Ultimi Video

Occhi aperti

Teatro Tordinona 23 aprile 2017
Occhi aperti
Regia
Claudio di Paola
Con
Eletta del Castillo
Claudio di Paola
Carlotta Maria Rondana
Beniamino Presutti
26.4.17
 

Amore loop

Teatro Tordinona 21 Aprile 2017
Compagnia di Teatro La San Luis (Argentina)
AMORE LOOP
Teatro espresso. Un gruppo di attori mette in scena l'opera, il motivo è sempre lo stesso: un litigio, elementi sonori immersivi e tanto amore. Ciò che cambia ogni volta sono attori e luogo di rappresentazione, con una parte importante lasciata all'improvvisazione. Il risultato è una opera itinerante in cui ogni rappresentazione è simile ma mai uguale alle altre.

AMORE LOOP eredita il realismo della compagnia del teatro San Luis (Argentina) che da più di 5 anni lavora con l'idea di inserire la routine quotidiana nel contesto teatrale, per creare e ricreare scene della vita di tutti i giorni e rappresentare il lavoro della gente comune. Situazioni e momenti "reali" vengono elevati a opera teatrale e salgono sul palcoscenico. Musica ed effetti speciali aiutano a creare uno spazio cinematografico di cui il pubblico è parte integrante.

Dopo le sue performance a Salta, Buenos Aires y Berlino, AMORE LOOP di Maria Mar Perez y Macarena Fuentes (Argentina) a Roma sarà interpretato da Viviana Datti e Lorenzo Parlati, due attori italiani, essi interpretano una coppia di musicisti viaggiatori che condivideranno con noi: canzoni, tensioni e passioni del loro viaggio... 
26.4.17
 

The Joyce audition

Teatro Tordinona 23 aprile 2017
THE JOYCE AUDITION
di
Riccardo Mini
con
Angelica Cacciapaglia
Mario Migliucci
Roberto Scotto Pagliara
regia
Riccardo Mini
SINOSSI
Una coppia di attori italiani emigrati a Londra in cerca di fortuna si sta preparando ad un importante provino per una produzione inglese di Exiles, l'unico dramma di James Joyce.
Tra situazioni a tratti comiche e paradossali, momenti di riflessione e confronto suscitati dal dramma a cui stanno lavorando, i due attori si trovano spinti ad affrontare il proprio vissuto individuale e di coppia, mettendo in discussione se stessi e i propri sogni, uscendone profondamente trasformati.
NOTE AL TESTO
The Joyce Audition è un testo bilingue, scritto e recitato in italiano ed inglese, che alterna scene e dialoghi originali ad estratti del dramma Exiles di James Joyce. L'utilizzo del linguaggio metateatrale, attraverso la situazione drammatica di “prova aperta”, permette una esplorazione di alcuni tipici temi joyciani (senso di paralisi esistenziale, decadenza morale ed economica della società, crisi di valori, epifania come presa di coscienza della propria condizione umana) riattualizzandoli in chiave contemporanea, allo scopo di evidenziarne le analogie profonde con il mondo di oggi. Propone quindi anche una riflessione sull'Italia odierna, sul senso di inquietudine delle giovani generazioni, alle prese con la difficile conquista della propria identità personale e professionale.
26.4.17
 

I ragazzi del cavalcavia

Teatro Vascello 21 aprile 2017
I RAGAZZI DEL CAVALCAVIA
Scritto e diretto da Erika Z. Galli e Martina Ruggeri
Con Alberto Alemanno, Maziar Firouzi, Ciccio La Mantia, Daniele Pilli e Michael Schermi
Disegno luci Gigi Martinucci
Musiche originali Diego Buongiorno
Assistente alla regia Elvira Berarducci
Costumi Livia Fulvio
Una produzione Industria Indipendente
In collaborazione con Carrozzerie N.O.T. Fivizzano 27
Testo inserito e promosso nell'ambito del progetto Fabulamundi Playwrtiting Europe

Uno spettacolo scritto e diretto da Erika Z. Galli e Martina Ruggeri, già vincitrici del Premio Hystrio per le Scritture di scena 2014, I ragazzi del cavalcavia è ispirato ai fatti di cronaca avvenuti a Tortona venti anni fa quando i fratelli Furlan, lanciando un sasso dal Cavalcavia della Cavallosa, colpirono un'auto in corsa uccidendo Maria Letizia Berdini.
Durante le prime dichiarazioni si chiarì il movente, dissero che l'avevano fatto per passare il tempo, per gioco, "per scacciare la noia non sapendo come trascorrere una serata d'Inverno nel periodo di Natale".
Attraverso questi elementi la storia è stata rielaborata è il tragico evento preso come pretesto per raccontare le vicende di un gruppo di ragazzi come tanti, i Fratelli F., con un lavoro qualunque e una città alle calcagna, la Città di T.
Tra la noia e la voglia di rivalsa sulla vita, i Fratelli F., accompagnati da uno zio acquisito (lo Zio Tex) si muovono tra eccessi e tentativi di rimanere a galla, portando a compimento quello che pare essere un atto già predestinato dalla vita.
Il racconto ci conduce in un luogo irreale, che somiglia a numerosi luoghi reali, dove le gesta di questi ragazzi si svolgono come da copione: la narrazione si suddivide in tre cicli diurni/notturni: 24-25-26 dicembre.
Sono passati vent'anni dall'accaduto e la noia nelle città di periferia sembra ancora essere presente. Luoghi deserti e inabitati, dimenticati, che fanno crescere male e non sentire più niente. Industria Indipendente
26.4.17
 

Pre Occupazione


17.4.17
 

Risiko

Teatro della Cometa 6 aprile 2017
Risiko
Quell' irrefrenabile voglia di potere
di Francesco Apolloni
regia Vanessa Gasbarri
musiche Jonis Bascir
con Andrea Bizzarri, Tommaso Cardarelli, Guenda Goria, Antonio Monsellato, Luigi Pisani, Giulia Rupi
scene Katia Titolo
luci Corrado Rea
Primissimi anni '90. Risiko è la storia di un gruppo di giovani "yuppies" della politica che sono riuniti in un albergo per il congresso del loro partito, in occasione dell'elezione del loro nuovo segretario giovanile. Sono cinici, amorali, arrivisti, stemperano le differenze sociali e psicologiche nella comune smania di un potere che non sembra essere per loro niente di più o di diverso dello status symbol del telefonino o del tabellone del "Risiko", dove si conquista il mondo tirando ai dadi. Il sesso, la droga, la politica, la stessa vita altrui... tutto è gioco per questi bambini che si allenano a diventare i padroni di domani e i risvolti comici di cui la commedia è ricca non fanno che renderla più sinistra; sono giovani che non hanno nessuno scrupolo e non esitano ad abusare di una giovane cameriera per "sacrificarla" al dio potere.
Questa non vuole essere una commedia sulla politica, ma sul potere, e in particolare di come dei ragazzi si avvicinano ad esso, anche perché sembrerebbe che da Catilina fino ad oggi questo rapporto sostanzialmente non sia cambiato di molto ed è per questo che la commedia, al di là dei riferimenti contingenti, mantiene sempre una sua attualità.
L'azione si svolge nell'arco di un intero giorno. La scena rappresenta la stanza di un albergo di lusso, di un paese di provincia dell'Italia centrale, dov'è riunito il movimento giovanile di un partito politico non ben specificato.
16.4.17
 

Storie di donne

Teatro Elettra 12 Maggio 2017
Storie di donne
di Carlangelo Scillammà Chiarandà, regia di Carlo Cianfarini. In scena Barbara Patarini, Simone Balletti, Chiara Pavoni, Luisanna Arias, Teodora Nadoleanu. Trucco e costumi di Roberta Budicin.
Tre storie, tre donne, un solo sentimento: la solitudine. Solitudine del cuore e del corpo, quando il calore lascia posto al freddo di un letto vuoto; solitudine della mente, quella che ti fa sentire solo anche in mezzo alla folla, alle persone care; la solitudine che ti regala la monotonia fredda di giornate tutte uguali, prigioniera di un non amore, prigioniera di te stessa e della tua solitudine che diventa follia. Eroe, un eroe, tu! Non facevano altro che ripetermelo…un eroe, un eroe, un eroe! Quanto sei stato eroe a lasciarmi qui da sola! Mi hanno dato una medaglia, sai, una medaglia, in un astuccio nero infilato a forza fra le mani - spuntata fra mille occhi, fra mille sguardi che volevano essere muti e comprensivi e invece cercavano solo curiosi il mio dolore e non mi sapevano dire nulla e non riuscivano nemmeno a capire. Tutto il mio amore volevo darti…tutto il mio amore volevo darti e tu? Avanti dimmelo! E' una questione di faccia…io ad esempio…ho una faccia colpevole…colpevole a priori! Anche se non ho fatto nulla: "signori della corte è lei la colpevole di tutto quanto". Si tocca, fa le smorfie che ci posso fare…me la cambio? Oh si, che vorrei farmene una più simpatica…più accattivante, più dolcina, più tranquillità. Elvira è una giovane donna. Elvira è carina, spigliata, intelligente e ha una famiglia, come tante ne esistono: un marito che rientra la sera, un figlio pieno di esigenze e una mamma un po' soffocante. Ha anche un lavoro, Elvira, un lavoro part time che vorrebbe cambiare per qualcosa di più fantasioso, Elvira è un po' spenta dalla vita di tutti i giorni, dal tran tran che non cambia mai. Anche per lei c'è stato un piccolo raggio di sole, la novità che dà senso alle giornate, forse alla vita; il suo raggio di sole si chiamava Luca, ma anche questa storia, questo unico momento di evasione e di felicità sembra ormai è passato per sempre, travolto dalle complicazioni.
4.4.17
 

La milite ignota

Teatro Tordinona 31 marzo 2017
Piccola Compagnia impertinente Presenta
LA MILITE IGNOTA
Con Ramona Genna
Regia di Pierluigi Bevilacqua

La sentenza della Fortezza da Basso, Bill Cosby, Sara Tommasi: abusi sessuali, fatti di cronaca e gossip. Queste le premesse de La Milite Ignota, la storia di un'aspirante attrice alle prese col provino più importante della sua vita. Dal finale a sorpresa. Il monologo doloroso e onirico di una donna a caccia di conferme. Su se stessa e sul proprio talento. Dove, naturalmente, ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale.
Sabato 26 luglio 2008 alla Fortezza da Basso, a Firenze, succede qualcosa di terribile. Una violenza di gruppo ai danni una ragazza, poco più che ventenne. La giovane conosce alcuni di loro. La denuncia, le indagini, i rinvii a giudizio, i retroscena. Nel 2013 il Tribunale di Firenze condanna 6 imputati su 7, uno viene assolto, a 4 anni e mezzo di reclusione. La sentenza è del gennaio e sembra fare giustizia, a quasi 3 anni dall’inizio del processo. Un processo in cui il comune di Firenze si è costituito parte civile. Questa brutta storia sembra finire. Fino a quando i difensori dei 6 condannati ricorrono in appello. Nel marzo 2015 la Corte, ribaltando completamente la condanna, nelle quattro pagine della sentenza definisce la vicenda «incresciosa», ma «penalmente non censurabile». Secondo i giudici, la ragazza, bisessuale dichiarata, voleva con la sua denuncia «rimuovere» quello che considerava un suo «discutibile momento di debolezza e fragilità», ma «l’iniziativa di gruppo» non venne da lei «ostacolata». Scaduti i termini per il ricorso in Cassazione. La sentenza diventa definitiva. A luglio del 2016 sono state pubblicate le motivazioni. La milite Ignota è una pièce a metà tra cronaca e melodramma. La storia di una ex ragazza coraggiosa che oggi, così come ha scritto in una lettera, non desidera altro che l’oblio. Una vittima che ha deciso di nascondersi, dopo una lotta eroica. Una donna che sarebbe incivile, da parte nostra, dimenticare: la milite ignota.

Note di regia
Affrontare una storia come questa pone una questione di principio: da che parte stare.
Per quanto il teatro, nella drammaturgia così come nella regia, il più delle volte non prevedano questa possibilità.
La verità è che non si riesce a decidere.
Da entrambe le parti ci sono elementi che non riesci a decifrare, sia per la complessità legata al fatto di cronaca da cui è liberamente tratto, sia perchè non si può indagare in modo esaustivo la psicologia femminile di un personaggio come questo.
Abbiamo preferito farlo fluire, dare alla sua voce tutto, verità, alibi, omissioni, emozioni costruite o pure.
I martiri non hanno sempre ragione, non hanno sempre torto. Sono simboli.
piccola compagnia impertinente
3.4.17
 

Intorno a Salomé

Teatro Tordinona 25 Marzo 2017
INTORNO A SALOME’
regia 
VIVIANA DI BERT
con   
GIULIA PINZARI, 
STEFANO VILLANI, 
VALERIA DE MATTEIS, 
ANDREA FRAU, 
FILIZ ERCIYAS
ADRIANO GRECO

"Quel giorno il sole diverrà nero come un sacco di pelo, la luna diventerà come il sangue, e le stelle dal cielo cadranno sulla terra, come i fichi cadono dall'albero e i re della avranno paura."

Nel palazzo di Erode Antipa, dove egli vive con sua moglie, Erodiade, si sta svolgendo un banchetto che vede ospiti giudei, romani ed egizi.
La terrazza del palazzo è illuminata da una splendida ed incatevole luna, che presagirà all'ancella di corte e al Capitano delle guardie, perdutamente innamorato della principessa Salomè, ciò che il profeta Yokaanan annuncia dalla cisterna in cui è stato imprigionato.
Sventura e morte, in una partita a scacchi per il potere, dove il desiderio e il piacere carnale dettano le regole, lasciando che sia proprio la cecità della paura a commettere l'ennesimo omicidio
30.3.17
 

Intervista ai parenti delle vittime

Teatro dei Conciatori 22 marzo 2017
INTERVISTA AI PARENTI DELLE VITTIME
Scritto e diretto da Giuseppe Manfridi
con Melania Fiore
musiche originali di Antonio Di Pofi
scene di Antonella Rebecchini

Il testo, scritto in versi incalzanti come onde sonore che traducono in un rap prolungato il dipanarsi dei ricordi, è affidato allo straordinario talento di Melania Fiore, che di Manfridi ha già interpretato con enorme consenso 'La Castellana (un noir)'. A contrappunto del copione composto di parole, la partitura originale concepita per lo spettacolo dal Maestro Antonio Di Pofi.
"Una donna, mentre si prepara per un primo appuntamento a cena ricevuto da un suo corteggiatore, - afferma Giuseppe Manfridi - aspetta che la televisione trasmetta l'intervista da lei rilasciata pochi giorni prima e in cui parla (in modo assai convenzionale) di sua sorella più piccola trovata morta per overdose all'interno di una chiesa. Le circostanze e soprattutto il contesto anomalo della tragedia hanno sollecitato un grande interesse mediatico suggerendo l'idea di dedicare al fatto una sorta di special. Ora, nel tempo in cui sta per partire la trasmissione, e poi durante quello della messa in onda, la donna sente erompere dentro di sé la voglia di dire ciò che per davvero avrebbe dovuto dire ma che non ha detto, e si abbandona a un furente corpo a corpo con la sorellina scomparsa, ma pure con quel video in cui vede una se stessa contraffatta e plagiata dal mezzo in cui si muove prigioniera di un'immagine che si rifiuta di accettare. La verità di ciò che è stato prende corpo piuttosto adesso, nel tempo di uno zapping frenetico, e per la necessità che la protagonista sente di dover comprendere una volta per tutte le ragioni profonde che la legavano a quella ragazza capace di condizionare innumerevoli vite con la dittatura della sua tossicodipendenza".
30.3.17
 

Il bambino sogna

Teatro Lo Spazio 24 Marzo 2017
IL BAMBINO SOGNA
di Hanoch Levin
traduzione e regia Claudia Della Seta
Colonna Sonora (dalla regia originale di Levin ) Poldy Shatzman
con Afrodita Compagnia, Claudia Della Seta, Sofia Diaz, Antonio Fazzini, Federica Flavoni, Daniela Giovanetti, Maurizia Grossi, Mario Migliucci, Stefano Viali

Un sogno visionario, terribile e buffo, una favola dei nostri terribili tempi, che parla di chi ha dovuto lasciare la propria casa, in cerca di un futuro e di speranza, in tutti i tempi, in tutti i luoghi: il sogno di un bambino che attraversa questo lungo viaggio come fosse un circo pieno di pagliacci e di strane figure, fino ad arrivare alla Terra dei Bambini Morti che aspettano il Messia e la Resurrezione.
L'allegoria visionaria dei nostri giorni scritta da Hanoch Levin, drammaturgo israeliano, uno degli autori più grandi del nostro secolo.
30.3.17
 

Io rifiuto





Teatro Tordinona 17 marzo 2017 
"Io Rifiuto"
Scritto e diretto da
Francesca Romana Miceli Picardi
Interpretato da
Marina Cappellini
Manola Rotunno
Aiuto Regia e Tecnico audio luci
Lara Panizzi
Trucco ed effetti
Marzia Croce

Sinossi
Carolina e Carmela non si conoscono.
Ma si ritroveranno a condividere lo stesso spazio, lo stesso "risveglio".
Due donne agli opposti: caratterialmente e fisicamente.
Due donne del Sud, con lo stesso destino: rifiutate e finite nei rifiuti.

Note di regia
Il Sud e' una terra dove le montagne sembrano giganti sonnecchianti e il mare e' un testimone muto.
Tutti ne parlano, pochi lo conoscono veramente.
"Il silenzio e' d'oro" non e' solo un proverbio. Parlare, reagire, rifiutarsi sono tre verbi che fanno rima con pericolo e paura. Ancora oggi.
La storia di Carolina e Carmela e' una ferita che ogni meridionale si porta dentro. Nonostante le lotte e i grandi personaggi che si sono ribellati alla mafia e a quella cosa sporca, che si chiama omertà'.
Due storie "piccole" e dolorose.
Due donne forti e schiacciate, unite in un viaggio onirico, tenero, tragicomico, straziante e irriverente come sa esserlo solo la morte.
Specialmente se a parlare sono i morti "nascosti bene".
Quelli che mai nessuno troverà, quei morti che non avranno mai voce.
Racconto il mio Sud, quello che non vorrei esistesse.
Perché il Sud e' una Donna caparbia e bellissima, senza trucco e con i capelli ricci. Cammina scalza e ha troppe ferite sotto i piedi.
Racconto due anime che hanno scelto di combattere.
24.3.17
 

Conferenza Stampa Barbareschi

Teatro Eliseo 15 Marzo 2017
Conferenza stampa
"A causa dell'inerzia delle istituzioni e delle promesse eluse", il direttore artistico Luca Barbareschi annuncia "la chiusura del Teatro Eliseo". I dettagli sono spiegati in una conferenza stampa convocata per il 15 marzo nella sede del teatro romano. Qualche giorno fa Barbareschi aveva rivolto un appello al ministro della Cultura Franceschini. "Se non saranno rispettati i patti, tra due o tre giorni il Teatro Eliseo chiude, anche se fa il tutto esaurito". "So del coraggio e della passione che Barbareschi ha messo nel rilancio dell'Eliseo e apprezzo anche la qualità della programmazione. Conosco anche le difficoltà economiche del Teatro ma non sono dotato di bacchetta magica", aveva replicato il ministro. "Io posso operare solo nell'ambito della legge e delle regole del Fus. Dentro queste regole, e soltanto dentro queste regole, farò il possibile, come mi auguro si impegnino a fare gli altri livelli istituzionali e soprattutto quei privati che hanno a cuore il futuro di un grande teatro romano".
23.3.17
 

Dimmi che mi ami

Teatro Vascello 6 marzo 2017 | DANZA
DIMMI CHE MI AMI
coreografia Simona Cieri
soggetto Rosanna Cieri
musiche originali Daniele Sepe
disegno luci Rosanna Cieri
costumi Marco Caboni
danzatori Veronica Abate, Martina Agricoli, Andrè Alma, Maurizio Cannalire, Simona Gori
regia Rosanna e Simona Cieri
produzione  Motus Danza

MOTUS anticipa la Festa della Donna
"DIMMI CHE MI AMI" DI MOTUS UN GRIDO D'ALLARME CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE
La "danza scomoda" dei MOTUS è di nuovo impegnata in una battaglia nazionale per denunciare quella che può essere definita una vera e propria strage. Con "Dimmi che mi ami", in scena al Teatro Vascello di Roma il 6 Marzo 2017 ale ore 21, la Compagnia lancia un grido d'allarme contro il femminicidio, fenomeno in aumento che registra in Italia una vittima ogni due giorni e mezzo e che, nella maggioranza dei casi, è perpetrato da un familiare o da una persona con cui la vittima ha avuto una relazione.
Addentrandosi nelle cause e nei meccanismi psicologici che conducono gli uomini ad arrogarsi diritto di vita o di morte sulle loro compagne, MOTUS analizza la diminuzione della percezione di realtà che viene dall'attutirsi del sentire e dall'incapacità di avvertire il valore delle cose, tipiche del mondo contemporaneo in disgregazione. In un contesto affettivamente precario, la ricerca di amore assume la connotazione di un affannoso e spasmodico inseguimento per raggiungere il possesso dell'altro, come unico sbocco possibile ai propri conflitti interiori. E la violenza contro le donne diviene "uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini" come sancisce l'Assemblea Generale Onu.
I comportamenti amorosi ambientati in questa cornice sgangherata, sono fotografati da MOTUS come surrogato di certezze che non ci sono, in grado di sopperire a bisogni esistenziali che altrove non possono essere soddisfatti. E allora sulla scena si alternano varie solitudini, dal bisogno di tenerezza all'esibizionismo, dalla ricerca spasmodica del partner, alla violenza del tutti-contro-tutti. Ma più di tutte domina la solitudine delle donne che subiscono violenza (6 milioni e 788 mila, solo in Italia, secondo i dati Istat 2015) spesso incapaci di denunciare i propri carnefici e non sufficientemente tutelate anche quando trovano il coraggio di denunciarli. La stessa solitudine di Giordana Di Stefano, danzatrice appena ventenne, accoltellata e uccisa a Nicolosi il 7 Ottobre 2015 dall'ex fidanzato che aveva denunciato per stalking, alla quale MOTUS dedica lo spettacolo.
Interpretato da Veronica Abate, Martina Agricoli, Andrè Alma, Maurizio Cannalire, Simona Gori, su coreografie di Simona Cieri e regia di Rosanna e Simona Cieri, lo spettacolo è frutto della collaborazione con il compositore napoletano Daniele Sepe, uno degli autori più interessanti e prestigiosi del panorama nazionale, che firma le musiche originali.
14.3.17
 

Zombitudine

Teatro India, 5 marzo 2017
Zombitudine
testo, regia, interpretazione Elvira Frosini e Daniele Timpano
scene e costumi Alessandra Muschella
ideazione luci Marco Fumarola, Daniele Passeri
luci Omar Scala, Matteo Selis

produzione Frosini/Timpano Kataklisma
coproduzione Teatro della Tosse
Fuori Luogo, Teatro dell’Orologio / Progetto Goldstein
Accademia degli Artefatti
con il sostegno del Teatro di Roma nell’ambito del progetto “Perdutamente”

Qualcosa sta arrivando. La minaccia è là fuori, il teatro ultima porzione riparata di terra in cui rifugiarsi nell’attesa della Loro venuta. Ma Loro chi? Gli zombie, i rivoluzionari, la Morte? Un evento straordinario che cambierà la storia? Non lo sappiamo. Non lo sa il pubblico, lo ignorano un uomo e una donna assediati sul palco in logorante e beckettiana attesa. Forse sì, davvero stanno arrivando gli zombie. Ma non sono esseri mostruosi e imputriditi dalle tombe. Siamo noi. Automi caracollanti, burattini che si trascinano già morti lungo traiettorie claustrofobiche e obbligate, sui binari in decomposizione di questa società frenetica e insensata dove pericolo e salvezza sono la stessa cosa e i vivi e defunti hanno lo stesso inutile afflato rivoluzionario.
14.3.17
 

Acqua di colonia

Teatro India 2 marzo 2017
Acqua di colonia
testo, regia, interpretazione Elvira Frosini e Daniele Timpano
ogni sera lo spettacolo ospita in scena un ospite che
non conosce lo spettacolo Aicha Cisse (28 febbraio)
Sara Gomida (1 marzo), Barny Muheddin H. (2 marzo)
consulenza Igiaba Scego
voce del bambino Unicef Sandro Lombardi
scene e costumi Alessandra Muschella, Daniela De Blasio
luci Omar Scala
produzione Romaeuropa Festival, Teatro della Tosse, Accademia degli Artefatti
con il sostegno di Armunia Festival Inequilibrio
Si ringrazia il Teatro di Roma
L’Africa. Un mondo indistinto, generalizzato, lontano. Luogo comune in cui racchiudere le nostre ampie dosi di pregiudizio e di paura prescindendo dalle specificità di ogni sua terra, nazione, popolo. Somalia, Libia, Eritrea, Etiopia sono solo nomi astratti, non paesi reali, e comunque “noi” con “loro” non abbiamo nulla a che spartire. Anche gli africani sono tutti uguali, e lo sono le masse indistinte di profughi, di migranti che ogni mattina incrociamo per strada, sull’autobus o in stazione. Così è stato il colonialismo nostrano: una storia bicentenaria di abusi e prevaricazioni che oggi va solo rimossa, ricacciata sotto il tappeto e dimenticata. Lavata via come un cattivo odore da una bella passata di acqua di colonia.
13.3.17
 
 
Support : MarXoB
Copyright © 2011. e-performance.tv - All Rights Reserved
Template Created by MarXoB | Published by e-performance.tv
powered by Blogger