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Mantra of Technological Age

Chiesa Battista Evangelica Roma 29 Novembre 2013 “Mantra of Technological Age” Entropia e Mauro Tiberi Debora Longini Per sintetizzatori analogici, voci e contrabbasso spaziale. Line up: Debora Longini: voce Dr.Lops, Amptek Alex Marenga: analog synths yamaha cs 5, korg ms20, theremin Mauro Tiberi: contrabbasso e voce Le rifrazioni acustiche dell’architettura sacra ospitano il connubio fra il canto armonico e diplofonico e la sintesi analogica, dopo il successo di San Giorgio al Velabro, viene riproposto lo spettacolo in cui vocalità primordiali e suoni elettronici si fondono.
5.12.13
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Ziguli



Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica

Castello Pasquini , Castiglioncello 30 giugno 2013 “ZIGULÌ” dal libro di Massimiliano Verga, con Francesco Colella, disegno sonoro Giuseppe D’Amato, scenografia Salvo Ingala, aiuto regia Leonardo Maddalena, adattamento e regia Francesco Lagi. Vincitore Premio In-Box 2013 Un diario intimo che racconta il rapporto denso e accidentato fra un padre e un figlio disabile. L’azione si svolge in uno spazio domestico notturno, un luogo che non è più una casa ma è il campo di battaglia dove si svolge la loro lotta quotidiana. Il tempo che il padre e il figlio vivono ogni giorno, scandito da relazioni e impegni, passato tra strutture per la fisioterapia e assistenti sociali, adesso è lontano. Il figlio rimane sempre invisibile, in scena c’è solo il padre con la sua fragilità di fronte alla disabilità del figlio. La paura e il desiderio della morte. La camicia che si sporca sempre, che prima di uscire è sempre da cambiare e che comunque sempre rimane sporca. E poi le testate, le spinte, i morsi, i graffi tra gli abbracci e le esplosioni di risate. E, qualche volta, i baci. Perché in questa storia, che è soprattutto una storia d’amore, tutto accade disordinatamente, senza nessun galateo sentimentale. Teatrodilina è un gruppo di persone con esperienze artistiche diverse che si sono unite per condividere una pratica e un’idea di teatro. Dal suono al video, dall’arte contemporanea alla scrittura, dal cinema alla musica. Alla base del nostro lavoro c’è la voglia di inventare spettacoli restituendo frammenti dei nostri percorsi e andando alla ricerca di un’identità. Fare teatro, per noi, è il gesto più contemporaneo e potenzialmente dirompente. Il nostro metodo è artigianale ma anche un po’ mistico. Dal 2010 a oggi abbiamo messo in scena: L’asino d’oro, dal romanzo di Apuleio; L’amore il vento e la fine del mondo, basato su tre testi della Bibbia (Qoèlet, Cantico dei Cantici e Apocalisse); Zigulì, dal libro di Massimiliano Verga. Ora stiamo lavorando per mettere in scena Anime Morte di Gogol. In-Box è una rete di teatri, festival e soggetti istituzionali che ricerca, seleziona e promuove le eccellenze teatrali emergenti nella scena contemporanea attraverso l’acquisto di repliche a cachet di spettacoli già prodotti. Si cerca così di supplire a una mancanza cronica del sistema teatrale italiano: la possibilità per le compagnie di far circuitare i propri spettacoli. Dare spazio al “repertorio”, distogliendo l’attenzione dalla ricerca spasmodica d’inediti e debutti, fornisce agli artisti lo spazio fisico e mentale per far respirare il proprio lavoro, farlo crescere, metterne alla prova senso e solidità.
4.12.13
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Finché morte non ci separi

Teatro Valle 25 novembre 2013 “FINCHE’ MORTE NON CI SEPARI”
Testo di Francesco Olivieri
 Con Monica Scattini accompagnata dalla violoncellista Julia Kent
Finché morte non ci separi è la storia di due donne che vengono ammazzate dai loro rispettivi compagni. È una denuncia contro il femminicidio scritta da un uomo che si è messo nei panni delle vittime. Due donne all’apparenza molte diverse, una che rispecchia tutti i luoghi comuni della donna maltrattata e spesso uccisa, l’altra che elude ogni luogo comune e che nonostante viva una vita agiata e ripiena di affetto finisce come l’altra. Con ironia e allo stesso tempo con toni tragici entrambe narrano da morte la loro condizione fino al momento dell’uccisione. Il messaggio che vuole dare l’autore è: cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia. Un invito alla riflessione e al porsi delle domande serie su come affrontare questo dramma che sempre più spesso si manifesta sul territorio nazionale.
Finché morte non ci separi, verrà portato in scena il 25 novembre, in diversi teatri italiani, In occasione della giornata contro la violenza sulle donne.
Il progetto nasce da un fortunato incontro dell’autore con una delle interpreti che, sensibile al tema, sposa l’idea di creare una rete di artisti italiani che contemporaneamente si esibiranno nella stessa giornata creando una rete di denuncia amplificata a livello nazionale. Ogni luogo di rappresentazione sarà collegato da una diretta web che permetterà di seguire l’evento in e da ogni città italiana. Il femminicidio è la forma di violenza più diffusa, senza confini di ambiente, religione, cultura e nazionalità. Sono centinaia le donne che ogni anno vengono uccise ed una donna su tre subisce violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita ed è anche per questo che la denuncia non deve e non avrà confini. Il progetto coinvolge Istituzioni e Associazioni sul territorio Nazionale.
Artiste e artisti internazionali hanno già confermato la loro adesione come testimonial dell’evento. A dimostrazione di come sia, quella contro il femminicidio, una lotta comune e non di genere.
3.12.13
 

Colpo di scena... ahi!

Teatro Due 27 novembre 2013 I Diversamente Comici presentano “Colpo di scena…ahi!” Sit-com-cabaret nella Città dei sordi con Giuditta Cambieri, Francesco D’Amico e gli attori sordi e udenti della Città dei sordi, assistente regia e realizzazione filmati Julien Bruchon Giuditta Cambieri e Francesco D’Amico, in arte “I DIVERSAMENTE COMICI”, stanno vivendo da 4 anni una meravigliosa avventura artistica e umana. Lui è sordo, lei udente. Insieme sono ideatori e protagonisti di una nuova forma di spettacolo, un cabaret dai più definito rivoluzionario che rompe le “barriere” della comunicazione tra il mondo dei sordi e quello degli udenti. Dopo i successi allo Zelig di Milano con il progetto “Diversamente Zelig”, la tournée in tutta Italia con gli spettacoli“Recital” e “Se mi ami fammi un segno…ho finito le pile!”, il tutto esaurito a Roma al Teatro Due Teatro stabile d’essainella rassegna Sguardi S-velati con il progetto “La città dei sordi”, i Diversamente Comici presentano il loro nuovo spettacolo “Colpo di scena…ahi!”. Lo spettacolo è un ulteriore passo avanti nella ricerca del loro personale linguaggio comico che unisce voce, LIS (lingua dei segni italiana), mimica del corpo e musica. In Colpo di scena…ahi! Giuditta e Francesco racconteranno come la vita, per una coppia di “diversi” come loro, sia sempre piena di colpi di scena. Le cose più strane e paradossali accadono quando si convive quotidianamente con il problema della comunicazione e la differenza tra due culture diverse, quella dei sordi e quella degli udenti. I due protagonisti sul palco e sullo schermo metteranno in scena con autoironia frammenti di vita reale. Coadiuvati da un gruppo di attori sordi e udenti, che reciteranno nei contributi filmati, accompagneranno il pubblico di sordi e udenti in un’ esperienza esilarante oltre la barriera del suono.
3.12.13
 

Buca di sabbia

Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica

Teatro dei Conciatori dal 16 novembre 2013 “BUCA DI SABBIA”
di Micha Walczak,
regia di Gabriele Linari,
con Sabrina Todaro e Tony Allotta;
movimento scenico Elisabetta di Fonzo.
Una messa in scena divertente ma anche cruda e diretta sulla non comunicazione...Nel fosso si va consumando il gioco più complesso di tutti, un gioco di intese e contese, un gioco in cui regole e confini sono fatti per essere infranti. Un bimbo e una bimba in una fossa si dividono lo spazio complesso di una guerra il cui fine è unirsi per sempre o per sempre dividersi.
Il fosso dei giochi è per noi una camera dove sezionare un rapporto di coppia, dal primo incontro alle conseguenze estreme del conoscersi, per capire che, forse, l'unico vero confine non è tra uomo e donna ma tra condivisione e solitudine…
2.12.13
 

Just intonation

Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica 

Angelo Mai Altrove Occupato 19 Novembre 2013 Masque teatro in “Just intonation”
 ideazione e regia: Lorenzo Bazzocchi
con: Eleonora Sedioli
physical computing, suono e luci: Lorenzo Bazzocchi
elettronica: Matteo Gatti
co-produzione: Mood Indigo
produzione: Masque teatro
Il lavoro trae la sua origine da due polarità solo apparentemente distanti: da una parte l’interesse manifestato da Kafka per la pura intensa materia sonora, in un costante rapporto con la sua abolizione, dall’altra l’affezione di La monte Young per un suono concepito come atomizzato, evento singolare con vita a se stante, indipendente dall'esistenza umana.
Quello che veramente conta non è ciò che il suono rappresenta, ma la sua intensità fisiologica: "One must get inside the sound", sostiene Young, bisogna letteralmente entrare nel flusso armonico dei suoni.
La prima via ci ha portato ad attraversare Deleuze per ascoltare Kafka, la seconda ci ha condotto nei meandri concettuali del corpo sonoro e delle questioni legate al temperamento equabile. Just intonation sposa la filosofia di La Monte Young, lavorando sul nascondimento e sulla rarefazione, lanciando la figura sulla via di quel tono “primordiale”, quel basso continuo che sembra riportare ad eventi sonori lontani nel tempo: il fischio del vento oppure il ronzio continuo prodotto dai trasformatori dei cavi elettrici dell'alta tensione.
Al centro della vicenda stanno due destini: quello dello strumento e quello della figura.
Resta il corpo e il movimento che rende impercettibile la forma.
Il segreto opera nella più grande visibilità, data dalla moltiplicazione delle figure astratte e animali che creano l’effetto di un nascondimento.
Il corpo-donna diviene segreto senza nascondere niente, a forza di innocenza e precisione, persino a costo di una spaventosa tecnicità. Just intonation ci pone di fronte ad una figura che si rende impercettibile per eccesso di trasparenza. La ricerca del rapporto tra suono e movimento nasce dalla necessità di mettere a punto un sistema di autogenerazione del suono, di produzione di masse sonore complesse, formate da glissandi, di frequenza ed intensità, le sole ad interessare musicalmente Kafka. Al centro dell’azione rimane la relazione tra il performer e il disklavier, pianoforte della Yamaha in grado di essere pilotato in remoto.
Masque da anni si dedica allo sviluppo di interfacce per il controllo di apparecchiature elettromeccaniche, in questo caso sono stati sviluppati specifici algoritmi per il controllo del pianoforte, messi successivamente in diretta connessione ai movimenti del performer tramite un sistema di video-tracking. Suddiviso lo spazio d’azione in regioni, ad ognuna è assegnato un parametro per la generazione del suono. Al volto le frequenze, alle spalle le intensità, alle gambe la durata delle note. Just intonation è dunque un lavoro di decifrazione. “È' il pianista che non suona che fa nascere il suono dal fatto stesso di non suonare, la cui musicalità è diffusa in tutto il corpo nella misura in cui non emette musica”. Just intonation è corpo sonoro. Ci si allontana dalla orizzontalità melodica, in favore dell'armonia e di lunghi periodi di silenzio.
2.12.13
 

Van Gogh

Teatro Vascello 27 novembre 2013 - h21,00 MDA PRODUZIONI DANZA-PETRILLO DANZA “VAN GOGH” physical performance with adaptable installation da un'idea del Dott. Renzo Ovidi Coreografia Loris Petrillo
 Drammaturgia Massimiliano Burini
Interprete Nicola Simone Cisternino
musiche: diepenbrock, handel , ibsen , wagner , bach
disegno luci : Loris Petrillo
Ispirato da un'idea del Medico Chirurgo Dott. Renzo Ovidi, secondo il quale Vincent Van Gogh, notoriamente considerato un pittore pazzo morto suicida, in realtà non era quel folle che la storia ci ha presentato bensì un uomo affetto da sindrome carenziale affettiva di probabile origine familiare, Loris Petrillo crea la sua nuova opera utilizzando la coreografia non come mezzo descrittivo, ma conferendole una funzione espressiva istintiva in grado di suscitare emozioni.
Così come Van Gogh non narra attraverso la pittura fatti o descrive luoghi, ma è interessato piuttosto al significato di ciò che rappresenta, Loris Petrillo elude dal racconto biografico del personaggio per creare lui stesso opere corografiche a Van Gogh dedicate.
Dall'acquisizione incrociata della lettura specificatamente clinica del Dott. Ovidi da una parte, e quella poetica e teatrale del Regista Drammaturgo Massimiliano Burini dall'altra, Petrillo rielabora un'idea personale del caso, che sviscera attraverso la fisicità dell'unico performer in scena in una sequenza di quadri coreografici e teatrali. In un ordine temporale casuale, ma incastonati secondo l'istinto creativo di chi li ha realizzati, ciascuno dei quadri rievoca un sentimento o uno stato patologico del Pittore: la sindrome depressiva generata dal forte bisogno di affetto; la ricerca di comunicazione con suo fratello Theo; la vocazione alla professione di predicatore; l'angoscia e l'inquietudine che trasformano egli stesso in un corvo; l'entusiasmo del periodo luminoso e bucolico ad Arles; lo scompenso morale che lo conduce in una strada tortuosa fatta di crolli, collassi e cadute morali; l'autolesionismo come incapacità di subliminare la propria sofferenza; la totale crisi personale che lo condurrà alla scelta estrema di morire.
La scena è neutra, come una tela incontaminata che va via via riempiendosi di elementi, immagini, azioni e sguardi che rievocano tutta la natura del personaggio secondo la lettura personale del coreografo Loris Petrillo.
2.12.13
 

Il custode

Teatro Lo Spazio 24 NOVEMBRE 2013 “Il Custode” Di Antonio Lauro. Regia di Paolo Triestino. Con Paolo Triestino. Il custode entra e sputa in faccia ai Bronzi di Riace, bellissimi, nella sala del Museo Nazionale di Reggio Calabria desolatamente deserta. E poi un rancore assurdo: l’ultima personale resa dei conti tra il custode e le statue mute, mentre il mare fuori dalle vetrate non sopporta di rimanere escluso e fa sentire la sua voce prepotente. Nella storia Reggio Calabria è lo sfondo e insieme lo specchio di sogni e malesseri dell’anima, il Sud dell’anima. IL CUSTODE è scritto in dialetto reggino per restituire espressioni ed accenti altrimenti inesprimibili ed è al suo quarto allestimento. Con IL CUSTODE Paolo Triestino è entrato nella terna dei finalisti come miglior attore nella sezione monologhi della stagione 2002|2003 al premio GLI OLIMPICI organizzato dall’ETI e dal Teatro Stabile del Veneto.
2.12.13
 

Incontro con Zachar Prilepin

Al Teatro Tordinona 23 Novembre 2013 INCONTRO CON ZACHAR PRILEPIN con Gian Maria Cervo, direttore artistico del festival «Quartieri dell’Arte».Sara Cavosi, Laura Grimaldi, Fabio Marson, Antea Moro: allievi del Corso di Sceneggiatura del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma che hanno lavorato sul testo dell’autore russo. Quartieri dell’Arte riparte da Zachar Prilepin. Veterano della guerra di Cecenia, dove era arruolato nei corpi speciali russi, giornalista e scrittore Prilepin è considerato uno dei maggiori oppositori di Putin nonché il miglior prosatore della Russia, per la sua lingua innovativa ed evocatrice. Una vita da romanzo: pugile, guardia privata, amico di Anna Politkovskaja. Oggi è un attivista del movimento politico ‘The other Russia’, una coalizione di partiti, organizzazioni umanitarie e attivisti che si battono per la democrazia. Il suo libro ‘Grech’ (Il peccato) è stato giudicato dalla critica internazionale il miglior romanzo degli ultimi dieci anni. Proprio ‘Il peccato’ diventa la risorsa per un testo polivocale realizzato da un team di giovanissimi drammaturghi, in equilibrio tra drammatico e postdrammatico, messo in scena da Fabrizio Parenti, specialista della drammaturgia di linguaggio. Dieci storie ispirate alla vita di Prilepin prima che diventasse scrittore di successo. Zachar ragazzino, alle prese con i primi turbamenti erotici. Zachar che vive alla giornata. Zachar che cambia mille mestieri, scarica camion e scrive poesie. Zachar becchino e buttafuori. Zachar innamorato. Zachar padre. Zachar sergente in Cecenia. Zachar che trabocca d’amore per la vita, ma vive nel pensiero della morte, nell’idea che per sconfiggere la ripugnante, vergognosa paura della morte occorra sfidarla, andarle incontro, farne una scelta consapevole. Zachar ossessionato dalla paura dell’umiliazione. Zachar umiliato. Rifratta nelle tessere di un mosaico emerge la personalità di un eroe scisso, che ha fatto della virilità un epos, pur cogliendone l’intima fragilità, e finirà schiacciato sotto il peso di una visione acuta e tragica dei destini della Russia post-socialista.
2.12.13
 

L'ora del caffè

Teatro Tordinona 21 Novembre 2013 “L’ORA DEL CAFFÈ”
 liberamente tratto da “Otello” di William Shakespeare
di e con Daria Mariotti e Linda Sessa
musiche originali a cura di Giovanni De Giorgi
Due donne…
Un incontro…
Un furto innocente…
Una richiesta d’aiuto…
Un confronto.
E se fossero Desdemona ed Emilia, le due protagoniste femminili dell’Otello, a raccontarci con le loro parole questa storia, cosa ci farebbero scoprire?
Donne all’oscuro di quanto avviene “fuori“ dalla loro casa,
all’oscuro degli intrighi organizzati dai propri mariti,
donne trascurate, maltrattate e che hanno paura.
L’ora del caffè è il rito quotidiano durante il quale due donne cercano di capire cosa è normale accettare in un rapporto di coppia.
30.11.13
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Entropia with Bob Salmieri

Teatro il Cantiere 15 Novembre 2013 Movements2: “Entropia with Bob Salmieri”
Organized by : Amptek Alex Marenga.
Entropia propone un laboratorio di ricerca live in cui il nucleo centrale del gruppo, composto da Amptek e dal Dr.Lops, mescola suoni acustici, atmosfere mediorientali a manipolazioni elettroniche. A questo set prenderanno parte il batterista percussionista Ugo Vantini, musicista storico del prog-rock italiano, dal Balletto di Bronzo agli Ezra Winston e il polistrumentista Bob Salmieri leader di Milagro Acustico. L'intento è quello di esplorare le nuove possibili interazioni fra musica elettronica e altre influenze musicali di matrice acustica. Bob Salmieri è un polistrumentista molto attivo nel campo della musica mediterranea e medio-orientale. Line Up: Amptek Alex Marenga: theremin, laptop, guitar synthesizer Dr. Lops: keyboards, synths, pads Bob Salmieri: soprano sax and others misterious intruments Ugo Vantini: percussives dancers: Valentina Buffone Lodovico Bruckman
28.11.13
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Spygeist

Teatro il Cantiere 15 Novembre 2013 Movements2: “SpyGeist”
 Organized by : Amptek Alex Marenga
SpyGeist propone un laptop set ambientale fatto di suggestioni elettroniche e di fasce sonore, tra l'ambient e l'idm.
L'intento è quello di esplorare le nuove possibili interazioni fra musica elettronica e altre influenze musicali di matrice acustica.
28.11.13
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