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Ritratti di Poesia nona edizione

Tempio di Adriano 5 febbraio 2015
Ritratti di Poesia nona edizione
«La rassegna Ritratti di Poesia – dichiara il Presidente Emmanuele F. M. Emanuele – ebbe inizio nove anni fa come un piccolo salotto sul tema della poesia, nel convincimento che in Italia la poesia dovesse avere la medesima visibilità e fruibilità di altre forme artistiche, quali il cinema, il teatro, la musica e la danza. Abbiamo fatto molta strada da quella data, mossi dalla passione e dalla volontà di portare a Roma una iniziativa che potesse arricchire, in modo originale, l’offerta culturale della città e del Paese. Oggi la manifestazione rappresenta un punto di riferimento, a livello nazionale ed internazionale, per il genere poetico e vanta la partecipazione di poeti noti, italiani e stranieri, accanto al talento di voci esordienti. Sono orgoglioso – conclude Emanuele – del percorso che è stato fatto; la grande partecipazione popolare, che si rinnova sempre più ampia di anno in anno, è la conferma della bontà dell’iniziativa e ci dà l’entusiasmo per crescere ancora e rinnovarci».
La manifestazione, che propone ogni anno un ampio parterre di esponenti di spicco della poesia italiana e internazionale, presenta quest’anno due novità assolute: una «incursione» nella street art con Mauro Pallotta, in arte Maupal – l’autore del famoso murale «super pope» – e un Poetry Slam, competizione di poesia orale e performativa in cui sono gli spettatori a decretare il vincitore. Nato negli Stati Uniti come arte di strada, il Poetry Slam si propone di riportare la poesia a una dimensione più estesa e popolare, riscoprendone la vocazione originaria. In Italia è stato introdotto dal poeta e performer Lello Voce, che sarà EmCee (Masters of Ceremonies) del Poetry Slam di Ritratti di poesia, tappa ufficiale del campionato nazionale L.I.P.S. Lega Italiana Poetry Slam.
La rassegna, aperta gratuitamente al pubblico, è promossa dalla Fondazione Roma e organizzata dalla Fondazione Roma-Arte-Musei con InventaEventi, ed è a cura di Vincenzo Mascolo.
16,45 – 17,15 Di penna in penna (quinta parte)
Rosaria Lo Russo, Giovanna Rosadini
17,15 – 17,45 The Poetry Foundation
Robert Polito con Adam Fitzgerald e Tom Healy. Introduce Damiano Abeni
17,45 – 18,15 Di penna in penna (sesta parte)
Donatella Bisutti, Francesco Scarabicchi
18,40 – 19,20
Poesia sconfinata (seconda parte)
Gilberto Isella (Svizzera)
Durs Grünbein (Germania) con Anna Maria Carpi
10.4.15
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For Bergen

Teatro Furio Camillo 26 Marzo 2015
LA COMPAGNIA NO.NO presenta
FOR BERGEN
Co(i)nvolti/TWO/Alone
For Bergen è uno spettacolo in forma di trilogia nato dalla necessità di analizzare il tentativo dell’uomo di dare un senso al proprio essere attraverso un processo di sottrazione e abnegazione.
La compagnia (ex collettivo Linee Distorte) nasce nel Marzo 2013 con l’intento di creare una realtà sperimentale che trattasse di danza, teatro e performance in spazi teatrali e meta-teatrali, cercando di trovare un punto di contatto tra il linguaggio astratto della danza contemporanea e la visione tradizionalistica del pubblico più vasto. Da qui il primo progetto, dal nome Co(i)nvolti, sul concetto di “branco”, sul coraggio delle azioni e sulla responsabilità di scegliere, sullo stato d’insieme che falsa la solitudine ma nella quale ognuno è inevitabilmente condannato ad esistere. Il tutto attraverso uno sguardo volutamente ironico ed ammiccante, senza rinunciare alla fisicità e all’essenzialità del gesto. Dal branco al duplice con Two, che costringe invece il singolo al contatto con il fuori da sé in relazione a quello che lo circonda. Chiusi in un quadrato bianco, nella quasi totale assenza di sovrastrutture, l’attenzione è posta sullo studio del confine e del disequilibrio in un processo di estremizzazione e di precarietà.
“La necessità di esistere per permettere alla forma di essere, perfetta immutabile, inconfondibile. Il movimento passa attraverso la forma per poi mutare, diventare “altrove”. E intanto la relazione con l’altro come misura, come specchio di se stessi, come elemento di possibile fusione. Lo studio del mondo al di fuori da sé, il pensiero lontano da sé, il pensiero dell’altro come proprio pensiero.”
TWO.
Infine Alone, la presa di coscienza di se stessi, il cerchio che chiude esattamente nel punto in cui ha avuto inizio. Alone è il punto di partenza dove la singolarità non è un debolezza ma una forza. Il foglio bianco che non è assenza ma presenza, dove l’incontro è osmotico, totale, cosciente, reale. Necessario.
CON Antonio Marino, Alessandro Pustizzi, Cristina Conti
CONCEPT REGIA Antonio Marino
COREOGRAFIE Alessandro Pustizzi
MUSICHE ENTROPIA e Matteo Bassi
INSTALLAZIONE VIDEO Stefano Gradassai
Con il supporto di ACS Abruzzo – “Electa Creative Arts” Teramo.
10.4.15
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Safari live - Work in progress

Teatro Tordinona di Roma, dal 23 marzo 2015
Sycamore T. Company presenta
SAFARI LIVE - WORK IN PROGRESS
Con: Gabriele Sabatini - Il Cacciatore
Emilia Scarpati Fanetti - La Donna
e con l'amichevole partecipazione audio di Luciano Curreli
Tecnico luci e audio/video: Martin E. Palma
(audio/video in collaborazione con Francesca Spinozzi)
Riprese video e disegno luci: Giuseppe “Beppe” Gallo
Montaggio video: Federico Greco
Costruzioni sonore: Emanuela Cotellessa
Aiuto regia: Francesca Spinozzi
Scritto e diretto da: Emanuela Liverani
Si ringrazia Pierpaolo Verdecchi per il contributo fotografico.
Safari Live - Work in Progress è realizzato in collaborazione con il Teatro Bipop Zaccaria Verrucci Un uomo racconta come e perché è diventato il Cacciatore, guidandoci passo dopo passo all'interno del sentiero che lo ha condotto nel luogo in cui ora vive, la jungla (con la j salgariana), da cui parte e torna quotidianamente per ingaggiare l'eterna lotta contro i suoi nemici, i sopraffattori. Convinto di essere solo, si accorge che nella jungla vive, per gli stessi motivi e con le stesse modalità, una Donna. Il loro incontro sospende la convinzione di essere soli e muovendosi tra passato e presente, tra digressioni e citazioni, danno forma a ciò che li ha condotti in quello spazio, il limite oltre il quale prende forma la rivolta.
Il progetto Safari Live – Work in progress è lo spin-off di un progetto di un cortometraggio e di quest’ultimo porta con sé il tema, alcuni brani, suggestioni. Da qui il motivo per cui Emanuela Liverani ha scelto di definirlo “Live”. Essendo, però, del tutto autonomo dalla sceneggiatura del cortometraggio, ne completa l'idea di base, le molteplici suggestioni (letterarie, fotografiche, cinematografiche, teatrali, musicali) e quello che potremmo chiamare il “dietro le quinte”. Pur avendo una scrittura di base molto rigida, Safari Live ha una forma e un contenuto sempre aperti, in linea con il tema che narra - la rivolta - motivo per cui a ogni messa in scena possono corrispondere modifiche del testo, nuovi personaggi, video, foto, suoni, musica, persino partecipazioni “dell'ultima ora” pensati come sviluppo di quella precedente. Questo il motivo del work in progress.
Una prima prova aperta, in forma ridotta, è andata in scena a Roma, il 15 marzo 2014, grazie al Teatro Bipop Zaccaria Verucci in uno spazio alla periferia della città. Da quel momento, Safari Live – work in progress è realizzato in collaborazione con loro. Ogni suggerimento è offerto gentilmente da: A. Camus, E. Salgari, J. Steinbeck, W. Evans, i tumbleweed, le persone che ogni giorno dicono no, quelle che ancora lo devono dire e quelle che vorrebbero farlo ma non sanno da dove cominciare.
9.4.15
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Ninetta e le altre

TEATRO ARGOT STUDIO 26 MARZO 2015
NINETTA E LE ALTRE
Le Marocchinate del ‘44″, vincitore del Festival Chimere.
La pièce è scritta e diretta da Damiana Leone ed interpretata da Damiana Leone, Anna Mingarelli e Francesca Reina, disegno Luci di Alessandro Calabrese e foto di scena di Gioia Onorati
Lo spettacolo è inserito nel progetto Racconta la Guerra promosso dalla compagnia Errare Persona con l’Archivio di Stato di Frosinone, con il contributo della Provincia di Frosinone, incentrato sulla ricerca storica di fonti orali applicata al teatro antropologico e di narrazione. Il progetto coinvolge un intera provincia, ed è unico nel suo genere. È infatti il più grande progetto sullo stupro di guerra mai realizzato. Lo studio, da cui è scaturito lo spettacolo, tratta degli Stupri di Guerra avvenuti nel Basso Lazio nel ’44, le cui vittime venivano chiamate Marocchinate, stupri studiati davvero solo negli ultimi dieci anni e solo in parte trattati da Moravia e poi da De Sica ne “La Ciociara”, ma che oggi sia sa essere il più grande stupro di guerra della storia d’Italia e d’Europa (insieme alla Bosnia). Lo spettacolo quindi è un progetto, un lavoro di ricerca e divulgazione portato avanti da anni, che a maggio sarà a New York per il Festival In Scena. Dallo spettacolo e dal progetto sta nascendo un docufilm.
9.4.15
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Il pasto degli schiavi

Teatro Tordinona 27 marzo 2015
IL PASTO DEGLI SCHIAVI
testo di Adriano Marenco con uno squarcio di Alessandra Caputo
con Francesca Di Vincenzo, Simone Fraschetti, Barbara Greco, Barbara Nucci, Chiara Pavoni
regia di Valentina Conti e Simone Fraschetti
coreografie di Barbara Greco e Barbara Nucci
costumi di Lisa Rosamilia
foto di scena di Pamela Adinolfi
Una tragedia dove il coro è corpo. Il corpo delle schiave. Amanti, infermiere, badanti, madri che condividono con il Capo i suoi ultimi giorni. Donne che brillano del riflesso della sua stanca luce, che succhiano la scarsa linfa di un albero marcescente. Sacerdotesse degli ultimi giorni di un potere. Schiave che forse apriranno la strada solo ad un altro disumano potere.
9.4.15
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Interruzioni volontarie

Teatro Argot Studio 28 marzo 2015
INTERRUZIONI VOLONTARIE
di e con Claudia Salvatore
aiuto regia Sergio Proto
luci e supervisione Francesco Piotti
scenografia, grafica e costumi Valeria Galluzzi
drammaturgia composta da: creazioni originali di Claudia Salvatore, inserzioni liberamente tratte da “Febbre” e “Psicosi delle 4:48” , di Sarah Kane,“Il pianeta Trillafon in relazione alla cosa brutta” e “Questa è l’acqua” di David Foster Wallace produzione: un’anteprima ridotta di “Interruzioni volontarie” è stata prodotta dal RIC Festival 2013 e presentata come studio per un progetto teatrale, all’interno del festival R.I.C, Rieti Invasioni Creative, sostenuto dall’A.T.C.L.
Margherita aspetta, registra messaggi, guarda gli spazi aperti attendendo che ci capiti dentro qualcosa che la riguarda. Margherita per metà c’è e per metà non sa dov’è. C’è qualcosa che interrompe ogni incontro, ogni tentativo di costruire, ogni possibilità, è c’è qualcosa che lo vuole ripristinare. Margherita scappa da persone e da situazioni ma inevitabilmente poi non fa altro che tornare, per riprendersi, per ricominciare quello che aveva interrotto, per rovinarlo in continuazione, non ci sono altro che fratture evidenti ed evidenti intervalli di tempo in cui cerca di ricordare come fare ad andare avanti, in cui cerca di capire, di eliminarsi o di darsi un’altra possibilità, l’ennesima.
Lui si sentiva una ferita sulla guancia, la ferita non c’era, ma lui la sentiva così tanto che alla fine se l’è procurata da solo. Lei si ricordava di quando da piccola aveva visto i nonni che facevano l’amore, ma in realtà non era successo a lei, era successo alla madre.
9.4.15
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#dellalluvione

Teatro Due Roma 22 marzo 2015
Anteprima nazionale
#DELLALLUVIONE
scritto, diretto e interpretato da Elena Guerrini
produzione Davide di Pierro
Creature Creative
#dellalluvione di Elena Guerrini una riscoperta di noi stessi e di ciò che ci circonda, del desiderio di parlare delle nostre “alluvioni interiori”, di ciò che ci succede, del “fango” in noi e fuori di noi, dell’ambiente che rispecchia il nostro essere profondo. Jung, non a caso, definisce l’alluvione come viatico per la riscoperta dei propri luoghi e della propria anima.
Il 12 novembre 2012. È notte. L’Albenga si trasforma in fango e travolge uomini, animali, piante, automobili. Un intero territorio devastato, ferito. Inizia, da quel giorno, a fare i conti con gli infangati, con chi ce l’ha fatta ma ha perso tutto, con un territorio ferito, trasformato nei confini e nella geografia.
“Non potendo scegliere, da quel fango mi sono lasciata abitare. Ho osservato, ascoltato. Partendo dalla mia casa, e dalle mie geografie, per farne un racconto universale e di comunità. Mi sono messa in ascolto”. Elena Guerrini In anteprima nazionale al Teatro Due Roma, #dellalluvione è una maschera viscerale e sofferente, ma anche allegra e grottesca di una donna che racconta alluvioni reali e metaforiche, partendo dalle testimonianze raccolte dall’attrice che ha incontrato la popolazione colpita da quel disastro ambientale.
Narrazione dove il fango è presenza reale e simbolica, testimonianza diretta che diventa racconto universale e immancabile riflessione sul “fango” che travolge la vita culturale di un paese di “alluvionati dentro” dove i teatri chiudono e aumentano le trasmissioni di cucina, travolti da veline e manager di grandi eventi.
“È il fango delle relazioni, della cultura che spinge all’ urgenza ultima del nostro fare teatro, teatro che si fa confronto e agorà con la comunità. #dellalluvione è un atto di speranza perché dal fango si può uscire, perché il fango può diventare luce ricreando quella Polis che insieme ascolta, reagisce e si fa teatro”. Elena Guerrini.
Alcuni frammenti dello spettacolo sono stati scelti per il documentario collettivo firmato da Gabriele Salvatores “Italy in a Day” presentato alla 71esima Mostra del Cinema di Venezia.
30.3.15
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Indubitabili celesti segnali

Teatro Tordinona 22 Marzo 2015
Compagnia PolisPapin presenta
INDUBITABILI CELESTI SEGNALI
con Cinzia Antifona, Valentina Greco e Francesca Pica
Regia Francesco Petti
tratto da "Festa al celeste e nubile santuario e altre opere" di Enzo Moscato Compagnia PolisPapin - Indubitabili Celesti Segnali è la rielaborazione in chiave atemporale e, in qualche modo astratta, dell’opera “Festa al celeste e nubile santuario” del drammaturgo napoletano Enzo Moscato.
In uno spazio e un tempo ics che hanno del “vascio napoletano” non la forma o gli oggetti, ma solo la condizione esistenziale, si muovono tre figure enigmatiche, tre sorelle, tre donne, tre emblemi della femminilità carnale e virginale al tempo stesso. Tre assurde solitudini di cui lo spettatore non potrà fare a meno di ridere e insieme di piangere...
30.3.15
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Le parole degli eroi

TEATRO TORDINONA 16 MARZO 2015
“Le parole degli eroi”
con Manuela Mandracchia e Massimo Reale.
A cura dell’Associazione Terre Vivaci. Videoproiezioni di Cristiano Pinto.
Progetto presentato in ricorrenza del Centenario della Prima Guerra Mondiale, come gran serata finale della rassegna "La Memoria...che spettacolo!",
Una lettura scenica in cui si alterneranno le voci dei soldati, ma anche quella delle mamme, delle fidanzate e delle crocerossine al fronte, che ci racconteranno con le loro autentiche parole, le sensazioni, le aspettative, le paure che la guerra fu capace di suscitare nei loro cuori.
La partenza, l'arrivo, l'attesa, la lotta, la guerra, la morte e infine la vittoria, molto molto diversa da come la si era immaginata. Un'esperienza drammatica che fu per molti l'abbandono della terra natale ma anche un passaggio verso l'età adulta e verso l'ignoto, costellato di aspettative e di inquietudini di sogni di vittoria e di morte.
Una narrazione palpitante, che nasce "dal di dentro" e che è corredata dallo straordinario impiego delle immagini, fotografiche e filmiche, del conflitto. Grazie all'originale uso delle proiezioni, curate da Cristiano Pinto, sulle superfici irregolari di alcun elementi scenografici, sarà possibile immergersi negli scenari del conflitto, e l'intero palcoscenico parrà divenire un'istallazione parlante, popolata dai pensieri e dalle parole di questi nostri fratelli italiani.
Solo le parole degli eroi a raccontare, le parole di chi è lì, in quel preciso, momento. La voce di chi fa parte per un istante dell'evento che cambiò la Storia del mondo, di un conflitto che ha cambiato per sempre il significato della parola "guerra".
30.3.15
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Roma ribelle

Carrozzerie_n.o.t 19 marzo 2015
RedReading#8
ROMA RIBELLE
itinerari di un'altra Roma
a partire dal libro Guida alla Roma Ribelle, di e con Tamara Bartolini/Michele Baronio e con la partecipazione di Alessandro D’Alessandro, suono Paolo Panella. Ospiti: STEN (artista) STEN † LEX, Rosa Mordenti, Viola Mordenti, Lorenzo Sansonetti, Giuliano Santoro (autori del libro), Renzo Ditalese, Irene Ranaldi (sociologa urbana), Patrizia De Mei Mirabelli(ideatrice del progetto Passeggiate Romane).
A Roma le storie si intrecciano, si scontrano, spesso sanguinano. Sono storie che si trovano sulle facciate trasformate da generazioni di artisti della street art, tra testi letterari e pensieri sparsi dei “romani de Roma”, daTrilussa a Pasolini, da Gabriella Ferri a Mario Monicelli, da Daouda Sanogo - che ha abitato alla stazione Termini dopo le lotte di Rosarno – ai racconti di Sandro Portelli sulle Fosse Ardeatine, nelle tracce della Repubblica Romana che ritroviamo, nell’esperienza degli orti urbani o in un lago di periferia nato tra le macerie di ex fabbriche abbandonate, tra i mostri di cemento creati dai soliti palazzinari.
30.3.15
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Are you Jewish?

Casa delle Culture 13 marzo 2015
CHAI TEATRO in
ARE YOU JEWISH?
testi di Bruce J. Bloom, Julianne Bernstein
con Anna Clemente Silvera, Maurizio Palladino e Giulio Cancelli
al violino Carlo Cossu
regia di Maurizio Palladino
con il patrocinio della Fondazione Museo della Shoah
“Are You Jewish” è uno spettacolo kosher in tre portate, metaforicamente servite da Anna Clemente Silvera e Maurizio Pallidino - che firma anche la regia - con la partecipazione di Giulio Cancelli e l'accompagnamento live dalla musica klezmer di Carlo Cossu al violino. Un'occasione per affrontare il tema dell'identità ebraica con tono leggero e malinconico, con picchi di tragicommedia intrisa di autentico umorismo yiddish.
Ed ecco il “menù” della serata:
Hors d'oeuvre, WITZ- una selezione di alcune storielle ebraiche, o witz (barzelletta in yiddish), tra le tante raccolte da Ferruccio Fölkel, lo scrittore triestino che ha diffuso in Italia l’umorismo yiddish. Tipica espressione del cosiddetto umorismo ebraico, fortemente autoironico e paradossale, queste “witz” partono dal nonsense per divertire ma soprattutto per suggerire, evocare e far meditare, attraverso una sorta di filosofia surreale, disarmata e disarmante. Portata principale, LA MIGLIOR ULTIMA CENA DELLA STORIA di Bruce Bloom- Avram e Netti sono gli ultimi ebrei rimasti dopo il rastrellamento del ghetto di Cracovia. Tutto sembra perduto e l'orda nazista incombe, finché non fa la sua comparsa un personaggio inaspettato, un cuoco cinico e vanesio che con la connivenza di un alto ufficiale delle SS ha preparato alla coppia un'ultima cena coi fiocchi. Peccato non sia un pasto kosher, e che quello potrebbe essere prosciutto! Dessert, FINCHÈ MORTE NON LI SEPARI di Julianne Bernstein - I novelli divorziati di mezza età Art e Lucille si ritrovano costretti a passare l'eternità insieme in una bara a due piazze. Una buona occasione per appianare le divergenze di un matrimonio finito male.
La produzione, affiancata dal patrocinio della Fondazione Museo della Shoah, è dell'associazione culturale Chai Teatro: un gruppo di artisti e creativi, sorto per realizzare progetti culturali nei settori dello spettacolo, con particolare attenzione per la cultura ebraica e la grande letteratura internazionale. Chai (traslitt. Hay), è una parola composta da due lettere dell'alfabeto ebraico: Chet (ח) e Yod (י) che nella “Ghimatriah”, la numerologia ebraica, corrispondono al numero 18. Il suo significato è “vita”, "vivo", "vivente".
30.3.15
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I Beatles a Roma (50 anni fa)

Teatro Tordinona 20 Marzo 2015
 I BEATLES A ROMA (50 ANNI FA)
con Luigi Abramo, Simone Mariani, Martino Pirella, Francesco Cavalluzzo, Lenni Lippi, Raffaele la Pegna, Francesco Pradella e Lorenzo Monaco
regia Matteo Ziglio

IN OCCASIONE DEL CINQUANTESIMO ANNIVERSARIO DEI CONCERTI NELLA CAPITALE
Dopo il successo di “Beatlemania!” tornano in scena I Beatles a Roma con la prima di una serie di iniziative per celebrare la venuta dei Fab Four nella Capitale. Il 27 e il 28 giugno 1965 i Beatles vennero infatti a Roma per quattro memorabili concerti al teatro Adriano. Cosa avvenne davvero in quei giorni?
Che canzoni suonarono durante i concerti?
Come passarono le loro serate nella Capitale?
Come li accolse il pubblico romano?
Chi rubò il cappello a John Lennon?
Perché la Rai non registrò i concerti?
Cosa lega un gruppo di ragazzi che si preparano a celebrare l’anniversario e una serie di presenze misteriose evocate dalla musica? La scaletta originale completa dei concerti e tutte le risposte nel più originale viaggio musicale e narrativo per la celebrazione del cinquantesimo anniversario dei Beatles a Roma. Quelli veri.
I Beatles a Roma con Vox Communication e il supporto di Ebit Roma presentano “I Beatles a Roma. 50 anni fa”.
Un nuovo spettacolo in cui, attraverso la storia e la musica dei Beatles eseguita rigorosamente dal vivo, si viene coinvolti in un’avventura, a tratti surreale, sempre divertente ed emozionante, in cui non mancheranno racconti e aneddoti sulla storia dei mitici Fab Four!

MEDIA PARTNER: RADIO CITTA' FUTURA - ROMA
30.3.15
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Support : MarXoB
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