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Doppio sogno

Teatro Argot 11 MAGGIO 2018
ARGOT PRODUZIONI
TRAUMNOVELLE
DOPPIO SOGNO
di Arthur Schnitzler
regia Paolo Sassanelli
con Fabrizia Sacchi, Giampiero Judica, Marit Nissen, Fabrizio Bucci, Fabiola Cimminella, Loretta Graziani, Chiara Shakti Cincis, Luciano Scarpa, Claudio Castrogiovanni, Eleonora Russo e Moris Verdiani
traduzione Marit Nissen
adattamento Roberto Moliterni
costumi Moris Verdiani
aiuto regia Lora Mure-Ravaud
Un particolare ringraziamento ad Artisti 7607.
"Ah, se solo voi uomini sapeste!". Albertine
Un ballo in maschera, due misteriose figure in domino rosso, uno straniero insolente, qualche parola incomprensibile e allusiva: queste apparizioni gettano, una sera, «un’ombra di avventura, di libertà e di pericolo» nella vita di un medico e di sua moglie, giovani, belli e chiusi in un’ovattata felicità domestica. Da quel momento essi entrano, senza saperlo, in un intreccio speculare di peripezie notturne tanto inverosimili da sembrare oniriche e di sogni tanto invadenti da sembrare fatti reali: e, per tutti e due, i desideri segreti occuperanno la scena, per una notte, con una violenza e una fascinazione tali che li trascineranno inermi con sé, tra la voluttà e l’angoscia.
"Se andiamo su un qualsiasi vocabolario di sinonimi e contrari, cartaceo o online, e scriviamo la parola "realtà", avremo la conferma che l’esatto contrario è… la parola "sogno".
Prima di Freud, il confine tra realtà e sogno era più o meno delineato e concreto, dopo l’avvento del Dottor Sigmund, questa linea di confine è come svanita o, meglio ancora, si è spostata. Dove si trovi con precisione è difficile dirlo, mai però nello stesso punto. Doppio sogno, questo è il titolo in italiano che Schnitzler non ha mai voluto per la sua novella, è uno dei racconti brevi più letti nel pianeta, dopo il film di Kubrick probabilmente il più letto. Con il nostro adattamento noi vogliamo restituire la bellezza e donare la dimensione teatrale a questa storia, che lascia inquietudini a chi la legge, sperando di suscitare lo stesso in chi vedrà lo spettacolo, perché questo è il compito del teatro".
Paolo Sassanelli
maggio 21, 2018
 

Ottosessanta & Famiglia

Teatro Tordinona 12 Maggio 2018
Torna la Compagnia "Enter" con la commedia
OTTOSESSANTA & FAMIGLIA
di Serena Renzi, con Luca Milesi, Ilario Crudetti, Maria Concetta Liotta e Serena Renzi, regia di Luca Milesi.
Un intelligente, divertente e a tratti esilarante omaggio al Sessantotto.
“E’ tornato! O meglio… Ci è ritornata! - afferma il regista dello spettacolo Luca Milesi - “Ma cosa ci è ritornata?” – direte voi. Ma la memoria! E’ ovvio! Si, forse così suona meglio. In tempi di “smemoratellum” è più sano fare come dice il detto, giusto? “Chi non muore si rivede!” Solo che se ci sente Lui - il diretto interessato - Lui che non è mai morto per davvero, di questi giorni pure in odore di compleanno, beh… ci manda tutti sonoramente a quel paese in modi epici. Perché Lui, Otto il Sessantotto, all’anagrafe Otto Sessanta, oggi autista di mezzi pubblici, non se ne è mai andato, è rimasto sempre sulla barricata che lo rese famoso in tutto il mondo una cinquantina d’anni fa. Forse eravamo noi a guardare dalla parte sbagliata. E’ solo diventato adulto nel frattempo… E ora gli manca poco per la pensione. Sulla cresta dei sessanta è, diciamo, giusto un pochino in crisi, magari giù di corda: mentre pensa e ripensa al glorioso passato rivoluzionario dicendosi “Ho creato dei mostri!”, c’è fra i suoi amici più cari chi tenta di sedurlo con le scienze olistiche, come anche chi prova a farlo ridere della sua stessa natura, diciamo… “eccessivamente sindacale”. E’ così che Otto, alla guida del suo 280, compie lo zig zag quotidiano fra le buche di Roma e le stramberie di tutta quella gente che, dopo aver frainteso il suo pensiero, ora non perde mai occasione per incolparlo di tutti i mali del mondo. Ci sarà da ridere, credeteci! Tanto!”.
maggio 16, 2018
 

Henry e Anais

Teatro Tordinona 8 Maggio 2018
HENRY E ANAIS Collage concerto
Regia di Mauro Barabani
Rebecca Lou Guerra pianoforte solo
interpreti Mauro Barabani e Antonella Carignaniscenografia del maestro Claudio Capotondi
L’idea della rappresentazione è nata dalla lettura di “Collages” di Anais Nin.
“Li misi tutti assieme e così formai un collage di sognatori che mai si sarebbero parlati l’un l’altro poiché ognuno perseguiva la propria fantasia.”, scrive Anais Nin.
Esiste una ricca documentazione di lettere che Miller e la Nin si sono scritti nei decenni, ma non è questa la fonte a cui mi sono rivolto, bensì alla loro opera letteraria.
Ho incollato assieme ritagli della loro opera fino a formare un quadro, una composizione, una partitura, un collage, appunto. Apparentemente non vi è un ordine, ma un disordine organizzato attraverso libere associazioni, flussi di coscienza, sogni, confessioni, poesia. Un flusso di coscienza dove l’autore trascrive immediatamente il pensiero e le emozioni nel loro fluire e nel loro apparire, senza una rielaborazione razionale.
D’altra parte, Miller si considerava un surrealista ancor prima di conoscere i surrealisti, e poi si riteneva debitore verso J. Joyce; lo stesso dicasi per Anais Nin, con in più l’interesse per la psicoanalisi, entrambi amavano A. Rimbaud. Inoltre, vi è una intera pagina in “Tropico del Capricorno” dedicata al filosofo Bergson, uno dei primi a scrivere del “flusso di coscienza.”
Le immagini, le parole della vita e del sogno si perdono e s'intrecciano le une nelle altre. Una sirena incanta Ulisse e Ulisse incanta una sirena.
Henry e Anais si autoritraggono, incollando pezze colorate al loro variopinto costume d’Arlecchino e Colombina. E’ un gioco a nascondersi più che ad apparire, per liberarsi dalla stretta soffocante del realismo e della trama.
Una vera sfida per due attori, una funambolica sfida senza la rete di protezione del personaggio e della trama. Già, perchè alla fine, Henry e Anais, a loro volta, non sono che un pretesto, non sono che partitura musicale. “ Non c’è nessuna Anais Nin riflessa nello specchio.” Dice Anais. “Questo è un autoritratto che contiene solo le parti mancanti.”, ripete Henry.
Cosa resta allora? La musica, il sogno, l’immaginazione, il teatro. Mi sembra che basti."
Mauro Barabani
maggio 16, 2018
 

Festa di famiglia

Teatro Vascello 4 maggio 2018
FESTA DI FAMIGLIA
da Luigi Pirandello
testo e regia Mitipretese
collaborazione drammaturgica di Andrea Camilleri
con Fabio Cocifoglia, Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Diego Ribon Sandra Toffolatti, Mariángeles Torres
Luci e impianto scenico: Mauro De Santis
Direzione musicale: Sandro Nidi
con canti dal vivo della tradizione popolare italiana e musiche originali
FESTA DI FAMIGLIA ha vinto il Premio Alabarda d'oro - Città di Trieste come "migliore spettacolo dell'anno"
Festa di famiglia è una riflessione sulle dinamiche di violenza e sopruso che si possono scatenare all'interno del nucleo familiare. Il pretesto per parlarne è il compleanno di una madre di sessant'anni festeggiata dalle sue tre figlie.
Il testo nasce da un originale assemblaggio di testi di Pirandello: commedie e materiali estratti dalle sue novelle e dai romanzi tagliati e cuciti insieme sotto la guida speciale di un maestro di ironia qual è Andrea Camilleri.
maggio 16, 2018
 

Troiane frammenti di tragedia

Teatro Vascello 30 aprile 2018
TROIANE/ FRAMMENTI DI TRAGEDIA
Da Euripide
Regia e drammaturgia: Mitipretese
Con: Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Sandra Toffolatti, Mariangeles Torres
Luci e impianto scenico: Mauro De Santis
Musiche: Francesco Santalucia
con canti dal vivo della tradizione popolare italiana e musiche originali

La guerra di Troia è appena finita. Dopo dieci anni di assedio i Greci sono riusciti ad espugnare la città. Hanno massacrato uomini e bambini e ora Troia è un rogo immenso. Ridotte a bottino di guerra le Troiane attendono la spartizione.
Attingendo da Omero, Euripide, Seneca, Licofrone, Ovidio e Sartre abbiamo deciso di raccontare questa storia solo attraverso le figure femminili: chiuse in una cella Ecuba, Cassandra, Andromaca ed Elena provano a dare forma alla perdita che ha scavato nella loro anima un vuoto, lasciandole sole al mondo. Sono madri e figlie, sono sorelle e spose e soprattutto vittime, tutte. Vittime di un gioco più grande di loro e al contempo, nell'inevitabile conflitto che i loro ruoli determinano, carnefici l'una dell'altra.

Dopo più di dieci anni di lavoro insieme, il teatro Vascello in collaborazione con il Teatro Stabile di Brescia ci danno l'opportunità di rimettere in scena i nostri primi tre lavori.
In questo momento del nostro percorso, per noi particolarmente complicato, in cui le enormi difficoltà di tutto il teatro italiano si intrecciano alle nostre vicende personali, ai dubbi, alla confusione su come procedere, come riuscire ad evolvere, alla fatica del crescere insieme, alla noia dei nostri limiti umani e artistici che non possiamo più nascondere perché ci conosciamo troppo bene, sentiamo il bisogno di guardarci indietro. Di ritornare a quando siamo partite: a quella necessità, a quella urgenza di metterci alla prova, a quell'entusiasmo, a quella leggerezza.
Pensiamo (ci illudiamo?) che rimettere mano oggi, in questa nostra età definitivamente più di mezzo, ai nostri primi tre spettacoli sia un modo per ripercorrere concretamente la strada fatta finora, per aiutarci a comprenderla e per far luce su quella che ancora ci aspetta.
E vogliamo ringraziare tutti quelli che in questi anni ci hanno dato una mano e hanno creduto in noi: Piero Maccarinelli e Artisti riuniti, Ascanio Celestini, la sig.ra Lidia, Paola Petri, Andrea Camilleri, Mariangela Melato, Barbara Valmorin, Luca Ronconi e il Piccolo Teatro, le Pav, Salvatore Palombi, Luigi Saravo, Cristian Gianmarini, Francesco Biscione, Anna Gualdo, Natalia Magni, Sonia Barbadoro, Liliana Massari e la mitica Gianna Giachetti che con il suo talento e la sua generosità ha dato linfa alle nostre Troiane.
maggio 16, 2018
 

Straordinarie donne

Teatro Tordinona 27 Aprile 2018
STRAORDINARIE DONNE
Di e con Lavinia Grizi
Di scena quattro grandi protagoniste della cultura contemporanea: l'attrice Anna Magnani, le poetesse Joyce Lussu, Alda Merini e la poliedrica Franca Rame.
Una serie di monologhi in forma di lettura scenica e recitazione, tratti da racconti autobiografici, poesie, scritti e lettere inedite di queste quattro grandi donne che hanno segnato il nostro tempo.
E in un momento storico come quello che stiamo vivendo, costellato da continue notizie che vedono le donne al centro di episodi di cronaca e violenza, i monologhi scelti dall'autrice sono più che mai attuali. Ne è un esempio la riproposizione del monologo Lo Stupro di Franca Rame, scritto nel '75 e portato coraggiosamente in teatro, che ripercorre la violenza subita dall'immensa Franca Rame nel marzo '73. Ci saranno poi le testimonianze della vita in manicomio e gli aforismi tormentati di Alda Merini, passando per gli episodi di vita della poetessa e traduttrice Joyce Lussu, che faranno cenno anche agli stralci riguardanti la Shoah. L'apertura del testo, sarà dedicata al personaggio di Anna Magnani, raccontata attraverso la sua infanzia, gli amori e il periodo americano culminato con l'oscar del '56, vinto grazie al film La Rosa Tatuata di Tennessee Williams, di cui si leggeranno anche inedite lettere scritte dallo stesso autore.
maggio 14, 2018
 

Così vivo

Teatro Tordinona 3 Maggio 2018
COSI VIVO, COSI ADOLESCENTE
Voci, testi e immagini di Luigi Rigoni
Luigi Rigoni, nato a Modena nel 1965 e scomparso nell’agosto scorso, è stato attore, regista e scrittore dell’avanguardia teatrale romana. Aveva debuttato con il regista Franz Muller, dedicandosi poi alla sperimentazione con la compagnia Teatroinaria diretta da Alessandro Berdini. Protagonista, come voce recitante, di allestimenti fondati sulla concezione della scrittura scenica volta alla ricerca musicale contemporanea con il compositore e musicista Antonello Neri. Ha collaborato con poeti, registi e gruppi della ricerca teatrale e specialmente con Simone Carella. È stato diretto in cinema da Luca Archibugi, Albino Cocco, Matteo Garrone, Stefano Garrone, Francesco Cordio. Interprete di racconti e programmi culturali per Radio SAT e Radio3, ha pubblicato romanzi e scritti vari per il teatro editi da Mimesis, Bulzoni, Editori&Associati, ES Edizioni.
Con questa serata di letture, video, registrazioni e testimonianze vogliamo ricordare la figura di Luigi come grande interprete sulla scena della ricerca teatrale, come poeta e uomo di cultura, la sua grazia, maestria ed ironia. Sarà anche proiettato un estratto del film di Francesco Cordio, Lo Stato della follia, sugli Ospedali Psichiatrici Giudiziari – OPG, che ha visto la partecipazione di Luigi Rigoni (e che sarà al Cinema Farnese in Campo De’ Fiori il 9 maggio alle ore 20.15).
Letture, lettere e racconti
Alessandro Berdini - Patrizia Bettini - Maria Grazia Calandrone - Laura Cingolani - Pippo Di Marca Mariaelena Masetti Zannini - Priscilla Micol Marino – Rossella Or - Marco Palladini
Guidarello Pontani - Davide Quercia - Lidia Riviello - Salvatore Sansone - Corrado Sassi
Gino Scartaghiande - Marco Solari - Alessandra Vanzi - Sara Ventroni – Paolo Zambiasi
Danza
Vittoria Maniglio
Pittura
Giancarlino Benedetti Corcos
Regia video
Francesco Cordio
Coordinamento
Imma Giovannini
Regia
Marco Solari
Grazie a Ulisse Benedetti per la collaborazione e a Matteo Garrone per le riprese della serata
maggio 14, 2018
 

Del "Te quiero siempre"

Teatro Tordinona 29 Aprile 2018
DEL "TE QUIERO SIEMPRE"
Regia : Manfredi Gelmetti
Baile : Isabella Fabrizi
Chitarra Flamenca: Sergio Varcasia
Voce e Chitarra Elettrica: Beatrice Amodeo
Fagotto e sax: Simone Salerni
Percussioni : Paolo Monaldi
Musiche : Sergio Varcasia, Beatrice Amodeo
Coreografie : Isabella Fabrizi
Foto: Stefano Procopio
Video: Marco Antonio Antognini
Lo spettacolo è un percorso per immagini sul tema del limite e della precarietà, ispirato dalla lettura della poesia "Pequeño vals vienes" di Lorca e viaggia sull’idea del punto di caduta come apice
della bellezza, nel continuo tentativo di fermare l’eternità in un punto che si confonde tra la nostalgia e il ricordo.
L' azione trasversale dello spettacolo è la continua lotta tra il ricordo e il presente attraverso un impossibile equilibrio che cade e torna,
equilibrio che è nella ricerca e nel movimento.
Il contrasto tra ciò che è (stato) e ciò che non è, tra cos’è presente e cos’è già ricordo.
Il ritmo ternario e circolare del valzer interpreta le atmosfere malinconiche, alcooliche e surreali
e le dimensioni di Amore e Morte in un mondo tragico e delicato popolato da anime inquiete.
Il clichè dell’amore eterno che Lorca pone tra virgolette (toma este vals del “te quiero siempre") porta lo spettatore alla consapevolezza che L' Eternità sia solo in un istante.
maggio 09, 2018
 

Roma ora 11

Teatro Vascello 25 aprile 2018
ROMA ORE 11
di Elio Petri
con Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Sandra Toffolatti, Mariángeles Torres
Luci e impianto scenico: Mauro De Santis
Direzione musicale: Sandro Nidi
regia Mitipretese
con canti dal vivo della tradizione popolare italiana e musiche originali
ROMA ORE 11 ha vinto il Premio ETI Gli Olimpici del teatro come "migliore spettacolo di innovazione "
E il Premio Sesterzio d'argento consegnato da Luigi Magni come "migliore adattamento teatrale di un’opera cinematografica" Signorina giovane intelligente, volenterosissima, attiva conoscenza dattilografia, miti pretese, per primo impiego cercasi. Presentarsi in via Savoia 31, interno 5, lunedì ore 10-11.
Questo trafiletto apparve nella pagina degli annunci economici de "Il Messaggero", domenica 14 gennaio 1951.
La scala dello stabile dove si tenevano i colloqui crollò uccidendo una ragazza e ferendone altre settantasette L'inchiesta di Elio Petri è un' indagine sulla condizione femminile di allora e racconta un'Italia lontana e ingenua, eppure, sorprendentemente racconta anche l'Italia di oggi con le sue miserie, i suoi piccoli sogni, i suoi grandi problemi di lavoro.
Dopo più di dieci anni di lavoro insieme, il teatro Vascello in collaborazione con il Teatro Stabile di Brescia ci danno l'opportunità di rimettere in scena i nostri primi tre lavori.
In questo momento del nostro percorso, per noi particolarmente complicato, in cui le enormi difficoltà di tutto il teatro italiano si intrecciano alle nostre vicende personali, ai dubbi, alla confusione su come procedere, come riuscire ad evolvere, alla fatica del crescere insieme, alla noia dei nostri limiti umani e artistici che non possiamo più nascondere perché ci conosciamo troppo bene, sentiamo il bisogno di guardarci indietro. Di ritornare a quando siamo partite: a quella necessità, a quella urgenza di metterci alla prova, a quell'entusiasmo, a quella leggerezza.
Pensiamo (ci illudiamo?) che rimettere mano oggi, in questa nostra età definitivamente più di mezzo, ai nostri primi tre spettacoli sia un modo per ripercorrere concretamente la strada fatta finora, per aiutarci a comprenderla e per far luce su quella che ancora ci aspetta.
aprile 28, 2018
 

Delitto e castigo

Teatro Tordinona 22 Aprile 2018
DELITTO E CASTIGO
di Fedor Dostoevskij
regia di Emanuele Guerrera e Luciano Bottaro
con: Eleonora Battestini, Angelo Pelagalli,Emanuele Guerrera,Gabriele Chiffi, Matteo Venditti, Ilaria Ronchini, Joele Cavallo, Antonio Pintar C., Lara Pennacchini, Valentina Cirillo, Vita Matrone.

"Non solo Dostoevskij ha prefigurato Nietezsche e tutta la cultura nietzschiana, non solo ha prefigurato Kafka, cioè almeno metà della letteratura del Novecento, ma addirittura ha prefigurato Freud. A meno che egli non sapesse già tutto ciò che Freud avrebbe scoperto." P.P. Pasolini
Adattamento teatrale di un caposaldo della letteratura mondiale, da parte della compagnia "il Canto di Yorick".
aprile 27, 2018
 

Non ti vedo da vicino

Teatro Sette 13 Aprile 2018
NON TI VEDO DA VICINO
di Alessandra Merico
con: Enzo Casertano, Fabio Avaro, Danila Stalteri, Alessandra Merico
regia: Vanessa Gasbarrri
Un ironico e romantico Enzo Casertano interpreta Filippo, inventore di giochi e rompicapo, poco incline alle convenzioni sociali e amante del silenzio più assoluto, che si ritrova come vicina di casa Aurora, una buffa e simpatica Alessandra Merico, ragazza timida e impacciata che si sta preparando per un’importante esibizione al pianoforte. A separare le loro vite una sottile parete che non gli consente di vedersi, ma che li porta a condividere, loro malgrado, parte della loro vita privata. Se dapprima nessuno sembra più incompatibile, col passare dei giorni i due decidono di instaurare una relazione. Ma con un’unica regola: non vedersi mai. A complicare le cose ci si mette la guerra tra Anna, la giocosa ed irriverente Danila Stalteri, bella e spigliata sorella di Aurora e Armando, lo spassoso e spumeggiante Fabio Avaro, fidato amico e socio d’affari di Filippo che non hanno nessuna intenzione di sottostare a qualunque limitazione! Vanessa Gasbarri con leggerezza e poesia porta in scena una favola moderna, comica e romantica che si interroga sul difficile mondo dei rapporti umani spesso aggredito da paure e incomunicabilità. Ma in questa girandola frizzante forse è ancora possibile l’alchimia dell’amore.
aprile 20, 2018
 

Bad Lambs

Teatro Angelo Mai 28 Marzo 2018
BAD LAMBS
ideazione, coreografia e regia
Michela Lucenti
drammaturgia
Carlo Galiero
assistenza alla creazione Maurizio Camilli
assistenza alla coreografia Giulia Spattini
cinematografia Giorgina Pi/Bluemotion
danzatori
Maurizio Camilli, Giacomo Curti, Ambra Chiarello, Giuseppe Comuniello, Michela Lucenti, Aristide Rontini, Emilio Vacca, Natalia Vallebona, Simone Zambelli disegno luci Stefano Mazzanti
costumi Chiara Defant
una coproduzione Festival Oriente Occidente, Balletto Civile, Fondazione Luzzati Teatro della Tosse, FuoriLuogo/Centro Dialma Ruggiero
con il sostegno del MIBACT
La pietà uccide, indebolisce ulteriormente la nostra debolezza.
(Honoré de Balzac)
Torna, a distanza di tre edizioni a Oriente Occidente Balletto Civile, la compagnia guidata dalla coreografa e performer Michela Lucenti, con un nuovo lavoro, coprodotto dal festival, dal titolo curioso e ossimorico: Agnelli cattivi.
Una partitura fisica – secondo lo stile inconfondibile di Balletto Civile – per un nucleo allargato di interpreti: Badlambs unisce al nucleo stabile alcuni danzatori diversamente abili avviando nuovi processi e incontri. Da sempre la relazione è al centro della ricerca di Lucenti: “Sono convinta – spiega la coreografa – che il lavoro creativo attivato dalla relazione sia foriero di grandi sorprese. Ci permette di raggiungere obiettivi insperati nel superamento dei limiti di ciascun interprete. Un processo consapevole e cosciente da parte di tutti non per questo meno osato e forte per tendere a qualcosa di universale che il pubblico possa immediatamente comprendere. Essendo performers e artisti non creiamo alcun metodo terapeutico: per noi l’obiettivo è la scena, lo spettacolo. Questo ci spinge a dare molta importanza al processo. Ci piace raccontare delle storie con il corpo, tutto qui. Ma anche sapere che chi guarda possa sentirsi incluso in queste storie”.
Badlambs non esula da questa metodologia e l’immenso lavoro laboratoriale consiste proprio nel tentare di amalgamare corpi diversi per trovare un’armonia, un accordo che sia il comune denominatore di un viaggio nel presente. Ci inventiamo una storia. Cos’è un fantasma? E’ qualcosa che persiste nella misura in cui influenza le nostre azioni. I “bad lambs” hanno perso la parte migliore di loro in un incidente stradale. Non tutti se ne rendono conto, ma ognuno è incapace di dire addio al proprio fantasma. Eppure ci provano: sbattendo, perdendo l’equilibrio, tirandosi e spingendosi, spaccando porcellane, correndo, alla ricerca disperata di un posto da chiamare casa, che sia un armadio, una canzone neomelodica, una poesia, il passato.
Bad Lambs non è una bella favola che ammorbidisce una triste verità. Certo, indaga la grazia con cui un individuo accetta qualsiasi trasformazione o perdita. Si nutre di una dignità che non sta nella bella forma, ma negli sforzi che si fanno per inventarne una. Una volontà determina la differenza fra quello che è stato e quello che non è più, seleziona ciò che del passato può essere utile al presente, e se non trova nulla se lo inventa: autoconservazione. Non c’è provvidenza, le forme di umanità hanno tutte la stessa dignità ma nessuno si salva. Non c’è migliore o peggiore, paradiso e inferno sono due modi di chiamare l’eternità aventi la stessa struttura: come la storiografia e un racconto di finzione. Bad Lambs esplora ciò che possiamo fare quando abbiamo perso tutto: racconta la guerra che l’umanità affronta affinchè la morte diventi tragedia, il rumore musica, un movimento danza, una parola poesia, la vita una avventura.
Balletto Civile
aprile 20, 2018
 
 
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