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Festival Schegge d'Autore - Premiazione 2015

Teatro Tordinona 23 Dicembre 2015
DECRETATI I VINCITORI DELLA XV EDIZIONE DEL
“FESTIVAL SCHEGGE D’AUTORE”
Corti teatrali, monologhi e atti unici
Il Maestro Ettore Scola
premia il Miglior Corto

Grande partecipazione per la serata di Premiazione di SCHEGGE D’AUTORE, il Festival di Drammaturgia italiana, giunto alla XV edizione. Lo scorso mercoledì 23 dicembre, nella sala Pirandello del centralissimo Teatro Tordinona, dopo un dibattito introduttivo sulla critica e l’editoria teatrale, sono stati decretati i Vincitori dei Premi al Miglior Corto teatrale, Miglior Atto Unico e Miglior Monologo della XV edizione. La serata è stata presentata dal Direttore Artistico Renato Giordano, alla presenza di illustri ospiti, tra cui, il Maestro Ettore Scola, quest’anno nella Giuria del Festival, che ha consegnato importanti riconoscimenti: il Premio per il Miglior Corto a Giovanni Antonucci per il corto teatrale, dal titolo “Il Gusto”, e i Gran Premi della Giuria alla Carriera al drammaturgo Mario Fratti e allo stesso Giovanni Antonucci.
Il riconoscimento per il Miglior Spettacolo è stato assegnato a Sara Calanna e G. Spinozzi, per il corto “Il gatto nel bidet”, con Tiziano Floreani e Sara Calanna. Il Miglior Atto Unico è stato quello di Carlangelo Scillamà per “La pulitrice, il bancario e quel diavolo di una mucca”. Il Miglior Monologo ad aggiudicarsi il Premio è stato il testo di Salvatore Scirè per “Mare d’inverno”. Vince il premio per il Miglior Attore sulla scena Luigi Tani per “Il Gusto” di Giovanni Antonucci.
La Migliore Attrice ad interpretare uno spettacolo in gara è stata Liliana Paganini, autrice ed interprete protagonista del corto “E’ tempo di Guerra”. Una Segnalazione Speciale è andata all’attrice Anna Alegiani per la sua interpretazione ne “La ballata di Gori”.
Miglior Interprete non Protagonista è risultata l’attrice Roberta Russo per “The End” di Alessandro Iori.
Vince il premio per la Miglior Regia l’autore Renato Capitani per “Il mio gatto mi crede un gatto… ma è una brava persona”. Il Premio come Miglior Artista per le Arti Figurative è stato vinto da Ruslan Ivanytskyy, mentre il Premio al Miglior Autore Internazionale è andato all’artista russa Elena Rastegaeva.
Una Segnalazione Speciale è andata infine al Progetto TBM, dal titolo “Un giorno dal Dottore” di Filomena Lasaracina.
Presenti all’evento il Maestro Pietro Carriglio, i critici teatrali Marco Palladini, Vincenzo Sanfilippo e gli editori teatrali Enrico Bernard, Luciano Lucarini e Raffaele Aufiero.
Il Festival Schegge d’Autore, promosso dallo SNAD (Sindacato Nazionale Autori Drammatici e Radiotelevisivi) e dall' INPS – Fondo PSMSAD, è dedicato ai nuovi autori teatrali italiani. Un evento unico, dove la scrittura drammaturgica è protagonista, in un paese in cui per i nuovi autori è sempre più difficile andare in scena. Un Festival coinvolgente, ma anche un osservatorio sulla vitalità del teatro e le sue continue evoluzioni.
26.12.15
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The carnage


Teatro dell’Orologio 20 dicembre 2015
THE CARNAGE
con Michele Bevilacqua, Max Caprara, Veronica Milaneschi e Giada Prandi
testo e regia Max Caprara
disegno luci Luca Carnevale
musiche originali Stefano Switala
assistente alla regia Prisca Liguori Rebagliati
produzione Aut-Out in collaborazione con Otni e Sycamore T Company
Una tragicommedia scritta da Max Caprara mossa da un ritmo sferzante sempre imprevedibile e da una straordinaria aderenza alle nevrosi e alle velleità espresse dalle nostre società borghesi. Racconta con ironia le competitività e le sfumature della stupidità sociale portando in scena quattro personaggi che il pubblico non dimenticherà facilmente destinati ad implodere fragorosamente.
BIOGRAFIA
Aut-Out e OTNI sono due realtà indipendenti che si uniscono per lo spettacolo Carnage. Aut-Out dal 2007 si occupa di tematiche sociali e si propone come terreno fertile per lo scambio, lo studio e la sperimentazione di nuovi linguaggi teatrali. OTNI - Oggetti Teatrali Non Identificati – è nata 15 anni fa dall'incontro di singoli artisti attorno a progetti di drammaturgia contemporanea in cerca di nuovi linguaggi e nuovi rapporti con il pubblico.
26.12.15
 

COURTESY. Il discorso della danza - 18 dic.


Angelo Mai, Roma 17 e 18 dicembre 2015

COURTESY. Il discorso della danza
Discorso artistico, alla nazione, informazione scientifica, performance, deliquio, politica

relatori 17 dicembre:
cristina rizzo, silvia bottiroli, gigi argyropoulou, lorenzo donati, alessandro carboni, leone barilli, silvia rampelli, viviana gravano
sergio lo gatto, yuri elena, emanuele trevi, gaia clotilde cernetich

relatori 18 dicembre:
lucia amara, piersandra di matteo, paola stella minni, kinkaleri le supplici mk, valentina valentini, donatella bertozzi, alessandra sini, gianluca brogna, china wow | francesca cuttica, claudia di muta imago, barok the great, giorgina pilozzi e luigi de angelis

Giovedì 17 e venerdì 18 dicembre a partire dalle ore 20.30 per le due ore successive si inviteranno artisti, coreografi, giornalisti, studiosi a intervenire su un argomento generale come “la danza”, oggi. Poche le indicazioni date ai relatori, cui viene chiesto, partendo dalla sola presenza di un microfono, di interpretare liberamente l’argomento stando dentro a una durata compresa tra i 3 e i 30 minuti. La genericità dell’argomento offre una sponda ideale per modulare i diversi interventi che, abbandonando la tradizionale relazione o l’intervento biografico-aneddotico, vanno dalla divulgazione scientifica al soliloquio, dalla performance afasica al dialogo ispirato.
La commistione di “relatori” accosta tanto personalità note dell’ambiente coreutico quanto la presenza di assoluti outsider, garantendo non solo la giusta eccentricità e vivacità, ma anche la formazione di un arabesco vivo e ritmico, capace di far venire a galla le diverse posture possibili quando si parla di danza. Courtesy. Il discorso della danza è il titolo evocativo scelto per questo nuovo formato per-formativo, dove al pubblico si offre un oggetto artistico autonomo che si auto-interroga sulla danza, oggi. Alcune compagnie italiane (mk, Kinkaleri e Le Supplici) tra le più apprezzate del panorama coreutico contemporaneo nazionale e transnazionale, si stanno da tempo interrogando sui nuovi formati, anche legati alla formazione, e questo pare un primo invito audace a condividere le necessità di produrre un discorso sulla danza capace anche di reinventare i contorni e la realtà. Perché i movimenti sono sempre due: quello che dalla scena arriva e quello che alla scena ritorna.
Con l’intelligente irriverenza a cui ci hanno da tempo abituato le tre compagnie presenteranno anche KLM acronimo e nuova intuizione condivisa dalle tre formazioni nata non solamente con l’idea di instaurare una geografia interregionale di progettazione, ma anche con la volontà di unirsi attorno a un progetto triennale che possa far risuonare alcune urgenze legate tanto alla performance quanto alla formazione, tanto alla riflessione attorno al discorso coreografico contemporaneo, quanto agli eventi.
Attraverso la costruzione di un programma condiviso KLM si pone come primo scopo quello di un confronto costante e aperto su cosa significhi “fare ricerca” oggi e quali siano i luoghi che possano accoglierla, fuori dalla logica strettamente distributiva dei prodotti culturali.
Courtesy.Il discorso della danza.
Discorso artistico, alla nazione, informazione scientifica, performance, deliquio, politica.
Due giorni di presa di parola continua, in solitudine davanti ad un microfono. Dai 3 ai 30 minuti una successione di interventi che hanno come centro la danza e come obiettivo quello di misurare le distanze da questo centro. Fino all’orizzonte più lontano; cosmologico se possibile. Un invito a condividere con i relatori invitati la necessità di produrre discorsi e invenzioni della realtà, arrotondando le parole verso il movimento.
26.12.15
 

Creditori

Teatro Cometa Off 19 Dicembre 2015
Creditori
di August Strindberg
traduzione e adattamento di Lorenzo de Liberato
con Benedetta Corà, Fabrizio Milano e Stefano Patti
Regia di Gianluigi Fogacci
Adolf, un artista che vive una profonda crisi creativa e matrimoniale, si confessa e si rifugia tra le braccia apparentemente amichevoli di Gustav, ignaro che questi (primo marito della moglie Tekla) lo manipola con abilità luciferina intenzionato a riscuotere il credito della sofferenza da lui patita per l'abbandono subito; dopo aver demolito la fraglie personalità del pittore, lo indottrina a distruggere il proprio matrimonio, gettando una luce del tutto negativa sulla figura della moglie. Ma quando arriva Tekla non tutto si svolge secondo i piani... Ne nasce un gioco al massacro a cui giova tantissimo l'unità di tempo e di luogo, con un tragico epilogo, il tutto attraversato da una grazia e da una sapienza drammaturgica da grande capolavoro.
26.12.15
 

La coscienza di Zeno spiegata al popolo

Teatro Belli 16 dicembre 2015
LA COSCIENZA DI ZENO SPIEGATA AL POPOLO
GOULASH BLUES EXPLOSION
scritto da Stefano Dongetti con la collaborazione di Riccardo Cepach, Alessandro Mizzi e Paolo Rossi
Con Laura Bussani, Stefano Dongetti, Alessandro Mizzi
Musica: Riccardo Morpurgo – piano, Franco Trisciuzzi - chitarra
Scene e attrezzeria Fabrizio Comel
Regia di Paolo Rossi
La vita non è né bella brutta è originale (Italo Svevo).
Questo è lo spirito dell’ardita operazione di rilettura di celebri episodi de “La coscienza di Zeno” in forma happening per uno spettacolo diverso ad ogni replica per la Compagnia del Pupkin Kabarett.
Solo loro, forse, potevano cimentarsi nella spericolata impresa di mescolare il vecchio e nuovo unire jazz, blues, pop e il rock alla letteratura e al cabaret.
Preparatevi a un entusiasmante viaggio nelle scandalose pagine di Joyce, nella poesia e nel cinico umorismo di Saba e in quell’irresistibile vademecum delle nevrosi dell’uomo moderno che è La Coscienza di Zeno di Italo Svevo. Attori e musicisti sul palco Paolino “Little King” Rossi in cabina di regia saranno agli occhi del pubblico, le guide in un elettrizzante e provocatorio itinerario tra cultura alta bassa, mito e realtà e in cui sarà sempre consigliabile perdere la rotta con scanzonata spregiudicatezza.
Una coproduzione Bonawentura/Teatro Miela - Il Rossetti/Teatro Stabile FVG in collaborazione con La Corte Ospitale e il Museo Sveviano del Comune di Trieste
26.12.15
 

COURTESY. Il discorso della danza - 17 dic

Angelo Mai, Roma 17 e 18 dicembre 2015

COURTESY. Il discorso della danza
Discorso artistico, alla nazione, informazione scientifica, performance, deliquio, politica

relatori 17 dicembre:
cristina rizzo, silvia bottiroli, gigi argyropoulou, lorenzo donati, alessandro carboni, leone barilli, silvia rampelli, viviana gravano
sergio lo gatto, yuri elena, emanuele trevi, gaia clotilde cernetich

relatori 18 dicembre:
lucia amara, piersandra di matteo, paola stella minni, kinkaleri le supplici mk, valentina valentini, donatella bertozzi, alessandra sini, gianluca brogna, china wow | francesca cuttica, claudia di muta imago, barok the great, giorgina pilozzi e luigi de angelis

Giovedì 17 e venerdì 18 dicembre a partire dalle ore 20.30 per le due ore successive si inviteranno artisti, coreografi, giornalisti, studiosi a intervenire su un argomento generale come “la danza”, oggi. Poche le indicazioni date ai relatori, cui viene chiesto, partendo dalla sola presenza di un microfono, di interpretare liberamente l’argomento stando dentro a una durata compresa tra i 3 e i 30 minuti. La genericità dell’argomento offre una sponda ideale per modulare i diversi interventi che, abbandonando la tradizionale relazione o l’intervento biografico-aneddotico, vanno dalla divulgazione scientifica al soliloquio, dalla performance afasica al dialogo ispirato.
La commistione di “relatori” accosta tanto personalità note dell’ambiente coreutico quanto la presenza di assoluti outsider, garantendo non solo la giusta eccentricità e vivacità, ma anche la formazione di un arabesco vivo e ritmico, capace di far venire a galla le diverse posture possibili quando si parla di danza. Courtesy. Il discorso della danza è il titolo evocativo scelto per questo nuovo formato per-formativo, dove al pubblico si offre un oggetto artistico autonomo che si auto-interroga sulla danza, oggi. Alcune compagnie italiane (mk, Kinkaleri e Le Supplici) tra le più apprezzate del panorama coreutico contemporaneo nazionale e transnazionale, si stanno da tempo interrogando sui nuovi formati, anche legati alla formazione, e questo pare un primo invito audace a condividere le necessità di produrre un discorso sulla danza capace anche di reinventare i contorni e la realtà. Perché i movimenti sono sempre due: quello che dalla scena arriva e quello che alla scena ritorna.
Con l’intelligente irriverenza a cui ci hanno da tempo abituato le tre compagnie presenteranno anche KLM acronimo e nuova intuizione condivisa dalle tre formazioni nata non solamente con l’idea di instaurare una geografia interregionale di progettazione, ma anche con la volontà di unirsi attorno a un progetto triennale che possa far risuonare alcune urgenze legate tanto alla performance quanto alla formazione, tanto alla riflessione attorno al discorso coreografico contemporaneo, quanto agli eventi.
Attraverso la costruzione di un programma condiviso KLM si pone come primo scopo quello di un confronto costante e aperto su cosa significhi “fare ricerca” oggi e quali siano i luoghi che possano accoglierla, fuori dalla logica strettamente distributiva dei prodotti culturali.
Courtesy.Il discorso della danza.
Discorso artistico, alla nazione, informazione scientifica, performance, deliquio, politica.
Due giorni di presa di parola continua, in solitudine davanti ad un microfono. Dai 3 ai 30 minuti una successione di interventi che hanno come centro la danza e come obiettivo quello di misurare le distanze da questo centro. Fino all’orizzonte più lontano; cosmologico se possibile. Un invito a condividere con i relatori invitati la necessità di produrre discorsi e invenzioni della realtà, arrotondando le parole verso il movimento.
26.12.15
 

La pulitrice, il bancario e quel diavolo di una mucca


CARLANGELO SCILLAMA’ “La pulitrice, il bancario e quel diavolo di una mucca”

26.12.15
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La ballata di Gemma Donati


GIANCARLO GORI “La ballata di Gemma Donati”

26.12.15
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Donne che non t’aspetti


GIANNALBERTO PURPI “Donne che non t’aspetti”
26.12.15
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Un giorno dal Dottore


FILOMENA LASARACINA “Un giorno dal Dottore”
26.12.15
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Bangkok senza Ritorno


RENATO GIORDANO “Bangkok senza Ritorno ”
26.12.15
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Il signor Corda


MASSIMILIANO PERROTTA “Il signor Corda”
22.12.15
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Mare d’ Inverno


SALVATORE SCIRE’ “Mare d’ Inverno”
22.12.15
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Il Gusto


GIOVANNI ANTONUCCI “Il Gusto"
22.12.15
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Il mio compleanno


STELLA SACCA’ “Il mio compleanno”
22.12.15
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Il colombo impaurito


RAFFAELE AUFIERO “ Il colombo impaurito”*
22.12.15
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The end


ALESSANDRO IORI “The end”*
22.12.15
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Il mio gatto mi crede un gatto … ma è una brava persona


RENATO CAPITANI “Il mio gatto mi crede un gatto … ma è una brava persona”.
22.12.15
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Il gatto nel bidet


GIOACCHINO SPINOZZI e SARA CALANNA “Il gatto nel bidet”.
22.12.15
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E’ tempo di guerra

LILIANA PAGANINI “E’ tempo di guerra”
22.12.15
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Hyperion

Teatro Vascello 1 dicembre 2015
Hyperion
di Bruno Maderna ideazione e spazio scenico Muta Imago regia Claudia Sorace drammaturgia musicale Riccardo Fazi performer Jonathan Schatz musica di Bruno Maderna arrangiamenti musicali e live electronics Juan Parra Cancino flauto Karin de Fleyt soprano Valérie Vervoort aiuto regia Chiara Caimmi direzione tecnica e video Maria Elena Fusacchia consulenza al progetto Alessandro Taverna consulenza etica ed estetica Daniel Blanga Gubbay supporto alle ricerche Brent Wetters luci Roberto Cafaggini
costumi Jonne Sikkema organizzazione Agnese Nepa comunicazione Manuela Macaluso foto di scena Luigi Angelucci – Filip Van Roe produzione Muta Imago, Sagra Musicale Malatestiana, Romaeuropa Festival in collaborazione con Kunstencentrum Vooruit – Gent, Muziektheater Transparant – Antwerp, Orpheus Instituut – Gent, Hermes Ensemble – Antwerp, Santarcangelo Festival Internazionale del Teatro in Piazza, AMAT Marche, L’Arboreto Teatro Dimora di Mondaino, Rialto Sant’Ambrogio, Carrozzerie N.O.T.- Rome
Uno dei più potenti ed enigmatici pezzi del teatro musicale italiano del secondo Novecento, “Hyperion” di Bruno Maderna torna sulle scene grazie all’allestimento della compagnia di teatro contemporaneo Muta Imago, che si confronta con un capolavoro musicale. Compositore, direttore d’orchestra, sperimentatore inesausto, Maderna spesso ripeteva: «Il celebre “io non cerco trovo” di Picasso è incompleto se non si attribuisca a quel “trovo” il significato di “creo”». Ed è proprio nell’idea di creazione continua che nasce e si sviluppa il suo “Hyperion”, basato sul romanzo epistolare di Friedrich Hölderlin “Iperione o L’eremita in Grecia”. Quella di Maderna è un’opera aperta, basata in origine su otto scene che, tuttavia, gli interpreti sono tenuti a smontare e rimontare, creando ogni volta un nuovo “Hyperion”. Dopo la prima alla Biennale di Venezia, il compositore continuò a lavorarci presentando altri due allestimenti scenici nel 1968, nonché quattro versioni da concerto e due suite: tra aggiunte e tagli, ogni versione differisce dall’altra in maniera radicale. Perché è qui la magia di questa lirica in forma di spettacolo: allora quale “Hyperion” portare in scena? Muta Imago parte proprio dall’idea di apertura per azzardare il suo “Hyperion” di Maderna, come prima di loro hanno fatto altri interpreti: ricordiamo il caso della celeberrima versione di Klaus Michael Grüber, vista nell’edizione del 1992 di Romaeuropa. «Qual è il posto dell’uomo nel mondo? Questa è la domanda principale posta da questo lavoro», spiegano la regista Claudia Sorace e il drammaturgo Riccardo Fazi di Muta Imago, sensibili alla dimensione esistenziale di “Hyperion”, ai richiami della natura che si contrappone alla disumanizzazione e alla solitudine del protagonista. Nuova sarà anche la veste musicale, dove oltre al flauto, alla voce di soprano e all’elettronica dal vivo, per la parte dell’orchestra ci saranno delle registrazioni dirette dallo stesso Maderna in varie occasioni, a ricordarci come il compositore continuasse a lavorare sulla sua musica con spirito creativo.
22.12.15
 

Le favole


LUCIANO BOTTARO “Le favole”*
22.12.15
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Isole, una guida vagabonda di Roma

Centrale Preneste Teatro 10 dicembre 2015
Isole, una guida vagabonda di Roma
di Marco Lodoli
regia di Stefano Cioffi
con Elena Radonicich
musiche di Natalino Marchetti
Esiste una Roma che non compare in nessuna guida turistica, una città nella città fatta di inattesi frammenti di magia. Una Roma in cui la parola d’ordine è girovagare, dalla primavera all’inverno, sotto la pioggia e sotto il sole, con il naso all’insú o gli occhi ben piantati, in attesa di quelle scoperte che fermano il tempo e ripuliscono lo sguardo: il capolavoro meno visibile della storia dell’arte, una piazza affollata di poeti come un ascensore, l’elefantino del Bernini «con un obelisco sul groppone», il pavone che passeggia sulla Garbatella…
Con Isole, Marco Lodoli ci invita a «scantonare» dalla vita di tutti i giorni, per imparare a riconoscere la bellezza e godersela, fino in fondo.
In scena, Elena Radonicich in questi giorni nei cinema, protagonista nel film Alaska con Elio Germano.
ISOLE: NOTE DI REGIA
Prima di inventare e organizzare lo spazio l’uomo possedeva una forma simbolica con cui trasformare lo spazio stesso: l’azione del camminare. È camminando che l’uomo ha cominciato a costruire il paesaggio naturale che lo circondava. È camminando che nell’ultimo secolo si sono formate le categorie con cui interpretare i paesaggi urbani (e non) che ci circondano.
Ho camminato molto, in città ma soprattutto nelle aree periurbane, mi sono fermato, sono tornato, ho parlato con la gente di quei luoghi; ho anche evitato la gente di quei luoghi. E ci torno ancora, continuamente, quando posso, settimanalmente. Girovagare in queste aree sconosciute è uno strumento estetico di conoscenza dello spazio, un tentativo di esplorazione e di trasformazione di luoghi negletti in luoghi contemporanei.
Per questo ho amato le Isole di Marco Lodoli, sequenze, fotogrammi ravvicinati di luoghi di cui ignoriamo l’esistenza nonostante la quotidianità ce li avvicini inconsapevolmente. Ho scelto proprio quelle sottili visioni nelle aree distanti dal centro dove pochi sanno e amano estendere il proprio sguardo: Torre Maura, Casal Bertone, il quartiere Collatino, Ponte di Nona o l’immancabile Grande Raccordo Anulare.
Le mie immagini che scorrono assieme al testo non sono descrizioni, sono semplici associazioni, quasi sempre riprese in luoghi diversi dal testo proprio perché pensate come evocazioni e non rappresentazioni.
La musica di Natalino Marchetti è un accompagnamento discreto quando scorre assieme al testo, più importante quando diventa vera e propria improvvisazione a sé stante. Stefano Cioffi
21.12.15
 

Da dove nascono le stelle - Lasciati amare

Recensione dello spettacolo su B in Rome

Teatro Vascello 6 dicembre 2015
Prima parte
DA DOVE NASCONO LE STELLE
creato da Giorgio Rossi e Simone Sandroni
interpretato da Elisa Canessa e Fabritia D'Intino
luci Cesare Lavezzoli
costumi a cura di Giorgio Rossi
testi a cura di Simone Sandroni
si ringraziano per la collaborazione Elvira Zuñiga Porras, Erica Archinucci
produzione Déjà Donné, Associazione Sosta Palmizi
Da Dove Nascono le Stelle è il titolo della nuova creazione di Simone Sandroni e Giorgio Rossi. I due performers si incontrano nuovamente dopo anni da "Piume", spettacolo presentato alla Biennale della Danza di Lione nel 1998. L'idea di lavorare ad un nuovo progetto nasce da una serie di performance ed improvvisazioni che i due coreografi hanno fatto insieme nel 2013 e 2014 che hanno permesso loro di capire come e cosa fare, quale strada percorrere insieme per la nuova creazione.
Breve presentazione sugli intenti del percorso creativo - La storia di questo lavoro siamo noi, per via del percorso e del vissuto che abbiamo, e ogni volta che saliamo sul palco comunque diventiamo la storia stessa. Attraverso la danza, che è la nostra passione e il nostro mestiere, riusciamo ad esprimere l'indicibile e le emozioni nella loro chiarezza e universalità. Siamo in un'età dove ogni virtuosismo è velleitario, tuttavia come due vecchi ulivi mostriamo tutto il nostro vissuto nelle radici nel tronco nei rami nelle foglie e i frutti succosi nascono sempre da fiori fragili teneri ed effimeri, come la prima volta. Non abbiamo certezze ma desiderio e necessità di trasmettere tutta la vita che conteniamo e speriamo nel tempo della scena di trasporla in emozione silenziosa e intensità, lasciando a chi ci guarda leggerezza gioia e commozione. Questo lavoro è nato con i due autori in scena come interpreti del loro personale percorso artistico. Riflessioni ed esperienze successive al debutto hanno portato a distillare e approfondire nodi poetici che richiamano importanti tematiche universali; è stato così deciso di affrontare la sfida di una nuova versione con in scena due giovani e bravissime danzatrici, Elisa Canessa e Fabritia D'Intino. "Nel luogo dove niente è troppo piccolo o troppo grande, dove le bugie sostengono la verità e il paradosso è la regola, in quel luogo preciso si crede ciecamente a tutto ciò che si ascolta o vede, non per comprendere una verità senza errore, ma per scoprire il cammino verso la verità del sogno. E' quello il luogo in cui incontriamo chi vorremmo essere e dove accettiamo ciò che siamo, il luogo dove si svela il mistero e comprendiamo Da Dove Nascono le Stelle" - Simone Sandroni
"Siamo apparsi su questo pianeta un giorno, per un atto, si spera d'amore, comunque dall'unione di due esseri distinti e siamo il risultato di questa unione.
Di amore ci nutriamo e cerchiamo malgrado noi di unirci a qualcun altro. E lo sogniamo, lo desideriamo, e molto tempo lo passiamo a domare i nostri impulsi istintuali e sensuali, e ci pensiamo tanto.. c'è chi scrive, chi dipinge, chi fa il pane, coltiva fiori, io DANZO. Poi ci confondiamo, non capiamo più nulla di chi siamo, perché ci siamo e che vogliamo. In fondo basterebbe amare e lasciarsi amare, e credo che sia la cosa fondamentale della vita, il resto lo facciamo sperando di dimenticare questa cosa così semplice" - Giorgio Rossi
Seconda parte
LASCIATI AMARE
Di e con GIORGIO ROSSI
Produzione Associazione Sosta Palmizi
Lo spettacolo nasce in occasione di una bellissima maratona di danza organizzata per inaugurare il Teatro Zandonai di Rovereto, nel novembre 2014. Un evento speciale che ha riunito in due giorni un numeroso gruppo di artisti, dai fondatori della compagnia Sosta Palmizi fino a giovani artisti emergenti.
È in questa atmosfera di amicizia e poesia che Giorgio Rossi ha presentato il suo assolo Lasciati Amare con cui prova, ancora una volta, ad avvicinare la parola, la musica e la danza nel tentativo di unire tre forme espressive che, per loro natura, contengono ritmo, spazio, evocazione, trasposizione e sospensione del tempo… tre forme di espressione che vanno verso un sentire indipendente dal razionale, verso un sentire la vita attraverso emozioni e battiti del cuore. Hai un sangue, un respiro.
Sei fatta di carne
di capelli di sguardi
anche tu. Terra e piante,
cielo di marzo, luce,
vibrano e ti somigliano –
il tuo riso e il tuo passo
come acque che sussultano –
la tua ruga fra gli occhi
come nubi raccolte –
il tuo tenero corpo
una zolla nel sole.
(Cesare Pavese)
GIORGIO ROSSI - Come direbbe E. Satie‚ "è un mammifero danzante". All'età di 4 anni‚ vedendo il clown svizzero Dimitri esibirsi nel surreale tempo della scena‚ ha capito che il teatro era la sua vita. Deve la sua fortuna artistica all'aver potuto assistere ai lavori di grandi maestri (Kantor, Brook, Bausch,
Carlson….) e‚ con alcuni‚ ha imparato l'arte scenica‚ sia come allievo che come interprete. Nel 1984‚ è co–fondatore della Sosta Palmizi‚ sigla sotto la quale‚ in 30 anni‚ hanno lavorato oltre 400 danzatori e non, che via via hanno trovato lavoro nelle maggiori compagnie di Teatro Danza Italiane e Europee o hanno fondato propri gruppi e alcuni di loro, a tutt'oggi, ne fanno parte come Artisti Associati. Con i suoi spettacoli‚ oltre 30 produzioni che hanno superato le 1.500 repliche, ha girato il mondo‚ grazie all'universalità dell'arte poetica del movimento. Fa parte di quella specie di esseri in via di estinzione che crede profondamente nell'Arte Poetica del Movimento. Per questo si definisce un partigiano dell'immaginazione. La sua danza è fatta di un'energia organica giocosa, auto ironica e commovente, che auspica lo porti sulle scene ancora per molto tempo. In questi anni collabora con artisti di altri campi, come: Andrea Pazienza, Paolo Fresu, Bernardo Bertolucci, Terry Guilliam, Stefano Benni, Paola Turci, Lucia Poli, David Riondino, Paolo Rossi, Banda Osiris, Gabriele Mirabassi, Danilo Rea, Elisabetta Pozzi, Jovanotti, Avion Travel, Francesco Bruni, Renato De Maria, Arnoldo Foa, Gianluigi Trovesi, Michele Rabbia, Marco Baliani, Fabio De Luigi, Tiziana Foschi, Eugenio Allegri, Max Gazzè e tanti altri, oltre a lavorare con persone di ogni età e comunità terapeutiche e vari gruppi di recupero sociale e nella scuola pubblica. Come i suoi maestri, cerca di trasmettere l'esperienza avuta alle persone che, lo scelgono come maestro. Partecipa come danzatore alla trasmissione VIENI VIA CON ME di Roberto Saviano e Fabio Fazio. Nel 2012 crea " Cielo di Marzo" per 15 ballerini dell'Opera di Roma. Nel 2013 cura tutti i movimenti della Carmen di Bizet con L' Orchestra di piazza Vittorio, nel 2014 coordina 320 giovani per il 620 Carnevale di Putignano, avvia uno studio sulla felicità con 12 danza/attori, Artisti Associati della Sosta Palmizi, lavoro che debutterà al Teatro Mecenate di Arezzo in dicembre 2014. In giugno ha realizzato una coreografia per l'Accademia Nazionale di Danza a Roma per 20 interpreti e sempre a giugno è andata in scena alle Terme di Caracalla l'Opera Carmen con l'orchestra di Piazza Vittorio di cui cura tutti i movimenti scenici e le coreografie.
11.12.15
 

Leonardodicaprio

Teatro dell’Orologio 6 dicembre 2015
LEONARDODICAPRIO
Riccardo Festa anela di essere il migliore amico di Leonardo di Caprio dal 1997. E qui, che non è un qui preciso, ma è un ovunque, aspetta Leonardodicaprio.
di Riccardo Festa
Drammaturgia e regia di Riccardo Festa
Con Lorenzo Bartoli, Michele Cesari, Luca Di Prospero, Emilia Scarpati Fanetti, Riccardo Festa
Qui. Che non è un qui preciso, ma è un ovunque. Qui che è terra di mezzo e di nessuno. Qui che sono le nostre vite tutte, omologate e lontane che quasi le guardiamo alla tv. Qui che se sogni poi non te lo ricordi e se te lo ricordi maledici quel sogno così troppo sogno da non poterlo confondere mai con la realtà. Qui cerchiamo, qui chiamiamo, qui aspettiamo Leonardodicaprio.
11.12.15
 

Albania casa mia

Teatro Argot Studio 3 DICEMBRE 2015
ARGOT PRODUZIONI
ALBANIA CASA MIA
di e con Aleksandros Memetaj
regia Giampiero Rappa
aiuto regia Alberto Basaluzzo
25 febbraio 1991, Albania. Il regime comunista che per più di 45 anni aveva controllato e limitato la libertà dei cittadini albanesi è ormai collassato. Il malcontento del popolo si esprime con manifestazioni, distruzione dei simboli dittatoriali ed esodi di massa, per primo quello di Brindisi. Tanto più che il focolare della rivolta, ultimo in Europa, aspetta da anni, dopo la morte di Enver Hoxha nel 1985 e la caduta del muro di Berlino nel 1989, di appiccare, a partire da Scutari, divampando poi in tutta la nazione e raggiungendo le città principali: Tirana, Durazzo e Valona. I movimenti politici formatisi (soprattutto diseredati, intellettuali e studenti) cominciano ad agitarsi contro il governo. Le Ambasciate vengono aperte dai rispettivi paesi e inondate di persone richiedenti asilo. Allora il presidente Ramiz Alia concede il diritto di viaggiare fuori dallo stato, riaprendo i confini e aprendo all’economia libera. Migliaia di persone cercano di scappare verso l’Occidente partendo dai porti di Valona e Durazzo con navi, pescherecci e gommoni diretti verso l’Italia. Tra questi c'è anche Alexander Toto, trentenne che scappa da Valona a bordo del peschereccio "Miredita" (Buon giorno) e giunge a Brindisi. In quel peschereccio c'è anche Aleksandros Memetaj, bimbo di 6 mesi. Albania casa mia è la storia di un figlio che crescerà lontano dalla sua terra natia, in Veneto, luogo che non gli darà mai un pieno senso di appartenenza. “Albania casa mia” è anche la storia di un padre, dei sacrifici fatti, dei pericoli corsi per evitare di crescere suo figlio nella miseria di uno Stato che non esiste più. E’ anche la storia del suo grande amore nei confronti della propria terra, di grande patriottismo, di elevazione di alcuni valori che in Italia non esistono più. Quando il popolo piange sangue e si ribella allo Stato, per un gioco controverso dell’animo umano il cuore, pur bagnato di veleno, conserva gli odori, le immagini e i dolci ricordi di una nazione unica, con una storia sofferta e passionale. I destini di Aleksandros Memetaj e Alexander Toto ¬ apparentemente lontani ¬ si incrociano più volte nella storia fino creare un'unica corda, un unico pensiero. Finché l’uno diventerà il figlio e l'altro il padre.
10.12.15
 

Risorgi

Teatro Lo Spazio dal 24 Novembre al 6 Dicembre 2015
RISORGI
di Duccio Camerini
Con Simone Bobini, Barnaba Bonafaccia, Duccio Camerini, Matteo Micheli, Marco Damiano Minandri, Nicola Sorrenti, Giusy Emanuela Iannone, Ciro Carlo Fico, Matteo Colasanti, Cristina Pedetta,
Regia di Duccio Camerini
Una storia scabrosa e barocca, quasi una preghiera, a cavallo tra la periferia e la campagna sventrata. Monica, un uomo di mezza età, aspirante transessuale in attesa dell’operazione; Sergio, un marchettaro che non vuole smettere di illudersi; Traiano, il figlio di Monica, gestisce insieme al padre una specie di “azienda di famiglia”: un traffico di storpi e deformi che loro proteggono e addestrano a chiedere l’elemosina, soprattutto in vista del nuovo Giubileo della Misericordia, annunciato dal Papa; Mongo, un ragazzo ritardato, un fool che vede dietro le cose e gli eventi; Tommi, un cameriere che fa arti marziali e prende “bombe” illegali in vista degli incontri; Rosa, la sua ex, una tossica – un tempo assistente sociale - che lo ricatta per convincerlo a tornare con lei. Infine “Latodestro”, uno storpio “acquisito”, è finito sotto un camion perdendo l’uso del braccio e della gamba sinistri, è lui il piccolo Robespierre che guida gli altri storpi alla rivolta.
Storie senza morale alla fine di una città, in una terra di nessuno tra legalità e illegalità, benessere e miseria, solitudine e assenza di passato… Ogni personaggio è in attesa di una sua personale resurrezione, davanti ad un mondo ridicolo che sa solo ignorare. Ma uno di loro alla fine morirà.
Lo spettacolo è sconsigliato ai minori di anni 14
8.12.15
 

Genova New York

Teatro Tordinona 29 Novembre 2015 CARLO VALLI in
GENOVA NEW YORK
Storie e canzoni su una rotta perfetta
di MARCO AVARELLO
Regia di LINDA DI PIETRO
con Lenni Lippi e Simone Mariani
GENOVA NEW YORK, di MARCO AVARELLO, per la regia di LINDA DI PIETRO. Uno spettacolo teatral musicale che vede nei panni del protagonista il celebre attore e doppiatore CARLO VALLI, attore e doppiatore, voce storica di Robin Williams, interpretazione che nel 1995 gli è valsa il Nastro d’Argento come Miglior Doppiatore, con lui sul palco LENNI LIPPI e SIMONE MARIANI con musica e canzoni che rimandano alle epoche in cui di volta in volta il racconto si va ambientando.
Genova New York: una rotta, un’incredibile favola che invece è una storia vera anche se in gran parte dimenticata.
L’incontro casuale tra un burbero “uomo di mare” e tre giovani musicisti diventa l’occasione per ripercorrere e scoprire l’affascinante rotta atlantica che per secoli ha collegato via mare il vecchio e il nuovo mondo.
Storie e persone si intrecciano per tornare tra le onde di quell’oceano che ha cambiato la vita dei milioni di uomini che l’hanno attraversato. La musica suonata e cantata dal vivo fa riemergere i protagonisti di quel mondo scomparso evocando atmosfere lontane e ricordi sepolti nella memoria collettiva di un popolo di viaggiatori.
Accompagnano il racconto le note di Francesco Cavalluzzo, Ruggero e ArturoValli.
1.12.15
 
 
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