- Titolo: Canto di una ragazza fascista dei miei tempi
- Testo: Anna Lamberti Bocconi
- Regia: (Varia in base alle edizioni; spesso allestito come reading o monologo di teatro-canzone)
- Musiche: Spesso accompagnato da brani originali o canti popolari dell'epoca.
- Genere: Teatro civile / Teatro di narrazione
- Periodo di riferimento: Fine anni '90 e riprese negli anni 2000.
Sinossi
Lo spettacolo è un'indagine cruda e poetica sulla memoria storica e personale, basata sulla narrazione di una giovinezza vissuta all'ombra dell'ideologia fascista. La protagonista non è un simbolo politico, ma una ragazza che racconta la propria quotidianità fatta di riti scolastici, divi del cinema dell'epoca e l'adesione quasi estetica e ingenua ai miti del regime.
Attraverso un linguaggio che mescola la cronaca dei fatti storici alla dimensione intima del diario, l'opera esplora il "consenso" vissuto dall'interno. Il testo mette a nudo la seduzione esercitata dalla retorica fascista sulle giovani generazioni e la successiva, dolorosa scoperta della realtà della guerra e della caduta dei miti. È una riflessione sulla responsabilità individuale e sulla facilità con cui l'identità di un giovane può essere modellata dal potere, trasformando una storia privata in un monito collettivo sulla coscienza civile.
- Titolo: Canto di una ragazza fascista dei miei tempi
- Testo: Anna Lamberti Bocconi
- Regia: (Varia in base alle edizioni; spesso allestito come reading o monologo di teatro-canzone)
- Musiche: Spesso accompagnato da brani originali o canti popolari dell'epoca.
- Genere: Teatro civile / Teatro di narrazione
- Periodo di riferimento: Fine anni '90 e riprese negli anni 2000.
Sinossi
Lo spettacolo è un'indagine cruda e poetica sulla memoria storica e personale, basata sulla narrazione di una giovinezza vissuta all'ombra dell'ideologia fascista. La protagonista non è un simbolo politico, ma una ragazza che racconta la propria quotidianità fatta di riti scolastici, divi del cinema dell'epoca e l'adesione quasi estetica e ingenua ai miti del regime.
Attraverso un linguaggio che mescola la cronaca dei fatti storici alla dimensione intima del diario, l'opera esplora il "consenso" vissuto dall'interno. Il testo mette a nudo la seduzione esercitata dalla retorica fascista sulle giovani generazioni e la successiva, dolorosa scoperta della realtà della guerra e della caduta dei miti. È una riflessione sulla responsabilità individuale e sulla facilità con cui l'identità di un giovane può essere modellata dal potere, trasformando una storia privata in un monito collettivo sulla coscienza civile.





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