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INTORNO A SALOME'


Teatro Colosseo 2002 "INTORNO A SALOME'" adattamento e regia Viviana Di Bert, con: Daniela Silverio, Maurizio Sinibaldi, Chiara Giulizia, Andrea Bellocchio, Federico Palmieri, Luigi Viapiano, Sandro Martinelli, Pia Mastromarco. Versione rivisitata in chiave moderna della famosa Salomè di Oscer Wilde. Non si può non cedere alle suggestioni di questo testo emblematico della sensibilità  decadentista. Il suo gioco perverso ed insensato fatto di eros e morte seduce inesorabilmente lo spettatore, accattivato da un'incomprensibile passione per ciò che lo interroga in quanto soggetto veritiero ma che al tempo stesso lo espone all'incanto di quell'abisso del non-senso che da sempre lo sfida. Riprese video Ulisse Benedetti per l'archivio storico dell'Ass. Cult. Beat 72
29.4.08
 

Quanto mi piace uccidere/Egum Gogmagog (storia di un politico toscano)


"10/9/2010 ore 19:30 Teatro La Pelanda Foyer 2 testo e regia di Virginio Liberti con Tommaso Taddei. Durata 35' Dopo gli ex animatori di crociere, imprenditori, magistrati, avvocati, soubrette e comici, ecco quel che mancava: l'onorevole Tommaso Taddei, un promettente politico di 30 anni appena eletto dai suoi concittadini. Simbolo della nuova politica italiana che ama tanto la vita quanto la morte (degli altri)."
29.4.08
 

Paspartù- seconda parte


Dal 6 al 23 dicembre torna sul palco del Colosseo Nuovo Teatro Paspartù, la jam session teatrale ideata da Massimiliano Bruno e Sergio Zecca e giunta alla sua terza edizione. Monologhi, dialoghi, sketch, musica, letture, improvvisazioni. Una vera e propria festa del teatro, colto nella sua essenza più vera e profonda: quella del qui ed ora, che si rivela nell'improvvisazione e nello scorrere tangibile dell'ispirazione. Sul palco attori, autori e musicisti che si scambiano testi e battute, che a volte si conoscono poco prima di entrare in scena per sperimentare e dar vita ad uno spettacolo vivace e coinvolgente. Hanno partecipato alle passate edizioni di Paspartù, Paola Cortellesi, Paola Minaccioni, Claudio Santamaria, Lucia Ocone, Alessandro Mannarino, Rocco Papaleo, Francesco Pannofino, Paolo Calabresi, Francesco Montanari, Rodolfo Laganà, Corrado Fortuna, Luca Angeletti, Thomas Trabacchi. Tante new entry tra cui da Lillo e Greg a Max Paiella (in scena il 9 dicembre, accompagnati da Pierluigi Colantoni).
29.4.08
 

Vita morte e miracoli del 1799


Teatro Valle 15 novembre 2011 "Vita morte e miracoli del 1799" di e con Alfonso Sessa, regia Duccio Camerini. Compagnia La Casa dei Racconti in collaborazione con Cubatea. 1799-2009:in Italia tutto è cambiato, niente è passato. Napoli, 1799. Sangue, morti, una tragedia. Ma Napoli è in Italia e le tragedie in Italia, a volte, fanno ridere. Perchè "tragedia" dalle nostre parti può significare "paradosso". Dieci anni dopo la rivoluzione francese, uno sparuto gruppo di intellettuali, poeti e giuristi si rivolta contro Ferdinando IV di Borbone: peccato che il re fosse troppo ignorante per avere paura di loro. La nobildonna Eleonora Pimentel fonda il "Monitore Napoletano", il primo giornale di Napoli: peccato che la stragrande maggioranza del popolo fosse analfabeta. Mario Pagano, eminente giurista, scrive il primo trattato costituzionale della Repubblica partenopea: peccato che i napoletani fossero monarchici. Domenico Cirillo, medico e professore universitario decide di curare le ferite dei lazzari: peccato che fossero già  in cancrena. Francesco Caracciolo, ex ammiraglio della flotta reale, si mette al timone per intraprendere un folle volo nelle tumultuose acque della libertà: peccato che il mare del golfo l'inghiottì prima di salpare. L'unico miracolo del 1799 è la liquefazione del sangue di San Gennaro. Il sangue dei lazzari, invece, è rimasto un grumo duro: una grossa pietra che, ancora, ci fa inciampare. Una storia raccontata con disincanto e ironia, attraverso un'affabulazione di basiliana memoria dove la lingua è "'ndruppecosa, scurnacchiata, cazzimmosa, chiena chiena 'e lutamma" come il ventre di Napoli. La lingua di Neapolis è un fuoco d'artificio: delizia gli occhi quando appare, ma dopo resta la puzza della polvere.
29.4.08
 

MEDITALIANO


"MEDITALIANO musiche dalla tradizione orale corsa, provenzale, siciliana - FRANCIA/ITALIA/SICILIA in collaborazione con Associazione per la musica antica Antonio Il Verso Associazione Musicale Parthenia Prima esecuzione in Italia. riprese Stefania Cicirello, Elisa Calunniato montaggio Stefania Cicirello"
29.4.08
 

PERDUTAMENTE


Teatro i Milano 2008 "NON DIRLO A NESSUNO" regia di Francesca Garolla. Con Alberto Onofrietti e Irene Valota. Spettacolo teatrale liberamente tratto da Il buon Dio di Manhattan di Ingeborg Bachmann. Due giovani si incontrano per caso, si innamorano perdutamente, si isolano sempre più dal resto del mondo per vivere fino in fondo il loro sentimento, un amore irrazionale e pericoloso perchè al di fuori di qualsiasi condizionamento sociale. Il suo progetto può essere in qualche modo definito minimalista, e non solo perchè l'azione in sé è ricostruita come indirettamente, per indizi, per frammenti, privata di spessore fisico e quasi appena citata o rievocata. Il vero minimalismo, insito nella natura stessa del testo, è quello dei sentimenti, dei moti interiori.
29.4.08
 

Don chi? Don Chisciotte


Teatro Colosseo Dal 28 Marzo al 15 Aprile 2006 DON CHI...? DON CHISCIOTTE BUGIARDI BUGIARDONI PICCHIATI E SBUGIARDATI Dal "Don Chisciotte" di Cervantes traduzione Ferdinando Carlesi Adattamento di Antonio Piovanelli Con Antonio Piovanelli. Regia, scene e costumi Marco Carniti. Musiche David Barittoni. Macchinista costruttore Fabrizio Russo. Si ringrazia per l'intervento registrato Lluis Pasqual. "Don Chi ?" E' un personaggio in cerca di se stesso.. che, come ognuno noi, corre affannosamente dietro false illusioni che si verificano essere la sua stessa prigione. Credere fino in fondo può essere follia. Ma non esiste follia più grande di non credere affatto."Don chi ?" Don Chisciotte? E' soprattutto un racconto, che prende sangue e fiato dall'incedere caotico e rocambolesco delle parole che come fiume aritmico delineano una drammaturgia concreta e grottesca dove tutto diviene segno di tutto e nulla si identifica nell'assoluta certezza del reale. Una drammaturgia aritmica - quindi, che usa il 'racconto' e 'l'evocazione' come forma arcaica di comunicazione : un discorso che corre lungo la spirale della mente-pensiero e che ne rimane infine prigioniero. Se per vivere bisogna essere padroni della propria mente - per morire, bisogna, quindi, essere schiavi della propria mente. Così 'Don Chisciotte' sceglie la schiavitù come massima forma di libertà. Essere schiavo delle proprie visioni, del proprio 'credo', tanto da distaccarsi dalla vita reale e vivere in una sorta di trascendenza. Inevitabilmente attratto e condotto da una forza magnetica interiore che a vortice lo spinge sempre verso l'alto , sempre verso la purezza , sempre verso la perfezione: in salvo da ogni mediocrità  e meschinità umana; ricercando in un credo totale la propria vera esistenza, anche a costo della vita stessa. Esattamente come in certe forme di religione che portano l'individuo al sacrificio estremo come forma più alta e nobile di riscatto sulla vita terrena. Da qui la scelta di un luogo che possa evocare sia uno spazio mentale e astratto, adatto ai contenuti filosofici del capolavoro di Cervantes, sia uno spazio assolutamente reale e concreto, per poter rendere credibile il semplice 'racconto'. In uno spazio-fantasma che ricorda il parcheggio di un 'Drive Inn' abbandonato e in disuso, un vecchio 'barbone', Don Chi, raggruppa frammenti di ricordi e immagini realmente vissute all'interno del suo microcosmo poetico, fatto solo di grandi sacchi di plastica, che inizialmente contengono anche la sua stessa persona. Una sorta di 'rinascita' simbolica lo risveglia alla vita e lo costringe a cercare di ricomporre i frammenti di un racconto-ricordo, forse sognato forse reale, volendo riscattare attraverso l'esempio di antiche battaglie, una vita vissuta priva di 'qualità'. Don Chisciotte diventa il personaggio da lui caoticamente e musicalmente ricordato che come una flebile ombra viene anche a volte evocato sul diroccato schermo cinematografico, un tempo specchio di grandi illusioni, ormai solo riflesso di un mondo che ha sconfitto se stesso. Un vortice di immagini e di ricordi ruotano e incombono costantemente sull'esistenza dell'uomo che lentamente si perde, nella speranza di ritrovarsi 'altrove'. Oggi più che mai, siamo tutti un pò dei 'Don Chi ? Don Chisciotte'. In cerca di una propria identità, dispersi nella selva delle illusioni. L'utopia vive sempre ed ancora riscatta, da un'esistenza effimera. Riprese video Ulisse Benedetti per l'archivio storico dell'Ass. Cult. Beat 72
29.4.08
 

Don chi? Don Chisciotte


Teatro Colosseo Dal 28 Marzo al 15 Aprile 2006 DON CHI...? DON CHISCIOTTE BUGIARDI BUGIARDONI PICCHIATI E SBUGIARDATI Dal "Don Chisciotte" di Cervantes traduzione Ferdinando Carlesi Adattamento di Antonio Piovanelli Con Antonio Piovanelli. Regia, scene e costumi Marco Carniti. Musiche David Barittoni. Macchinista costruttore Fabrizio Russo. Si ringrazia per l'intervento registrato Lluis Pasqual. "Don Chi ?" E' un personaggio in cerca di se stesso.. che, come ognuno noi, corre affannosamente dietro false illusioni che si verificano essere la sua stessa prigione. Credere fino in fondo può essere follia. Ma non esiste follia più grande di non credere affatto."Don chi ?" Don Chisciotte? E' soprattutto un racconto, che prende sangue e fiato dall'incedere caotico e rocambolesco delle parole che come fiume aritmico delineano una drammaturgia concreta e grottesca dove tutto diviene segno di tutto e nulla si identifica nell'assoluta certezza del reale. Una drammaturgia aritmica - quindi, che usa il 'racconto' e 'l'evocazione' come forma arcaica di comunicazione : un discorso che corre lungo la spirale della mente-pensiero e che ne rimane infine prigioniero. Se per vivere bisogna essere padroni della propria mente - per morire, bisogna, quindi, essere schiavi della propria mente. Così 'Don Chisciotte' sceglie la schiavitù come massima forma di libertà. Essere schiavo delle proprie visioni, del proprio 'credo', tanto da distaccarsi dalla vita reale e vivere in una sorta di trascendenza. Inevitabilmente attratto e condotto da una forza magnetica interiore che a vortice lo spinge sempre verso l'alto , sempre verso la purezza , sempre verso la perfezione: in salvo da ogni mediocrità  e meschinità umana; ricercando in un credo totale la propria vera esistenza, anche a costo della vita stessa. Esattamente come in certe forme di religione che portano l'individuo al sacrificio estremo come forma più alta e nobile di riscatto sulla vita terrena. Da qui la scelta di un luogo che possa evocare sia uno spazio mentale e astratto, adatto ai contenuti filosofici del capolavoro di Cervantes, sia uno spazio assolutamente reale e concreto, per poter rendere credibile il semplice 'racconto'. In uno spazio-fantasma che ricorda il parcheggio di un 'Drive Inn' abbandonato e in disuso, un vecchio 'barbone', Don Chi, raggruppa frammenti di ricordi e immagini realmente vissute all'interno del suo microcosmo poetico, fatto solo di grandi sacchi di plastica, che inizialmente contengono anche la sua stessa persona. Una sorta di 'rinascita' simbolica lo risveglia alla vita e lo costringe a cercare di ricomporre i frammenti di un racconto-ricordo, forse sognato forse reale, volendo riscattare attraverso l'esempio di antiche battaglie, una vita vissuta priva di 'qualità'. Don Chisciotte diventa il personaggio da lui caoticamente e musicalmente ricordato che come una flebile ombra viene anche a volte evocato sul diroccato schermo cinematografico, un tempo specchio di grandi illusioni, ormai solo riflesso di un mondo che ha sconfitto se stesso. Un vortice di immagini e di ricordi ruotano e incombono costantemente sull'esistenza dell'uomo che lentamente si perde, nella speranza di ritrovarsi 'altrove'. Oggi più che mai, siamo tutti un pò dei 'Don Chi ? Don Chisciotte'. In cerca di una propria identità, dispersi nella selva delle illusioni. L'utopia vive sempre ed ancora riscatta, da un'esistenza effimera. Riprese video Ulisse Benedetti per l'archivio storico dell'Ass. Cult. Beat 72
29.4.08
 

Casa Scelsi - Utopie e incanti - parte I


"Incontri al Museo Casa Scelsi Serata Musicale introdotta da NICOLA SANI con una breve presentazione di Barbara Boido in occasione del concerto UTOPIE E INCANTI Robert Schumann/Giacinto Scelsi al pianoforte ROBERTO PROSSEDA giovedì 30 settembre2010 Fondazione Isabella Scelsi http://www.scelsi.it Roma"
29.4.08
 

Buconero1. Tentativi di uscita da uno spazio incrinato. La fragilità dei corpi, la fragilità della realtà


Buconero1. Tentativi di uscita da uno spazio incrinato. La fragilità  dei corpi, la fragilità  della realtà. progetto e regia Elvira Frosini, con Angela D'Alessandro, Elvira Frosini
29.4.08
 

Ulysses - Massimo Terracini


Sala Borromini 1984 "Ulysses" odissea in concert "Scilla e Cariddi" - Massimo Terracini
29.4.08
 

Teatro Futuro - undicesima parte


Teatro Spazio Uno dal 5 al 17 giugno 2012 "Teatro Futuro" rassegna dedicata agli autori teatrali viventi e alla drammaturgia, che, a partire dalle loro idee mobili, si libera verso l'avvenire. "Teatro Futuro" è un modo per far vibrare la drammaturgia contemporanea - spiegano gli ideatori Maltauro e Fiorini - per mostrare, dal di dentro, come le idee si formano, prendano letteralmente corpo, scivolino nella scena, diventino azione teatrale e al contempo un gioco, iperbolico e riflessivo, sugli orizzonti del teatro a venire. Rassegna di Teatro Futuro: Giuseppe Manfridi, Antonia Brancati, Massimo Sgorbani, Roberto Agostini, Patrizia La Fonte, Marcello Isidori, Pier Paolo Palladino, Maria Letizia Compatangelo, Angelo Longoni, Alessandro Trigona, Rosa Menduni, Roberto De Giorni, Enrico Di Fabio, Maria Inversi, Luca De Bei. Registrato il 17 Giugno 2012.
29.4.08
 

SHORT THEATRE 7 / WEST END - Generazioni Componibili


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SHORT THEATRE 7 / WEST END

Teatro della Tosse

Generazioni Componibili

  di Alessandro Bergallo, Emanuele Conte e Andrea Pugliese tratto da People from Ikea di Andrea Pugliese   con Alessandro Bergallo video ideati e diretti da Andrea Linke luci e colonna sonora a cura di Tiziano Scali con la partecipazione in video di Silvia Bottini e Simonetta Guarino, Simona Fasano, Paola Lattanzi, Falou Niang, Andrea Possa, Alice Rota   www.teatrodellatosse.it   Teatro INDIA 6 settembre 2012 Roma"
29.4.08
 

Un piede dopo l'altro


TEATRO ARGOT 22 Marzo 2011 "UN PIEDE DOPO L'ALTRO" primo movimento (studio) progetto di e con Tamara Bartolini e Ilaria Graziano, collaborazione tecnica Michele Baronio. Rassegna Vetrina 2011 Raccontami una storia 2° anno "La scena sensibile" il palcoscenico delle donne a cura di Serena Grandicelli. Due donne precarie sul filo, come in una fotografia, in un sogno, tra parole e note musicali, nascono e muoiono, ascoltano la paura, cercano il passato e il futuro, fanno piccoli passi per srotolare la vita. Riprese video per l'archivio dell' Ass. Cult. Beat 72.
29.4.08
 

TRIBU


Terracina 15/8/2000 TRIBU' uno spettacolo di Duccio Camerini, con: Simone Colombari, Paolo Giovannucci, Paola Minaccioni, Duccio Camerini, Crescenza Guarnieri, Veronica Barelli, Davide Lepore. Scene Tiziano Fario, musiche Gianluca Cucchiara, costumi Silvia Duranti, luci Luca Barbati, organizzazione generale Cristina Cellini. Storia di una famiglia italiana che attraverso quattro generazioni percorre tutto il Novecento, un secolo di grandi cambiamenti epocali che hanno modificato il nostro modo di essere e di pensare. Dalla prima Guerra Mondiale fino al Capodanno del 2000, si srotola la storia di una famiglia particolare, i cui componenti per crudeli scherzi del destino non si incontrano mai, o meglio si incontrano senza sapere di essere parenti. E' una famiglia un pò vera e un pò immaginata, certo una famiglia in cui possiamo riconoscere qualcosa di noi stessi. Tribù assume nell'insieme i caratteri di un'opera buffa, senza venir meno alla serietà  del dramma quotidiano della vita. Un secolo in una sera.
29.4.08
 

Elio Pagliarani: Pro-memoria a Liarosa


Andrea Cortellessa, Sara Ventroni e Giulio Ferroni, con Carla Chiarelli per la lettura di alcuni brani, presentano il libro alla Libreria Fandango Incontro Roma, 4 maggio 2011
29.4.08
 
 
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