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Tunnel



Castello Aragonese 30 Maggio 2013, Castrovillari, “TUNNEL” di e con Gianfranco De Franco (clarinetto, sassofoni, flauti, sax andino, glockenspeil, loop machine, microkorg, midiwind, voce). Il castello aragonese di Castrovillari cela una storia di delitti, di sventure e di miserie. La paurosa costruzione fatta di piccole, umide, tetre e lugubri celle, di sotterranei e di camminamenti segreti, fu da sempre una prigione che doveva incutere un atroce terrore nei ribelli e nei rivoltosi. Antico e misterioso, il maniero, forse uno dei più terrificanti del Regno di Napoli, sembra ancora rievocare più di cinquecento anni di storie di torture e di dolore, di sangue e sofferenze. TUNNEL vuole “segnare” a livello sonoro il “percorso” delle tante anime rinchiuse e alcune mai trovate che gridano ancora con forza il loro orrendo destino, cercando di proiettare lo spettatore all’interno della propria esistenza, fatta di tante porte che corrono parallelamente; di incontri e scontri con noi stessi….un IO che si “ammala”; un IO che non si riconosce più con il contesto esterno; un IO che si chiude in un miraggio di realtà.

link: www.primaveradeiteatri.it
7.6.13
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Cucinarramingo In capo al mondo



Sala delle Arti 31 Maggio 2013, Castrovillari, GIANCARLO BLOISE in “CUCINARRAMINGO – IN CAPO AL MONDO” Proiezione musicale di Teatro cucina itinerante, prima nazionale, regia a cura di Giancarlo Bloise, con le preziose re-visioni di Tage Larsen e con la presenza in assenza di Giuliano Scabia. ideatore e progettista scenotecnica Giancarlo Bloise. Esecutore e progettista scenotecnica Mentor Shimaj (bott. artigianale Wood-Stock Fi ). in scena Giancarlo Bloise. una parte del testo è liberamente tratto da “In capo al mondo” di Giuliano Scabia. Progetto vincitore del Premio Tuttoteatro.com Dante Cappelletti 2012. Un inno all’arte della cucina, al saper fare con le mani e al lavoro artigianale. Un viaggio. Un racconto. Una ricetta. Un modo di fare. Una cucina sorge a poco a poco. Sostiene la manipolazione, l’alterazione della carne e degli altri ingredienti verso un prodotto cotto e assimilabile. L’azione fonde in un’unica sfera sensoriale percezioni di sensi distinti, mirando giocosamente al ventre. Sfrigolii, cottura, sibilo del fuoco, tagli divengono colonna sonora che accompagna tutte le stagioni di un cuoco. A volte capita che si possa danzare nel caos, altre volte inciampare. L’unione sta nel ritmo. Strumento per giocare diviene la musica del cucinare e del linguaggio, eseguita in tono Ramingo. La figura in scena sarà lieta di condividere il cucinato con una piccola parte di curiosi che vorrà assaggiare. I coraggiosi esperiranno il gusto del cotto assumendosene piena responsabilità, come nella vita.

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7.6.13
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Family Tree



Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica

Palladium 27 Aprile 2013 “Family Tree”
HALLWAY
concept: Matteo Ramponi
assistente: Claudia Valla
creazione: Buscarini / Bersani / Ramponi
suono: Paolo Persia
Volta
Vincitore del Premio Prospettiva Danza Teatro 2011, Padova
concept, coreografia: Riccardo Buscarini
assistente: Antonio de la Fe azione, creazione Bersani / Buscarini / Ramponi
con: Marco D’Agostin
suono: Sebastiano Dessanay
EPILOGO
concept: Chiara Bersani
creazione: Bersani / Ramponi
suono: Mattia Bersani / Leonardo Tedeschi
produzione: Corpoceleste con Ina/Assitalia - Piacenza, Stanhome S.p.A - sede di Parma e Piacenza, Accademia Domenichino da Piacenza, ASITOI. Il progetto si dirama a partire dal corpo visto come contatto tra passato e presente, connessione con il mondo, i nostri antenati, la nostra storia. Gli artisti coinvolti hanno assunto a turno la direzione del lavoro dando vita ai differenti frammenti dell’opera. “Sono nata il 9 Novembre del 1984 affetta da una forma medio/grave di Osteogenesi Imperfetta, un’alterazione genetica che rende l’apparato scheletrico più fragile e ne ostacola lo sviluppo. Per questa ragione ho subito interventi chirurgici che hanno lasciato tracce sul mio corpo. Seguendo le cicatrici presenti sulla pelle posso ricostruire la mia autobiografia dai due anni ad oggi. Ad ogni segno corrisponde una data, un luogo, una sequenza di ricordi. Considerando la mia vita attraverso questo percorso, mi ritrovo ad essere da sempre protagonista di una performance il cui principio va ricercato nella sua radice genetica.”
7.6.13
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Il tempo di una lavatrice



Teatro Agorà dal 28 Maggio al 2 Giugno 2013 “Il tempo di una lavatrice” con: Angela Calefato Antonio La Rosa, disegno luci: Francesco Barbera, una commedia scritta e diretta da Angela Calefato. All'inizio trabocca di poesia e romanticismo….poi la favola svanisce e inizia la crisi. La parabola dell'amore non risparmia nessuno. Neanche Oscar e Clara, i due protagonisti della commedia. E' sabato. Due quarantenni, sposati da qualche anno e annoiati da una vita coniugale senza stimoli, si apprestano a trascorrere il loro anniversario di nozze con scarso entusiasmo. Dopo un pranzo veloce al ristorante, tornano a casa e ci rimangono per tutto il weekend impigriti da una pioggia incessante. Tutto ciò che succederà tra le mura della loro casa è puro delirio. I sintomi del disastro ci sono tutti: il sesso è un cancan di travestimenti e giochi erotici ridicoli messi in atto per ripristinare un'intesa, il dialogo non è mai pacifico ma anzi tendente spesso al massacro. Il rapporto sembra arrivare, via via, al capolinea. Eppure marito e moglie ci provano a salvarlo in qualche modo. Come? Attraverso innumerevoli e strampalati tentativi che rotolano solo in una serie di equivoci e situazioni tragicomiche. La lavatrice, unico testimone delle bizzarrie coniugali, per tutto il tempo dello spettacolo non farà altro che caricarsi di roba sporca, lavarla, centrifugarla e restituirla pulita. Dopotutto è questo il desiderio di Oscar e Clara : uscire dalla crisi "bianchi più bianchi non si può" ...
7.6.13
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