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LA TESTA TREMA - Tommaso Ottonieri : PARTIRSI


Teatro Tordinona 5 dicembre 2012 "LA TESTA TREMA" Escargot 2012-13 secondo appuntamento. Presentazione Andrea Cortellessa, Tommaso Ottonieri PARTIRSI
5.11.08
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Fanciulli


Rassegna Enzimi 12/6/1998 "Fanciulli" di Luca De Bei, regia Pierpaolo Sepe. Una commedia sul passaggio dalla fanciullezza all'adolescenza a tratti commovente e poetica.
5.11.08
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Gino De Dominicis - l'Immortale


Gino De Dominicis - l'Immortale / 30.05 - 07.11 2010 mostra a cura di Achille Bonito Oliva maxxi roma http://www.fondazionemaxxi.it
5.11.08
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LETTURA DI POESIA - Milo De Angelis


Casa delle Letterature, 19 marzo 09
5.11.08
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Autori nel cassetto, attori sul comò - TELA DI RAGNO


"Autori nel cassetto, attori sul comò quinta edizione del concorso dei corti teatrali al Teatro Lo Spazio, Roma TELA DI RAGNO Scritto e diretto da Flaminia Chizzola Con Egle Miccoli e Francesco Nicolai
5.11.08
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Il Borghese Gentiluomo


Lecce Ottobre 2002 Compagnia delle Indie Occidentali presenta "IL BORGHESE GENTILUOMO" di Molière, con FLAVIO ALBANESE, SARA ALZETTA, ALBERTO BELLANDI, MICHELE BOTTINI, MASSIMO DE LORENZO, CARLO DE RUGGIERI, GIULIA MOMBELLI, MARCO PISANO, MAURA PLENZIO, CRISTINA SPINA, MARCO TEMPERA regia di Marinella Anaclerio, scene Francesco Ghisu, costumi Gabriella De Sario, musiche Fabrizio Gatti, movimenti di scena Alberto Bellandi " Il mio sogno nel cassetto è quello di avere sempre un sogno nel cassetto" Anonimo contemporaneo II desiderio di mettere in scena il Borghese Gentiluomo è nato in me dopo aver letto la prefazione che Cesare Garboli fa alla sua traduzione ''[...] La nobiltà è in Monsieur Jourdain una vanità  e uno snobismo, ma anche un modo di reagire ai preconcetti e alle angustie sociali. Monsieur Jourdain crede che la "nobiltà" esista. Crede, cioè, che i nomi e le cose coincidano; mentre in questa separazione, in questa schizofrenia, esiste il principio di ogni tranello, di ogni truffa. Monsieur Jourdain crede che i titoli nobiliari siano il contrassegno letterale di altrettanti valori che non appartengono a una classe sociale ma alla vita di tutti; la generosità, il coraggio, la destrezza, il vino, le donne, la musica, la bellezza, la gioia di vivere e di sapere, il piacere indeteriorabile dello spirito. Monsieur Jourdain ha scoperto che si può essere tagliati in grande e che questa è la "nobiltà". Monsieur Jourdain crede nei sogni [...]" Quest'analisi così profonda ed illuminante ha stravolto completamente l'immagine che avevo di questo testo, e Jourdain è diventato per me una sorta di eroe romantico, le cui grandezze superano di gran lunga le sue meschinità, e si erge su tutta la masnada di sfruttatori che gli vendono a caro prezzo i frutti della loro arte, assecondando i suoi capricci ignoranti come quei cattivi educatori che dispensano diplomi d'idoneità  dietro lauto compenso. La sete di valori è il valore di Jourdain, e nel momento storico che attraversiamo, in cui i sogni sono perlopiù intrisi di materia e gli orizzonti sin troppo tangibili e bui, lui ci ricorda una possibilità: quella che il denaro sia solo un mezzo e non il fine. Quando il pretendente di sua figlia, da lui rifiutato perchè non nobile, ordisce ai suoi danni una truffa eleggendolo a protagonista inconsapevole di una mascherata turca, col suo ostinato recitare la parte fino in fondo ci rivela quanto basso possa essere il mondo dei furbi e ci insegna a difendere i nostri desideri aldilà  di qualsiasi delusione. E' così che la satira acuta, in cui ogni borghese dell'epoca credeva di vedere ritratto il suo vicino, assume i colori di una fiaba leggiadra e metaforica, ed il riso per i perfetti meccanismi comici messi in atto, si trasforma in nostalgia per qualcosa che Jourdain porta via con sè; non si ride più di lui, ma grazie a lui. Dopo l'esperienza della Trilogia della seduzione (La Locandiera, II Servitore di due padroni, II Bugiardo), negli ultimi anni abbiamo affinato gli strumenti per lavorare ad un testo come questo; dove musica e danza erano sontuosi elementi per divertire il re e la sua corte, oggi acquistano senso solo se si collegano strettamente all'azione, se si usano come codici diversi per operare con Jourdain il salto desiderato, dalla "prosa" alla "poesia".
5.11.08
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Lacrime e sorrisi della Belle Epoque


Anfiteatro Parco dei Daini Villa Borghese 1983 "Lacrime e sorrisi della Belle Epoque". Riprese Ulisse Benedetti per l'archivio dell'Ass. Cult. Beat 72
5.11.08
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IL SENSO DELLA LOTTA


di Francesca Manieri con Luigi Biondi, Fabrizio Ferracane, Francesco Forni e Alessandro Giallocosta elementi di sccena Francesco Ghisu disegno luci Luigi Biondi regia Pierpaolo Sepe
4.11.08
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IL SENSO DELLA LOTTA


Colosseo Nuovo Teatro 10/12/2007 "Il senso della lotta" riflessioni sulla poetica di M. Houellebecq. Regia di Pierpaolo Sepe. Testo di Francesca Manieri. Interpreti: Luigi Biondi, Alessandro Giallocosta, Fabrizio Ferracane, Francesco Forni, Diego Sepe. In un futuro tanto vicino da essere arcaico. In un luogo così fetido da essere ogni luogo. In una lotta così bestiale da essere amore. Due fiere identiche e diverse, due cloni, si dimenano nelle catene della rabbia, si macerano in una disperazione senza più speranza. Languono e si struggono per una mancanza che non ricordano. Come due rabdomanti impazziti invocano la sorgente di un'acqua ormai prosciugata. La specie è sopravvissuta a se stessa sotto forma di essere mutilato. I corpi non conoscono più dolore: non c'è limite alcuno allo smarrimento. Eppure. Come a volte la pioggia cade battente e senza limiti in ogni dove tranne che in un segmento invisibile di terra che resta asciutto, intonso, oltre ogni pretesa, così, in una ferita incrostata della carne si apre l'abisso mal chiuso della salvezza. E ciò che resta in dono di questo infinito disorientamento, di questa perdita senza tregua è il volto oscuro dell'altro, il baratro di ciò che è inconoscibilmente umano. Riprese video Ulisse Benedetti per l'archivio storico dell'Ass. Cult. Beat 72
4.11.08
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ESSE


"Esse opera musicata per un'attrice con Gabriella Rusticali, scrittura video Monica Petracci al basso di Davide Garattoni alla chitarra Federico Codice' Esse opera musicata per un'attrice con Gabriella Rusticali, , scrittura video Monica Petracci al basso di Davide Garattoni alla chitarra Federico Codice' Si parte da quella parte mancante che spinge ad uscire, quel 're' finale che segue 'esse', nella parola essere. Esse, le moltitudini che ci abitano sono anche acqua, terra, aria. Il fuoco è energia che tutto brucia. Le moltitudini che ci hanno preceduto riposano in noi. La domanda è: ""Perchè le cose hanno lasciato il posto alle parole?"". E non si dice mai abbastanza ""Basta con tutto questo rumore e ascolta dove non vedi"". Poter fermare la realtà, le cose, nelle parole, è illusione. Come è illusione fermare lo scorrere. Esse - Re del tempo verticale, dove vibra il cuore, dove la testa testimonia ma non comanda al ascolto, dove femminile e maschile non si distinguono. L'orecchio riceve e trasmette al cuore e la bocca resta aperta senza parole, con ancora una memoria depositata o risvegliata in noi. Gabriella Rusticali e Monica Petracci, due artiste che si misurano con un tempo fisico in questo spazio, guidate dal ritmo della chitarra di Federico Codice' e dal basso di Davide Garattoni. Sono indipendenti mondi, in simbiosi che danno corpo a quest'opera. Abbiamo scelto di tenere lo spazio libero da scenografie e di avere solo oggetti necessari alle azioni. Le immagini via via si materializzano guidate dai ritmi sonori, dando corpo al luogo, lasciando spazio all'immaginario dello spettatore. L'attrice indossa un abito da sera colore blu notte, come per una festa che forse non ci sarà  mai o forse c'è già  stata. Memoria e presente sono strettamente intrecciati qui. Le immagini sommergono spazio e attrice, diventando un tutt'uno. Immagini canto suono e musica dal vivo si stagliano alternandosi, per tutta la durata dell'opera. Ritmo e armonia guidano gli astanti presenti, ognuno con la propria arte. La poesia è la gioia che si sprigiona nel corpo di un animale o di una foglia animata dal vento. Quella parte mancante il vuoto che separa gli elementi è in noi. Noi non lo sappiamo ma è il vuoto il vero re e padrone. In questo tempo bombardato dal rumore di troppe parole, non c'è altro da aggiungere; se non spostare l'attenzione verso un ascolto. Essere detti prima di dire. E' un respiro, un non spazio, un non tempo. FESTaCASA 00 principio d'ascolto a cura di Chiara Pirri 19 settembre 2010, via del Mandrione 451, casa Pirri-Valentini Quando si ha bisogno di condividere ciò che amiamo e che ci rappresenta è possibile trasformare la propria casa in un luogo di arte e di festa, in un luogo di ascolto e partecipazione. 'Principio d'ascolto' è la serata pilota di FESTaCASA, un esperimento che vorremmo diventasse un contagio. L'intimità  di una casa che si dilata invita artisti e ospiti a confrontarsi con il sentimento racchiuso nelle sue pietre, nella sua terra, nella geometria delle sue linee, nelle foglie, più della scatola nera del teatro tradizionale, richiede capacità  d'ascolto ed improvvisazione. Mettersi in gioco, rischiare, accogliere ed offrire ciò che di più intimo abbiamo è ciò di cui abbiamo bisogno. Cercare nuove strade, nuovi luoghi, nuovi modelli di produzione per poter continuare a porsi in ascolto e, forti di un equilibrio vulnerabile, inseguire un obiettivo in cammino, in solitudine e in condivisione."
4.11.08
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Aldes/NEL DISASTRO - parte VIII de IL MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI


"8/9/2010 ore 19:30 Teatro La Pelanda Teatro 2 di Roberto Castello, Alessandra Moretti, Mariano Nieddu, Caterina Basso, Claudia Catarzi, Barbara Toma, Stefano Questorio, Dario La Stella. Durata 1h 30' E' uno spettacolo corale che attraverso la danza, la voce e la parola da vita ad una surreale e grottesca rappresentazione della tragedia individuale e del disastro collettivo di un tempo e di un paese sconcertanti."
3.11.08
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UBU REX - TERZO MILLENNIO


  • Titolo: UBU REX - TERZO MILLENNIO
  • Adattamento e Regia: Renato Giordano
  • Tratto da: Ubu re di Alfred Jarry
  • Luogo di debutto: Teatro Tordinona (Roma)
  • Cast (Edizione 2008): Inclusi attori della compagnia stabile del Tordinona e allievi dell'Accademia.
  • Genere: Satira politica / Grottesco
  • Produzione: Teatro Tordinona / Centro di Ricerca Teatrale

Sinossi
In questa versione del "Terzo Millennio", Renato Giordano traspone la figura di Padre Ubu — icona della stupidità e della bramosia di potere — in uno scenario futuribile e degradato. Il protagonista non è più solo un usurpatore di regni, ma il simbolo di un'umanità che, all'alba del nuovo millennio, ha sostituito l'etica con l'avidità sfrenata e il consumo compulsivo.
La trama segue l'ascesa al potere di Ubu che, spinto dalla sanguinaria e ambiziosa Madre Ubu, stermina la famiglia reale per impossessarsi del trono. Lo spettacolo utilizza un linguaggio visivo forte, ispirato all'estetica dei fumetti e dei videogame, per sottolineare l'assurdità di una società dove il potere è un gioco grottesco basato sulla prevaricazione fisica e verbale, rendendo l'opera di Jarry più attuale che mai.
3.11.08
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