Come voi - (10/05/14)


CANALE:

"Animanera Teatro, Milano ""COME VOI"" testo Ida Farè, regia Aldo Cassano, con Natascia Curci, assistente regia Antonio Spitaleri, audio Luigi Galmozzi, video Semira Belkhir e Federico Tinelli, costumi Lucia Lapolla, luci Monia Giannobile, produzione Animanera Sono come voi. Uguale alla vostra è la mia casa. Due stanze, un cucinino lindo. Il bagno stretto tra due file di piastrelle verdi: non trasmettono freschezza ma quella sensazione di acqua gelata che scorre sul viso assonnato del mattino. I piatti della cena nel lavandino, la sveglia per andare a lavorare, il caffè sul fuoco, sono i ritmi e i gesti di una giovane moglie in una giornata qualunque. Attende il ritorno del suo finto marito. Attende il lieve colpo sulla porta, prima del suono del campanello. Un colpo bussato con le nocche delle dita che le dirà ancora per una volta che sono ancora vivi, che sono liberi, che sono ancora senza volto. Militante della lotta armata clandestina nell'Italia degli anni settanta, la protagonista di questo breve racconto, tutta tesa a mimetizzarsi sotto l'aspetto di una persona normale, che deve apparire a tutti i costi 'come voi', è una donna che trama per cambiare il mondo, mentre il mondo le si avviluppa attorno troppo stretto con le sue spire. ""Ho bevuto l'acqua pura della ribellione e l'ho offerta con le mie mani affinchè chi la bevesse ne fosse rinfrescato."""

"Animanera Teatro, Milano ""COME VOI"" testo Ida Farè, regia Aldo Cassano, con Natascia Curci, assistente regia Antonio Spitaleri, audio Luigi Galmozzi, video Semira Belkhir e Federico Tinelli, costumi Lucia Lapolla, luci Monia Giannobile, produzione Animanera Sono come voi. Uguale alla vostra è la mia casa. Due stanze, un cucinino lindo. Il bagno stretto tra due file di piastrelle verdi: non trasmettono freschezza ma quella sensazione di acqua gelata che scorre sul viso assonnato del mattino. I piatti della cena nel lavandino, la sveglia per andare a lavorare, il caffè sul fuoco, sono i ritmi e i gesti di una giovane moglie in una giornata qualunque. Attende il ritorno del suo finto marito. Attende il lieve colpo sulla porta, prima del suono del campanello. Un colpo bussato con le nocche delle dita che le dirà ancora per una volta che sono ancora vivi, che sono liberi, che sono ancora senza volto. Militante della lotta armata clandestina nell'Italia degli anni settanta, la protagonista di questo breve racconto, tutta tesa a mimetizzarsi sotto l'aspetto di una persona normale, che deve apparire a tutti i costi 'come voi', è una donna che trama per cambiare il mondo, mentre il mondo le si avviluppa attorno troppo stretto con le sue spire. ""Ho bevuto l'acqua pura della ribellione e l'ho offerta con le mie mani affinchè chi la bevesse ne fosse rinfrescato."""
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