvvisazione, l’ambito nel quale si muoveranno i tre musicisti durante la performance.
L’’interazione seguirà l’unica linea possibile per la creazione: l’ascolto reciproco. Ci sono parole e non parole, dimensioni parallele e comuni, particolari ed universali, il ricordo di un’immersione prima ancora che qualcosa iniziasse ad esistere. Premio Luce sul Proscenio
4.6.18
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I mancati giorni

Teatro Tordinona 27 Maggio 2018
“I MANCATI GIORNI”
scritto e diretto da Gianluca Riggi.
Con Giovanni Alfieri, Riccardo Cananiello.
Una raccolta di monologhi raccontano un periodo preciso della vita di un uomo, le sue ansie, gli stati esistenziali d’angoscia alternati a stati di imbecillità, narrano gli eventi tragici della nostra storia europea e nazionale attraverso lo sguardo di un giovane che vive i suoi primi sentimenti d’amore e non sa restituirgli un nome. Il terrorismo, la guerra in Bosnia, Belgrado, Restore Hope. Sesso, sentimenti, amore e morte, sono i temi trattati in maniera quasi ossessiva dai protagonisti. Al centro del lavoro c’è l’attore con il suo corpo e la sua presenza, la sua capacità di rapportarsi alla parola e renderla viva.
4.6.18
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Le avventure del detective Pears


Teatro Tordinona 30 Maggio 2018
“LE AVVENTURE DEL DETECTIVE PEARS”
di Matteo Cupellaro.
Con Domiziana Califano, Valerio Corigliano, Matteo Cupellaro, Giorgia Marigliano, Arturo Troili, Matteo Venditti.
Regia di Luciano Bottaro.
Anno 1948: La città di Bustherburg, nel continente di Aisberg, è in grave pericolo. Dopo anni di tranquilla e duratura pace, una nuova e pericolosa ondata di crimini si fa avanti. “I fantasmi”, una banda così denominata e mai conosciuta, terrorizza l’intera popolazione con reati di ogni genere, da furti a veri e propri omicidi. Per risolvere il problema, il sindaco di questa piccola cittadina ricorre all’aiuto di Jack Pears, astuto ed infallibile detective, considerato come il migliore su piazza. Famoso per non aver mai fallito un caso, l’investigatore avrà l’arduo compito di frenare l’avanzata dei fantasmi, mettendo a dura prova la sua reputazione e scatenando una vera e propria guerra personale! Ad aiutarlo, la fidata moglie Miriam, anche lei detective affermato ed in cerca di giustizia. Premio Luce sul Proscenio
4.6.18
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Cinquantore

Teatro Tordinona 30 Maggio 2018
“CINQUANT’ORE”
Scritto e diretto da Olimpia Ferrara e Maria Teresa Campus.
Foto e video: Giona Ferrara.
Grafica: Andrea Capelletti.
“con me quel giorno in cui fui violentata, c’era anche il mio fidanzato, l’uomo che è ora mio marito. Se ho insistito a denunciare la grave offesa subita l’ho fatto anche per lui e per tutte le altre come me, e sono state moltissime …” È Teresa a parlare, vittima di cinquanta ore di carta bianca che il generale Juin concesse al contingente marocchino dell’esercito francese qualora fosse riuscito a sfondare la linea Gustav. Cinquanta ore di stupri, omicidi e saccheggi. Insieme a lei, tra il 13 e il 14 maggio 1944 furono violentate migliaia di donne, anziane e bambine in tutta la Ciociaria. Teresa non ci racconta la violenza carnale, già troppe volte sviscerata di fronte a medici e autorità, ma ci svela i retroscena di una seconda ondata di violenza, quella morale. Le donne “marocchinate” divennero una vergogna da coprire e negare. Coloro che denunciarono furono allontanate dal tetto coniugale, emarginate trattate come appestate.
4.6.18
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Maschera nuda

Teatro Tordinona 25 Maggio 2018
“MASCHERA NUDA”
scritto e diretto da Giancarlo Gori
Con Anna Alegiani e Giancarlo Gori
L’autore porta in scena un interessante lavoro su Antonietta Portulano, moglie di Pirandello, nel momento che torna a casa dalla clinica psichiatrica. Lo scontro con il marito è violento e drammatico. In lei si alternano momenti di lucidità e di follia, e questa miscellanea di sentimenti sarà per Pirandello fonte di rimorsi e di nuove ispirazioni. La malattia della moglie portò lo scrittore ad avvicinarsi alle nuove teorie sulla psicoanalisi di Sigmund Freud, lo studio dei meccanismi della mente e ad analizzare il comportamento sociale nei confronti della malattia mentale.
4.6.18
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La ragazza nella valigia


Teatro Tordinona 24 Maggio 2018
“LA RAGAZZA NELLA VALIGIA”
scritto e diretto da Salvatore Scire’
con: Adolfo Bianchi Whites, Maria Cristina Capogrosso, Nicola Di Lernia, Silvia Notari
La ragazza nella valigia si ispira molto liberamente a un recente tragico fatto di cronaca. Una valigia abbandonata, forse piena, o forse vuota, viene rinvenuta ai bordi di un viottolo; ma come per incanto, ecco apparire una ragazza, che in modo assolutamente surreale racconta la sua drammatica storia.
4.6.18
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S-memorare è un'arte?


Teatro Tordinona 26 Maggio 2018
“S- MEMORARE È UN’ARTE?”
di e con Luisa Sanfilippo
Un continuo effluvio di “S-Memorie” dove la dimenticanza si contrappone ai ricordi. Facciamo progetti, organizzando le giornate intorno a degli obiettivi. E quando i ritmi della vita diventano più affannosi ci si può ritrovare ad interrompere all’improvviso la propria sferzante agenda (o quel che ci si ricorda di essa). Si ha quasi l’impressione che siano invece il lavoro, le relazioni il ritmo della vita ad essere diventati confusi, fragili e turbati. Quindi sia benvenuto questo apparentemente nevrotico desiderio di riporre nell’oblio dettagli negativi del proprio vissuto – rimozione di particolari eventi di natura affettiva o conflittuale – e altresì ricordare i valori dell’esistenza effettuando un costante lavoro di selezione e rivalutazione di ricordi al fine di dar loro una giusta importanza. S-memorando con un po’ di ironia potremo magari riguadagnare un giusto rapporto con le persone e le cose, imparando a riconoscere l’esistenza nella sua fragile bellezza, godendola per quello che è, e non per quello che pretendiamo che sia. Allora S-memorare – per rimuovere le banalità dell’esistenza- può diventare un’arte!
4.6.18
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La buca nel sotto scala

Teatro Tordinona 25 Maggio 2018
“LA BUCA NEL SOTTOSCALA”
di Violetta Chiarini
storia di due coniugi durante la seconda guerra mondiale. Con L’interpretazione, regia e musicologia dell’A. Leitmotiv di scena cantato da Violetta Chiarini col pianoforte di Antonello Vannucchi. Elementi di costume di Salvatore Russo. Cura del movimento scenico di Claudio Gnomus. La storia ha come protagonisti due coniugi appartenenti alla buona borghesia di paese e si svolge durante il secondo conflitto bellico, in un pomeriggio dell’autunno 1943. La vicenda è ambientata nella villetta di campagna della coppia, in un paesino
dell’Umbria, sito in una zona dove sono presenti nazisti, fascisti e partigiani. Lui e lei si amano, ma ci sarà un colpo di scena finale, che non viene svelato in anticipo allo spettatore. La struttura dello spettacolo risponde all’intento di un teatro essenziale che recuperi la propria funzione primaria allusiva, quella che fa lavorare di più la fantasia del pubblico, stimolandone la creatività. In scena, quindi, solo pochi elementi essenziali, essendo tutto affidato all’arte dell’interpretazione.
4.6.18
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Doppio sogno

Teatro Argot 11 MAGGIO 2018
ARGOT PRODUZIONI
TRAUMNOVELLE
DOPPIO SOGNO
di Arthur Schnitzler
regia Paolo Sassanelli
con Fabrizia Sacchi, Giampiero Judica, Marit Nissen, Fabrizio Bucci, Fabiola Cimminella, Loretta Graziani, Chiara Shakti Cincis, Luciano Scarpa, Claudio Castrogiovanni, Eleonora Russo e Moris Verdiani
traduzione Marit Nissen
adattamento Roberto Moliterni
costumi Moris Verdiani
aiuto regia Lora Mure-Ravaud
Un particolare ringraziamento ad Artisti 7607.
"Ah, se solo voi uomini sapeste!". Albertine
Un ballo in maschera, due misteriose figure in domino rosso, uno straniero insolente, qualche parola incomprensibile e allusiva: queste apparizioni gettano, una sera, «un’ombra di avventura, di libertà e di pericolo» nella vita di un medico e di sua moglie, giovani, belli e chiusi in un’ovattata felicità domestica. Da quel momento essi entrano, senza saperlo, in un intreccio speculare di peripezie notturne tanto inverosimili da sembrare oniriche e di sogni tanto invadenti da sembrare fatti reali: e, per tutti e due, i desideri segreti occuperanno la scena, per una notte, con una violenza e una fascinazione tali che li trascineranno inermi con sé, tra la voluttà e l’angoscia.
"Se andiamo su un qualsiasi vocabolario di sinonimi e contrari, cartaceo o online, e scriviamo la parola "realtà", avremo la conferma che l’esatto contrario è… la parola "sogno".
Prima di Freud, il confine tra realtà e sogno era più o meno delineato e concreto, dopo l’avvento del Dottor Sigmund, questa linea di confine è come svanita o, meglio ancora, si è spostata. Dove si trovi con precisione è difficile dirlo, mai però nello stesso punto. Doppio sogno, questo è il titolo in italiano che Schnitzler non ha mai voluto per la sua novella, è uno dei racconti brevi più letti nel pianeta, dopo il film di Kubrick probabilmente il più letto. Con il nostro adattamento noi vogliamo restituire la bellezza e donare la dimensione teatrale a questa storia, che lascia inquietudini a chi la legge, sperando di suscitare lo stesso in chi vedrà lo spettacolo, perché questo è il compito del teatro".
Paolo Sassanelli
21.5.18
 

Ottosessanta & Famiglia

Teatro Tordinona 12 Maggio 2018
Torna la Compagnia "Enter" con la commedia
OTTOSESSANTA & FAMIGLIA
di Serena Renzi, con Luca Milesi, Ilario Crudetti, Maria Concetta Liotta e Serena Renzi, regia di Luca Milesi.
Un intelligente, divertente e a tratti esilarante omaggio al Sessantotto.
“E’ tornato! O meglio… Ci è ritornata! - afferma il regista dello spettacolo Luca Milesi - “Ma cosa ci è ritornata?” – direte voi. Ma la memoria! E’ ovvio! Si, forse così suona meglio. In tempi di “smemoratellum” è più sano fare come dice il detto, giusto? “Chi non muore si rivede!” Solo che se ci sente Lui - il diretto interessato - Lui che non è mai morto per davvero, di questi giorni pure in odore di compleanno, beh… ci manda tutti sonoramente a quel paese in modi epici. Perché Lui, Otto il Sessantotto, all’anagrafe Otto Sessanta, oggi autista di mezzi pubblici, non se ne è mai andato, è rimasto sempre sulla barricata che lo rese famoso in tutto il mondo una cinquantina d’anni fa. Forse eravamo noi a guardare dalla parte sbagliata. E’ solo diventato adulto nel frattempo… E ora gli manca poco per la pensione. Sulla cresta dei sessanta è, diciamo, giusto un pochino in crisi, magari giù di corda: mentre pensa e ripensa al glorioso passato rivoluzionario dicendosi “Ho creato dei mostri!”, c’è fra i suoi amici più cari chi tenta di sedurlo con le scienze olistiche, come anche chi prova a farlo ridere della sua stessa natura, diciamo… “eccessivamente sindacale”. E’ così che Otto, alla guida del suo 280, compie lo zig zag quotidiano fra le buche di Roma e le stramberie di tutta quella gente che, dopo aver frainteso il suo pensiero, ora non perde mai occasione per incolparlo di tutti i mali del mondo. Ci sarà da ridere, credeteci! Tanto!”.
16.5.18
 

Henry e Anais

Teatro Tordinona 8 Maggio 2018
HENRY E ANAIS Collage concerto
Regia di Mauro Barabani
Rebecca Lou Guerra pianoforte solo
interpreti Mauro Barabani e Antonella Carignaniscenografia del maestro Claudio Capotondi
L’idea della rappresentazione è nata dalla lettura di “Collages” di Anais Nin.
“Li misi tutti assieme e così formai un collage di sognatori che mai si sarebbero parlati l’un l’altro poiché ognuno perseguiva la propria fantasia.”, scrive Anais Nin.
Esiste una ricca documentazione di lettere che Miller e la Nin si sono scritti nei decenni, ma non è questa la fonte a cui mi sono rivolto, bensì alla loro opera letteraria.
Ho incollato assieme ritagli della loro opera fino a formare un quadro, una composizione, una partitura, un collage, appunto. Apparentemente non vi è un ordine, ma un disordine organizzato attraverso libere associazioni, flussi di coscienza, sogni, confessioni, poesia. Un flusso di coscienza dove l’autore trascrive immediatamente il pensiero e le emozioni nel loro fluire e nel loro apparire, senza una rielaborazione razionale.
D’altra parte, Miller si considerava un surrealista ancor prima di conoscere i surrealisti, e poi si riteneva debitore verso J. Joyce; lo stesso dicasi per Anais Nin, con in più l’interesse per la psicoanalisi, entrambi amavano A. Rimbaud. Inoltre, vi è una intera pagina in “Tropico del Capricorno” dedicata al filosofo Bergson, uno dei primi a scrivere del “flusso di coscienza.”
Le immagini, le parole della vita e del sogno si perdono e s'intrecciano le une nelle altre. Una sirena incanta Ulisse e Ulisse incanta una sirena.
Henry e Anais si autoritraggono, incollando pezze colorate al loro variopinto costume d’Arlecchino e Colombina. E’ un gioco a nascondersi più che ad apparire, per liberarsi dalla stretta soffocante del realismo e della trama.
Una vera sfida per due attori, una funambolica sfida senza la rete di protezione del personaggio e della trama. Già, perchè alla fine, Henry e Anais, a loro volta, non sono che un pretesto, non sono che partitura musicale. “ Non c’è nessuna Anais Nin riflessa nello specchio.” Dice Anais. “Questo è un autoritratto che contiene solo le parti mancanti.”, ripete Henry.
Cosa resta allora? La musica, il sogno, l’immaginazione, il teatro. Mi sembra che basti."
Mauro Barabani
16.5.18
 

Festa di famiglia

Teatro Vascello 4 maggio 2018
FESTA DI FAMIGLIA
da Luigi Pirandello
testo e regia Mitipretese
collaborazione drammaturgica di Andrea Camilleri
con Fabio Cocifoglia, Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Diego Ribon Sandra Toffolatti, Mariángeles Torres
Luci e impianto scenico: Mauro De Santis
Direzione musicale: Sandro Nidi
con canti dal vivo della tradizione popolare italiana e musiche originali
FESTA DI FAMIGLIA ha vinto il Premio Alabarda d'oro - Città di Trieste come "migliore spettacolo dell'anno"
Festa di famiglia è una riflessione sulle dinamiche di violenza e sopruso che si possono scatenare all'interno del nucleo familiare. Il pretesto per parlarne è il compleanno di una madre di sessant'anni festeggiata dalle sue tre figlie.
Il testo nasce da un originale assemblaggio di testi di Pirandello: commedie e materiali estratti dalle sue novelle e dai romanzi tagliati e cuciti insieme sotto la guida speciale di un maestro di ironia qual è Andrea Camilleri.
16.5.18
 

Troiane frammenti di tragedia

Teatro Vascello 30 aprile 2018
TROIANE/ FRAMMENTI DI TRAGEDIA
Da Euripide
Regia e drammaturgia: Mitipretese
Con: Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Sandra Toffolatti, Mariangeles Torres
Luci e impianto scenico: Mauro De Santis
Musiche: Francesco Santalucia
con canti dal vivo della tradizione popolare italiana e musiche originali

La guerra di Troia è appena finita. Dopo dieci anni di assedio i Greci sono riusciti ad espugnare la città. Hanno massacrato uomini e bambini e ora Troia è un rogo immenso. Ridotte a bottino di guerra le Troiane attendono la spartizione.
Attingendo da Omero, Euripide, Seneca, Licofrone, Ovidio e Sartre abbiamo deciso di raccontare questa storia solo attraverso le figure femminili: chiuse in una cella Ecuba, Cassandra, Andromaca ed Elena provano a dare forma alla perdita che ha scavato nella loro anima un vuoto, lasciandole sole al mondo. Sono madri e figlie, sono sorelle e spose e soprattutto vittime, tutte. Vittime di un gioco più grande di loro e al contempo, nell'inevitabile conflitto che i loro ruoli determinano, carnefici l'una dell'altra.

Dopo più di dieci anni di lavoro insieme, il teatro Vascello in collaborazione con il Teatro Stabile di Brescia ci danno l'opportunità di rimettere in scena i nostri primi tre lavori.
In questo momento del nostro percorso, per noi particolarmente complicato, in cui le enormi difficoltà di tutto il teatro italiano si intrecciano alle nostre vicende personali, ai dubbi, alla confusione su come procedere, come riuscire ad evolvere, alla fatica del crescere insieme, alla noia dei nostri limiti umani e artistici che non possiamo più nascondere perché ci conosciamo troppo bene, sentiamo il bisogno di guardarci indietro. Di ritornare a quando siamo partite: a quella necessità, a quella urgenza di metterci alla prova, a quell'entusiasmo, a quella leggerezza.
Pensiamo (ci illudiamo?) che rimettere mano oggi, in questa nostra età definitivamente più di mezzo, ai nostri primi tre spettacoli sia un modo per ripercorrere concretamente la strada fatta finora, per aiutarci a comprenderla e per far luce su quella che ancora ci aspetta.
E vogliamo ringraziare tutti quelli che in questi anni ci hanno dato una mano e hanno creduto in noi: Piero Maccarinelli e Artisti riuniti, Ascanio Celestini, la sig.ra Lidia, Paola Petri, Andrea Camilleri, Mariangela Melato, Barbara Valmorin, Luca Ronconi e il Piccolo Teatro, le Pav, Salvatore Palombi, Luigi Saravo, Cristian Gianmarini, Francesco Biscione, Anna Gualdo, Natalia Magni, Sonia Barbadoro, Liliana Massari e la mitica Gianna Giachetti che con il suo talento e la sua generosità ha dato linfa alle nostre Troiane.
16.5.18
 

Straordinarie donne

Teatro Tordinona 27 Aprile 2018
STRAORDINARIE DONNE
Di e con Lavinia Grizi
Di scena quattro grandi protagoniste della cultura contemporanea: l'attrice Anna Magnani, le poetesse Joyce Lussu, Alda Merini e la poliedrica Franca Rame.
Una serie di monologhi in forma di lettura scenica e recitazione, tratti da racconti autobiografici, poesie, scritti e lettere inedite di queste quattro grandi donne che hanno segnato il nostro tempo.
E in un momento storico come quello che stiamo vivendo, costellato da continue notizie che vedono le donne al centro di episodi di cronaca e violenza, i monologhi scelti dall'autrice sono più che mai attuali. Ne è un esempio la riproposizione del monologo Lo Stupro di Franca Rame, scritto nel '75 e portato coraggiosamente in teatro, che ripercorre la violenza subita dall'immensa Franca Rame nel marzo '73. Ci saranno poi le testimonianze della vita in manicomio e gli aforismi tormentati di Alda Merini, passando per gli episodi di vita della poetessa e traduttrice Joyce Lussu, che faranno cenno anche agli stralci riguardanti la Shoah. L'apertura del testo, sarà dedicata al personaggio di Anna Magnani, raccontata attraverso la sua infanzia, gli amori e il periodo americano culminato con l'oscar del '56, vinto grazie al film La Rosa Tatuata di Tennessee Williams, di cui si leggeranno anche inedite lettere scritte dallo stesso autore.
14.5.18
 

Così vivo

Teatro Tordinona 3 Maggio 2018
COSI VIVO, COSI ADOLESCENTE
Voci, testi e immagini di Luigi Rigoni
Luigi Rigoni, nato a Modena nel 1965 e scomparso nell’agosto scorso, è stato attore, regista e scrittore dell’avanguardia teatrale romana. Aveva debuttato con il regista Franz Muller, dedicandosi poi alla sperimentazione con la compagnia Teatroinaria diretta da Alessandro Berdini. Protagonista, come voce recitante, di allestimenti fondati sulla concezione della scrittura scenica volta alla ricerca musicale contemporanea con il compositore e musicista Antonello Neri. Ha collaborato con poeti, registi e gruppi della ricerca teatrale e specialmente con Simone Carella. È stato diretto in cinema da Luca Archibugi, Albino Cocco, Matteo Garrone, Stefano Garrone, Francesco Cordio. Interprete di racconti e programmi culturali per Radio SAT e Radio3, ha pubblicato romanzi e scritti vari per il teatro editi da Mimesis, Bulzoni, Editori&Associati, ES Edizioni.
Con questa serata di letture, video, registrazioni e testimonianze vogliamo ricordare la figura di Luigi come grande interprete sulla scena della ricerca teatrale, come poeta e uomo di cultura, la sua grazia, maestria ed ironia. Sarà anche proiettato un estratto del film di Francesco Cordio, Lo Stato della follia, sugli Ospedali Psichiatrici Giudiziari – OPG, che ha visto la partecipazione di Luigi Rigoni (e che sarà al Cinema Farnese in Campo De’ Fiori il 9 maggio alle ore 20.15).
Letture, lettere e racconti
Alessandro Berdini - Patrizia Bettini - Maria Grazia Calandrone - Laura Cingolani - Pippo Di Marca Mariaelena Masetti Zannini - Priscilla Micol Marino – Rossella Or - Marco Palladini
Guidarello Pontani - Davide Quercia - Lidia Riviello - Salvatore Sansone - Corrado Sassi
Gino Scartaghiande - Marco Solari - Alessandra Vanzi - Sara Ventroni – Paolo Zambiasi
Danza
Vittoria Maniglio
Pittura
Giancarlino Benedetti Corcos
Regia video
Francesco Cordio
Coordinamento
Imma Giovannini
Regia
Marco Solari
Grazie a Ulisse Benedetti per la collaborazione e a Matteo Garrone per le riprese della serata
14.5.18
 

Del "Te quiero siempre"

Teatro Tordinona 29 Aprile 2018
DEL "TE QUIERO SIEMPRE"
Regia : Manfredi Gelmetti
Baile : Isabella Fabrizi
Chitarra Flamenca: Sergio Varcasia
Voce e Chitarra Elettrica: Beatrice Amodeo
Fagotto e sax: Simone Salerni
Percussioni : Paolo Monaldi
Musiche : Sergio Varcasia, Beatrice Amodeo
Coreografie : Isabella Fabrizi
Foto: Stefano Procopio
Video: Marco Antonio Antognini
Lo spettacolo è un percorso per immagini sul tema del limite e della precarietà, ispirato dalla lettura della poesia "Pequeño vals vienes" di Lorca e viaggia sull’idea del punto di caduta come apice
della bellezza, nel continuo tentativo di fermare l’eternità in un punto che si confonde tra la nostalgia e il ricordo.
L' azione trasversale dello spettacolo è la continua lotta tra il ricordo e il presente attraverso un impossibile equilibrio che cade e torna,
equilibrio che è nella ricerca e nel movimento.
Il contrasto tra ciò che è (stato) e ciò che non è, tra cos’è presente e cos’è già ricordo.
Il ritmo ternario e circolare del valzer interpreta le atmosfere malinconiche, alcooliche e surreali
e le dimensioni di Amore e Morte in un mondo tragico e delicato popolato da anime inquiete.
Il clichè dell’amore eterno che Lorca pone tra virgolette (toma este vals del “te quiero siempre") porta lo spettatore alla consapevolezza che L' Eternità sia solo in un istante.
9.5.18
 

Roma ora 11

Teatro Vascello 25 aprile 2018
ROMA ORE 11
di Elio Petri
con Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Sandra Toffolatti, Mariángeles Torres
Luci e impianto scenico: Mauro De Santis
Direzione musicale: Sandro Nidi
regia Mitipretese
con canti dal vivo della tradizione popolare italiana e musiche originali
ROMA ORE 11 ha vinto il Premio ETI Gli Olimpici del teatro come "migliore spettacolo di innovazione "
E il Premio Sesterzio d'argento consegnato da Luigi Magni come "migliore adattamento teatrale di un’opera cinematografica" Signorina giovane intelligente, volenterosissima, attiva conoscenza dattilografia, miti pretese, per primo impiego cercasi. Presentarsi in via Savoia 31, interno 5, lunedì ore 10-11.
Questo trafiletto apparve nella pagina degli annunci economici de "Il Messaggero", domenica 14 gennaio 1951.
La scala dello stabile dove si tenevano i colloqui crollò uccidendo una ragazza e ferendone altre settantasette L'inchiesta di Elio Petri è un' indagine sulla condizione femminile di allora e racconta un'Italia lontana e ingenua, eppure, sorprendentemente racconta anche l'Italia di oggi con le sue miserie, i suoi piccoli sogni, i suoi grandi problemi di lavoro.
Dopo più di dieci anni di lavoro insieme, il teatro Vascello in collaborazione con il Teatro Stabile di Brescia ci danno l'opportunità di rimettere in scena i nostri primi tre lavori.
In questo momento del nostro percorso, per noi particolarmente complicato, in cui le enormi difficoltà di tutto il teatro italiano si intrecciano alle nostre vicende personali, ai dubbi, alla confusione su come procedere, come riuscire ad evolvere, alla fatica del crescere insieme, alla noia dei nostri limiti umani e artistici che non possiamo più nascondere perché ci conosciamo troppo bene, sentiamo il bisogno di guardarci indietro. Di ritornare a quando siamo partite: a quella necessità, a quella urgenza di metterci alla prova, a quell'entusiasmo, a quella leggerezza.
Pensiamo (ci illudiamo?) che rimettere mano oggi, in questa nostra età definitivamente più di mezzo, ai nostri primi tre spettacoli sia un modo per ripercorrere concretamente la strada fatta finora, per aiutarci a comprenderla e per far luce su quella che ancora ci aspetta.
28.4.18
 

Delitto e castigo

Teatro Tordinona 22 Aprile 2018
DELITTO E CASTIGO
di Fedor Dostoevskij
regia di Emanuele Guerrera e Luciano Bottaro
con: Eleonora Battestini, Angelo Pelagalli,Emanuele Guerrera,Gabriele Chiffi, Matteo Venditti, Ilaria Ronchini, Joele Cavallo, Antonio Pintar C., Lara Pennacchini, Valentina Cirillo, Vita Matrone.

"Non solo Dostoevskij ha prefigurato Nietezsche e tutta la cultura nietzschiana, non solo ha prefigurato Kafka, cioè almeno metà della letteratura del Novecento, ma addirittura ha prefigurato Freud. A meno che egli non sapesse già tutto ciò che Freud avrebbe scoperto." P.P. Pasolini
Adattamento teatrale di un caposaldo della letteratura mondiale, da parte della compagnia "il Canto di Yorick".
27.4.18
 

Non ti vedo da vicino

Teatro Sette 13 Aprile 2018
NON TI VEDO DA VICINO
di Alessandra Merico
con: Enzo Casertano, Fabio Avaro, Danila Stalteri, Alessandra Merico
regia: Vanessa Gasbarrri
Un ironico e romantico Enzo Casertano interpreta Filippo, inventore di giochi e rompicapo, poco incline alle convenzioni sociali e amante del silenzio più assoluto, che si ritrova come vicina di casa Aurora, una buffa e simpatica Alessandra Merico, ragazza timida e impacciata che si sta preparando per un’importante esibizione al pianoforte. A separare le loro vite una sottile parete che non gli consente di vedersi, ma che li porta a condividere, loro malgrado, parte della loro vita privata. Se dapprima nessuno sembra più incompatibile, col passare dei giorni i due decidono di instaurare una relazione. Ma con un’unica regola: non vedersi mai. A complicare le cose ci si mette la guerra tra Anna, la giocosa ed irriverente Danila Stalteri, bella e spigliata sorella di Aurora e Armando, lo spassoso e spumeggiante Fabio Avaro, fidato amico e socio d’affari di Filippo che non hanno nessuna intenzione di sottostare a qualunque limitazione! Vanessa Gasbarri con leggerezza e poesia porta in scena una favola moderna, comica e romantica che si interroga sul difficile mondo dei rapporti umani spesso aggredito da paure e incomunicabilità. Ma in questa girandola frizzante forse è ancora possibile l’alchimia dell’amore.
20.4.18
 

Bad Lambs

Teatro Angelo Mai 28 Marzo 2018
BAD LAMBS
ideazione, coreografia e regia
Michela Lucenti
drammaturgia
Carlo Galiero
assistenza alla creazione Maurizio Camilli
assistenza alla coreografia Giulia Spattini
cinematografia Giorgina Pi/Bluemotion
danzatori
Maurizio Camilli, Giacomo Curti, Ambra Chiarello, Giuseppe Comuniello, Michela Lucenti, Aristide Rontini, Emilio Vacca, Natalia Vallebona, Simone Zambelli disegno luci Stefano Mazzanti
costumi Chiara Defant
una coproduzione Festival Oriente Occidente, Balletto Civile, Fondazione Luzzati Teatro della Tosse, FuoriLuogo/Centro Dialma Ruggiero
con il sostegno del MIBACT
La pietà uccide, indebolisce ulteriormente la nostra debolezza.
(Honoré de Balzac)
Torna, a distanza di tre edizioni a Oriente Occidente Balletto Civile, la compagnia guidata dalla coreografa e performer Michela Lucenti, con un nuovo lavoro, coprodotto dal festival, dal titolo curioso e ossimorico: Agnelli cattivi.
Una partitura fisica – secondo lo stile inconfondibile di Balletto Civile – per un nucleo allargato di interpreti: Badlambs unisce al nucleo stabile alcuni danzatori diversamente abili avviando nuovi processi e incontri. Da sempre la relazione è al centro della ricerca di Lucenti: “Sono convinta – spiega la coreografa – che il lavoro creativo attivato dalla relazione sia foriero di grandi sorprese. Ci permette di raggiungere obiettivi insperati nel superamento dei limiti di ciascun interprete. Un processo consapevole e cosciente da parte di tutti non per questo meno osato e forte per tendere a qualcosa di universale che il pubblico possa immediatamente comprendere. Essendo performers e artisti non creiamo alcun metodo terapeutico: per noi l’obiettivo è la scena, lo spettacolo. Questo ci spinge a dare molta importanza al processo. Ci piace raccontare delle storie con il corpo, tutto qui. Ma anche sapere che chi guarda possa sentirsi incluso in queste storie”.
Badlambs non esula da questa metodologia e l’immenso lavoro laboratoriale consiste proprio nel tentare di amalgamare corpi diversi per trovare un’armonia, un accordo che sia il comune denominatore di un viaggio nel presente. Ci inventiamo una storia. Cos’è un fantasma? E’ qualcosa che persiste nella misura in cui influenza le nostre azioni. I “bad lambs” hanno perso la parte migliore di loro in un incidente stradale. Non tutti se ne rendono conto, ma ognuno è incapace di dire addio al proprio fantasma. Eppure ci provano: sbattendo, perdendo l’equilibrio, tirandosi e spingendosi, spaccando porcellane, correndo, alla ricerca disperata di un posto da chiamare casa, che sia un armadio, una canzone neomelodica, una poesia, il passato.
Bad Lambs non è una bella favola che ammorbidisce una triste verità. Certo, indaga la grazia con cui un individuo accetta qualsiasi trasformazione o perdita. Si nutre di una dignità che non sta nella bella forma, ma negli sforzi che si fanno per inventarne una. Una volontà determina la differenza fra quello che è stato e quello che non è più, seleziona ciò che del passato può essere utile al presente, e se non trova nulla se lo inventa: autoconservazione. Non c’è provvidenza, le forme di umanità hanno tutte la stessa dignità ma nessuno si salva. Non c’è migliore o peggiore, paradiso e inferno sono due modi di chiamare l’eternità aventi la stessa struttura: come la storiografia e un racconto di finzione. Bad Lambs esplora ciò che possiamo fare quando abbiamo perso tutto: racconta la guerra che l’umanità affronta affinchè la morte diventi tragedia, il rumore musica, un movimento danza, una parola poesia, la vita una avventura.
Balletto Civile
20.4.18
 

AMLETO + DIE FORTINBRASMASCHINE

Teatro Vascello 15 Aprile 2018
AMLETO + DIE FORTINBRASMASCHINE
di e con Roberto Latini
musiche e suoni Gianluca Misiti
luci e tecnica Max Mugnai
drammaturgia Roberto Latini, Barbara Weigel
regia Roberto Latini
movimenti di scena Marco Mencacci, Federico Lepri, Lorenzo Martinelli
organizzazione Nicole Arbelli
foto Fabio Lovino
produzione Fortebraccio Teatro
in collaborazione con L'arboreto - Teatro Dimora di Mondaino,
ATER Circuito Regionale Multidisciplinare – Teatro Comunale Laura Betti,
Fondazione Orizzonti d’Arte
con il contributo di MiBACT e Regione Emilia-Romagna
Amleto + Die Fortinbrasmaschine è la riscrittura di una riscrittura.
Alla fine degli anni ‘70 Heiner Müller componeva un testo che era liberamente ispirato all’Amleto di Shakespeare.
Oggi, tentiamo una scrittura scenica liberamente ispirata a Die Hamletmaschine di Heiner Müller.
Lo facciamo tornando a Shakespeare, ad Amleto, con gli occhi di Fortebraccio, con l’architettura di Müller, su un palcoscenico sospeso tra l’essere e il sembrare.
Intitoliamo a Fortebraccio il nostro sguardo sul contemporaneo, la caccia all’inquietudine nel fondo profondo del nostro centro, per riscriverci, in un momento fondamentale del nostro percorso.
Ci siamo permessi il lusso del confine e abbiamo prodotto da quel centro una deriva.
Una derivazione, forse; alla quale riferirci nel tempo, o che probabilmente è il frutto maturo di un tempo che già da tempo è il nostro spazio. Di Heiner Müller conserviamo la struttura, la divisione per capitoli o ambienti e componiamo un meccanismo, un dispositivo scenico, una giostrina su cui far salire tragedia e commedia insieme.
Die Hamletmaschine è modello e ispirazione: Album di Famiglia; L’Europa delle donne; Scherzo; Pest a Buda Battaglia per la Groenlandia; Nell’attesa selvaggia, Dentro la orribile armatura, Millenni.
Ci accostiamo alla potenza della sua intenzione trattandolo come un classico del nostro tempo.
La riflessione metateatrale e quindi culturale e quindi politica che ci ha sempre interessato, la capacità del teatro di rivolgersi a se stesso, alla sua funzione, alla sua natura, per potersi proporre in forme mutabili, mobili, è la voce dalla quale vorremmo parlare i nostri suoni.
L’Amleto è una tragedia di orfani, protagonisti e antagonisti di un tempo in cui i padri vengono a mancare. Anche Die Hamletmaschine, ormai, da figlio è diventato padre.
Questo ha a che fare con la nostra generazione, da Pasolini in poi, con la distanza che misura condizione e divenire, con il vuoto e la sua stessa sensazione.
Siamo Fortebraccio, figlio, straniero, estraneo e sopravvissuto e arrivando in scena quando il resto è silenzio, domandiamo: “Where is this sight?”

AMLETO UND DIE FORTINBRASMASCHINE
Barbara Weigel
Frequentare i personaggi della tragedia di Amleto necessariamente significa rifrequentarli. Sono i nostri mitici antenati, una sorta di miti-genoma della nostra cultura. Come tali, ogni volta che li rincontriamo, ci danno una nuova misura della distanza che intercorre tra loro e noi.
Frequentarli significa anche dover rivalutare ogni volta di nuovo questa distanza, interrogarci ogni volta su dove stiamo e chi siamo diventati - come per capire l’evoluzione della nostra civiltà e, nello specifico, della nostra cultura teatrale.
Heiner Müller, che ha chiamato il teatro “un istituto per la riparazione di classici in cattivo stato di marcia”, ha visto Hamlet e Ophelia come delle macchine-mito.
Ri-frequentandoli prima di noi, tra l’Est e l’Ovest di una Germania fine anni ‘70, Müller ha nutrito la loro energia mitica con la storia della sua epoca: cortocircuitando storia e mito, ha rimesso in moto la macchina Amleto.
Ha liberato i personaggi in un movimento poeticamente autonomo, li ha collocati oltre il testo di Shakespeare, in uno spazio visionario nel quale la loro tragedia poteva diventare ancora concreta e tangibilmente parte della nostra storia recente. Secondo Müller, questo tipo di operazione diventa necessaria fino al superamento della condizione umana dalla quale sorgono le tragedie di Shakespeare.
Noi quindi ci inseriamo nella serie delle evocazioni, trovando un Hamlet oggi consapevole della sua vita di palcoscenico - vita intrisa delle nostre storie di teatro - e ci interroghiamo su chi è, se, con Müller, non è più Hamlet, e su chi poi sarà.
Immaginiamo un Amleto che ha smesso di stare in riva al mare a parlare alle onde, con alle spalle le rovine d’Europa già percepite da Heiner Müller, mentre uno dei figli di Ecuba, Polidoro, vittima innocente anche lui di vendette nefaste, viene dal mare per approdare a quelle stesse coste.
Ci poniamo le domande che si poneva già Heiner Müller:
Che cos’è che ritorna?
Quali sono i fantasmi che vengono dal futuro?
Ciò che è morto, non è morto nella storia. Una funzione del dramma è l’evocazione dei morti - il dialogo con i morti non deve interrompersi fino a che non ci consegnano la parte di futuro che è stata sepolta con loro.
Heiner Müller, 1986*
20.4.18
 

Il Giornale dell'ultima infermità

Salone del Commendatore 6 Aprile 2018
IL GIORNALE DELL'ULTIMA INFERMITÀ DELLA S.M. PAPA INNOCENZO XI
di e con Renato Giordano
musiche
Vito Ranucci
Maria Elena Pepi
Mauro Tedesco
Rocco Federico Castellani
danzatori
Gennaro Siciliano
Tiziana Cardella
16.4.18
 

Benji

Teatro Tordinona 7 Aprile 2018
BENJI
Regia di Giorgia Filanti
con Paolo Camilli
Costumi: Carlo De Marino
Light Designer: Marco Di Campli
Sound Designer: Andrea Giulianelli
Aiuto regia: Sara Imperatore
Foto locandina: Elisabetta Nottola

Benji è la storia surreale di una persona "un po' strana" che, per sopravvivere alla mancanza di amore, crea un'amica immaginaria, violenta, ribelle, provocatoria, vitale.
La vicenda che prenderà forma in carne ed ossa sul palcoscenico presenterà per l'appunto Benji, un personaggio particolare che si confronta con sé e con la società e la cui relazione, la fame di affetti e la sete d'amore, lo rendono "misero" nell'animo; e per sopperire a queste carenze fa ricorso all'immaginazione. Benji ha una sensibilità acuta, spiccata e questa non viene affatto sottovalutata, ma esaltata! E in scena si tenta di spiegare il disagio psichico che il protagonista vive, trasformandolo in un match di pugilato metaforico tra sé e il suo alter-ego. Perché Benji non vuole gettare la spugna, ma cerca di reagire. E per riequilibrare questa bilancia-sbilanciata e destabilizzante, nate dal desiderio di affettività che si scontra frontalmente con l'aridità umana di chi lo circonda, il personaggio in scena cammina sul filo dell'immaginazione, proiettando nella sua vita un'amica che però risulta violenta e ribelle. Ed è qui che è racchiusa la chiave dello spettacolo: una serratura inceppata, che si cerca di forzare attraverso diversi tentativi creativi per aprire la porta sul mondo.
Chi è Benji secondo la regista?
Benji rappresenta il tema del disagio psichico che sfocia nel suo alter-ego violento.
E la regista che non condanna questo malessere che attanaglia il protagonista , impossessandosi dello stesso, decide di mostrarlo per ciò che è, con una sua identità.
Spiegando inoltre che scavando nel pozzo delle personalità umane si può tirare fuori la creatività e l'immaginazione come opzione di salvezza per l'uomo, per schiaffeggiare e risvegliare la società zombie. E anche la rabbia che generalmente non è comunemente approvata, ha in questa storia una sua peculiarità, che i “lettori” più attenti, percepiranno come una richiesta d'amore.
16.4.18
 

Il ritorno a casa

Teatro Tordinona 30 Marzo 2018
IL RITORNO A CASA
di Harold Pinter
con la traduzione di Alessandra Serra e la regia di Carlo Lizzani
con (in o.a.) Vittorio Caffè/Sam, Mario Ive/Max, Carlo Lizzani/Teddy, Valerio Ribeca/Joey, Marco Sicari/Lenny, Debora Troiani/Ruth
– movimenti coreografici Cristina Pensiero
– disegno luci Valerio Camelin
– costumi Ludovica Rosenfeld
– illustrazione Alberto Ruggieri e produzione Attori & Tecnici
La storia è semplice: c'è una famiglia. Come se fossero Orchi, tutti maschi. E la loro casa è come se fosse una tana. C'è il vecchio Orco, il capostipite. E poi i suoi due figli. Poi ce ne sarebbe un altro, quello nato per primo che tanto tempo fa, senza dire niente, se ne andò in America. Ora ritorna nella tana. Ritorna con la giovane moglie. Il branco fiuta la giovane ragazza, lei fiuta il branco, sempre più dappresso. Storia realistica e metafisica al tempo stesso. Tutto qua. Ah no, c'è un'altra cosa: il branco parla, secerne parole. Le parole sembra servino a comunicare. In realtà sono armi per conquistare il potere. Non per niente trattasi di Pinter!
10.4.18
 

Else

Teatro Biblioteca Quarticciolo 25 marzo 2018
ELSE
liberamente ispirato all’opera di Arthur Schnitzler La signorina Else sulla base della traduzione di Giuseppe Farese
di Nunzia Antonino e Carlo Bruni
con Nunzia Antonino
impianto scenico e regia Carlo Bruni
assistente alla regia Olga Mascolo | ricerca musicale Sergio Antonino | costumi Atelier 1900 | direzione tecnica Filippo Losacco | allestimento Sebastiano Cascione, Michelangelo Volpe | struttura Michele Barile | elementi di arredo MISIA | amministrazione Isa Pellegrino | foto di scena Patrizia Ricco
si ringraziano per la complicità Michelangelo Campanale, Pino Loconsole, Saverio Massari, Maria Pascale, Katia Scarimbolo una produzione La luna nel letto / Tra il dire e il fare con il sostegno di Teatro Rossini di Gioia del Colle | sistemaGaribaldi – Linea d’Onda in collaborazione con Fondazione Popolare contro l’Usura

Fondata sulla novella di Arthur Schnitzler, scritta come monologo interiore nel 1924 sotto le stesse influenze che avrebbero dato corpo alla psicanalisi di Freud, si è partiti dall’adolescente in vacanza e dal suo dramma alimentato da un debito del padre nei confronti di un laido signor Dorsday. Debito che lei è invitata a estinguere con “strumenti” ritenuti ormai comuni, perciò lontanissimi dal produrre scandalo, ma ancora oggi “perfettamente” in grado di alimentare le tragiche conseguenze svolte dal racconto.
La direzione di Antonino/Bruni è condizionata dall’anagrafe: Else non è la diciannovenne dell’originale, piuttosto lo è stata. Rimasta impigliata nella lettera che scatenò il dramma, è alle prese con lo stesso Veronal di allora: medicinale ormai però fuori moda; veleno inadeguato al ruolo e dunque anche inutile a domare il reiterato dolore.
Questa Else vive in un mondo sordo, immerso in una crisi culturale non dissimile da quella che ispirò Schnitzler: fonte di ossessioni, nel migliore dei casi in grado di condurre alla follia.
10.4.18
 

Rifrazioni

Teatro Argentina - Sala Squarzina 10 aprile 2018
presentazione del libro di ELIO PECORA
RIFRAZIONI
conversa con l’autore PAOLO DI PAOLO
leggono MARIA LETIZIA GORGA e NUCCIO SIANO
eseguono musiche PIERFRANCESCO AMBROGIO e SALVATORE ZAMPATARO

presentazione del libro ‘Rifrazioni’, il ventesimo libro di poesia di Elio Pecora ed è come un vasto poema cresciuto su se stesso assorbendo pensieri e figure, momenti di riflessione e frammenti di memoria.
Ne parla con l’autore Paolo di Paolo, che già tenne con Elio Pecora una serie di conversazioni pubblicate nel 2008 da Empiria.
Elio Pecora vive a Roma dal 1966. Ha pubblicato libri di poesia, di prosa, di saggistica, testi teatrali, poesie per l’infanzia. Ha curato antologie di poesia italiana contemporanea e raccolte di fiabe popolari. Ha collaborato a lungo per la critica letteraria a quotidiani, settimanali, riviste e ai programmi culturali della Rai. Dirige la rivista internazionale ‘Poeti e Poesia’. Sta curando una serie di incontri con i maggiori poeti italiani in programma al Teatro di Villa Torlonia.
4.4.18
 

Orphans

Teatro Eliseo 20 marzo 2018
ORPHANS
di Dennis Kelly
traduzione di Gianmaria Cervo e Francesco Salerno
regia di Tommaso Pitta
un progetto di Monica Nappo
scene e costumi Barbara Bessi
con Monica Nappo, Paolo Mazzarelli e Lino Musella
luci Mauro Marasà
coproduzione Marche Teatro – Teatro dell’Elfo
Un grande noir firmato Dennis Kelly, uno dei drammaturghi contemporanei più rappresentati.
In una tranquilla serata Helen e suo marito Danny stanno per iniziare una cena a lume di candela. Inaspettatamente irrompe nella loro casa Liam, fratello di Helen, coperto di sangue e in stato di shock, affermando di aver trovato sulla strada un ragazzo ferito e di averlo soccorso. Ma il resoconto di Liam sull’accaduto, sotto le insistenti domande di Helen e Danny, comincia a cambiare. In un crescendo di tensioni si fa avanti il sospetto che le cose non siano effettivamente andate come Liam le ha descritte la prima volta.
28.3.18
 

Lingua matrigna

TEATRO ARGOT STUDIO 24 MARZO 2018
COMPAGNIA DEL SOLE presenta
LINGUA MATRIGNA
tratto da “L’analfabeta” di Agota Kristof
progetto e regia Marinella Anaclerio
con Patrizia Labianca
organizzazione Tiziana Laurenza
comunicazione Antonella Carone e Daniele Pratolini
foto Patrizia Memeo
“...sono tornata analfabeta. Io che leggevo già a quattro anni... All’età di ventisette anni mi iscrivo ai corsi estivi dell’Università di Neuchàtel, per imparare a leggere”.
Agota Kristof
È notte, Agota è sola nella sua casa con un registratore e, come Krapp o come un medico legale durante un’autopsia, passa a setaccio la sua vita… o meglio la misura… nelle sue perdite e nelle sue conquiste. Assistiamo al suo tirar le somme sulla sua vita, la vita di una profuga che mai è riuscita a smettere di pensare di essere fuori luogo, fuori dal suo luogo.
Agota Kristof, una tra le più importanti ed amate scrittrici di lingua francese è nata in Ungheria nel 1935. Il padre è un insegnante, l’unico insegnante del suo piccolo paese. A 14 anni entra in collegio. Nel 1956 lascia clandestinamente l’Ungheria, costretta ad abbandonare la sua terra natale insieme al marito e figlia neonata, quando l’Armata rossa interviene in Ungheria per sedare le rivolte popolari. Nella fuga porta con sé solo due borse: una di pannolini e biberon e l’altra per i suoi vocabolari. Con la perdita della Madre Patria, si diventa orfani della Madre Lingua. “Come spiegargli, senza offenderlo, e con le poche parole che so di francese, che il suo bel paese non è altro che un Deserto, per noi rifugiati, un deserto che dobbiamo attraversare per giungere a quella che chiamiamo “integrazione”, “assimilazione”?
28.3.18
 

Theatrum Mundi Show

Teatro India, 21 marzo 2018
Theatrum Mundi Show
(…commodius vicius of recirculation..)
ideazione, selezione testi e regia Pippo Di Marca
con Pippo Di Marca, Anna Paola Vellaccio
Gianni De Feo, Fabio Pasquini
scene Luisa Taravella
visioni Salvatore Insana
sound Globster
luci Renato Barattucci
cura Giulia Basel
produzione Florian Metateatro
Theatrum Mundi Show è una lettura del mondo attraverso il teatro e la poesia. Una summa della parola poetica occidentale, da Cavalcanti ai giorni nostri, declinata e rivista alla luce delle pratiche e delle esperienze di letteratura e vita con cui Pippo Di Marca si è nutrito, nel tentativo di elaborare una risposta alla complessità di un theatrum mundi che ci sfugge e ci sollecita, tra passato e presente. “Lavoro su Joyce e sul Finnegans Wake dal 1981, da Violer d’Amoeres – spiega l’autore – dal Finnegans ora riparto, da questo sterminato poema dove la parola prova a rappresentare e reinventare tutte le lingue della storia d’occidente”. Uno spettacolo che si rivela un flusso di coscienza poetico lungo sette secoli in forma di viaggio-odissea cui partecipano, oltre Joyce, altri quaranta nocchieri, e poeti guest star (uno per ogni replica), la cui navigazione via via si trasforma in un caleidoscopico show per i più svariati porti.
25.3.18
 

Il primo bacio 2018


Teatro Tordinona 18 Marzo 2018
IL PRIMO BACIO
di Renato Giordano
Regia Renato Giordano
in collaborazione con Rossella Izzo
Con
Sonia Proietti, Lorenzo Esposito, Francesca Annichiarico, Erika Marconi, Giorgio Montaldo, Mauro Grasso, Giuditta Niccoli, Rebecca Monacelli, Fabrizio Maria Barbuto, Alessia Debaldi, Antoinette Podlesnaya, Alessandro Conte, Denise Buresta, Maria Antonietta Monacelli, Cristina Alby, Caterina Siano, Alessia Lamberti, Valentina Capuano, Mario D’Agostino, Camilla Parigi, Tamara Ta’any, Edoardo Senatori, Matteo Chitarrini, Raffaella Filosa, Lucrezia Marzo, Matteo Bompiani, Federico Campaiola, Luca Baldini, Angela Etiope, Tiziano Colabucci, Matteo Palmiero.
25.3.18
 

Cenere. Corale per le tabacchine

Teatro Centrale Preneste 10 Marzo 2018
Associazione "SALENTO: CHE FARE?"
presenta
"CENERE. CORALE PER LE TABACCHINE"
di e con: Marco Chiffi, Caterina Cosmai, Angela Elia, Beppe Fusillo, Maria Grazia Gioffrè, Leila Polimeno, Luigi Pontrelli, Antonella Sabetta, Irene Scardia, Carmen Tarantino
con la collaborazione artistica di Fabrizio Saccomanno
Un racconto corale nato da un laboratorio di scrittura e narrazione teatrale diretto dall’attore e pedagogo teatrale Fabrizio Saccomanno.
In scena voci e ombre di uomini e donne, tessere di un puzzle che si aggregano, una dopo l’altra, per restituire le vicende di lavoro e di vita delle operaie tabacchine del Salento.
Partendo dalla ricerca e dalla raccolta di testimonianze scritte e orali, vengono raccontate le dure condizioni lavorative, le lotte e in particolare lo sciopero generale tenuto per 28 giorni, tra gennaio e febbraio, nel 1961 a Tiggiano, un piccolo centro del Sud Salento, contro i licenziamenti e la chiusura del Magazzino, la locale fabbrica di tabacco. Tra le fonti utilizzate, un libro di Giovanni De Francesco, figlio di Vincenzo, tiggianese e sostenitore della battaglia delle tabacchine, per la conquista di migliori condizioni di vita e per l’emancipazione sociale delle lavoratrici. La lotta delle tabacchine di Tiggiano, che vide la mobilitazione dell’intera popolazione a sostegno delle 250 operaie, rappresentò un importante avvenimento storico, senza precedenti nella storia del paese.
Una storia di cui si riappropria il territorio in cui si è svolta, ma che appartiene a una storia più grande, e non conclusa, della lotta per i diritti e l’uguaglianza sociale delle donne e degli uomini di ogni epoca e provenienza.
16.3.18
 
 
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