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Sopra noi




  • Titolo: Sopra, noi
  • Scritto da e con: Deborah Ponzo e Marco Zicari
  • Regia: Marco Zicari
  • Assistente alla regia: Sebastiano Fonte
  • Ambientazione: Roma, inizio settembre; un'auto ferma in un parco.
  • Protagonisti: Stella e Vincenzo, una coppia alla soglia dei trent'anni.
Sinossi
Stella e Vincenzo sono una coppia di quasi trentenni che ha trasformato l'abitudine di cercare posti isolati in macchina per fare l'amore in una sorta di rifugio dalla precarietà e dall'incertezza del futuro. Questa sera, in un parco romano, la loro auto sembra quasi imporre un momento di verità: il silenzio e l'incomunicabilità che solitamente li protegge dai loro problemi reali lasciano spazio a un tentativo disperato di parlare.
Lo spettacolo è un ritratto crudo di una generazione schiava dei social e delle frasi fatte, dove il confronto fisico e verbale tra i due protagonisti diventa una riflessione profonda sulla difficoltà di aprirsi davvero all'altro per farsi comprendere e supportare.
febbraio 14, 2024
 

Omaggio a Yemanjà

Spintime Labs 2 Febbraio 2024

Galleria Yemanjà presenta “Omaggio a Yemanjà – La Regina del Mare”

Spettacolo folclorico brasiliano nato per festeggiare la Regina del mare Yemanjà. La sua festa è il 2 febbraio, una delle più celebrate in Brasile. Tanta musica che farà da sfondo alle danze tradizionali, ai canti e alla poesia dedicati a Yemanjà . Un gruppo di artisti brasiliani vi faranno entrare in contatto con le più profonde radici ed origini della musica e cultura afrobrasiliana.

Regia : Edilson Araujo
Assistente regia : Monica Gori
Danza : Marcia Regina
Canto : Mariangela A Morais
Poesia : Edilson Araujo
Percussioni : Jutair Bispo dos Santos
Pisquila & Neney
Berimbao : Prof. Baiano
Grupo di Capoeira : Cadencia de Bimba
Foto : Solange Souza

Siamo noi Gruppo di Teatro RomaNegra

omaggio a Yemanja 2024 candombless

Yemanja by Marcia Regina

Loona Tirabassi

Paola Franceschelli

Monica Gori

Nadia Laura Gisele Garcia

I fantastici 14

Alberto Adan

Beatriz Ballerin

Edilson Araujo

Jutai Bispo

Kauan Alves

Loona Tirabassi

Luigi Ferracci

Marcia Regina

Mariangela A Morais Pitelli

Monica Gori

Nadia Laura Gisele Garcia

Nino Racco Cantastorie

Paola Franceschelli

Pit Brasil

febbraio 14, 2024
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Uomini che parlano di endometriosi


 

  • Titolo: UOMINI CHE PARLANO DI endometriosi
  • Ispirazione: Liberamente ispirato a "Perversioni sessuali a Chicago" di David Mamet
  • Regia: Mattia De Liberato
  • Drammaturgia: Lorenzo Tamburrino, Eugenio Bellini
  • Cast (Interpreti): Lorenzo Tamburrino, Mariagrazia Portesani, Valerio Da Silva, Sofia Bisacchi
  • Aiuto Regia: Giacomo Seza
  • Scenografia: Raquel Ripponi Beaulieu
  • Luci: Joseph Geoffriau
  • Teatro: Teatro Tordinona

🎭 Sinossi d'Autore e Note di Regia
Il corpo, la parola e l'incomprensione di genere.
Cosa succede quando l'universo maschile tenta di codificare, discutere ed entrare in contatto con un dolore e una condizione intimamente e biologicamente legati al corpo femminile? Uomini che parlano di endometriosi, con la regia di Mattia De Liberato, si struttura come una provocazione intellettuale e un cortocircuito comunicativo. Il testo, liberamente ispirato al cinismo relazionale e alla frammentazione dei dialoghi di Perversioni sessuali a Chicago di David Mamet, viene riletto dalla drammaturgia di Lorenzo Tamburrino ed Eugenio Bellini per esplorare le barriere linguistiche, l'empatia e le ipocrisie che regolano i rapporti di coppia contemporanei.
La regia imposta una messinscena dal ritmo serrato, grafico ed essenziale, perfettamente rispecchiata dallo stile visuale della locandina in cui le linee dei corpi si fondono e si confrontano. Al centro del dibattito scenico si muove un cast corale di quattro interpreti, immerso nel disegno luci di Joseph Geoffriau e nello spazio concettuale ideato da Raquel Ripponi Beaulieu. Lo spettacolo abbandona ogni didascalismo per trasformarsi in uno specchio satirico e a tratti spiazzante: un'indagine teatrale in cui la parola maschile si scontra con il proprio limite di fronte al vissuto femminile, regalando al pubblico una riflessione acuta sulle nevrosi, sull'incomunicabilità e sul disperato bisogno di comprensione reciproca.

febbraio 13, 2024
 

Pape Satan Operette





  • Titolo: Pape Satàn Opérette
  • Genere: Operetta / Varietà musicale
  • Cast:
    • Mattatore: Tristano Brazzi
    • Soubrette: Camilla Corsi, Caterina Frizzi
    • Performer: Satie La Goulou
    • Chitarre: Francesco Saguto
    • Tastiere: Alessio Contorni
    • Cantore: Gino Misio
  • Luogo: Teatro Tordinona (Via degli Acquasparta, 16 - Roma)
  • Data e Orario: 9 Febbraio, ore 18:30
Sinossi
"Pape Satàn Opérette" è un progetto artistico che recupera l'estetica e l'atmosfera dei caffè concerto e del varietà della Belle Époque, come suggerito dallo stile grafico Art Nouveau della locandina. Lo spettacolo ruota attorno alla figura del "Mattatore" e delle "Soubrette", mescolando musica dal vivo (chitarre e tastiere) e performance canore. Il titolo, che cita il celebre e misterioso verso dantesco, preannuncia un viaggio ironico e onirico tra musica e teatro, dove il tema del "diabolico" viene declinato con la leggerezza e lo spirito brillante tipico dell'operetta.
febbraio 13, 2024
 

Il quarto dito di Clara

Teatro Tordinona 4 febbraio 2024


“Il quarto dito di Clara”

 Scritto e diretto da Luca Archibugi, protagonisti Pippo Di Marca e Veronica Zucchi

L’evento teatrale “Il quarto dito di Clara” è ispirato alla vita e all’opera di Robert e Clara Schumann e al progressivo scivolamento del grande musicista – che alcuni ritengono “il più grande di tutti i tempi” – nella follia, a causa di disturbi nervosi provocati forse dalla sifilide, dall’alcolismo, o da un grave disturbo bipolare, il tutto unito a una melanconia senza rimedio. Robert si fascia l’anulare della mano destra per un lungo periodo, nell’intento di rafforzarlo, ma il quarto dito rimane semiparalizzato.

Non gli resta – come ripiego paradossale – che la composizione. Nel titolo, il quarto dito è quello di Clara: l’autore e regista, infatti, crea un’identificazione fra Robert e Clara Schumann. Nell’opera, accanto a Robert Schumann, emerge una gigantesca figura di donna, Clara Wieck: grande pianista – la più celebre dell’Ottocento – divenuta moglie di Robert, dopo un tormentato amore osteggiato dal padre di lei. Dopo le vessazioni del padre, una volta divenuta moglie, non terminano per lei frustrazioni e dolori. Le viene impedito di suonare il pianoforte quando Schumann compone, di andare in tournée, di dare concerti – ha otto figli – e quando riesce ugualmente ad allontanarsi, il marito si fa prendere dalla malinconia e si dà al bere.

Robert viene internato in manicomio e due anni dopo, senza che Clara, che intanto vive sotto lo stesso tetto di Johannes Brahms, sia mai andata a trovarlo, si lascia morire di inedia. Per gli storiografi, a tutt’oggi, è assai improbabile che la relazione fra Clara Schumann e Johannes Brahms fosse altro che platonica. In questa rappresentazione l’unione di Robert e Clara appare come una sorta di unione mistica. “Il mio personaggio” – spiega una dei due protagonisti, Veronica Zucchi (Clara/Robert), in una recente intervista – è quello di una anonima paziente psichiatrica che ritiene di essere Robert e Clara insieme: vive come ingabbiata in una sorta di amore cristallizzato, esclusivo, che però non è solo una prigione, ma è soprattutto una salvezza, un’illusione salvifica.

Ad un certo punto, lo psichiatra che l’ha in cura, Secondo Filetti (Pippo Di Marca), sprofonderà anch’egli in un’illusione di bellezza eterna: “Quel grande amore che lei si è addossata sfida il deperimento, la caducità, e lei, insieme, porta i due amanti in salvo, liberati dal fardello di una vita troppo breve. Io non riesco a guardarla e a rimanere passibile. Lei ha ragione, vorrei sprofondare anch’io in questa illusione (…) E che tutti diventino Clara e Robert, l’amore, l’amicizia, il conforto”. Ecco, da un lato l’autore e regista Luca Archibugi ha voluto restituire l’eccezionalità di questo amore; dall’altro, tutto il testo è almeno doppio, raddoppiato o, addirittura, triplicato: Clara è anche Robert e l’anonima paziente; lo psichiatra Secondo Filetti è anche – per Clara/Robert – Franz Richarz, lo psichiatra che ebbe in cura Robert Schumann nel manicomio di Endenich.

febbraio 07, 2024
 

ENEA



  • Titolo: ENEA
  • Testo: Gemma Costa
  • Regia: Gemma Costa, Flaminia Gai, Miranda Angeli
  • Cast: Michele Breda, Alessandro Pazzaglia, Gemma Costa, Margherita Palombi
  • Costumi: Giovanni Schiera
  • Luogo: Teatro Tordinona (Via degli Acquasparta, 16 - Roma)
  • Date: Dal 31 gennaio al 5 febbraio 2025
  • Orari: Tutti i giorni ore 21:00; domenica ore 18:00
  • Contatti: Per info e prenotazioni 067004932

Sinossi
"Enea", opera scritta da Gemma Costa, propone una rilettura del mito virgiliano attraverso una messinscena che sembra intrecciare la dimensione epica con una ricerca visiva onirica e contemporanea. La locandina ritrae tre figure di spalle in cammino su un crinale scuro, sormontate dal volto diafano di una donna che osserva la scena, suggerendo un viaggio guidato dal destino o dal ricordo.
Lo spettacolo esplora il tema del viaggio e della ricerca di una nuova patria, mettendo al centro la figura dell'esule e l'umanità dei personaggi coinvolti. Il coordinamento registico a tre mani sottolinea la natura corale e sfaccettata del progetto, volto a indagare il mito del fondatore non solo come eroe classico, ma come uomo segnato dal peso del passato e dalla speranza del futuro.
febbraio 06, 2024
 

Così per caso

Teatro Tordinona 26 Gennaio 2024

Così per caso

Liberinarte chiama le scuole a teatro! Lo spettacolo liberamente tratti dal libro di Marta Ascoli Auschwitz è di tutti, visto da oltre 2000 studenti dal suo debutto ad oggi, ricorda la tragedia vissuta da una famiglia, dal popolo ebraico, dall’umanità intera: e, con la forza di un grido, spiega che Auschwitz è di tutti, luogo-simbolo della più grande ferita aperta nella storia del Novecento.

gennaio 31, 2024
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Concerto per pianoforte


Al pianoforte Rebecca Lou Guerra



gennaio 31, 2024
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La Faglia

SPIN TIME LABS 20 gennaio 2024

LA FAGLIA
testo Adèle Gascuel
con Daniele Amendola Valerio Malorni
regia Simone Amendola

traduzione Adele Palmeri Borghese
in video e voce off Caterina Marino
scenografia Santo Alessandro Badolato
costumi Clorinda Bartoleschi
musiche Giulia Ananìa
canto Sabina Meyer
3D artist Davide Riccitiello
disegno luci Marco D’Amelio, Omar Scala
ambiente sonoro Gregorio Comandini
foto di scena Filippo Trojano

Una produzione BLUE DESK con Infinito
con il sostegno di Ravenna Teatro, Capotrave-Kilowatt Festival
in collaborazione con
Dialoghi Residenze delle arti performative a Villa Manin 2022 – 2024 a cura del CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia
e con Lottounico, Teatro Civico, 14 ATCL - Circuito Multidisciplinare del Lazio

 

la Compagnia Amendola/Malorni approda a Roma con il nuovo progetto teatrale, e per questa anteprima sceglie un luogo simbolo della resistenza culturale, sociale e umana del paese, Spine Time Labs.


La faglia è una favola post-apocalittica. Da qualche parte, in qualche tempo, il pianeta ormai provato mostra tutte le sue ferite.
Curarlo è un compito troppo grande anche per Dan e Balt.

 

 NOTA DELLA COMPAGNIA
"Dopo quasi due anni di sviluppo torniamo con un nuovo spettacolo, presentato ad aprile in forma di studio a Caserta e poi, in estate, ai festival Kilowatt e Colpi di Scena.

Abbiamo incontrato La Faglia lavorando ad una mise en éspace per il progetto europeo Ecole des Maîtres (in cui il copione è nato nel 2021) e da subito abbiamo sentito di poter proseguire nel solco del nostro teatro, di portare la nostra di scena e il nostro di immaginario, ma in maniera nuova. Adèle Gascuel, l’autrice, è una trentenne che dalla Francia porta istanze molto più prioritarie che in Italia. Attraverso i due maschi alfa protagonisti, si muove tra la crisi della Terra e le convenzioni del linguaggio, tra il declino dell'uomo e l'emersione dell'immagine della donna, tra la potenza e l'impotenza. E riesce ad essere corpo dolente e non solo testa pensante.

Rispetto al testo originale - in Francia ancora mai rappresentato, in Italia un'anteprima assoluta - ci siamo presi delle libertà. Abbiamo assorbito il prologo nello svolgimento e fatto qualche ricamo.
La libertà che ci siamo presi, in sostanza, è quella di sperare a modo nostro".

si ringraziano Freezer 09, LSA 100celle, None, Circolo Speleologico Romano, DigitalSense, Teatro Delle Apparizioni, Accademia STAP Brancaccio

gennaio 30, 2024
 

Controfigura



CONTROFIGURA
21-26 gennaio 2025 Teatro Tordinona
drammaturgia di Antonello Toti
liberamente ispirato a “Come tu mi vuoi” di Luigi Pirandello
ideazione e regia di Christian Angeli
LA STORIA
Belgrado-Serbia. Sarajevo-Bosnia.
La vita di Sasha, un’ex controfigura ora datasi al porno, viene sconvolta dall’arrivo di un uomo che le rivela informazioni su un passato che lei non ricorda. La donna inizia un’indagine personale, tra Belgrado e Sarajevo, per scoprire la verità su se stessa, mentre un’ignota figura attende nell’ombra di prendere il posto che le spetta e mentre le ferite lasciate da una guerra fratricida faticano a rimarginarsi.
NOTE DI REGIA
C’è una possibilità di sfuggire al ruolo di capro espiatorio che alcuni impongono a quegli esseri umani sensibili, apparentemente incapaci di contrapporre una resistenza attiva per non lasciarsi stritolare?
Cercando di dialogare costantemente con l’originale di Pirandello, lo spettacolo prova a dare una risposta attraverso il viaggio della protagonista: da una parte raccontando la sua fatale attrazione per il ruolo di vittima sacrificale, dall’altra la sua lotta per eludere questa dinamica e ribellarsi alle due famiglie che, per non prendersi le responsabilità delle proprie azioni, tentano di ridurla a mero oggetto dei loro scopi.

gennaio 26, 2024
 
 
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