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E' andata così



  • Titolo: È andata così
  • Sottotitolo: Orfeo ed Euridice - Il processo
  • Testo: Angela Pepi e Beatrice Gattai
  • Soggetto: Angela Pepi
  • Regia: Angela Pepi
  • Cast (Interpreti): Camilla Calabrò, Chiara Lentini, Edoardo Della Bona, Leo Rivosecchi
  • Scenografia: Lapo Geleng
  • Costumi: Marta Franceschelli

🎭 Sinossi d'Autore e Note di Regia
Il mito alla sbarra.
Che cosa è successo davvero nei corridoi d'ombra che separano il regno dei vivi da quello dei morti? Il gesto fatale di Orfeo – quel voltarsi improvviso a un passo dalla salvezza – cessa di essere soltanto un tragico errore dettato dall'amore per diventare il fulcro di un'indagine formale e psicologica. È andata così — Orfeo ed Euridice: Il processo traspone il lirismo del mito classico all'interno di un'aula di tribunale concettuale, dove i sentimenti passano al vaglio della legge e delle responsabilità umane.
Quattro interpreti incarnano le voci, le testimonianze e le contraddizioni di una verità frammentata. Non assistiamo più alla semplice celebrazione del dolore romantico, ma a un vero e proprio dibattimento. Attraverso una regia essenziale che dialoga con lo spazio scenico geometrico di Lapo Geleng e i costumi evocativi di Marta Franceschelli, lo spettacolo decostruisce la versione ufficiale della storia. Si scava nelle intenzioni profonde, nelle colpe e nei non detti dei protagonisti, ponendo al pubblico la domanda definitiva: si è trattato di un atto di debolezza, di un disperato bisogno di controllo o di una precisa scelta? Una riscrittura contemporanea e tagliente che trasforma la tragedia antica in un serrato thriller dell'anima.

19.6.24
 

SET




  • Titolo: SET
  • Presentato da: Squinternati 2013
  • Progetto e Regia: Cristina Aubry
  • Drammaturgia: Lucia Monopoli
  • Teatro: Teatro Tordinona (Via degli Acquasparta, 16 - ROMA)
  • Cast (Interpreti): Katia De Persio, Sabrina De Santis, Giulia Della Corte, Riccardo Impallomeni, Giovanna Licata, Raffaella Miscioscia, Andrea Ruggieri, Felice Santoli, Flavio Scaffidi Abbate, Tiziana Valentini
  • Aiuto regia: Lucia Monopoli
  • Scene e Costumi: Cinzia Iacona
  • Musiche a cura di: Flavio Scaffidi Abbate e Italo Marino
  • Coreografie (Ringraziamenti): Irene Ascogna

🎭 Sinossi d'Autore e Note di Regia
Il set della vita sotto una pioggia di storie.
Cosa accade quando lo spazio protetto e artificiale della finzione si scontra con il flusso imprevedibile della realtà? SET, nato dall'ideazione e dalla regia di Cristina Aubry, esplora i confini della rappresentazione mettendo in scena un microcosmo umano sospeso tra l'illusione e la verità. La drammaturgia di Lucia Monopoli tesse una trama corale in cui i destini dei personaggi si incrociano e si sovrappongono, trasformando il concetto di "set" cinematografico o teatrale in una potente metafora della condizione umana quotidiana.
La regia imposta un meccanismo scenico corale, dinamico e fortemente visivo, metaforicamente racchiuso nella suggestiva immagine della goccia d'acqua e degli ombrelli colorati che proteggono dal grigiore del mondo. Il numeroso cast di dieci interpreti si muove in un perfetto sincronismo di tempi comici e drammatici, supportato dal disegno scenico e dai costumi curati da Cinzia Iacona. Le musiche di Flavio Scaffidi Abbate e Italo Marino, insieme agli innesti coreografici curati da Irene Ascogna, scandiscono il ritmo dei continui cambi di prospettiva. Uno spettacolo che gioca con le maschere, le ambizioni e le fragilità dei suoi protagonisti, invitando il pubblico a riflettere su quale sia il proprio ruolo sul palcoscenico della vita.
11.6.24
 

Serata Dylan Thomas

Casa Raffaella Battaglini 26 Maggio 2024

“Rinchiuso in una torre di parole”

Una serata con Dylan Thomas legge Tommaso Ragno

Poeta, scrittore e drammaturgo gallese.
Nel corso di una vita straordinariamente intensa, per quanto breve, Dylan Thomas ha scritto poesie, saggi, sceneggiature, racconti (molti a sfondo autobiografico) e un dramma teatrale dal titolo Sotto il bosco di latte la cui versione radiofonica ha vinto il Prix Italia nel 1954.
Figlio di un professore della grammar school di Swansea, Dylan Thomas mostra sin dall'infanzia i segni di una vocazione sicura. A soli vent'anni scuote l'ambiente letterario londinese con Diciotto poesie (Eighteen poems, 1934), nel quale afferma lo stile di una poesia naturale e istintiva, per quanto pervasa da un'inquietudine oscura.
Insieme a un gruppo di giovanissimi poeti e scrittori, s'impone come alfiere di un cosiddetto "nuovo romanticismo", sorto in reazione all'intellettualismo e al classicismo di cui erano accusati Auden, e i poeti del suo gruppo.

Al 1936 risalgono le Venticinque poesie (Twenty-five poems), cui seguono Il mondo che respiro (The world I breathe, 1939), e La mappa d'amore (The map of love, 1939) che comprende liriche e prose.
Il libro che raccoglie le sue più note (e forse più belle) poesie è Morti e ingressi (Deaths and entrances, 1946).

Le varie raccolte di poesie apparse tra il 1934 e il 1952 sono state poi ripubblicate nel volume di Poesie scelte 1934-1952 (Collected poems 1934-1952, 1952).
Poco prima della morte pubblica Il medico e i diavoli (The doctor and the devils, 1953).

Ricordiamo anche la sua produzione narrativa, il cui picco è forse il notissimo: Un ritratto dell'artista da cucciolo (A portrait of the artists as a young dog, 1940) e il radiodramma Sotto il bosco di latte (Under the milk wood) pubblicato postumo nel 1954.

Dopo la sua morte è stata data alle stampe una raccolta di Lettere scelte (Selected letters, 1966), e Lettere a Vernon Watkins (Letters to Vernon Watkins, 1957).
Fra le tante pubblicazioni postume: Quite early one morning (1954), Adventures in the skin trade (1955).

L'originalità di Thomas sta nell'inconfondibile mélange di reminiscenze celtiche con stilemi che attingono a tutto quanto il Novecento ha prodotto sino a quel momento, e al recupero di tradizioni letterarie passate: i movimenti e le avanguardie, i surrealisti francesi alla visionarietà di Blake, alle metafore ardite dei metafisici del XVII secolo.

2.6.24
 

Tape




  • Titolo: Tape
  • Autore: Stephen Belber
  • Regia: Danny Lemmo
  • Cast: Giulia Rinallo, Michele Mion, Nicola Tombacco
  • Luogo: Teatro Tordinona (Via degli Acquasparta 16, Roma)
  • Data e Orario: Maggio, ore 21:00 (con indicazione di una "Replica Speciale")
  • Prezzo Ingresso: 12€

Sinossi
"Tape", opera del drammaturgo Stephen Belber diretta da Danny Lemmo, è un dramma psicologico che ruota attorno al tema della memoria e delle conseguenze delle azioni passate. Come suggerisce il sottotitolo presente in locandina, "Certe cose non possono essere cancellate", la trama mette a confronto tre personaggi (interpretati da Giulia Rinallo, Michele Mion e Nicola Tombacco) legati da un evento irrisolto del loro passato comune.
La locandina, che ritrae i protagonisti in pose riflessive o intenti a inquadrare la realtà (come l'uomo con la macchina fotografica), anticipa un clima di tensione e indagine sulla verità, dove il confronto tra le diverse versioni dei ricordi diventa il motore centrale dell'azione scenica.
29.5.24
 

Otello

Teatro Tordinona 26 Maggio 2024
Otello
di William Shakespeare, regia Nella Russo

“Per tutto questo, in piedi davanti ad una donna” Con queste parole si conclude lo spettacolo shakespeariano diretto da Nella Russo. Mai come in questo periodo c’è stato tanto bisogno delle parole di Shakespeare, e quale opera migliore dell’Otello per mandare un messaggio forte e chiaro contro la violenza di genere? Quale mezzo più adatto se non i testi classici per renderci conto che, sebbene siano trascorsi secoli, molte donne vivono tuttora una realtà simile a quella di Desdemona ed Emilia? Il nostro spettacolo vuole essere un punto d’incontro tra la contemporaneità fatta di tempi serrati, messaggi diretti, chiari e concisi e l’opera seicentesca, una delle più significative dell’autore inglese. Vorremmo dare uno spunto di riflessione per indagare con ancor più profondità il tema del femminicidio, tanto discusso al giorno d’oggi. Il testo è stato alleggerito, ridotto e modificato in modo da essere più fruibile, comprensibile e adatto a qualsiasi tipo di pubblico, senza però perdere il senso più profondo e importante dell’opera



29.5.24
 

Calung-Lénggér


  

  • Titolo: Calung-Lènggér Banyumasan — The 1st Italian Tour
  • A cura di: Daniele Zappatore
  • Artisti: Yusmanto, Darno, Muriah Budiarti, Sukendar, Sarmin, Eko Kuntowibowo, Rumpoko Setyo Aji, Rianto, Cipto Subroto, Gading Banyubiru
  • Tappe del Tour Italiano:
    • 20-22 Maggio: Venezia
    • 23-25 Maggio: Roma
    • 26-27 Maggio: Napoli
  • Dettaglio Eventi a Roma (Focus Locandina):
    • 23 Maggio, h. 18:00-20:00: Workshop: Javanese Bamboo Music presso Sapienza Università di Roma (Facoltà di Lettere e Filosofia, Aula Pirrotta - Ingresso Libero)
    • 24 Maggio, h. 14:00-16:00: Workshop: La Danza Lènggér presso Sapienza Università di Roma (Facoltà di Lettere e Filosofia, Aula A ex Iso - Ingresso Libero)
    • 25 Maggio, h. 19:00: Performance principale presso Teatro Tordinona (Sala Pirandello - Ingresso su invito con tesseramento)

🎭 Sinossi di Direzione Artistica e Note Culturali
Il battito ancestrale del bambù e l'estasi della danza.
Per la prima volta in Italia, le millenarie e vibranti tradizioni della regione di Banyumas (Giava Centrale, Indonesia) prendono vita in un tour unico, volto a svelare il legame profondo tra musica rituale, performance comunitaria e sacralità del corpo. Calung-Lènggér Banyumasan non è una semplice esibizione folkloristica, ma un vero e proprio ponte interculturale curato da Daniele Zappatore, concepito per far dialogare l'accademia universitaria con lo spazio vivo della messinscena teatrale.
Il progetto si articola come un percorso immersivo guidato da un ensemble di dieci straordinari artisti indonesiani. Il cuore sonoro è rappresentato dal Calung, il caratteristico ensemble di percussioni in bambù che sprigiona ritmi ipnotici e gioiosi, sui quali si innesta la potenza espressiva del Lènggér, una danza tradizionale che esplora l'armonia dei contrasti, la fluidità di genere e la catarsi rituale. Attraverso due workshop teorico-pratici alla Sapienza Università di Roma e il culmine performativo nella suggestiva cornice della Sala Pirandello al Teatro Tordinona, la direzione artistica offre al pubblico un'esperienza antropologica e sensoriale totalizzante, capace di celebrare la musica e la danza come linguaggi universali di resistenza e rigenerazione culturale.
29.5.24
 

ULTIMI CREPUSCOLI SULLA TERRA

Teatro Vascello 10 maggio 2024

ULTIMI CREPUSCOLI SULLA TERRA

Liberamente ispirato all’opera letteraria di Roberto Bolaño

Regia e drammaturgia Fabio Condemi
Scene, drammaturgia dell’immagine, costumi, Fabio Cherstich
con Anna Bisciari, Lorenzo Ciambrelli, Federico Fiochetti, Vincenzo Grassi, Sofia Panizzi, Eros Pascale

luci Paride Donatelli
disegno del suono Andrea Gianessi
assistente alla regia Andrea Lucchetta
assistente alla drammaturgia Vera Ortega
foto di scena Claudia Pajewski

si ringrazia Silvia Rigon per la consulenza teorica e drammaturgica 

produzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello, Accademia Nazionale D’Arte Drammatica Silvio D’Amico

Quando è stato più felice?
Io sono stato felice quasi tutti i giorni della mia vita,
almeno per un piccolo momento, anche nelle
circostanze più avverse

(Roberto Bolano, intervista con Mónica Maristain)

Questo spettacolo tratto da vari testi di Roberto Bolaño (Consigli di un discepolo di Jim Morrison a un fanatico di Joyce; 2666; puttane assassine; chiamate telefoniche) nasce come saggio finale del biennio dell’accademia nazionale d’arte drammatica Silvio d’Amico. Attraverso il montaggio di vari testi di Bolaño abbiamo cercato di comporre un mosaico di temi, personaggi e  parole. Nella drammaturgia due storie viaggiano in parallelo: da una parte la storia di Angel Ross (personaggi principale di ‘consigli di un discepolo di Jim Morrison a un fanatico di Joyce’), scrittore fallito con l’ossessione per Stephen Dedalus che precipita in una spirale allucinata di delitti e violenza insieme quando incontra Ana. Dall’altra la storia delle vittime di femminicidio nel deserto di sonora in una città che prende il nome fittizio di Santa Teresa e che ricorda molto Ciudad Juarez, che è, secondo Bolaño ‘ la nostra maledizione e il nostro specchio, lo specchio inquieto delle nostre frustazioni e della nostra infame interpretazione della libertà e dei nostri desideri’. Il labirinto di Dedalo e il deserto (che secondo Borges è il labirinto più irrisolvibile) sono le coordinate all’interno delle quali si manifestano i fantasmi evocati da Bolaño e dalla sua scrittura. In questo territorio letterario si incontrano e si mescolano in modo stupefacente i ricordi del golpe di Pinochet del 73 in Cile, i film di Tarkovskji e di Godard, i versi di Leopardi, le canzoni dei Doors, e una miriade di storie e di vite che si intrecciano tra loro spesso guidate dal caso. 

”Leggendo i libri di Roberto Bolaño si ride, ci si infastidisce, ci si commuove, si ha paura, ci si annoia, si soffre, ci si sente persi, si prova ansia, si sogna, si crede che possano esistere ancora passioni estreme, ci si illude che la poesia abbia senso, si pensa che niente abbia senso, si crede che tutto sia vano, e ci si convince che vivere sia meravigliosamente insano: dove si trova qualcosa del genere nei romanzi degli ultimi trent’anni? in nessun altro scrittore di oggi la letteratura è così grandiosamente allegra e disperata. Ammaliati dalla stupefacente capacità affabulatoria di Bolaño, e dalla sua voce al tempo stesso amabile e ironica, ci addentriamo in un labirinto di luoghi, di segni, di incontri, di libri, di quadri, di sogni, di storie che generano altre storie: un labirinto dove ci aggiriamo frastornati e felici, senza tuttavia sentirci mai perduti.  Giuseppe Montesano

 Per i temi trattati si consiglia la visione dello spettacolo ad un pubblico adulto.

22.5.24
 

Pape Satan




  • Titolo: Pape Satàn Opérette
  • Presentato da: Octopus Music Factory (diretta da Fabio Frizzi)
  • Cast: Tristano Brazzi, Camilla Corsi, Caterina Frizzi, Alessio Contorni, Francesco Saguto.
  • Luogo: Teatro Tordinona (Via degli Acquasparta, 16 - Roma)
  • Data e Orario: 12 maggio, ore 19:00
  • Contatti: Per info e prenotazioni 348 7347089

Sinossi
"Pape Satàn Opérette" è una produzione musicale della Octopus Music Factory che, come suggerisce il celebre verso dantesco del titolo e l'estetica della locandina (caratterizzata da corna e coda diabolica), esplora un immaginario ironico e "infernale". [1]
Lo spettacolo si configura come un'operetta o un varietà musicale corale, dove gli interpreti — molti dei quali legati ai laboratori e alle attività della scuola di musica — mettono in scena un gioco teatrale che unisce musica e recitazione. Il tono grottesco e festoso anticipato dalle piume rosa e dai cappelli a cilindro degli interpreti in foto suggerisce una rilettura leggera e dissacrante di temi classici, trasformando il palco del Teatro Tordinona in un cabaret d'ispirazione satanica ma dai toni decisamente brillanti. [1]
19.5.24
 

Le interviste impossibili: Stalin e Josephine Beauharnais


1 marzo 2024

Franco Cardini incontra STALIN (Luigi Diberti)

Annamaria Barbato Ricci incontra JOSEPHINE BEAUHMAIS (Martine Brochard)

1.5.24
 

Ulisse, Macerata

Teatro Tordinona 28 Aprile 2024

ULISSE, MACERATA

Debutta a Roma lo spettacolo diretto e interpretato da Luigi Moretti

In scena per la prima volta a Roma Ulisse, Macerata, spettacolo diretto e interpretato da Luigi Moretti, scritto da Fiammetta Carena e prodotto dalla Compagnia del Sole in scena dal 25 al 30 aprile al Teatro Tordinona (repliche ogni sera alle ore 21 tranne domenica 28 aprile ore 18).

Lo spettacolo racconta di Ulisse, un comune uomo di provincia, incattivito dalla vita, dalle proprie sconfitte e dalla consapevolezza di essere disperatamente solo che pensa, dice e fa cose orribili. Quando la sua squadra di calcio perde la coppa di campionato contro il Troia, la rabbia per la sconfitta è tale che decide di andare a riprendersela. Inizia un viaggio tra il delirante e l’onirico in cui, questo Ulisse contemporaneo, volgare, ottuso e affatto astuto, incontra i personaggi e gli ostacoli del poema omerico.

«Ulisse, il celebre eroe omerico. Ulisse Macerata, un uomo di provincia, molto ignorante e con la grande convinzione di essere furbo. Macerata è forse un patronimico, una sensazione, un rimando sentimentale alle Marche? Sicuramente un luogo dove l’espressione dialettale raggiunge un’immediatezza estrema e a tratti grottesca.» Prosegue Moretti nelle note di regia dedicate allo spettacolo «L’omonimia del nome, dunque, e la similitudine del viaggio sono solo un meraviglioso espediente letterario perché qui non c’è che un paesaggio desolato, sporco dove la grandezza nemmeno si affaccia. Ma la complessità della costruzione del personaggio non lascia scampo: un uomo patetico e rabbioso, che vive di espedienti, razzista, misogino, omofobico, erotomane, si muove basso basso, spinto da un vento implacabile che non rigenera mai, sognando un approdo irraggiungibile, una grandezza impossibile. Tutto è giocato sull’illusione: durante tutto il viaggio si notano trasfigurazioni della realtà nell’immaginazione del personaggio: l’effetto è quello del sogno o dell’allucinazione, a volte pesantemente provocata.»

ULISSE, MACERATA

Di Fiammetta Carena

Diretto e interpretato da Luigi Moretti

Musiche Paolo Principi

Luci Francesco Mentonelli

Scena Guerrino Andreani

Costumi Stefania Cempini

Assistente alla regia Adriana Formato

Studio di registrazione Punctus

Foto di scena Rodolfo Marziali

Video Matteo Giacchella

Produzione Compagnia del Sole

Organizzazione Dario Giliberti

Comunicazione Marilù Ursi

Amministrazione Lucia di Mauro

 

1.5.24
 

Le interviste impossibili: Dante e Virgilio

10 gennaio 2024

Ennio Cavalli incontra VIRGILIO (Mimmo Caprio)

Idalberto Fei incontra DANTE ( Edoardo Siravo)

Con la partecipazione di Paolo Minnielli  
30.4.24
 
 
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