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Tutto questo non è nient'altro che un gioco



Giardini della Filarmonica 8 Agosto 2013 "Tutto questo non è nient'altro che un gioco" Ideazione, adattamento testi e musiche di Costanza Alegiani. Ispirato a "Il mondo salvato dai ragazzini" di Elsa Morante con: Canio Loguercio, voce narrante, Costanza Alegiani, voce e musiche, Eugenio Colombo (sassofono alto e soprano), Pasquale Innarella( sassofono tenore), Alessandro D'Alessandro all'organetto. Elsa Morante nel 1968 scrive “Il Mondo salvato dai ragazzini”, una raccolta di poemi. Protagonisti di quest’opera sono i "Felici Pochi”, uomini e donne che vivono un’esistenza al di fuori delle meschine logiche della Storia, e la cui bellezza rivoluzionaria e semplice risplende, nonostante i continui tentativi di oscurarla. L’autrice si serve di ogni forma di narrazione, dalla poesia al teatro, dalla canzone al racconto e la musica che ne scaturisce segue e interpreta il ritmo di questi versi, si sviluppa insieme a loro, ne scandisce il respiro. È il suono dell’ocarina di Pazzariello, la voce del cieco Edipo , un ritornello sovversivo, la voce della Grande Opera, è un pezzo beat. Con questo concerto si vuole rendere omaggio a una donna che è stata tra le più grandi scrittrici del ventesimo secolo, capace di raccontare e denunciare la Storia, che tutto corrompe, e di interrogare la Vita, attraverso i suoi grandi e piccoli personaggi con le loro vicende.
7.9.13
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Garrincha - L'angelo dalle gambe storte



Jenne Estate 11 Agosto 2013 GARRINCHA - L'ANGELO DALLE GAMBE STORTE ideato da Giancarlo Fares e Valeriano Solfiti, che ne è anche l’interprete. L’attore, accompagnato dal percussionista Pietro Petrosini, alla chitarra Francesco Saguto e voce e chitarra di Leila Bahlouri, ripropone sul palco la storia del celebre calciatore Manoel Francisco dos Santos, conosciuto ai più con il nome di Garrincha. Dall’infanzia alla maturità, dal successo indiscusso al declino finale: la storia di Garrincha è una parabola commovente, che restituisce al pubblico le vicende dell’uomo più che del calciatore, offrendone un ritratto sensibile e complesso. Perché così era Garrincha: un uomo capace di grande poesia e allegria, che ha saputo regalare sorrisi e messaggi di speranza attraverso le sue performance sportive; un uomo – al tempo stesso – lacerato e abbandonato, vittima di passioni che lo hanno condotto, nel tempo, ad una fine autodistruttiva. Nell’arco di 90 minuti (durata regolamentare di una partita di calcio), lo spettacolo ridà vita a questo controverso personaggio, ai cui piedi si apre un tappeto (unica componente scenografica) che si fa campo, area di rigore, terreno di vite quotidiane scandite dal ritmo delle percussioni.
7.9.13
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L'uomo nel diluvio



CSC San Bonaventura Bassano del Grappa 28.08.2013 “L’UOMO NEL DILUVIO” di e con Valerio Malorni. Chi è l’uomo nel diluvio?In principio era Noè. Oggi siamo Noi. Perché la parola emigrazione non è mai stata così in voga come ora. Sotto questo diluvio. Il progetto nasce dall’incontro con un’immagine di un libro per bambini, molto amato da mia figlia, la storia dell’arca di Noè. Nel libro vi è raffigurata la moglie del patriarca di fronte alla porta di casa, nell’atto di mangiarsi le unghie. Il marito, impegnato nella costruzione dell’arca, le ha dato il compito di scegliere e prendere tutto ciò che intende salvare dal diluvio, ma lei di fronte all’uscio di casa non entra, indugia, e si mangia le unghie. Di fronte al diluvio quotidiano che siamo chiamati a vivere, cerchiamo di costruire un’arca, in cui custodire ciò che ancora rimane, ciò che ancora sta. Qualcosa si è rotto, forse le acque, nell’anno 30 della mia vita. E ho cominciato a considerare l’idea di partire, di salvarmi, di salvare mia figlia. Mi sono chiuso in bagno a leggere e ho trovato un uomo che nell’anno 601 della sua vita scende da un’arca, per fondare una nuova vita, dopo il più grande diluvio della storia. Sono uscito dal bagno, allora, per cercare qualcuno a cui raccontare la storia del secondo patriarca; la storia di questa società; la storia di un uomo che ha bisogno di un’arca e ha solo un ombrello, la storia di un uomo che vuole partire, che non vuole dio.
7.9.13
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Be legend



CSC Garage Nardini Bassano del Grappa 31.08.2013
“BE LEGEND!”
Teatro Sotterraneo concept e regia Teatro Sotterraneo, in scena un/una bambino/a: Sara Bonaventura, Claudio Cirri, scrittura Daniele Villa, luci Marco Santambrogio, grafica Massimiliano Mati consulenza costumi Laura Dondoli. “Be legend!” fa parte di “Daimon Call 2013/2014”, percorso di ricerca sul tema della vocazione che si articolerà in diversi formati. Si tratta di un insieme composto da sottoinsiemi che indagano, smontano e vivisezionano la questione del daimon. ovvero del demone che abita ognuno di noi, l’immagine che ognuno è chiamato a realizzare in vita, il motivo per cui siamo nati: non una ragione per l’esistenza ma piuttosto la forma della nostra unicità. “Be legend!” è un progetto seriale, una docufiction a puntate che reinventa l’identikit infantile di alcuni personaggi storici o dell’immaginario divenuti icone leggendarie. Ogni episodio un nome, ogni città un bambino diverso che in ventiquattr’ore impara a incarnare una personalità eminente per come poteva essere a 10 anni: i gesti, l’ambiente, i giochi. Si cerca nel bambino le tracce del mito che tutti conoscono e gliele si mettono addosso, costruendo una sorta di profezia a ritroso.
7.9.13
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