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La trilogia della vita


2005 La trilogia della vita: Kamikaze 2002, Macerie 2003, Paure 2004. Compagnia teatrale Chille De La Balanza. http://www.chille.it
28.12.08
 

Si potrebbe cominciare dalla fine


Si potrebbe cominciare dalla fine di Paolo Modugno, in scena al Bellini di Palermo, con Galatea Ranzi, regia di Marco Andriolo, musiche di Giglio. riprese Elisa Calunniato, Stefania Cicirello montaggio Elisa Calunniato
24.12.08
 

SAINT GENET


intervista-documento sulla vita e le opere di Jean Genet
24.12.08
 

QUADERNI DEL TEATRO DI ROMA - n5 Aprile 2012


QUADERNI DEL TEATRO DI ROMA - n5 Aprile 2012 QUADERNI DEL TEATRO DI ROMA - n5 29 marzo 2012 n5 Aprile 2012 direttore artistico Attilio Scarpellini
24.12.08
 

UN'IMPRESA DIFFICILE - Rassegna di Drammaturgia Internazionale Contemporanea


Teatro INDIA 25 ottobre 2011 "UN'IMPRESA DIFFICILE" di Hanoch Levin (ISRAELE), Traduzione: Paola De Vergori, Curatore: Emanuela Pistone, Interpreti: Maurizio Marchetti, Franco Mirabella, Emanuela Pistone. Musica: "La consuetudine" di Luca Madonia (per gentile concessione). Rassegna di Drammaturgia, Internazionale, Contemporanea. Una moglie e un marito, Yona e Leviva, e un uomo solo, Gounkel; la loro vita, l'impresa difficile, è la vita di tutti gli uomini. Nella notte, Yona si sveglia e, rendendosi conto dell'avvicinarsi della morte, vede con chiarezza la nullità della propria esistenza. L'uomo viene colto da un ansia di vivere a pieno i momenti che gli restano: la sua vita è insignificante e la moglie ne è la causa; decide così di sbarazzarsene, andandosene di casa. Ma è la solita illusione dell'uomo: sognare ciò che non si possiede e credere che la vera vita sia altrove...; nel cuore della notte arriva un certo amico, Gounkel, alla ricerca di un pò di compagnia e di un briciolo di tepore che senza esitazione gli verrà negato. In un mondo di individui soli non vi è consolazione né conforto e ciò che ci spinge a stare insieme è ‘la paura di morire soli’…
24.12.08
 

Se mi ami fammi un SEGNO...ho finito le pile!


Colosseo Nuovo Teatro 2 Ottobre 2011 "Se mi ami fammi un segno, ho finito le pile!" Spettacolo di cabaret con Giuditta Cambieri e Francesco D'Amico di Giuditta Cambieri e Alessio Tagliento. Regia di Alessio Tagliento. Testi di Sergio Viglianese, Alessio Tagliento, Giuditta Cambieri. Con il patrocinio di: ENTE NAZIONALE SORDI, ISTITUTO NAZIONALE SORDI ROMA. Giuditta e Francesco mettono in scena un nuovo tipo di cabaret: un cabaret diversamente comico. La sfida è quella di far arrivare contemporaneamente a un pubblico di sordi e udenti le loro battute e i loro sketch... Utilizzando la voce, la lingua dei segni (LIS) e il linguaggio del corpo nella sua totalità , fanno una serie di riflessioni comiche sulla difficoltà  di comunicare. Il fatto che tra uomo e donna ci sia incomunicabilità  a causa della diversità tra gli universi femminile e maschile, è luogo comune conosciuto da tutti. Su questo argomento da sempre i comici attingono idee per le loro performance. Ma cosa accade se lui è sordo e lei udente? Quali sono le gaffe, le incomprensioni e le situazioni assurde che si creano nella vita quotidiana e nell'intimità ? Quali sono i problemi che s'incontrano nella relazione con parenti, amici e il resto della società ? Tra battute sarcastiche, giochi di parole e doppi sensi Giuditta e Francesco raccontano la loro vita di coppia. Francesco nella vita è realmente sordo dalla nascita e insieme a Giuditta ha scoperto in scena il piacere dell'autoironia. I due ridono su loro stessi, sui propri vizi e virtù svelando al pubblico il loro punto di vista, cioè la visione di un mondo dove i sordi e gli udenti s'incontrano, s'innamorano, litigano, si prendono in giro. 'Il nostro desiderio è quello di abbattere le barriere della comunicazione. Proprio per questo abbiamo scelto il cabaret, una forma di teatro diretto, immediato, dove non esiste confine tra attore e spettatore. La "quarta parete" viene abbattuta e il pubblico, con le sue reazioni il suo coinvolgimento, diventa parte integrante della rappresentazione scenica. La comicità  poi, con il meccanismo della risata e del sorriso, crea con lo spettatore una dinamica di ascolto attivo. In questo modo il gioco scenico diventa occasione di complicità  tra chi recita e chi ascolta. Per questo abbiamo pensato che due attori in scena, uno sordo vero e l'altro udente, che sperimentano e ricercano con ironia i vari modi di comunicare, mettendosi in gioco in modo totale e sincero, possono essere un'occasione per il pubblico di vivere con leggerezza e divertimento questo tipo di esperienza. Non c'è alcuna velleità  o presunzione didattica o educativa nel nostro intento. Il desiderio di fare uno spettacolo di cabaret per sordi e udenti è dettato semplicemente dalla curiosità e dal piacere di vivere in prima persona un’esperienza reale di comunicazione ed integrazione, oltre le parole». (Francesco e Giuditta).
24.12.08
 

Nome di battaglia Lia


"Teatro della Cooperativa Milano 2010 ""NOME DI BATTAGLIA LIA"" Con il patrocinio di Associazione Nazionale Partigiani Italiani, Associazione Nazionale Ex Deportati, Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione Italiano, Federazione Italiana Associazioni Partigiane, Laboratorio Nazionale per la Didattica della Storia.Testo e regia di Renato Sarti. Con Marta Marangoni, Rossana Mola, Renato Sarti. Musiche di Carlo Boccadoro. Video BUZZ 2001. Forse a volte ci si dimentica delle storie apparentemente periferiche. Ci si dimentica che al di là  dei momenti alti e celebrativi, esiste un mondo fatto di episodi che fanno parte di una quotidianità  ai più sconosciuta ma dal valore estremamente significativo. All'interno della grande pagina della Resistenza, il quartiere di Niguarda a Milano e le donne dei suoi cortili ebbero un ruolo particolare. Niguarda si liberò il 24 aprile 1945, con un giorno di anticipo su Milano. E fu proprio in quel giorno che si consumò uno degli episodi più tragici della Liberazione della città: colpita al ventre da una raffica di mitra di nazisti sulla via della fuga, moriva - incinta di otto mesi - Gina Galeotti Bianchi, nome di battaglia Lia, una delle figure più importanti del Gruppo di Difesa della Donna. Quest'ultimo vantava a Milano ben 40.000 aderenti, oltre 3.000 attiviste: assisteva i militari abbandonati da un esercito allo sbando; assisteva economicamente le famiglie in cui il marito, il padre, era nei lager o in carcere; era parte integrante dei Gruppi Volontari della Libertà  e del comitato cittadino del C.L.N.; compiva manifestazioni e comizi improvvisati ne i mercati rionali o in altre zone della città ; forniva staffette in operazioni delicate; stampava Noi Donne, un foglio clandestino precursore del movimento femminista. Inoltre, sulle spalle delle donne ricadeva gran parte del peso della realtà  quotidiana, fatta di bambini e anziani da accudire nel freddo, nella fame e nelle malattie. Un ritratto tragico e insieme vivace della Niguarda resistente, dedicato alle donne e al loro coraggio.Un testo basato su testimonianze dirette del nostro recente passato che, attraverso la riscrittura drammaturgica, si fa tragedia, dolore antico, arcaico. Emblematiche le ultime parole di Lia prima di morire: ""Quando nascerà  il bambino non ci sarà  più il fascismo""."
22.12.08
 

CALIGOLA. Ultimo viaggio sulla luna


TEATRO COMETA OFF 21-23 gennaio 2011 "CALIGOLA. Ultimo viaggio sulla luna" da Albert Camus. Adattamento e regia Simone Perinelli. Con Daniela Virgilio, Gianni Dal Maso, Ugo Piva, Francesco Laterza, Simone Perinelli. Lo spettacolo fa parte della rassegna LET - Liberi Esperimenti Teatrali. VII edizione. Per rappresentare il potere occorrono due ingredienti. Chi si avvale del potere e lo esercita e chi obbedisce al potere e, di conseguenza, lo subisce. Rosencrantz, Guildenstern, Cesonia e Cherea: i pesci nell'acquario che nuotano in uno spazio circoscritto consapevoli o meno di possedere una libertà  illusoria. Caligola: il potente che muove le acque, distrugge e ricostruisce a sua immagine e somiglianza per provocare, ostentare e per dare vita all'eterna lotta tra il potere e l'obbedienza incondizionata. Come difendersi da questo meccanismo? Ricordandoci sempre che il potere è subdolo e può muoversi anche solo dietro uno schermo con messaggi subliminali e slogan atti a confondere le menti fino a renderle persuase alla non ribellione. Da sempre il male conosce il bene più di quanto il bene conosca il male e quando un uomo accoglie in sé entrambi gli aspetti si trova a vivere "nellassurdo" e quello stesso uomo può diventare “poesiaâ€?. Riprese video Ulisse Benedetti per l’archivio dell’Ass. Cult. Beat 72.
22.12.08
 

Improvvisazioni - concerto


"session di 'improvvisazione' tra Marco Ariano percussioni Antonello Neri pianoforte 'living-e-theatre' roma 1 nov. 2010"
22.12.08
 

GRAAL


Officine Molliconi 2/10/2000 "GRAAL" compagnia Giorgio Barberio Corsetti. Spettacolo realizzato nell'ambito delle manifestazioni dedicate al Giubileo, ispirato ai testi di Chrétien de Troyes e Wolfram Von Eschenbach. L'itinerario artistico di Giorgio Barberio Corsetti si presenta ricco di esperienze, di luoghi e di incontri, ma è allo stesso tempo caratterizzato da un'estrema coerenza, perché, la sua cifra è "l'equilibrio tra la fedeltà  ad alcune tematiche e modalità  espressive e la loro continua evoluzione attraverso successive contaminazioni e innesti" quindi molto interessante ripercorrere alcune tappe del suo percorso, per comprendere meglio le sue scelte attuali e per interrogarsi sulle specificità  della sua pratica teatrale. Corsetti si avvicina al teatro all'università, e in seguito sceglie di intraprendere la strada della regia attraverso il canale istituzionale dell'Accademia d'Arte Drammatica di Roma, dove è allievo di Luca Ronconi. Terminato il corso di studi nel 1975, intraprende una ricerca personale che si distacca nettamente dall'ambiente del teatro di prosa e si rivolge alla scena alternativa romana, all'epoca un laboratorio effervescente di sperimentazione nutrito da personalità  di eccezione come Carmelo Bene, Mario Ricci, Memé Perlini, Giancarlo Nanni, solo per citare qualche nome. Con Alessandra Vanzi e Marco Solari fonda il gruppo la Gaia Scienza, che presenta le sue creazioni nel circuito delle "cantine" e si impone, insieme al Carrozzone di Federico Tiezzi, al Beat 72 di Simone Carella e a Falso Movimento di Mario Martone, come uno dei principali esponenti della Post-avanguardia prima e della Nuova Spettacolarità  poi. Il lavoro collettivo della Gaia Scienza, i cui tre membri sono contemporaneamente performer, registi e autori, si fonda sul rifiuto del teatro tradizionale, sulla decostruzione dell'evento teatrale e sulla sua ricomposizione in elementi primari, secondo una poetica del frammento, dello squilibrio e della contaminazione con altre forme artistiche. La Gaia Scienza costruisce spazi obliqui, ritagliati con la luce, dove i corpi sfidano le leggi naturali fra corse sfrenate e momenti di sottile lirismo. Testi letterari e poetici vengono utilizzati come pretesti per creare degli eventi performativi, ispirati alle tecniche di improvvisazione del jazz e alle soluzioni espressive della new dance americana. Negli anni Ottanta i linguaggi dei mezzi di comunicazione di massa suscitano un vivo interesse negli artisti teatrali, che realizzano video ispirati agli spettacoli e ad introdurre gli schermi televisivi sulla scena. Anche Corsetti produce alcuni clip, e inizia a collaborare con Studio Azzurro per diverse videoinstallazioni. Dopo lo scioglimento della Gaia Scienza, Corsetti fonda una compagnia che porta il suo nome e insieme a Studio Azzurro crea tre spettacoli (Prologo a diario segreto contraffatto, Correva come un lungo segno bianco e La camera astratta) di grande bellezza e portata innovativa, fondati sull'ibridazione di teatro e video, e sul dispositivo della doppia scena. Dietro a un palco invaso di monitor è infatti collocato un set nascosto, da cui vengono riprese in diretta alcune delle immagini trasmesse sugli schermi. Per gli attori, il passaggio da uno spazio all'altro coincide con un cambiamento di stato, da corpi materiali a corpi elettronici. Esaurite le possibilità  del campo di ricerca specifico del rapporto tra teatro e video, nel 1988 Corsetti compie un passo molto importante e affronta per la prima volta l'opera di Franz Kafka, di cui mette in scena tre racconti nello spettacolo Descrizione di una battaglia. L'elemento testuale e quello narrativo entrano a far parte della creazione teatrale, attraverso una scrittura - quella kafkiana - che è però, secondo la definizione di Walter Benjamin, un codice di gesti". Per questa caratteristica, ma anche per il senso dell’ironia e il grottesco, affini alla sensibilità di Corsetti, Kafka è per il regista romano un territorio di ricerca nel quale ritorna
22.12.08
 

SHORT THEATRE 7 / WEST END - Come liberarsi di Bela Bartok in cinque movimenti


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SHORT THEATRE 7 / WEST END

Immobile Paziente

Come liberarsi di Bela Bartok in cinque movimenti

  performance coreografica a partire dal quartetto d'archi #4 di Bela Bartok di e con Caterina Inesi musica Bela Bartok quartetto d'archi #4 interventi sonori Marco Della Rocca luci Diego Labonia incontri coreografici con Mikel Aristegui, Alessandra Cristiani, Idoia Zabaleta e i finalisti del premio GdA del Veneto produzione Immobile paziente in collaborazione con Azala Espacio (Spagna), Centro per la Scena Contempornea (Bassano del Grappa), Kreadanza (Roma), Induma teatro (Lecce), Inside/off (Torino)   www.immobilepaziente.org   La PELANDA 13 settembre 2012 Roma"
22.12.08
 

QUADERNI DI SCENA 7 - I parte


"QUADERNI DI SCENA 7 - I parte incontri a cura dei QUADERNI DEL TEATRO DI ROMA editoriale Attilio Scarpellini DRAMMATURGIA E POESIA Enrico Castellani (Babiblonia Teatri) Marco Giovenale TEATRO ARGENTINA SALA SQUARZINA mercoledì 28 marzo 2012 Roma www.teatrodiroma.net/quaderni www.facebook.com/quaderniteatrodiroma pagina FB: quaderni del teatro di roma"
22.12.08
 

Teatroinscatola - My fucking love


Teatro India Giovedì 7 Aprile LA MIA POETICA sulla drammaturgia Italiana Contemporanea 'TEATROINSCATOLA' venti mise en espace di nuovi autori. C'è l'amore nelle forme più estreme e marginali nei venti frammenti poetici e realistici di un discorso complessivamente amoroso in un'epoca anaffettiva. "My fucking love" di Giuseppe Battiato con Gianluca Enria e Babara Manzato, regia di Federico Vigorito
22.12.08
 

Il dolce mondo vuoto


Teatro Cometa Off dal 9 all'11 febbraio 2011 "IL DOLCE MONDO VUOTO" Monologo teatrale scritto e diretto da Francesca Staasch. Con Lino Guanciale. Organizzazione Sara Rosato. Produzione Associazione Culturale Skin Trade. Lo spettacolo fa parte della Rassegna LET Liberi Esperimenti Teatrali, rassegna di drammaturgia contemporanea che dà  spazio a nuove scritture sceniche e ai giovani protagonisti del teatro. Il giovane protagonista, solo in scena racconta una storia che si forma piano piano come se nascesse in quel momento nella sua testa. Una storia che con il passare del tempo cresce d'intensità. Una storia che si colora di tinte forti man mano che le due identità , quella del bambino con dei problemi e dell'uomo invisibile si alternano nel corpo dell'unico personaggio sulla scena. L'uomo invisibile racconta al pubblico la storia della sua particolare condizione dell'esistenza; racconta della sua invisibilità , di quando è riuscito a diventare invisibile e del modo in cui mantenere questo stato, racconta i pro e i contro di questa scelta come unica via di sopravvivenza. Il bambino cerca di rimettere insieme i pezzi del puzzle dell'ultima estate della sua infanzia. Un'infanzia in cui le figure genitoriali, l'intera famiglia man mano perdono per lui importanza e viceversa... padre inesistente e una madre che si allontana, un mondo che man mano si dimentica di lui. L'uomo racconta un bambino, più che altro si racconta e si scopre, e chi lo guarda scopre la fragilità, l'isolamento che può accompagnare una vita. Il tempo è quello dell’inizio degli anni ’80 ma è anche il non tempo, il tempo della mente, del ricordo, delle emozioni; il tempo e lo spazio che si crea dentro di noi in una condizione di particolare disagio, di estraniamento; lo spazio del vuoto, lo spazio in cui si può cadere quando si tocca l’invisibilità. Riprese video per l’archivio storico dell’Ass. Cult. Beat 72
19.12.08
 

Casotto Varietà


pettacolo ispirato al film di Sergio Citti, proposto in forma di 'avanspettacolo di varietà da Simone Carella con: Lorenzo Alessandri, Gianni Caruso, Gaetano Mosca, Filippo Dionisi, Enrico Franchi, Abramo Orlandini, Barbara Vassarotti, Simona Barberini, Francesca Fenati, Cinzia Barrea ,musiche di Paolo Vivaldi, eseguite dal vivo da , Teatro Colosseo - roma
19.12.08
 

ça+ça


19.12.08
 
 
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