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To play or to die This is the question ... today



Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica

La Pelanda, Roma 8 settembre 2013 teatro 1 Babel / Giuseppe Provinzano
“To play or to die This is the question ... today”
scritto e diretto da Giuseppe Provinzano
con Chiara Muscato e Giuseppe Provinzano
sound&light designer Gabriele Gugliara
chitarre elettriche Roberto Cammarata
scene e costumi Vito Bartucca
realizzazione burattini e marionette Elena Bosco
workshop burattini e marionette Vito Bartucca
voce off Andrea Capaldi
un ringraziamento a/ thanks to Heiner Müller Geselschaft of Berlin Franco Quadri Compagnia InBalìa Phoebe Zeitgeist
Compagnia Quartiatri Valentina Greco Petra Trombini Alessandro Riva
una co-produzione /coproduction Babel crew, CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
in collaborazione con Teatro Garibaldi Aperto di Palermo
Anche il teatro in questi tempi di crisi non se la passa bene.
Eppure, da qualche parte Rosenkrantz e Guildestern, non sono ancora morti. Agonizzano ma resistono: si aggrappano alle immagini e alla poesia di Shakespeare, si fanno scudo con il pensiero lucido e non rassegnato di Heiner Müller. Come fanno i due attori di To play or to die, pronti a tutto pur di andare in scena.
Con questo spettacolo, l’attore e autore siciliano Giuseppe Provinzano immette nuovi sensi alla saga famigliare di Amleto, con divertenti incursioni nella cultura pop contemporanea, costumi appesi come marionette in scena, una recitazione senza orpelli e uno sguardo sulla cultura e la bellezza che suona sincero e urgente.
settembre 19, 2013
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In società



La Pelanda, Roma 8 settembre 2013 teatro 2 Federica Santoro / Fattore K
“In societa’”
scritto e diretto da Federica Santoro
in collaborazione con Luca Tilli (violoncello) e Sebi Tramontana (trombone)
prodotto da Fattore K
La Sorella - Federica Santoro
Il Fratello – Sebi Tramontana
Lui – Luca Tilli
Comportamenti. Trialogo. Una storia. Tutti rincorrono tutti.
Quello che succede tra i tre, Fratello, Sorella e Lui è il risultato di un lungo logorante rapporto: siamo alla fine di una lunga sordità. È come l’Arte che in fondo non è arte là dove è utile: essa è se non nell’incanto o nell’irritazione di chi è lì. Tutto è dettato da una logica spostata dal tragico e dal comico, si sospende quasi l’azione orizzontale e si entra in una logica altra, verticale, logica delle sensazioni, il passaggio di sensazione in sensazione.
settembre 19, 2013
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Pinocchio



Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica

La Pelanda, Roma 5 settembre 2013 teatro1 Babilonia Teatri “Pinocchio”
 di Valeria Raimondi ed Enrico Castellani con Enrico Castellani, Paolo Facchini, Luigi Ferrarini, Riccardo Sielli e Luca Scotton, collaborazione artistica Stefano Masotti e Vincenzo Todesco, scene, costumi, luci e audio Babilonia Teatri
organizzazione Babilonia Teatri e BaGS Entertainment
grafiche Franciu, produzione Babilonia Teatri
collaborazione Operaestate Festival Veneto
con il contributo di Comune di Bologna e Regione Emilia Romagna
patrocinio Emilia Romagna Teatro Fondazione
promozione BaGS Entertainment www.bagsentertainment.com
residenza artistica Babilonia Teatri e La Corte Ospitale
Pinocchio è un progetto di Babilonia Teatri e Gli amici di Luca laboratorio teatrale presso la Casa dei Risvegli Luca De Nigris realizzato col contributo della Fondazione Alta Mane-Italia, ringraziamo Laura Bissoli, Cristiana Bortolotti, Cristina Fermani, Fulvio De Nigris, Eloisa Gatto, Irene Giardini, Nicola Granata, Giovanna Grosso, Marco Macciantelli, Francesca Maraventano, Juri Mozzanti, Cristian Sacchetti, Davide Sacchetti
Perchè Pinocchio? Perchè farlo con persone uscite dal coma?
Ci è stato dato un indirizzo. Via Altura, 3 – 40139 Bologna. Siamo arrivati. Davanti a noi un ospedale. Abbiamo chiesto se era lì la sede della compagnia “Gli amici di Luca”. In fondo al corridoio sulla sinistra: Sala del Durante. Domanda nostra: perchè fare teatro? Risposta loro: La società ci ha respinti, accantonati, isolati, fare teatro è l'unica possibilità per tornare a mettere un piede dentro la società. Il teatro ci permette di tornare a realizzarci, ad affermarci, a riconoscerci. C permette di gridare il nostro malessere, di rivendicare il nostro ruolo, di esprimere la nostra umanità.
Ci siamo innamorati di loro. Della loro autenticità. Della loro imperfezione. Della loro sporcizia. Abbiamo trovato in loro uno specchio della società reale. Persone lontane da noi. Con vissuti, esperienze e modi di pensare che non ci appartengono, che non appartengono alle persone che frequentiamo. Abbiamo incontrato quel mondo che sempre vogliamo fotografare, raccontare e restituire. Un'umanità da ascoltare e amplificare senza pietismo, paternalismo nè razzismo. Pinocchio è la loro umanità. Le loro e le nostre debolezze e incoerenze. L'eterno contrasto tra innocenza e consapevolezza: assunzione o fuga dalle responsabilità. Pinocchio è una scelta di campo. Ascoltare il grillo parlante o il gatto e la volpe, andare a scuola o entrare nel teatro di mangiafuoco, seguire lucignolo o chiedere consiglio alla fata, ubbidire al padre o fare di testa propria. Pinocchio è le nostre tentazioni. Le nostre contraddizioni. Le nostre bugie. Pinocchio corrisponde al nostro bisogno di fare un teatro necessario. Un teatro dove la vita irrompe sulla scena con tutta la sua forza senza essere mediata dalla finzione. Dove l'attore non attore mette in gioco il suo vissuto, la sua inconsapevolezza, la sua sincerità. Dove ad essere determinanti non sono la perizia e la tecnica ma la verità di corpi e vite che parlano da soli. È questo il paese dei balocchi?
Link:
www.babiloniateatri.it
www.amicidiluca.it
settembre 19, 2013
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Quaderni: incontro con Graziano Graziani e Attilio Scarpellini



Teatro La Pelanda, Roma 6 settembre 2013 “Cosa possono non fare le parole. Un futuro senza intellettuali?”
incontro con Graziano Graziani e Attilio Scarpellini.
A cura di Quaderni del Teatro di Roma.
Mentre i lavori che hanno a che fare con la conoscenza, dall'arte alla ricerca, perdono ogni tipo di tutela, riconoscimento e considerazione, anche il ruolo degli intellettuali nella nostra società sembra profondamente in crisi, non più in grado di scuotere né di orientare. Ci aspetta un mondo senza intellettuali? E che mondo sarebbe?
settembre 19, 2013
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Quaderni: incontro con Walter Siti.



Teatro La Pelanda, Roma 11 settembre 2013 “Cosa possono non fare le parole. Un futuro senza intellettuali?”
Incontro con Walter Siti.
A cura di Quaderni del Teatro di Roma.
Mentre i lavori che hanno a che fare con la conoscenza, dall'arte alla ricerca, perdono ogni tipo di tutela, riconoscimento e considerazione, anche il ruolo degli intellettuali nella nostra società sembra profondamente in crisi, non più in grado di scuotere né di orientare. Ci aspetta un mondo senza intellettuali? E che mondo sarebbe?
settembre 19, 2013
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Quaderni: incontro con Francesco Ravarelli



Teatro La Pelanda, Roma 12 settembre 2013 “Cosa possono non fare le parole. Un futuro senza intellettuali?”
Incontro con Francesco Ravarelli.
A cura di Quaderni del Teatro di Roma. Mentre i lavori che hanno a che fare con la conoscenza, dall'arte alla ricerca, perdono ogni tipo di tutela, riconoscimento e considerazione, anche il ruolo degli intellettuali nella nostra società sembra profondamente in crisi, non più in grado di scuotere né di orientare. Ci aspetta un mondo senza intellettuali? E che mondo sarebbe?
settembre 19, 2013
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Assenza



“ASSENZA” Compagnia Aleph, Coreografia Paola Scoppettuolo
Riprese e Montaggio Video VIDEODANZA di Martine Nourrissat
Liberamente ispirato ad alcune poesie di Borges, lo spettacolo intende analizzare, nello spazio evocativo della danza, le molteplici sfaccettature proprie della problematica relativa all’uso dello specchio e delle procedure della riflessione così come esse si articolano nell’ambito di quel processo della “pietrificazione” che caratterizza, in modo saliente, il mondo poetico di De Chirico e Magritte.Da Caravaggio e Rubens per giungere, infine, a Borges e a Bacon, il tema dello specchio e della sua frantumazione rappresenta uno dei temi centrali della riflessione filosofica e dell'arte europea (e non solo). E’ esattamente a partire da una analisi in profondità di tale problematica che, nel corso del '900, sono venuti a precisarsi temi essenziali quali quelli rappresentati dalla disamina dell’assenza e della divisione “interna” dell'Io. Colui che è circondato dalla assenza, che si riflette in uno specchio di pietra che brilla spietato e che tutto inghiotte, colui che è ben consapevole del fatto che: siamo il nostro ricordo, un museo immaginario di mutevoli forme, mucchio di specchi rotti (Jorge Luis Borges), colui che deve frantumare lo specchio con le sue stesse mani e che non ha luoghi in cui nascondersi per non vedere l'assenza e non essere divorato da essa, è esattamente colui che, come De Chirico dinanzi a Melancholia, viene a sentirsi chiuso in una immobilità che vive, è colui che tramonta nella morte senza sapere cosa significhi tramontare, senza la possibilità di vedere, secondo e parole del poeta, tramonti-occasi.Narciso è pietra e riflesso, replica eterna ed eterna solitudine, pietra per la quale non vi è possibilità alcuna di ritrovamento possibile né di risurrezione nella carne in quanto confinato nella eternità ciclica di un fiore.In Borges (ed in Bacon), la perdita dell'amato è anche bisogno ossessivo di ripetizione di gesti, compulsione nevrotica di movimenti e di parole per tentare di ricostruire in sé stesso i riferimenti di una vita che appare perduta. Da qui la necessità di una ricomposizione continua a partire dalla frantumazione dello specchio interiore che giunge a chiudere necessariamente il poeta nei territori dell'assenza. Nel caso di Borges tale assenza adombra la sua stessa cecità fisica. Terribile, tuttavia, non è la cecità in sé, ma l'Io diviso che non permette di vedere pur con gli occhi spalancati; terribile è la frantumazione inarrestabile dell’Io e delle sue certezze che debilita la visione stessa della vita. L'assenza toglie aria e respiro "come la corda alla gola", riempie di pianto ogni anfratto dell’ anima, risucchia verso il fondo come” il mare a chi sprofonda “. Essa soffoca come sabbia mobile che toglie ogni possibilità di ritornare alla superficie delle cose,che paralizza il corpo e lo spinge a compiere solo rituali senza contenuto privandolo dell'arma del pensiero.Un finale sembra,così, già scritto: vi è, forse, tuttavia, la possibilità di scegliere di togliersi il cappio, di cambiare traiettoria, di disegnare un percorso nuovo ad ogni passo, di riassemblare i pezzi sino a costruire un nuovo “ puzzle “. L'immobilità propria della Musa può, forse, venire a sciogliersi lungo i passi di una danza in grado di configurare nuove prospettive del pensiero.In effetti, l’Assenza di cui lo spettacolo parla, è l'assenza che si dà quando il corpo non è più in grado di porsi come testimone di verità a se stesso, è ciò si realizza quando i movimenti della danza, così come le forme della vita, finiscono per apparire, in accordo ai versi di S.Plath, come “parole senza cavaliere”. Per uscire dall'Assenza, occorre, allora, riannodare i fili di una trama, ascoltare nuovamente in sé il dettato di un eros, entrare come De Chirico negli occhi di un manichino per rintracciare al loro interno il senso profondo del suo pensiero unitamente alla emozione segreta che li abita. PAOLA SCOPPETTUOLO Lo spettacolo sarà preceduto da una coreografia di P. Scoppettuolo corso avanzato professionale della Piroetta Dance School dal titolo " SISYPHUS "
settembre 15, 2013
 

Black Out



27, 28.08.2013 Salle Mezzo Bruxelles “Black Out”
Cie Philippe Saire
Disposés sur une galerie en surplomb qui leur fait voir la scène en plongée et en perspective rapprochée, les spectateurs assistent à une inéluctable métamorphose: trois personnes prenant un bain de soleil sont progressivement soumises à des pluies de matière noire. Cette matière, ils la détournent de son sens funèbre en l’organisant comme une composition graphique où naissent, dans l’abstrait du noir et blanc, un réseau de lignes et de formes, de masses et de traces où nous projetons du sens autant qu’un plaisir de la peinture en direct...
Faisant œuvre chorégraphique et plastique où les danseurs font corps avec la matière, Philippe Saire file une intrigante métaphore, entre contemplation et dissolution, sous les accents d’une joyeuse fanfare.
Chorégraphie : Philippe Saire
en collaboration avec les interprètes : Philippe Chosson, Maëlle Desclaux, Benjamin Kahn
Dramaturgie : Roberto Fratini Serafide
Lumière : erias
Conseil scénographie et lumière : Sylvie Kleiber, Laurent Junod
Création sonore : Stéphane Vecchione
Costumes : Tania D’Ambrogio
Régie générale : Yann Serez
Avec le soutien de la Ville de Lausanne, Etat de Vaud, Pro Helvetia, Loterie Romande, Fondation de Famille Sandoz, Pour-cent culturel Migros, Sixt
© Philippe Weissbrodt

link: www.philippesaire.ch
settembre 13, 2013
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-insight-



Incontro con la compagnia



30, 31.08.2013 Chapelle Bruxelles “-insight-“
Emmanuelle Vo-Dinh
Dans un carré resserré, quatre danseurs donnent un aperçu (insight) de parcours et de récits nés du seul fait de s’embrasser. De cette apparente simplicité et de la répétition de l’acte, la pièce se développe en un huis-clos parfois absurde ou ironique, non sans décliner, en la décalant, la nature des relations humaines. Les lois de l’attraction y fonctionnent comme des évidences pas si évidentes, et les visages s’aimantent et se rejettent comme des planètes qui n’atteignent jamais leur point d’équilibre...
Emmanuelle Vo-Dinh a composé cette «nature morte» chorégraphique avec beaucoup de nuances et d’humour comme une fable libre et sans morale.
Conception : Emmanuelle Vo-Dinh
Interprétation : Alexia Bigot, Cyril Geeroms, Camille Kerdellant, David Monceau
Lumières : Françoise Michel
Costumes : Corine Petitpierre
Réalisation des costumes : Anne Tesson
Production : Le Phare, Centre Chorégraphique National du Havre Haute-Normandie
Coproduction : Théâtre National de Bretagne - Festival Mettre en Scène, Centre Chorégraphique National du Havre Haute-Normandie, CDC Paris Réseau
Ce projet a bénéficié de l’aide à l’écriture et à la production de l’association Beaumarchais-SACD
© Laurent Philippe
settembre 13, 2013
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Valse en trois temps



Incontro con la compagnia



31.08.2013 Chapelle Bruxelles “Valse en trois temps”
François et Christian Ben Aïm
Fluidité et fulgurances ! Sur un montage malicieux de tubes classiques, une danseuse fait écho dans son mouvement à la polyphonie de la musique tout en en prenant la distance et la mesure. Et puis, un bal des bas-fonds, comme un exutoire où une rage de vivre fait tituber entre les poses du désespoir et les éclats de l’ivresse, une balade à trois dans l’univers musical déjanté des Tiger Lillies...
Volontairement légères et sobres,les deux pièces témoignent de la singularité de l’écriture de François et Christian Ben Aïm, leur poésie, leur danse très physique entre extravagance, loufoquerie et émotion suspendue.
Chorégraphie : Christian Ben Aïm, François Ben Aïm
Interprétation Solo : Aurélie Berland
Interprétation Trio : Aurélie Berland, Anne Foucher, François Ben Aïm
Ecriture sonore : Jean-Baptiste Sabiani
Création lumières : Laurent Patissier
Production : CFB 451
Coproduction : Théâtre de La Madeleine – scène conventionnée de Troyes
Avec le soutien de La Menuiserie, fabrique artistique du pays de Briey, ARCADI dans le cadre des plateaux solidaires, l’Atelier de Paris – Carolyn Carlson, Centre National de la Danse de Paris, Aide à la création du Conseil régional de Champagne-Ardennes
CFB 451 est soutenue par la DRAC Ile-de-France au titre de l’aide à la compagnie chorégraphique conventionnée, par la Région Ile-de-France au titre de la Permanence Artistique et Culturelle et de l’Emploi tremplin et par le Conseil Général du Val-de-Marne au titre de l’aide au fonctionnement

link: http://cfb451.free.fr/
settembre 13, 2013
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Effraction de l'oubli



Incontro con la compagnia



30.08.2013 Salle Mezzo “Effraction de l'oubli” Camille Mutel/Cie Li(Luo)
Effraction de l’oubliest un panoramique lent et minutieux sur les surfaces d’un corps morcelé, dont on ne saisit plus l’image d’ensemble. Le spectateur est pourtant invité à voir quelque chose de ce corps avec précision. Ombres et gouffres se succèdent sur une nudité apparemment familière qui se transforme et échappe sans cesse à une définition. Sous l’effet de ses contorsions et de sa désarticulation, il se donne des airs de moignon noueux ou de momie saisie dans un ultime épouvantement, il se livre à l’infini des fantasmes. Mais que montre ce corps ? Rien. Il n’a rien à montrer. C’est un vide sidérant. Et le point paradoxal où Camille Mutel nous emmène.
Conception, danse, chorégraphie : Camille Mutel
Composition musicale : Gilles Gobeil
Création lumière : Matthieu Ferry
Réalisation du masque : Olivier Weber
Direction technique, régie lumière : Matthieu Ferry
Régie son : Francis Souvay
Coproduction : L’Actée Théâtre, Centre Culturel André Malraux-Scène Nationale de Vandoeuvre- les-Nancy Avec l’aide de la DRAC Lorraine, Conseil Régional de Lorraine, Ville de Nancy, DMDTS dans le cadre de l’aide à la création musicale
En résidence à Duncan 3.0, La Fabrique Ephémeride, Zentrum für Kunst und Medientechnologie
© Paolo Porto

link: www.compagnie-li-luo.fr
settembre 13, 2013
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MISTER 900



Teatro Tordinona 8 settembre 2013 “MISTER NOVECENTO”
Nuccio Siano in Concert. Uno spettacolo di Nuccio Siano
con Nuccio Siano – Voce, Roberto Marino – Pianoforte
Canzoni e contrappunti italiani di un secolo breve
Parole e canzoni nel viaggio di un bambino negli anni 60'.
I momenti significativi di ogni vita sono stati immancabilmente scanditi da melodie che diventano la colonna portante di ogni persona, la propria personalissima colonna sonora.
settembre 13, 2013
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