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CARMEN che non vede l’ora

Centrale Preneste Teatro 13 Dicembre 2013 “CARMEN che non vede l’ora” con Michele Baronio e Tamara Bartolini drammaturgia di Tamara Bartolini; regia di Tamara Bartolini e Michele Baronio. Facciamo che c’era una volta…un piccolo villaggio della ex Jugoslavia e che da lì inizia il viaggio, si passa per l’Africa, da cui partivano durante la guerra le navi della croce rossa, e poi si arriva a Napoli nei favolosi anni ’60, proseguendo dentro le leggi e i tabù della Basilicata, per scappare in una Roma infuocata dalle contestazioni degli anni ‘70, tra nonni slavi e ladri, mariti violenti, amanti, riunioni politiche, rivolte femministe e il sogno di una stanza tutta per sé e di un lavoro, e sbarcare infine in un piccolo paesino della provincia di Roma davanti al mare…Carmen è così, è una profonda e vertiginosa immersione dentro la storia del nostro paese ma è anche un viaggio alla ricerca di un corpo e del suo posto nel mondo. Carmen è il viaggio di questa donna qualunque che cerca la sua libertà ed è anche il viaggio artistico attraverso un caleidoscopio di formati e linguaggi, per ricostruire una vita che è anche tante vite. Carmen è il viaggio di questa donna qualunque che cerca la sua libertà. Una libertà cercata e ritrovata solo nel momento in cui la parola che non si può dire – stupro – viene finalmente nominata pubblicamente, viene detta. Stupro, inteso non solo come violenza fisica, ma anche, e soprattutto, morale e culturale, vero e proprio programma politico, scheletro del capitalismo, rappresentazione cruda e diretta dell’esercizio del potere. Atto sadico contro chi afferma la propria libertà di scelta, sfregio al piacere condiviso dell'amore, declassato a pura evacuazione/auto-soddisfazione, riduzione della donna a merce, preda, oggetto, essere che va punito perché fragile, inferiore, altro, diverso. Atto di vendetta politica contro chi si ribella al potere che la vuole sempre sottomessa o complice, e poi violenza, quotidiana, familiare, perché la donna accetti la sua subordinazione, storico e naturale destino stabilito. Stupro. Metafora perfetta della nostra società. Ma Carmen è anche il viaggio di un uomo che cerca il suo corpo e la sua libertà.
19.12.13
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Il peccato

Teatro Tor Di Nona 6 dicembre 2013 “IL PECCATO”
dall'omonimo romanzo di Zachar Prilepin
di Zachar Prilepin, regia di Fabrizio Parenti
drammaturgia di Sara Cavosi, Laura Grimaldi, Fabio Marson e Antea Moro
con:
Caccioppoli Roberto
Caccamo cristiano
Cardinale Francesca
Colombo Valeria
De Paola Gregorio
Lamanna Mauro
Leoni Matteo
Malinconico Renata
Masseroni Giorgia
Principi Valentina
Rubinelli Giulio
Vicario alice
Zacchia Federica
“È così che sto al mondo. Do fastidio a Dio, agli uomini, e a quelle bestie degli animali”. Venedikt Erofeev Non siamo mai una persona. Siamo sempre tanti, quelli che eravamo prima, da bambini, da giovani e siamo quelli che saremo da vecchi. Siamo quelli che sono stati umiliati e quelli che hanno trionfato, siamo miserabili e sublimi, vigliacchi ed eroici, malati e medici. Ed ognuno di questa folta schiera di nostri io scompare e riappare continuamente, come in continuo gioco di specchi, in cui l'immagine riflessa sembra la nostra ma a guardarla bene non lo è più. Dal romanzo di Zachar Prilepin, uno spettacolo in cui il gioco di stili e di forme narrative vuole raccontare l'impossibilità dell' unicità della vita, raggiungibile solo attraverso la nostra trasformazione in personaggi di una storia racconta a qualcun altro.
17.12.13
 

JAZZ ORCHESTRA - Monday Night

Casa del Jazz 9 dicembre 2013 "JAZZ ORCHESTRA - Monday Night" NEW TALENTS JAZZ ORCHESTRA diretta da Mario Corvini Ospite speciale STEFANO DI BATTISTA Diego Bettazzi, Vittorio Cuculo sax alto Luciano Ciaramella, Emiliano Mazenga sax tenore Riccardo Nebbiosi sax baritono Andrea Priola, Stefano Monastra, Tommaso Iacoviello, Elena Bianchi tromba Riccardo Tonello, Stefano Coccia, Mattia Collacchi trombone Gianluca Lanzi trombone basso Marco Silvi pianoforte Luca Berardi chitarra Nicolò Pagani contrabbasso Davide Sollazzi batteria Mario Corvini direttore

link: http://www.casajazz.it/pagine/dicembre-2013#sthash.AY9kvJpO.dpuf
17.12.13
 

Hatealy

Audio Intervista su Radio Boh
Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica

Teatro Tordinona 29 novembre 2013 “HATEALY”
 di Fortunato Cerlino e Ester Tatangelo, regia di Fortunato Cerlino
con Elena Cucci – Irma Carolina Di Monte – Antonella Gullo – Edoardo Pesce
Massimo Zordan e con Marina Guadagno (voce Hatealy) Regia di Fortunato Cerlino
aiuto regia Ester Tatangelo - assistente alla regia Ottavia Nigris - disegno luci Gianluca Cappelletti - scene e costumi Francesco Esposito - creazioni video Francesca Corso - coreografie Lola Lustrini - progetto grafico Terzo Piano - tecnici luce Samuele Ravenna, Giuseppe Notaro - foto di scena Olimpia Nigris
una produzione Fattore K. - Fortunato Cerlino - Hermit Crab
Una direttrice, un rappresentante di prodotti da discount, una commessa dal passato misterioso, una cliente cleptomane e un affascinante e cinico cliente gold, architetto di giorno e drag di notte, si aggirano per Hatealy, supermercato di lusso e vetrina di prodotti eccellenti legati all’industria agro-alimentare italiana: una voce, quella di Hatealy, segue l’evoluzione delle loro vite, annunciando quello che per loro sarà.
“Cosa ti aspetti che succeda adesso?” recita la voce di Hatealy, se interrogata.
Intasati di desideri, accecati dalla paura e dalla solitudine, con la crisi che soffoca un Italia allo sbando e le loro vite, Carla, Benito, Tina, Vittoria, Eddy, si aggirano tra gli scaffali del supermercato, rifugiandosi, a turno, nell’ufficio provvisorio della direttrice, per sfuggire alla svendita delle loro esistenze, in attesa dell’arrivo del tartufo da 2013 grammi per un valore di duemilamiliardi di euro che li salverà.
Cosa ti aspetti che succeda adesso?
17.12.13
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Crack Machine

Teatro Valle Occupato 5 Dicembre 2013 “CRACK MACHINE” – Il denaro non esiste
Compagnia Musella Mazzarelli
di e con Paolo Mazzarelli e Lino Musella
scene di Elisabetta Salvatori | musiche Climnoizer – Co’sang
si ringrazia Torre dell’Acquedotto di Cusano
Crack Machine, terzo spettacolo della Compagnia Musella Mazzarelli, ripropone e sviluppa un metodo di creazione integrale a due, già sperimentato nei suoi precedenti lavori.
Un gioco teatrale, basato su quattro personaggi, due per ogni attore, che si ritrovano a condividere una storia in carcere. La vicenda che li tiene insieme, prende spunto da quella, realmente accaduta, di Jerome Kerviel, ex trader della più importante banca francese, la Société Générale, che si ritrova accusato come unico responsabile per il più grande buco della storia della finanza mondiale, e minacciato dal suo stesso mondo, quello delle grandi banche d’affari, cuore pulsante e malato dei grandi potentati politico-finanziari.
Gli altri personaggi che il protagonista avrà modo di incontrare in carcere, ci offrono un loro sguardo sul presente e sul senso o non-senso del Denaro, dando vita ad una storia ad orologeria, una Crack Machine, che non potrà che portare ad un liberatorio crollo finale.
Spettacolo dal forte impatto civile e magistralmente rappresentato dai due attori che sono insieme interpreti e coautori.
16.12.13
 

Donne senza censura

Teatro Studio Uno 3 dicembre 2013 “DONNE SENZA CENSURA”
Ispirato a tutto ciò che ha significato qualcosa, uno spettacolo di e con
Patrizia Schiavo, Silvia Grassi e Flavia Pinti
..."D'ora in poi racconto solo di pompini malriusciti, eiaculazioni precoci. Culi grossi, culi mosci e culattoni! Racconto di donne grasse con la cellulite, di donne sfatte e insoddisfatte, di viagra, di amanti ridicoli, improbabili... storie piccanti con personaggi imbarazzanti!..."
Questa la dichiarazione d'intenti di un'artista che si racconta in toni provocatori, radicali o malinconici, esponendo la propria identità multipla: dialoga ora con il pubblico, ora con un intervistatore più immaginario che reale, ora con le zone più oscure di sé.
Stupida, scandalistica o arrabbiata, espande il proprio bisogno d'amore attraverso la presenza di altre due attrici: due personaggi femminili che sembra aver creato affinché vivano le esperienze scabrose al posto suo.
Due donne in conflitto con la propria immagine e i propri chili di troppo che mentre si preparano per quello che sembrerebbe l'incontro della loro vita, passano in rassegna con leggerezza, ironia e un certo gusto per l'eccesso i fallimenti amorosi precedenti.
Ognuna fa da specchio e da contrappeso all'altra e in un vicendevole scambio di contenuti, al di fuori di ogni vittimismo o moralismo, si espongono senza censura.
14.12.13
 

Beckett tra noi le prigionie (in)visibili della società contemporanea

Casa dei Teatri dal 7 novembre 2013 “Beckett tra noi le prigionie (in)visibili della società contemporanea”
Partecipano:
Minako Okamuro, docente presso l'Università di Waseda a Tokyo
Dario Evola, docente di Estetica presso l'Accademia di Belle Arti a Roma
Yosuke Taki, curatore della mostra
Modera Paolo Ruffini
Prendendo spunto da una delle sezioni della mostra si parlerà delle ultime e più vicine interpretazioni delle opere di Beckett, in cui si abbandona il concetto di Teatro dell'assurdo per evidenziare situazioni e stati d'animo comuni a tutti noi e presenti nella dimensione della nostra quotidianità.
In particolare verrà analizzato l'allestimento di Finale di partita del regista giapponese Makoto Sato. In programma alla la mostra percorre i cambiamenti e gli elementi costanti nell’approccio alle opere di Samuel Beckett, invitando i visitatori a riflettere sulla capacità del teatro di osservare da un’angolazione straordinaria la realtà del proprio tempo dalla metà del Novecento al nuovo millennio.
Tutta l’opera di Samuel Beckett può essere considerata il racconto di “un’umanità inconsapevolmente imprigionata” e la dimensione di costrizione fisica e mentale caratterizza il lavoro del drammaturgo irlandese.
Sono passati 60 anni dalla prima mondiale di Aspettando Godot (Parigi, Théatre de Babylon, 5 gennaio 1953), e da allora, questa e altre opere di Beckett hanno rappresentato una feconda fonte ispiratrice per la creazione scenica, sia per l’orizzonte della tradizione teatrale che per i linguaggi della sperimentazione, sino a toccare l’immaginario popolare, anche televisivo.
Soprattutto dagli anni Novanta, dopo la morte del drammaturgo, le sue opere hanno oltrepassato i confini del teatro dell’assurdo e del metafisico, rivelandosi capaci di stimolare sensibilità che guardassero all’umano nella complessità del presente della Storia.
13.12.13
 

La cantatrice calva

Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica
Recensione dello spettacolo su Gufetto.it

Casa delle Culture 30 Novembre 2013 “LA CANTATRICE CALVA” COMPAGNIA GINEPRO NANNELLI di Eugène Ionesco, con: signor Smith Marco Carlaccini, signora Smith Patrizia D’Orsi, signor Martin Claudio Capecelatro, signora Martin Sara Poledrelli, Mary la cameriera Xhilda Lapardhaja, Il Pompiere Ludovico Nolfi, interventi sonori Claudio Rovagna scena Antonio Belardi costumi Antonella D’Orsi Massimo, disegno luci Giuseppe Romanelli Interprete vicario in prova Paolo Parnasi, comunicazione Olga Carlaccini aiuto regia Valentina Casadei foto di scena Pino Le Pera, regia Marco Carlaccini.
La pièce - definita dall'autore anticommedia - è il primo esempio di un genere teatrale allora ai suoi albori, il teatro dell'assurdo, in cui la vicenda subisce uno straniamento tramite l'utilizzo esasperato di frasi fatte, dialoghi contrastanti, luoghi comuni.
Si rappresenta, bonariamente, nel chiuso di un salotto borghese, la parodia di una ipotetica società priva di contenuti e indaffarata quasi esclusivamente nell'esibizione di luoghi comuni. Fra amnesie, incongruità, contraddizioni, reticenze, due strampalate coppie, un pompiere e una cameriera si intrattengono scambiandosi aneddoti e frasi fatte- scivolando sempre più in un'aggressiva, ambigua e dissonante disarticolazione del linguaggio fino alla feroce e parossistica reciproca aggressione verbale.
Interno borghese inglese, con poltrone inglesi. Serata inglese. Il signor Smith, inglese, nella sua poltrona e nelle sue pantofole inglesi, fuma la sua pipa inglese e legge un giornale inglese accanto a un fuoco inglese.
13.12.13
 

Lo Strano Mondo di Lorenz

Teatro La Fonderia delle Arti 1 dicembre 2013 “Lo Strano Mondo di Lorenz”
a cura dalla Compagnia QFC (nata nel 2008 e composta da improvvisatori professionisti) in collaborazione con l’associazione Verbavolant. CAST: Susanna Cantelmo, Alessandro Cassoni, Deborah Fedrigucci, Daniele Marcori, Giorgio Rosa, Tiziano Storti, Mariadele Attanasio, Gianluca Budini.
Lo spettacolo, totalmente improvvisato, si ispira alla teoria del caos e al celebre ‘effetto farfalla’ teorizzato da Edward Lorenz nel 1963 e riassumibile nell’affermazione ‘un battito d’ali di una farfalla in Brasile può provocare un tornado in Texas’, ovvero che un solo, piccolissimo, innocuo, innocente gesto o avvenimento può cambiare il corso del destino, della storia, della vita, per sempre. Uno ‘sliding doors’ dell’esistenza, come nel celebre film inglese del 1998.La struttura narrativa dello spettacolo è ispirata alla raffinata drammaturgia cinematografica degli ultimi anni che ha portato sul grande schermo il concetto di effetto farfalla come America Oggi di Altman, Match Point di Allen, Amores Perros di Iñárritu e per l’appunto Sliding Doors.
Il battito d’ali nello ‘Strano mondo di Lorenz’, il quale darà il via agli avvenimenti che a cascata ne deriveranno, sarà dato dal pubblico in sala: uno spunto che darà il la alle storie dei sei personaggi in scena, che modificherà il loro destino, che modificherà le loro vite. Vite che si intrecceranno, si sfioreranno, si contamineranno creando nuove infinite possibilità e nuovi bivi. L’imprevedibile evoluzione di questi personaggi e delle loro storie avverrà in un susseguirsi di ritmi e di mescolanze di stili diversi che farà ridere e terrà incollato alla sedia lo spettatore.
11.12.13
 

Simon Mago

Teatro Td IX TORDINONA 1 dicembre 2013 “Simon Mago”
 Ispirata dall’omonimo testo di Jean-Claude Carrière
Interpretazione di: Manuela Fiscarelli, Mario Migliucci, Anna Redi, Adriano Saleri
Musiche dal vivo di Giovanni D’Ancicco
Regia di Anna Redi
C’era una volta un uomo che si chiamava Simone e che una dozzina di volte al giorno proclamava di essere la manifestazione della Potenza di Dio. I suoi occhi luccicavano anche nell’ombra. La folla lo seguiva, i suoi discepoli lo assistevano fedelmente, il cielo per lui non aveva segreti. Tutto procedeva bene fino a quando negli stessi villaggi un uomo di nome Gesù, con i suoi miracoli, gli rubò la scena. Chi era mai questo rivale misterioso? Una storia antica che, con leggerezza e semplicità, risveglierà domande di sempre che fin da quando siamo piccoli stanno sospese tra la terra e il cielo.
11.12.13
 

Il reading con le canzoni

Forte Fanfulla il 7 novembre 2013 “IL READING CON LE CANZONI DENTRO” Di e con Claudio Morici e Ivan Talarico. Lo spettacolo: Claudio Morici legge i suoi “Racconti da camera”. Ivan Talarico canta le sue “Canzoni a colori per animi sbiaditi”. I due perfomer si intrecciano, alternano e sovrappongono, in uno spettacolo che affronta innamoramenti grotteschi, telefonate inutili, personaggi impossibili alla ricerca di affetto e sanità mentale, liste della spesa, inverni nei giardini, corpi che s’arricciano e baci blu.
11.12.13
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Mantra of Technological Age

Chiesa Battista Evangelica Roma 29 Novembre 2013 “Mantra of Technological Age” Entropia e Mauro Tiberi Debora Longini Per sintetizzatori analogici, voci e contrabbasso spaziale. Line up: Debora Longini: voce Dr.Lops, Amptek Alex Marenga: analog synths yamaha cs 5, korg ms20, theremin Mauro Tiberi: contrabbasso e voce Le rifrazioni acustiche dell’architettura sacra ospitano il connubio fra il canto armonico e diplofonico e la sintesi analogica, dopo il successo di San Giorgio al Velabro, viene riproposto lo spettacolo in cui vocalità primordiali e suoni elettronici si fondono.
5.12.13
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