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ERR introduzione

MAXXI 5 e 6 luglio 2017
ESTATE ROMANA RELOADED 

a cura di Andrea Cortellessa
Ha un valore allusivo la scelta del MAXXI di allestire una rassegna di letture poetiche in una replica del Teatrino Scientifico di Via Sabotino, l’architettura “effimera” realizzata da Franco Purini e Laura Thermes per l’Estate romana 1979: quella culminata nel Festival dei Poeti a Castelporziano che resta l’emblema, ambivalente quanto memorabile, di quella stagione.

mercoledì 5
introduzione di Andrea Cortellessa
Luca Archibugi
Antonella Anedda
Gian Maria Annovi
Gabriele Frasca
Patrizia Valduga
Vincenzo Ostuni
Sara Ventroni

giovedì 6
Nanni Balestrini
Alessandra Carnaroli
Valerio Magrelli
Maria Grazia Calandrone
Guido Mazzoni
Renata Morresi
Franco Arminio
12.7.17
 

ERR - Luca Archibugi

MAXXI 5 e 6 luglio 2017
ESTATE ROMANA RELOADED - Luca Archibugi
a cura di Andrea Cortellessa Ha un valore allusivo la scelta
del MAXXI di allestire una rassegna di letture poetiche in una replica del Teatrino Scientifico di Via Sabotino, l’architettura “effimera” realizzata da Franco Purini e Laura Thermes per l’Estate romana 1979: quella culminata nel Festival dei Poeti a Castelporziano che resta l’emblema, ambivalente quanto memorabile, di quella stagione.
12.7.17
 

ERR - Antonella Anedda

MAXXI 5 e 6 luglio 2017
ESTATE ROMANA RELOADED - Antonella Anedda
a cura di Andrea Cortellessa Ha un valore allusivo la scelta
del MAXXI di allestire una rassegna di letture poetiche in una replica del Teatrino Scientifico di Via Sabotino, l’architettura “effimera” realizzata da Franco Purini e Laura Thermes per l’Estate romana 1979: quella culminata nel Festival dei Poeti a Castelporziano che resta l’emblema, ambivalente quanto memorabile, di quella stagione.
12.7.17
 

ERR - Gian Maria Annovi

MAXXI 5 e 6 luglio 2017
ESTATE ROMANA RELOADED - Gian Maria Annovi
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ERR - Maria Grazia Calandrone

MAXXI 5 e 6 luglio 2017
ESTATE ROMANA RELOADED - Valerio Magrelli
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12.7.17
 

ERR - Guido Mazzoni

MAXXI 5 e 6 luglio 2017
ESTATE ROMANA RELOADED - Guido Mazzoni
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ERR - Renata Morresi

MAXXI 5 e 6 luglio 2017
ESTATE ROMANA RELOADED - Renata Morresi
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12.7.17
 

ERR - Franco Arminio

MAXXI 5 e 6 luglio 2017
ESTATE ROMANA RELOADED - Franco Arminio
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ERR - Gabriele Frasca

MAXXI 5 e 6 luglio 2017
ESTATE ROMANA RELOADED - Gabriele Frasca
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ERR - Patrizia Valduga

MAXXI 5 e 6 luglio 2017
ESTATE ROMANA RELOADED - Patrizia Valduga
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12.7.17
 

ERR - Vincenzo Ostuni

MAXXI 5 e 6 luglio 2017
ESTATE ROMANA RELOADED - Vincenzo Ostuni
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12.7.17
 

ERR - Sara Ventroni

MAXXI 5 e 6 luglio 2017
ESTATE ROMANA RELOADED - Sara Ventroni
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12.7.17
 

ERR - Nanni Balestrini

MAXXI 5 e 6 luglio 2017
ESTATE ROMANA RELOADED - Nanni Balestrini
a cura di Andrea Cortellessa Ha un valore allusivo la scelta
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12.7.17
 

ERR - Alessandra Carnaroli

MAXXI 5 e 6 luglio 2017
ESTATE ROMANA RELOADED - Alessandra Carnaroli
a cura di Andrea Cortellessa Ha un valore allusivo la scelta
del MAXXI di allestire una rassegna di letture poetiche in una replica del Teatrino Scientifico di Via Sabotino, l’architettura “effimera” realizzata da Franco Purini e Laura Thermes per l’Estate romana 1979: quella culminata nel Festival dei Poeti a Castelporziano che resta l’emblema, ambivalente quanto memorabile, di quella stagione.
12.7.17
 

ERR - Valerio Magrelli

MAXXI 5 e 6 luglio 2017
ESTATE ROMANA RELOADED - Valerio Magrelli
a cura di Andrea Cortellessa Ha un valore allusivo la scelta
del MAXXI di allestire una rassegna di letture poetiche in una replica del Teatrino Scientifico di Via Sabotino, l’architettura “effimera” realizzata da Franco Purini e Laura Thermes per l’Estate romana 1979: quella culminata nel Festival dei Poeti a Castelporziano che resta l’emblema, ambivalente quanto memorabile, di quella stagione.
12.7.17
 

E così tiriamo avanti


Teatro Tordinona 25 giugno 2017
E così tiriamo avanti
Regia di Danny Lemmo aiuto regia Ignacio Paurici
con
Luca Esposito
Cristiana Mecozzi

6.7.17
 

Una Commedia Filosofica

Teatro Tordinona 22 Giugno 2017
UNA COMMEDIA FILOSOFICA
Regia Claudio Di Paola, con: Nicola Curti, Antonino Giuffrè, Claudio Di Paola, Ilaria Giambini, Beniamino Presutti, Carlotta Rondana.
Quella che sembra un operetta secondaria è in vero un'aguzza stoccata che Camus sferra a quel mondo esistenzialista e ideologizzante che occupava la cultura francese" ( Castronuovo 03')

Nel 1947, mentre una delle più famose pièce di Jean Paul Sartre veniva premiata negli Stati Uniti, da questa parte dell'oceano Albert Camus scriveva un' agile pochade con lo scopo di prendere in giro la filosofia esistenzialista francese di cui Sartre fu padre indiscusso. Con questo lavoro abbiamo voluto recuperare quest' opera, considerata una delle minori di Camus, innanzitutto con l'intento di ritornare sulla raffinatezza dei suoi spunti comici, ma anche con il progetto di proporla in una chiave più dinamica, nella quale le originali temperature comiche pseudomolieriane si mescolano con tempi e registri che appartengono più alla commedia del nostro tempo e del nostro paese.

6.7.17
 

Buonanotte mamma

Teatro Tordinona 25 giugno 2017
Buonanotte mamma
Liberamente tratto da: Night mother di M. Norman
Regia di Danny Lemmo
con
Fabiana Pagani
Giulia Achilli

6.7.17
 

Twister

Teatro India, 23 giugno 2017
Twister
ideazione, coreografia e regia Salvo Lombardo
ottimizzazione Lucia Cammalleri e Daria Greco
con Lucia Cammalleri, Mei Chen, Abel Hernández González, Daria Greco, Oksana Griaznova, Evgenii Kalachev
sound design Fabrizio Alviti
light design Luca Giovagnoli
costume design Kristina Sviderskaitė
produzione Fabbrica Europa Festival (Firenze), Aura Dance Theatre (Kaunas)
con il sostegno diAnghiari Dance Hub, Kilowatt Festival, Le Murate / Progetti Arte Contemporanea
coordinamento alla produzione Giedre Bagdziunaite
si ringrazia per la collaborazioneLithuanian Culture Institute, Consolato Onorario della Repubblica di Lituania Twister nasce nell’ambito di un progetto produttivo condiviso tra Fabbrica Europa Festival e la compagnia Aura Dance Theatre, che ha favorito l’incontro tra Chiasma, il gruppo di lavoro di Salvo Lombardo e la compagnia lituana. Il lavoro trae spunto dall’omonimo gioco di società che in modo del tutto trans-generazionale e trans-culturale ha determinato un pretesto di rivisitazione del concetto stesso di fisicità e di prossemica, a partire dal gioco. La performance indaga dunque la fisicità e, per estensione, il corpo come territorio di relazione, e utilizza il linguaggio coreografico come collante di un’esperienza di socialità che dia luogo alla formazione di una comunità provvisoria dove i corpi sono un prolungamento delle relazioni umane, delle dinamiche sociali, dei prodotti culturali e del vissuto di ciascun performer.
Salvo Lombardo, partendo da una serie di partite a Twister tra due gruppi, tenta di imbastire un affresco coreografico basato sull’insieme delle connessioni e delle micro-narrazioni deducibili da tale esperienza, favorendo uno sharing di memorie personali dei performer, sia motorie che biografiche, la cui riproposizione è situata tra il doppio livello dell’estemporaneità e della ripetizione.
4.7.17
 

Qualcosa a cui pensare

Teatro India 14 giugno 2017
Qualcosa a cui pensare
distorsione di un frammento amoroso
di Emanuele Aldrovandi
regia Vittorio Borsari
con Roberta Lidia De Stefano, Tomas Leardini
con la collaborazione di Manuel Renga
scene Tommaso Osnaghi
video editing Francesco Lampieri
disegno luci Mirco Segatto
produzione CHRONOS 3
spettacolo vincitore del bando Giovani Direzioni 2015 / Centro Teatrale Mamimò / fUnder 35
si ringrazia Festival IT e Artecomustibile per il sostegno al progetto
Malgrado le difficoltà della mia vicenda, malgrado i disagi, i dubbi, le
angosce, malgrado il desiderio di uscirne fuori, dentro di me non smetto di
affermare l’amore come un valore.
Frammenti di un discorso amoroso, Roland Barthes
Commedia romantica che vede sulla scena Jeer e Plinn (Giacomo e Paola) coinquilini quasi trentenni, specchio di una generazione spudorata, illusa e ironicamente incosciente, costretti a confrontarsi con le gioie e le difficoltà che questo momento cruciale della loro vita comporta oggi in Italia. Qualcosa a cui pensare è però anche un gioco raffinato di seduzione che inserisce i due giovani all’interno delle più tradizionali dinamiche di coppia e che produce immediata empatia tra i personaggi e il pubblico. Un’opera ironica e appassionata, più simile ad un ricordo o ad un sogno: il piccolo ritratto di una generazione che vuole cambiare pelle e trovare una propria identità da proiettare nel futuro.
Qualcosa a cui pensare è un appuntamento con se stessi, con la generazione degli anni Novanta cresciuta a pane e Super Mario Bros, con la necessità di cambiare, consapevoli che non si può rimanere uguali e indifferenti dinanzi ai disastri, ai mutamenti del mondo e alla propria età che cambia, senza riuscire a capire, però, cosa essere, cosa diventare.
23.6.17
 

Qualcosa di politico

Teatro India 8 GIUGNO 2017
QUALCOSA DI POLITICO
spettacolo 2017 di KataLAB
Scuola di Formazione — Frosini/Timpano
con: Dario Alberti, Silvia Andreussi, Maria Anna Baro, Stefano Cangiano, Camilla Fraticelli, Elisa Liberati, Alessandro Marino, Daria Mariotti, Francesco Maria Salimbeni
regia: Elvira Frosini
in collaborazione con Daniele Timpano
assistenza alla regia Elisa Liberati
Realizzato da Kataklisma Lab — KataLAB per il 2017, è un lavoro sulla immobilità odierna, sul non riuscire a pensare e parlare di politica e sulla questione di genere sottostante a qualunque rapporto esistente.
Gli attori sono là, sulla scena, efficienti precisi ordinati arrabbiati ma educati, con la sensazione e il peso di tutti quelli dietro le spalle, «quelli prima di noi», e tutto quel che dicono e fanno non può prescindere da questa presenza dietro di loro. Non riuscire a parlare di politica. Ma che cos'è la politica? Una parola abusata, una parolaccia, un senso di disgusto, delusione e rabbia. L'inclusione, la condivisione, la democrazia, l'eguaglianza, valori assunti a baluardo, sbattuti e sbandierati come vecchi stracci. E intanto gli attori intrecciano discorsi sulle donne. Sempre dietro agli uomini? Sempre in secondo piano? Chi decide come si devono vestire? Chi decide cosa fanno? Perché in fondo sono un arredo, un peso naturale. Il discorso sulle donne come questione non risolta.
E nessuna rivoluzione alle porte? Niente, ma proprio niente? Non ce n'è bisogno?
Dimmi qualcosa di politico.
17.6.17
 

L'era del granchio

Teatro Tordinona 10 GIUGNO 2017
LA COMPAGNIA ENTER PRESENTA

“L’ERA DEL GRANCHIO”
Di Camilla Migliori
Regia Di Luca Milesi
con: Paolo Ricci, Serena Renzi, Alberto Albertino e Francesco Sotgiu

Al Teatro Tordinona dall’8 all’11 giugno 2017 la compagnia Enter presenta un week end interamente dedicato alla drammaturgia di Camilla Migliori. Scrittrice, autrice drammatica e regista di prosa, attiva sulla scena romana dai “ruggenti anni ‘70”, quelli che battezzarono il teatro Off e la ricerca sui linguaggi che tante novità ha portato alla ribalta. La Compagnia Enter esplora in questa sede due diversi spaccati della scrittura della Migliori, ambientati in epoche lontane fra loro, eppure così simili. La regia è di Luca Milesi.
“L’era del granchio” – che vede in scena un cast formato da Paolo Ricci, Serena Renzi, Alberto Albertino e Francesco Sotgiu – è un ritratto graffiante della società contemporanea, delle sue deviazioni e delle sue perversioni emotive. Il ritmo incalzante e la scrittura ad alto contenuto satirico raccontano una coppia annoiata che esige di festeggiare l’anniversario di matrimonio in uno scenario capace di garantire le emozioni più forti: l’aspettativa non sarà affatto tradita grazie alla fantasia di uno spregiudicato agente turistico che li trasporterà, bagagli alla mano, sul fronte di una delle più sanguinose guerre mediorientali.

17.6.17
 

Il ritorno di Giesu

1 Giugno ore 21
Il ritorno di Giesù
di e con Michele Palmiero
14.6.17
 

The monster

2 Giugno ore 21
The Monster
di Mara Venuto
con Francesca Passantino, Vladimir Voccoli e Emanuela D’Addario
14.6.17
 

Vento da sud est

Teatro India, 7 giugno 2017
Vento da Sud-Est
di Angelo Campolo e Simone Corso
regia Angelo Campolo
con Luca D'Arrigo, Michele Falica, Patrizia Ajello, Claudia Laganà
Antonio Vitarelli, GloryGlory Aibgedion, Mamoudou Camara
Moussa Yaya Diawara, Ousmane Dembele, Jean Goita
e l’aiuto amichevole di Fasasi Sunday
movimenti scenici Sarah Lanza
musiche Giovanni Puliafito
scene e costumi Giulia Drogo
assistente alla regia Simone Corso
produzione compagnia DAF - Teatro dell'Esatta Fantasia
Un ospite indesiderato ed inaspettato bussa alla porta della casa di una famiglia borghese. Il suo arrivo sconvolge completamente il nucleo familiare. Traendo spunto da Teorema, romanzo di Pier Paolo Pasolini, il progetto teatrale ad esso ispirato, guidato da Angelo Campolo, metterà in scena, lo spettacolo Vento da Sud-Est, prodotto da DAF – Teatro dell’Esatta Fantasia di Giuseppe Ministeri.
Vento da Sud-Est trasforma l’aitante e affascinante ospite pasoliniano in uno straniero, venuto spinto da un vento che proviene da sud est, fuggito dalla guerra, che ha attraversato il mare aperto rischiando la vita. Sull’uscio della casa della tranquilla e sicura famiglia borghese chiede di essere accolto. Così il romanzo di Pasolini diventa occasione per raccontare e discutere di un tema centrale: l’immigrazione.
Prima un laboratorio teatrale e poi uno spettacolo con un cast formato da attori italiani e da giovani migranti
14.6.17
 

Il cappotto

Teatro Hamlet 31 Maggio 2017
IL CAPPOTTO
Il Cappotto è un corto teatrale scritto, diretto e interpretato da Oriana Fiumicino. 
Musiche eseguite da vivo da Peppe Millanta. 
La storia è quella di Nicola Azoti sindacalista ucciso nel 1946 in Sicilia, una Sicilia che vive il suo dopoguerra come bivio: tornare alle dinamiche feudali dove esistono padroni e sudditi o sperare in un futuro basato sui diritti dei lavoratori? Il protagonista del racconto rivendica terre e contratti per i contadini alla luce della riforma agraria voluta dall'allora ministro dell'agricoltura Fausto Gullo. Per tale motivo Nicola Azoti troverà diversi ostacoli sulla sua strada, tra questi latifondisti e gabellotti mafiosi che decideranno, il 21 dicembre del 1946, di toglierli la parola uccidendolo. A raccontare la vita di Nicola Azoti, in scena, è la figlia Antonina che al momento dell'assassinio del padre ha quattro anni. La bambina, seduta su una sedia, racconta l'attesa del Natale, dei regali che spera di ricevere dalla Vecchia Natala, la Befana di cui scopre la vera identità spiando la madre che in segreto in cucina cuce un cappotto di lana rosso per la figlia. E' un segreto grande quello di cui viene a conoscenza. Quella stessa notte però Antonina dovrà affrontare una verità ancora più grande, più tragica, la morte del padre per mano della mafia.
9.6.17
 

Lo inferno

Teatro Tordinona 3 Giugno 2017
Lo Inferno
Di e con Nathalie Bernardi e Claudio Sportelli
Testo e Regia Claudio Sportelli
Aiuto regia e Testi Nathalie Bernardi
Costumi Francesca Puopolo
Luci Pietro Striano
"Mai ti farò entrare nel mio Inferno privato, ne sono troppo geloso" Lo spettacolo nasce da un'intima riflessione sul tema dell'inferno, quello privato e quello condiviso. Diceva Gibran "Mai ti farò entrare nel mio Inferno privato, ne sono troppo geloso". Ma che cosa rende "infernale "l'Inferno? Non la pena in sé ma la consapevolezza del ripetersi della suddetta una eternità senza via d'uscita come quella che imprigiona i due anziani protagonisti, condannati a riprodurre gli stessi gesti e a nutrirsi di ricordi per tollerare il presente La possibilità di cambiare esiste sempre, per quanto sofferta e coraggiosa. La pièce prende spunto da atmosfere volutamente beckettiane: due grotteschi personaggi, un uomo e una donna, marito e moglie, gravitano in un tempo/spazio sospesi, in cui la sola certezza è la reiterazione. Gioia, noia, disperazione, ribellione si dipanano attraverso flash back che rivelano una vita trascorsa insieme, forse felice, forse fallita. E' una domanda ricorrente "Chi ci ha rubato il tempo?".
9.6.17
 

Sotto i girasoli

Teatro Tordinona 4 Giugno 2017
SOTTO I GIRASOLI
di Davide del Grosso
con Davide del Grosso, Francesco Errico e Andrea Lietti
regia Isabella Perego
Augusto, Carmine e Federico sono tre ragazzi costretti da Chi-Sta-In-Alto a partire per la guerra. Insieme alla divisa e alle armi in dotazione scelgono di portare con sé, in gran segreto, tutta la loro vitalità, la loro gioia di stare al mondo, la loro amicizia e l’emozione di chi vuole credere che la vita sia un dono troppo grande per essere sacrificato.
Una favola vera di dolore, vuoto e rinascita, nata dalla testimonianza di Augusto Tognetti, nato nel 1922 a Milano, sopravvissuto ancora ventenne alla ritirata di Russia, deportato dai nazisti nel campo di concentramento di Buchenwald in Germania e poi di nuovo salvo e tornato alla vita. Le registrazioni originali di Augusto accompagnano l’incessante procedere degli eventi vorticosi che andranno dritti al cuore del racconto: la fragilità umana che si rialza e trova il senso, una poesia nata, nonostante tutto, dall’incontro tra un ragazzino e la guerra
9.6.17
 

Telè

Teatro Tordinona 27 Maggio 2017
Telè
regia Lorenza Sorino
testo di Lorenza Sorino e Arturo Scognamiglio
con Arturo Scognamiglio
disegno luci Ettore Nigro
scenografia Armando Alovisi

Telè è la storia di Telemaco D’Amore, ragazzino dei quartieri problematici di Napoli, ennesimo figlio di una famiglia numerosa dove tutti fanno “lavoretti” per portare qualcosa a casa. Il padre di Telemaco è sparito da due mesi per cercare fortuna all’estero e Telè decide all’insaputa di tutti di mettersi sulle sue tracce e affronta un viaggio che lo porta fino in Svizzera, luogo dove spera di trovare il padre. Al suo arrivo scoprirà che la meta è meno importante del viaggio fatto e imparerà a diventare uomo e padre.
1.6.17
 

Fino al cielo risuona

Teatro Tordinona 28 Maggio 2017
Fino al cielo risuona
Di Giselda Palombi
Con Alessia De Bortoli e Giselda Palombi

“Fino al cielo risuona” è uno spettacolo composto da due monologhi. In questo momento di crisi economica, stanno diventando sempre più frequenti i casi di suicidio per debiti, i suicidi tra disoccupati e imprenditori in collasso finanziario. Le statistiche preoccupanti parlavano di un morto “ogni due giorni e mezzo”. L'impressione che dietro queste morti non ci sia solo la difficoltà economica ma anche e soprattutto la sensazione di abbandono e di isolamento vissuta quotidianamente è alla base di questo testo che intende, da una parte, portare a conoscenza delle persone questi fatti, dall’altra offrire una via per una soluzione. In due diverse cornici si muovono due monologhi, con un significato e genere opposti: il primo drammatico, spietato quadro del dramma e dell'immoralità politico-economica e sociale che permette il fenomeno dei suicidi che sta attraversando da anni  il nostro Paese, raccontato da una immaginaria first lady. Il percorso della protagonista per la comprensione del suo vissuto si snoda lungo tutto lo spettacolo con un modo specialmente emotivo, viscerale. Dalla fiducia “spensierata” sull’operato di suo marito, presidente del consiglio dei ministri, sulla propria vita e sul castello di vetro in cui si snoda, fino all’incontro con una vedova per crisi, che la porta pian piano alla consapevolezza delle menzogne, delle false speranze, dei soprusi reiterati con dolo. Il secondo monologo, giocoso e carico di ironia, propone invece una soluzione/reazione paradossale da parte del popolo, con il rovesciamento e capovolgimento delle volontà, finalizzate non più ad un personale tornaconto, come nelle economie criminali e ciniche, ma ad una coesione sociale, ad un rapporto umano che torna ad essere fraterno, perché la speranza di soluzione è strettamente legata al senso di umanità e socialità riportate al loro significato più puro e semplice. Qui vediamo infatti una donna -portata in tribunale poiché ha gridato in strada “governo ladro!”- raccontare l’Italia di oggi, la nostra classe politica, gli atteggiamenti degli italiani. Denuncia e reazione insieme.
1.6.17
 

Ti Maledico


Teatro Tordinona 28 Maggio 2017
Ti Maledico
Scritto diretto e interpretato da Paola Tarantino

Due sconosciuti si trovano, di notte, dentro un magazzino di cemento vivo. Si annusano, si osservano, si chiedono se è meglio vivere o morire, fare un figlio oppure no. Sono un uomo e una donna che senza volerlo si sono salvati la vita a vicenda. Ma quest’isola buia di salvezza murata, lontana dal tempo e dagli altri, in cui i due scoprono di possedere entrambi un paio di pantaloni argento (simbolo di un sentire se stessi unici e irripetibili, in un mondo sempre più diretto verso l’annullamento dell’identità), si rivela essere una trappola. Lei si nutre di un’ossessione omicida che prima o poi esploderà. Lui aspetta in silenzio che il loro destino si compia. Intanto… L’amore? E se così fosse, potrebbe accadere che la fine di due solitudini sancisca l’inizio di una nuova vita? Ti Maledico è un monologo per donna che cerca gli occhi di un uomo. Da amare e poi uccidere.
1.6.17
 

Tutto a suo nome

Teatro Tordinona 26 Maggio 2017
Tutto a suo nome
scritto e diretto da Alessandra Schiavoni
con Andrea Zanacchi

Un uomo sta seduto su una poltrona e consuma la sua colazione da un’enorme tazza di latte, interrotto da continue telefonate di inopportuni ed insistenti venditori. Tutto quello che lo circonda, compresa la casa nella quale vive, è a nome di sua madre, “il suo unico ammortizzatore sociale”, come la definisce lui stesso.
E' un ingegnere di 37 anni, disoccupato da due, dalla mente brillante ma privato di qualunque aspettativa sul futuro, che si ritrova a vivere una situazione paradossale e di lucida follia pur di sopravvivere. Il progetto del suicidio, disturbato dalle incursioni telefoniche di una vicina sospettosa e invadente, la rivelazione che la madre, in realtà morta da tre giorni, giace nella cella frigorifera, sono gli appuntamenti tragicomici della pièce teatrale.
 Un testo adrenalinico che tra situazioni paradossali, momenti comici e attimi di follia, disegna il periodo storico che stiamo vivendo, avvicinando lo spettatore con leggerezza al disagio e alla crisi personale a cui può condurre la perdita di lavoro. Cosa o chi salverà il nostro protagonista dal disperato progetto di farla finita con la vita?
Lo spettacolo porta in se’ un messaggio di speranza, ovvero che al di là di qualunque crisi, la risorsa principale per superare questa impasse, è sempre e comunque la collettività. Usando le parole del nostro protagonista: “Il valore di un uomo è dato da come esso influisce sui destini di altri uomini e non c'è Dio in tutto l'intero, stramaledetto e meraviglioso universo in grado di fare una tale differenza!”
29.5.17
 

Da soli non si è cattivi

Teatro Vascello 22 maggio 2017
DA SOLI NON SI È CATTIVI
dedicato a Matteo Latino
di Tiziana Tomasulo
regia Fabiana Iacozzilli
con Simone Barraco, Francesca Farcomeni, Francesco Meloni, Marta Meneghetti, Ramona Nardò, Francesco Zecca
aiuto regia Francesco Meloni
assistenti alla regia Federico Spinelli, Silvia Corona, Gianmarco Vettori, Francesca Sansone
scene Fiammetta Mandich
costumi Gian Maria Sposito, Davide Zanotti
trucco Simona Ruggeri, Laura Alessandri
disegno luci Davood Kheradmand
collaborazione artistica Riccardo Morucci, Alberto Bellandi, Giada Parlanti
Una produzione Lafabbrica e La Fabbrica dell'Attore – Teatro Vascello
in collaborazione con Centro Artistico Internazionale Il Girasole, Associazione Ex lavanderia,  Centro Internazionale La Cometa, Sycamore T Company
con il sostegno di Kollatino Underground, Teatro Biblioteca Quarticciolo e Clossa Lab

Forse è questo l'amore?
Questo mio amarmi attraverso gli altri?
 Solo attraverso gli altri?
Questo mio bisogno degli altri per amarmi?
Tiziana Tomasulo

Con "Da soli non si è cattivi" portiamo in scena tre storie, tre squarci tratti dalle drammaturgie e dai racconti di Tiziana Tomasulo.  L'amante ci racconta la spensierata vita di Barbara e Riccardo, una coppia. I nostri protagonisti stanno insieme da sedici anni e, come spesso accade alle coppie che convivono da tanti anni, fanno le stesse cose, hanno gli stessi gusti, le stesse movenze, gli stessi pensieri, gli stessi desideri, gli stessi tratti fisici...
Questa coppia che dunque è molto felice, vive la relazione unicamente come occasione per dimostrare all'altro di poter essere il migliore tra i due.  La competizione e la voglia di primeggiare sull'altro li porteranno ad innamorarsi dello stesso uomo, Nancy, e ad essere pronti a tutto pur di conquistare l'amore del povero malcapitato.
Nella Telefonata la protagonista è una donna innamorata di un'altra donna che purtroppo si fa una semplice domanda: «la chiamo o non la chiamo?». Questa semplice domanda la porta a perdersi non solo nei meandri della sua mente ma anche nell'immobilità del proprio divano. Nel Bagno vediamo invece un uomo che stura un cesso ed una donna che lo osserva, seduta su un bidet. Questi due esseri umani sono i resti/carcasse di una favola felice, sono ciò che resta del tempo che fu. L'uomo stura il cesso come se cercasse di sturare qualcos'altro, di stappare qualcosa che ha a che vedere con gli inceppi e le cadute di una relazione, di una storia d'amore, della fine di una storia d'amore; un qualcos'altro che ha a che vedere con quel momento in cui tutte le parole che si dicono "partono dal vuoto e vanno verso il vuoto". Unica salvezza? Forse lasciare che il cesso ci risucchi.
I personaggi di "Da soli non si è cattivi" sono dei poveretti incapaci di amare. Vorrebbero farlo, hanno bisogno di farlo ma, al tempo stesso, hanno paura dell'incontro con l'altro perché si vergognano profondamente di quello che sono. Non si sentono all'altezza e per questo sono rigonfi di rabbia e condannati alla solitudine.
I testi di Tiziana Tomasulo attraverso un'ironia raggelante ci imprigionano all'interno di un mondo claustrofobico fatto di ossessioni, manie di grandezza e desideri di vendetta. L'altro è visto come la possibilità di avere una conferma su quello che siamo ma anche, e soprattutto, un'occasione per scoprire che non siamo quello che immaginiamo di essere. (Fabiana Iacozzilli)
28.5.17
 

Tumore

Teatro India, 20 maggio 2017
Tumore
Uno spettacolo desolato
scritto e diretto da Lucia Calamaro
con Benedetta Cesqui, Monika Mariotti
luci Andrea Berselli
produzione Teatro Stabile dell'Umbria,
in collaborazione con Compagnia Malebolge, Rialto Sant’Ambrogio
con il sostegno del Teatro di Roma

Tumore è uno spettacolo desolato eppure ricco di humor. Lucia Calamaro racconta l’itinerario di un malato terminale, attraverso l’accompagnamento, le cure e la degenza presso un ospedale X, un posto strano in cui vivono la Madre della Paziente e la Dottoressa. In questa culla di nature ibride, ingrossa e cresce il vuoto. È un non-luogo, non assomiglia a niente e alimenta con parole buie il mistero e la paura. Ci si affida a miracoli, preghiere e poi a un’ultima operazione impossibile, appiglio risolutivo che la medicina tende allo spirito. Definito da Franco Cordelli sulle pagine del Corriere della Sera come “il più bel testo di drammaturgia in lingua italiana degli ultimi anni”, Tumore è un rito vitalistico, un percorso interiore in cui il tragico si trasforma in qualcosa che lo è sempre di meno, pervaso di una forte ironia che nasce dalla privazione.
28.5.17
 

Requiem for Medea

Teatro Tordinona 19 Maggio 2017
Requiem for Medea
con Daria Contento
Ideazione, Drammaturgia e Regia: Gianluca Paolisso
Costumi: Pamela Fornari
Foto di scena: Teresa Rotondo
Video: Silvia Carotti
Progetto grafico: Elisabetta Girodo Angelin
prodotto da C. T. Genesi Poetiche.
In “Requiem for Medea” le vicende personali si intrecciano ad una più profonda analisi della società, delle sue sozzure e ipocrisie. Gli stessi personaggi del mito si trasformano in figure a noi molto vicine. Non ci sono più eroi, ma solo uomini e donne in un mondo che decade pian piano, nel quale i valori unici sembrano essere la prevaricazione e l’arrivismo, anche a dispetto della propria coscienza, anche a dispetto degli altri.
Sono molteplici i temi sottesi alla narrazione primaria: la considerazione della donna come oggetto, la sete di potere o la ricerca ossessiva di ricchezze, ma soprattutto il mercato di esseri umani, chiaramente espressa nel monologo finale contro Giasone, non più eroe del Vello d’Oro ma brutale scafista di immigrati.
“Requiem for Medea” rappresenta l’Anno 0 della C.T. Genesi Poetiche, il primo passo di uno studio sulla Tragedia Greca che nei prossimi anni porterà alla realizzazione di nuovi progetti e spettacoli, alla costante ricerca del Mito e della sua contemporaneità. L’ombra di Medea non trova pace. I misfatti commessi in vita continuano a tormentarla, nessun regno al di là del mondo sembra volerla accogliere. Eppure qualcuno ha deciso che quell’anima torni a parlare: racconterà un’ultima volta la sua storia di donna, madre ed assassina, ripercorrerà il mito tanto conosciuto ballando sulle rovine di un mondo che tanto somiglia al nostro.
Un estremo atto di denuncia, l’ultima preghiera prima del silenzio.

In una scenografia minimale, composta da manichini destrutturati, corone di spine macchiate di sangue e pezzi di stoffa bruciata, il mito euripideo viene ripercorso con rispetto ma arricchito da nuove immagini e ricordi, quali l’infanzia di Medea, il primo incontro d’amore con Giasone o il ricordo del parto.
L’intero arco narrativo è esplicato con la consapevolezza del già accaduto: l’anima della protagonista sa che oramai è impossibile tornare indietro, eppure non conosce sentimento di perdono nei confronti dei suoi aguzzini. Il suo unico pentimento è non poter ritrovare i figli nel buio, o dovunque si troverà ad essere per l’eternità.
L’intero spettacolo può essere simbolicamente visto al pari di una lunga, straziante preghiera.
C. T. Genesi Poetiche viene fondata il 1 gennaio 2016 da Gianluca Paolisso e Daria Contento. L’obiettivo ultimo di questa nuova realtà è tutto espresso nel suo nome: una ricerca costante volta alla sperimentazione teatrale, un percorso di conoscenza che permetta al pubblico di avvicinarsi a nuove possibilità di messa in scena, un racconto onesto e critico della società e delle sue più acerbe contraddizioni. C. T. Genesi Poetiche pone le sue radici nel corpo dell’Attore, primo motore di narrazione emotiva, e nel suo dispiegarsi a contatto con la musica, con gli oggetti di scena, con la scenografia.
Un gruppo di giovani professionisti alla ricerca di una strada alternativa, allergica al conformismo e amante della rivolta. Generazione perduta? Poetica, semmai…
C. T. Genesi Poetiche si muove su due binari: da un lato è attenta alla nuova Drammaturgia, con la ferma intenzione di darle il più ampio respiro possibile all’interno dei suoi progetti, dall’altro crea Drammaturgia tramite il lavoro in sala prove, attraverso un autentico dialogo tra le varie figure professionali.

Tramite un accurato studio dei temi e di testi che possano costituire un punto di partenza, uno spunto creativo necessario, Drammaturgia e Regia si fondono in un unico corpo narrante: il testo diviene pre-testo, per dirla alla Grotowskji, un embrione in costante trasformazione. L’Attore diviene quindi non banale esecutore, una sorta di strana marionetta nelle mani del Regista, ma una fonte di creatività e proposte indispensabili alla buona riuscita del lavoro. Il suo corpo si modella sulle proposte musicali offerte, i muscoli tesi ascoltano l’induzione emotiva esterna e rispondono raccontando una storia improvvisa, alle volte fugace, alle volte necessaria. Da questo primo processo di improvvisazione nasce la consapevolezza di sé e di ciò che si andrà ad interpretare.
Una collaborazione onesta di idee e intenti, un abbraccio sincero che contempli un solo comandamento: la necessità di dire.
27.5.17
 

Sofia

Teatro Tordinona - 18 Maggio
Sofia
di Paolo Amici e Patrizio La Bella
con Tiziano La Bella e Patrizio La Bella
Luci Matteo Cricenti
Scenografia Lorenzo Catello

Sinossi
Remo Fiacca è un uomo colto e solo di sessant’anni, che pur con tutte le sue paranoie fino a un certo punto della propria vita è riuscito a condurre un’esistenza cosiddetta normale raggiungendo anche qualche soddisfazione personale. Un evento però ha esasperato a tal punto le sue ossessioni tanto da costringerlo a chiudersi in casa per anni e anni; attraverso il dialogo con un personaggio misterioso , uscito dal nulla e che sembra conoscerlo alla perfezione, si risalirà a quell’evento che ha determinato il punto di rottura nella vita di Remo.
27.5.17
 

Nel mio paese

Teatro Tordinona - 21 Maggio
Nel mio paese
di Giuseppe Adduci con Giampietro Liga

URGENZE 2017 Dal 18 maggio al 4 giugno La rassegna/concorso nasce da un’idea di Francesca Romana Miceli Picardi autrice, regista e attrice, sostenuta e coadiuvata da Ulisse Benedetti, Lara Panizzi e Marianna Stoico.
Abbiamo lavorato per più di un mese per dare vita ad un Festival autoprodotto che potesse dare voce ad autrici ed autori e alle loro "Urgenze". Più di 110 testi arrivati per questa prima edizione.
Soltanto 12 Compagnie scelte.
27.5.17
 

Avemmaria


Teatro Tordinona - 20 Maggio
Avemmaria
di e con Emilio Nigro

URGENZE 2017 Dal 18 maggio al 4 giugno La rassegna/concorso nasce da un’idea di Francesca Romana Miceli Picardi autrice, regista e attrice, sostenuta e coadiuvata da Ulisse Benedetti, Lara Panizzi e Marianna Stoico.
Abbiamo lavorato per più di un mese per dare vita ad un Festival autoprodotto che potesse dare voce ad autrici ed autori e alle loro "Urgenze". Più di 110 testi arrivati per questa prima edizione.
Soltanto 12 Compagnie scelte.
27.5.17
 

La vita inattesa

Teatro Tordinona - 19 Maggio
La Vita InAttesa
di e con Pino Grossi

URGENZE 2017
Dal 18 maggio al 4 giugno
La rassegna/concorso nasce da un’idea di Francesca Romana Miceli Picardi autrice, regista e attrice, sostenuta e coadiuvata da Ulisse Benedetti, Lara Panizzi e Marianna Stoico.
Abbiamo lavorato per più di un mese per dare vita ad un Festival autoprodotto che potesse dare voce ad autrici ed autori e alle loro "Urgenze". Più di 110 testi arrivati per questa prima edizione.
Soltanto 12 Compagnie scelte.
27.5.17
 

La vita ferma

Teatro India, 13 maggio 2017
La Vita Ferma
Sguardi sul dolore del ricordo
dramma di pensiero in tre atti
scritto e diretto da Lucia Calamaro
con Riccardo Goretti, Alice Redini, Simona Senzacqua
assistenza alla regia Camilla Brison
scene e costumi Lucia Calamaro
contributi pitturali Marina Haas
direttore tecnico  Loic Hamelin
produzione Sardegna Teatro, Teatro Stabile dell’Umbria, Teatro di Roma
coproduzione Festival d'Automne à Paris / Odéon-Théâtre de l'Europe
in collaborazione con La Chartreuse - Centre national des écritures du spectacle
e il sostegno di Angelo Mai e PAV

La Vita Ferma è uno spazio mentale dove si inscena uno squarcio di vita di tre vivi qualunque - padre, madre, figlia - attraverso l’incidente e la perdita. Una riflessione sul problema del dolore-ricordo, sullo strappo irriducibile tra i vivi e i morti e su questo dolore è comunque il solo a colmare, mentre resiste. Un dramma di pensiero in tre atti che accoglie, sviluppa e inquadra il problema della complessa, sporadica e sempre piuttosto colpevolizzante, gestione interiore dei defunti.
Gli atti
Nel primo atto c’è un trasloco, una casa da svuotare, forzosamente attraversata dallo spettro e il suo voler essere ricordato bene, in quanto unico, insostituibile.Se non lì, in una casa abbandonata, dove altro avrei potuto metterlo? Nel secondo una coppia con bambina: Lui, Riccardo,storico e nostalgico fissato con Paul Ricoeur e i sinonimi; Lei Simona, quasi danzatrice e eccentrica fissata col sole e coi vestiti a fiori ; la figlia Alice, da subito troppo sensibile, fissata col voler intorno gente che le parli. Quindi la morte di Simona, dopo protratta e non identificata malattia (non importa come, importa che muoia). Nel terzo atto c’è un’Alice cresciuta e a sua volta neo-madre  che ritrova il vecchio padre Riccardo, sulla tomba, o quasi, della madre morta anni prima; ragionano non senza conflitti, su quell’assenza anticipata che sempre-e chissà se sempre meno o nel tempo ancora di più- ha marcato una rottura nel racconto illusoriamente prescritto delle loro vite.
Nota bene
So che in questo racconto, da qualche parte, abita inoltre una riabilitazione più o meno dichiarata di una poetica del pathos. Questo termine soffre oggi di un discredito generale, si elogia l’“approccio senza pathos” di temi di una gravità impossibile, come se il patetico fosse diventato l’osceno.
Io non sono più d’accordo.  E fosse anche osceno, ne sento il bisogno. Quest’affetto, il pathos, parente feroce di pietà e compassione è secondo me l unico capace di incarnare e raccontare i disastri che compongono in parte una vita e la natura scandalosa e qui sì, oscena, del diktat dell’oblio.
 Lucia Calamaro
18.5.17
 

Pinocchieide

Teatro Tordinona 6 maggio 2017
PINOCCHIEIDE
di Andrea Carvelli
regia Matteo Cusato
con Anton de Guglielmo

"Pinocchieide" è un adattamento in endecasillabi a rima baciata del celebre libro di Collodi. Scritto da Andrea Carvelli e diretto da Matteo Cusato, affronta la storia così come volle concluderla
l'autore in prima scrittura, dove il percorso di Pinocchio - interpretato da Anton de Guglielmo - personaggio insieme umano, animale, vegetale e ultraterreno, mosso da un «occulto, multiforme,
futuro», altro non è se non l’attraversamento dell’Erebo, del Regno dei Morti, che ha il suo centro nel cuore nero del libro.

Il "Pinocchio" di Collodi è un libro «altamente indiziario, [...] un libro di tracce, orme, indovinelli, burle, fughe, che ad ogni parola colloca un capolinea». Un termine, dunque. Una fine.
La trasformazione del burattino in bambino, con il conseguente sdoppiamento del personaggio in due personaggi, è vista allora sotto l’ottica di un vero e proprio incubo - la storia -, dal quale Pinocchio non potrà più svegliarsi. Il suo processo di formazione è una via nella notte, la strada dentro il sonno eterno degli esseri.

Pinocchieide guarda proprio a questo senso profondo dell'opera, una variante al mito di fondazione della morte, dove il corpo - bambino - ha l’inevitabile destino della fine e l’anima - burattino - tutto il tempo dell’immortalità.
17.5.17
 

Sgombro

Nuovo Cinema Palazzo 6 Maggio 2017
SGOMBRO
Una serata di varietà, un sabato al mese, in cui si esibiranno gli artisti più disparati.
Dieci minuti a intervento. Non comici, mai tristi.
Torna l’appuntamento mensile del Varietà del Nuovo Cinema Palazzo, in co-produzione con Sgombro, in cui si esibiranno gli artisti più disparati e dove ci si avvicenderà sul palco senza soluzione di continuità. Un rullo compressore di idee gettate in pasto al pubblico.
Forse si ride, forse si piange pure.
// PERCHE’?
Sullo Squalo hanno fatto cinque film.
Sul Tonno un sacco di pubblicità.
Nemo è un Pesce pagliaccio molto sopravvalutato.
Delle Alici non parliamo proprio.
E lo Sgombro?
// COS’E’?
Sgombro è il varietà che pesca nel mare dell’off romano.
Un gruppo di artisti a cui si affiancano sempre nuovi ospiti, porta in scena brani inediti, studi, soprattutto nuove idee.
L’appuntamento tra loro è riservato, ma eccezionalmente aperto ai più.
Un presentatore presenterà.
Degli esibizionisti si esibiranno.
Degli attori attrarranno.
E via così.
Ingredienti: Davide Grillo, Morici Performance & Reading srl, Il Nano Egidio, Daniele Parisi, Luca Ruocco, Gioia Salvatori, Giulio Valentini.
Conservante: ivan talarico
Edulcoranti: Simone Avincola, Antonio Maresca, Christian Raimo.
17.5.17
 

Malie della luna

Teatro Cassia 7 Maggio 2017
Malìe della luna - Reverie del figlio del Kaos
In occasione dei 150 anni dalla nascita di Luigi Pirandello, evocato dalla musica e dalla luna, appare in scena, ripercorrendo le storie dei personaggi giunti fino a noi grazie alla sua produzione letteraria.
Con la narrazione di Francesco Randazzo e la musica dal vivo di Calogero Giallanza (flauto) e Alida Ratto (pianoforte) prendono vita le storie e i destini dei protagonisti pirandelliani come Enrico IV il folle lunatico, Ciampa lunatico ragionatore, Ciaula il ragazzino che risalendo dalle viscere della terra scopre la luna.
In questa narrazione Pirandello è ispirato dalla luna e dalle musiche di Puccini, Debussy, Fauré, Poulenc, Giallanza e molti altri. Parole, musica e immagini per ammaliarci dei personaggi più simbolici della “lunatica” narrazione del grande Luigi Pirandello.
17.5.17
 

CA/1000

Teatro Tordinona 29 Aprile 2017
Per la Rassegna di Teatro Contemporaneo Permanente IKNE' - Traccie
CA/1000
Un corto che ripercorre la vita dell artista Camile Claudel
di Enrico Manzo
con Noemi Francesca regia Lusa Corcione
costumi Martina Sterlino
opere in scena Luisa Corcione

Note di regia
Ca/1000 vuole rappresentare la storia di un’ anima attraverso i momenti salienti della vita di Camille Claudel, artista di fine 800, dall'arrivo in manicomio a Monfavet fino alla sua "uscita" vittoriosamente perdente. Nelle sue opere, Camille Claudel è riuscita a scolpire l’animo umano, cogliendone la bellezza ma anche la crudezza e tutti quegli aspetti di cui solitamente non si vuole parlare.
Gli elementi che accompagnano il personaggio di Camille in Ca/1000 sono rappresentati dal sonoro delle voci, che vengono percepite ora come una presenza assordante, ora come un tenero ricordo; da dipinti che rappresentano le compagne di viaggio di Camille (le “internate” del manicomio) che l'hanno accompagnata per trent’anni della sua esistenza.
Si mette in scena il coraggio di Camille, la forza che l'hanno resa profonda ed autentica, ma, anche logorata e 'pazza'. Dopo l’abbandono di Rodin, Camille ha lottato moltissimo per affermare il suo talento in un periodo in cui la scultura era ancora appannaggio maschile, ma ha ceduto alla fine per le contingenze economiche insuperabili per una donna sola di quell’epoca. Per tal motivo, in Ca/1000 le vicende dell’esistenza personale e gli esiti dell’opera sono inestricabilmente mescolati e fusi nel comune fallimento.
La scena è il suo diario, il grido disperato di un’anima che passa dalla felicità di un tormentato rapporto d’amore e quello che la legò per alcuni anni a Rodin, fino al rancore e alla rêverie di ciò che non è stato e mai potrà essere.
Si vuole rappresentare l’esaltazione amorosa, l’illusione della felicità e delle promesse di fedeltà, dell’abbandono, del risentimento, della solitudine estrema, dell’amara consapevolezza di una ferita che mai potrà rimarginarsi.
A lei fu data la dolorosa capacità di “dare forma alle proprie visioni interiori, di strappare all’ignoto che ci abita – “il salvame” del “nostro intimo” di cui parla Rilke nelle Elegie duinesi – brandelli di verità, di vedere più nitidamente ciò che altri potevano solo superficialmente intuire. Perché sono, le sue opere, sofferenza pagata”.

Un lavoro promosso da Estudio Associazioneculturale
Si ringraziano Peppe Voltarelli, Giacinto Palmarini, Lino Musella, Gwendoline Meunier per le musiche, le voci di Rodin, Paul, Jessy
17.5.17
 

Tu, Mio

Teatro Tordinona 28 Aprile 2017
TU, MIO
Tratto dal romanzo di Erri de Luca
con Marianna Esposito e Ettore Distasio
VINCITORE del premio AEnaria 2015 come miglior spettacolo della stagione.
Motivazione della giuria:
“La scrittura drammaturgica, l'uso sapiente dello spazio scenico e il talento degli interpreti concorrono al profilo qualitativo dello spettacolo, capace di riportare al presente della messinscena la memoria del passato e le contraddizioni dell'adolescenza alla necessità di una metamorfosi, che è il senso più autentico del fare teatro.“
FINALISTA al festival “Le Voci Dell’Anima – incontri di teatro e danza”. Finale: 2 Novembre 2016
FINALISTA al festival “Ad Arte, Calcata teatro cine festival”. Finale: 14 Lugio 2016
Il 1955, il dopoguerra, un'estate, il primo amore, un ragazzo che ragazzo non sarà mai più.
Il mare, che costringe all'equilibrio, centrifuga tutto e spinge i personaggi a trovare il proprio "centro": la propria posizione nella storia di quest'estate di chitarre, dove l'Italia si lecca le ferite, nessuno vuole parlare di quello che è stato; i tedeschi sono solo quelli che vengono ad arrostirsi al sole e un ragazzo, con l'età della dimenticanza, vuole ricordare un passato non suo.
Enrico conosce Caia, “l’ebbrea”, e si fa carico di una decisione. Attraverso l'amore, si fa carico della storia. La propria posizione nella Storia che verrà.
Due interpreti in scena. Un uomo e una donna. Davanti a loro il terzo personaggio: il mare.
8.5.17
 

Nella giungla delle città

TEATRO SALA UNO 27 Aprile 2017
Nella giungla delle città
im dickicht der staedte
di
Bertolt Brecht
con
Caterina Casini, Chiara Condrò, Eugenio Banella, Guido Goitre, Irene Vannelli
Lorenzo Garufo, Luisa Belviso, Marco Usai, Maurizio Greco, Stefano Flamia
musiche eseguite dal vivo dal maestro
Valerio Mele
regia
Alessandro De Feo

Debutta in prima assoluta al teatro Sala Uno di Roma dal 25 al 30 aprile “Nella giungla delle città” im dickicht der staedte, un’opera giovanile di Bertolt Brecht rivisitata dalla compagnia Cavalierimascherati, da anni impegnata nello studio dell’autore tedesco e che in questo nuovo allestimento diretto da Alessandro De Feo porta in scena le vicende e i conflitti sociali e generazionali di una città contemporanea, tra possibilità di riscatto, speranze di cambiamento e nuove opportunità.
“Vi trovate a Chicago, ed assistete all’inspiegabile lotta di due uomini e alla rovina di una famiglia, che dalle praterie è venuta nella giungla della metropoli. Non tormentatevi il cervello per scoprire i motivi di questa lotta, ma interessatevi alle poste umane in gioco, giudicate imparzialmente lo stile a-gonistico dei due avversari e concentrate la vostra attenzione sul finale”. (Bertolt Brecht)
La giungla è una cricca di orientali di seconda generazione, sgualdrine tossicodipendenti e alcolizzate, timide ragazze mittel-europee nella morsa dei lupi. Una lotta tra due uomini apparentemente squilibrata, tra scontri, fughe e sudore, domande che esigono risposte. Thaiti o New York? L’allestimento punta all’ esaltazione totale e scarna dell’azione, alla ricerca di immagini e ambientazioni cangianti, per evitare la fissità del quadro, tentando di conferire costante dinamica alla scena, anche con l’esecuzione di musiche dal vivo. Il gruppo di orientali presente nell’ opera parla spesso una propria lingua, inventata, con traduzione proiettata su schermo.
Avvincente e misterioso “Nella giungla delle città” fu scritto tra il 1921 e il 1923 quando l’America, crocevia di popoli e culture, rappresentava il futuro e la possibilità di una vita nuova, tematiche più che mai attuali, che ancora oggi riescono a inquadrare e dipingere sfumature, contraddizioni ed ambiguità della società contemporanea.
8.5.17
 

La famiglia Rembrandt

Teatro dei Conciatori 27 aprile 2017
LA FAMIGLIA REMBRANDT SCONFITTA DAI TULIPANI
scritto e diretto da Giuseppe Manfridi. Protagonisti di Gianna Paola Scaffidi, Antonio Serrano, Andrea Giuliano.
Dopo un inizio di carriera folgorante, Rembrandt, nella seconda metà della sua vita, conobbe un tristissimo declino economico, oltre che una serie di lutti personali. Queste tristi vicissitudini lo costrinsero dapprima ad abbandonare la splendida casa dove aveva a lungo alloggiato, nell’elegante quartiere ebraico di Amsterdam, e quindi a tentare di ricostruirsi un nuovo nucleo familiare con Hendrjeke, la donna che era nel frattempo divenuta la sua nuova e fedelissima compagna dopo la morte di Saskja, la prima moglie.
La crisi finanziaria di Rembrandt è da addebitarsi alla perdita delle commissioni che per oltre un ventennio lo avevano visto protagonista assoluto della ritrattistica olandese (e a rubargli il lavoro furono, in gran parte, i suoi ex allievi), all’eccesso di capitali profusi nell’acquisto di oggetti d’arte destinati ad arricchire una pregevolissima collezione privata (poi messa interamente all’asta), infine, ad alcuni gravi investimenti sbagliati. Per l’esattezza, investimenti fatti nel mercato dei tulipani; né più né meno come potrebbe avvenire oggi a chi investisse in borsa puntando tutto su un titolo che, dopo crescite repentine, dovesse poi rivelarsi fallimentare.
Ed è qui il nodo messo in luce dal nostro racconto in una vicenda a tre che vede protagonisti, oltre al Maestro e alla sua seconda compagna, una sorta di agente finanziario ‘ante litteram’ a cui Rembrandt si era affidato mani e piedi per ridare un po’ di ossigeno alle proprie finanze già tanto smagrite ma ancora non del tutto esaurite.
E’ sera tardi e siamo nell’abitazione-studio del grande pittore. Hendrjeke, con una ciotola tra le ginocchia, sembra stia cucinando qualcosa. Scopriremo invece che la donna sta preparando delle tinture per il lavoro del marito. Rembrandt, sulla soglia, è di ritorno con aria gongolante da un incontro con un banchiere che lo ha rassicurato circa un contratto che il pittore ha appena firmato. Si tratta di un acquisto in titoli. Rembrandt cercherà di spiegare alla sua compagna di cosa si tratti, ma lui sembra saperne meno di lei e il dialogo si svilupperà denso di risvolti comici. A questo entrerà in scena il terzo personaggio della storia: lo sciagurato ‘broker’ (un ragazzino, in verità) che ha  consigliato a Rembrandt quell’investimento dagli esiti catastrofici.
Si chiama Pitius. Lo vedremo sopraggiungere provvisto di una dialettica professionale che, per certi versi, potrebbe ricordare quella dei medici di Molière. Parla di flessioni momentanee, di notizie da verificare, di speculazioni senza futuro, della necessità di non farsi prendere dal panico. Proprio quella notte, infatti, il mercato dei tulipani è destinato a un tracollo che anticipa di secoli quello del ’29. Si tratta, dunque, di una vicenda raccontata in presa diretta, tutta racchiusa nell’arco di una nottata durante la quale alcuni poveri diavoli (e poco importa che uno di essi si chiami Rembrandt) sono costretti a barcamenarsi tra i rovesci della realtà che già allora, come oggi, potevano coincidere con quelli del mercato azionario.
Per inciso, proprio in quel tempo (e la nostra commedia ne renderà conto) Rembrandt è impegnato a portare termine il più straordinario dei suoi autoritratti.
8.5.17
 

Sogna…bambino

Teatro Tordinona 14 Aprile 2017
Sogna…! Bambino
Ideato, scritto e diretto da Laura Bruno ed Inti Carlodalatri.
Un pò dramma dell'umana esistenza, ed un pò scherzo malinconico ed allegro, senza ironie racconta il passaggio di ognuno attraverso l'esistenza umana, interpretato attraverso un approccio psicoanalitico, antropologico, mitologico ed onirico.
Sperimentale, contemporaneo.
Rimane un tentativo di attraversare differenti generi, stili e forme.
Attraverso un incessante cambiamento che rimane l'unico filo conduttore, fino alla.... fine.
8.5.17
 

Una voce (in)umana

Teatro Due 28 aprile 2017
UNA VOCE (IN)UMANA
uno spettacolo di
Marco Carniti
da Jean Cocteau
con Carmen Giardina
scenografia Marco Carniti in collaborazione con Paolo Carbone
musiche Pivio
“L’amore è pura follia, e merita una stanza al buio e una frusta come per i pazzi.”
(Shakespeare)
 
Nulla è più drammaticamente attuale delle tragedie per amore. L’amore è pazzia e l’abbandono è il vuoto. Così Cocteau rappresenta l’Amore in un testo nel quale, ancora oggi, tutti ci possiamo rispecchiare. Così come per Shakespeare, l’innamorato è un folle chiuso nella sua prigione, vittima della sua stessa follia masochistica.
Ho trasportato l’amante dolorosa di Cocteau in una dimensione contemporanea incastrando il personaggio nell’ingranaggio emotivo infernale di una routine quotidiana. Una “donna sull’orlo di una crisi di nervi” che, straziata per l’abbandono dell’amante, vive in un suo spazio fermo nel tempo, invasa dai mezzi di comunicazione.
Uno spazio dominato da un totem sacrificale. Una lapide meccanica a cui la protagonista si aggrappa ostinatamente nella speranza di cancellare tracce, azioni, odori, ricordi, della persona amata. La sua condizione, ad uno sguardo distaccato, non può che svelare l’involontaria comicità dei nostri comportamenti, l’assurdità dei nostri processi interiori, condannando l’ipocrisia dei nostri rapporti sentimentali.
Dal tragicomico al dramma. Dalla farsa alla tragedia. Questo esperimento teatrale ci dà l’opportunità per un dialogo contemporaneo con Cocteau sul buio esistenziale ed il vuoto interiore causati dall’amore.
Marco Carniti
2.5.17
 

Occhi aperti

Teatro Tordinona 23 aprile 2017
Occhi aperti
Regia
Claudio di Paola
Con
Eletta del Castillo
Claudio di Paola
Carlotta Maria Rondana
Beniamino Presutti
26.4.17
 
 
Support : MarXoB
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