Ultimi Video

Ipotesi di lavoro


Cinque musicisti, cinque teatri, una città
24.4.08
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DISEASE


DISEASE coreografia e interpretazione Cristine Sonia Baraga musiche Planet Funk, A.A.v.v.
23.4.08
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Incontro con gli artisti Bielorussi


Auditorium Parco della Musica 28/11/2010 Incontro con gli artisti bielorussi in occasione della rappresentazione "Zone of Silence"
23.4.08
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I SETTE PECCATI CAPITALI


Teatro Colosseo 2002 "I SETTE PECCATI CAPITALI" scritto e diretto da Nuccio Siano, con: Isabella Martelli, Anna Maria Loliva, Gianluca Bemporad, Federico Fioresi, Davide Quatraro, Sandro Stefanini. Aiuto regista Mario Grossi, disegno luci Luca Barbati. Com'era la scuola negli anni '30? Quali insegnamenti di vita che trapelavano dai sussidiari e dai testi scolastici? Partendo da un'accurata analisi dei testi di quegli anni, l'autore riscrive l'esperienza di due protagoniste, entrambe di nome Anna, che frequentano una classe liceale nell'Italia alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale. Una storia che viaggia tra passato e presente, raccontata sorridendo. Riprese e regia video Ulisse Benedetti
23.4.08
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PICCOLE ANIME


Teatro Colosseo 2/5/1998 "PICCOLE ANIME" scritto e diretto da Giacomo Ciarrapico
23.4.08
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Chicago boys


Teatro della Cooperativa Milano 2009 "CHICAGO BOYS"? di Renato Sarti. Regia di Renato Sarti. Con Renato Sarti, Elena Novoselova Scene e costumi Carlo Sala Video realizzati in collaborazione con Fabio Bettonica e N.A.B.A. - Nuova Accademia di Belle Arti di Milano Assistenti Marco Di Stefano, Riccardo Pippa Assistente di produzione Benedetta Monzeglio Tecnica Maurilio Boni, Mirco Segatto "Ad un miracolo economico corrispondono schiavitù e miseria per la popolazione? Sì!" Chicago boys non vuole essere una rievocazione museale del crollo del muro, in occasione del ventennale, bensì un tentativo di rispolverare un po' del buon vecchio Marx, e rammentare a coloro che per decenni hanno operato al motto di 'Libera volpe in libero pollaio', il proverbio greco: 'Se vedi che non ti sazi, fermati!'. VENETO
23.4.08
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DIVERSAMENTE COMICI - Punto G. - il punto di vista di Giuditta


Giardinetti Roma 24 Luglio 2011 Rassegna estate romana CONVERGENZE URBANE DIVERSAMENTE COMICI - Punto G. il punto di vista di Giuditta, di e con Giuditta Cambieri, acting coach Rosa Masciopinto. Meno male che ora c'è Wikipedia che definisce la donna come 'femmina adulta dell'essere umano', mentre il vecchio Palazzi riporta ancora la definizione 'femmina dell'uomo'. Dai tempi di Eva, nata da una costola di Adamo, finalmente si comincia ad intravedere per la donna la possibilità di un'identità propria e forse di un personale diritto alla felicità. Con il suo cabaret divertente e irriverente, esplora proprio questi orizzonti Giuditta Cambieri, e cambia ieri, cambia oggi, spera di continuare a cambiare domani, non per illudersi sulla felicità, ma per non smettere di sognarla e dunque cercarla. Tra 'ragionamenti circolari' paradossali e iperbolici, monologhi provocatori e ironici, pantomime tenere e assurde, la nostra cabarettista dotata di un corpo che è una gag in continuo movimento, si domanderà: cos'è il Punto G.? E dov'è? Ma soprattutto: esiste? TEATRO
23.4.08
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Motus / TOO LATE (Antigone) contest #2


ideazione e regia Enrico Casagrande & Daniela Nicolà / con Silvia Calderoni e Vladimir Aleksic / Secondo contest in cui Silvia / Antigone / Emone si confronta con Vladimir/Creonte, mediante un crudo meccanismo di esposizione e sfide che amplificano, in modo subdolo, i giochi di potere fra padri e figli, ma anche quelli dei 'Nuovi Dittatori" d'oggi. Sono le relazioni di potere al centro del confronto,dalle micro intolleranze quotidiane alla perversione dei 'Padri Mediatici' che agiscono 'per il bene' dei figli. www.motusonline.com/it/ SHORT THEATRE
23.4.08
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GLI INVISIBILI - INTRODUZIONE


Presentazione di Renato Nicolini del romanzo di Nanni Balestrini TEATRO
23.4.08
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G.E.R.M.I. Music Festival 2011 - MARCO FUSI suona Gunay Mirzayeva


G.E.R.M.I. Music Festival 2011 nelle pieghe della contemporaneità Mercoledì 2 novembre 2011 il violi
23.4.08
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IL RE


Teatro India dal 4 al 12 ottobre 2011 "Il Re" di Giorgio Prosperi, regia di Giorgio Serafini Prosperi, con Mario Prosperi, Laura Riccioli, Emanuele Maria Basso, Massimiliano Vado, Gianluca D'Ercole, Carlo Di Maio, Sasa Vulicevic, Alessandro Marmorini, musiche dal vivo eseguite e composte da Luigi Salerno e Andrea di Pierro, scene e costumi Helga Williams, disegno luci Valerio Di Filippo, produzione Politecnico Teatro. "Il Re" è un dramma storico carico di valenze morali. Ne è protagonista assoluto Carlo Alberto di Carignano, colui che ebbe dai suoi stessi sudditi l'appellativo non proprio lusinghiero di 're tentenna' e che Giuseppe Mazzini stesso apostrofò come 'l'Amleto della monarchia'. L'autore inserisce nella pièce una citazione da Eschilo che suona come un epitaffio: 'Decidere costa dolore'. Il motore del dramma è giocato nel rapporto del re fra la coscienza e la storia. Carlo Alberto, di madre francese, educato in ambienti liberali e poi salito al trono quasi fortuitamente, aveva aderito in gioventù ai moti liberali del 1821 e lo aveva fatto ingenuamente e con una scarsa prospettiva politica, salvo poi, all'ultimo momento, ritirare il suo appoggio ai congiurati. Un voltafaccia plateale, un vero e proprio tradimento. Tanto che, per poi riconquistare la fiducia del re Carlo Felice, si era trasformato in un paladino della reazione. Il dramma interiore di Carlo Alberto è innanzi tutto il dramma di un uomo che non viene creduto, il dramma di un personaggio cui è sempre richiesto di confermare se stesso. Il Carlo Alberto che Prosperi ci consegna, nell'umiliazione della sconfitta annunciata di Novara, è un uomo di fronte a se stesso in un momento estremo. Lui che ha sempre inseguito il potere con ogni mezzo, lui che ha tradito i suoi ideali per ottenerlo si trova nel momento fatidico della sconfitta ad avere l'occasione di redimersi, di compiere finalmente quell'azione eroica che nel suo ambizioso egoismo aveva sempre vagheggiato. Lo farà silenziosamente, con una sottrazione, rinunciando alla ribalta e all'abito dell'eroe. Abdicherà assumendo su di sè, per una volta, tutte le responsabilità della sconfitta. Lo spettacolo vuole recuperare di questo dramma proprio l'aspetto più intimo e sacrale della vicenda umana di Carlo Alberto. Vorremmo riuscire a raccontare il rapporto di un uomo col potere, la sua decisione di abbandonarlo per non tradire per l'ennesima volta se stesso e gli altri. Proprio di questi tempi ci sembrano temi che valga la pena toccare, in assoluta controtendenza, proprio perchè il teatro che Giorgio Prosperi immaginava era un teatro 'religioso' in senso classico e laico, un teatro della coscienza, della coscienza collettiva, un luogo in cui l'individuo fosse chiamato a confrontarsi con se stesso e con i suoi simili sul piano assoluto della libertà, un vero e proprio 'parlamento della società'. Sono parole sue". TEATRO
23.4.08
 

Vesuvius


contaminazione arte e architettura CAMPANIA
23.4.08
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