Italo e l’Italia che va alla guerra - (24/02/14)


CANALE:
Recensione della rassegna su Gufetto.it

Teatro Biblioteca Quarticciolo 1 febbraio 2014 "Rassegne in viaggio 2013/14" Casa dei Teatri “Guerra e Pace”
Italo e l’Italia che va alla guerra
Liberamente tratto da “L’entrata in guerra” di Italo Calvino
di Laura Rovetti e F. Valeriano Solfiti
con Laura Rovetti e Eugenia Scotti
regia F. Valeriano Solfiti
Associazione Malalingua
Mentre l’Italia entra in guerra, Italo, coinvolto suo malgrado tra i Balilla, scopre gli odori e i colori della guerra, conosce il dolore dei profughi, l’esaltazione del saccheggio, l’eccitazione dell’esercizio del potere, anche se è un gioco. Ma lui non è un gradasso come gli altri balilla, ed è combattuto tra il desiderio di ostentare la sua opposizione e un residuo di infantile vergogna di essere diverso. Non ruba quando gli altri lo fanno, non saccheggia le case dei poveri sfollati, non vanta trofei o bottini di guerra… ma piuttosto si domanda: sono forse meno sveglio degli altri? Sono un codardo? Chi sono io? Solo alla fine il protagonista capisce che il suo è «un contegno coraggioso, quasi eroico!». Lo spettacolo, rivolto prevalentemente ad un pubblico di adolescenti e famiglie, fonde la narrativa di Calvino alla sua biografia e alla storia dell’Italia di quegli anni fornendone un affresco vivo, che permette a tutti di entrare in immediata empatia con i protagonisti.
Recensione della rassegna su Gufetto.it

Teatro Biblioteca Quarticciolo 1 febbraio 2014 "Rassegne in viaggio 2013/14" Casa dei Teatri “Guerra e Pace”
Italo e l’Italia che va alla guerra
Liberamente tratto da “L’entrata in guerra” di Italo Calvino
di Laura Rovetti e F. Valeriano Solfiti
con Laura Rovetti e Eugenia Scotti
regia F. Valeriano Solfiti
Associazione Malalingua
Mentre l’Italia entra in guerra, Italo, coinvolto suo malgrado tra i Balilla, scopre gli odori e i colori della guerra, conosce il dolore dei profughi, l’esaltazione del saccheggio, l’eccitazione dell’esercizio del potere, anche se è un gioco. Ma lui non è un gradasso come gli altri balilla, ed è combattuto tra il desiderio di ostentare la sua opposizione e un residuo di infantile vergogna di essere diverso. Non ruba quando gli altri lo fanno, non saccheggia le case dei poveri sfollati, non vanta trofei o bottini di guerra… ma piuttosto si domanda: sono forse meno sveglio degli altri? Sono un codardo? Chi sono io? Solo alla fine il protagonista capisce che il suo è «un contegno coraggioso, quasi eroico!». Lo spettacolo, rivolto prevalentemente ad un pubblico di adolescenti e famiglie, fonde la narrativa di Calvino alla sua biografia e alla storia dell’Italia di quegli anni fornendone un affresco vivo, che permette a tutti di entrare in immediata empatia con i protagonisti.
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