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Omaggio a Yemanjà

Spintime Labs 2 Febbraio 2024

Galleria Yemanjà presenta “Omaggio a Yemanjà – La Regina del Mare”

Spettacolo folclorico brasiliano nato per festeggiare la Regina del mare Yemanjà. La sua festa è il 2 febbraio, una delle più celebrate in Brasile. Tanta musica che farà da sfondo alle danze tradizionali, ai canti e alla poesia dedicati a Yemanjà . Un gruppo di artisti brasiliani vi faranno entrare in contatto con le più profonde radici ed origini della musica e cultura afrobrasiliana.

Regia : Edilson Araujo
Assistente regia : Monica Gori
Danza : Marcia Regina
Canto : Mariangela A Morais
Poesia : Edilson Araujo
Percussioni : Jutair Bispo dos Santos
Pisquila & Neney
Berimbao : Prof. Baiano
Grupo di Capoeira : Cadencia de Bimba
Foto : Solange Souza

Siamo noi Gruppo di Teatro RomaNegra

omaggio a Yemanja 2024 candombless

Yemanja by Marcia Regina

Loona Tirabassi

Paola Franceschelli

Monica Gori

Nadia Laura Gisele Garcia

I fantastici 14

Alberto Adan

Beatriz Ballerin

Edilson Araujo

Jutai Bispo

Kauan Alves

Loona Tirabassi

Luigi Ferracci

Marcia Regina

Mariangela A Morais Pitelli

Monica Gori

Nadia Laura Gisele Garcia

Nino Racco Cantastorie

Paola Franceschelli

Pit Brasil

14.2.24
  ,

Uomini che parlano di endometriosi



13.2.24
 

Pape Satan Operette



13.2.24
 

Il quarto dito di Clara

Teatro Tordinona 4 febbraio 2024


“Il quarto dito di Clara”

 Scritto e diretto da Luca Archibugi, protagonisti Pippo Di Marca e Veronica Zucchi

L’evento teatrale “Il quarto dito di Clara” è ispirato alla vita e all’opera di Robert e Clara Schumann e al progressivo scivolamento del grande musicista – che alcuni ritengono “il più grande di tutti i tempi” – nella follia, a causa di disturbi nervosi provocati forse dalla sifilide, dall’alcolismo, o da un grave disturbo bipolare, il tutto unito a una melanconia senza rimedio. Robert si fascia l’anulare della mano destra per un lungo periodo, nell’intento di rafforzarlo, ma il quarto dito rimane semiparalizzato.

Non gli resta – come ripiego paradossale – che la composizione. Nel titolo, il quarto dito è quello di Clara: l’autore e regista, infatti, crea un’identificazione fra Robert e Clara Schumann. Nell’opera, accanto a Robert Schumann, emerge una gigantesca figura di donna, Clara Wieck: grande pianista – la più celebre dell’Ottocento – divenuta moglie di Robert, dopo un tormentato amore osteggiato dal padre di lei. Dopo le vessazioni del padre, una volta divenuta moglie, non terminano per lei frustrazioni e dolori. Le viene impedito di suonare il pianoforte quando Schumann compone, di andare in tournée, di dare concerti – ha otto figli – e quando riesce ugualmente ad allontanarsi, il marito si fa prendere dalla malinconia e si dà al bere.

Robert viene internato in manicomio e due anni dopo, senza che Clara, che intanto vive sotto lo stesso tetto di Johannes Brahms, sia mai andata a trovarlo, si lascia morire di inedia. Per gli storiografi, a tutt’oggi, è assai improbabile che la relazione fra Clara Schumann e Johannes Brahms fosse altro che platonica. In questa rappresentazione l’unione di Robert e Clara appare come una sorta di unione mistica. “Il mio personaggio” – spiega una dei due protagonisti, Veronica Zucchi (Clara/Robert), in una recente intervista – è quello di una anonima paziente psichiatrica che ritiene di essere Robert e Clara insieme: vive come ingabbiata in una sorta di amore cristallizzato, esclusivo, che però non è solo una prigione, ma è soprattutto una salvezza, un’illusione salvifica.

Ad un certo punto, lo psichiatra che l’ha in cura, Secondo Filetti (Pippo Di Marca), sprofonderà anch’egli in un’illusione di bellezza eterna: “Quel grande amore che lei si è addossata sfida il deperimento, la caducità, e lei, insieme, porta i due amanti in salvo, liberati dal fardello di una vita troppo breve. Io non riesco a guardarla e a rimanere passibile. Lei ha ragione, vorrei sprofondare anch’io in questa illusione (…) E che tutti diventino Clara e Robert, l’amore, l’amicizia, il conforto”. Ecco, da un lato l’autore e regista Luca Archibugi ha voluto restituire l’eccezionalità di questo amore; dall’altro, tutto il testo è almeno doppio, raddoppiato o, addirittura, triplicato: Clara è anche Robert e l’anonima paziente; lo psichiatra Secondo Filetti è anche – per Clara/Robert – Franz Richarz, lo psichiatra che ebbe in cura Robert Schumann nel manicomio di Endenich.

7.2.24
 

ENEA



6.2.24
 

Così per caso

Teatro Tordinona 26 Gennaio 2024

Così per caso

Liberinarte chiama le scuole a teatro! Lo spettacolo liberamente tratti dal libro di Marta Ascoli Auschwitz è di tutti, visto da oltre 2000 studenti dal suo debutto ad oggi, ricorda la tragedia vissuta da una famiglia, dal popolo ebraico, dall’umanità intera: e, con la forza di un grido, spiega che Auschwitz è di tutti, luogo-simbolo della più grande ferita aperta nella storia del Novecento.

31.1.24
  ,

Concerto per pianoforte


Al pianoforte Rebecca Lou Guerra



31.1.24
 

La Faglia

SPIN TIME LABS 20 gennaio 2024

LA FAGLIA
testo Adèle Gascuel
con Daniele Amendola Valerio Malorni
regia Simone Amendola

traduzione Adele Palmeri Borghese
in video e voce off Caterina Marino
scenografia Santo Alessandro Badolato
costumi Clorinda Bartoleschi
musiche Giulia Ananìa
canto Sabina Meyer
3D artist Davide Riccitiello
disegno luci Marco D’Amelio, Omar Scala
ambiente sonoro Gregorio Comandini
foto di scena Filippo Trojano

Una produzione BLUE DESK con Infinito
con il sostegno di Ravenna Teatro, Capotrave-Kilowatt Festival
in collaborazione con
Dialoghi Residenze delle arti performative a Villa Manin 2022 – 2024 a cura del CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia
e con Lottounico, Teatro Civico, 14 ATCL - Circuito Multidisciplinare del Lazio

 

la Compagnia Amendola/Malorni approda a Roma con il nuovo progetto teatrale, e per questa anteprima sceglie un luogo simbolo della resistenza culturale, sociale e umana del paese, Spine Time Labs.


La faglia è una favola post-apocalittica. Da qualche parte, in qualche tempo, il pianeta ormai provato mostra tutte le sue ferite.
Curarlo è un compito troppo grande anche per Dan e Balt.

 

 NOTA DELLA COMPAGNIA
"Dopo quasi due anni di sviluppo torniamo con un nuovo spettacolo, presentato ad aprile in forma di studio a Caserta e poi, in estate, ai festival Kilowatt e Colpi di Scena.

Abbiamo incontrato La Faglia lavorando ad una mise en éspace per il progetto europeo Ecole des Maîtres (in cui il copione è nato nel 2021) e da subito abbiamo sentito di poter proseguire nel solco del nostro teatro, di portare la nostra di scena e il nostro di immaginario, ma in maniera nuova. Adèle Gascuel, l’autrice, è una trentenne che dalla Francia porta istanze molto più prioritarie che in Italia. Attraverso i due maschi alfa protagonisti, si muove tra la crisi della Terra e le convenzioni del linguaggio, tra il declino dell'uomo e l'emersione dell'immagine della donna, tra la potenza e l'impotenza. E riesce ad essere corpo dolente e non solo testa pensante.

Rispetto al testo originale - in Francia ancora mai rappresentato, in Italia un'anteprima assoluta - ci siamo presi delle libertà. Abbiamo assorbito il prologo nello svolgimento e fatto qualche ricamo.
La libertà che ci siamo presi, in sostanza, è quella di sperare a modo nostro".

si ringraziano Freezer 09, LSA 100celle, None, Circolo Speleologico Romano, DigitalSense, Teatro Delle Apparizioni, Accademia STAP Brancaccio

30.1.24
 

Controfigura



CONTROFIGURA
21-26 gennaio 2025 Teatro Tordinona
drammaturgia di Antonello Toti
liberamente ispirato a “Come tu mi vuoi” di Luigi Pirandello
ideazione e regia di Christian Angeli
LA STORIA
Belgrado-Serbia. Sarajevo-Bosnia.
La vita di Sasha, un’ex controfigura ora datasi al porno, viene sconvolta dall’arrivo di un uomo che le rivela informazioni su un passato che lei non ricorda. La donna inizia un’indagine personale, tra Belgrado e Sarajevo, per scoprire la verità su se stessa, mentre un’ignota figura attende nell’ombra di prendere il posto che le spetta e mentre le ferite lasciate da una guerra fratricida faticano a rimarginarsi.
NOTE DI REGIA
C’è una possibilità di sfuggire al ruolo di capro espiatorio che alcuni impongono a quegli esseri umani sensibili, apparentemente incapaci di contrapporre una resistenza attiva per non lasciarsi stritolare?
Cercando di dialogare costantemente con l’originale di Pirandello, lo spettacolo prova a dare una risposta attraverso il viaggio della protagonista: da una parte raccontando la sua fatale attrazione per il ruolo di vittima sacrificale, dall’altra la sua lotta per eludere questa dinamica e ribellarsi alle due famiglie che, per non prendersi le responsabilità delle proprie azioni, tentano di ridurla a mero oggetto dei loro scopi.

26.1.24
 

Le interviste impossibili


19.1.24
 

Incontri dell'Arcadia


19.1.24
 

Caduta la neve

Alessandra Cristiani in
Caduta la neve da Sarah Moon
OSCILLAZIONI
19 Dicembre 2024

giovedì h 21,30

Trilogia_La questione del linguaggio corporeo e l’arte di A. Mendieta, C. Cahun, S. Moon

“Il sogno è finito? Il sogno è finito!”
Ci sentiamo colpire verticalmente dalle frecce di Cupido: le immagini, ma noi stessi siamo fatti di immagini, crocevia di segni, sensi, luoghi, dimensioni, colori. L’immagine che ci anima ha il tempo di una fragilità. Forse il sogno è possibile fiutarlo per l’incedere di un’ombra, che lo segue come fosse una coda animale, celata dietro di sé, alle sue spalle. Al passaggio di ogni evento, ad ogni epifania, si dovrebbe sostare in un angolo di tempo senza metrica. Soglia e rifugio. Essere immersi nella sua eco, nel fermento dei silenzi che ne derivano. È un nuovo sogno. Attendere che qualcosa prenda corpo e “ci metta nel mezzo di una verità”.


Biografia

Performer e danzatrice, lavora come solista e stabilmente nella compagnia Habillé d’eau che vince il Premio Ubu 2018 come miglior spettacolo di danza con Euforia. Dello stesso anno la Nomination Premio Ubu 2018 come migliore attrice o performer per gli spettacoli Clorofilla e EuforiaDal teatro di marca odiniana (Teatro Potlach, Toni Cots, Jean Paul Denizon, Teatro de Los Andes, Nino Racco, Naira Gonzales) approda alla danza attraverso una personale esplorazione del training fisico dell’attore. Studia danza contemporanea con Moses Pendleton, Giovanna Summo, Domenique Dupuy, Hervè Diasnas; Tecniche del mimo trasparente con Hal Yamanouchi; Respiro e movimento con il trainer Giuseppe Ravì; Qi gong con Solene Fiumani; Ideokinesis: Placement e Riposo Costruttivo con Ursula Stricker,Yoga con Maddalena Gana. Nel 1997 riceve il Premio Excelsior come migliore attrice per il corto La foto, per la regia di Sara Masi, concludendo un primo ciclo di formazione nel teatro di ricerca. Dal 1996 indaga il pensiero e la pratica dell’Ankoku Butō (Masaki Iwana, Akira Kasai, Akaji Maro, Tadashi Endo, Ko Murobushi, Yoko Muronoi, Hisako Horikawa, Toru Iwashita, Daisuke Yoshimoto, Atsushi Takenouchi, Kohshou Nanami, Yuko Kaseki, Yumiko Yoshioka), laureandosi in Metodologia e Critica dello Spettacolo con la tesi sperimentale: Masaki Iwana e la tradizione del “Buto Bianco”. “The Intensity of nothingness”: una metodologia della danza

15.1.24
  ,

Declinazioni d'amore



12.12.23
 

Il VESPRO della BEATA VERGINE

SPIN TIME LABS 26 Ottobre 2023

Il VESPRO della BEATA VERGINE

di Antonio Tarantino

regia Mauro Lamanna
con Dario Natale

«Un padre è venuto a riprendersi il corpo del figlio, morto suicida nelle acque dell’Idroscalo. Nell’attesa che l’autopsia si compia egli rievoca, nell’oscurità di un obitorio, come, nel corso di una tumultuosa telefonata notturna, abbia aiutato – nell’apparenza di assecondarne la follia – quel figlio nell’affrontare e superare gli ostacoli e le trappole del trapasso. Un’estrema decisione genera un’intesa fatale in un linguaggio estremo: capace cioè di sciogliere i nodi di un’esistenza “drammatica” densa di casi arruffati, di accidenti. Ciò che può favorire, al di fuori di ogni liturgia, l’incontro con il mito. Così, per vie casuali, siccome la poesia è l’occasione, l’eroe perviene a una consapevolezza, sia pur opaca, dell’inevitabilità della tragedia: inevitabilità che domanda l’innocenza dell’eroe, la cui sorte è costretta in un conflitto di forze remote ed estranee. Tali da impedire l’affacciarsi dell’idea stessa di giustificazione. Questo genera in un lui una sofferenza tragica che, se pur non lo redime (da cosa poi?), lo rende partecipe di una favola originaria, di un’identità».
Antonio Tarantino

disegno sonoro Alessandro Rizzo, disegno luci Omar Scala, video-mapping Domenico B. D'Agostino, scena/locandina Pasquale De Sensi, Annarita Russo, contributi strumentali Mattia Natale, Donato Parente, vfc Giorgia Morabito, costumi Santina Nicotera, foto Angelo Maggio, Luca Imperiale, comunicazione Domenico B. D'Agostino, produzione Scenari Visibili / RICRII 

Antonio Tarantino (1938 –2020) per il teatro italiano contemporaneo è stato un punto di riferimento, uno scrittore irregolare in tutti i sensi, per la sua biografia, la sua lingua, le sue trame che hanno lasciato un segno importante. La poetica di Tarantino si lega irrimediabilmente al disincanto, all’ironia, alla lucidità beffarda della sua visione politica e esistenziale, che nei suoi lavori diventa una graffiante fotografia della dimensione sociale collettiva e personaggi che sono come anime eternamente ferite, sconfitte ma disperatamente vive. In un’intervista aveva dichiarato: “La Storia è come una sfinge: promette senza mantenere o getta sul piatto delle cose imprevedibili. Io sono giunto a una conclusione provvisoria: non
c’è niente di prevedibile, non si possono avere certezze, non c’è nessun determinismo. Il nostro pensiero è traviato da molte idee rassicuranti, come oppio che ci impedirà di vedere le cose per quelle che sono, semmai sia possibile dotarsi di efficaci strumenti di analisi”.
La sua analisi era contraddistinta da toni feroci e una splendida lingua, perché da subito Tarantino si è posto il problema della lingua e della scrittura come direttamente collegato al teatro e alla sua evoluzione in senso innovativo. Il Vespro della Beata Vergine, insieme a Stabat Mater, Passione secondo Giovanni e Lustrini, è parte della splendida raccolta Quattro atti profani, straordinaria tetralogia di ispirazione religiosa, tragica e grottesca narrazione di un mondo di antieroi commoventi e strazianti.

22.11.23
 

Gli innamorati


Teatro Tordinona 11 Novembre 2023
22.11.23
 

Attempts on her life


Teatro Tordinona 7 Novembre 2023
22.11.23
 
 
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